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giovedì 27 settembre 2018

Andrea Camilleri Il quadro delle meraviglie Scritti per teatro, radio, musica, cinema


Andrea Camilleri 
Il quadro delle meraviglie


Scritti per teatro, radio, musica, cinema


Recensione - Opinione
di Luigia Chianese
Mugnano di Napoli 

22 dicembre 2015 martedì




Chiamarla recensione è eccessivo perché ne ho letto circa poco più 50 pagine; e non perché non ami A.Camilleri, anzi al contrario, e che semplicemente non amo leggere le partiture teatrali ; quindi, di questo testo, ho letto la bellissima prefazione di Roberto Scarpa e la simpatica nota della curatrice Annalisa Gariglio, qualche partitura teatrale e il finale. Be! Questo libro completa fisicamente la mia collezione di libri del Maestro. Ci ama il teatro lo apprezzerà più di quanto possa fare io, chi ama conoscere anche i dettagli dell’ altro Camilleri si divertirà. Chi, come me, ama il A. Camilleri romanziere aspetterà e leggerà il prossimo capolavoro.

L.Ch.


P.S. 
• Comprato domenica 22 novembre 2015 
• centro commerciale Auchan in Giugliano in Campania
• Libreria Giunti € 18,00
• Iniziato e finito martedì 22 dicembre 2015

#AndreaCamilleri #Montalbano #Rai

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Andrea Camilleri  - Il quadro delle meraviglie

Scritti per teatro, radio, musica, cinema

TRAMA: 

"Chiamerò questo stile: rappresentazione multipla della realtà", scrive Roberto Scarpa nell'introduzione a questi testi teatrali, interrogandosi su ciò che unisce Camilleri romanziere e drammaturgo: è il teatro, con il suo raccontare "dal vivo" e "nel vivo" la complessità umana, che ha aiutato il creatore del commissario Montalbano a rappresentare simultaneamente le storie, i personaggi e le ipotesi che i personaggi stessi si formano delle proprie vicende. La teatralità, grazie alla quale ha potuto sviluppare la sua arte della rappresentazione multipla che avvince nel suo raccontare. "Perciò, insofferente davanti ai metodi che riducono la complessità dell'umano, annoiato a morte dal pessimismo, quand'ancora era giovane, Camilleri, proprio come Stevenson, 'ebbe uno scatto improvviso di impaziente desiderio di salute: come una scossa di scetticismo riguardo allo scetticismo'. Si rese conto che 'non c'è proprio niente da fare con il nulla: non ci si ricava niente...' Avvenne così che, per gran parte della sua vita, e comunque per quella parte che gli fu necessaria a costruire il proprio talento, Andrea si installò felicemente nel teatro: fu quello il luogo dove, proprio perché non c'è niente, poteva accadere tutto: 'anything goes'. Così il teatro, luogo della ricerca perenne e inesausta, della curiosità e del gioco, lo ripagò diventando la sua casa. Quella fu la sua evasione: un'evasione riuscita che, come era inevitabile, lo condusse a inoltrarsi nel territorio infinito delle storie..."


Andrea Camilleri – Vita

Ripresa per la maggior parte da Wikipedia: Andrea Camilleri nasce il 6 settembre del 1925 a Porto Empedocle (AG), figlio unico di Carmelina Fragapane e di Giuseppe Camilleri, ispettore delle compagnie portuali che partecipò alla marcia su Roma. Vive a Roma dalla fine degli anni quaranta e dal 1968  trascorre alcuni mesi l'anno a Bagnolo, frazione di Santa Fiora nel territorio del Monte Amiata in Toscana. Dal 26 settembre 2014 è cittadino onorario del borgo toscano, da lui descritto come suo "luogo del cuore"; il 14 agosto 2017 gli viene intitolato il Teatro Comunale del paese grossetano.

Dal 1939 al 1943, dopo una breve esperienza in collegio vescovile (fu espulso perché lanciò delle uova contro un crocifisso), studia al Liceo Classico "Empedocle" di Agrigento dove nel 1993  otterrà la maturità senza fare esami, poiché, a causa dei bombardamenti e in previsione dell'imminente sbarco in Sicilia delle forze alleate, le autorità scolastiche decisero di chiudere le scuole e di considerare valido il secondo scrutinio trimestrale.  A giugno dello stesso anno comincia, come ricorda lo scrittore, «una sorta di mezzo periplo della Sicilia a piedi o su camion tedeschi e italiani sotto un continuo mitragliamento per cui bisognava gettarsi a terra, sporcarsi di polvere, di sangue, di paure.» Tra il 1946 e il 1947 vive a Enna, in due misere stanzette prive di riscaldamento, e casualmente, dapprima attirato dal tepore, comincia a frequentare con assiduità la Biblioteca Comunale diretta dall'avvocato Fontanazza. Diventato suo amico questi gli fa conoscere gli scritti originali di due celebrità letterarie locali: Nino Savarese e Francesco Lanza. Diventa anche amico di Franco Cannarozzo, che poi divenne un famoso scrittore di romanzi di fantascienza con lo pseudonimo di Franco Enna. Camilleri ricorda che il periodo ennese lo indusse a partecipare a certamen letterari, e fu proprio nel 1947, durante il suo periodo ennese, che vinse il Premio Firenze con alcune sue poesie. Camilleri, nel documentario RAI "Il luogo e la memoria" (da lui scritto e letto) attesta il debito letterario verso Enna: «...Ed io, proprio in quelle due stanzette, credo di essermi formato come scrittore.»


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