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martedì 17 maggio 2022

Karsten Dusse - Inspira Espira Uccidi

KARSTEN DUSSE
INSPIRA ESPIRA UCCIDI

Recensione - Opinione di
 
Mugnano di Napoli (Na) – 05 Maggio 2022
 
La prima cosa che mi viene da dire su questo thriller psicologico è che è divertente! La seconda è che ho il sospetto che il locale McDonald’s sia lo sponsor occulto del libro, da verificare! Ovviamente per la seconda scherzo! È la storia di una terapia riuscita ma è anche un thriller, ci sono degli omicidi, tanti omicidi, ed è divertente fin dalle prime righe; è leggermente umoristico, lascia il sorriso sulle labbra fino all’ultima pagina, ci si stacca dalla lettura solo perché le braccia di Morfeo prendono, ad un certo punto della notte, fisiologicamente il sopravvento.
Il romanzo è scritto in prima persona e questo rende ancora più piacevole e spassoso l’humor nero in cui è avvolta la narrazione. Il ritmo è veloce, la scrittura è semplice e lineare e non si perde in dettagli inutili; le varie locations in cui accadono i fatti, sono solo sfondo, nulla più, incluso l’onnipresente McDonald’s, perché le azioni e i pensieri del protagonista sono il vero focus di tutto il thriller.
Da pagina 21:
<< Un uomo che fa sempre ciò che vuole non è libero.
Già solo l’idea di dover fare qualcosa ci rende schiavi.
Soltanto un uomo che non fa
ciò che non vuole fare è veramente libero.>>.
Signori lettori ecco l’essenza di tutto il libro! Ecco a voi il principio base della mindfulness.
In questo lavoro il carpe diem (cogli l’attimo) o l’hic et nunc (qui ed ora, subito, immediatamente), mescolati ad esercizi di postura e respirazione, comprensione, assenza di giudizi e pregiudizi, empatia e apertura verso gli altri, anche se gli altri sono criminali incalliti di altissimo livello, che desiderano solo farti fuori, sono tra gli elementi della teoria/terapia mindfulness (consapevolezza nel prestare attenzione con attenzione ai propri bisogni come forma d’essere) ma a volte, però, le situazioni narrate, tramite l’ausilio della mindfulness, sfociano nel ridicolo ma rendono verosimile, spiritoso e dissacrante tutto il racconto.
Da pagina 24:
<< La cosa che mi riempie di gioia,
del mio primo omicidio,
è l’essermi potuto godere appieno il momento,
senza alcun giudizio. >>.
A tratti può sembrare un libro di auto aiuto e volendo certe riflessioni potrebbero essere prese realmente ad esempio per tutti e per molti contesti della vita quotidiana di tutti, magari evitando, però, di trovare come una delle possibili soluzioni l’omicidio; ma la traccia di thriller psicologico rimane ben presente.
Vi spoilero soltanto che lo scopo del protagonista, l’avvocato Diemel Björn, è solo quello di conciliare famiglia e lavoro, recuperare il rapporto coniugale con la moglie Katharina, trascorrere più tempo con l’adorata figlioletta Emily, e soprattutto tutti, lui, i criminali e della polizia, è cercare di iscrivere i propri figli e nipoti in un buon asilo; impresa che si renderà assurda, complicata ed estrema. Il nostro protagonista, l’avvocato Björn Diemel, per tutto questo, si ritroverà a svolgere, invece, il ruolo di un mafioso criminale e di un omicida; in tutto ciò aiutato e supportato mentalmente ed emotivamente dalle massime del manuale di Mindfulness per DirigentiRallentare sulla Corsia di Sorpasso – di Joschka Breitner, e materialmente, con metodi più spiccioli e veloci, dal Bulgaro Sascha. Quest’ultimo, co-protagonista, è un ingegnere ambientale trasferitosi per lavoro in Germania dove la sua laurea non è riconosciuta, ex buttafuori, ex barista, un quasi nerd dell’informatica e assurdo per assurdo, un maestro d’asilo, ma principalmente, ex autista e assistente personale del criminale narcotrafficante Dragan Sergowicz, fastidioso cliente dell’avvocato Björn Diemel, colui che spingerà, involontariamente, Katharina a dare ultimati a suo marito Björn Diemel affinché ritrovi se stesso!   Il narcotrafficante Dragan, invece, è colui che nel racconto si cuocerà nei suoi stessi metodi. Il libro vi avvolgerà completamente, non potrete fare a meno di andare avanti infatti Vi consiglio questo testo perché vi divertirete e vi rilasserete moltissimo! L.Ch.
Nella mia scala voto-libri, da 1 a 5, questo romanzo si aggiudica un 3  libri pieno!   📗📘📙🕮🕮
 
TRAMA
INSPIRA ESPIRA UCCIDI
DI KARSTEN DUSSE
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
E se qualcuno applicasse alla lettera i princìpi della mindfulness per liberarsi dei propri problemi, facendoli fuori uno a uno (non solo in senso metaforico)? È quello che succede a Björn, avvocato in carriera dalla clientela molto esigente, quando la moglie lo spedisce a fare un corso di mindfulness minacciando di divorziare e di allontanarlo dalla figlioletta. A meno che non impari a conciliare famiglia e lavoro. Ma non è semplice applicare quei sani princìpi quando il tuo maggiore cliente è un mafioso narcotrafficante, che per sfuggire alla polizia si nasconde nel tuo bagagliaio durante una gita con tua figlia. Per impedire al lavoro di entrare nella sfera privata, Björn ha un’unica scelta: lasciare il “lavoro” nel bagagliaio sotto al sole, con conseguenze letali ma salvifiche. Finché la scomparsa del boss lo obbliga a prendere in mano la gestione dei suoi loschi affari e… sostituirlo!
 
Editore: Giunti Editore (6 aprile 2022)
Lingua: ‎Italiano
Traduttore: Rachele Salerno
Copertina flessibile: ‎396 pagine
ISBN-10 ‏ : ‎ 8809906667  - ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8809906662
 
CENNI SULLA VITA di:
KARSTEN DUSSE
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Karsten Dusse è un avvocato e autore di format televisivi di grande successo. Inspira, espira, uccidi è il suo romanzo d’esordio, il primo di una serie di thriller che hanno scalato la Top Ten dello Spiegel e non ne sono mai usciti da due anni a questa parte. La storia del cinico eppure ingenuo avvocato Björn Diemel, che diventa un vero e proprio criminale grazie alla mindfulness, ha conquistato milioni di lettori in 13 Paesi e sarà presto un film.
 
Uccidere un uomo e poi tornare a respirare.
Inspirare, respirare, poi uccidere ancora.
Da un lato il desiderio di cercare un equilibrio, uno slancio interiore verso              l’accettazione e la libertà. Dall’altro, invece, la violenza, gli istinti più feroci.
Björn Diemel non avrebbe mai potuto immaginare che scegliere di difendere Dragan, il famoso narcotrafficante coinvolto in affari mafiosi, lo avrebbe costretto a tanto. 
Björn Diemel non avrebbe mai potuto immaginare che un giorno come tanti altri, all’improvviso, si sarebbe trasformato in un assassino.
“Inspira, espira, uccidi” di Karsten Dusse è l’inaspettata fusione tra un manuale di self-help e un thriller mozzafiato.
 
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martedì 3 maggio 2022

Ursula Poznanski e Arno Strobel - L’ Estraneo

Ursula Poznanski 
e Arno Strobel
L’Estraneo

Recensione - Opinione di
Mugnano di Napoli (Na) – 22-04-2022
 
Alti e bassi! Questo libro, scritto a quattro mani da Ursula Poznanski e Arno Strobel è pieno di alti e bassi, di noia ed emozione, di attimi d’insofferenza e altri di leggera suspense. Rientra a pieno titolo nei thriller psicologici, abbiamo i morti, gli assassini, il mandante segreto, i gregari e anche i giochetti mentali, nonostante tutto non decolla.
I personaggi, discretamente descritti, sono ordinari ed esageratamente sciocchini e distratti, sono piatti. La location non ha nulla d’interessante, prevedibilmente banale, gli eventi si sarebbero potuti svolgere ovunque se non fosse che la xenofobia di stampo neo nazista è più suggestiva se ambientata in Germania, un mediocre cliché.
Cosa altro ha di alti e bassi questo testo? All’inizio può sembrare divertente e piacevole osservare lo stesso episodio, lo stesso attimo di vita, da due punti differenti, maschile e femminile, ma alla lunga annoia da morire; è come rileggere due volte il medesimo avvenimento, trascinato ad oltranza, con solo  minimi cambiamenti che a lungo andare non producono neppure dei veri e propri indizi. 
Questo tedia! O meglio irrita!
Di contro; verso la metà della narrazione, diciamo più della metà, la suspense finalmente s’accende, s’inizia a sperare nell’evoluzione della storia, ma, tale suspense, è tirata troppo per le lunghe; il finale poi, in stile film americano di scarsa fattura, sfuma in una delusione totale.
Insomma, non lo consiglierei a nessuno, anzi dimenticatelo, come uno dei protagonisti ha dimenticato una parte della sua vita. Come è stata chiamata? Amnesia selettiva! Ebbene io penso che l’applicherò a questo libro; ma coscientemente e non per trauma o ipnosi! L.Ch.
Nella mia scala libri da 1 a 5 il mio voto è 1. 📙🕮🕮🕮🕮

TRAMA
L’Estraneo
di  Ursula Poznanski e Arno Strobel
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Immagina di essere sola in casa, avvolta in un accappatoio, mentre ti asciughi i capelli dopo un bagno caldo. Improvvisamente senti un rumore al piano di sotto, uno strano tintinnio, poi un cassetto che si apre e si richiude. Scendi le scale, ti avvicini alla porta della cucina e d'un tratto ti trovi davanti uno sconosciuto: occhi azzurri, capelli scuri, spalle larghe. Sei paralizzata dalla paura, inizi a gridare. Ma lui non scappa. E, cosa ancora più inquietante, ti chiama per nome, sostiene di essere il tuo fidanzato e non capisce come tu possa non riconoscerlo. Tu però sei certa di non averlo mai visto prima, afferri un fermacarte e glielo scagli contro. Chi è quell'uomo? Perché dice di conoscerti? Stai forse diventando pazza? Immagina di tornare a casa una sera e scoprire che la tua fidanzata non ti riconosce più. Comincia a gridare, è convinta che tu sia un ladro o un maniaco, ti scaglia addosso un fermacarte e corre a rinchiudersi in camera. Non riesci a capire, inizi a guardarti intorno e all'improvviso realizzi un fatto agghiacciante: le tue cose non ci sono più. Le tue giacche, che stamattina erano appese nel guardaroba, sono sparite. Non c'è più niente di tuo in quella casa. Stai forse diventando pazzo? Siete entrambi intrappolati in un incubo. E l'unico modo per uscirne è provare a fidarsi l'uno dell'altra...
 
CENNI SULLA VITA di:
Ursula Poznanski
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Ursula Poznanski è nata alla fine degli anni Sessanta (1968)  in Austria, a Vienna, dove ha studiato e dove ancora vive con la famiglia.  Ha lavorato come redattrice in una casa editrice di medicina. Dopo il successo del suo primo romanzo per ragazzi Erebos (pubblicato in Italia da Armenia nel 2011), ha deciso di diventare scrittrice a tempo pieno. Ha pubblicato numerosi libri per bambini e per ragazzi e alcuni thriller per adulti, in particolare Blinde Vögel (2013) e Fünf (2012), tradotto in italiano Cinque e pubblicato da Ponte alle Grazie nel 2013.

Editore: ‎Giunti Editore (2 gennaio 2018)
Lingua: ‎Italiano – Traduttrice: Lucia Ferrantini
Copertina flessibile: ‎368 pagine Dimensioni: ‎12.5 x 20 x 19.5 cm
ISBN-10 ‏ : ‎ 8809864204 - ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8809864207


CENNI SULLA VITA di:
Arno Strobel
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Arno Strobel è nato Land of Saarlouis, Germania il 18 agosto 1962 e ha lavorato a lungo per una grossa banca prima di dedicarsi interamente alla scrittura. È diventato un autore bestseller con una fortunata serie di thriller psicologici. Studia Ingegneria elettrica. Dopo aver lavorato per diversi anni come Consulente di gestione IT  in Germania, si è trasferito in Lussemburgo , dove ha ancora lavorato nel 2014 implementando progetti IT in una grande banca tedesca. Nel febbraio 2014, lascia il lavoro e diventa scrittore freelance. Parallelamente alle sue attività informatiche, ha iniziato una carriera tarda come scrittore quando aveva quasi 40 anni. Il suo primo romanzo, Magnus (2007) è un thriller sotto il Vaticano  per il quale Strobel aveva svolto ricerche a Roma . Il suo primo grande successo, tuttavia, rimane un altro thriller più psicologico, intitolato Der Trakt  (2010). Da allora, tutti i suoi libri sono stati bestseller in Germania. Arno Strobel ora vive con la sua famiglia vicino a Treviri.
 

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martedì 22 febbraio 2022

Ruth Ware - La Donna della Cabina Numero 10

RUTH WARE
La Donna della Cabina Numero 10

Recensione - Opinione di
 
Mugnano di Napoli (Na)  - 19.02.22
 
Poche volte ho scritto: questo libro è brutto! Ed eccomi di nuovo a farlo.
Questo libro è brutto, no è bruttissimo! Ed il motivo è il più semplice del mondo: è noioso da morire. Almeno ha il buon gusto di essere scorrevole e breve! Sono arrivata al punto d’iniziare a saltare dei paragrafi, poi intere pagine, l’ho terminato solo per capire fino a che punto volesse trascinare il lettore nella noia.
Prolisso e ripetitivo fino all’estremo sulle sensazioni e sulle emozioni della protagonista; ogni pagina la rendeva sempre più antipatica e sciocca; diciamo pure insopportabile. Tutti i personaggi di secondo piano sono stati decisamente migliori di Lo. Lo è Laura Blackwood,  la giornalista sfigata del giornale londinese per viaggi – Velocity – che si ritroverà, per puro caso, in una crociera di lusso, tra i fiordi norvegesi, per ammirare, tra le altre cose, l’aurora boreale, che poi è anche il nome della mini nave extra lusso, Aurora Borealis. Qui si ritroverà coinvolta in un omicidio da scoprire e da cui fuggire. 
Il testo si legge, fortunatamente, molto in fretta, perché lo stile è semplice ma ed è ripetitivo, niente di entusiasmante, anche se rientra nei gialli/thriller di suspense non ve ne è. È tutto completamente scontato!
Una sola frase mi ha colpito ed è, nella mia copia, a pagina 198:
<< … Bisogna a tutti i costi cercare di spremere la vita  fino all’ultima goccia 
per ricavarne ogni emozione possibile, non credete? 
Altrimenti è solo un breve, sgradevole e brutale 
interludio tra la nascita e la morte.>>.
Speravo che a questo punto, a metà del libro circa, iniziasse l’indagine, la suspense, il sospetto, il dubbio, il vortice di supposizioni e congetture che potessero entusiasmare un lettore, invece no! Piatta totale e mare calmo! La noia ha regnato sovrana ed indisturbata!
Il finale è stato così insulso e stupido da farmi venire voglia di gettare il libro dall’altro capo del letto. Sconsiglio questa lettura soprattutto per gli amanti dei gialli e dei thriller. L.Ch.
Il mio voto nella mia personale scala libri da 1 a 5 e un deciso 1. 📗🕮🕮🕮🕮
 
TRAMA
La Donna della Cabina Numero 10
di Ruth Ware
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Come puoi fermare un assassino se nessuno crede che esista? Doveva essere la crociera perfetta. Le luci del grande Nord su una nave di lusso, l’Aurora Borealis, in compagnia di pochi e selezionatissimi ospiti. Un’ottima opportunità professionale per la giornalista Lo Blackwood, incaricata di sostituire il suo capo e ben felice di trovare sollievo dallo choc provocato da un tentativo di furto subito nella sua casa di Londra. Ma la crociera si trasforma ben presto in un incubo atroce... Durante la prima notte di viaggio, Lo assiste a quello che ha tutta l’aria di essere un omicidio, proprio nella cabina accanto alla sua, la numero 10. Non solo nessuno le crede, ma la ragazza che dice di aver incontrato nella stessa cabina sembra non essere mai esistita: non è a bordo, nessuno la conosce, e le tracce lasciate dalla sua misteriosa presenza svaniscono una dopo l’altra. Bloccata sulla nave e sempre più isolata nella sua ricerca, Lo cade in preda al terrore. Sta forse impazzendo? Oppure è intrappolata in mezzo all’oceano, unica testimone di un delitto e in balia di uno spietato assassino? Inquietante, coinvolgente, claustrofobico, «La donna della cabina numero 10» conferma la nascita di una nuova autrice di grande talento nel panorama del thriller internazionale.
 
Editore: TEA (15 febbraio 2018)
Lingua: ‎Italiano
Copertina flessibile: ‎368 pagine
ISBN-10: ‎ 8850249039 - ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8850249039
Dimensioni: ‎ 12.8 x 2.5 x 19.8 cm
Editore: ‎Corbaccio (13 ottobre 2016)
Lingua: ‎Italiano Traduttrice: Valeria Galassi
Copertina rigida: ‎ 368 pagine
ISBN-10: ‎ 8867002023 - ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8867002023
Dimensioni: ‎ 22.1 x 2.6 x 15 cm
 
«Dopo il successo internazionale dell'Invito,
questo romanzo conferma lo straordinario talento di Ruth Ware.» 
The Bookseller

******
«Ruth Ware possiede tutte le doti dei grandi maestri del thriller: una prosa asciutta e tagliente, uno stile elegante e nitido, e la capacità di infondere in ogni pagina un senso di minaccia incombente ... 
Sunday Express
 


CENNI SULLA VITA di:
Ruth Ware
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Ruth Ware è nata nel 1977 ed è cresciuta a Lewes, nel Sussex. Si è laureata all’Università di Manchester e ha lavorato come cameriera, libraia, insegnante di inglese e nell’ufficio stampa della Vintage Publishing. Ha vissuto a Parigi e a Londra, dove attualmente risiede con il marito e i figli. In Italia ha pubblicato L’invito, il suo primo thriller, e La donna della cabina numero 10. Di entrambi sono stati venduti i diritti cinematografici. Sempre con Corbaccio pubblica Il gioco bugiardo (2018) e L'eredità di Mrs Westaway (2019).




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lunedì 7 febbraio 2022

Giovanni Staibano - Il Caso Mayer

Giovanni Staibano
Il Caso Mayer
Recensione - Opinione di
 
Mugnano di Napoli (Na) – 30.01.2022
 
Il Caso Mayer non è un semplice thriller è un vero e proprio thriller psicologico/legale che si basa su ricerche sul Mind Control. (Controllo della mente).
La prima cosa che si nota è che l’autore, Giovanni Staibano, aiuta il lettore con i personaggi, in quanto, in ogni inizio-parte del libro, e sono sei parti più il prologo e l’epilogo, ci presenta, in ordine di comparizione, l’elenco dettagliato di tutti i personaggi che verranno coinvolti nelle vicende dei capitoli che leggeremo; questa “cortesia al lettore” ritorna molto utile se non si legge il libro in un solo giorno.
La seconda cosa che si nota è che è un thriller al rovescio. Già dal primo capitolo, infatti, sappiamo subito cosa è successo, chi sono gli attori più importanti sul palcoscenico e come è finita tutta la vicenda. Sembra assurdo ma è così, in 23 pagine l’autore ci narra la vicenda e il finale.
Saranno il giovane, timido e insicuro avvocato difensore di John Mayers, Lou Harris, il reporter del New York Times, Pete Klein e il presentatore televisivo Tucker, Eagle Sawyer, nella trasmissione - Survivor - della HTS Chanel Newyorkese su TV via cavo, all’inizio, a narrarci gli eventi.
Vi chiederete perché? Facile! Perché lo scopo, come nelle migliori serie TV stile CSI, non è capire solo - il chi -, ma è di primario interesse comprendere - il come - sia potuto succedere e perché. Nel racconto, infatti, secondo me, lo scopo dell’autore è narrare come si è arrivati all’assoluzione e alla liberazione dalla latitanza del famoso - Dottor Morte -  ovvero dello psichiatra John Mayers.
La terza cosa che si nota è che l’autore non si sofferma moltissimo sulle specifiche tecniche mediche e sui processi scientifici utilizzati dall’Athena Medical Research, società newyorkese leader nella ricerca biofarmaceutica, che intraprende il - Progetto Recon - (Reconditioning), ovvero un programma per il controllo della mente umana, per estrarre, inserire, modificare e cancellare le informazioni contenute nella mente umana al fine di abbattere le difese del soggetto e trasformarlo in automa per farlo comportare secondo la programmazione subita, piano, che a sua volta deriva dal progetto - MK-ULTRA -  un prodotto della CIA, studiato intorno agli anni 1950, ed in seguito bandito, che intendeva trasformare torture, droghe e psicologia in armi al servizio del controspionaggio; l’autore, Giovanni Staibano, invece, pone di più l’accento su come i fondatori dell’Athena Medical Research, ovvero Brian Singleton ed Ernest Stevenson, che provengono dalla DARPA, un’Agenzia Governativa Specializzata nello Sviluppo delle Nuove Tecnologie, hanno, illegalmente, condizionato e ucciso tante persone e in particolar modo come hanno manipolato lo psichiatra John Mayer, anche uccidendo la famiglia del dottore, e illudendolo di poter portare avanti la sua ricerca su una molecola che avrebbe aiutato a contrastare i PTSD ( Disordini da Stress Post Traumatico) e altre malattie neurologiche di cui sono affetti molti soldati, ma anche una vasta parte della popolazione civile.
La quarta cosa 
che si nota è che l’autore ha speso molto del suo tempo nelle ricerche sulla citta di New York e sulle leggi americane, veramente un gran ben lavoro.
Il personaggio più interessante, però, è il nipote di John Mayer: il semi-scapestrato, orfano e talentuoso pianista, studente della famosa Juilliard School di New York, Nicolas Mayer. Ragazzotto solo e incostante, all’apparenza poco sveglio ma eccezionale nel suo talento musicale; e sarà proprio grazie a lui, e alle indagini iniziate dal giovane giornalista del City Daily, Jimmy Wright, che John Mayer verrà assolto.
Ma… cosa muove il tutto? Cosa fa arrivare alla Verità? Viene da chiedersi dopo le prime 23 pagine? L’ambizione? Quella di Brian Singleton ed Ernest Stevenson per i soldi ed il potere? O il desiderio di fama e successo del presentatore di HTS Chanel: Tucker, Eagle Sawyer? La cronaca nera, in fondo, fa sempre audience e l’audience porta soldi e successo.
No! È l’Amore! Semplicemente l’Amore.
Quello di John Mayer per il suo lavoro e per la sua Miriam Shahid, nativa dell’India, trasferitasi con la famiglia negli USA e diventata assistente personale di Ernest Stevenson. Il dottor Mayer per proteggerla la - Riprogrammerà - ma il suo ricondizionamento sarà solo dormiente perché grazie a delle  - Istruzioni Nascoste -  il condizionamento verrà a cadere e le  - Linee di Rottura - funzioneranno a dovere. Da pagina 18:
<< “Fa che sia il tuo cuore a scegliere la meta, 
e la ragione a cercare la via.”>>.
Quello di Nicolas per la sua amata Helen McGuire, una delle donne rapite e ricondizionate da John Mayer, e per la sua unica famiglia, composta dal solo nonno John.
A muovere il tutto però è sì l’Amore verso qualcuno, come nel caso dei Mayers, ma è
anche l’Amore per la Verità. La Verità che vuole conoscere sia Nicolas e Miriam che i due appassionati giornalisti. Per questa Verità, appunto, vi è il gran lavoro non solo di Nicolas Mayer ma principalmente del giornalista, del City Daily, Jimmy Wright, che, sempre per Amore della Verità, verrà ucciso, e anche del giovane reporter del New York Times,
Pete Klein, che gli renderà onore portando a termine il suo lavoro. Da pagina 44:
“Quando la verità non è libera 
la verità non è vera.” ( di Jacques Prévert)
Le locations sono ben costruite, sembra di vederle dinnanzi agli occhi e l’autore, Giovanni Staibano, riesce anche a non essere prolisso in tal senso.
Per quanto concerne il linguaggio utilizzato, inoltre, posso aggiungere che è molto fluido e semplice, senza troppe ridondanze e si adatta a tutti i lettori anche grazie alle spiegazioni, su situazioni e argomentazioni più complesse, quali gli aspetti legali americani; in questo libro si facilita al massimo il lettore.
Il ritmo narrativo è scorrevole, la suspense cresce piano piano; dal pathos che troviamo nella rocambolesca fuga dal Lago, fino al coraggio preso a due mani dell’avvocato Lou Harris, nell’aula giudiziaria, contro l’agguerrito procuratore Lionel Vincenti e - l’inflessibile e risoluta - Giudice Miriam Goldman Wood; procedendo fino al climax finale che scioglie tutte le tensioni. (Questo, però, non ve lo racconto).
Come viene spesso ripetuto nel testo: “A tutto c’è un rimedio!”
Dimenticavo! Soffermatevi anche sulla copertina è, a mio parere, molto bella! L.Ch.
Il mio voto, nella mia personale scala libri da 1 a 5 è di un buon 3.L.Ch.
📚📚📚🕮🕮
 
Il Caso Mayer 
di Giovanni Staibano
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Da un'aberrazione nata tra le mura della CIA intorno al 1950, che intendeva trasformare torture, droghe e psicologia in armi al servizio del controspionaggio, nasce il progetto MK Ultra. Trent'anni dopo, dalle sue ceneri, sorge il progetto Recon. Fuoriuscito dalle mura dell'Athena Medical Research, una società newyorkese leader nella ricerca biofarmaceutica, sfugge al controllo del suo ideatore, lo psichiatra John Mayer, e alla fine degli anni 2000 inizia a mietere le sue prime vittime. "Il caso Mayer" parla di uno scandalo, la cui portata, a livello internazionale, riuscirà a scuotere nel profondo l'animo della gente, portandola a chiedersi fin dove la scienza può spingersi senza violare quei limiti che moralità, razionalità e umanità vorrebbero invalicabili. Molti proveranno a dare una risposta, Jimmy Wright, il giornalista del «City Daily», che per primo svelerà la vera natura di John Mayer, Ernest Gerard Stevens, il co-fondatore dell'Athena Medical Research, fino al nipote del crudele psichiatra, Nicolas Mayer, un pianista di gran talento con in sé tutte le contraddizioni di un giovane ribelle. Tutti daranno il loro contributo affinché la giustizia trionfi, ma sarà necessario altro sangue, e una delle più singolari storie d'amore che siano mai state raccontate, perché l'impensabile alla fine venga svelato.
Il Caso Mayer: Sinossi inviata dall’autore Giovanni Staibano:
L'Athena Medical Research, un’importante società di ricerca biofarmaceutica del Nord America, viene coinvolta in uno scandalo. Costretti ad attivare un'indagine interna, i fondatori s'imbattono in una scoperta che li costringerà a rendere pubblici tutti i loro studi. In una girandola di accuse reciproche e di colpi di scena, ognuno cercherà di scagionarsi scaricando ogni colpa sugli altri, e sarà solo John Mayer, il responsabile studi clinici dell’Athena, a essere additato come l’ideatore di una manipolazione psichica per ottenere il controllo della mente dell’uomo. Costretto alla fuga, disseminerà nelle menti di quattro donne gli indizi per poterlo rintracciare, e consegnerà l'esile filo della sua difesa nelle mani del nipote Nicolas, un giovane pianista con in sé le contraddizioni di un ribelle, insieme a un grande talento in grado di far volare le dita sulla tastiera di un pianoforte. Ogni cosa è come appare. O come il fondatore dell’Athena, Ernest Stevens, vuole far credere: in realtà è lui che sta dietro a un'intricata vicenda, le cui radici affondano in un programma illegale della CIA di esperimenti su esseri umani denominato MK-ULTRA. Non c'è via d'uscita per John Mayer, tutto è stato calcolato in anticipo. Tutto, a eccezione di due storie d’amore: quella tra Nicolas e una delle donne rapite dal nonno, e quella tra lo stesso dottor Mayer e l’assistente personale del fondatore dell’Athena, Miriam Shahid. La prima darà la forza al giovane pianista di convincere il nonno a lottare fino in fondo, la seconda permetterà al vecchio dottore di far riemergere dalla mente della sua donna quei ricordi che inchioderanno senza via di scampo i veri colpevoli.
 
Editore: Independently Published (7 marzo 2020)
Lingua: Italiano
Copertina flessibile: 306 pagine
ISBN-13: 979-8604663530 – ASIN:B085KR3XXW
  
CENNI SULLA VITA di:
Giovanni Staibano
Inviati dall’autore
Giovanni Staibano:
Giovanni Staibano, nato a Foligno nel 1966, esperto di Information Technology, esordisce nel 2018 con "La Madre", un noir psicologico che gli vale il secondo posto al Premio Internazionale di Sarzana e il titolo di "autore dell'anno" dalla sua casa editrice. Recentemente, "La Madre" è stato ripubblicato in una nuova edizione. Nella perenne ricerca di perfezionarsi, l'autore intercala la scrittura a diversi corsi di narrativa, alcuni dei quali tenuti dal noto linguista Matteo Pascoletti. "Il caso Mayer" è il suo secondo romanzo, frutto di due anni di ricerche, e richiede un costante lavoro di perfezionamento prima di essere proposto al grande pubblico.
Giovanni Staibano è nato a Foligno, in provincia di Perugia, il 14 Dicembre 1966.  Laureato in Scienze dell'Informazione è un esperto di Information Technology. Intorno ai vent'anni si accosta al mondo della scrittura creativa componendo alcune poesie e scrivendo dei racconti. Si ferma per altri  vent'anni, ma senza mai smettere di annotare soggetti di eventuali libri che un giorno o l'altro avrebbe potuto e voluto scrivere. Dodici anni fa ha affiancato il padre, intenzionato a scrivere un saggio sui geroglifici e un libro di memorie, un'attività che in un certo senso lo obbliga a vestire i panni di editor e di supervisore. Così invogliato, e dopo alcuni anni di questo involontario allenamento, decide di riprendere la penna in mano, inizia nel 2014 "La Madre" e lo porta alla conclusione nel 2017. 
Nello stesso anno inizia anche un secondo romanzo, "Il caso Mayer", che completa però nel 2019 e pubblicherà nei primi mesi del 2020. Sempre nello stesso anno porterà a compimento la sua terza fatica, "Il giardino rubato", attualmente in fase di beta-reading.
I suoi autori preferiti sono Jeffery Deaver, Patricia Cornwell, Dean Koontz eMichael Crichton, dai quali ha preso, se non altro, la caratterizzazione delle ambientazioni dei suoi romanzi, tipicamente americane. DI questi autori è sempre rimasto colpito dalla forte espressività del loro stile, che seppure sintetico e compatto, ha sempre fornito ai lettori una enorme vastità di emozioni.
Nel 2018 segue un corso di scrittura creativa, tenuta da linguista Matteo Pascoletti, e a luglio sempre dello stesso anno il suo "La Madre" viene insignito del 2° premio del Concorso Internazionale Città di Sarzana. Nel 2019 la sua prima casa editrice, la LFA Publishing di Napoli, lo elegge "autore dell'anno".
 
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