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lunedì 26 giugno 2023

Monica Acito - Uvaspina

Monica Acito
Uvaspina

 
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Mugnano di Napoli (Na) – 22 aprile 2023
 
Una storia che ti ovatta. Quando inizi a leggere questo romanzo vuoi solo chiuderti nel tuo guscio sicuro e immergerti nel mondo di Uvaspina e della sua famiglia. Abbiamo tutto: l’odio, la rabbia, la paura, l’amore, le incomprensioni, i problemi e le frustrazioni, le gioie, i tormenti, i fallimenti e le rinascite. Un campionario variegato d’umanità che fa esplodere le proprie emozioni in ogni latitudine e ceto sociale in una Napoli che sa fare da sfondo a tutto.
Nel racconto abbiamo un’intera e un’autentica famiglia disfunzionale.
Carmine, il protagonista assoluto. Chiamato con il suo nome solo tre volte nel romanzo, ma per tutti è Uvaspina. - Nato con una voglia a forma di chicco d’uva ma pallida come la luna, sotto l’occhio sinistro; -  e come l’uvaspina viene spremuto e stritolato; è un ragazzo fragile che pensa di non meritare nulla dalla vita. da pagina 21:
<<D’altronde, il destino dell’uvaspina 
è lo stesso dalla morte dei tempi:
essere spremuta, schiacciata e pestata
per farci sciroppi che guariscono le malattie degli altri.>>.
Carmine Uvaspina è il classico femminiello napoletano che va oltre il concetto di
- ricchione – lui si sente altro gli insulti, le velate risate, le male parole, da pagina 52:
<<Aveva capito che i femminielli a Napoli 
erano creature strane e dolcissime
che sembravano venire da un etere fatto 
di sirene, vajasse e angeli piumati…
che erano divinità terrene: 
certo, divinità di una mitologia fatta di
 vasci, vicarielli e chiese sconsacrate, 
ma i cui corpi sapevano muoversi e cambiare…
erano pelle che stava stretta nella propria pelle 
e che per questo teneva ‘e ppalle di cambiare… >>.
La madre di Uvaspina, Grazia, Graziella Marino, detta la Spaiata, colei che piange ai funerali: uomo, donna o bambino che sia, piange a pagamento, come le antiche prèfiche. Grazia è e sarà fino alla fine una donna volgare e “chiagnazzara”, una vera mercenaria dei sentimenti, che finirà per elemosinare amore e attenzioni come un cane bastonato. È un personaggio grottesco che psicologicamente annienta se stessa a chi le sta intorno. Da pagina 233:
<< a lei piaceva ossessionare le persone
e far sentire la sua persistente malìa,
perché voleva avere padronanza
sui vivi e sui morti allo stesso modo.>>.
Filomena, detta Minuccia, sorella crudele di Uvaspina. Un anno e mezzo più piccola del fratello, - concepita dopo il funerale della mamma di Pasquale Riccio. - È un’autentica tiranna, malvagia e infame! Ed è a mio parere un personaggio originale per la sua posizione di sorella terribile, invidiosa e sadica. È, come dice il romanzo, uno “strummolo” ovvero una trottola di legno, che non si ferma mai; una trottola smaniosa con una punta in ferro che sa ferire pesantemente tutti, lei inclusa, ma non uccidere del tutto. Da pagina 22
<< Tutto in Minuccia era movimento e rotazione,
come un giocattolo di legno;>>.
Minuccia - lo strummolo - è un’infame, è un animale volgare e schifoso, è la classica vrenzola che si comporta e si esprime come uno dei personaggi violenti e ignoranti di Gomorra. In lei amore e odio sono le facce della stessa medaglia. È una bestia da frullare!
Pasquale Riccio, padre di Uvaspina e Minuccia; teme Minuccia e si vergogna di suo figlio, così vittima e debole, così - femminiello - Pasquale, durante il funerale del padre, si è fatto abbindolare dall’avvenenza e dal generoso petto scoperto, della Spaiata, ma ben presto quell’amore, nato sulla scia della passione e della bellezza, svanisce e da inizio al una sceneggiata perpetua, una – Babilonia -, da parte della Spaiata. Da pagina 70:
<< …perché gli uomini sanno essere cattivi  e punire le donne che 
si sposano con i loro musi lunghi, 
le vacanze rovinate, i bocconi sottratti 
e il cattivo sesso, quello fatto 
soltanto per svuotarsi le palle.>>.
Pasquale è un personaggio insulso, figlio di un importante notaio, ha solo ereditato nome e studio dal padre Lello, ma professionalmente e umanamente non vale niente. da pagina 14:
<< teneva ‘a cap pe sparter’e recchie.>>.
È un viscido rappresentante della Borghesia Partenopea dei mantenuti figli di papà uno che… Da pagina 128:
<< Latrina era, in mezzo a gente di latrina.>>.
Ultimo personaggio di rilievo è Antonio, unica persona non disfunzionale. È un pescatore con una particolarità fisica non da poco; ovvero ha gli occhi di colori diversi. Da pagina 109:
<< … uno era verde boscaglia, l’altro era marrone
come le pozzanghere di piazza Mercato.>>.
Ama leggere libri e non ha paura del sangue, e quei libri gli sono costati ma l’hanno salvato; da pagina 164:
<<…e mani spaccate che non c’avevano scuorno
del sangue e manco della merda.>>.
Sarà lui una guida sicura, l’amore, la rinascita, la ricaduta e la comprensione per Uvaspina. Antonio è ruvido e delicato allo stesso tempo, è magia agli occhi di Uvaspina, è desiderio ma è anche tormento; da pagine 169-170:
<< …Antonio gli aveva fatto una fattura, 
gli aveva messo la tarantola addosso
e non riusciva più a stare seduto in una stanza. 
…con lui diventava curioso, gli si aprivano tutti i pori,
era come un criaturo che scopriva lo spasso.>>.
Protagonista non umana, ma ricca di umanità, mutevole e variegata è Napoli. L’autrice ha succhiato dalle sue viscere una delle tante verità dell’esistere umano, e come sfondo privilegiato ci sono le “grotte di Palazzo Donn’Anna”; il tutto in un tempo indeterminato, quasi etereo.
Il tempo, infatti, è un elemento non fisso ma neppure mobile in questo romanzo, infatti non abbiamo un’epoca ben precisa in cui viene ambientato il racconto, possiamo affermare che è un tempo fluido. Richiami temporali se s’insiste su personaggi, tipo il calciatore Diego Armando Maradona, o luoghi in cui si “frullava” la gente ovvero l’ospedale psichiatrico Leonardo Bianchi, il costante riferimento alle Lire, ci fanno intuire il periodo, ma in sostanza, in questo romanzo,
- la cronologia non esiste - e sono molte le licenze temporali assunte.
La lingua utilizzata è poetica, in molti punti, di pancia in altri. Quindi il ritmo è piacevolmente altalenante. Ritrovo un uso eccessivo del dialetto partenopeo che potrebbe creare problemi a chi non mastica tale linguaggio ed i suoi significati profondi che sanno andare oltre le parole dette o ascoltate. È un linguaggio ricco, ridondante ma non noioso che però lo si potrebbe definire “barocco”, eccessivo ma anche suggestivo e piacevole! ( io, che recensisco, sono Partenopea quindi un po' di parte lo sono, è un linguaggio familiare per me.).
Ciò che è potente nel racconto sono i sentimenti che rimbalzano ovunque: dagli scogli alle calette, dai vagoni dei treni di Portici, alle poltrone delle parrucchiere, alle scale, ovunque i sentimenti e le emozioni sono esasperati, sferzanti e decisi; le mezze misure non esistono in questo racconto.
Nel complesso è un discreto lavoro, innovativo e originale, un buon romanzo di narrativa psicologica nostrana che vale la pena leggere! Consigliato! Luigia Chianese
 
Nella mia scala, da 1 a 5, gradimento libro, questo testo, merita un 3 Libri. 
📕📗📘📖📖

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NOTE:
Del frutto che ispira il suo soprannome Uvaspina ha la tenerezza e l’arte di farsi spremere per alleviare il dolore degli altri. Tutti lo calpestano con le parole e gli sguardi obliqui, tutti lo strizzano e lo stropicciano, fanno del suo corpo un terreno da violare. Uvaspina è la creatura fluida, l’identità poliforma che scivola dalle gabbie delle definizioni. È il queer napoletano, il ‘femminiello’, il diverso.

Nel suo romanzo d’esordio, Monica Acito racconta una storia che ha origine tra la lava e il mare, una storia magica d’amore e di folklore. Quell’amore ostinato, a volte impossibile e a volte letale, che è l’amore dei diversi.

TRAMA
Uvaspina
di Monica Acito
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
È nato con una voglia sotto l’occhio sinistro, come un pallido frutto incastonato nella pelle: Uvaspina si è abituato presto a essere chiamato con quel nome che lo identifica con la sua macchia. A quasi tutto, del resto, è capace di abituarsi: a suo padre, il notaio Pasquale Riccio, che si vergogna di lui; alla Spaiata, sua madre, che dopo aver incastrato Pasquale Riccio con le sue arti di malafemmina e chiagnazzara non si dà pace di aver perduto il proprio fascino e finge di morire ogni volta che lui esce di casa. Ma soprattutto Uvaspina è abituato a sua sorella Minuccia, abitata fin da bambina da un’energia che tiene in scacco il fratello con le sue esplosioni imprevedibili, le ripicche, la ferocia di chi sa colpire nel punto di massima fragilità, come quando gli dice: “Avevano ragione i compagni tuoi, sei veramente un femminiello.” 
Eppure, solo Uvaspina conosce l’innesco che rende la sorella uno strummolo, una trottola capace di ferire con la sua punta di metallo vorticante. 
E solo Minuccia intuisce i sogni di Uvaspina, quando lo strummolo la tiene sveglia e può scrutare i suoi finissimi lineamenti nel sonno.
Intorno a loro, Napoli: la città dalle viscere ribollenti, dai quartieri protesi verso il cielo, dai tentacoli immersi in quel mare che la fronteggia e la penetra. È proprio sul confine tra la città e il mare, tra la storia e il mito, che Uvaspina incontra Antonio, il pescatore dagli occhi di colori diversi, che legge libri e non ha paura del sangue, che sa navigare fino a Procida e rimettere al mondo un criaturo che dubita di se stesso. La purezza del loro incontro, però, non potrà nascondersi a lungo nelle grotte di Palazzo Donn’Anna: la città li attira a sé, lo strummolo gira e il suo laccio unirà per sempre i loro destini. Una passione assediata dallo scherno e dallo scuorno. L’ambiguità dell’amore fraterno, la necessità dell’ombra perché ci sia luce. Infine una scrittura, quella della giovane Monica Acito, che sa inserirsi con originalità in una grande tradizione letteraria e, mescolando la forza tellurica del vernacolo alla freschezza di un racconto sulla giovinezza, invoca la fame di felicità che abita ciascuno di noi.
 

CENNI SULLA VITA di:
Monica Acito
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Monica Acito (1993) è cresciuta in Cilento, tra le gole del Calore e i templi di Paestum. Ha iniziato a scrivere da bambina e fin dall’adolescenza ha collaborato con testate cartacee e online. Dopo la maturità classica si è trasferita nel centro storico di Napoli, tra Forcella e Mezzocannone, e si è specializzata in Filologia moderna presso l’Università Federico II. Nel 2019 è approdata a Torino, dove ha frequentato la Scuola Holden. Nel 2021 ha vinto, tra gli altri, il Premio Calvino per la narrativa breve e i suoi racconti sono stati pubblicati su numerose riviste letterarie. È docente di discipline umanistiche presso la scuola secondaria di primo e secondo grado.

Editore: ‎Bompiani (22 febbraio 2023)
Lingua: ‎Italiano
Copertina flessibile: ‎416 pagine
ISBN-10: ‎8830109959
ISBN-13: ‎978-8830109957
Etichette – Generi: Narrativa Narrativa moderna e Contemporanea Narrativa Psicologica Romanzo Contemporaneo
 
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domenica 16 aprile 2023

Napoli Città Libro Aprile 2023

Blog Libri e Opinioni
Napoli Città Libro 
IV edizione     

   
Napoli- Stazione Marittima  
 Domenica 16 aprile 2023    

Il tema è "La Tempesta" ed ho incontrato una tempesta d'autori, di editori e di eventi veri!
Ecco un po' della mia giornata a Napoli Città Libro 

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Link video You Tube: https://youtu.be/3hz3Su0yb-g

     

INIZIAMO

Libri Autori Presentazioni
Case Editrici
Alcuni mi hanno conquistata e altri li ho ritrovati. 

Alfredo Alvino- Nemici Fraterni

Lavinia Mannelli - L'Amore è un atto senza importanza

Miriam Candurro - La Settima Stanza

Monica Acito - Uvaspina


     Si inizia: passeggiate tra gli stand, libri comprati, foto,
 chiacchierate con gli autori.
Incontro con un grande autore ed amico. 
Alfredo Alvino con il suo Nemici Fraterni #GiftedBook
Edizioni Dell'ippogrifo
Un Meraviglioso Romanzo Storico che ho già letto 
ed a breve troverete la recensione su questo Blog 


   Con l'Autore Alfredo Alvino Nemici Fraterni



Ore 11.00 Sala Ulisse

Miriam Candurro  - La Settima Stanza
Edizione Sperling & Kupfer


Presenta Federica Flocco

Una Storia delicata e feroce al tempo stesso. 
Un romanzo di formazione in cui luce e ombra si fondono in modo magistrale per dare vita  a personaggi indimenticabili. 

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Miriam Candurro



Ore 16.00 Sala Urania 2
San Gennaro di Alexandre Dumas
Edizioni San Gennaro


Dialogano: 
Edgard Colonnese
Maurizio De Giovanni

René Maury
Angelo Petrella
Susanna Parlato

Letture di Lalla Esposito


Ore 17.00 Sala Urania 2

Monica Acito - Uvaspina 
Edizioni Bompiani

Presenta Antonio Pascale
La più bella presentazione a mio parere.

Uvaspina, il femminiello, sensibile e fragile. Minuccia, la sorella, feroce e crudele. Un legame che rischia di diventare una prigione. 
Antonio, il pescatore che ama leggere. Amore, gelosia. rinascita, disperazione in un romanzo d'esordio tutto luci e ombre, sullo sfondo una Napoli mutevole. Un debutto vivido e trascinante.
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Monica Acito



Ore 18.00 Sala Urania 2   

con la Simpatica 
Lavinia Mannelli 
L'Amore è un atto senza importanza 
A cura di 66thand2nd

Presenta Isabella Pedicini
Il desiderio è il punto forte dell' intero libro. Il desiderio sessuale, quello di successo e infine quello più radicato e radicale di tutti, il desiderio di essere amati. 
L'autrice coinvolge nel tema della donna-macchina quello dell'intelligenza artificiale sessualizzata, con un immancabile punta di tenerezza.
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Lavinia Mannelli


Durante la giornata di domenica 16 aprile 2023 ci sono stati anti altri eventi, a cui ho assistito con piacere, tra una pizzetta al bar e un caffè.                                               
Da segnalare: 
Daniela Spagnolo - Piccolo Diario di una cicatrice (Sala Urania3)
Gennaro Serio - Ludmilla e il Corvo (Sala Urania 3)
Parole d'Amore per il Commissario Ricciardi di e con Maurizio De Giovanni e con Marianita Carfora e Nino Conte. Scrittura scenica Annamaria Russo (Sala Calipso)
e tanto altro ancora. 
Se quest'anno l'avete perso non mancate al prossimo!

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Luigia Chianese e lo Scrittore Alfredo Alvino
Con il romanzo Nemici Fraterni 
Edizioni Dell'ippogrifo

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