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giovedì 23 giugno 2022

Toshikazu Kawaguchi - 川口 俊和 - Il Primo Caffè Della Giornata

Toshikazu Kawaguchi
Il Primo Caffè 
Della Giornata

Recensione - Opinione di

Mugnano di Napoli (Na) 
10 giugno 2022
 




Scegli la tua sedia preferita.
Ordina un caffè caldo.
Qualcosa di straordinario sta per cominciare.
LE CINQUE REGOLE PRNCIPALI DA SEGUIRE:
1. Le uniche persone che si possono incontrare 
nel passato sono quelle entrate nel caffè.
2. Qualunque cosa si faccia quando si è nel passato, 
non si può cambiare il presente.
3. La sedia che riporta nel passato è occupata, 
perciò bisogna aspettare che si liberi.
4. Quando si arriva a destinazione, 
non ci si può alzare dalla sedia.
5. Il viaggio comincia quando viene versato il caffè 
e dura solo finché il caffè è caldo.
E tante altre piccole regole!
 
Queste sono le 5 regole di base per vivere e assaporare il caffè in una piccola caffetteria nel cuore del Giappone, precisamente in un locale che si affaccia sul porto di Hakodate, e, soprattutto, queste sono le 5 regole fondamentali per poter viaggiare nel tempo, nel passato o nel futuro.
Da pagina 116:
<< I veri sentimenti della gente 
non sono in bella vista. >>.
Questo è il terzo capitolo di quella che io chiamo la “Saga del Caffè Nipponico”. I primi due romanzi, che hanno scalato le classifiche mondiali, divenendo dei casi editoriali, sono: #FinchéIlCaffèèCaldo e #BastaUnCaffèPerEssereFelici.
Anche in questa terza e breve opera, scritta in maniera chiara e semplice, si rivive un’esperienza magica che richiede volontà e coraggio; il coraggio di sapersi guardare dentro, di perdonare e di perdonarsi, per imparare ad affrontare il presente, il futuro e le sfide della vita con maggiore serenità.
Sono tanti i personaggi tra vecchi e nuovi tra cui: Yayoi, Todoroki, Reiko, Reiji, Nagare, Saki, Kazu e la piccola Sachi Tokita colei che ora verserà il caffè per viaggiare nel tempo; sono tutti personaggi positivi, coraggiosi e dolcissimi, tutto il libro è votato alla positività, al trovare un giusto equilibrio e la giusta armonia con se stessi e con gli altri.
Da pagina 160:
<< Si rese conto del fatto che, per quanto sia difficile,
basta una sola rivelazione per trasformare la vita. >>.
Il messaggio di questo libricino è cristallino; il testo ha lo scopo di mettere in evidenza quanto anche le più piccole cose, quelle a cui spesso non si presta attenzione, per abitudine o per semplice negligenza, cose a cui non si dà importanza, siano, invece, parte essenziale della quotidianità e come siano fondamentali per una vita serena.
A volte si dimentica della felicità, sia di provare felicità, sia di costruire la propria e l’altrui felicità.
A volte si dimentica della piacevolezza che si prova ad avere accanto la persona che si ama, come se fosse una cosa scontata.
Nella vita, invece, non bisogna mai dare per scontato nulla, soprattutto le persone, le loro azioni e le loro parole.
Questo è lo spirito del racconto, questa è la bellezza del vivere. Consiglio questa terza lettura, semplice ma appassionante. L.Ch.
Il mio voto, da 1 a 5, nella scala gradimento libri, 
è un bel 2 e mezzo! L.Ch. 📗📘📚🕮🕮
 
TRAMA
Il Primo Caffè Della Giornata
di Toshikazu Kawaguchi - 川口 俊和 -
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Nel cuore del Giappone esiste un luogo che ha dello straordinario. Una piccola caffetteria che serve un caffè dal profumo intenso e avvolgente, capace di evocare emozioni lontane. Di far rivivere un momento del passato in cui non si è riusciti a dare voce ai propri sentimenti o si è arrivati a un passo dal deludere le persone più importanti. Per vivere quest'esperienza unica basta seguire poche e semplici regole: accomodarsi e gustare il caffè con calma, un sorso dopo l'altro. L'importante è fare attenzione che non si raffreddi. Per nessuna ragione. Ma entrare in questa caffetteria non è per tutti: solo chi ha coraggio può farsi avanti e rischiare. Come Yayoi, che, privata dell'affetto dei genitori quando era ancora molto piccola, non crede di riuscire ad affrontare la vita con un sorriso. O Todoroki, cui una carriera sfavillante costellata di successi non ha dato modo di accorgersi della felicità che ha sempre avuto a portata di mano. O ancora Reiko, che non ha mai saputo chiedere scusa all'amata sorella e ora si sente schiacciata dal senso di colpa. E Reiji, per cui una frase semplice come «ti amo» rappresenta ancora un ostacolo invalicabile. Ciascuno vorrebbe poter cambiare quello che è stato. Riavvolgere il nastro e ricominciare da capo. Ma cancellare il passato non è la scelta migliore. Ciò che conta è imparare dai propri errori per guardare al futuro con ottimismo. Torna Toshikazu Kawaguchi e con il suo nuovo libro invita i lettori a scoprire che la felicità si nasconde ovunque se solo impariamo a guardare con il cuore. L'importante è avere una tazza di caffè in mano.
 

CENNI SULLA VITA di:
Toshikazu Kawaguchi
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Toshikazu Kawaguchi è nato a Osaka, in Giappone, nel 1971, ha lavorato come drammaturgo e ora lavora come sceneggiatore e regista. Con "Finché il Caffè è Caldo", suo romanzo d'esordio, ha vinto il Suginami Drama Festival, il suo “ Basta un Caffè per Essere Felici” ha conquistato il pubblico e ora con il terzo tempo della serie, “ Il primo caffè della Giornata”  sta riscuotendo notevole successo.

Editore: Garzanti
1° edizione: 7 gennaio 2022
Lingua: Italiano
Traduzione: Claudia Marseguerra
Copertina flessibile: 180 pagine
ISBN -10:881181894X - ISBN -13:978-8811818946 
Dimensioni:14 x 1.5 x 21.5 cm
 

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martedì 14 giugno 2022

Abir Mukherjee - Fumo e Cenere

Abir Mukherjee 
Fumo e Cenere
 
Recensione - Opinione di
Mugnano di Napoli (Na) – 03- giugno  2022
 
I gialli storici sono affascinanti, ancor di più se sono ambientati in paesi lontani, in questo caso l’India all’epoca di Gāndhī (Mahatma Mohāndās Karamchand Gāndhī) e del suo secondo in comando ovvero C.R. Das (Chitta-Ranjan Das), quest’ultimo è un avvocato dell’Alta Corte Indiana.
Le vicende narrate s’intrecciano tra avvenimenti storici: le lotte per l’indipendenza dell’India e la visita del futuro Imperatore Britannico, il Principe di Galles, con una serie di morti misteriose e cruente e con la vita lavorativa e privata del Capitano della Polizia Imperiale Sam Wyndham e del suo Sergente l’Indiano Surrender-not (Sur-Render-Not Banerjee), a cui vengono affidate le indagini; tutto l’insieme è magistralmente narrato e ben amalgamato, in dosi quasi perfette, in appena 300 pagine.
Da pagina 153:
<< Mi resi conto che quello era il problema.
Per vedere un uomo come nemico,
hai bisogno di odiarlo,
e mentre era facile odiare chi
combatteva con bombe e proiettili,
era molto difficile odiare chi si opponeva
facendo appello al tuo senso morale.>>.
La storia è ben costruita e ben ambientata, tra manifestazioni pacifiche, quindi non violente, malsane fumerie d’oppio gestite da Cinesi e conseguente dipendenza da esse, esperimenti con il terribile gas mostarda, utilizzato durante La Grande Guerra del 1915-1918, l’eterogenea Calcutta del 1921, un’India post Prima Guerra Mondiale, il tutto è reso, in questo giallo storico, in maniera molto avvincente.
Ci sono alti e bassi nella suspense narrativa, questo devo ammetterlo, ma questi alti e bassi danno anche quell’impulso in più per comprendere meglio le motivazioni di tutti e, soprattutto, il perché e il chi di questi mostruosi omicidi a cui vittime vengono sfigurati i volti privandoli degli occhi e pugnalati ripetutamente al torace.
I personaggi sono bellissimi, tutti affascinanti, nessuno escluso, hanno tutti le loro singolarità e sono tutti, al loro modo, tormentati ma anche riflessivi; niente e nessuno sembra lasciato al caso ma vi è l’imprevedibilità, vi è la vergogna, la vendetta, vi è l’amore, la paura, la lealtà che non possono essere sotto il controllo di nessuno.  
Da pagina 77:
<< Si dice che nessun uomo è un’isola,
ma la verità è che alcuni di noi sono costretti a esserlo,
dal fato e da circostanze al di là del nostro controllo.>>.
Questo lavoro del Britannico, di origine Indiana, Abir Mukherjee, merita di essere letto con attenzione perché riesce, in tanti piccoli passaggi, a farti viaggiare in luoghi lontani, nello spazio e nel tempo, ed a farti intrigare e ragionare su ogni singola vicenda. L.Ch.
Il mio voto, nella scala, da 1 a 5,  di valutazione gradimento libri, è un buon 3 libri.
 
TRAMA
Fumo e Cenere
di Abir  Mukherjee
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Calcutta, 1921. Tormentato dai ricordi dolorosi legati alla guerra mondiale e alla morte della sua giovane moglie, il capitano Sam Wyndham sta cercando di contrastare la grave dipendenza dall'oppio, che deve comunque tenere segreta perché potrebbe costargli la carriera. Ma è proprio in una fumeria d'oppio che, per sfuggire a un'incursione della polizia, incappa nel cadavere sfigurato di uno sconosciuto, ucciso a coltellate. Il tipo di pugnale utilizzato e le ferite sul corpo dell'uomo fanno pensare a un omicidio rituale. È il primo di una serie di morti misteriose, tutte con caratteristiche simili, ma apparentemente slegate l'una dall'altra e avvenute in diverse zone della città. In una caccia all'uomo senza quartiere in cui è aiutato dal suo fidato assistente indiano, l'abile e astuto sergente Banerjee, Sam deve fare di tutto perché l'assassino non colpisca ancora. Tutto questo sullo sfondo di un mondo in fermento, in cui i nazionalisti sono sul piede di guerra per protestare contro l'arrivo del principe di Galles e le spinte all'indipendenza dall'Impero britannico sono sempre più sentite.
 
CENNI SULLA VITA di:
Abir  Mukherjee
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Londra 1974, è uno scrittore Britannico Abir Mukherjee, di origine indiana; è cresciuto nell’Ovest della Scozia. Ritenuto “l’astro nascente del romanzo giallo storico” dal “Times” . Ha vinto l’Ellis Peters Historical Award nel 2018 con L’uomo di Calcutta (SEM 2018), sono seguiti, sempre come protagonisti il Capitano Sam Wyndham, Un male necessario (SEM 2019), Fumo e Cenere e Morte a Oriente.
 
Editore: SEM (3 settembre 2020)
Editore Feltrinelli (21 marzo 2022)
Lingua: Italiano - Traduttore: Alfredo Colitto
Copertina rigida: ‎300 pagine - ISBN-10: ‎8893902923 - ISBN-13 : ‎978-8893902922
 




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martedì 24 maggio 2022

Yoshida Shūichi - Appartamento 401

Yoshida Shūichi
Appartamento 401
 
Recensione - Opinione di
 
Mugnano di Napoli (Na) - 15 maggio 2022
 
Ho impiegato un po' più del dovuto per leggere questo racconto di Yoshida Shūichi ed è un libricino di appena 230 pagine glossario dei termini giapponesi compreso. Il glossario è stato utile ed è stato chiaro e piacevole, almeno quello. Il libro non l’ho trovato, invece, nell’insieme, un buon testo, non mi ha entusiasmato, anche se, sul retro della copertina, viene riportato che ha vinto il premio Yamamoto Shūgoro nel 2002 ed è stato portato al cinema dal regista Isao Yurisada nel 2009, aggiudicandosi, tra l’altro, il premio Fipresci alla sessantesima edizione del Festival di Berlino. Le premesse, in libreria, sembravano buone ma nella realtà è stato un tantino tedioso.
Lo scopo del libro, a quanto pare, è mettere in luce come poco si conoscono le persone con cui si condivide la casa, la quotidianità, l’intimità e come sia diversa l’immagine di ciò che si vuole dare di sé rispetto a ciò che si è veramente o si prova effettivamente, il tutto nel confronto con la realtà esterna alla casa, in questo caso dell’appartamento 401, che i cinque protagonisti della storia condividono illegalmente, realtà sia lavorativa e sociale che li circonda.
L’intento del testo sembra ottimo ma il modo in cui è stato sviluppato dall’autore, Yoshida Shūichi, secondo me, è stato troppo sfuggente, e soprattutto, alcuni vissuti narrati dai cinque protagonisti, Ryōsuke, Kotomi, Mirai, Naoki e Satoru, più che mostrare il loro io reale ed anche apparente, sono sembrati viaggi mentali slegati dall’insieme. Si sarebbe potuto continuare all’infinito per dirla tutta. 
Il Crime, inoltre, appare solo nella parte finale, come un fulmine a ciel sereno, nel caso del libro durante un temporale, un finale, striminzito al massimo e con poche motivazioni. È stata una conclusione assurda ma in linea con l’intera storia; però, vi assicuro che, non è stato un finale gradevole. 
È un libro deludente; forse sono stata io che non ho saputo apprezzarlo oppure ho aspettative più alte rispetto al genere della narrativa psicologica di cui il testo fa parte. L.Ch.

Il mio voto, da 1 a 5, nella mia scala gradimento libri, si limita ad un 2.📕📙🕮🕮🕮

TRAMA
Appartamento 401
Yoshida Shuichi
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Ryōsuke, Kotomi, Mirai, Naoki condividono illegalmente un appartamento a Tōkyō, nel quartiere di Setagaya. La vita scorre tranquilla, senza incidenti né particolari conflitti, come le auto che si inseguono sulla tangenziale e non si scontrano mai. Ma fuori dall’appartamento 401 i quattro giovani si confrontano con le difficoltà del vivere, del comprendere se stessi e individuare il proprio posto nel mondo. Quando un quinto ragazzo, lo sconosciuto Satoru, compare sul divano di casa e inizia a vivere con loro, nel quartiere cominciano a verificarsi strane aggressioni a giovani donne. Nella forzata intimità inizia a nascere la sensazione che gli abitanti dell’appartamento 401 non mostrino mai davvero la loro natura. Persistente, si fa strada nel lettore il sospetto che uno dei ragazzi sia coinvolto nelle violenze. E inquietante emerge la domanda: conosciamo mai davvero le persone con cui viviamo?
 
Editore: Feltrinelli (18 marzo 2021)
Lingua: Italiano
Traduttore: Gala Maria Follaco
Copertina flessibile: 240 pagine
ISBN-10: ‎ 8807894270 - ISBN-13: ‎ 978-8807894275 - Dimensioni: ‎ 13 x 1.52 x 19.99 cm
 
CENNI SULLA VITA di:
Yoshida Shuichi
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Yoshida Shūichi è nato a Nagasaki nel 1968 e ha studiato Economia alla Hosei University di Tōkyō. Ha vinto il premio Bungakakai per il primo romanzo nel 1997 e il premio Akutagawa nel 2002 con Park Life. Con L’uomo che voleva uccidermi (Feltrinelli 2017) si è aggiudicato i premi Osaragi Jiro e Mainichi Publishing Culture Award, inoltre il romanzo è stato adattato al grande schermo nel 2010 da Lee Sang-il. Appartamento 401 (Feltrinelli, 2019) gli è valso il premio Yamamoto Shūgoro nel 2002 - vinto in passato tra gli altri, da Banana Yoshimoto nel 1989 con Tsugumi - ed è stato portato al cinema dal regista Isao Yukisada nel 2009, aggiudicandosi il Premio Fipresci alla sessantesima edizione del Festival di Berlino.

 
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martedì 10 maggio 2022

Patrick McGrath - Follia

Patrick McGrath
FOLLIA
Recensione - Opinione di
 
Mugnano di Napoli (Na) – 30 Aprile 2022
 
Ipnotica! È una storia ipnotica narrata magistralmente da Patrick McGrath. La follia amorosa, il sentimento amoroso su tutti i livelli: emotivo, passionale, torbido, sessuale, erotico, conscio ed inconscio, insensato, geloso, possessivo, omicida e suicida, sono trattati dall’autore con delicato magnetismo e con lucida consapevolezza, consapevolezza quasi clinica.
In questo romanzo psicologico i personaggi sono ben caratterizzati; in primis Stella Raphael, Edgard Stark e lo psichiatra criminale Peter Cleave; quest’ultimo è  il più ambiguo di tutti i personaggi; in quanto mescola il suo essere psichiatra al suo voler essere amico; ma fin dalle prime pagine mi viene da chiedere se sia morboso desiderio di Stella o di altro? La conoscenza, la gelosia e il possesso! Da pagina 255:
<< Era infatti essenziale che ora Stella
mi considerasse il suo unico sostegno.>>.
Sia ben chiaro su tutti gli attori del libro non vi è una vera e propria analisi psicologica, neanche dei protagonisti, anche se il mondo psicologico fa da sfondo a tutto, ma ugualmente sono tutti strutturati quel tanto che basta da comprendere la natura più intima di ogni soggetto, è un lavoro di limatura, di fino.
La storia è tutta prevedibile, dall’inizio alla fine, ma è comunque piacevolissima da seguire; invece il finale è aperto. Da pagina 296:
<< E naturalmente ho lui.>>.
Aperto alle varie interpretazioni del lettore e al suo sentire o al suo legarsi a qualche personaggio: all’amicizia psichiatrica di Peter Cleave, all’amore drammatico e romantico di Stella, e non è solo lei ad amare perdutamente, da pagina 93:
<<…perché si stava convincendo che la fiducia,
e la speranza e l’amore sono tali in quanto
nascono e screscono a dispetto della ragione.>>.  
Alla tenera e patetica vigliaccheria di Max, marito di Stella e psichiatra a sua volta o all’uxoricida, artista affascinante e calamitoso persuasore e psicopatico Edgard. Da pagina 250:
<< Era molto semplice: non farlo era impossibile. 
Impensabile. E quando capisci che non puoi più evitare, 
o rinviare, o ignorare una necessità,
il rischio cessa di essere un deterrente.>>.
Ora immaginate tutto questo in una Londra estiva che vira all’autunno, tra brevi e irruenti temporali, come le emozioni di Stella; l’inquietante nebbia come quella che avvolge la mente malata di Edgard, i classici bar Londinesi dove, in atmosfere gotiche e suggestive, si affogano i pensieri nell’alcol e per Stella nel gin, il tutto ambientato, per la maggior parte, in un manicomio criminale in stile vittoriano, ed ecco che il cupo romanzo neo gotico viene servito puntuale come una tazza di tè alle 16.30 in un perbene salotto inglese. Anche queste sono tra le note positive che ho ritrovato in questa piacevole narrazione. Da pagina 176:
<< Se ci pensi, quand’è che cominciamo a fare delle distinzioni
tra quel che è giusto e quel che è sbagliato?
Quando qualcosa ci ferisce a minaccia di farlo.>>.
Un racconto magistrale e leggermente inquietante, facile da leggere, coinvolgente e gradevole ed emotivamente forte, il tutto amalgamato in un linguaggio pulito, brillante e chiaro come un gin di qualità. 
E' un ottimo testo! Consigliato! L.Ch.
Nella mia scala libri da 1 a 5 il mio voto è un bel 3 pieno! 📗📕📘🕮🕮
 
TRAMA
Follia
di Patrick McGrath
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Inghilterra, 1959. Dall'interno di un tetro manicomio criminale vittoriano uno psichiatra comincia a esporre, con apparente distacco, il caso clinico più perturbante che abbia incontrato nella sua carriera – la passione letale fra Stella Raphael, moglie di un altro psichiatra dell'ospedale, e Edgar Stark, un artista detenuto per un uxoricidio particolarmente efferato. È una vicenda cupa e tormentosa, che fin dalle prime righe esercita su di noi una malìa talmente forte da risultare quasi incomprensibile – finché lentamente non ne affiorano le ragioni nascoste. Alla fine del libro ci si troverà a decidere se la "follia" che percorre il libro è solo nell'amour fou vissuto dai protagonisti o anche nell'occhio clinico che ce lo racconta.
Il fatto è che in questo straordinario romanzo neogotico McGrath ci scalza dalla posizione abituale, e confortevole, di lettori, chiedendoci di adottare il punto di vista molto più scabroso di chi conduce una forma singolarmente perversa di indagine: il lavoro analitico. Eppure qualcosa, forse una tensione che a poco a poco diventa insopportabile, ci avverte che i conti non tornano, e che l’inevitabile, scandalosa e beffarda verità sarà molto diversa da quella che eravamo stati costretti a immaginare.
«Emersi da una lettura che probabilmente avrà avuto poche interruzioni – senza ricorrere a sensazionalismi plateali, McGrath è un maestro nel­l'arte di non mollare la presa – ci si potrà domandare semmai in che categoria collocare questo libro avvincente ... Libro in ogni caso di atmosfere e di inquietudini sotterranee, tali da creare un disagio che a molti non dispiacerà. Ricordate la Gwendolin di Oscar Wilde? “Che tensione intollerabile” osservava quella saggia giovinetta. E continuava: “Speriamo che duri». Masolino d’Amico

CENNI SULLA VITA di:
Patrick McGrath
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Scrittore inglese. Nato a Londra nel 1950. Il padre lavorava come psichiatra nel manicomio criminale di Broadmoor, dove il giovane Patrick passa gran parte della propria infanzia. A 21 anni si è trasferito in Canada dove ha lavorato nell’ospedale di Oakridge. Non ha perciò seguito la strada del padre e non si è laureato in psichiatria; la sua irrequietezza lo ha portato altrove, alla scrittura, ed ha immediatamente conquistato i lettori con la trama originale e coinvolgente di Follia, con oltre 500 mila copie vendute, e un successo che dura nel tempo. Tra gli altri suoi libri si ricorda: La lampada del diavolo (La Nave di Teseo, 2021) e Racconti di follia (La Nave di Teseo, 2020).
Dai suoi romanzi sono stati tratti i film The Grotesque (1995), di John-Paul Davidson, Spider (2002), di David Cronenberg e Asylum, di David Mackenzie nel 2005.
Dai suoi romanzi sono stati tratti i film The Grotesque (1995), di John-Paul Davidson, Spider (2002), di David Cronenberg e Asylum, di David Mackenzie nel 2005.

Editore: Adelphi (21 marzo 2012)Lingua:‎ ItalianoCopertina flessibile ‏ : ‎ 296 pagineISBN-10 ‏ : ‎ 8845926982 - ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8845926983Lingua Originale: ingleseTitolo Originale: AsylumTraduttore: Matteo Codignola
Generi – Etichette: Fiction Gotica Neo Gotico Narrativa Narrativa Gotica  Narrativa Moderna E Contemporanea Narrativa Psicologica Romanzo 
 
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