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lunedì 2 ottobre 2023

Mo Malø - (Pseudonimo di Frédéric Mars) - La Notte Bianca

Mo Mal
ø 
Pseudonimo di Frédéric Mars 
La Notte Bianca

Recensione - Opinione di

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Mugnano di Napoli (Na) – 13 agosto 2023
 
Tenetevi forte è un romanzo di 522 pagine, fitte fitte, quindi chi ama i “mattoni” è accontentato. Voglio essere chiara, in questo racconto nomi e luoghi sono un’impresa impronunciabile. Ci si immerge nel mondo del profondo Nord Europa, nel bianco dei ghiacci perenni. Da pagina 8:
<< Il silenzio profondo a volte è più spaventoso 
dei più lugubri lamenti.>>.
Il protagonista è Qaanaaq Adriensen un giovane quarantenne (42 e 45 anni; capirete la congiunzione), padre single di due gemelli adottati; è un eccellente criminologo di Copenaghen ed è Capitano della Omicidi della Polizia Danese, figlio d’arte in questo settore; essendo nativo di due tradizioni, Groelandese e Danese, viene spedito in Groenlandia, ai confini del Circolo Polare Artico, precisamente a Nuuk, più per punizione che per reale necessità. La Groenlandia è il luogo dove è nato e vissuto fino a tre anni, prima di essere adottato. È una terra che non conosce e che non sente sempre sua, fino a questa indagine che lo porterà fino alla città da cui lui stesso prende il nome: Qaanaaq.
L’ambientazione è sicuramente qualcosa che colpisce il lettore, infatti, la natura incontaminata, inospitale, fredda, è da un lato suggestiva e introspettiva e dall’altra spaventosa e tenebrosa; l’autore si lascia andare spesso e volentieri alle descrizioni paesaggistiche, come può essere la - whiteout - la notte polare e non solo.
I co-protagonisti sono in primis Rikke Engell, affascinante quanto fredda responsabile della polizia locale, una bellissima donna, quasi una valchiria moderna; ma Qaanaaq Adriensen viene, anche, affiancato dall’ispettore Apputiku Kalakek, detto Appu, che si farà riconoscere per i suoi innumerevoli silenzi e per le sue espressioni tipiche groenlandesi ma anche per il suo modo di vivere da autentico e fiero Inuit. Un ometto eschimese gentile, basso e con pancia prominente, un personaggio interessante e divertente.  
Il nemico sembra essere la Green Oil, una compagnia  canadese di estrazione petrolifera, ma non è il solo nemico; perché la trama e il dramma degli omicidi rituali, di cui si ha un unico indizio, dei - Tupilak -, ovvero delle piccole statuine d'orso realizzate in zanna d’animale, tipiche del folclore Inuit, si evolvono su più piani e la verità è il fine ultimo per il nostro Capitano della Omicidi Qaanaaq Adriensen. 
Da pagina 15:
<< La verità non era che un animale selvaggio in attesa del suo padrone.
Forse si meritava di essere addomesticata. Non di certo falsificata.>>.
I piani di lavoro, come scrivevo, su cui è incentrata l’intera storia, sono innumerevoli e sono intrecciati quasi in modo forzoso, forse perché la Groenlandia non ha poi così tanti abitanti, comunque i temi sono: la ricerca di se stessi e delle proprio passato per Qaanaaq; l’attaccamento di un popolo alle proprie tradizioni e radici; l’avidità economica di uomini di ogni strato sociale che vogliono sfruttare il profondo Nord a danno di altri, in particolare degli autoctoni; l’ambientalismo estremista; la corruzione; le brame politiche dei singoli e infine l’indipendenza della Groenlandia dalla Danimarca.
Tutto questo bel po’di cose, circa sette, s’intrecciano nel romanzo e lo rendono da una parte interessante dall’altra eccessivamente ingarbugliato, ma alla fine è la ricerca della verità ciò che conta. E per citare i continui modi di dire degli abitanti del Nord o le loro perle di saggezza, concludo con una frase che troviamo a pagina 225:
<< La storia non ha nome, figliolo. 
È sempre la somma di quello che tutti facciamo. 
Appartiene a tutti.>>.
Se amate le storie particolarmente intricate, gli esiti inaspettati e i colpi di scena gelati vi consiglio questo lavoro di Mo Malø. Piccola nota: il nostro autore ama così tanto i soprannomi che li utilizza anche nel suo stesso racconto. Perché Mo Malø non è altri che Frédéric Mars che utilizza uno dei suoi innumerevoli pseudonimi, questo è solo il più famoso e principale, ed è stato scelto perché la sua famiglia è di Saint-Malo, in Bretagna. Luigia Chianese
 
Nella mia scala, da 1 a 5, gradimento libro, questo testo, merita un 2 e mezzo
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Note
“Non era abituato a vedersi dettare l’agenda degli elementi. A Copenaghen, il vento al massimo rovesciava la spazzatura; la neve era una pioggia bianca che diventava fango quando toccava terra.
 
Lì, la natura assumeva tutt’altra realtà. Palpitava tutto attorno a loro, imponendo la sua legge, le sue buone notizie tanto quanto le cattive, la speranza e la disperazione, la vita ma anche la morte.”
 
TRAMA: 
La Notte Bianca 
Mo Malø 
(Pseudonimo di Frédéric Mars)
Ripresa da internet e/o dalla copertina:
Niente di buono può nascere dai sogni. Ogni inuit lo sa. Tutto ciò che il capitano della polizia di Copenaghen Qaanaaq Adriensen sa della Groenlandia è di esserci nato. Adottato a soli tre anni, è cresciuto in Danimarca, perciò adesso, nel volo verso Nuuk, la capitale più a nord del mondo, dove è chiamato a indagare su tre omicidi, prova una certa malinconia al pensiero di mettere piede su quella enorme macchia lattea che si vede dai finestrini. Ad aspettarlo, al suo arrivo, la polizia locale, capitanata dalla bionda e gelida Rikke Engell, insieme all'ispettore inuit Apputiku Kalakek. Qualcosa nell'accoglienza dei poliziotti lo mette in guardia: anche se è nato lì, il capitano Adriensen non è gradito. Tre operai della Green Oil, la compagnia petrolifera che opera in quella regione, sono stati trovati morti, appena riconoscibili per le orrende ferite che sono state inferte loro, e che fanno pensare all'attacco di un orso polare. Ma ci sono molte incongruenze in questa teoria: le porte dei bungalow in cui i tre abitavano non sono state scardinate; non ci sono impronte dell'animale sulla scena dei delitti, né altre tracce sui loro corpi. C'è un solo indizio, per quanto misterioso: in tutti e tre i bungalow sono stati trovati dei tupilak , piccole statuine d'orso del folclore inuit... L'indagine è appena cominciata, e il capitano Adriensen si ritroverà ben presto al centro di un intrigo in cui s'intrecciano violenza, politica, ecologia e spiritismo. Cercando di non soccombere alla malia del bianco intenso di quel luogo diverso da tutti, cui è impossibile restare indifferenti.
 
Editore: ‎ Piemme (28 febbraio 2023)
Lingua: ‎ Italiano
Copertina flessibile: ‎ 519 pagine  
Dimensioni ‏ : ‎ 14 x 3.5 x 21.5 cm
ISBN-10: ‎ 8856687569
ISBN-13: ‎ 978-8856687569
 
CENNI SULLA VITA di: 
Mo Malø 
(Pseudonimo di Frédéric Mars)
Ripresa da internet e/o dalla copertina:
Mo Malø: francese, ha scritto diversi romanzi e saggi con vari pseudonimi, di cui Mo Malø è quello di maggior successo. La notte bianca è il primo di una serie di gialli ambientati in Groenlandia che ha venduto quasi centomila copie in Francia, finalista al premio Meilleur Polar dedicato alla narrativa gialla.
Frédéric Mars, (nato nel 1968 a Rueil-Malmaison) è un autore francese di romanzi, saggi, documenti e libri illustrati su un'ampia varietà di argomenti. Pubblica sotto varie identità, anche come scrittore. La sua famiglia è di Saint-Malo, in Bretagna (35), da qui il suo principale pseudonimo, Mo Malø.
Ex allievo di Saint-Nicolas-Passy-Buzenval e del Lycée Pasteur di Neuilly-sur-Seine, laureato a Celsa. Dopo diversi anni trascorsi nella stampa di riviste e in varie redazioni online (AlloCiné, Club-Internet, ecc.), Frédéric Mars ha lasciato il giornalismo e la fotografia per dedicarsi esclusivamente al suo lavoro di autore di libri. Oltre ai suoi romanzi, ha pubblicato più di sessanta saggi, documenti e libri illustrati, sotto varie identità. Si è fatto un nome per la prima volta per i suoi libri dedicati alle coppie, alla sessualità e ai nuovi modi di incontrarsi. Dalla sua collaborazione con l'illustratrice Pénélope Bagieu sono nate tre opere, tra cui il Chamasutra e l'Eserciziario per adulti che hanno saltato le lezioni di educazione sessuale. È il traduttore francese della raccolta di commedie erotiche Sex&Cie, di Ania Oz (edizioni J'ai lu). Nello stesso periodo ha diretto diverse raccolte, in particolare per Éditions Tana e Éditions de l'Hèbe (Svizzera), e per due anni (2005-2006) ha condotto una rubrica nel programma Lahaie, l'amour and you su RMC Info. All'inizio degli anni 2010, è apparso sulla scena del thriller e del thriller francese, con romanzi abbastanza diversi: Le Sang du Christ, Non-Stop, Le manuel du serial killer, ecc. Questo eclettismo, come il gran numero dei suoi pseudonimi, contribuisce alla sua singolarità nel panorama letterario. Alla fine dello stesso decennio, ha pubblicato una serie di thriller ambientati in Groenlandia, sotto lo pseudonimo di Mo Malø: Qaanaaq (2018), Diskø (2019), Nuuk (2020) e Summit (2022) edito da La Martiniere1.
Nel 2019, Frédéric Mars ha pubblicato il thriller anticipatore La Lame con Cosmopolis, premiato con il Prix de l'Évêché 20202. Lo stesso anno, ha collaborato con il fumettista di estrema destra e figura della "fachosfera" Marsault per il suo album a fumetti intitolato Les Ricette barbares.
Lavora ancora regolarmente con giornalisti professionisti della carta stampata che forma nelle tecniche di narrazione.
Accanto alla sua attività editoriale, Frédéric Mars è l'ideatore del gioco da tavolo Au pire, tu meurs!, gioco di carte e bluff distribuito da Asmodée / Novalis.
 
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martedì 19 settembre 2023

Stephen King - Holly

Stephen King
Holly

Recensione - Opinione di
 
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Mugnano di Napoli (Na) – 13 settembre 2023
 
La storia è incentrata su due vecchi cannibali, ex professori universitari, che inseguono il sogno di rallentare la vecchiaia e soprattutto i suoi acciacchi, e per fare ciò, rapiscono, uccidono, smembrano, conservano, cucinano e mangiano le loro vittime; il compito di Holly è scoprire il tutto e uscirne viva. Da pagina 502:
<< Proprio quando credi di aver visto il peggio
che un essere umano possa offrirti,
scopri di esserti sbagliata>>,
aveva detto Izzy quel giorno.
Per poi aggiungere:
<< Non esiste un limite al male>>.
Il re del brivido, riesce a caricare il lettore di desiderio. Leggendo i primi capitoli già sappiamo tutto: chi sono i criminali, chi sono le vittime ed i perché (al plurale) e nonostante questo l’autore riesce a trattenerci con gli occhi sulle pagine per scoprire in che modo Holly Gibney ne verrà fuori. Il desiderio di sapere non fa mollare la presa anche perché il racconto si distribuisce su più piani temporali e questo costringe il lettore a rimanere attaccato alla trama. Piccola nota il libro è fruibile anche per chi non ha letto le precedenti opere in cui vi è Holly e tutti i personaggi che gravitano intorno a lei e all’agenzia investigativa Finders Keepers: il defunto Bill Hodges, Pete Huntley e sua figlia, Isabelle (Izzie) Jaynes la detective, e i fratelli Jarome e Barbara Robinson.  
I temi trattati nel libro, per vie traverse, oltre al thriller in sé, sono anche altri:
L’avversione, più che dichiarata di Stephen king, al Presidente Trump e alla sua politica; la sua paura che si ricandidi alle elezioni del 2024; cosa che, nel momento in cui io scrivo ciò, Trump sta facendo con buoni risultati e nonostante le pesanti accuse e le varie inchieste della magistratura USA sul suo operato.
Altro argomento, anche se appena accennato, è la critica, neanche poco velata, al “grilletto facile” che i poliziotti bianchi USA hanno nei riguardi della popolazione nera e vi è un accenno al movimento Black Lives Matter.
A proposito di razzismo, con questo suo scritto, il maestro del brivido, fa notare che il razzismo non è solo verso la popolazione nera, ma anche verso la comunità LGBTQ+, i vegani e vegetariani, e verso gli appartenenti ad altre etnie, ma soprattutto che questo multi-razzismo sfiori i livelli più alti della società, dove non ti aspetti che i pregiudizi siano di casa. Ovvero negli ambienti universitari dove la cultura e l’apertura all’altro dovrebbero regnare sovrani. Nessuno è immune, a prescindere dalla posizione che occupa nella società.
Sempre legate alle politiche di Trump, Stephen King, non si lascia sfuggire le continue stoccate ai No-Vax, ed a tutti coloro che considerano la Pandemia da Covid 19 una grande bufala e un complotto ben orchestrato. In questo caso non posso non far notare che nella parte finale del librone, nelle  - Note dell’Autore -, precisamente da pagina 507-508, Stephen King, fa presente che le posizioni di Holly, e non solo di Holly Gibney, sono anche le sue, ma se avesse dovuto avere come protagonista un personaggio con idee contrarie alle sue, avrebbe comunque mantenuto un “certa coerenza” anche con le posizioni avvese. Perché, sempre secondo l’autore, come sostiene a pagina 508:
<< Credo che la narrativa sia credibile 
al massimo grado quando coesiste con eventi,
individui, perfino nomi dei prodotti 
che appartengono alla vita reale.>>.
Come lettrice, condivido la posizione sulla narrativa di Stephen King, anche perché Holly è un personaggio che proviene da altri suoi racconti: nell’ordine  - La trilogia del Detective Bill Hodges (Mr. Mercedes, Chi Perde Paga e Fine turno), The Outside e in Se scorre il Sangue -, quindi la protagonista la coerenza di continuità temporale, morale e etica deve averla; ma penso anche che in queste sue – Note dell’Autore – Stephen King, abbia anche creato una sorta di “giustificazione letteraria” per non amareggiare, più di tanto, i lettori della sponda opposta ma che apprezzano e comprano i suoi lavori.
Altro punto focale di quest’opera e l’attenzione agli anziani e alle loro condizioni di vita e salute, soprattutto per chi si ammala gravemente, non solo di Covid, ma di Alzheimer. L’autore mette in evidenza, attraverso la figura di Holly, come sia dura la vita sia per chi viene colpito dall’Alzheimer ma anche per chi resta vicino a tali persone, per dovere o per amore. A nessuno piace essere dimenticati o dimenticarsi, a nessuno, forse a pochi, piace morire da soli.
Un ultimo punto che voglio che si noti di questo libro è come i ricordi, sia belli che brutti, condizionino la vita, le scelte e le azioni di una persona. Holly ne è l’emblema, con il suo rapporto di Amore e Odio con la madre, i suoi tentativi di andare oltre le sue paure, fragilità e abitudini, di andare oltre le - non aspettative - della famiglia; invece, la vocina nella sua testa risuona sempre; a volte è un bene ed a volte è un male da combattere.
E qui entra in gioco l’evoluzione di questo meraviglioso personaggio, Holly Gibney. Un personaggio nato come mezza spalla e poi cresciuto per amore dell’autore come ci dice a pagina 509-510:
<< ... perché ho voluto bene a Holly sin dall’inizio,
e desideravo con tutto me stesso 
tornare a stare in sua compagnia.>>.
Ed anche a me lettore ha fatto piacere riavere Holly e vederla crescere, soprattutto come persona che si rende psicologicamente ed emotivamente indipendente. Ho tremato al primo, secondo, terzo, quarto squillo di telefono, temevo che l’autore chiudesse qui la storia; con la crescita di Holly e con il vissero tutti felici contenti e milionari. Invece no! Holly Gibney, investigatrice, ha risposto a quella chiamata, al quinto squillo ha alzato la cornetta; a cinquant’anni ha ancora molto da voler affrontare e combattere, come persona e come donna.
Da notare, in ultimo, le incongruenze temporali, soprattutto tra – Se Scorre il Sangue – e questo testo, ma è lo stesso autore a darci chiarimento del perché di ciò. Ci spiega anche, ma questo solo per i pignoli, amatori e fan come me, che lo zio Henry in realtà ha dei figli; ma tutto ciò, state più che tranquilli, non intacca la bellezza e grandezza del racconto, tantomeno la trama. In pratica non tralasciate le - Note dell’autore – perché sono fondamentali per tante piccole particolarità che vale la pena valutare.
Vi è, poi, un’ultima cosa, che mi ha fatto pensare; l’autore ha portato, in questo racconto, l’attenzione anche su un altro elemento. La poesia ed i poeti, spesso messi da parte o ricordati solo a scuola tra lo studio di qualche rima e qualche metafora. Questa nobile arte, lo scrivere poesie, questo dono che nasce e cresce in tante persone e a vari livelli, spesso è considerato di secondo piano in letteratura, invece la poesia sa essere di un fascino immenso, di un’intensità così profonda che vale la pena esplorare.
L’ultima cosa che posso dire è che consiglio questo lavoro di Stephen King e, personalmente, già vorrei sapere di quella telefonata presa da Holly! 
Luigia Chianese
 
Nella mia scala, da 1 a 5, gradimento libro, questo testo, merita un 5 Libri. 📕📗📘📙📕
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Una tranquilla città del Midwest.
Una scia di scomparse misteriose.
Una detective che non teme 
di raccogliere le sfide impossibili.

In contemporanea mondiale, 
il nuovo attesissimo romanzo di Stephen King.
 

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Per Ascoltare la Mia Recensione 


TRAMA
Holly di Stephen King
Ripresa da internet e/o dalla copertina:
Quando Penny Dahl chiama l'agenzia Finders Keepers nella speranza che possano aiutarla a ritrovare la sua figlia scomparsa, Holly Gibney è restia ad accettare il caso. Il suo socio, Pete, ha il Covid. Sua madre, con cui ha sempre avuto una relazione complicata, è appena morta. E Holly dovrebbe essere in ferie. Ma c'è qualcosa nella voce della signora Dahl che le impedisce di dirle di no. A pochi isolati di distanza dal punto in cui è scomparsa Bonnie Dahl, vivono Rodney ed Emily Harris. Sono il ritratto della rispettabilità borghese: ottuagenari, sposati da una vita, professori universitari emeriti. Ma nello scantinato della loro casetta ordinata e piena di libri nascondono un orrendo segreto, che potrebbe avere a che fare con la scomparsa di Bonnie. È quasi impossibile smascherare il loro piano criminale: i due vecchietti sono scaltri, sono pazienti. E sono spietati. Holly dovrà fare appello a tutto il suo talento per superare in velocità e astuzia i due professori e le loro menti perversamente contorte.
 
Editore: @Sperling&Kupfer
Uscito in Italia il: 5 settembre 2023 Contemporanea Mondiale
Lingua: Italiano
Copertina rigida: 512 pagine - Dimensioni: 15 x 4.4 x 22.5 cm
ISBN-10: ‎ 8820077159 - ISBN-13: ‎ 978-8820077150

CENNI SULLA VITA di:
Stephen Edwin King
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Stephen King è nato a Portland il 21 settembre 1947; 
è uno scrittore e sceneggiatore statunitense, uno dei più celebri autori di letteratura fantastica, in particolare horror e gialli, del XX e XXI secolo. Vive e lavora nel Main con la moglie Tabitha e la figlia Naomi.  Da più di 40 anni le sue storie sono best seller incredibili Scrittore prolifico, nel corso della sua carriera, iniziata nel 1974 con Carrie, ha pubblicato oltre ottanta opere, anche con lo pseudonimo di Richard Bachman; fra romanzi e antologie di racconti, entrate regolarmente nella classifica dei best seller, vendendo complessivamente più di 500 milioni di copie in tutto il mondo, le sue opere hanno ispirato famosi registi come  Stanley Kubrick, John Carpenter, Brian De Palma, J. J. Abrams, David Cronenberg, Rob Reiner, Lawrence Kasdan, Frank Darabont, Taylor Hackford e George A. Romero. Pochi autori letterari, a parte William Shakespeare,  Agatha Christie e Arthur Conan Doyle, hanno ottenuto un numero paragonabile di adattamenti. Buona parte dei suoi racconti ha avuto trasposizioni cinematografiche o televisive, tra cui Shining, Stand by me, Ricordo di un’estate, Le ali della libertà, Il miglio verde, solo per citarne alcuni. Tra le ultime serie tv famose abbiamo 22/11/’63. Stephen king oggi è molto seguito sui social media, ed è anche stato insignito dal presidente USA Barack Obama della National Medal of Arts. Nel 2018 ha ricevuto il PEN America Literary Service Adward.

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