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martedì 12 ottobre 2021

Barbara Perna - Annabella Abbondante La Verità non è una Chimera

BARBARA PERNA

ANNABELLA ABBONDANTE

La Verità non è una Chimera


Recensione - Opinione di

Luigia Chianese Books Review Blogger

Blog Libri e Opinioni

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Mugnano di Napoli (Na) – 04.10.2021 

Testo estremamente piacevole e soprattutto spassoso! Si narrano le giornate, o meglio le avventure e disavventure della perennemente a dieta, cannoli permettendo, Annabella Abbondante, Giudice Civile nel Tribunale di Pianveggio, e di tutti coloro che la circondano: dal fidato cancelliere Paolo, detto Dolly, questo preziosissimo personaggio è ispirato, a quanto si leggerà nei ringraziamenti, ad un vero cancelliere, agli altri personaggi che ruotano intorno ad Annabella e che sono gli amici di sempre: il Barista Siciliano Michele, il Commissario Nicola Carnelutti, la Giornalista Alice “Ginger” Villani di Altamura, il simpaticissimo Penalista Sergio Massi delle Case che è sempre in perenne contrasto con la nostra protagonista, la sorella di Annabella, Fortuna, e tanti altri. In questo libro la vita di Annabella Abbondante, o meglio le sue dipendenze, Caffeina, Cannoli e principalmente il suo vizietto d’impicciarsi delle indagini altrui, perché amante di gialli e thriller, diventa, secondo me, più interessante dell’intrigo del delitto.

Chi sia il deus ex machina del giallo lo si comprende facilmente anche se l’autrice, Barbara Perna, è bravissima a distillare goccia a goccia gli indizi in questo suo primo romanzo; il racconto è comunque soddisfacente perché essendo, con ogni probabilità, l’inizio di un sequel, presentare al meglio i personaggi e conquistare il lettore è quasi un obbligo; e mi ha conquistata!
Ciò che mi colpisce di più è “la penna appassionata” di questa nuova autrice, Barbara Perna, Napoletana e Giudice Civile, come la protagonista del racconto; una penna precisa e divertente, mai ridondante, piacevole da seguire che sa essere incisiva nei momenti più forti della narrazione e delicata, ma non troppo, come la crema di un cannolo, nei momenti più ludici. I risvolti della vita delle persone che letteralmente accerchiano Annabella sono ben studiati mai scontati o eccessivi, soprattutto se si pensa ad Annabella e al Capitano Gualtieri, e giudico veramente deliziosa la seconda entrata in scesa di Lorenzo di Salvo. Nel complesso posso affermare che sono rimasta deliziosamente colpita e divertita da questo giallo d’esordio e aspetto ansiosamente il seguito, sperando che ci sia, anche perché vorrei proprio scoprire come andrà a finire con il numero 24. L.Ch.
Il mio voto in Libri da 1 a 5 è un Buon 3. 📚📚📚🕮🕮

 

TRAMA

ANNABELLA ABBONDANTE

La Verità non è una Chimera

di BARBARA PERNA

Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Tutti al tribunale di Pianveggio sanno che non si scherza sul pranzo, perché il giudice Annabella Abbondante ha un debole per la buona cucina ma è perennemente a dieta. Forse per colpa dei deliziosi cannoli della Palermitana, il bar in cui incontra ogni sera i suoi amici: il commissario Nicola Carnelutti e la giornalista Alice “ginger” Villani di Altamura. Abbondante sì, di nome e di fatto, una florida taglia 48 e una massa di capelli ricci e ribelli che le cadono sulle spalle, ma lo è soprattutto di cuore: sempre dalla parte dei più bisognosi e con il sorriso sulle labbra, nonostante le estenuanti udienze e le interminabili pile di fascicoli. Quando l’avvocato Matilde Santangelo si rivolge a lei per la scomparsa del fratello dalla clinica psichiatrica in cui era ricoverato, Annabella che ha una passione sfrenata per i gialli, non può fare a meno di impicciarsi. Negli stessi giorni, poi, un immobile che lei aveva messo all’asta viene incendiato con tanto di ritrovamento di resti umani: per il giudice e il fido cancelliere Paolo, detto Dolly, la ricostruzione del PM fa acqua da tutte le parti e scoprire la verità diventa un imperativo morale. Tanto più che il giudice Abbondante non accetta mai un no come risposta.

Tra l’ennesimo appuntamento al buio, organizzato da sua sorella Fortuna – il numero 24 negli ultimi quindici anni – aste fallimentari e udienze oceaniche, Annabella vi conquisterà con la sua energia, la sua passione e il suo grande carisma.

«Di cognome faccio Abbondante. E non posso negare che mi rappresenti piuttosto bene. 
Di nome faccio Annabella, attaccato e senza virgole, mi raccomando. Mi chiamo Annabella Abbondante, esatto. Ma non basta. Mi chiamo Annabella Abbondante, porto la taglia quarantotto e sono sempre a dieta. Sì, lo so. Assurdo. In un certo senso mi sento una predestinata. Con questo nome, direte voi, si capisce il motivo per cui a sedici anni avevo pensato di fare l'attrice comica. Perché invece, alla fine, io abbia scelto di fare il magistrato si capisce meno. Insomma, adesso presto servizio a Pianveggio, provincia di Lucca e faccio il giudice civile. Non sono sposata, non ho figli e sono felice così. E poi che dire? Ho tre dipendenze gravi da cui non riesco a liberarmi. La caffeina, i cannoli e la verità. So che tutte e tre possono farmi male. Ma proprio non riesco a farne a meno.»

 

CENNI SULLA VITA di:

BARBARA PERNA

Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Barbara Perna è nata a Napoli ed è giudice civile dal 1999. Ha lavorato presso i tribunali di Lagonegro, Santa Maria Capua Vetere e Montepulciano. Attualmente è in servizio presso la sezione fallimentare del Tribunale di Roma. Ha 51 anni, è felicemente sposata, e ha due figlie di 15 e 18 anni. Annabella Abbondante è il suo romanzo d’esordio.

Editore: Giunti Editore (15 settembre 2021)
Lingua‏: Italiano
Copertina flessibile: 372 pagine 

 








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martedì 6 luglio 2021

Nadia Morbelli - Hanno Ammazzato la Marinin

Nadia Morbelli

Hanno Ammazzato la Marinin

 

Recensione – Opinione di

Luigia Chianese Books Review Blogger

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Mugnano di Napoli 21.06.2021

 

Detto Napoletanamente (ed io sono Partenopea)  questo libro è la descrizione di un giallo narrato attraverso “l’inciucio”, un giallo molto lento che vira al caos, forse giallo è eccessivo.
Si! Perché la protagonista parla tanto, e soprattutto giudica tanto, tra un aperitivo, mangiate d’ insalata e shopping. Lei è un tantino snob, la classica “sinistra al caviale” che mal si sopporta, di quelle che annoiano e rompono le palle con il loro metro di giudizio che credono infallibile.
Nadia, la protagonista, è  una - inciuciona passiva - ovvero di quelle più subdole e infami. Di quelle  - inciucione - non aperte al pubblico, ovvero quelle di cui lo sai che sono così, come la Signora Luisa del romanzo, ma Nadia è di quelle che “Votta ‘a pretella i annasconne ‘a manella”  (persona che non intende assumere le responsabilità dei propri comportamenti, persona vile e vigliacca) ma che poi sparlano, vogliono sapere e far parlare. Insomma la pettegola impicciona della peggior specie, ovvero quella che si nasconde e soprattutto definisce “gli altri inciucioni” mai se stessa.  Da pagina 195:
<< E come poteva essere altrimenti,
in un paese dove l’ impicciarsi dei fatti altrui
è il passatempo più diffuso?>>.
La scrittura però è buona, non è tediosa ed è accessibile nonostante il dialetto ligure, ma la storia è gialla solo di copertina. Il finale è noioso e striminzito e non dà soddisfazione, suspense e gusto. Eviterò gli altri due libri  - Amin che è volato giù di sotto -  e  - La strana morte del signor Merello – lo stile – inciucioso - , senza indizi, a me non piace! L.Ch.  Voto da 1 a quattro libri: 2 Libri (per pura bontà). 📚📚🕮🕮🕮

  

TRAMA

Hanno Ammazzato la Marinin

Nadia Morbelli

Ripresa da internet e/o  dalla 4° di copertina:
È la vigilia di Pasqua e Genova è sommersa da una pioggia torrenziale. Cullata dalle suadenti note di una musica jazz, Nadia Morbelli, redattrice quarantenne magra come un'acciuga e dai capelli rosso fuoco, è immersa in un più che meritato bagno caldo, quando improvvisamente nel palazzo salta la luce. Lì per lì non ci fa troppo caso. Tre giorni dopo, però, suona alla porta un agente di polizia per comunicarle che proprio quella sera, sul suo stesso pianerottolo, è stata ammazzata ''la Marinin'', la petulante vicina di casa. Una vecchiaccia davvero tremenda. Un ladro alle prime armi colto sul fatto? Può darsi. Ma allora perché non ha toccato l'argenteria e i soldi lasciati sul comò? La tentazione è troppo forte e Nadia si fa subito prendere dalla sindrome di Maigret, spronata anche dalle intriganti conversazioni col dottor Prini, vicequestore-letterato, ruvido d'aspetto ma di modi fin troppo gentili... Così, tra un salto alla bocciofila, quattro chiacchiere davanti a uno stoccafisso alla ligure, e i tête-à-tête con Prini che assumono sempre più l'aria di un flirt, Nadia comincia a individuare una pista davvero interessante. Una pista che affonda le radici in quelle terre e in un pezzo oscuro di storia d'Italia. Brillante, intelligente, comico, ''Hanno ammazzato la Marinin'' è un romanzo che, dietro l'appassionante intrigo giallo, mette magnificamente in scena i tic e i vizi della provincia italiana.
 
Editore :  Giunti Editore (9 giugno 2021)
Lingua :  Italiano
Copertina flessibile :  224 pagine
Etichetta/Genere: Giallo Narrativa Umoristica


CENNI SULLA VITA di:

Nadia Morbelli

Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Nadia Morbelli, nata a Genova, è laureata in paleografia e specializzata nello studio di manoscritti umanistici. Collabora con diverse riviste specialistiche sia nazionali che internazionali. È redattrice presso una piccola casa editrice ligure. I momenti più belli della sua vita li trascorre in biblioteche polverose o viaggiando per il mondo. Attualmente vive fra Genova e il Basso Piemonte. Il suo primo romanzo è Hanno ammazzato la Marinin (Giunti 2012).



NOTA: 
Ho letto, girovagando su internet, che la si vuole considerare, con i sui appena tre libricini, la Camilleri Ligure; 
per piacere riesaminate la faccenda, non è al livello del Maestro, in futuro si vedrà, forse!








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martedì 5 gennaio 2021

ROSSANA CAMPO - In Principio Erano Le Mutande

Rossana Campo 
In Principio Erano 
le Mutande

Recensione – Opinione di
 
Mugnano di Napoli
22.11.2020

 

È la storia pittoresca di una trentenne sfigata in amore e nel lavoro, ma per l’ amore una zampa alla sfiga la dà anche lei. È ambientato a Genova (Italia) e dintorni, lei vive con il suo gatto Ulisse, e, la protagonista, unica e sola della storia, è lei, giusto qualche traccia della sua amica Giovanna e qualcun altro, poi la storia è colma di uomini che lei definisce infami. In particolare gli infami uno, due e il più grande di tutti l’ infame numero tre. È un romanzo o meglio un romanzetto, non solo per la sua brevità, appena 130/144 pagine in un libricino 130X198, ma proprio per la storia, semplice ma piacevole a tratti anche appassionante. Lo infilerei, senza il minimo dubbio, anche sotto il genere di Narrativa Umoristica leggera. Ciò che colpisce subito è lo stile della narrazione. In prima persona "parlata". Cosa intendo? Che, la protagonista del romanzo, scrive come parla o per essere più precisi scrive come pensa, quindi la grammatica e la punteggiatura sono volutamente andati a farsi benedire. Il punto è che questo tipo di scrittura, per me, è divertente fino a pagina 50 ma poi stanca smettendo di essere spassoso. Insomma capita anche a me, come a tutti, di appuntare i pensieri senza punteggiatura e grammatica, ma non penso sempre con il tempo dei verbi scorretti, per me è stato fastidioso, o sono io troppo rigida! Questo perché si ha l’ impressione di sentire i pensieri di una “spostata” che scrive come se stesse pensando una persona straniera in lingua italiana, per me è irritante, a lungo termine, ma per molti potrà essere estremamente facile e particolarmente piacevole da leggere. Diciamo che, questo stile di narrazione, è anche il punto forza del libro, per la sua originalità e chiarezza, è elaborato molto bene, non deve essere stato facile scrivere in questo modo! Tanto di cappello! Il personaggio principale è ben sviluppato nella sua interezza è una tipa simpatica, frivola, romantica se pur alquanto ripetitiva, cade sempre negli stessi errori, non cambia mai, ma il suo rapporto con il cibo, i soldi e soprattutto con il suo concetto "del godere" sono davvero dolcissimi ed ingenui. Questa protagonista è un pezzo di pane casareccio con le sue storie di ordinaria povertà e schiettezza! Non a caso, di questo libro, con la regia di Anna Negri, ci hanno anche fatto un film. (L’ ho letto dalla copertina).

Da pagina 35: 

<<… qualunque cosa succede in un giorno 

arriva sempre la fine di quel giorno; 

e anche poi: qualunque cosa succede in un anno 

arriva sempre la fine di quell’ anno.>>!

Avete capito il genere “Rossella O’Hara”!

Consiglio il libro per chi ama le letture leggere che lasciano un sorriso! L.Ch.

Un voto da 1 a 5 ? 📚📚 e tre quarti! 

TRAMA

In Principio Erano le Mutande

di Rossana Campo


Ripresa da internet e/o  dalla 4° di copertina:
L’eroina di questo romanzo vive una vita di peripezie e di grandi passioni tragiche, o almeno questo è ciò che dice. Sempre al verde e in fuga dai creditori, abita con il gatto Ulisse in un appartamento scalcinato dei vicoli di Genova, si mantiene con qualche lavoretto ma più volentieri mangiando a sbafo alle feste. 
Ammira oltremodo la scrittrice Gertrude Stein e il suo ideale maschile è Luciano Pavarotti. Nonostante si dedichi “alla ricerca dei piaceri edonistici sfrenati di vera lussuria”, la sua vita sentimentale è disseminata di “infami”: panettieri un po’ porci e ginecologi donnaioli, psicologi mammoni e archeologi depressi. La sua unica consolazione sono gli amici, soprattutto Giovanna, che ha la passione per i maschi neri e ama raccontare i dettagli delle sue avventure. Ma quando nella sua esistenza compare “l’infame numero tre” le cose prenderanno una piega imprevista, in un susseguirsi di evoluzioni tragicomiche dall’Italia fino alla Spagna e ritorno. In un linguaggio sboccato, felice, ironico, Rossana Campo con questo romanzo picaresco ha scritto un esordio che ha fatto scuola: per l’originalità di uno stile che fa i conti con la forza e l’energia del parlato e per l’acume con cui vengono scandagliate l’identità femminile, le sue gioie e le sue malinconie.
 
La mia Copia:
Prezzo: € 11,00 
Editore: Bompiani - Collana: Tascabili Narrativa - Copertina: Brossura
Pagine: 144 - Dimensione: 130X198 - Data di pubblicazione: 10/01/2020
               Romanzo Romanzo Contemporaneo


CENNI SULLA VITA di:

Rossana Campo


Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:

Rossana Campo vive tra Roma e Parigi. È nata a Genova nel 1963 e ha esordito nel 1992 con il fortunatissimo libro "In principio erano le mutande", diventato poi un film per la regia di Anna Negri. Da allora ha scritto una ventina di romanzi, tradotti in diverse lingue, che l’hanno confermata come una delle voci più originali della nostra letteratura. Fra i suoi titoli ricordiamo: "Il pieno di super" (1993), "Mai sentita così bene" (1995), "Il posto delle donne" (2013). Con "Dove troverete un altro padre come il mio" (2016) ha vinto il premio Strega giovani e il premio Elsa Morante. Per Bompiani ha pubblicato "Cati. Una favola di potere" (2017) e "Così allegre senza nessun motivo" (2019). Con Feltrinelli ha pubblicato: In principio erano le mutande (1992), da cui il film omonimo di Anna Negri (1999), alcuni racconti nella raccolta a cura di Gianni Celati, Narratori delle riserve (1992), Il pieno di super (1993), Mai sentita così bene (1995), L’attore americano (1997), Il matrimonio di Maria (1998), nato come radiodramma trasmesso da Radio Tre nel gennaio 1997, Mentre la mia bella dorme (1999), il libro per bambini La gemella buona e la gemella cattiva in Feltrinelli “Kids” (2000), Sono pazza di te (2001), L’uomo che non ho sposato (2003), Duro come l’amore (2005), Più forte di me (2007) e Lezioni di arabo (2010). Per i “Classici” ha tradotto e curato Peldicarota (2007) di Jules Renard.

 

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venerdì 5 aprile 2019

Franco Legni – Io, Nichi Moretti


Franco Legni 
Io, Nichi Moretti

Recensione – Opinione
Mugnano di Napoli
30.03.2019

Fantastico! Questo il mio primo commento!
Romanzo leggero, fresco e divertente! Ho riso molto; il libro entra, a pienissimo titolo, nella narrativa umoristica d’autore!Complimenti a Franco Legni. Se quella di Nichi  Moretti sarà una saga io la seguirò. Facile da leggere, tra l’ attuale e il fantasioso, sbrigativo e sgangherato, ci sono tutti gli elementi per il successo letterario e cinematografico. Prima di comprare il libro leggete il primo capitolo da pagina 9 a pagina 14 se vi garba prendetelo, perché il libro ha tutto quel tenore.Ve lo spiego semplicemente: avete presente Quentin Tarantino? Se Questo regista leggesse questo romanzo ne farebbe la versione comica di Pulp fiction! L.Ch.




TRAMA
Franco Legni – Io, Nichi Moretti


Ripresa da internet e dalla 4° di copertina: Mollato dalla ragazza e circondato da amici tutt'altro che raccomandabili, Nichi Moretti, neo-dottore in legge di Prato, è in attesa di fare il suo ingresso ufficiale nell'albo. Tra un rimorchio finito male, droghe leggere e antidepressivi, coltiva con costanza il suo passatempo preferito: vendicarsi della ex, disturbando le sedute di gruppo tenute dal nuovo compagno di lei, lo psicoterapeuta Luca Ponti. L'annuncio di aver finalmente passato l'esame scritto (solo al quinto tentativo!) arriva come un fulmine a ciel sereno e lo obbliga a fare i conti col futuro. Diciamocelo: le possibilità di passare l'orale sono pressoché nulle, a meno che... qualcuno non lo costringa a studiare e a mettere la testa a posto, almeno per un po'. 
Basta perdere tempo dietro a donne che non lo meritano! Il suo amico Lorenzo questo lo ha capito meglio di chiunque altro e prende subito in mano la situazione, anche se non sempre nel migliore dei modi. Tradito dal suo migliore amico, pestato a sangue dai pazienti del gruppo, per Nichi tutto sembra andare per il peggio, e invece... una rapina alle poste a opera di tre neo-naziste (tanto invasate quanto sexy) ribalta tutto. Nichi sviluppa un'istantanea sindrome di Stoccolma che gli rende assai allettante la prospettiva di fare da ostaggio alle tre giunoniche criminalesse.



Note dalla copertina:


Tra carneficine all'Ikea e costanti minacce di morte, Nichi Moretti è il protagonista più irresistibile, tenero e sgangherato della narrativa contemporanea, a metà tra il Grande Lebowski e l'ispettore Coliandro.
E se la normalità in certi casi può essere rappresentata da una famiglia serena, un esame da avvocato superato e una donna bella e romantica che ti riempie di attenzioni, talvolta il Nirvana può assumere le forme di un trio di criminalesse fighissime che ti minacciano e ti sparano addosso. Almeno a me, pareva così.



Giunti, circa 137 pagine
Prima edizione febbraio 2019 
Genere: Romanzo di Narrativa Moderna e Contemporanea
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CENNI SULLA VITA:
Franco Legni
Ripresa da internet e dalla 4° di copertina:
Nato a Prato, dove vive e scrive fingendo di lavorare come avvocato. Nel 2003 ha perso il volo di ritorno dal Cairo scampando ad un disastro aereo. Ha corso coi tori a Pamplona ed è stato arrestato in Bielorussia per possesso di documenti falsi. Nel 2008 ha pubblicato il suo primo libro con una casa editrice specializzata in riviste pornografiche. 
Nel tempo libero socializza con i criminali che sovente riesce a far assolvere. Le voci che Nichi Moretti sia il suo alter ego sono false e tendenziose, sebbene i suoi amici le ritengano assolutamente fondate. Io, Nichi Moretti è il primo capitolo di una esilarante serie.




dott.ssa Luigia Chianese
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