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martedì 6 aprile 2021

Toshikazu Kawaguchi - 川口 俊和 - Basta un Caffè per Essere Felici

Toshikazu Kawaguchi

川口 俊和

Basta un Caffè 

per Essere Felici

 

Recensione – Opinione di

Luigia Chianese Books Review Blogger

Blog Libri e Opinioni

@LibrieOpinioni

Mugnano di Napoli

17.03.2021

 

Accomodati a un tavolino,

Gusta il tuo caffè.

Lasciati sorprendere dalla vita.

Anche questo testo, come il primo: Finché il Caffè è Caldo (clicca per la mia recensione) è un libro semplice e profondo allo stesso tempo.

In quest’ altra opera si scoprono altre due regole; riassumo le precedenti per completezza:

1. Le uniche persone che si possono incontrare nel passato o nel futuro sono quelle che sono state nel caffè.
2. Qualunque cosa si faccia o si dica nel passato o nel futuro questo non cambierà mai il presente.
3. Per tornare dal passato o andare nel futuro, bisogna sedersi solo ed unicamente su quella sedia
e non bisogna alzarsi da quella sedia altrimenti si ritorna immediatamente al presente.
4. Esiste un limite di tempo che si può stare nel passato o nel futuro ed è scandito dal caffè, quindi ricordati di gustare il caffè a piccoli sorsi prima che si raffreddi e di berlo tutto; non lasciare per alcuna ragione che il caffè si raffreddi altrimenti diventerai un fantasma e resterai bloccato su quella sedia.
5. Chi si è seduto su quella sedia una volta per viaggiare nel tempo non può farlo una seconda volta.
Si aggiunge la 6° regola: Bisogna avere almeno 7 anni per versare il caffè ed essere una donna della famiglia Tokita.

E la 7° regola: Se si è incinte di una femmina, durante la gravidanza non si può versare il caffè, perché in quei momenti il “potere di far viaggiare nel tempo” passa automaticamente dalla madre alla figlia.

Se vogliamo dirla tutta s’intuisce anche una nuova cosa che la cerimonia del versare il caffè si conclude sempre nello stesso modo con la formula: 

<< L’importante è bere il caffè finché è caldo.>>. 

Tante piccole scoperte che fanno piacere a coloro che hanno amato il primo volume.

Le 4/5 storie narrate sono di una delicatezza estrema e raccolgono, in maniera dolce, la gentilezza emotiva della filosofia nipponica.

Anche questo è un testo motivazionale, direi educativo e filosofeggiante, un po' come le nostre favole di Esopo, che raccontano una storia per insegnare qualcosa.

In questo caso riprendendo la citazione di Fëdor Dostoevskij riportata in prima pagina precisamente alla 7°:

<< La cosa più difficile nella vita è vivere senza mentire.>>,

e dopo aver letto con piacere queste storie, mi viene fuor un pensiero facile, quasi banale ma non troppo: Gli imprevisti nella vita capitano e sono inevitabili, alcune volte, ma questi imprevisti non vanno corretti ad agni costo e non dobbiamo necessariamente sentirci perennemente in colpa se, di questi imprevisti, siamo concausa, soprattutto se non si può porre rimedio per quanti sforzi si possano fare.

In pratica dobbiamo imparare a perdonare prima noi stessi e poi gli altri, dobbiamo concederci di essere felici nonostante i dolori e le difficoltà! Sembra un pensiero ordinario ma non è così facile da attuare, spesso ci puniamo da soli anche senza rendercene conto, perché ci sembra giusto così, ma nella realtà la cosa migliore che possiamo fare, per rispettare la nostra vita, è cercare, sempre o nei limiti del possibile, di essere felici.

Torniamo al libro; Lettura coinvolgente, ritmo lento, più del precedente, stile molto simile al primo, quindi molto armonioso, sono buona nel dire che è sulla stessa scia, riusciamo a scoprire ancora di più sulla vita dei personaggi principali, ma ci sarà di sicuro altro da sapere, tra cui il perché la madre di Kazu non è voluta o potuta ritornare dal passato e abbia scelto o sia stata costretta a diventare un fantasma, per questo attenderemo il prossimo volume! Resta un testo piacevole da affrontare che lascia spunti di riflessione individuali ma anche da condividere. L.Ch. Il mio voto è: 3 su 5 📚📚📚🕮🕮

 

TRAMA

Basta un Caffè per Essere Felici

Di Toshikazu Kawaguchi

川口 俊和

Ripresa da internet e/o  dalla 4° di copertina:
Accomodati a un tavolino. Gusta il tuo caffè. Lasciati sorprendere dalla vita.   L'aroma dolce del caffè aleggia nell'aria fin dalle prime ore del mattino. Quando lo si avverte, è impossibile non varcare la soglia della caffetteria da cui proviene. Un luogo, in un piccolo paese del Giappone, dove si può essere protagonisti di un'esperienza indimenticabile. Basta entrare, lasciarsi servire e appoggiare le labbra alla tazzina per vivere di nuovo l'esatto istante in cui ci si è trovati a prendere una decisione sbagliata. Per farlo, è importante che ogni avventore stia attento a bere il caffè finché è caldo: una volta che ci si mette comodi, non si può più tornare indietro. È così per Gotaro, che non è mai riuscito ad aprirsi con la ragazza che ha cresciuto come una figlia. Yukio, che per inseguire i suoi sogni non è stato vicino alla madre quando ne aveva più bisogno. Katsuki, che per paura di far soffrire la fidanzata le ha taciuto una dolorosa verità. O Kiyoshi, che non ha detto addio alla moglie come avrebbe voluto. Tutti loro hanno qualcosa in sospeso, ma si rendono presto conto che per ritrovare la felicità non serve cancellare il passato, bensì imparare a perdonare e a perdonarsi. Questo è l'unico modo per guardare al futuro senza rimpianti e dare spazio a un nuovo inizio.

Editore : Garzanti (14 gennaio 2021)
Lingua : Italiano
Lingua Originale: giapponese
Copertina flessibile : 176 pagine
Dimensioni : 21.7 x 1.5 x 14.4 cm

VITA di:

Toshikazu Kawaguchi

川口 俊和

Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Toshikazu Kawaguchi è nato a Osaka, in Giappone, nel 1971, ha lavorato come drammaturgo e ora lavora come sceneggiatore e regista. Con "Finché il Caffè è Caldo", suo romanzo d'esordio, ha vinto il Suginami Drama Festival.

 


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martedì 30 marzo 2021

Toshikazu Kawaguchi - 川口 俊和 - Finché il caffè è caldo

Toshikazu Kawaguchi
川口 俊和   
Finché il caffè è caldo


Recensione – Opinione di

Luigia Chianese Books Review Blogger

Blog Libri e Opinioni

@LibrieOpinioni

 

Mugnano di Napoli

13.03.2021


Un tavolino, un caffè, una scelta. Basta solo questo per essere felici ma ci sono delle regole ferree:




ECCO 5 LE REGOLE DA SEGUIRE:
1.     Le uniche persone che si possono incontrare nel passato o nel futuro
sono quelle che sono state nel caffè.
2.     Qualunque cosa si faccia o si dica nel passato o nel futuro
questo non cambierà mai il presente
3.     Per tornare dal passato o andare nel futuro,
bisogna sedersi solo ed unicamente su quella sedia
e non bisogna alzarsi da quella sedia
altrimenti si ritorna immediatamente al presente.
4.     Esiste un limite di tempo che si può stare nel passato o nel futuro
ed è scandito dal caffè, quindi ricordati di gustare il caffè a piccoli sorsi
prima che si raffreddi e di berlo tutto;
non lasciare per alcuna ragione che il caffè si raffreddi
altrimenti diventerai un fantasma e resterai bloccato su quella sedia.
5.     Chi si è seduto su quella sedia una volta per viaggiare nel tempo
non può farlo una seconda volta.

Romanzo originale composto da 4 micro storie che in un certo senso s’ intrecciano tra loro con un fine ben preciso: lo scoprire che nonostante le difficoltà … come dice a pagina 177:

<<  … se vuole, la gente troverà sempre la forza

di superare tutte le difficoltà che si presenteranno.

Serve solo cuore. >>.

È un’opera leggera e scorrevole nella sua aulica atmosfera e nella semplicità con cui i sentimenti vengono espressi. Un testo commovente e dolce che tocca la parte più sensibile di noi, insegna, in maniera diretta e unica l’importanza di saper comunicare le emozioni e che la forza di vivere è in ognuno di noi.

Il tempo è una delle parti centrali dell’opera, secondo me, perché non è un semplice scorrere, (anche se con regole ferree) ma è un doppio tempo: quello naturale che attraversa tutti noi, il presente, o meglio l’ attimo, ed il tempo interiore, quello della riflessione. In questo senso lo si potrebbe definire un romanzo umano ed introspettivo. Non a caso nella caffetteria ci sono tre grandi orologi con orari differenti che secondo me a simboleggiare il passato, il presente ed il futuro e le mancate finestre, che isolano dal mondo esterno e servono a chiudere lo spazio interiore ed aiutare le persone a meditare su se stesse.

Potrebbe sembrare non semplice per noi occidentali comprendere a fondo la cultura giapponese, ne siamo un tantino a digiuno, ma il fascino della calma che manifesta il pensiero nipponico riesce a conquistare.

L’ altro concetto centrale del libro per me si riassume a pagina 158:

<< Le persone non vedono le cose e non sentono le cose

nella maniera oggettiva che credono.

A distorcere le informazioni visive ed uditive che entrano nel cervello

intervengono i pensieri, le circostanze, le fantasie più sfrenate,

i pregiudizi, le preferenze, le conoscenze, la consapevolezza

e un’infinità di altri meccanismi celebrali.>>.

Questa è la parte più delicata del romanzo ovvero il rispetto per le sensazioni e il sentire del prossimo senza mai giudicare le sue motivazioni. Questo è l’ insegnamento che io ho tratto da questa semplice lettura, che al primo passaggio potrebbe sembrare banale ma non lo è stata per me! L.Ch. voto 📚📚📚📚🕮 (4 su 5)

 

Note: 
Ho fatto delle ricerche e scoprire che quella piccola, speciale ed essenziale caffetteria, nei vicoli di Tokyo, ha un nome antico e particolare. Il nome di questo piccolo locale, dallo stile antico, è Funiculì Funiculà, ed è il titolo di una delle canzoni più famose della tradizione Partenopea. Da Napoli al Giappone, da vicolo a vicolo, il viaggio è breve e le distanze non hanno più un senso, sapere che l’autore abbia studiato, nelle lezioni di musica, questa canzone mi riempie il cuore di gioia (sono Napoletana ed amo la mia assurda e magica città).
Un indizio viene dato a pagina 11:

<<... ma Fumiko fu attratta dal nome,

preso dal testo di una canzone

che cantava sempre da piccola  …>>. 



TRAMA

Finché il caffè è caldo

Di Toshikazu Kawaguchi

川口 俊和 

Ripresa da internet e/o  dalla 4° di copertina:
In Giappone c'è una caffetteria speciale. È aperta da più di cento anni e, su di essa, circolano mille leggende. Si narra che dopo esserci entrati non si sia più gli stessi. Si narra che bevendo il caffè sia possibile rivivere il momento della propria vita in cui si è fatta la scelta sbagliata, si è detta l'unica parola che era meglio non pronunciare, si è lasciata andare via la persona che non bisognava perdere. Si narra che con un semplice gesto tutto possa cambiare. Ma c'è una regola da rispettare, una regola fondamentale: bisogna assolutamente finire il caffè prima che si sia raffreddato. Non tutti hanno il coraggio di entrare nella caffetteria, ma qualcuno decide di sfidare il destino e scoprire che cosa può accadere. Qualcuno si siede su una sedia con davanti una tazza fumante. Fumiko, che non è riuscita a trattenere accanto a sé il ragazzo che amava. Kòtake, che insieme ai ricordi di suo marito crede di aver perso anche sé stessa. Hirai, che non è mai stata sincera fino in fondo con la sorella. Infine Kei, che cerca di raccogliere tutta la forza che ha dentro per essere una buona madre. Ognuna di loro ha un rimpianto. Ognuna di loro sente riaffiorare un ricordo doloroso. Ma tutte scoprono che il passato non è importante, perché non si può cambiare. Quello che conta è il presente che abbiamo tra le mani. Quando si può ancora decidere ogni cosa e farla nel modo giusto. La vita, come il caffè, va gustata sorso dopo sorso, cogliendone ogni attimo.

 

Editore : Garzanti (12 marzo 2020, in Italia)
Lingua : Italiano
Lingua originale: Giapponese
Prima edizione dic.2015
Dimensioni:  : 21.8 x 1.6 x 14.2 cm

CENNI SULLA VITA di:

Toshikazu Kawaguchi

川口 俊和

Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:

Toshikazu Kawaguchi è nato a Osaka, in Giappone, nel 1971, ha lavorato come drammaturgo e ora lavora come sceneggiatore e regista. Con "Finché il Caffè è Caldo", suo romanzo d'esordio, ha vinto il Suginami Drama Festival.



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venerdì 17 gennaio 2020

Sade – La Filosofia nel Boudoir

Sade 
La Filosofia nel Boudoir

(Donatien-Alphonse-François de Sade,
noto come il Marchese de Sade)

Recensione – Opinione
di

Mugnano di Napoli
03 novembre 2019

«Le atrocità, gli orrori, i crimini più abietti non devono meravigliarti, Eugénie: quel che c'è di più sconcio, di più infame e di più proibito dà alla testa che è un piacere... e ci fa sempre orgasmare nella maniera più deliziosa
  
E’ un libro scritto in forma di dialogo drammatico-filosofico e si scaglia principalmente contro la Monarchia, l’ Aristocrazia, e la Religione (Siamo nel 1795 a 3 anni dalla proclamazione della prima Repubblica dopo la Rivoluzione Francese.) e il palcoscenico di tutto ciò è il boudoir; ovvero la stanza da letto privata di una signora per bene.

Sembra un libro scritto da un maiale folle, questa sarebbe la conclusione più semplice e banale per una lettura “a prima sbirciata” ; un perverso essere che infetta un’innocente fanciulla; ma dietro a tutto ciò vi è qualcosa di più profondo e grande, vi è la libertà; questo è un autentico dramma socio politico. 
Quest' opera è l’ antimorale di de Sade, dove piega la vocazione pedagogica del dialogo filosofico al fine del libertinaggio e la sua dedica ne è una consapevolezza ...

«Voluttuosi di ogni età e sesso, dedico quest’opera a voi soli: nutritevi dei suoi principii, favoriranno le vostre passioni! E le passioni verso le quali certi freddi e piatti moralisti v’incutono terrore, sono in realtà gli unici mezzi che la natura mette a disposizione dell’uomo per raggiungere quanto essa si attende da lui. Obbedite soltanto a queste deliziose passioni! Vi condurranno senza dubbio alla felicità. Donne lascive, la voluttuosa Saint-Ange sia il vostro modello! Secondo il suo esempio, disprezzate tutto ciò che è contrario alle leggi divine del piacere che l’avvinsero tutta la vita. Fanciulle rimaste troppo a lungo legate ad assurdi e pericolosi vincoli d’una virtù fantasiosa e di una religione disgustante, imitate l’appassionata Eugénie! Distruggete, calpestate, e con la sua stessa rapidità, tutti i ridicoli precetti che vi hanno inculcato genitori imbecilli! E voi, amabili dissoluti, voi che fin dalla giovinezza avete come unici freni i vostri stessi desideri e come uniche leggi i vostri stessi capricci, prendete a modello il cinico Dolmancé! Spingetevi agli estremi come lui se, come lui, volete percorrere tutti i sentieri in fiore che la lascivia aprirà al vostro passaggio! Convincetevi, alla sua scuola, che solo ampliando la sfera dei piaceri e delle fantasie, solo sacrificando tutto alla voluttà, quell’infelice individuo conosciuto sotto il nome di uomo, scaraventato suo malgrado in questo triste universo, potrà riuscire a spargere qualche rosa tra le spine della vita.»

Questa non è pornografia, vizio, impudicizia, questa è lotta alla morale del tempo che vuole necessariamente, guidare, etichettare, tutto e tutti. Senza lasciare spazio all’ uomo e alle sue esigenze, alle leggi naturali; nel testo, sembrano mascherati ma vengono ben descritti, con minuzia e crudeltà, (sadismo) sia i piaceri del sesso che del corpo, ma anche molti precetti legati alla Rivoluzione e alla Nuova Repubblica.

E’ l’ altra faccia dell’ essere umano, il lato oscuro della luna che è in tutti noi; quella faccia irrazionale e selvaggia, che esiste in ogni essere vivente, che si scontra come un macigno contro quell'altra faccia, quella della logica e razionalità; è uno scontro tra titani ma il fine, secondo me, per il filosofo de Sade, è quello di far comprendere che nulla è veramente definito, recitabile, ma è tutto mutevole: nell’ animo, nel cuore, nel corpo e nello spirito, ed è solo l’ equilibrio/scelta delle parti che più generare un’esistenza felice e libera.  

“L’amore non lo si può considerare altro che l’effetto risultante 
dalle qualità di un bell’oggetto su di noi:
certi effetti ci trasportano, c’infiammano!
Se noi possediamo quell’oggetto, siamo contenti;
se non è possibile averlo, piombiamo nella disperazione.
Ma qual è la base di questo sentimento?… il desiderio.
Quali le conseguenze?… la follia.”

Nessuna delle due facce dell’ essere umano, come dicevo, potrà mai completamente prendere il sopravvento nell' esistenza umana, ma ciò che veramente l’ uomo può fare è Scegliere da che parte stare o Fondere le Parti; nessuna scelta è veramente sbagliata, questo, per me, è il messaggio del Marchese de Sade. 
L.Ch.

“Nessuna azione, per quanto singolare possiate supporla,
è veramente criminale;
e nessuna può realmente chiamarsi virtuosa.
Tutto è in rapporto ai nostri costumi e
all’ambiente in cui abitiamo.” 

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TRAMA
Sade – La Filosofia nel Boudoir

Ripresa da internet e/o  dalla 4° di copertina:
Più volte arrestato, processato e imprigionato, Sade persegue con tenacia la propria ricerca esistenziale. La sua filosofia dell'insurrezione permanente contro i limiti della condizione umana - per dissolvere le tenebre dell'ignoranza e dell'inconsapevolezza, per praticare il potere demiurgico della materia, della Natura, del singolo consapevole della sua unicità di materia pensante e desiderante - istituisce un potente reattivo a più dimensioni per chiunque vi si avvicini, sempre provocando reazioni emozionali e mentali, sempre comunque coinvolgendo in un confronto ravvicinato e conflittuale con il suo universo straordinariamente moderno.
Iniziare una quindicenne appena uscita dal convento ai piaceri e al crimine, conducendola di buon passo lungo la strada della depravazione, della blasfemia e della scelleratezza. È il piano messo a punto da tre libertini di lungo corso che attirano nel loro covo la giovane Eugénie per impartirle lezioni teoriche e pratiche di immoralità. Pubblicato anonimo nel 1795, il romanzo, subito violentemente osteggiato, piega la vocazione pedagogica del dialogo filosofico agli scopi del progetto libertino: nella reclusione del boudoir, i personaggi sadiani mettono in scena il rovesciamento della morale comune, in una tensione costante tra il passato che sovvertono e il nuovo ordine che aspirano a creare. Una tensione che si rispecchia nella sorte di Sade stesso, condannato alla galera dall'ancien régime e al manicomio dalla Rivoluzione, salutato ora come l'ultimo dei classici ora come il primo dei moderni.

Copertina flessibile: 233 pagine
Editore: Garzanti (30 settembre 2004)
Collana: I grandi libri
Lingua: Italiano

Prima pubblicazione1795
SceneggiaturaMarchese de Sade
GenereFilosofia e letteratura Erotica
AdattamentiPhilosophy in the Boudoir (1969)
Lingua originalefrancese


CENNI SULLA VITA
di:
(Donatien-Alphonse-François de Sade,
noto come il Marchese de Sade)
  
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Scrittore e libertino francese, Donatien-Alphonse-François de Sade, noto come il Marchese de Sade, è celebre per una serie di classici della letteratura erotica e per essere lo scrittore di alcuni saggi filosofici, quasi tutti scritti mentre si trovava in prigione. La sua opera e il suo pensiero lo hanno fatto considerare un esponente dell'ala estremista del libertinismo, nonché dell'Illuminismo più radicale e materialista. Il suo nome è all'origine del termine sadismo, atteggiamento che emerge dai suoi romanzi, incentrati sulla descrizione di comportamenti sessuali trasgressivi e perversi.
Durante la sua vita Sade venne accusato (con l'assenso della sua famiglia) di vari reati, come pratiche di violenza sessuale, sodomia, tentativi di avvelenamento e condotta immorale. Incarcerato per il reato di "libertinaggio" fu soprattutto la produzione di materiale pornografico, ovvero le sue opere letterarie, a metterlo nei guai. Fu perseguitato prima dal regime monarchico, poi, in quanto nobile, dalla Rivoluzione francese (a cui aveva aderito) e infine anche dal governo napoleonico. Fu rinchiuso alla Bastiglia (dove scrisse Le 120 giornate di sodoma) e per poco evitò la ghigliottina.
Passò la fine della sua vita in un manicomio, a Charenton, dove morì solo.
Per molto tempo dimenticato, è stato rivalutato e riscoperto solo nel XX secolo grazie ai surrealisti.

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