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lunedì 5 settembre 2022

Gabriel Katz - Nelle Tue Mani

GABRIEL KATZ
Nelle Tue Mani

Recensione - Opinione di
 
Mugnano di Napoli (Na) – 28 luglio 2022
 
Mathieu Malinski e Pierre Geithner, due mondi diversi, due vite opposte, due esperienze che più antitetiche non potrebbero essere; il primo giovane ventenne, quasi bulletto, figlio di un’immigrata Polacca, abbandonata dal marito, che stenta a sbarcare il lunario per sé e per i suoi due figli, il secondo un uomo maturo, un Parigino doc, un borghese a tutto tondo, metodico e gentile.
Il primo, orecchio assoluto, pianista incompleto ma talentuoso un autentico virtuoso della musica, un genio ribelle, con scarsa, scarsissima autostima e tanti pregiudizi; il secondo un grande direttore di conservatorio, quello di Parigi, ma tormentato da un dolore atroce che lo sta portando sull’orlo del fallimento umano, matrimoniale e professionale; una sola cosa in comune, una sola grande cosa: La Musica.
Questi due mondi s’incroceranno per caso, all’improvviso, in una stazione della metro, una pura coincidenza calata da chissà dove, nel momento propizio per entrambi. I due protagonisti si studieranno, si sfideranno, si ameranno e si completeranno in una rinascita materiale ed emotiva che coinvolgerà, in parte, anche coloro che gravitano nei loro paraggi, sfidando le differenze e  preconcetti, proprie e degli altri.
Ci saranno alti e bassi, momenti di gloria e di paura, resa e ripresa ed è su questi punti che l’autore, Gabriel Katz, si giocherà tutta la narrazione.
Perché sarà facile, per il lettore, prevedere il finale, ma le emozioni che porteranno a questo finale, saranno ciò che conterà davvero. Saranno emozioni sottili, autentiche, reali e sincere non elaborate al solo fine di stupire il lettore.
La semplicità dei sentimenti, riportati anche nella scrittura, regalerà a questa storia note d'amore, tolleranza e rivalsa su un mondo a volte chiuso, triste e deludente. È una storia di sopravvivenza emotiva, di una tenerezza immensa e di grande spessore umano. L.Ch.

Nella mia scala gradimento libri, da 1 a 5, questo testo merita un 3. L.Ch.
 
TRAMA
Nelle Tue Mani
di Gabriel Katz
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
In mezzo al viavai di una stazione parigina, tra la folla che si affretta verso i treni e il metrò, riecheggiano all’improvviso le note di un pianoforte: c’è chi prosegue per la sua strada, e chi invece resta ammaliato da quel giovane pianista che suona a occhi chiusi. Pierre è il direttore del Conservatorio, e di musicisti ne ha conosciuti tanti: ma nessuno con un dono così straordinario. È lui il talento che cercava, quello che potrebbe risollevare la sua carriera in crisi. Quando però si avvicina, il ragazzo se ne va infastidito, pur accettando il suo biglietto da visita. Mathieu ha vent’anni e la musica è il suo segreto, di cui non parla mai con gli amici, tra un lavoro da magazziniere e qualche furto per arrotondare. Perché se vuoi sopravvivere in uno dei quartieri più malfamati di Parigi, devi essere un duro, e non c’è spazio per i sogni. Quando però viene arrestato durante una rapina, il timore di dare l’ennesima delusione a sua madre lo spinge a telefonare allo sconosciuto del biglietto. Pierre è disposto ad aiutarlo, a una condizione: dovrà scontare la pena facendo le pulizie al Conservatorio. E, soprattutto, dovrà prendere lezioni per partecipare al più importante concorso per giovani talenti. Mancano solo tre mesi e vincere sarebbe la salvezza per entrambi, ma per un ragazzo di strada è difficile liberarsi dall’ambiente violento in cui è cresciuto... La storia toccante di una grande amicizia, in cui due mondi distanti sono uniti da un unico sogno: la musica.
 
CENNI SULLA VITA di:
GABRIEL KATZ
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Gabriel Katz è un celebre autore francese. Scrittore e illustratore di graphic novel, ha creato diverse serie thriller e fantasy, con cui ha vinto il Prix des Imaginales e il Prix des Halliénales. Scrittore e sceneggiatore per la tv, è anche un apprezzato ghostwriter e ha affiancato numerose celebrità nella scrittura dei loro memoir. Il suo romanzo Nelle tue mani ha suscitato l’entusiasmo degli editori internazionali ed è già stato acquisito in Italia, Germania e Spagna con aste ancora in corso in altre nazioni. Il film di Ludovic Bernard – con una straordinaria Kristin Scott Thomas, Lambert Wilson e Jules Benchetrit – sarà distribuito in decine di Paesi.
 
Editore: ‎Giunti Editore (14 dicembre 2018)
Lingua: ‎Italiano
Traduttrici: Sofia Dilaghi - Tania Spagnoli
Copertina rigida: ‎336 pagine ISBN-10: 8809881788 - ISBN-13: ‎978-8809881785
 
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martedì 5 luglio 2022

NICOLA PUGLIESE - MALACQUA Quattro giorni di pioggia nella città di Napoli in attesa che si verifichi un accadimento straordinario!

NICOLA PUGLIESE
MALACQUA
Quattro giorni di pioggia 
nella città di Napoli
 in attesa che si verifichi
un accadimento straordinario

 
Mugnano di Napoli (Na) – 16 Giugno 2022
 
Svogliatamente giravo in libreria, forse per riparare dal caldo infernale di questo giugno 2022; una copertina nera con uno sfondo di Vesuvio sotto la pioggia ha attirato la mia attenzione, diciamo che è stato un richiamo. Ho letto la trama, quattro giorni di pioggia incessante su Napoli, bambole misteriose che urlano, monete da 5 lire che cantano e la tensione verso qualcosa che accadrà o potrebbe accadere ma non è detto che accada; me ne sono innamorata subito e poi ho scoperto, leggendolo, o meglio divorandolo, di avere un piccolo grande capolavoro tra le mani!
Un testo raffinato, surreale, intenso e sofisticato che ha come protagonista Napoli e i Partenopei. 
Questo libro è una continua attesa tesa.
La sua prosa è magica; è un diluvio di pensieri fatti di storie e sotto storie proprio come è Napoli, piena di bellezze, contraddizioni, speranze e con la sua anima sotterranea e misteriosa.
Questo diluvio di pensieri riportati su carta è come il diluvio d’acqua che, per quattro lunghi giorni, scende su Napoli; immagini di vita che guarda avanti nonostante le catene del passato, immagini e pensieri che galleggiano mescolati nella falsa immobilità dell’eterna Partenope, tutto sospeso, tutto da valutare anche le certezze della vita.
La scrittura colpisce fin da subito sa essere elaborata e semplice nel medesimo tempo; elaborata nella prosa, semplice nella terminologia; ma ciò che risalta di più alla lettura è la ripetizione dei termini all’interno dello stesso periodo, quasi come se fosse un rafforzamento ad ogni più piccolo concetto espresso, ad ogni più piccola sfumatura dei pensieri e della realtà, tutto prende una strada o la crea come l’acqua che scorre e non la si può fermare.
Suggestivo, misterioso e dirompente questo è il libro di Nicola Pugliese. L.Ch.
Nella mia scala, da 1 a 5, di valutazione libri, per questo testo o meglio per questo capolavoro non può che raggiungere un voto di 5 libri. L.Ch. 📕📗📘📙📘
 
TRAMA
MALACQUA
Quattro giorni di pioggia nella città di Napoli
 in attesa che si verifichi un accadimento straordinario.
NICOLA PUGLIESE
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Dopo una notte di pioggia torrenziale, all’alba grigia e funerea del 23 ottobre, arriva una telefonata ad Annunziata Osvaldo, centralinista della Questura di Napoli. Una strada è crollata. E poi un palazzo in via Tasso. La città sembra liquefarsi mentre l’acqua scorre, penetra, danneggia. Andreoli Carlo, giornalista che si occupa dei misteriosi accadimenti, si fa testimone degli effetti di una diabolica pioggia che sembra non finire mai. E intanto voci inquietanti risuonano dal Maschio Angioino, l’enigma di tre bambole assilla le autorità, sale l’acqua del mare e le monetine da cinque lire cominciano d’un tratto a suonare canzoni. 
Un romanzo cupo e raffinato sulla bellezza e l’enigma che da sempre ammantano la città di Napoli, un’opera diventata con il tempo un clamoroso caso letterario del secondo Novecento. 
La sua scomparsa dalle librerie coincise con quella dell’autore dalla città e dal giornalismo, facendo di Nicola Pugliese un “Salinger napoletano”. Trascorse con ostinato riserbo gli ultimi anni nel paesino di Avella in Bassa Irpinia, dove si era trasferito in un isolamento volontario. Mentre la critica si ricordava di Malacqua consacrandolo come un capolavoro, i lettori più fortunati si passavano in fotocopia quel testo ormai introvabile.
 
Editore: ‎Bompiani (6 aprile 2022)
Lingua: ‎Italiano
Introduzione: Francesco Palmieri
Copertina flessibile: ‎192 pagine
ISBN-10: ‎8830105147 - ISBN-13: ‎978-8830105140
 

CENNI SULLA VITA di:
NICOLA PUGLIESE
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Nicola Pugliese nasce a Milano, nel 1944, ma vive a Napoli per quasi tutta la sua vita. Il regista Armando Pugliese è suo fratello. Eredita dal padre la professione di giornalista e scrive per molti anni sul Roma, testata all’epoca dell’armatore Achille Lauro. Nel 1977, scoperto da Calvino, pubblica per "i Coralli" della casa editrice Einaudi il suo romanzo d'esordio: Malacqua. Nel corso degli anni Ottanta, Pugliese si ritira a vita privata presso Avella, un paesino in provincia di Avellino. Nel 2008, per una piccola casa editrice napoletana (La compagnia dei trovatori), viene dato alle stampe il suo secondo libro, La Nave Nera, una raccolta di racconti dai toni Kafkiani a cura di Nando vitali. Nicola Pugliese si è sempre mostrato scettico davanti alla possibilità di ristampare il suo capolavoro, il romanzo Malacqua, come sottolineato dall'editore Tullio Pironti durante un'intervista sull'edizione napoletana di La Repubblica
Proprio Tullio Pironti, tuttavia, ha ripubblicato la nuova edizione di Malacqua, riportandola in libreria nel giugno del 2013. Qualche mese dopo, è uscito anche il documentario di Giuseppe Pesce, Tutto il resto è Malacqua: La versione di Nick Pugliese, che raccoglie una lunga intervista allo scrittore. Nel 2010, sotto l'egida della Fondazione Premio Napoli, è stato pubblicato un saggio di critica letteraria dedicato a Malacqua, in cui viene ricostruita la vicenda editoriale e la fortuna del libro. Il saggio, di Giuseppe Pesce, si intitola Napoli, il dolore e la non-storia: Malacqua di Nicola Pugliese, un piccolo capolavoro del secondo Novecento.

 
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martedì 14 giugno 2022

Abir Mukherjee - Fumo e Cenere

Abir Mukherjee 
Fumo e Cenere
 
Mugnano di Napoli (Na) – 03- giugno  2022
 
I gialli storici sono affascinanti, ancor di più se sono ambientati in paesi lontani, in questo caso l’India all’epoca di Gāndhī (Mahatma Mohāndās Karamchand Gāndhī) e del suo secondo in comando ovvero C.R. Das (Chitta-Ranjan Das), quest’ultimo è un avvocato dell’Alta Corte Indiana.
Le vicende narrate s’intrecciano tra avvenimenti storici: le lotte per l’indipendenza dell’India e la visita del futuro Imperatore Britannico, il Principe di Galles, con una serie di morti misteriose e cruente e con la vita lavorativa e privata del Capitano della Polizia Imperiale Sam Wyndham e del suo Sergente l’Indiano Surrender-not (Sur-Render-Not Banerjee), a cui vengono affidate le indagini; tutto l’insieme è magistralmente narrato e ben amalgamato, in dosi quasi perfette, in appena 300 pagine.
Da pagina 153:
<< Mi resi conto che quello era il problema.
Per vedere un uomo come nemico,
hai bisogno di odiarlo,
e mentre era facile odiare chi
combatteva con bombe e proiettili,
era molto difficile odiare chi si opponeva
facendo appello al tuo senso morale.>>.
La storia è ben costruita e ben ambientata, tra manifestazioni pacifiche, quindi non violente, malsane fumerie d’oppio gestite da Cinesi e conseguente dipendenza da esse, esperimenti con il terribile gas mostarda, utilizzato durante La Grande Guerra del 1915-1918, l’eterogenea Calcutta del 1921, un’India post Prima Guerra Mondiale, il tutto è reso, in questo giallo storico, in maniera molto avvincente.
Ci sono alti e bassi nella suspense narrativa, questo devo ammetterlo, ma questi alti e bassi danno anche quell’impulso in più per comprendere meglio le motivazioni di tutti e, soprattutto, il perché e il chi di questi mostruosi omicidi a cui vittime vengono sfigurati i volti privandoli degli occhi e pugnalati ripetutamente al torace.
I personaggi sono bellissimi, tutti affascinanti, nessuno escluso, hanno tutti le loro singolarità e sono tutti, al loro modo, tormentati ma anche riflessivi; niente e nessuno sembra lasciato al caso ma vi è l’imprevedibilità, vi è la vergogna, la vendetta, vi è l’amore, la paura, la lealtà che non possono essere sotto il controllo di nessuno.  
Da pagina 77:
<< Si dice che nessun uomo è un’isola,
ma la verità è che alcuni di noi sono costretti a esserlo,
dal fato e da circostanze al di là del nostro controllo.>>.
Questo lavoro del Britannico, di origine Indiana, Abir Mukherjee, merita di essere letto con attenzione perché riesce, in tanti piccoli passaggi, a farti viaggiare in luoghi lontani, nello spazio e nel tempo, ed a farti intrigare e ragionare su ogni singola vicenda. L.Ch.
Il mio voto, nella scala, da 1 a 5,  di valutazione gradimento libri, è un buon 3 libri.
 
TRAMA
Fumo e Cenere
di Abir  Mukherjee
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Calcutta, 1921. Tormentato dai ricordi dolorosi legati alla guerra mondiale e alla morte della sua giovane moglie, il capitano Sam Wyndham sta cercando di contrastare la grave dipendenza dall'oppio, che deve comunque tenere segreta perché potrebbe costargli la carriera. Ma è proprio in una fumeria d'oppio che, per sfuggire a un'incursione della polizia, incappa nel cadavere sfigurato di uno sconosciuto, ucciso a coltellate. Il tipo di pugnale utilizzato e le ferite sul corpo dell'uomo fanno pensare a un omicidio rituale. È il primo di una serie di morti misteriose, tutte con caratteristiche simili, ma apparentemente slegate l'una dall'altra e avvenute in diverse zone della città. In una caccia all'uomo senza quartiere in cui è aiutato dal suo fidato assistente indiano, l'abile e astuto sergente Banerjee, Sam deve fare di tutto perché l'assassino non colpisca ancora. Tutto questo sullo sfondo di un mondo in fermento, in cui i nazionalisti sono sul piede di guerra per protestare contro l'arrivo del principe di Galles e le spinte all'indipendenza dall'Impero britannico sono sempre più sentite.
 
CENNI SULLA VITA di:
Abir  Mukherjee
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Londra 1974, è uno scrittore Britannico Abir Mukherjee, di origine indiana; è cresciuto nell’Ovest della Scozia. Ritenuto “l’astro nascente del romanzo giallo storico” dal “Times” . Ha vinto l’Ellis Peters Historical Award nel 2018 con L’uomo di Calcutta (SEM 2018), sono seguiti, sempre come protagonisti il Capitano Sam Wyndham, Un male necessario (SEM 2019), Fumo e Cenere e Morte a Oriente.
 
Editore: SEM (3 settembre 2020)
Editore Feltrinelli (21 marzo 2022)
Lingua: Italiano - Traduttore: Alfredo Colitto
Copertina rigida: ‎300 pagine - ISBN-10: ‎8893902923 - ISBN-13 : ‎978-8893902922
 




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martedì 19 aprile 2022

Richard Flanagan - Prima Persona

Richard Flanagan
Prima Persona
Recensione - Opinione di
 
Mugnano di Napoli (Na) – 10 - 04 - 2022
 
Potrebbe sembrare la storia di uno scrittore, che in questo caso è un ghostwriter, che cerca di sbarcare il lunario scrivendo la vera storia o meglio l’autobiografia di un eccellente criminale, intervistandolo, ma non è solo questo; è una storia nella storia, un incontro-scontro tra verità e menzogna, tra ciò che è reale e ciò che deve sembrare reale, tra ciò che è vero e ciò che deve diventare verosimile, è un autentico gioco di potere, è un ribaltamento psicologico tra due mondi, due stili di vita, dove non ha importanza la verità. Da pagina 21:
<< E io voglio che ci metta dentro 
tutto quello i lettori vorrebbero leggere 
su Siegfried Heild.>>.
La verità non ha mai avuto importanza per nessuno, non ha mai avuto uno scopo, la verità sarebbe stata quella proposta dal narratore di turno e, soprattutto, quella che “vorrebbero leggere” i lettori, sotto la logica di un adeguato profitto.
La verità, in questo libro, viene negata anche a se stessi, per conformismo, per volontà o semplicemente perché si ha paura di essa; ma il punto è chiedersi: - la verità è davvero così indispensabile? -. Da pagina 102:
<< Trovo sconcertante che tutti diano importanza alla verità.
Non capisco bene perché l’abbiano inventata,
se per sopravvivere abbiamo bisogno di fingere,
dire bugie bianche e indossare maschere.
Mi segui?>>.
Questo romanzo racconta la vita di una vita, un viaggio tra il mondo vissuto giorno per giorno per andare avanti e i mostri che si trascinano nel proprio io. E questi mostri, viventi o inconsci, si palesano anche quando non agiscono direttamente e si fanno sentire grattando, affamati, sotto la pelle di tutti anche a distanza di tempo e passando di persona in persona, superando il confine della morte. Da pagina 13:
<< La vita non è una cipolla da sbucciare
né un palinsesto da raschiare per riportare alla luce
chissà quale significato originario e più veritiero.
La vita è un’invenzione continua.>>.
La leggera comicità che, all’inizio, utilizza il protagonista Kiff Kehlman, giovane aspirante scrittore, con cui decide di narrare la storia di Siegfried Heidl, notissimo truffatore, è solo uno stratagemma ben preciso: serve per superare le difficoltà di una narrazione continuamente frenata, messa in dubbio, abilmente contorta e manipolata da parte dello stesso Heidl. Da pagina 144:
<< Pensare? Molta gente è fatta dalle opinioni altrui, Kif.
E finché io gliene davo, erano tutti felici e contenti.>>.
Alla fine, però, il ghostwriter cede e costruisce un doppio personaggio quello di Heidl e se stesso; o meglio è Heidl che, con la propria morte, riesce a ricostruire Kiff; quasi in un perverso gioco di ruoli non dichiarato. Da pagina 158:
<< Da Heidl stavo imparando
il potere della suggestione invece che della spiegazione;
dell’evasività invece che della rivelazione;
del concedere a malapena un dato di realtà
 – o meglio, la chiacchiera su un dato della realtà –
per lasciare che fosse il lettore a immaginare
tutto ciò che lo attorniava.>>.
Il fine di Heidl, è di divertirsi, di giocare, di fantasticare e di godere dei sui inganni al prossimo, fino in fondo. Il suo reale intento, per vincere la paura del futuro, secondo me, è di lasciare un marchio a fuoco nelle persone, una cicatrice invisibile e dolorosa, che lo facesse vivere ancora, ancora e ancora, nella memoria di chi lui ha scelto di tenersi accanto e di sentirsi, al contempo, libero di decidere dove, come e quando porre fine al gioco anche per gli altri.
Quello dello scrittore, Kiff Kehlman, invece, è di emergere come autore, ma, inevitabilmente, si trasformerà in ben altro e si ritroverà cambiato e trasformato. È questo il passaggio più accattivante e, secondo il mio parere, il senso di tutto il libro: -  la metamorfosi di un autore attraverso l’illusione della verità. -. Consiglio questa lettura. L.Ch.
Il mio voto, nella mia scala libri, da 1 a 5, è un bel 3. 📘📗📕🕮🕮

Prima Persona
di Richard Flanagan
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Siegfried Heidl è il più celebre truffatore d'Australia. Alla vigilia del processo che segnerà il suo destino una grande casa editrice decide di pubblicare la sua autobiografia, commissionandola a un “ghostwriter”. L'incarico viene affidato a Kiff Kehlman, giovane aspirante scrittore con famiglia a carico e ambizioni al momento frustrate dalla realtà. Kiff, che accetta a malincuore, spinto dalla necessità, ha sei settimane di tempo per comporre il ritratto di un uomo che forse non è mai esistito, che è per sua stessa natura un'illusione, un falso, un inganno. Dopo una settimana di domande imprecise e risposte evasive, Kiff decide che l'unico modo per raccontare Ziggy Heidl è riscriverlo, fino a smarrire il confine tra ciò che è reale e ciò che non lo è. Ispirato a un episodio della vita di Flanagan, un romanzo comico e raggelante che parla con lucidità del confine sempre più labile tra vero e falso nel nostro mondo.
 
Editore:Bompiani (5 settembre 2018)
Lingua:Italiano
Traduttore: Alessandro Mari
Titolo originale: ''First Person'' (2017)
Prima Pubblicazione: 02 ottobre 2017
Copertina flessibile: ‎430 pagine
ISBN-10: ‎ 884529644X - ISBN-13: ‎ 978-8845296444
Dimensioni: ‎ 15 x 2.74 x 21 cm
 
CENNI SULLA VITA di:
Richard Flanagan
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Richard Flanagan (1961) è nato e cresciuto in Tasmania, dove vive con la moglie e i tre figli. È Scrittore, Sceneggiatore e regista Australiano. Abbandonata la scuola in giovane età, ritorna in seguito a studiare e si laurea all'università della Tasmania con un  Bachelor’s Degree nel 1983. In seguito frequenta un Master in storia ad Oxford, al Worcester College, e, prima di dedicarsi alla scrittura, svolge i lavori più disparati, dalla guida fluviale (tema del suo esordio nella narrativa) all'imbianchino. Comincia il suo apprendistato (come esso stesso ama definirlo) nella saggistica trattando temi storico-politici della sua nazione e biografie come quella del noto truffatore australiano John Friedrich. In seguito, a partire dal 1994, esordisce come narratore con - Morte di una guida fluviale - il cui protagonista, Aljaz Cosini, nell'attimo del suo annegamento rivive la propria storia e quella dei suoi antenati al quale fa seguito una serie di acclamati romanzi che spingono alcuni critici a definirlo il più talentuoso romanziere della sua generazione. È autore di sei romanzi tra i quali - La vita sommersa di Gould -, basato sulla storia d'amore tra l'artista William Buelow Gould e una giovane donna di colore, che si è aggiudicato il Commonwealth Writers’ Prize nel 2002, La donna sbagliata dà voce alle ansie dell'Occidente post 11 settembre, mentre  - Solo per desiderio - verte sulle storie parallele dello scrittore Charles Dickens e dell'aborigena Mathinna.  - La strada stretta verso il profondo Nord -, ambientato durante la seconda guerra mondiale presso i campi di prigionia giapponesi e la Burma Railway, è in trentotto paesi, gli è valso il Man Booker Prize 2014.
 
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martedì 5 aprile 2022

Andrew Michael Hurley - Il Giorno Del Diavolo

Andrew Michael Hurley

Il Giorno Del Diavolo


Recensione - Opinione di
Mugnano di Napoli (Na) 
01.04.2022
 
Non consiglio questo libro se si è appassionati di Horror o Horror Psicologici. Lo consiglio se si è appassionati di ornitologia e natura in genere. Viene etichettato dalle case editrici anche come Horror perché parla del maligno, della malvagità,  del Diavolo che passa di cosa in cosa, di animale in animale e di persona in persona, ma anche di stagione in stagione attraversando i secoli, ma di tensione horror ne ha ben poca. Da pagina 10:
<< Il Diavolo non lasciava impronte nella neve, 
non bussava alla porta.
Era come se fosse l’aria stessa, dicevano.
La roba che respiravano. >>.
Suggestive, invece, sono le descrizioni dell’ambiente e in particolare dell’ambiente rurale, maestoso e molto faticoso,  in cui è avvolta la storia; le Endlands inglesi e il villaggio nella brughiera del Lancashire; Nella brughiera, appunto, non è un luogo a caso, l’autore l’ha scelto per un motivo bene preciso secondo me, forse, perché è un luogo misterioso e sinistro ed è il medesimo luogo dove sono state ambientate molte storie note al grande pubblico: è dove Sherlock Holmes passa per affrontare il terribile Mastino dei Baskerville, oppure dove hanno ballato le streghe narrate da Shakespeare nell’inizio del Macbeth, ed anche il luogo dove è ambientato il disperato amore raccontato in Cime Tempestose. Il luogo, però, è importante, ma non basta, perché la storia lo dovrebbe essere di più. Toccanti i paesaggi, ma, ad un certo punto, tediano fino all’inverosimile, la tentazione di abbandonare la lettura è forte, ma è più forte il desiderio di sapere “dove vuole andare a parare” l’autore Andrew Michael Hurley.
Come ho già accennato le descrizioni delle locations nello spazio e nel tempo, ma anche nella memoria della famiglia protagonista i Pentecost, e nella storia sono eccellenti, fin troppo meticolose direi, quasi da far perdere l’orientamento nel racconto, ma i personaggi e gli eventi non sono narrati con la medesima efficacia o  con la medesima passione, infatti, anche la morte è quasi banale. Da pagina 91
<< Ognuno di noi muore prima di ciò che possiede,
ognuno di noi tramanda ai vivi un museo accidentale. >>.
I personaggi sono flosci, arronzati, quasi forzati, in atteggiamenti e in azioni. Le vicende narrate non hanno molto pathos e sono scadenti in suspense e brividi e ricordo ancora che questo testo è catalogato negli Horror. Le tradizioni raccontate, i riti che vengono eseguiti, come svegliare e dar da mangiare al Diavolo e poi farlo andare via, non danno al racconto quel guizzo di curiosità che il lettore cerca, ciò che doveva essere ingannevole, sinistro, cupo e spaventoso semplicemente non lo è. La parte Horror doveva essere elaborata meglio perché così concepita la storia è solo un affascinante viaggio in folcloristiche tradizioni di dura vita campestre. L.Ch.
Nella mia scala libri da 1 a 5 il mio voto è un semplice 2. 📗📙📖📖📖
 
TRAMA
Il Giorno Del Diavolo
di Andrew Michael Hurley
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Cent'anni fa, durante una bufera eccezionale, gli abitanti delle Endlands sono rimasti confinati in casa per settimane. E quando sono finalmente usciti il Diavolo aveva seminato il suo veleno ovunque. Nessun rito, sacro o profano, è riuscito a cacciarlo. Si è portato via tredici persone in una volta sola. Il Giorno del Diavolo oggi è un giorno di tradizioni che si rinnovano per i bambini, un modo per ricordare, una messinscena intrisa di scongiuri. Ma se il Diavolo facesse veramente ritorno, a sconvolgere la vita già dura di chi ancora si occupa delle greggi, a seminare discordia tra famiglie che da sempre non si vedono di buon occhio? È autunno quando John Pentecost torna a casa, al villaggio nella brughiera del Lancashire dove è cresciuto, con la giovane moglie che aspetta un bambino. Il nonno, il patriarca, è appena morto, e oltre a congedarsi da lui bisogna dare una mano alla famiglia per riportare le pecore dai pascoli agli ovili. John e Kat sono attratti dall'idea di restare, lasciando una vita più agiata ma anche più banale per dare continuità alla tradizione. Ma antichi rancori riemersi rendono complicata la scelta, dividendo la famiglia di John, in cui sembra insinuarsi la presenza concreta del Diavolo nelle sembianze che prende quando vuole affliggerci. Una storia cupa, sinistra, inquietante, in cui la battaglia quotidiana della vita rurale è aggravata dalle complicazioni imprevedibili del soprannaturale.




CENNI SULLA VITA di:
Andrew Michael Hurley
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Andrew Michael Hurley Nato nel 1975 a Preston, scrittore Britannico, dopo aver vissuto a Manchester e a Londra, vive e lavora nel Lancashire e qui  insegna letteratura inglese e scrittura creativa alla Manchester Metropolitan University.  Loney, del 2014, il suo romanzo d’esordio, pubblicato da Bompiani nel 2017, dopo la prima tiratura di 278 copie con un piccolo editore è stato rilanciato dall’editore John Murray e ha vinto molti premi e ha ottenuto un Premio Costa. è stato tradotto in venti Paesi e ha venduto oltre 150 mila copie in Gran Bretagna. Anche il suo secondo romanzo, Il giorno del diavolo, pubblicato da Bompiani nel 2019, ha ottenuto molti riconoscimenti infatti è stato insignito dell' Encore Award destinato alla seconda opera pari merito con la scrittrice Lisa Mclnerney. Giornalista per il Guardian.

Editore: ‎ Bompiani (27 marzo 2019)
Lingua: ‎ Italiano
Traduttore: Vincenzo Vega
Copertina flessibile: ‎ 352 pagine
ISBN-10: ‎ 8845296210 - ISBN-13: ‎ 978-8845296215
Dimensioni: ‎ 15 x 2.24 x 21 cm
 


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