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domenica 23 gennaio 2022

Michel Houellebecq - Annientare

Michel Houellebecq

Recensione - Opinione di
 
Mugnano di Napoli (Na) - 22.01. 2022

Annientare parla d’amore.
Annientare è una storia d’amore, ambientata nella Francia del 2027, una Francia un po' instabile, politicamente ed economicamente, ma ancora alla ribalta sulla scena mondiale, una Francia che l’autore, Michel Houellebecq, fa osservare, sempre più condizionata dagli Arabi e dai Musulmani; Si potrebbe dire che come nell’altra sua opera – Sottomissione – anche qui si trovi una certa insofferenza verso questa nuova “direzione-invasione”  socio-economico-culturale della Francia e dell’Europa tutta.
Da pagina 416 (e non solo):
<< …viveva in quartiere di Arabi, 
che istintivamente odiava e temeva. >>.
Annientare, però, resta una tormentata storia d’amore; una storia vissuta e raccontata dagli occhi di un uomo: Paul Raison, uomo di successo, molto capace, composto e razionale, stipendio alto, casa a Parigi, un uomo realizzato secondo gli standard che la società informalmente impone, ma soprattutto un uomo ordinario e preciso.
Da pagina 389:
<< …gli piaceva in generale che le cose coincidessero,
la vita avrebbe dovuto essere un susseguirsi di piacevoli coincidenze,
pensava. Idealmente.>>.
Tutto prende il via quando Paul viene chiamato a collaborare alle indagini della Direzione Generale per la Sicurezza Interna, (DGSI) che suo padre, Edouard Raison, aveva fondato e diretto prima d’andare in pensione, Paul viene convocato, come consigliere, da Bruno Juge, straordinario ministro dell’Economia Francese, politico di lungo corso, uno degli uomini più influenti del governo francese, devoto al suo lavoro, tanto da vivere nel ministero lontano dal sua moglie che lo tradisce continuamente; Bruno Juge, in questo momento della sua carriera si avvia alle prossime elezioni presidenziali, assecondando i piani del presidente uscente.
Paul Raison, viene interpellato nel momento in cui un attacco informatico diffonde in rete una serie di violenti video che colpiscono sia il governo, principalmente nella persona di Bruno Juge, (Pagina 23 disegno di una ghigliottina da internet) che di altre nazioni in particolare la Cina e non solo. (Nel libro i disegni: Pagina 7 e Pagina 361 © Michel Houellebecq)
Paul Raison, nel frattempo, in tacito equilibrio, vive, separato in casa, da 10 anni circa, con la moglie Prudence, convinta ecologista e vegana, novizia della cultura Wicca, anche lei dipendente statale, difatti lavora al Tesoro, e sarà lei a far risvegliare l’amore e la passione in Paul.
In questo volume, di ben 743 pagine, sembra che le parti più interessanti siano solo 2, parti ben intrecciate tra loro:
la prima riguarda le manipolazioni politiche ed i giochi di potere per le presidenziali francesi;  
la seconda parte, gli attacchi informatici e militari, su scala allargata, che produrranno più di 500 morti, attacchi mostrati al mondo anche con disegni di simboli e caratteri sconosciuti, che gli informatici, e non solo loro, non riescono a decodificare. (Nel libro i disegni: pagina 363 - Collezione Privata; Pagina 597 © Michel Houellebecq)
Il tutto s’infittisce quando diventa rilevante ed inquietante la pista dei terroristi-satanisti, infatti, tra le carte delle indagini, grazie a dei vecchi fascicoli conservati da Edouard Raison, padre di Paul, spunta l’immagine di Bofometto; nome risalente al Medioevo, che è la deformazione del nome di Maometto.
Bofometo è un personaggio ambiguo, venerato da molti e raffigurato (Troviamo un’immagine a pagina 362 del libro; © Illustrazione tratta da Stanislas de Guaita, Le Serpent de la Genèse. Le Temple de Satan, Paris, Librarie du Merveilleux,1891 ), con una testa di capro con grosse corna e con barbetta, con il seno di donna e delle ali, braccia e mani antropomorfe ma per piedi ha degli zoccoli caprini, non manca il dettaglio principale, sulla fronte, di questo mostro malefico, vi è un pentagono regolare stellato, cioè un pentagramma, (Descrizione a pagina 387 del libro) e questo pentagono finisce per esser d’aiuto nel rintracciare le coordinate degli attacchi che verranno. (Nel libro i disegni: pagina 576 -577 © Michel Houellebecq)
Intorno a questi due avvenimenti, la politica e gli attacchi terroristici, viene descritta, all’inizio un po' ai margini, l’esistenza di Paul; i suoi rapporti con la sua famiglia d’origine: l’amata sorella Cécile, il debole fratello minore, l’artista Aurélien, il rapporto distaccato con il vecchio ed oramai invalido padre Edouard e la sua compagna Madeline, l’ossessione di Paul per le annate che corrispondono a numeri primi e altro ancora.
Da notare che nel libro l’autore, oltre ai disegni misteriosi degli attacchi informatici, ci lascia anche un delizioso disegno di due pagine, sulla casa di campagna, paesaggio incluso, della famiglia di Paul. (Pagina 88 - 89 © Louis Paillard). Questa casa è di sommaria importanza perché in varie stanze s'incrociano i ricordi e le riflessioni di Paul, sulla sua vita e i suoi sentimenti. La casa è l’origine!
Da notare che l’autore pone l’accento anche sulle condizioni di vita di coloro che sono vecchi, vecchi-malati e invalidi, come Edouard il padre di Paul, o di malati terminali. M. Houellebecq, infatti, con infinita delicatezza, denuncia non solo le pessime condizioni di assistenza verso coloro che stanno percorrendo l’ultimo miglio, la vita nelle RSA, ma come sia ancora in vigore una mentalità chiusa e spaventata dalla morte come fine di un ciclo, una mentalità poco incline al rispetto della libertà di morire da parte dei soggetti oramai fragili e di come la malattia e la vecchiaia siano un peso opprimente per la società moderna.     
Tornando al nostro protagonista, Paul Raison, tutte le sue riflessioni, dubbi e interrogazioni interiori vengono descritte anche attraverso improvvisi e leggeri viaggi nel mondo onirico di Paul; un mondo onirico incontrollato e complesso che da una parte s’allontana e dall’altra si confonde con la realtà ed i ricordi.
La visione dell’esistenza di Paul, con abilità narrativa magistrale, nel libro, diventa il solo argomento principe, tutto il resto passa in secondo piano; infatti l’autore lascia in sospensione temporale le vicende presidenziali ed irrisolto il perché e il chi degli attacchi terroristici, tanto che nelle riflessioni di Paul viene fuori che,
da pagina 320:
<< …la cosa peggiore era che se l’obiettivo dei terroristi
era quello di annientare il mondo come lui lo conosceva,
di annientare il mondo moderno, non poteva dargli affatto torto.>>.
Una piccola nota a riguardo, se non cado in errore, in questa frase, è l’unica volta che Michel Houellebecq, utilizza, per due volte, la parola – annientare - ovvero il titolo del romanzo.
I pensieri di Paul e le sue riflessioni sulla vita, sul suo presente, sulle relazioni e sull’amore, in tutta la narrazione, si misurano, principalmente, attraverso il confronto con l’esistenza altrui; in modo particolare su quella del suo amico Bruno, schiavo volontario del suo amato lavoro ed il saper risollevare la sua vita sessuale e amorosa, e su quella dell’oramai fragile, invalido e anziano padre, tanto amato dalla sua compagna e dalla sua prediletta e credente figlia Cécile.
Ed è proprio con la sorella che Paul si scontrerà su un argomento spinoso ovvero lo scorrere della vita, l’amore verso la vita e l’importanza che essa assume per sé e per gli altri, ma soprattutto a chi questa vita appartenga e perché.
Da pagina 677:
<< “ …la vita è un dono di Dio, e Dio ti aiuterà se tu aiuti te stesso,
ma se rifiuti il dono di Dio, lui non può fare più niente per te,
e in fondo non hai nemmeno il diritto di rifiutarlo,
tu forse immagini che la tua vita ti appartenga, ma non è vero,
la tua vita appartiene a chi ti ama,
tu appartieni prima di tutto a Prudence, ma anche un po' a me,
e forse ad altre persone che non conosco,
tu appartieni agli altri, anche se non lo sai.” >>.
Quando Paul Raison arriva a comprendere cosa sia l’amore e inizia a viverlo ed a respirarlo con tutto se stesso, nella sua interezza fisica ed emotiva, un tumore alla mandibola e alla lingua lo intrappolano senza scampo,  obbligandolo a rivedere ancora la sua vita, a riprogrammare la sua realtà prendendo coscienza, con dolore, di una tremenda verità: l’incontrollabilità e la finitezza della vita.
Da pagina 529:
<< Quello che non poteva sopportare, 
si era reso conto con inquietudine,
era l’impermanenza di sé; 
era l’idea che una cosa, qualunque cosa, finisse;
quello che non poteva sopportare, non era altro che
una delle condizioni essenziali della vita.>>.
Più che superfluo affermare che lo stile narrativo di Houellebecq è eccezionale, limpido, scorrevole, anche nei momenti in cui i sogni di Paul prendono il sopravvento la narrazione resta compatta, non ci sono voli pindarici su riflessioni filosofiche sull’esistenza umana che fanno perdere il filo della storia, ma sono sempre 743 pagine che si abbattono sul lettore come le onde del mare, alternando potenza e tranquillità, ma non fanno mai annegare il lettore nella noia,; il racconto di Michel Houellebecq è come un massaggio all’animo di chi legge.
Solo un dispiacere, le ultime 5 parole, nei ringraziamenti finali, scritte da questo illuminato autore, (Per inciso per me meriterebbe il Nobel per la letteratura) a pagina 743:
<< …è il momento di fermarmi .>>.
Spero ardentemente che non decida di smettere di scrivere, sarebbe, secondo me, una gran perdita per l’umanità. L.Ch.
Il mio voto, da uno a cinque, nella mia scala libri non può che essere che un immenso 5.
 
TRAMA
Annientare di Michel Houellebecq
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Bruno Juge è un politico di lungo corso, ministro dell’Economia e uno degli uomini più potenti della scena politica francese che si avvia alle prossime elezioni presidenziali. Ma è anche un uomo solo. Sua moglie lo ha tradito ed esposto a uno scandalo pubblico. Paul Raison è uno dei più stretti consiglieri di Bruno, solo come lui, separato in casa nell’indifferenza della moglie Prudence, fervente ecologista e vegana. Quando un attacco informatico diffonde in rete una serie di violenti video che colpiscono il governo e la stessa persona di Bruno Juge, Paul viene chiamato a collaborare alle indagini della Direzione generale per la sicurezza interna, che suo padre aveva diretto. Mentre difende il paese da pericolosi terroristi digitali, Paul deve affrontare anche i nodi irrisolti della sua famiglia: la fragilità dell’anziano padre, che è disposto a proteggere fino in fondo, il rapporto intenso con la sorella Cécile, contraria a ogni forma di edonismo, la distanza dal fratello minore Aurélien, un artistoide un po’ spiantato. In questa ricerca, a sorpresa, ritrova in Prudence, oltre l’apparente freddezza e distanza, un mondo segreto che ha resistito a tutto. Michel Houellebecq torna a raccontare il nostro tempo con un romanzo impetuoso e fluviale, ancorandoci alla storia di un uomo, Paul Raison, che, di fronte a una minaccia più grande di lui, tenta di ricomporre i pezzi disallineati della propria vita, e si trova a guardare a Prudence, un amore perduto eppure in qualche modo presente, come all’unica isola protetta di una civiltà in pericolo. Dando vita a una storia d’amore fra le più belle e tormentate della sua letteratura.
 
- Editore: ‎ La Nave di Teseo 
(7 gennaio 2022 in contemporanea con la Francia)
- Lingua: ‎ Italiano 
- Traduzione di Milena Zemira Ciccimarra.
- Pagine: 743
ISBN-10: ‎ 8834609417 - ISBN-13: ‎ 978-8834609415 
- Dimensioni: ‎15 x 5.1 x 21 cm
- Genere – Etichetta: Michel Houellebecq  Dramma Letteratura  
 
Michel Houellebecq aveva detto sole poche parole 
riguardo a quest’ultimo suo lavoro:
''È troppo complicato dire di cosa parla. Sarà un libro deprimente".
 



CENNI SULLA VITA di:
Michel Houellebecq
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Michel Houellebecq ([miˈʃɛl wɛlˈbɛk]), pseudonimo di Michel Thomas (Saint-Pierre, 26 Febbraio 1956), è uno scrittore, poeta, saggista, regista e sceneggiatore francese. 
L'autore, spesso assimilato al movimento anglosassone detto di Anticipazione sociale, è considerato uno dei più rilevanti scrittori della letteratura francese contemporanea. Si è segnalato anche come critico letterario e per le sue prese di posizione critiche sull'Islam. I suoi libri sono tradotti in italiano da Bompiani, che ha raccolto in due volumi la sua opera omnia, e da La nave di Teseo.

    «La totalità degli animali e la schiacciante maggioranza degli uomini vivono senza mai provare il minimo bisogno di giustificazione. Vivono perché vivono, tutto qua, è così che ragionano; poi immagino che muoiano perché muoiono, 
    e che questo, ai loro occhi, concluda l'analisi.»

    (M. Houellebecq, Sottomissione, p. 43)

    Nato nel dipartimento d'oltremare francese della Réunion, Michel Thomas è cresciuto fino a sei anni in Algeria. Suo padre, guida d'alta montagna, e sua madre, medico anestesista, si disinteressano molto presto di lui, dopo la nascita della sorellastra. I genitori lo affidano alla nonna paterna, Henriette Houellebecq, una comunista, della quale adotta il cognome. Dopo aver frequentato a Parigi il liceo Chaptal, nelle classi di preparazione per la Grande École, si iscrive alla facoltà di agraria nel 1975, dove fonda la poco fortunata rivista letteraria Karamazov, per la quale scrive qualche poesia e lavora alle riprese di un film dal titolo Cristal de souffrance.
    Consegue la laurea in agraria nel 1978 con una specializzazione in «Ecologia e miglioramento dell'ambiente naturale». Subito dopo si iscrive all'École nationale supérieure Louis-Lumière, nella sezione di cinema, scegliendo l'indirizzo di riprese cinematografiche, che abbandona nel 1981. Lo stesso anno nasce suo figlio Étienne. Affronta in seguito un periodo di disoccupazione, e un divorzio che gli provoca una forte depressione. Inizia a lavorare come informatico nel 1983 alla Unilog (società informatica poi acquisita dalla Logica), dove resterà tre anni, periodo che diventerà poi fonte di ispirazione per Estensione del dominio della lotta, il suo primo romanzo pubblicato nel 1994. In seguito passa a lavorare all'Assemblée Nationale.
    Verso la metà degli anni ottanta inizia a frequentare ambienti letterari parigini, pubblica le prime poesie e collabora con varie riviste. Le sue due prime raccolte di poesie, edite nel 1991, passano inosservate. In esse sono già percepibili i temi che verranno trattati in seguito, ossia la solitudine esistenziale e la denuncia del liberalismo e del capitalismo, all'opera fin nell'intimità degli individui:

      «In situazione economica perfettamente liberale, c'è chi accumula fortune considerevoli; altri marciscono nella disoccupazione e nella miseria. In situazione sessuale perfettamente liberale, c'è chi ha una vita erotica varia ed eccitante; altri sono ridotti alla masturbazione e alla solitudine. Il liberalismo economico è l'estensione del dominio della lotta, la sua estensione a tutte le età della vita e a tutte le classi sociali. Ugualmente, il liberalismo sessuale è l'estensione del dominio della lotta a tutte le età della vita e a tutte le classi sociali. Sul piano economico, Raphaël Tisserand appartiene al clan dei vincitori; sul piano sessuale, a quello dei vinti. Certi guadagnano su entrambi i tavoli; altri, su entrambi perdono. Le imprese si contendono certi giovani diplomati; le donne si contendono certi giovani; gli uomini si contendono certe giovani; il problema e l'agitazione sono considerevoli.»

      (da Estensione del dominio della lotta)


      Sempre nel 1991 pubblica un saggio su Lovecraft. Estensione del dominio della lotta, suo primo romanzo, viene pubblicato da Maurice Nadeau nel 1994 dopo essere stato rifiutato da parecchi editori. Esso ha collocato Houellebecq a capo di quella generazione di scrittori concentrati sulla miseria affettiva dell'uomo contemporaneo. Senza promozione né pubblicità, il romanzo si diffuse tramite il passaparola. Ne è stato tratto un film per il cinema francese da Philippe Harel nel 1999, e uno per la televisione danese da Jens Albinus nel 2002.
      Michel Houellebecq (2008) Dopo la pubblicazione di Le particelle elementari (1998), il romanzo successivo, che lo fa conoscere in Francia e nel mondo, nascono forti polemiche sui media legate all'esclusione del suo autore dalla rivista letteraria Perpendiculaire, della quale faceva parte, a causa di "idee ambigue". La notorietà dell'autore, che replica senza peli sulla lingua su Le Monde, trae ovviamente vantaggio da tutta questa pubblicità. Les particules élémentaires attacca (simbolicamente, ma al contempo nominandolo) lo scrittore Philippe Sollers. Il libro otterrà il Premio novembre, assegnato da una giuria della quale fa parte lo stesso Philippe Sollers, il quale testimonierà a favore di Houellebecq nel processo generato dalle dichiarazioni di Houellebecq sull'islam. Sempre nel 1998 riceve dal Ministero della cultura francese il Grand Prix national des lettres.
      Houellebecq ha condiviso con il suo traduttore Frank Wynne il premio IMPAC 2002 per Atomised, la traduzione di Les particules élémentairesLe particelle elementari è generalmente considerato il suo testo più importante (attualmente tradotto in più di 25 paesi), premiato tra l'altro come migliore libro dell'anno dalla rivista francese Lire. Nel 2006 da Le particelle elementari è tratto il film tedesco Elementarteilchen, diretto da Oskar Roehler e che partecipa alla Berlinale, vincendo un Orso d'argento per il miglior attore protagonista.
      Nel 2000 Houellebecq ha firmato i testi dell'album Présence humaine, su musiche di Bertrand Burgalat, vicini allo stile delle sue poesieː nell'album, che ha anche interpretato in concerto, sono presenti sia delle parti cantate che delle parti parlate. Il disco è uscito presso Tricatel, la casa discografica creata da Burgalat. Houellebecq attribuisce una pari importanza alla sua opera di saggista. Ha scritto su Les InrockuptiblesPerpendiculaireL'Atelier du RomanImmédiatement, oltre che sulla stampa internazionale. Nel 2001 lo scrittore francese viene processato per islamofobia a causa di alcune sue prese di posizione sulla religione musulmana. Vince la causa, ma poi lascia la Francia. Dopo aver vissuto per anni in Irlanda, Houellebecq si è in seguito trasferito in Spagna.
      Nel 2004 Houellebecq è passato dal suo vecchio editore Flammarion alle edizioni Fayard, del potente gruppo Lagardère, per una cifra insolita per le edizioni francesi e l'assicurazione che il suo romanzo venga portato sul grande schermo. Alla ripresa letteraria del settembre 2005, ha occupato, con il suo romanzo La possibilità di un'isola, la gran parte delle pagine culturali dei media, mettendo in ombra gli altri 600 libri presentati. Ciò nonostante le vendite sono state inferiori al previsto (300.000 copie vendute contro le 400.000 attese). Dal romanzo lo stesso Houellebecq ha tratto un film, che non è stato distribuito in Italia, uscito nelle sale francesi nel 2008, senza riscuotere successo.
      Michel Houellebecq, che si è risposato, dopo aver vissuto in Irlanda per parecchi anni si è trasferito in Spagna, all'interno del Parco naturale Cabo de Gata-Nijar, per poi tornare a vivere in Francia nel 2012. Nel 2010 pubblica il romanzo La carta e il territorio, edito in Italia da Bompiani, che vince il massimo premio letterario francese, il Goncourt. Nel 2015 è la volta di Sottomissione, la cui edizione italiana è ancora una volta di Bompiani. Nel 2019 è invece la volta di Serotonina, pubblicato in Italia da La Nave di Teseo. Riceve il premio internazionale alla carriera in occasione dei Premi Flaiano 2021.  Con la casa editrice – La Nave di Teseo – in Italia, il 07 gennaio 2022, esce con il romanzo  - Annientare – 
       
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      ANNIENTARE di MICHEL HOUELLEBECQ
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      martedì 13 ottobre 2020

      Michel Houellebecq - La Carta e il Territorio

      Michel Houellebecq 
      La Carta e il Territorio

      Recensione - Opinione di
       
      Mugnano di Napoli - 27 Settembre 2020
       
      Per chi già conosce l’ autore è quasi superfluo affermare che il suo stile di scrittura è favoloso. Leggero, implacabile, veloce, diretto ma soprattutto preciso. Un uso della parola magistrale non ci si può sbagliare ad intendere e capire.
      In questo lavoro Michel Houellebecq è stato meno duro del solito nel pizzicare la società moderna è stato morbido, direi meno spietato, ma con una leggerissima vena pungente che solo chi ha letto opere come Sottomissione o Serotonina riesce ad intendere. Originale trovare tra i protagonisti dell’opera l’ autore stesso, direi divertente, appassionante ed ovviamente sfacciato, presuntuoso e pieno di sé, caratteristiche che me lo fanno amare sempre più, perché è bravo e chi è bravo può essere presuntuoso, finiamola con questa “corretta umiltà” ad ogni costo, viva l’ esagerazione dove è giusto che ci sia!
      Torniamo, però, all’ opera:  Non manca nulla abbiamo il thriller, il giallo, i colpi di scena e quel pizzico leggero di erotismo ma ciò che più colpisce è l’introspezione utilizzata dall’ autore che rende questo lavoro più cedevole ed originale. Mettersi a nudo non è poi così semplice ma è stato fatto con maestria.
      Da pagina 209:
      << La vita talvolta vi offre un’opportunità, penso, ma quando si è troppo vigliacchi o troppo indecisi per coglierla, essa si riprende la sue carte; c’è un momento per fare le cose e per entrare in una felicità possibile, tale momento dura qualche giorno, talvolta qualche settimana o persino qualche mese ma si verifica solo una volta, soltanto una, e se in seguito si vuole tornare sui propri passi è semplicemente impossibile, non c’è più posto per l’entusiasmo, la convinzione e la fiducia, rimangono una rassegnazione dolce, una pietà reciproca e rattristata, la sensazione inutile e giusta che qualcosa avrebbe potuto esserci, che ci si è semplicemente mostrati indegni del dono che ci era stato fatto.>>.
       Secondo me con questo romanzo Michel Houellebecq mostra al mondo una caratteristica unica nel suo genere che lo farà apprezzare “con il senno di poi” ovvero saper intuire la modernità, l’umanità e il tempo che si sta vivendo dall’angolazione “della pancia”! L.Ch.
       
      TRAMA
      La Carta e il Territorio
      Michel Houellebecq
      Ripresa da internet e/o  dalla 4° di copertina:
      Se Jed Martin, il personaggio principale di questo romanzo, vi dovesse raccontare la sua storia, probabilmente vi parlerebbe della rottura della propria caldaia, avvenuta un certo 15 dicembre. Oppure di suo padre, architetto noto e stimato, con cui era solito trascorrere solo la vigilia di Natale. Ricorderebbe certamente Olga, una russa molto carina incontrata all'inizio della sua carriera, in occasione di una mostra delle sue fotografie delle carte stradali della Michelin. Tutto questo avveniva prima che arrivasse il successo mondiale con la serie delle opere dedicate ai "mestieri", ritratti di personalità di diversi ambienti (fra cui lo scrittore Michel Houellebecq), colte nell'esercizio della loro professione. Dovrebbe dire anche come ha aiutato il commissario Jacelin a chiarire un'atroce storia criminale che ha sconvolto la polizia. Sul finire della sua vita, Jed Martin arriverà a una certa serenità ed emetterà solo dei mormorii. L'arte, il denaro, l'amore, il rapporto col padre, la morte, il lavoro sono solo alcuni dei temi di questo romanzo, decisamente classico eppure, evidentemente, contemporaneo, in cui Michel Houellebecq, con la consueta implacabilità, ritrae la condizione umana.
       
      Prima Pubblicazione: 3 settembre 2010
      Numero di pagine: 428
      Editore: Groupe Flammarion
      Premi: Premio Goncourt, Goncourt List, Poland's Choice
       
      CENNI SULLA VITA di:
      Michel Houellebecq
      Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:

      Michel Houellebecq ([miˈʃɛl wɛlˈbɛk]), pseudonimo di Michel Thomas (Saint-Pierre, 26 febbraio 1956), è uno scrittore, saggista, poeta, regista e sceneggiatore francese. L'autore, spesso assimilato al movimento anglosassone detto di Anticipazione sociale, è considerato uno dei più rilevanti scrittori della letteratura francese contemporanea. Si è segnalato anche come critico letterario e per le sue prese di posizione critiche sull'Islam. I suoi libri sono tradotti in italiano da Bompiani, che ha raccolto in due volumi la sua opera omnia, e da La nave di Teseo.

      «La totalità degli animali e la schiacciante maggioranza degli uomini vivono senza mai provare il minimo bisogno di giustificazione. Vivono perché vivono, tutto qua, è così che ragionano; poi immagino che muoiano perché muoiono, e che questo, ai loro occhi, concluda l'analisi.»

      (M. Houellebecq, Sottomissione, p. 43)

      Nato nel dipartimento d'oltremare francese della Réunion, Michel Thomas è cresciuto fino a sei anni in Algeria. Suo padre, guida d'alta montagna, e sua madre, medico anestesista, si disinteressano molto presto di lui, dopo la nascita della sorellastra. I genitori lo affidano alla nonna paterna, Henriette Houellebecq, una comunista, della quale adotta il cognome. Dopo aver frequentato a Parigi il liceo Chaptal, nelle classi di preparazione per la Grande École, si iscrive alla facoltà di agraria nel 1975, dove fonda la poco fortunata rivista letteraria Karamazov, per la quale scrive qualche poesia e lavora alle riprese di un film dal titolo Cristal de souffrance.

      Consegue la laurea in agraria nel 1978 con una specializzazione in «Ecologia e miglioramento dell'ambiente naturale». Subito dopo si iscrive all'École nationale supérieure Louis-Lumière, nella sezione di cinema, scegliendo l'indirizzo di riprese cinematografiche, che abbandona nel 1981. Lo stesso anno nasce suo figlio Étienne. Affronta in seguito un periodo di disoccupazione, e un divorzio che gli provoca una forte depressione. Inizia a lavorare come informatico nel 1983 alla Unilog (società informatica poi acquisita dalla Logica), dove resterà tre anni, periodo che diventerà poi fonte di ispirazione per Estensione del dominio della lotta, il suo primo romanzo pubblicato nel 1994. In seguito passa a lavorare all'Assemblée Nationale.

      Verso la metà degli anni ottanta inizia a frequentare ambienti letterari parigini, pubblica le prime poesie e collabora con varie riviste. Le sue due prime raccolte di poesie, edite nel 1991, passano inosservate. In esse sono già percepibili i temi che verranno trattati in seguito, ossia la solitudine esistenziale e la denuncia del liberalismo e del capitalismo, all'opera fin nell'intimità degli individui:

      «In situazione economica perfettamente liberale, c'è chi accumula fortune considerevoli; altri marciscono nella disoccupazione e nella miseria. In situazione sessuale perfettamente liberale, c'è chi ha una vita erotica varia ed eccitante; altri sono ridotti alla masturbazione e alla solitudine. Il liberalismo economico è l'estensione del dominio della lotta, la sua estensione a tutte le età della vita e a tutte le classi sociali. Ugualmente, il liberalismo sessuale è l'estensione del dominio della lotta a tutte le età della vita e a tutte le classi sociali. Sul piano economico, Raphaël Tisserand appartiene al clan dei vincitori; sul piano sessuale, a quello dei vinti. Certi guadagnano su entrambi i tavoli; altri, su entrambi perdono. Le imprese si contendono certi giovani diplomati; le donne si contendono certi giovani; gli uomini si contendono certe giovani; il problema e l'agitazione sono considerevoli.»

      (da Estensione del dominio della lotta)

      Sempre nel 1991 pubblica un saggio su Lovecraft. Estensione del dominio della lotta, suo primo romanzo, viene pubblicato da Maurice Nadeau nel 1994 dopo essere stato rifiutato da parecchi editori. Esso ha collocato Houellebecq a capo di quella generazione di scrittori concentrati sulla miseria affettiva dell'uomo contemporaneo. Senza promozione né pubblicità, il romanzo si diffuse tramite il passaparola. Ne è stato tratto un film per il cinema francese da Philippe Harel nel 1999, e uno per la televisione danese da Jens Albinus nel 2002.

      Michel Houellebecq (2008) Dopo la pubblicazione di Le particelle elementari (1998), il romanzo successivo, che lo fa conoscere in Francia e nel mondo, nascono forti polemiche sui media legate all'esclusione del suo autore dalla rivista letteraria Perpendiculaire, della quale faceva parte, a causa di "idee ambigue". La notorietà dell'autore, che replica senza peli sulla lingua su Le Monde, trae ovviamente vantaggio da tutta questa pubblicità. Les particules élémentaires attacca (simbolicamente, ma al contempo nominandolo) lo scrittore Philippe Sollers. Il libro otterrà il Premio novembre, assegnato da una giuria della quale fa parte lo stesso Philippe Sollers, il quale testimonierà a favore di Houellebecq nel processo generato dalle dichiarazioni di Houellebecq sull'islam. Sempre nel 1998 riceve dal Ministero della cultura francese il Grand Prix national des lettres.

      Houellebecq ha condiviso con il suo traduttore Frank Wynne il premio IMPAC 2002 per Atomised, la traduzione di Les particules élémentairesLe particelle elementari è generalmente considerato il suo testo più importante (attualmente tradotto in più di 25 paesi), premiato tra l'altro come migliore libro dell'anno dalla rivista francese Lire. Nel 2006 da Le particelle elementari è tratto il film tedesco Elementarteilchen, diretto da Oskar Roehler e che partecipa alla Berlinale, vincendo un Orso d'argento per il miglior attore protagonista.

      Nel 2000 Houellebecq ha firmato i testi dell'album Présence humaine, su musiche di Bertrand Burgalat, vicini allo stile delle sue poesieː nell'album, che ha anche interpretato in concerto, sono presenti sia delle parti cantate che delle parti parlate. Il disco è uscito presso Tricatel, la casa discografica creata da Burgalat. Houellebecq attribuisce una pari importanza alla sua opera di saggista. Ha scritto su Les InrockuptiblesPerpendiculaireL'Atelier du RomanImmédiatement, oltre che sulla stampa internazionale. Nel 2001 lo scrittore francese viene processato per islamofobia a causa di alcune sue prese di posizione sulla religione musulmana. Vince la causa, ma poi lascia la Francia. Dopo aver vissuto per anni in Irlanda, Houellebecq si è in seguito trasferito in Spagna.

      Nel 2004 Houellebecq è passato dal suo vecchio editore Flammarion alle edizioni Fayard, del potente gruppo Lagardère, per una cifra insolita per le edizioni francesi e l'assicurazione che il suo romanzo venga portato sul grande schermo. Alla ripresa letteraria del settembre 2005, ha occupato, con il suo romanzo La possibilità di un'isola, la gran parte delle pagine culturali dei media, mettendo in ombra gli altri 600 libri presentati. Ciò nonostante le vendite sono state inferiori al previsto (300.000 copie vendute contro le 400.000 attese). Dal romanzo lo stesso Houellebecq ha tratto un film, che non è stato distribuito in Italia, uscito nelle sale francesi nel 2008, senza riscuotere successo.

      Michel Houellebecq, che si è risposato, dopo aver vissuto in Irlanda per parecchi anni si è trasferito in Spagna, all'interno del Parco naturale Cabo de Gata-Nijar, per poi tornare a vivere in Francia nel 2012. Nel 2010 pubblica il romanzo La carta e il territorio, edito in Italia da Bompiani, che vince il massimo premio letterario francese, il Goncourt. Nel 2015 è la volta di Sottomissione, la cui edizione italiana è ancora una volta di Bompiani. Nel 2019 è invece la volta di Serotonina, pubblicato in Italia da La Nave di Teseo. Riceve il premio internazionale alla carriera in occasione dei Premi Flaiano 2021.  Con la casa editrice – La Nave di Teseo – in Italia, il 07 gennaio 2022, esce con il romanzo  - Annientare – 

       
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      martedì 29 settembre 2020

      Lorenzo Sassoli De Bianchi - La Luna Rossa

                  Lorenzo Sassoli De Bianchi 

          La Luna Rossa 


      Recensione – Opinione di

      Luigia Chianese Books Review Blogger

      Blog Libri e Opinioni

       

      Mugnano di Napoli

      30.08.2020

       

      Se non avessi letto la biografia di Lorenzo Sassoli de Bianchi, scoprendo che è un Italo - Parigino cresciuto a Bologna, avrei giurato sulla sua “Napoletanità”. Un vero ultrà della curva culturale partenopea, un ultrà letterario. Per scrivere ciò che leggerete in questo libro e soprattutto come è scritto penso che non bastino le fonti a cui un autore può ispirarsi; ci vuole vita, cultura, amore, immenso amore e tanto studio, senza dimenticare che serve spazio mentale ampio, ampio come i sogni che da Napoli attraversano il mondo intero.

      Da pagina 67 : << … perché niente è perduto se hai un sogno e lo condividi.>>.

      L’autore, è stato magistrale nel racconto infatti attraverso questa storia, bella, sensibile e tenera elogia Napoli e la Napoletanità più di un Napoletano di nascita. Scrive di Napoli cose meravigliose che nemmeno io, che ci vivo e lo sono, riesco a pensare. Lorenzo Sassoli de Bianchi è riuscito a leggere la magia che aleggia eterna su questa città, riesce, con questa storia, a percepire il mondo surreale in cui vivono i Partenopei, un misto tra mistero e pragmatismo che non si scontrano ma crescono insieme!

      Da pagina 76: << Era convinto che la lentezza accorciasse le distanze e perciò Napoli sarebbe morta solo per un’epidemia di pigrizia. >>.

      Io che in questa città ci vivo, la amo e la odio allo stesso tempo, gongolo nel leggere tale meraviglia perché riempie il cuore scoprire la gioia negli occhi degli altri quando parlano della mia città e della mia gente. Quindi Grazie!

      Ora ritorniamo con i piedi sul 42° parallelo Napoli – New York i luoghi dove si svolge la storia. Una storia di famiglia, sogni, amore e musica e direi una storia in musica. Le parole utilizzate dall’ autore sono adagiate sulle onde del mare e danzano nel golfo di Napoli e in una New York da film. Un tuffo “a cufaniello” , come si direbbe dalle mie parti, nella vita di una famiglia semplice che ama la vita e la musica al di sopra di tutto.

      Da pagina 44: << Nella nostra tradizione, le tammurriate sono riti magici, protettivi: la pelle dei tamburi che si tende rappresenta l’ energia e la vitalità dei Napoletani davanti alle tragedie e le avversità.>>.  

      Una vita “classica” per noi figli di Partenope, fatta di alti e bassi certi come le pietre laviche e che sappiamo di dover affrontare immergendoci nell’ incognita della speranza, insomma come una zeppola nell’ olio bollente, o come le zucchine che trovano la morte gloriosa nell’ essere cucinate “ alla Scapece”!

      Ed è questo che fanno i protagonisti di questo romanzo, gettarsi a capofitto nelle onde della musica partenopea ed americana e quindi nella vita.

      Da pagina 13: << La soluzione ai problemi si trova nei posti più impensati … .>>.

      Le influenze di grandi personaggi della cultura Napoletana, nella scrittura di Lorenzo Sassoli de Bianchi, si incrociano a gogò in tutta l’ opera, ma è piacevole leggere nell’epilogo e nei ringraziamenti i nomi delle fonti d’ ispirazioni. (Lo confesso moltissime mi sono sfuggite!)

      Tra i ringraziamenti non ho letto il nome di Federico Salvatore artista/musicista Napoletano eppure le pagine 3 e 4 di questo romanzo mi ricordano tantissimo una sua canzone: “Se io fossi San Gennaro” … Ascoltatela insieme alla Play suggerita dall’ autore.  … “Paraboliche ed antenne sono aghi nelle vene!” …

      Il libro è un testo leggero e armonico, nulla è troppo al di sopra delle righe, nulla è eccessivo o esagerato ed il timbro di scrittura e le parole scelte sono “azzeccate” per far comprendere il modus operandi e il pensiero di questa famiglia Napoletana.

      La storia narrata è magica e dolce, fatta di sogni, speranze e follie, le non-materie che sono scritte nel codice genetico di ogni Napoletano. L.Ch.

       

      TRAMA
      La Luna Rossa
      di Lorenzo Sassoli de Bianchi

       

      Ripresa da internet e/o  dalla 4° di copertina:

      Un uomo solo al pianoforte, lo sguardo perso tra i grattacieli di New York. Mentre la mente vaga tra note e

      parole a caccia d'ispirazione, i ricordi s'insinuano in cerca di compagnia, e la luna rossa che ipnotizza il cielo lo riporta a Napoli, la città dove tutto è cominciato. Come se si alzasse un sipario, davanti agli occhi di Nino Romano scorre una vicenda spensierata e canzonatoria, felice e disperata. Dalle serate nei locali, quando, ragazzino, suonava col padre per sbarcare il lunario, fino all'incontro con l'impresario che ha reso possibile il grande salto: la partenza per quell'America mitica stampata nel cuore da film e inarrivabili musicisti. Sul filo dei ricordi e del 41° parallelo che cinge la città di Pulcinella fino all'abbraccio di New York, si dipana il racconto di una vita che pare una ballata, con la tradizione musicale partenopea e il folk rock blues americano a fare da contrappunto a un'utopia rincorsa con passione da un padre e realizzata con amore da un figlio. Mai nulla è perduto se si coltiva un sogno e lo si condivide: la vita tiene sempre in serbo un gran numero di scintillanti opportunità. Prefazione Renzo Arbore.

      Copertina rigida : 218 pagine

      Editore : Sperling & Kupfer (25 agosto 2020)

      Lingua: : Italiano

      Genere : Narrativa Moderna e Contemporanea Romanzo

      Costo: 16,90 circa

       

      CENNI SULLA VITA di:

      Lorenzo Sassoli de Bianchi


      Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:

      Lorenzo Sassoli de Bianchi  (Parigi, 26 novembre 1952) è un imprenditore e filantropo italiano, attuale presidente di Valsoia, azienda alimentare italiana del settore salute e benessere, dell'UPA (Utenti di Pubblicità Associati), l'associazione italiana degli investitori in pubblicità. Nato a Parigi, ma cresciuto a Bologna, Sassoli de Bianchi si è laureato in medicina presso l'Università di Bologna nel 1977, dove, come neurologo, si è occupato di malattie del sonno fino al 1985, con un periodo di specializzazione presso la Stanford University negli Stati Uniti. Ha contemporaneamente studiato alla UIA, l'Università internazionale dell'Arte di Firenze, conseguendo un Master in Critica d'arte nel 1981 sotto la guida del critico Carlo Ludovico Ragghianti. Nel 1986, è entrato nel Consiglio di Amministrazione della distilleria Buton, creatrice del brandy Vecchia Romagna, di cui nel corso dello stesso anno è stato nominato Amministratore Delegato. Lorenzo Sassoli de Bianchi ha unito le proprie conoscenze industriali e mediche fondando Valsoia, azienda dedicata al benessere alimentare, nel 1990. Nel 2006 l'azienda si è quotata a Piazza Affari e il fatturato ha superato i 50 milioni di euro. Nel 2009 l'azienda ha guadagnato il 91,38% in borsa. Nel 2014, il fatturato è stato 114 milioni di euro, e al 30 giugno 2015 il titolo è cresciuto oltre 600% dalla data di quotazione. Lorenzo Sassoli de Bianchi è stato nominato presidente dell'UPA (Utenti Pubblicità Associati) nel giugno 2007 e nel 2009, 2012 e 2015 è stato riconfermato per altri 3 anni. È stato anche nominato presidente del Museo d'Arte Moderna di Bologna nel 1995, poi riconfermato nel 2009 e nel 2013. Nel 2015, quando il Museo – insieme ad altri musei della città – è stato ricompreso nella neocostituita «Istituzione Bologna Musei Organi Direttivi», Sassoli de Bianchi è stato nominato presidente. L'organismo è responsabile di 13 musei bolognesi, tra cui il MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna, il Museo Morandi e il Museo Civico Archeologico di Bologna. Il 30 novembre 2016, lascia La Presidenza dell’Istituzione Bologna Musei. Il 2 dicembre 2016 viene nominato membro effettivo dell’Accademia Clementina di Belle Arti di Bologna. Dal 2001 al 2015 è stato inoltre vicepresidente del consiglio regionale per i Beni Culturali, e dal 1990 è membro del consiglio di amministrazione dell'associazione musicale Bologna Festival. Tra gli incarichi precedenti, è stato vicepresidente di Unindustria Bologna dal 2004 al 2007 e membro del consiglio di amministrazione dell'agenzia di sviluppo territoriale Promo-Bologna, di Banca UniCredit dal 2012 al 2015 e della Cineteca di Bologna dal 1995 al 2000. Sassoli de Bianchi ricopre incarichi direttivi in importanti associazioni di settore e di beneficenza, come la Fondazione del Monte (dal 2002 al 2012), attiva nei settori della solidarietà sociale, dello sviluppo comunitario e della ricerca scientifica, artistica e culturale e come l'associazione culturale Centro San Domenico (dal 2005). Come collezionista e critico d'arte, Lorenzo Sassoli de Bianchi ha scritto saggi di arte moderna e contemporanea, fra gli altri su Raul Dufy, Salvador Dalí, Giorgio Morandi, Julian Schnabel, Zhang Xiaotao e Feng Zhengjie. Tra i primi a portare l'arte contemporanea cinese all'attenzione dell'Occidente, è anche autore di due volumi: Cina. Pittura contemporanea (2008) e Pu Jie (2009). Ha anche scritto l'introduzione e due saggi critici per il volume Primary[15] sull'artista Feng Zhengjie (2007). Nel 2009 ha curato la personale The Solo Exhibition of Pu Jie a Pechino.

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