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lunedì 3 gennaio 2022

Davide Rossi - Storia di un Numero

 DAVIDE ROSSI 
Storia di un Numero

Recensione - Opinione di
 
Mugnano di Napoli (Na) – 08-12-2021
 
Tema attualissimo e sensibile - I Flussi Migratori dall’Africa verso l'Europa -  di questo parla il testo, ma l’autore, Davide Rossi, lo fa attraverso la vita del giovanissimo Kenny. 
Sono venti capitoli, venti storie o meglio venti disavventure, scritte in maniera pulita, chiara e scorrevole, tutte legate l’una all’altra, che rapiscono il lettore, per empatia, sofferenza e desiderio di speranza. Il piccolo grande protagonista della storia, Kenny, comprende, già da ragazzino, poco più che diciottenne, che la sua vita, nel bellissimo ma martoriato continente Africano, nel Magreb per l’esattezza, sarà una vita fatta di sofferenze, dove anche un calcio tirato, a piedi nudi, ad una latta arrugginita, ti porta via, in poche ore, un fratello maggiore – Moussa – per un banale taglio, una semplice infezione. Un continente dove impotenza, solitudine, illusioni ma soprattutto di speranze deluse, portano Kenny a scegliere, con il coraggio, l’incoscienza e la disperazione di un adolescente, di cambiare la sua vita. Kenny non vuole rassegnarsi. Da pagina 7:
<< Qui non esiste futuro. 
Stato e religione non ti salveranno dalla fame.>>.
Per realizzare il suo sogno d'arrivare in Italia, il suo sogno di futuro, Kenny si ritroverà ad affrontare il - Viaggio della Speranza per Migranti in Europa - viaggio al limite della sofferenza umana, un reale dramma, un tormento per il corpo e lo spirito, dove la puzza della morte regna sovrana. Un viaggio colmo d’ingiustizie e soprusi, in cui il nostro protagonista si ritroverà a vivere o meglio a sopravvivere al caldo e al freddo, alla prigionia e alle torture, alla fame, alla sete, alla disperazione e alla vergogna. Kenny e molti Africani simili a lui, che incontrerà nella sua traversata, non scappano solo dalla guerra, dalla dittatura e dalla povertà ma scappano anche dagli stessi Africani. Le persone, di qualsiasi età, come Kenny, che diventerà il banalissimo numero 8, scappano dalle innumerevoli torture fisiche ed economiche soprattutto da parte del gruppo terroristico Boko Haram, organizzazione terroristica jihadista diffusa nel nord della Nigeria, nota come Gruppo della  - Gente della Sunna - per la propaganda religiosa e il Jihād. Kenny fugge, subisce ed osserva; guarda impotente, gli omicidi commessi dai trafficanti di uomini ed è egli stesso testimone della corruzione dilagante che esiste nel suo continente, assiste al traffico di droga e al traffico di organi, alla compravendita di esseri umani e allo stupro che patiscono donne e bambini.
Non è solo una storia di un’avventura pericolosa, è un libro denuncia, un reale e moderno viaggio nei gironi dell’infero africano; un racconto che scuote le nostre coscienze perché nessun essere umano è solo un numero in una statistica. È un buon racconto, un racconto di grande impatto emotivo e sociale che non può lasciarci indifferenti.  
Non mancano nel romanzo - Storia di un Numero – due concetti fondamentali: l’amore per gli altri, e per una donna, e l’amore che si estende a tutto il creato. La denunzia delle discariche a cielo aperto, con il conseguente inquinamento dell'habitat e dove la gente, bambini inclusi, vivono, lavorano e cercano cibo. È da notare, anche, che alcuni  capitoli del libro si aprono con la citazione di una fase che riguarda la crescita e la mutazione degli alberi, quindi inni all’esistenza, alla speranza ad un futuro possibile; anche tutto questo è amore; amore verso se stessi e verso la natura. Perché ogni seme piantato è un seme di vita. L.Ch.
Il mio voto in libri da 1 a 5 è un grande 3.  📚📚📚📖📖
 
NOTA:
Da You Tube la presentazione del libro 
- Storia di un Numero - 
 da parte dell’autore Davide Rossi
Clicca QUI
 
TRAMA
Storia di un Numero 
di Davide Rossi
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
In questo caso ho la sinossi del libro inviatami dall’autore via e-mail:
Un numero non è fine a se stesso: ha un'esistenza, una storia, un inizio e una fine. Un numero può essere umano, vivere e morire. In una contemporaneità corrosa dalla malavita e dall'opportunismo, Kenny nasce in un piccolo stato africano, flagellato dalla povertà, messo in ginocchio dalla corruzione, dimenticato e disprezzato dagli stessi esseri viventi.
 Condizioni disperate per chiunque abbia un minimo di misericordia per se stesso, difficilmente sopportabile per la sua natura estrema che si impone nella quotidianità sugli esseri viventi. 
La sua infanzia la trascorre a osservare il mondo che gli ruota intorno, che ansima, grida, muore, violento e insensato. Lui scruta, annota, studia e prova a conformarsi, ad adeguarsi alla realtà, che cruda e violenta si manifesta, investendolo senza freni: la sparizione del padre, il trasloco in un'altra zona, la morte della adorata zia, la presunta anormalità. 
A confortarlo e a salvarlo dalla solitudine c'è lo studio, i pensieri, vivaci e senza limiti, la curiosità verso l'ignoto e la natura. Camaleonte decide di adattarsi, di vivere secondo i canoni imposti senza rischiare, coltivando un'irrazionale voglia di responsabilità. Ciò non lo salva dai suoi simili, spietati e potenti, che lo costringono a scappare via dalla sua terra, verso un ignoto chiamato Europa. Un viaggio lungo e pericoloso, attraverso posti incantevoli abitati da personaggi senza scrupoli, poveri diavoli, disperati, dalla sopravvivenza e dalla morte. Storie di tanti numeri uniti nella speranza di una resurrezione e dall'infame destino di rappresentare solo delle anonime cifre. Un percorso lungo, attraverso deserto e mare, prigionia e amore, fra carcasse umane e di civiltà.
 
Autore: Davide Rossi
Editore: ‎ Rossini (Rende) (30 dicembre 2020)
Lingua: ‎ Italiano
Copertina flessibile: ‎ 219 pagine
Generi – Etichette: Dramma - Narrativa  - Narrativa Moderna e Contemporanea  - Romanzo - Romanzo Contemporaneo

 
CENNI SULLA VITA di: 
Davide Rossi
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:

In questo caso mi è stata inviata la biografia dall’autore via e-mail: 

Davide Rossi è nato il 18 gennaio 1985 ed è cresciuto in un piccolo paese della provincia di Pavia, Sant’Angelo Lomellina. Nonostante gli studi di natura prettamente scientifica, continua a coltivare due grandi passioni che lo accompagnano fin dalla tenera età: il cinema e la scrittura. La stesura di varie sceneggiature rappresenta dunque un’evoluzione naturale e una di queste, scritta a sei mani, porta alla realizzazione del film “Benvenuti a casa Verdi” del 2013 (Muccapazza film). Parallelamente all’esperienza cinematografica inizia una fase di sperimentazione che l’ha portato a partecipare a diversi concorsi letterari con racconti brevi, poesie e saggi. "E alla fine c'è la vita" nasce in seguito, e dall’unione, di tutti questi percorsi. Pubblicato con Apollo Editore nel maggio del 2018, il romanzo riscuote un discreto successo presso critica e pubblico, consentendo all’autore di presentarsi a un vasto pubblico di lettori attraverso un tour di presentazioni che ha superato le dieci date.  Parallelamente a questo progetto, e a esso collegato, l’autore ha redatto un manuale di scrittura creativa, “E alla fine c’è la scrittura”, che ha avuto il suo culmine con il corso presso l’associazione “Il cielo capovolto” di Torino.





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martedì 19 ottobre 2021

Pausa Caffè con Gatti di Charlie Jonas

CHARLIE JONAS

PAUSA CAFFÈ 

CON GATTI 


Recensione - Opinione di

Luigia Chianese Books Review Blogger

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Mugnano di Napoli (Na) – 28.09.2021

 

Partirei da questa frase che troviamo proprio all’ultima pagina del libro a pagina 266:

<<Perché il ricordo delle persone amate è qualcosa di molto prezioso,

ed è particolarmente bello quando questi ricordi

possono essere trasmessi ad altri.>>.

Amore, amicizia, speranza, nuovi inizi sono i temi trattati, con estrema leggerezza e semplicità, dall’autrice. Una penna leggera e piacevole senza fronzoli, direi una scrittura rilassata!

Personaggi pochi ma essenziali, sufficienti, equilibrati e diversi tra loro; locations magiche, la città di Colonia in Germania ma soprattutto la magica Isola di Ischia in Italia, quest’ultima vissuta tra la primavera e l’estate; i gatti, tra cui spicca Mimi, la gatta bianca dagli occhioni verdi cangianti, ma anche Lavanda, Afrodite e Tiramisù, un Cat Caffè, stile salotto della zia, la Caffetteria Fräulein Paula, per l’esattezza, i libri, tra cui  – La Particolare Storia d’Amore di Tipsy - dallo scaffale dei  - Libri a Lieto Fine – praticamente Gatti, Caffetteria d’altri tempi e Libri, un tridente perfetto; dolci della zia, profumati e gustosi, varie storie d’amore in atto tra alti e bassi, precisamente tre sotto il segno di un’antica saggezza: da pagina 9:

<<Essere infelice non ha mai reso felice nessuno .>>.

Un pizzico d’avventura semi tragica, bugie innocenti, situazioni comiche e imbarazzanti ed il romanzo con lieto fine è servito al lettore.

A proposito di dolci; vorrei segnalare che a fine libro, dopo l’epilogo e dopo i ringraziamenti vi è una sezione, di appena sei pagine intitolata - I Dolci più Gustosi del Quaderno Blu delle Ricette della Zia (Fräulein) Paula – e ci sono ben sei ricette con ingredienti ed esecuzione da poter provare veramente, anche a casa propria; sono i medesimi dolci che vengono serviti dalla proprietaria della Caffetteria l’ esuberante Maxie, nel suo Cat Caffè, in tra cui la conquistatrice di cuori passando dallo stomaco la Girella alla Cannella con l’Uvetta.

Prenderei al mattino un Cafè Italiano (espresso) accompagnato da un Dolce al Limone con lo Zafferano mentre, nel pomeriggio, un Tè alla Menta con Torta di Mele affondate con le Noci; grazie!

Il mio voto, in libri, da 1 a 5, per questo testo, è un bel 2 e mezzo, non di più! L.Ch.

 

TRAMA

Pausa Caffè con Gatti

di Charlie Jonas

Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Si aggirano furtivi tra i tavolini, dormono sugli scaffali, usurpano le sedie più comode. Sono loro i veri padroni della caffetteria più famosa della città: i gatti, come la dolce e bianca Mimi. Sarà forse per questo che lì succedono cose straordinarie. Al suono delle fusa tutto sembra più semplice, ogni scelta meno ardua, ogni errore meno irrimediabile. Perché tutti hanno ostacoli da superare e scuse da fare, ma i gatti ci aiutano a trovare il coraggio di cambiare. Basta poco perché tutto accada: si sceglie il tavolo preferito, si ordina un caffè e una fetta di dolce, si prende un libro dagli scaffali. Ma soprattutto si segue una regola: aspettare. Aspettare che gli strambi avventori dal passo felpato decidano di avvicinarsi. Perché, si sa, è inutile chiamare un gatto: verrà solo quando lui vorrà. È così per Maxie che non è mai riuscita a capire quale sia il suo sogno nel cassetto, o Leonie che non dice la verità per non ferire una persona cara. Poi c’è Paul che vorrebbe tanto abbracciare sua figlia Emma, che si sente spesso sola. Per loro la caffetteria è l’unico posto in cui tutto sembra di nuovo possibile. In cui il passato può servire per cambiare il presente. Se ne esce diversi, più forti, più ottimisti. In fondo, niente di quello che si è fatto o detto è imperdonabile. E dove c’è un rimorso c’è sempre una seconda occasione. Mimi e i suoi amici sono lì per ricordarcelo: nulla è mai perduto per sempre.

 




CENNI SULLA VITA di:
Charlie Jonas

Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Charlie Jonas è lo pseudonimo di una famosa giornalista tedesca amante dei gatti. Per scrivere il suo romanzo d’esordio – Pausa caffè con gatti – si è ispirata a un luogo reale, in cui si può entrare per comprare un libro, gustare una tazza di caffè o una fetta di torta, ma anche adottare o semplicemente coccolare teneri gatti.

(Non sono riuscita a reperire la foto dell’autrice e il suo vero nome quindi mi accontenterò di un gatto.)


Editore : ‎ Garzanti ( 8 aprile 2021 )
Lingua : ‎ Italiano
Copertina flessibile : ‎ 288 pagine
Dimensioni ‏ : ‎ 21.8 x 2.5 x 14.5 cm







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martedì 5 ottobre 2021

Paula Hawkins - Un Fuoco Che Brucia Lento

Paula Hawkins

Un Fuoco Che Brucia Lento


Recensione - Opinione di

Luigia Chianese Books Review Blogger

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Mugnano di Napoli (Na) 16.09.2021

 

Deludente! Questo romanzo non è stato all’altezza delle aspettative o della trama letta sulla quarta di copertina!

La scrittura è buona scorrevole e semplice è un libro scritto proprio per “la massa” ma la vicenda narrata è piatta, direi arronzata soprattutto nel finale; una storia tra presente e passato che non ha mordente. Sembra la sceneggiatura di un film trasformato o adattato a romanzo thriller. Abbiate pazienza ma io amo quando succede l’opposto.

I personaggi, prevalentemente femminili, non sono credibili e non destano simpatia  e neppure empatia e questo, dal mio modo di vedere, è grave, perché un lettore appoggia sempre qualche personaggio cattivo o buono che sia, nel senso che fa il tifo per qualcuno o spera per qualcuno diventando, il lettore stesso, una parte invisibile della storia. 

Insopportabile la figura dell’anziana Irene, un’improvvisata e tenera Sherlock Holmes in gonnella, imprudente, impulsiva e soprattutto impicciona.

Insopportabile la figura di Laura una ragazza al limite dell’ inutile nella storia, un personaggio che dovrebbe fare da collante nella vicenda ma che è solo un a zeppa sotto un tavolo traballante, per giunta  anche un personaggio irritante e la scusa del trauma infantile non regge al gioco.

Insopportabile la figura di Carla, indecisa se perdonare o non perdonare e indecisa su come vivere; l’inconsolabile iper coccolata, iper giustificata dal patetico marito Theo.

L’unica figura che invece poteva dare corpo, sostanza e suspense all’intera storia è Miriam, ma l’autrice ha scelto di tenerla sullo sfondo non valorizzandola adeguatamente.

Tutti i personaggi, per me, sono vittime dell’autrice perché non sono stati ben elaborati.

Il finale, quasi doppio, è striminzito e sono lasciate cadere nel vuoto le parti più thriller del racconto ovvero le vendette di Miriam.

Una cosa bella però esiste in questo libro ed è il disegno della mappa – cartina che troviamo all’inizio della storia che ci mostra le strade i luoghi dove si snoda la vicenda. L. Ch.

Sconsigliato: Il mio voto in libri da 1 a 5 è: 📚📚🕮🕮🕮  giusto perché non riesco a mettere 1. L.Ch. 


TRAMA

Un Fuoco Che Brucia Lento

di Paula Hawkins

Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:

Londra, Regent's Canal. Quando su una casa galleggiante viene ritrovato il corpo senza vita di un giovane uomo, brutalmente assassinato, il cerchio dei sospetti si stringe intorno a tre donne. Laura: la ragazza con cui Daniel Sutherland, la vittima, ha trascorso l'ultima notte. Ferita nel corpo e nella mente da un trauma violento subito da bambina, è già nota alle autorità come soggetto pericoloso, vive sola e priva di affetti. Miriam: la vicina indiscreta, che ha scoperto il cadavere e dato l'allarme, non senza occultare qualche informazione. Un tempo, qualcuno ha rubato la sua storia e non ha mai pagato per questo. Carla: la zia di Daniel. Nel suo cuore porta un dolore inconsolabile che la fa diffidare di chiunque: sa che anche le persone buone sono capaci di azioni terribili. Tre donne che non si conoscono ma sono unite da una caratteristica comune: ognuna ha subito un torto che le ha rovinato la vita. Ognuna cova un risentimento che rischia di esplodere da un momento all'altro, come un fuoco sotto la cenere. E forse per una di loro è giunto il momento di trovare pace. Perché, innocente o colpevole, ognuno di noi è segnato nel profondo. Ma alcuni lo sono al punto di uccidere. Con il suo stile inconfondibile Paula Hawkins, autrice di "La ragazza del treno" e "Dentro l'acqua", ci cattura in una rete di inganni, omicidi e vendette. Il suo nuovo romanzo è un giallo e una storia di profonda umanità, capace di esplorare quei sentimenti che ci consumano dentro come un fuoco lento, fino a distruggere tutto ciò che abbiamo intorno. A meno che non troviamo la forza di domarne le fiamme.

Editore ‏: ‎ Piemme (31 agosto 2021)
Lingua Originale‏: ‎ Inglese
Traduttore: Barbara Porteri
Copertina rigida ‏: ‎ 320 pagine
Dimensioni ‏ : ‎ 15.8 x 2.9 x 23.9 cm

 

CENNI SULLA VITA di:

Paula Hawkins

Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina: Paula Hawkins vive a Londra, dove ha lavorato come giornalista 15 anni prima di diventare scrittrice di successo planetario con La ragazza del treno, da cui è stato tratto l'omonimo film, e il successivo romanzo Dentro l'acqua. Nata a Salisbury, in Rhodesia (l'odierno Zimbabwe), figlia di un professore di economia e giornalista finanziario. Si trasferisce a Londra quando aveva 17 anni. 
Ha studiato filosofia, politica ed economia presso l'Università di Oxford, successivamente ha lavorato come giornalista per il Times. Ha inoltre lavorato per un certo numero di pubblicazioni come freelance e ha scritto un libro di consulenza finanziaria per donne, intitolato The Money Goddess. Attorno al 2009 ha iniziato a scrivere romanzi rosa sotto lo pseudonimo di Amy Silver. In totale ha scritto quattro Romanzi, tra cui Tutta colpa del tacco 12 e Il bello delle amiche. Raggiunge il successo commerciale con il romanzo thriller psicologico La ragazza del treno, diventato un best seller negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, con oltre 3 milioni di copie vendute solo negli USA. Ha debuttato alla numero uno nella lista dei best seller del New York Times, rimanendovi per 13 settimane. Il 2 maggio 2017 viene pubblicato il suo secondo thriller psicologico, Dentro l'acqua ed il 31 agosto 2021 in Italia per la Piemme esce Un Fuoco Che Brucia Dentro.

 

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martedì 24 agosto 2021

SALMAN RUSHDIE - I VERSI SATANICI

SALMAN RUSHDIE
I VERSI SATANICI

 Opinione di
 
Mugnano di Napoli (Na) – 10.08.2021
 
Avevo appena 13 anni (oggi ne ho 45) quando comprai questo libro, ero una studentessa del 4° ginnasio (primo anno al liceo classico) ricordo che lo acquistai sull’onda dell' emotività collettiva dell’epoca: per il clamore suscitato, per la fatwā (in arabo فتوى ), che è la condanna a morte in contumacia pronunciata nell'anno 1989 dall'Ayatollah Khomeinī, leader religioso Iraniano ( vedi nota 1 sotto ), contro lo scrittore-autore Indiano, naturalizzato poi Inglese, Salman Rushdie, ritenuto reo di sacrilegio verso la religione musulmana per il suo libro “I Versi Satanici”.  Tale fatwā fu lanciata non solo verso l’autore ma anche contro i traduttori del libro, infatti il traduttore Italiano Ettore Capriolo fu aggredito, per l’esattezza pugnalato, da un sicario, in casa sua, nel milanese, il 3 luglio 1991, rimanendo però solo ferito; così come l'editore Norvegese in un episodio analogo; mentre il traduttore Nipponico del romanzo, Hitoshi Igarashi, fu ucciso da emissari del regime Iraniano; La fatwā è stata reiterata ancora il 17 febbraio 2008, in quanto 

-"La condanna a morte dell'Imam Khomeini contro 
Salman Rushdie 
ha un significato storico per l'Islam 
e non è semplicemente una condanna a morte”-

Comprai il libro, probabilmente,  per il continuo chiacchiericcio su di esso e sul suo autore, chiacchiericcio che si ascoltava in tv, nella mia scuola e si leggeva sui giornali; o lo acquistai semplicemente perché frutto del mio attraversare, due volte al giorno, per 6 giorni alla settimana, una popolare strada Partenopea, famosa per la vendita di libri e strumenti musicali, mentre frequentavo il Liceo Classico di Napoli (Liceo Ginnasio Statale Vittorio Emanuele II - sez. A) tra i licei uno dei più antichi e importanti; praticamente comprarlo è stato, per me, frutto di grande curiosità.

Questa fu la motivazione dell’epoca e come potete vedere dalla foto pubblicata, la mia copia, di 28.000 lire (oggi 14,50 € circa) è ancora lì, tutta un po' consumata perché l’ho prestata tante volte ed oggi lo sto rileggendo.
(p.s. non presto più i libri )

Perché proprio oggi? Perché a 33 anni dalla sua prima pubblicazione (1988) si parla ancora di questo libro (ho visto uno speciale su Rai 5, se non sbaglio, proprio il 10.08.2021) ed è meglio rileggerlo con un occhio più attento e una maturità maggiore. Perché, forse, i temi religiosi, in questo periodo storico, sono sulla bocca di tutti; 
leggerlo nuovamente ora, forse, perché le migrazioni sono all’ordine del giorno con il loro carico di diversità culturale e soprattutto religiosa; 
rileggerlo, forse, per il susseguirsi di attentati terroristici, di matrice islamica che sono aumentati, fuori e dentro la mia Europa, quindi più vicini a me; 
leggerlo ancora, forse, perché ci troviamo di fronte alla fine della missione in Afganistan, (missione iniziata nel 2001/2002 dopo gli attentati, quattro attentati per l’esattezza, dell’ 11 settembre 2001 negli Stati Uniti d’America ) voluta del nuovo Presidente Americano, il Democratico Joe Biden, dopo circa 20 anni, con il conseguente avanzamento dei Talebani, nella medesima regione e principalmente nella capitale dell’Afganistan, Kabul, dove ora ammazzano, sottomettono, umiliano e schiavizzano la popolazione più di prima, soprattutto donne; 
Va riletto, ora, semplicemente perché la fatwā del 1989, dall'Ayatollah Khomeinī, contro l’autore, Ahmed Salman Rushdie, e non solo contro di lui, è ancora in vigore.

I motivi sono tanti e la mia ragione di fondo non muta: - curiosità - e voglia di sapere, ma con uno sguardo non di una ragazzina di appena 13 anni e qualche mese ma di una donna.

E poi un libro etichettato sotto il genere letterario - Realismo Magico - (Vedi Nota 2) penso che sia un piacere da leggere! L.Ch.

NOTE:
1) La fatwā 1989 dall'Ayatollah Khomeinī: << Informo tutti i buoni musulmani del mondo che l’autore de’ I Versi satanici, un testo scritto e pubblicato contro la religione islamica, contro il profeta dell’Islam e contro il Corano, insieme a tutti gli editori e coloro che hanno partecipato con consapevolezza alla sua pubblicazione, sono condannati a morte. Chiedo a tutti i coraggiosi musulmani, ovunque si trovino, di ucciderli immediatamente, cosicché nessuno osi mai più insultare la sacra fede dei musulmani. Chiunque sarà ucciso per questa causa sarà un martire per il volere di Allah.>>.
2) Il realismo magico è una corrente artistica, pittorica e letteraria della prima metà del ‘900, che si identifica per una visione lucidamente attonita del reale. Nella letteratura (come realismo fantastico) è un filone attribuito a determinate opere narrative in cui gli elementi magici appaiono in un contesto altrimenti realistico.

TRAMA
I VERSI SATANICI
di SALMAN RUSHDIE
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
«I Versi Satanici» non è solo un romanzo, ricchissimo di immagini e invenzioni, ma è anche un libro che ha diviso l'opinione pubblica mondiale, dando origine a un caso letterario senza precedenti. La storia che viene descritta è un meraviglioso cocktail di realismo e fantasia, una vicenda magica in cui due viaggiatori, miracolosamente scampati a un disastro aereo, si vedono trasformati l'uno in una creatura angelica e l'altro in un essere diabolico. Ormai simboli del Bene e del Male, i due si affronteranno nella più antica e inevitabile delle battaglie, una lotta senza esclusione di colpi destinata a protrarsi in eterno nel tempo e nello spazio, dai più sperduti villaggi indiani alla Londra contemporanea. Un abbagliante mosaico di allegria e disperazione, di finzione e verità.
I Versi Satanici a cui fa riferimento il titolo sono i versi 19 e 20 della 53ª Sura (al-Najm, La Stella) e, soprattutto, il verso immediatamente successivo, presente solo in alcune antiche versioni del Corano e successivamente espunto nelle edizioni ortodosse. In questi versetti, che la tradizione considera ispirati da Satana, si dichiaravano degne di venerazione le tre dee pagane preislamiche al-Lāt e al-ʿUzzā e di Manāt (sorelle di Allah, dio pagano del pantheon arabo, chiamato con lo stesso nome con cui oggi in arabo si indica il Dio unico delle religioni monoteiste).
Il romanzo è diviso in nove capitoli, in cui si alterna il racconto delle vicende di due musulmani indiani miracolosamente scampati a un disastro aereo, Gibreel Farishta e Saladin Chamcha (nei capitoli 1, 3, 5, 7, 9) e la rivisitazione romanzesca di alcuni aspetti della cultura islamica, contenuti appunto nei versi che danno il titolo al romanzo (nei capitoli pari). Simboli del Bene e del Male i due protagonisti si affronteranno in una lotta senza esclusione di colpi destinata a protrarsi in eterno, fino alla improvvisa apparizione divina del profeta Mahound.
 
Editore: ‎ Mondadori: 1° gennaio 1989
Lingua: ‎ Italiano
Prima Edizione: 1988 in inglese
Copertina rigida: ‎ 576 pagine
 
CENNI SULLA VITA di:
Ahmed Salman Rushdie
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:

Ahmed Salman Rushdie: è uno scrittore, saggista, e attore indiano naturalizzato britannico, autore di opere di narrativa in gran parte ambientate nel subcontinente indiano.

Il suo stile narrativo, che amalgama il mito e la fantasia con la vita reale, è stato descritto come collegato al realismo magico.

Nasce a Bombay   il 19 giugno 1947 da una benestante famiglia dardica di fede islamica. Rushdie ha frequentato il king’s College di Cambrige. Nel 1999 si è sottoposto ad un intervento chirurgico alle palpebre per curare un disturbo congenito ai tendini rattrappiti, che ne rendevano difficoltosa l'apertura, col rischio della perdita della vista. Nel 2004, Rushdie si è sposato per la quarta volta, questa volta con la modella ed attrice indiana Padma Lakshmi, dalla quale però si è separato nel 2007. Salman Rushdie si dichiara ateo. Nel 2015 ha aperto la Fiera del Libro di Francoforte, evento che ha provocato il boicottaggio da parte dell'Iran

Nel 1988 scrisse I Versi Satanici (The Satanic Verses), una storia fantastica ma chiaramente allusiva nei confronti della figura di Maometto, e ritenuta blasfema dai Musulmani. La pubblicazione del libro provocò nel febbraio 1989 una fatwā dall’Ayatollah Khomeinī che decretò la condanna a morte del suo autore, reo di bestemmia. Un privato cittadino offrì una taglia per la morte dello scrittore, tollerata dal regime Khomeinista. Lo scrittore riuscì a salvarsi rifugiandosi in Inghilterra e vivendo sotto protezione. Il traduttore giapponese del romanzo, Hitoshi Igarashi, fu ucciso da emissari del regime iraniano, mentre il traduttore italiano, Ettore Capriolo fu aggredito da un sicario in casa sua rimanendo però solo ferito, così come l'editore norvegese in un episodio analogo. La fatwā è stata reiterata ancora il 17 febbraio 2008, in quanto “la condanna a morte dell'Imam Khomeinī contro Salman Rushdie ha un significato storico per l'islam e non è semplicemente una condanna a morte”.

 
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