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martedì 11 agosto 2020

ANDREA CAMILLERI - RICCARDINO

 

ANDREA CAMILLERI 

RICCARDINO

 

Luigia Chianese Books Review Blogger

Blog Libri e Opinioni

Recensione - Opinione

Mugnano di Napoli

09.08.2020

 

<< La fine di Montalbano l'ho già scritta più di 13 anni fa. Recentemente l'ho rimaneggiata dal punto di vista stilistico ma non del contenuto. Finirà Montalbano, quando finisco io, uscirà l'ultimo libro. Quello che posso dire è che non si tratta tanto di un romanzo, quanto di un metaromanzo dove il Commissario dialoga con me e anche con l'altro Montalbano, quello televisivo. >>.

"Riccardino" è uscito in due versioni, quella classica della Sellerio in blu e, sempre della medesima casa editrice, in versione deluxe. La differenza non è solo nella copertina ma anche nel prezzo, la prima 15,00 euro la seconda 20,00 euro, ma ciò che differenzia veramente le due opere, chicca per i fan di Andrea Camilleri,  è lo stile di scrittura ovvero il "rimaneggiamento" da parte dell' autore.  La versione "completa" ovvero quella deluxe, comprende anche la stesura originaria del 2005 con l'aggiunta di una nota di Salvatore Silvano Nigro. Fortunatamente che vi sono le note di S.S. Nigro perché aiutano tanto il lettore, soprattutto il meno esperto nel linguaggio di Camilleri.

Nell' edizione speciale, di cui vi sto parlando, vengono quindi presentate le due versioni del romanzo, la prima datata 2005 e quella definitiva. Per chi come me ha optato per la scelta della versione deluxe (se potessi le comprerei entrambe, ma non disdegno un regalo da parte anche di sconosciuti ...)  ha goduto dei mutamenti di quella lingua Italiano/Siculo inventata da Andrea Camilleri. Una lingua definita da molti  unica e personale ma accessibile alla moltitudine. Questo linguaggio chiamiamolo "Camilleriano", nel corso degli anni e delle opere, è cresciuto e si è evoluto, direi che è invecchiato insieme a Salvo Montalbano, ma, questa volta, non leggeremo le "speculazioni letterarie",  di recensori, blogger, letterati, giornalisti e amanti vari di Camilleri, ma è la mano dell'autore  (con il formidabile aiuto di S.S.Nigro) che ci mostra la progressione linguistica. Il creatore del linguaggio lo "conta" (racconta/spiega)  attraverso una storia. (della storia narrata ne parlerò più avanti.)

Una creazione/sperimentazione che lo scrittore ha voluto regalarci e che viene palesata dal confronto tra le due versioni. Secondo me, che questo accostamento di stili Camilleriani evoluti, sia mostrato proprio l'autore potrebbe sembrare un atto di vanità, ma sapete che vi dico? Se lo può premettere! Perché sono i fan che l'hanno consacrato Magister non la stampa, non le case editrici.

Per me questo confronto esistente nella versione deluxe ha un fine ben preciso: "Cuore ed Emozioni", Unicità!

Per scrivere con il cuore, emozionarsi ed emozionare bisogna usare una lingua "intima" ovvero quella dell'anima ed è quella che ha inventato Camilleri, una lingua dell'anima!

Ma torniamo a Riccardino, al di là delle due versioni e all invenzione/confronto della lingua utilizzata, posso dire che la storia narrata nel romanzo e il finale di Montalbano non mi sono piaciuti.

Premesso che:

Racconta lo scrittore, che - rivelando il segreto dell'ultimo libro della serie - assicura:

«Non può cadere in un burrone come Sherlock Holmes e poi ricomparire in altre forme. Montalbano non muore. »

Certo che Montalbano non poteva finire in un burrone, ma neppure terminare la storia così come è stata scritta e il motivo è semplice: lo doveva a noi lettori – fan.

   Da pagina 201 della versione deluxe: 

<<Non fermarsi a quello che appariva a prima botta, ma circare di vidiri quello che non si vidiva.>>. 

Ci ho provato, ho cercato di vedere quello che non si vedeva, ho letto entrambe le versioni, ho ringraziato per la nota finale di S.S. Nigro, che è stata utilissima e precisa, ma la sensazione di rabbia e delusione che ho provato quando ho chiuso l’ultima pagina del libro e l’ho riposto vicino agli altri 119 non è mutata. La storia e il finale non mi sono piaciuti. Lo sfizio di mostrare l’evoluzione linguistica è estremamente interessante, ci sta! Ma la storia in sé e la fine di Montalbano, passatemi e scusatemi il termine, sono una schifezza! Potevo scrivere delusione ma non avrebbe reso in pieno il mio sentire! Lo so i fan staranno arricciando il naso e andando su tutte le furie ma è ciò che mi è uscito dallo stomaco, dal cuore e dal cervello!  (Non si amano tutte le opere di un autore solo perché si è estimatori, questa è la seconda opera che non mi è piaciuta, la prima è stata “ La Relazione”.).

Il maestro è stato amato e consacrato,  a furor di popolo, nel tempo, dai fan e dalla serie televisiva, diciamola tutta, non di certo dai suoi pari, o dalla stampa,  (e se lo dice pure da solo); vi sono persone, come me, che a scatola chiusa, hanno prenotato, comprato e letto tutte le opere sul commissario, 31 romanzi, e non solo, (di mio ho comprato e letto 120 libri di Camilleri) hanno guardato e riguardato la serie televisiva, sono stati a teatro, hanno letto anche i romanzi storici e le favole, ascoltato interviste e letto articoli. Camilleri è stato seguito e amato ed ha anche incassato un bel po' di soldini perché i libri non costano poco, per non parlare dei diritti vari, siamo sinceri con noi stessi, come lui lo è stato con se stesso e il suo personaggio, per tanto una storia nuova ed un finale più originale poteva regalarlo ai lettori o per lo meno ai fan. Semplicemente cancellarsi nel vento non è un finale è un imbroglio, un deludere sogni e speranze dei lettori. Napoletanamente parlando si chiama cazzimma! (Sono Partenopea).

Sapete che vi dico! Secondo me quando ha scritto il finale, con l’intenzione di non scrivere più su e di Montalbano, che poi l'ha fatto lo stesso, Camilleri si è semplicemente, come diciamo a Napoli, “sfastriato” (scocciato, rotto i cabasisi) o semplicemente, a 80 anni suonati, ha desiderato fare uno scherzo enorme a tutti prima di morire molto dopo.

Già lo immagino lì in paradiso, seduto al tavolino a forma di nuvola, insieme a Sciascia e Pirandello, a fumare come un Turco, con un vassoio di cannoli dinnanzi, a ridere di noi e dello scherzo che ci ha tirato.

Un’ultima nota: nel 2006 Andrea Camilleri ha consegnato all'editore Sellerio l'ultimo libro con il finale della storia, chiedendo che questo venisse pubblicato dopo la sua morte; dichiarerà in proposito:

«Ho scritto la fine dieci anni fa... ho trovato la soluzione che mi piaceva e l'ho scritta di getto, non si sa mai se poi arriva l'Alzheimer. Ecco, temendo l'Alzheimer ho preferito scrivere subito il finale. La cosa che mi fa più sorridere è quando sento che il manoscritto è custodito nella cassaforte dell'editore... È semplicemente conservato in un cassetto.»


TRAMA E CURIOSITA'

RICCARDINO 

ANDREA CAMILLERI

 

Riprese da internet e/o  dalla 4° di copertina:

«Il telefono sonò che era appena appena arrinisciuto a pigliari sonno, o almeno accussì gli parse". "Riccardino sono", disse una voce "squillante e festevole", per dargli appuntamento al bar Aurora. Ma Montalbano non conosceva nessuno con quel nome... Un'ora dopo, la telefonata di Catarella: avevano sparato a un uomo, Fazio lo stava cercando. Inutilmente il commissario cercò di affidare l'indagine a Mimì Augello, perché "gli anni principiavano a pesargli" aveva perso "il piacere indescrivibile della caccia solitaria", insomma "da qualichi tempo gli fagliava la gana", "si era stuffato di aviri a chiffari coi cretini". Si precipitò sul posto, e scoprì che il morto era proprio Riccardino.» 

Questo, in sintesi, è l'incipit di Riccardino, l'ultimo, atteso romanzo con protagonista il commissario Montalbano, che Andrea Camilleri ha voluto uscisse postumo. Il primo capitolo del romanzo è stato letto in anteprima il 16 maggio 2020 dallo scrittore Antonio Manzini, amico e allievo di Camilleri, in occasione del Salone del Libro Extra. Un titolo così diverso da quelli essenziali ed evocativi e pieni di significato ai quali siamo abituati, in cui risuonano echi letterari. Riccardino segna quasi una cesura, una fine, ed è giusto marcare la differenza sin dal titolo.

«La fine di Montalbano l'ho già scritta più di 13 anni fa. Recentemente l'ho rimaneggiata dal punto di vista stilistico, ma non del contenuto. Finirà Montalbano, quando finisco io, uscirà l'ultimo libro. Quello che posso dire è che non si tratta tanto di un romanzo, quanto di un metaromanzo dove il Commissario dialoga con me e anche con l'altro Montalbano, quello televisivo.»

Questa una delle ultime dichiarazioni di Camilleri sul suo personaggio più celebre e sul finale della serie che lo vede protagonista. Anno 2005: Camilleri ha appena pubblicato La luna di carta. Sta lavorando alla successiva avventura della serie, ma in estate consegna a Elvira Sellerio un altro romanzo con protagonista il commissario Montalbano. Si intitola Riccardino. L’accordo è che verrà pubblicato poi, un domani indefinito, si sa solo che sarà l’ultimo romanzo della saga Montalbano. Anno 2016. Sono passati 11 anni durante i quali sono usciti 15 libri di Montalbano. Andrea Camilleri sente l’urgenza di riprendere quel romanzo, che è venuta l’ora di «sistemarlo». Nulla cambia nella trama ma solo nella lingua che nel frattempo si è evoluta. Né muta il titolo che allora considerava provvisorio ma al quale ormai si è affezionato e che nel 2016 decide essere definitivo. Un titolo così diverso da quelli essenziali ed evocativi e pieni di significato ai quali siamo abituati, in cui risuonano echi letterari: La forma dell’acqua, Il giro di boa, Il ladro di merendine, L’altro capo del filo. Ma Riccardino segna quasi una cesura, una fine, ed è giusto marcare la differenza sin dal titolo. Ma come è nata l’idea, e soprattutto perché. Racconta Andrea Camilleri in una vecchia intervista che a un certo punto si era posto il problema della «serialità» dei suoi romanzi, dilemma comune a molti scrittori di noir, che aveva risolto decidendo di fare invecchiare il suo commissario insieme al calendario, con tutti i mutamenti che ciò avrebbe comportato, del personaggio e dei tempi che man mano avrebbe vissuto. Ma poi, aggiunge, «mi sono pure posto un problema scaramantico». I suoi due amici scrittori di gialli, Izzo e Manuel Vázquez Montálban, che volevano liberarsi dei loro personaggi, alla fine erano morti prima di loro. Allora «mi sono fatto venire un’altra idea trovando in un certo senso la soluzione». Ecco: la soluzione la scopriranno i suoi tantissimi affezionati lettori di questo Riccardino che pubblichiamo ricordando Andrea Camilleri con grande gratitudine. Di questo romanzo viene pubblicata anche una edizione speciale in cui vengono presentate entrambe le versioni del romanzo, quella del 2005 e quella definitiva. Il lettore potrà così seguire i mutamenti di quella lingua individuale, unica, inventata da Andrea Camilleri e la sua evoluzione nel corso del tempo. Una sperimentazione alla quale lo scrittore teneva moltissimo e che viene resa così evidente dal confronto tra le due versioni. «Vorrei innanzitutto spiegare perché, in me, è nata la necessità di porre fine a questo personaggio. Ho scoperto che questa sensazione è comune a molti autori di libri gialli che scrivono di personaggi seriali. Arrivati a un certo punto, la serialità stanca. Il rischio grossissimo in cui può incorrere uno scrittore è la ripetitività del protagonista. Cioè che finisca per rifare le stesse cose. Anch’io stavo per correre lo stesso rischio. Però mi sono salvato in corner con tutta questa storia dell’invecchiamento e dei mutamenti del mio personaggio. Dell’essere dentro una realtà mutante, perciò mortificante, per il personaggio stesso. Questa mia soluzione, invece, lo rende vivo; lo rende diverso. Per altri scrittori è stato assai più difficile. Poi mi sono pure posto un problema scaramantico. Nella vita ho avuto due carissimi amici, scrittori di gialli. Uno era il francese Jean Claude Izzo, di Marsiglia, l’inventore di un Commissario dal nome italianissimo: Fabio Montale. L’altro era Manolo Vázquez Montalbán. Izzo decise un giorno di abbandonare il suo personaggio e lo fece mentre, nella storia, il protagonista si trovava gravemente ferito, in balìa delle onde, su di una barca. Montale, alla fine del racconto, avrebbe potuto salvarsi o non salvarsi. All’autore decidere in futuro che cosa fare! Come fece per esempio Arthur Conan Doyle con il suo personaggio di Sherlock Holmes, che a un certo punto finisce in un burrone. Poi, in seguito alle proteste dei lettori, lo tirò nuovamente fuori, riportandolo in vita. Queste, per inciso, sono cose che noi autori possiamo permetterci di fare, un po’, come Dio! Il povero Manolo Vázquez Montalbán, anche lui, per esempio, voleva liberarsi del suo Pepe Carvalho e invece andò a finire che tanto Izzo che Manolo sono morti prima dei loro personaggi. Allora mi sono detto: “Col cavolo che faccio morire il mio personaggio!”. Queste sono cose che sto raccontando un po’ per scherzo ma anche un po’ seriamente. Mi pareva un po’ assurdo che un personaggio, nato letterariamente, morisse “sparato” oppure, alla fine di tutte le indagini, di tutte le avventure, andasse in pensione. Così mi sono fatto venire un’altra idea, trovando in un certo senso la soluzione. Ho ottant’anni passati e a questa età è sempre meglio mettere da parte tutto quello che si trova. Quindi mi sono trovato a scrivere questo romanzo che rappresenta il capitolo finale di Montalbano; l’ultimo libro della serie. E l’ho mandato al mio editore dicendo di tenerlo in un cassetto e di pubblicarlo solo quando non ci sarò più. L’ultima indagine di Montalbano in realtà non è proprio l’ultima. Perché nel frattempo io continuo a scrivere e ho pubblicato e pubblicherò ancora altri libri del mio Commissario». Andrea Camilleri, la Repubblica, agosto 2007


TITOLO. Riccardino

AUTORE: Andrea Camilleri

EDITORE: Sellerio

LINGUA: italiano (italiano/siciliano ovvero linguaggio di Camilleri)

PAGINE: 304 Costo circa  €15,00

NOTE: Volume 31 de il Commissario Montalbano

DATA di uscite delle due versioni: 16.07.2020

GENERE: 

Edizione Deluxe:  Fuori Collana Sellerio

PAGINE: 590 Costo circa € 20,00





CENNI SULLA VITA di:

ANDREA CALOGERO CAMILLERI

Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Andrea Calogero Camilleri (Porto Empedocle, 6 settembre 1925 – Roma, 17 luglio 2019), nato a Porto Empedocle, in provincia di Girgenti, figlio unico di Carmelina Fragapane e di Giuseppe Camilleri, ispettore delle compagnie portuali che partecipò alla Marcia su Roma. Vive a Roma dalla fine degli anni quaranta e dal 1968 trascorre alcuni mesi l'anno a Bagnolo, frazione di Santa Fiora, nel territorio del Monte Amiata in Toscana. Dal 26 settembre 2014 è cittadino onorario del borgo toscano, da lui descritto come suo "luogo del cuore"; il 14 agosto 2017 gli viene intitolato il Teatro Comunale del paese grossetano. 

E' stato uno scrittore, sceneggiatore, regista e drammaturgo italiano. Ha raggiunto la popolarità dalla fine degli anni novanta per aver ispirato la serie televisiva di grande successo  Il commissario Montalbano trasmessa da Rai 1. 

Negli anni seguenti Camilleri continua a pubblicare numerosi romanzi con protagonista Montalbano o che trattano eventi storici rielaborati dalla sua fantasia. Il filone narrativo del Commissario Montalbano è destinato a una conclusione in quanto nel 2006 Andrea Camilleri ha consegnato all'editore Sellerio l'ultimo libro con il finale della storia, chiedendo che questo venisse pubblicato dopo la sua morte; dichiarerà in proposito:
<<Ho scritto la fine dieci anni fa…
Ho trovato la soluzione che mi piaceva e l’ho scritta di getto,
non si sa mai se poi arriva l’Alzheimer.
Ecco, temendo l’Alzheimer ho preferito scrivere il finale.
La cosa che mi fa più sorridere è quando sento
che il manoscritto è custodito nella cassaforte dell’editore…
È semplicemente conservato in un cassetto.>>.
Racconta lo scrittore, che - rivelando il segreto dell'ultimo libro della serie - assicura:
<<Non può cadere in un burrone come Sherlock Homes
e poi ricomparire in altre forme. Montalbano non muore.>>.
 
Ha anche insegnato regia all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica, e tra gli studenti ha avuto Luca Zingaretti, che poi diventerà il Commissario Montalbano
Le sue opere (oltre cento) sono state tradotte in almeno 120 lingue (tra cui inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, irlandese, russo, polacco, greco, norvegese, ungherese, giapponese, ebraico e croato) e ha venduto più di 10 milioni di copie. 

Negli anni…
Dal 1939 al 1943, dopo una breve esperienza nel Collegio Vescovile "Pio X", dal quale fu espulso per aver lanciato delle uova contro un crocifisso, studia al Liceo Classico "Empedocle" di Agrigento dove nel 1943 ottiene la maturità senza sostenere esami poiché, a causa dei bombardamenti e in previsione dell'imminente sbarco in Sicilia delle forze alleate, le autorità scolastiche decisero di chiudere le scuole e di considerare valido il secondo scrutinio trimestrale. A giugno dello stesso anno comincia, come ricorda lo scrittore,
«una sorta di mezzo periplo della Sicilia a piedi
o su camion tedeschi e italiani
sotto un continuo mitragliamento
per cui bisognava gettarsi a terra,
 sporcarsi di polvere, di sangue, di paure».

Tra il 1946 e il 1947 vive a Enna, in due misere stanzette prive di riscaldamento, e casualmente, dapprima attirato dal tepore, comincia a frequentare con assiduità la Biblioteca Comunale diretta dall'avvocato Fontanazza. Diventato suo amico questi gli fa conoscere gli scritti originali di due celebrità letterarie locali: Nino Savarese e Francesco Lanza. Diventa anche amico di Franco Cannarozzo, che poi diverrà un famoso scrittore di romanzi di fantascienza con lo pseudonimo di Franco Enna. Camilleri ricorda che il "periodo ennese" lo indusse a partecipare a “certamen letterari”, e fu proprio nel 1947 che vinse il Premio Firenze con alcune sue poesie. Camilleri, nel documentario Rai "Il luogo e la memoria" (da lui scritto e letto) attesta il "debito letterario" verso Enna:
«... Ed io, proprio in quelle due stanzette,
credo di essermi formato come scrittore».
È stato sposato dal 1957 sino al giorno della sua morte con Rosetta dello Siesto, da cui ha avuto le figlie Mariolina, Andreina e Elisabetta, che lo hanno reso nonno.  

Nel 1978 esordisce nella narrativa con Il corso delle cose, scritto dieci anni prima e pubblicato gratuitamente da un editore a pagamento con l'impegno di citare l'editore stesso nei titoli dello sceneggiato TV La mano sugli occhi tratto dal libro che non viene distribuito e rimane ignoto al pubblico dei lettori.  

Nel 1980 pubblica con Garzanti Un filo di fumo, primo di una serie di romanzi ambientati nell'immaginaria cittadina siciliana di Vigata a cavallo fra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. Grazie a quest'ultima opera Camilleri riceve il suo primo premio letterario a Gela. Nel 1984 pubblica, per Sellerio editore, La strage dimenticata, senza successo. 

Nel 1992 riprende a scrivere dopo dodici anni di pausa e pubblica La stagione della caccia e
nel 1993 La bolla di componenda, entrambe presso Sellerio Editore. 

Nel 1994 Camilleri dà alle stampe La forma dell'acqua, primo romanzo poliziesco con protagonista il commissario Montalbano, personaggio destinato ad imporsi nel panorama letterario del romanzo giallo in Italia mentre la serie televisiva su Montalbano, interpretato da Luca Zingaretti, fa di Camilleri ormai un autore cult.  Il nome Montalbano venne scelto da Camilleri in omaggio allo scrittore spagnolo Manuel Vázquez Montalbán, ideatore di un altro famoso investigatore, Pepe Carvalho: i due personaggi hanno in comune l'amore per la buona cucina e le buone letture, i modi piuttosto sbrigativi e non convenzionali nel risolvere i casi e una storia d'amore controversa e complicata con donne anch'esse complicate.
 
Successivamente (1995) Il birraio di Preston, che partecipa al Premio Viareggio e grazie al quale, pur senza classificarsi, riesce a ottenere un discreto successo di pubblico vendendo quasi 70 000 copie. 

Con quest'opera partecipa a Siracusa, nel 1996, anche al Premio Vittorini, entra nella rosa dei tre vincitori ma il Superpremio della giuria viene aggiudicato a Gustaw Herling. Camilleri diventa un autore di grande successo e i suoi libri, ristampati più volte, vendono mediamente intorno alle 60 000 copie, anche se non tutti trovano il consenso unanime della critica che lo accusa di essere a volte ripetitivo.

Dal 1995 al 2003 si amplia il fenomeno Camilleri, che di fatto esplode nel 1998.

Titoli come La concessione del telefono e La mossa del cavallo (1999) vanno a ruba. La mossa del cavallo è un romanzo poliziesco ispirato da un fatto di cronaca realmente accaduto a Barrafranca (Enna) nel XIX secolo. Da esso è stato tratto il film TV La mossa del cavallo - C'era una volta Vigata trasmesso da Rai 1 il 26 febbraio 2018, con protagonista Michele Riondino. È la prima trasposizione televisiva di un romanzo storico dello scrittore. 
 
Nel 1996, pubblica Il ladro di merendine, prima e principale fonte di notizie sul background familiare di Montalbano.

Due anni dopo, nel 1998, è la volta di Un mese con Montalbano, prima raccolta di racconti sul commissario seguita l'anno successivo da un'altra antologia di racconti intitolata Gli arancini di Montalbano.

Camilleri nel 1998, «assittato» a leggere nella sua casa romana. 

La serie quindi prosegue con il romanzo La gita a Tindari del 2000. 
Nei primi anni duemila si susseguono diverse storie del commissario ambientate nella immaginaria Vigata. 
Nel 2000 pubblica Favole del tramonto in cui Camilleri, benché ormai felicemente nonno, comincia a scrivere favole, non per i suoi nipoti, ma in seguito alla richiesta di una cooperativa di carcerati ed ex detenuti per i quali compose una prima favola: La magarìa
 
Nel 2001 viene pubblicato il romanzo Il re di Girgenti, ambientato nel Seicento, interamente scritto in siciliano inframmezzato con lo spagnolo. Nello stesso anno dà alle stampe Le inchieste del commissario Collura, antologia di racconti gialli ambientati su una nave da crociera in cui sembra comparire anche Silvio Berlusconi. Il libro contiene anche un'Intervista sul commissario Collura a cura di Giovanni Capecchi dove Camilleri racconta che a 12 anni avrebbe voluto fare il marinaio e come i racconti di mare che ha letto lo abbiano aiutato molto a scrivere le storie del commissario Collura. Suso Cecchi d'Amico ha tratto una sceneggiatura dai racconti ma la proposta cinematografica non si è realizzata mentre è andata a buon fine la composizione di un'opera lirica, rappresentata in vari teatri italiani, su un libretto di Rocco Mortelliti tratto dal racconto Il fantasma nella cabina.

Il 26 gennaio 2003, al Palazzo del Quirinale a Roma ha ricevuto la medaglia di Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana dall'allora Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi. 

Tra le altre onorificenze la cittadinanza onoraria di Santa Fiora, nel 2014, e di Agrigento, sempre nel 2014, oltre che esser stato insignito di molte lauree honoris causa

Nel 2004 La pazienza del ragnonel giugno 2005 La luna di carta: tutti con protagonista Salvo Montalbano. 

A marzo 2005 viene edito Privo di titolo

Tra il 2006 e il 2008, pubblica altri cinque romanzi che hanno per protagonista Montalbano: 
La vampa d'agostoLe ali della sfingeLa pista di sabbiaIl campo del vasaioL'età del dubbio.

Nel 2007 vince il Premio letterario "La Tore - Isola d'Elba". Di particolare interesse la serie di romanzi biografici, di fantasia, dedicata ai grandi pittori: nel 2007 pubblica per Mondadori Il colore del sole (Caravaggio), nel 2008 per Skira La Vucciria (Guttuso) e nel 2009 sempre per Skira il romanzo ambientato nella "sua" Agrigento,  Il cielo rubato. Dossier Renoir (Renoir). Nel 2009 pubblica per Rizzoli il romanzo pirandelliano La tripla vita di Michele Sparacino.  

Inoltre, sempre nel 2008, pubblica, per la prima volta sul web (e precisamente sul quotidiano on-line Agrigento Notizie) un suo racconto, La finestra sul cortile (già apparso in versione cartacea sul mensile Il Nasone di Prati), che vede come protagonista sempre il commissario Montalbano, inserito come appendice nel libro Racconti di Montalbano.

Nel febbraio 2008 per Mondadori pubblica Il tailleur grigio e nel giugno dello stesso anno con Sellerio Il casellante, secondo romanzo di una trilogia di romanzi fantastici, primo dei quali è il romanzo Maruzza Musumeci pubblicato nel 2007, conclusasi nel 2009 con Il sonaglio

Il 4 settembre 2008 ha vinto il Premio internacional de novela negra RBA con un inedito in lingua spagnola dal titolo La muerte de Amalia Sacerdote che sarà pubblicato in Spagna il 9 ottobre 2008 e in Italia nel 2009 con il titolo La rizzagliata.

Camilleri ha partecipato alla manifestazione No Cav Day, l'8 luglio 2008 a piazza Navona, contro i provvedimenti del governo Berlusconi IV in materia di giustizia. Camilleri al No Cav Day a Roma nel 2008. 

Il 29 gennaio 2009 decide di entrare in politica prospettando il "Partito dei Senza Partito" insieme con Antonio Di Pietro e Paolo Flores d'Arcais per partecipare alle elezioni europee del 2009 ma il 12 marzo dello stesso anno viene annunciato il mancato accordo fra i tre.

Il 2009 incomincia con il romanzo La danza del gabbiano, vincitore nello stesso anno della XXVI edizione del Premio Cesare Pavese. Tutti presso Sellerio nella collana La Memoria, fondata da Leonardo Sciascia.

Nel 2010 nella stessa collana escono i successivi romanzi di Montalbano, La caccia al tesoro e Il sorriso di Angelica, ai quali si affianca un terzo romanzo, Acqua in bocca, pubblicato da minimum fax. Quest'ultimo scritto insieme con Carlo Lucarelli nella forma "epistolare" già sperimentata con successo ne La scomparsa di Patò, il romanzo vede per la prima volta il commissario Montalbano interagire con un altro investigatore letterario, l'ispettore Grazia Negro creata appunto da Lucarelli. Il successo della serie sul commissario porta Camilleri a essere conosciuto e premiato anche all'estero. Il campo del vasaio (tradotto in inglese da Stephen Sartarelli) vince il premio International Dagger conferitogli dalla Crime Writers' Association. L'annuncio è stato fatto il 5 luglio 2012 durante la cerimonia di premiazione tenutasi a One Birdcage Walk a Londra.  

Nel 2010, oltre ai romanzi con protagonista Montalbano, escono presso Sellerio Il Nipote del Negus, una divertente storia ambientata nella Vigata del ventennio fascista, e, presso Mondadoril’Intermittenza, thriller ambientato nella Milano odierna.
 
Nel 2011 Camilleri pubblica I fantasmi, romanzo breve fra il giallo, il fantastico ed il satirico, e collabora con Edoardo De Angelis nel brano Spasimo, contenuto nell'album del cantautore romano Sale di Sicilia, insieme con Franco Battiato. Sempre lo stesso anno gli viene conferito il Premio Fondazione Il Campiello.

Nel 2013 con La rivoluzione della luna, Camilleri prendendo spunto da un episodio storico, che descrive arricchendolo dei colori della sua fantasia, richiama la convinzione dell'autore che le donne abbiano doti tali da esercitare un'azione politica coraggiosa e concreta, che classi sociali misogine e reazionarie ostacolano con ogni mezzo. 
Nel marzo 2013, in seguito alle Elezioni politiche, assieme ad altri personaggi famosi lancia una raccolta firme con l'appoggio di MicroMega con l'intento di non fare entrare al Senato Silvio Berlusconi per la questione del conflitto d'interessi facendo applicare il D.P.R. n. 361 del 1957, riprendendo peraltro l'iniziativa portata avanti già nel 1994 e nel 1996 da un altro comitato di personaggi e conclusasi con il parere sfavorevole della Giunta delle elezioni della Camera dei deputati.  
Il 5 giugno 2013, nel corso della presentazione in un programma televisivo del suo libro Come la penso, ha espresso alcune sue considerazioni sulla situazione politica italiana; la sua contrarietà al governo Letta e alla rielezione del capo dello Stato Giorgio Napolitano. Ha manifestato il suo appoggio alla lista Tsipras per le elezioni europee del 2014, salvo poi ritirarlo per polemiche interne.
 
Inseguendo un'ombra del 2014, può essere considerato il complemento romanzato della biografia dell'umanista Flavio Mitridate.
 
Nel 2017 gli è stato dedicato un asteroide, denominato appunto 204816 Andrea Camilleri. 

Nel numero 2994 del fumetto 
Topolino del 16 aprile 2013 appare la storia "Topolino e la promessa del gatto". Il racconto ambientato in Sicilia vede Topolino aiutare il commissario Salvo Topalbano, parodia del celebre commissario Salvo Montalbano. Un altro personaggio della storia, il signor Patò, è stato disegnato secondo la fisionomia dello scrittore siciliano. La storia, disegnata da Giorgio Cavazzano e tratta dai testi di Francesco Artibani, è stata supervisionata proprio da Camilleri. Lo stesso autore in un'intervista afferma che è la prima volta che il suo personaggio appare in un fumetto nonostante avesse avuto altre offerte in passato. In un dialogo con lo scrittore Francesco Piccolo, Camilleri descrive al lettore il suo metodo di scrittore forse sorprendente per il lettore che dalla personalità dell'autore si aspettava un modo di comporre del tutto diverso. Una caratteristica dei libri di Andrea Camilleri è che hanno tutti una struttura prefissata e ben regolare:
<<Per un romanzo di Montalbano diciotto  capitoli ciascuno di dieci pagine,
ogni pagina nel mio computer vuol dire 23 righe.
Un romanzo ben congegnato sta perfettamente in 180 pagine.
Per i racconti, 24 pagine, o meglio 4 capitoli di 6 pagine ciascuno.
Se non sento questa mia metrica vuol dire che qualcosa non va.>>.
Questa esigenza di ordine geometrico-matematico, continua Camilleri, lo costringe come un geometra a fare una sorta di pianta del romanzo che intende scrivere e che pure ha completo nella sua mente.
«I vuoti, i pieni, dove c'è la finestra, dove c'è il giardino.
Ho bisogno di organizzarmi questo schema,
e fino a quando non organizzo questo schema
sono incapace di scrivere.»
Del resto anche Simenon, il suo maestro, faceva lo stesso e
«Quindi vuol dire che non sono solo nelle mie manie,
questo mi consola».
Nella nota finale del suo centesimo libro, L'altro capo del filo, pubblicato nel maggio 2016, Camilleri dichiara che questo è «un Montalbano scritto nella sopravvenuta cecità»; infatti, all'età di 91 anni, Camilleri ha dovuto dettare il romanzo alla sua assistente Valentina Alferj, «l'unica che sia in grado di scrivere in vigatese.», non potendo più scrivere autonomamente in quanto ha perso la vista.
<<Diventando cieco mi è venuta una curiosità
immensa di intuire cosa sia l’eternità,
quell’eternità che ormai sento così vicina a me.>>.
Una peculiarità di alcuni romanzi di Camilleri è l'uso di un particolare linguaggio commisto di italiano e siciliano. Come sue prime opere letterarie Camilleri scrisse poesie che rispettavano scrupolosamente le regole di composizione e usavano il linguaggio letterario italiano.
Le sue poesie furono premiate in concorsi poetici importanti e furono riconosciute come notevoli, tanto che Giuseppe Ungaretti le fece stampare in una sua antologia e lo stesso fece Ugo Fasolo.
In seguito lo stesso Salvatore Quasimodo insistette per avere delle sue poesie da pubblicare.
Il nuovo interesse per il teatro fece però abbandonare a Camilleri la poesia, anche se continuò con la scrittura di brevi racconti in italiano. Questo fino a quando, avendo deciso di voler rappresentare opere teatrali sue con parole sue, si rese conto di non riuscire a esprimersi in italiano in opere di grande respiro, e così smise di scrivere sia in versi sia in prosa. Lavorando per il teatro Camilleri s'imbatté nelle opere in dialetto di Carlo Goldoni e del Ruzante e da lì gli nacquero l'amore per Gioacchino Belli e Carlo Porta e la scoperta dell'uso letterario del siciliano, che gli fece tornare la voglia di scrivere. 
Il particolare linguaggio di Camilleri si formò quando, assistendo in ospedale suo padre morente, volle raccontargli una storia che avrebbe voluto pubblicare ma che non era capace di comporre in italiano: fu suo padre a suggerirgli di scriverla come gliel'aveva raccontata. Tuttavia uno scrittore che volesse essere compreso da tutti non poteva esprimersi completamente in siciliano, pertanto occorreva adottare un linguaggio equilibrato dove i termini dialettali avessero la stessa qualità e significanza, la stessa risonanza di quelli italiani. Fu un duro lavoro di elaborazione che continua tuttora, ad esempio nei romanzi scritti in vigatese dove la base del lavoro è sempre una iniziale struttura in lingua italiana, con cui mescolare i termini tratti non dalla letteratura alta ma dai vari dialetti siciliani comunemente parlati,
«... Non si tratta di incastonare parole in dialetto
all'interno di frasi strutturalmente italiane,
quanto piuttosto di seguire il flusso di un suono,
componendo una sorta di partitura
che invece delle note adopera il suono delle parole.
Per arrivare ad un impasto unico,
dove non si riconosce più il lavoro strutturale che c'è dietro.
Il risultato deve avere la consistenza della farina lievitata
e pronta a diventare pane.»
Camilleri è stato iscritto al Partito Comunista Italiano dal 1945. 
La mattina del 17 giugno 2019, mentre si stava preparando a partecipare con la sua Autodifesa di Caino allo spettacolo del successivo 15 luglio alle Terme di Caracalla, Camilleri veniva colto da un arresto cardio-respiratorio e trasportato in gravi condizioni all'ospedale Santo Spirito di Roma, dove veniva ricoverato con prognosi riservata nel reparto di rianimazione. Lo scrittore non riprese più conoscenza e morì la mattina del 17 luglio 2019, all'età di 93 anni.  
È stato sepolto nel Cimitero acattolico di Roma, dopo aver ricevuto un funerale strettamente privato, com'era suo desiderio.

L'ultimo libro pubblicato prima della sua morte è il romanzo breve giallo Km 123 nel 2019. 

 Le Opere
§  I teatri stabili in Italia (1898-1918), Bologna, Cappelli, 1959.
§  Il corso delle cose, Poggibonsi, Lalli, 1978.
§  Un filo di fumo, Milano, Garzanti, 1980.
§  La strage dimenticata, Palermo, Sellerio, 1984.
§  La stagione della caccia, Palermo, Sellerio, 1992.
§  La bolla di componenda, Palermo, Sellerio, 1993.
§  Il birraio di Preston, Palermo, Sellerio, 1995. 
§  Il gioco della mosca, Palermo, Sellerio, 1995. 
§  La concessione del telefono, Palermo, Sellerio, 1998.  (Premio Società dei Lettori, Lucca-Roma)
§  La mossa del cavallo, Milano, Rizzoli, 1999. 
§  La scomparsa di Patò, Milano, A. Mondadori,2000.
§  Biografia del figlio cambiato, Milano, Rizzoli, 2000. 
§  Favole del tramonto, Roma, Edizioni dell'Altana, 2000. 
§  Racconti quotidiani, Pistoia, Libreria dell'Orso, 2001. 
§  Gocce di Sicilia, Roma, Edizioni dell'Altana, 2001. (racconti)
§  Il re di Girgenti, Palermo, Sellerio, 2001. 
§  Le parole raccontate. Piccolo dizionario dei termini teatrali, Milano, Rizzoli,2001. 
§  L'ombrello di Noè. Memorie e conversazioni sul teatro, Milano, Rizzoli, 2002.
§  La linea della palma. Saverio Lodato fa raccontare Andrea Camilleri, Milano, Rizzoli, 2002. 
§  Le inchieste del commissario Collura, Pistoia, Libreria dell'Orso, 2002. 
§  La presa di Macallè, Palermo, Sellerio.
§  Teatro, con Giuseppe Dipasquale, Siracusa, Lombardi, 2003. 
§  Romanzi storici e civili, Milano, A. Mondadori, 2004. 
§  Privo di titolo, Palermo, Sellerio, 2005. 
§  Il medaglione, Milano, Oscar Mondadori, 2005. 
§  Il diavolo. Tentatore. Innamorato, con Jacques Cazotte, Roma, Donzelli, 2005. 
§  Troppi equivoci, in Crimini, Torino, Einaudi, 2005. 
§  Vi racconto Montalbano. Interviste, Roma, Data news, 2006. 
§  Pagine scelte di Luigi Pirandello, Milano, BUR, 2007. 
§  Il colore del sole, Milano, Mondadori, 2007. 
§  Le pecore e il pastore, Palermo, Sellerio, 2007. 
§  La novella di Antonello da Palermo. Una novella che non poté entrare nel  
§  Decamerone, Napoli, Guida, 2007. 
§  Voi non sapete. Gli amici, i nemici, la mafia, il mondo nei pizzini di Bernardo
§  Provenzano, Milano, Mondadori, 2007. 
§  Maruzza Musumeci, Palermo, Sellerio, 2007. 
§  L'occhio e la memoria: Porto Empedocle 1950, con Italo Insolera, Roma, Palombi, 2007. 
§  Il tailleur grigio, Milano, Mondadori, 2008. 
§  Il casellante, Palermo, Sellerio, 2008.
§  La Vucciria, Milano, Skira, 2008. 
§  La muerte de Amalia Sacerdote, traduzione in lingua spagnola di Juan Carlos Gentile Vitale, Barcelona, RBA Libros, 2008.  (II     Premio Internacional de Novela Negra RBA 2008)
§  La tripla vita di Michele Sparacino, Milano, Corriere della Sera, 2008; Milano, Rizzoli, 2009. 
§  Un sabato, con gli amici, Milano, Mondadori, 2009. 
§  Il sonaglio, Palermo, Sellerio, 2009. 
§  L'uomo è forte, in Articolo 1. Racconti sul lavoro, Palermo, Sellerio, 2009. 
§  Il cielo rubato. Dossier Renoir, Milano, Skira, 2009. 
§  La rizzagliata, Palermo, Sellerio, 2009. (originale in lingua italiana de La muerte De Amalia Sacerdote)
§  Un inverno italiano. Cronache con rabbia 2008-2009, con Saverio Lodato, Milano,Chiarelettere, 2009. 
§  Troppu trafficu ppi nenti, con Giuseppe Dipasquale, Siracusa, Lombardi, 2009.
§  Il nipote del Negus, Palermo, Sellerio, 2010. 
§  L'intermittenza, Milano, Mondadori, 2010. 
§  Di testa nostra. Cronache con rabbia 2009-2010, con Saverio Lodato, Milano,Chiarelettere, 2010. 
§  La moneta di Akragas, Milano, Skira, 2010. 
§  Gran Circo Taddei e altre storie di Vigàta, Palermo, Sellerio, 2011. 
§  La setta degli angeli, Palermo, Sellerio, 2011. 
§  La targa, Milano, RCS Quotidiani, 2011.
§  I fantasmi, Milano, Dieci dicembre, 2011.
§  Il giudice Surra, in Giudici, Torino, Einaudi, 2011. 
§  Il diavolo, certamente, Milano, Mondadori, 2012. 
§  La Regina di Pomerania e altre storie di Vigàta, Palermo, Sellerio, 2012. 
§  Un'amicizia. Angelo Canevari, Milano, Skira, 2012. 
§  Dentro il labirinto, Milano, Skira, 2012. 
§  Il tuttomio, Milano, Mondadori, 2013. 
§  La rivoluzione della luna, Palermo, Sellerio, 2013. 
§  Come la penso. [Alcune cose che ho dentro la testa],
§  Magaria, Milano, Mondadori, 2013.
§  La banda Sacco, Palermo, Sellerio, 2013. 
§  I racconti di Nené, Milano, Melampo, 2013. 
§  La creatura del desiderio, Milano, Skira, 2013. 
§  Inseguendo un'ombra, Palermo, Sellerio, 2014. 
§  Segnali di fumo (Andrea Camilleri), Novara, Utet - De Agostini, 2014. 
§  Donne, Milano, Rizzoli, 2014, 
§  La relazione, Milano, Mondadori, 2014, 
§  Il quadro delle meraviglie. Scritti per teatro, radio, musica, cinema, Palermo, Sellerio, 2015, 
§  Le vichinghe volanti e altre storie d'amore a Vigàta, Palermo, Sellerio, 2015, 
§  La targa, Milano, Rizzoli, 2015, 
§  Certi momenti, Milano, Chiarelettere, 2015, 
§  Noli me tangere, Milano, Mondadori, 2016, 
§  Pinocchio (mal) visto dal Gatto e la Volpe, con Ugo Gregoretti, Firenze, Giunti,2016.
§  La cappella di famiglia e altre storie di Vigàta, Palermo, Sellerio, 2016.
§  I quattro Natali di Tridicino, in Storie di Natale, Palermo, Sellerio, 2016,
§  Conversazioni su Tiresia, Palermo, Sellerio, 2019,
§  Esercizi di memoria, Milano, Rizzoli, 2017, 
§  Ora dimmi di te. Lettera a Matilda, Milano, Bompiani, 2018, 
§  I tacchini non ringraziano, Disegni di Paolo Canevari, Milano, Rizzoli, 2018, 
§  La casina di campagna. Tre memorie e un racconto, Milano, Henry Beyle, 2019, 
§  Km 123, Milano, Mondadori, 2019, 
§  Autodifesa di Caino, Palermo, Sellerio, 2019,

Serie del Commissario Montalbano
§  La forma dell'acqua, Palermo, Sellerio, 1994. 
§  Il cane di terracotta, Palermo, Sellerio, 1996.  (Premio Letterario Chianti)
§  Il ladro di merendine, Palermo, Sellerio, 1996. 
§  La voce del violino, Palermo, Sellerio, 1997. 
§  Un mese con Montalbano, Milano, Mondadori, 1998.  (racconti)
§  Gli arancini di Montalbano, Milano, Mondadori, 1999.  (racconti)
§  Quindici giorni con Montalbano, a cura di Antonella Italia e Enrico Saravalle, Milano, A. Mondadori scuola, 1999. 
§  La gita a Tindari, Palermo, Sellerio, 2000. .
§  L'odore della notte, Palermo, Sellerio, 2001. 
§  La paura di Montalbano, Milano, Mondadori, 2002.  (racconti)
§  Storie di Montalbano, a cura e con un saggio di Mauro Novelli, Milano, A. Mondadori, 2002.  (raccolta)
§  Il giro di boa, Palermo, Sellerio, 2003. 
§  La pazienza del ragno, Palermo, Sellerio, 2004. 
§  La prima indagine di Montalbano, Milano, Mondadori, 2004.  (racconti)
§  La luna di carta, Palermo, Sellerio, 2005. 
§  La vampa d'agosto, Palermo, Sellerio, 2006. 
§  Le ali della sfinge, Palermo, Sellerio, 2006. 
§  La pista di sabbia, Palermo, Sellerio, 2007. 
§  Il campo del vasaio, Palermo, Sellerio, 2008. 
§ Il commissario Montalbano. Le prime indagini, Palermo, Sellerio, 2008. (Contiene: La forma dell'acqua; Il cane di terracotta; Il ladro di merendine)
§  L'età del dubbio, Palermo, Sellerio, 2008. 
§  Racconti di Montalbano, Milano, Oscar Mondadori, 2008.  raccolta)
§  La danza del gabbiano, Palermo, Sellerio, 2009.  (Premio Letterario Cesare Pavese)
§  Ancora tre indagini per il commissario Montalbano, Palermo, Sellerio, 2009. (Contiene: La voce del violino; La gita a Tindari; L'odore della notte)
§  La caccia al tesoro, Palermo, Sellerio, 2010. 
§  Acqua in bocca, con Carlo Lucarelli, Roma, Minimum fax, 2010. 
§  Il sorriso di Angelica, Palermo, Sellerio, 2010. 
§  Il gioco degli specchi, Palermo, Sellerio, 2010. 
§  Altri casi per il commissario Montalbano, Palermo, Sellerio, 2011.  (Contiene: Il
§  Giro di boa; La pazienza del ragno; La luna di carta)
§  Una lama di luce, Palermo, Sellerio, 2012. 
§  Una voce di notte, Palermo, Sellerio, 2012. 
§  Tre indagini a Vigàta, Palermo, Sellerio, 2012. (Contiene: La vampa d'agosto; Le ali della sfinge; La pista di sabbia)
§  Una cena speciale, in Capodanno in giallo, Palermo, Sellerio, 2012. 
§  Un covo di vipere, Palermo, Sellerio, 2013. 
§  Notte di Ferragosto, in Ferragosto in giallo, Palermo, Sellerio, 2013. 
§  La piramide di fango, Palermo, Sellerio, 2014. 
§  Morte in mare aperto e altre indagini del giovane Montalbano, Palermo, Sellerio, 2014.  (raccolta)
§  La giostra degli scambi, Palermo, Sellerio, 2015. 
§  L'altro capo del filo, Palermo, Sellerio, 2016. 
§  La rete di protezione, Palermo, Sellerio, 2017, 
§  La calza della befana, in Un anno in giallo, Palermo, Sellerio, 2017.
§  Il metodo Catalanotti, Palermo, Sellerio, 2018, 
§  Ventiquattr'ore di ritardo, in Una giornata in giallo, Palermo, Sellerio, 2018.
§  Il cuoco dell'Alcyon, Palermo, Sellerio, 2019, 
§  Riccardino, Palermo, Sellerio, 2020, 
§  Riccardino bis. Edizione speciale 2005-2016, Palermo, Sellerio, 2020,  [contiene 2 versioni]
§  Camilleri legge Montalbano, con 2 CD, Milano, Mondadori, 2002. 
§  Un filo di fumo, letto da Fiorello, con CD, Roma, Full color sound, 2006. 
§  Il nipote del Negus, con 5 CD, Palermo, Sellerio, 2010. 

Sceneggiati Radiofonici Rai
§  Il Sindaco, radiodramma di Nicola Manzari, regia di A.C., trasmesso il 18.07.1964.
§ Le canzoni di casa Maigret, dal romanzo – Le memorie di Maigret di Georges Simenon, sceneggiatura di Umberto Ciappetti, Regia di A.C. , 13 puntate, dal 9 gennaio al 03 aprile 1972

Programmi radio Rai

§ Il girasole, programma mosaico a cura di Giacinto Spagnoletti e Vincenzo Romano, regia di  Andrea Camilleri 1973.

Regia   Lazarillo (1968)
§  La carretta dei comici (1970)
§  Re Cervo (1970)
§  Finale di partita (1970)
§  Io, Caterina (1972)
§  Francesca Da Rimini (1980)
§  L'indizio (cinque inchieste per un commissario) (1982)
§  La cicaliera (1982), di Gilbert Léautier

Sceneggiatura

§  Lazarillo (1968)
§  La mano sugli occhi (1979)
§  Western di cose nostre (1984)
§  Un siciliano in Sicilia (1987)
§  Il commissario Montalbano (1999-in produzione), Rai 2 (st. 1-3), Rai 1 (st.4+), Rai HD (st. 9-10)
§  Crimini (2006), Rai 2, episodio 1x01 Troppi equivoci
§  La scomparsa di Patò (2012)
§  Il giovane Montalbano (2012-2015), Rai 1
§  La stagione della caccia - C'era una volta Vigata, regia di Roan Johnson (2018)
§  La concessione del telefono - C'era una volta Vigata, regia di Roan Johnson (2020)

Soggetto

§  La strategia della maschera (1998)
§  Il commissario Montalbano (1999-in produzione), Rai 2 (st. 1-3), Rai 1 (st.4+), Rai HD (st. 9-10)
§  Crimini (2006), Rai 2, episodio 1x01 Troppi equivoci
§  La scomparsa di Patò (2012)
§  Il giovane Montalbano (2012-2015), Rai 1
§  La mossa del cavallo - C'era una volta Vigata (2018), Rai 1
§  La stagione della caccia - C'era una volta Vigata (2019), Rai 1
§  La concessione del telefono - C'era una volta Vigata, regia di Roan Johnson (2020) 

Premi
§  Nel 1997 con il libro Il cane di terracotta ha vinto l'XI edizione del Premio Letterari Chianti.
§  Nel 2003 ha ricevuto il Premio Vittorio De Sica nella sezione Cultura; il 20 gennaio dello stesso anno aveva già ottenuto il Premio letterario Racalmare Leonardo Sciascia per tutta la sua produzione letteraria.
§ Nel 2008 ha vinto il Premio Internacional de Novela Negra col romanzo giallo in lingua spagnola La muerte de Amalia Sacerdote.
§  Nel 2009 con il libro La danza del gabbiano ha vinto la XXVI edizione del Premio Letterario Cesare Pavese
§  Nel 2009 ha ricevuto l'Alabarda d'oro per la letteratura, Premio "Città di Trieste".
§  Nel 2010 ha ricevuto il Premio letterario Piero Chiara alla carriera.
§  Nel 2011 viene insignito del Premio Fondazione Il Campiello.
§ Nel 2014 ha ricevuto a Barcellona il IX Premio intitolato a Pepe Carvalho, il protagonista dei gialli dello scrittore spagnolo Manuel Vázquez Montalbán, dal cui cognome Camilleri ha tratto quello del suo commissario.
§  Nel 2017 gli è stato dedicato l'asteroide 204816 Andreacamilleri.
§ Nell'aprile del 2018 è stato proclamato Distinguished Professor (Professore Emerito Honoris Causa) all'Università di Roma Tor Vergata 

Omaggi
§ Nell'album di Daniele Silvestri S.C.O.T.C.H., che vanta la collaborazione di numerosi artisti (Niccolò Fabi, Pino Marino, Diego Mancino, Raiz, Stefano Bollani, Peppe Servillo) vi è anche Camilleri, che compare per la prima volta su un disco, precisamente al termine del brano Lo scotch, dove racconta una storia avvenuta durante un viaggio in treno.
§ Dal 2013 sono state pubblicate due storie a fumetti sul periodico Topolino con protagonista Topalbano (parodia di Montalbano), disegnate da Giorgio Cavazzano e scritte da Francesco Artibani, con la consulenza di Camilleri stesso.
§ Lo scrittore argentino Carlos Salem ha reso omaggio al collega siciliano chiamando Andrés Camiller un personaggio del suo romanzo Nuda è la morte.
§ Nel 2014 è stato mandato in onda su Rai 1 un film-documentario sulla vita dello scrittore  intitolato Andrea Camilleri - Il maestro senza regole.

 

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