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martedì 26 luglio 2022

Vito Mancuso - Il Coraggio Di Essere Liberi

VITO MANCUSO
Il Coraggio Di Essere Liberi

 
Mugnano di Napoli (Na) – 02 Luglio 2022
 
Questo testo, di Vito Mancuso, teologo e filosofo italiano, che rientra nella categoria filosofia/saggi, è chiaro come l’acqua di una sorgente.
Con chiaro intendo che è scritto in maniera semplice, facile da comprendere ai più; devo, però, far notare che in meno di 148 pagine sono citati all’incirca 250 autori tra letterati, scienziati, filosofi, intellettuali, uomini e donne ovviamente, di ogni epoca e di varie cultura e nazioni; per intenderci da Einstein a Gandhi fino a Socrate, da Democrito a Oscar Wilde e Roberto Radice, dal Marchese de Sade a Luigi Zoja fino a Tao Te Ching etc., etc., etc. lo ricordo circa 250 persone, praticamente un matrimonio nella mia Napoli. Per non parlare delle innumerevoli, e non le ho contate tutte, citazioni di frasi, di molti dei suddetti autori, sparse nel testo.
Il libricino inizia su un metaforico palcoscenico dove l’argomento è la Libertà, ma non la Libertà come concetto assoluto ma la Liberta come viene vissuta e praticata dai più; dove l’attore di turno, persona non veramente libera di dire e agire come vuole, perché condizionata dallo scrittore/autore dell’opera e dal regista, se pur libero di non farlo, mette in evidenza qualcosa di ovvio ma che spesso ignoriamo:
Da pagina 11:
<< Forse scoprirete che in realtà anche ognuno di voi
recita a sua volta sui diversi  palcoscenici dell’esistenza,
perché esiste un copione per ogni situazione,
non attenersi al quale comporta il fallimento dei rapporti con gli altri,
l’insoddisfazione di tutti coloro che hanno a che fare con voi. >>.
L’argomento quindi non è l’esistenza o meno della Libertà ma è il “Ritenersi Libero Di - Da – Per ” , o meglio quando scegliamo, consciamente o no, di passare da persona a personaggio.
A mio umile parere, secondo l’autore, la prima, autentica e vera esperienza di Libertà si ha nella solitudine; perché quando si è soli ci si manifesta al di fuori dagli schemi, giusti o sbagliati, che il mondo, o meglio la società, così come l’abbiamo costruita, ci impone; nella solitudine, non recitiamo su nessun palcoscenico della vita ma siamo solo noi stessi.
Da pagina 143:
<< Quando nei diversi sistemi di cui facciamo parte 
si raggiunge l’armonia,
il nostro essere si riempie di compiutezza
e nasce dentro di noi una particolare dolcezza interiore. >>.
Il fulcro dell’intero discorso/monologo, sta nell’arrivare ad un concetto di Libertà che attraversa tre fasi:
“Libertà da” ovvero liberazione dagli altri.
“Libertà per” ovvero consapevolezza della Libertà dagli altri per poi giungere ad una realtà maggiore di sé.
“Libertà da, di nuovo, che io chiamo “Libertà da 2.0”, ovvero l’essenza ultima, la Libertà da se stessi.
Sono tre passaggi, i primi due sembrano abbastanza praticabili, il terzo, a me, sembra molto molto complicato, s’inizia davvero a chiamare in causa Freud ( non citato nel testo)  e Jung (citato pag. 21-71-103).
Da pagina 93:
<< Si diventa veramente liberi quando ci si libera dai fantasmi della mente;
quando si mette a tacere l’ego con le sue pretese e le sue paure
e si apre la mente all’aria pulita della realtà;
quando si depone il desiderio di autoaffermazione
e ci si accinge a servire il mistero dentro cui siamo capitati nascendo.
Si tratta di cambiare. >>.
Per vivere la Libertà o in Libertà si deve provare a conquistare un'autentica, e non so quanto praticabile nella vita reale, trasformazione di se stessi e del proprio modo d’agire e di pensare ma principalmente avere il desiderio, la forza e il coraggio di sopportare, subire e, perché no! Goderne le conseguenze. L.Ch.

Nella mia scala gradimento libri, da 1 a 5 il mio voto è un 2 e mezzo. 📘📗📖🕮🕮
 
TRAMA
Il Coraggio Di Essere Liberi
di VITO MANCUSO
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Siamo al mondo per diventare liberi. Esiste veramente la libertà? E, se esiste, dov'è? Com'è? Come definirla? Se invece non esiste, perché tutti ne parlano, la ricercano, la pretendono?
In questo libro, Vito Mancuso affronta la questione in modo concreto, interrogandosi non tanto sulla libertà come concetto, quanto sull'essere liberi come condizione dell'esistenza reale. La domanda più importante qui non è: «Esiste la libertà?», quanto piuttosto: «Tu ti ritieni libero? E se non ti ritieni tale, lo vuoi diventare? Hai, vuoi avere, il coraggio di essere libero?». Per essere liberi, infatti, ci vuole coraggio. Guardando al mondo e agli esseri umani, quello che appare è uno sterminato palcoscenico su cui tutti si esibiscono indossando le diverse maschere imposte dall'esistenza, ma ognuno di noi, soprattutto in quei momenti in cui è solo con se stesso, sperimenta anche l'acuta sensazione di essere qualcosa di assolutamente differente e separato da tutto il resto, qualcosa di unico. La scintilla della libertà nasce da questa consapevolezza, per sostenere la quale è necessario però il coraggio: il coraggio di sottrarsi al pensiero dominante e scoprire nuovi valori in cui credere; il coraggio di scrollarsi di dosso le convenzioni che ci soffocano e costruire un rapporto autentico con gli altri e con se stessi; il coraggio di essere liberi per diventare veramente chi siamo.
 
Editore: ‎Garzanti (8 aprile 2021)
Prima Edizione: 20 ottobre 2016
Lingua: ‎Italiano
Copertina flessibile: ‎160 pagine
ISBN-10: ‎ 8811818699  - ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8811818694
Dimensioni: ‎ 13.5 x 1.3 x 20.8 cm
Generi – Etichette: Filosofia  Saggi Monologhi
 
CENNI SULLA VITA di:
VITO MANCUSO
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Vito Mancuso 1962, Carate Brianza; Teologo italiano, docente di Teologia moderna e contemporanea presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Al centro del suo lavoro sta la costruzione di una teologia laica, nel senso di un rigoroso discorso su Dio, tale da poter sussistere di fronte alla filosofia e alla scienza.
Mancuso è al centro di aspre polemiche per la presunta incompatibilità di alcune sue tesi con il nucleo teologico-dogmatico tradizionale della fede cristiana. Mancuso si è pronunciato a favore della contraccezione "per prevenire la tragedia dell'aborto". Ha pubblicato, tra gli altri, Il dolore innocente (2002), Per amore (2005), L'anima e il suo destino (2007), La vita autentica (2009), Obbedienz4a e libertà (2012). Insieme a Corrado Augias ha scritto Disputa su Dio e dintorni (2009), e insieme a Eugenio Scalfari Conversazioni con Carlo Maria Martini (2012). Il suo pensiero è oggetto di una monografia uscita in Germania nel 2011 (Essential of Catholic bRadicalism. An Introduction to the Lay of Theology of Vito Mancuso). Per Garzanti ha pubblicato Io e Dio. Una guida per perplessi (2011), Il principio passione (2013), Io amo. Piccola filosofia dell'amore (2014), Questa vita (2015), Dio e il suo destino (2015), Il coraggio di essere liberi (2016) e Il bisogno di pensare (2017). Assieme ad Elido Fazi è direttore della collana dedicata a un'interpretazione laica della spiritualità pubblicata da Fazi, Campo dei fiori. Dal 2009 collabora con la «Repubblica».
Con Garzanti ha pubblicato La forza di essere migliori (2019), Il coraggio e la paura (2020), I quattro maestri (2020) e A proposito del senso della vita (2021).
Con Garzanti ha pubblicato La forza di essere migliori (2019), Il coraggio e la paura (2020), I quattro maestri (2020) e A proposito del senso della vita (2021).
 
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martedì 26 ottobre 2021

Stefano Bellagarda - Disuguaglianza e Povertà in Europa

Stefano Bellagarda

Disuguaglianza e Povertà 

in Europa

Recensione - Opinione di

Luigia Chianese Books Review Blogger

Blog Libri e Opinioni @LibrieOpinioni

Mugnano di Napoli (Na) 

15.10.2021

 

Il linguaggio della Burocrata Comunità Europea che muove i nostri soldi, questo linguaggio, spesso vissuto come duro, freddo e poco comprensibile, viene spiegato con chiarezza e facilità dall’autore, Stefano Bellagarda, e ci permette di avere quei piccolissimi strumenti per comprendere le dinamiche che stanno governando, da diversi decenni, la nostra vita di Europei. Quali sono i benefici, quali sono i costi che ci aspettano nel prossimo futuro? Come funzionerà l’Europa? Ma soprattutto come gestiremo la Povertà dilagante che si sta insinuando in Europa?

La Povertà e le Disuguaglianze sono i temi centrali di questo piccolo saggio.

Quelle di sopra sono solo alcune delle domande che ci si pone leggendo il libro e la domanda principale che sorge in me è: che valore avrà il singolo individuo?

Non abbiamo una vera e propria risposta, ma un punto di partenza per discutere e riflettere.

Ciò che veramente viene da chiedersi, però, dopo aver letto questo saggio, è se l’Europa, delle Persone, dei Burocrati e della Finanza, o meglio se Noi, saremo capaci di diventare un Modello Positivo da imitare per costruire una Comunità Globale di grandi “Valori Umani Condivisi” pur mantenendo le singole peculiari caratteristiche nazionali. Forse sì? Il saggio è scritto con estrema lucidità e chiarezza e questo è importante per raggiungere più persone possibili perché in questo periodo storico, di quasi fine crisi pandemica, più che mai, dobbiamo rispondere con coraggio alle nuove sfide che il presente c’impone, quindi è indispensabile capire e discutere su dove ci troviamo e cosa miriamo a raggiungere.

L’accento, in questo saggio, su questa Unione Europea, ha un punto di partenza: la Povertà! Quella che stiamo vivendo è una Povertà che lascia gli individui molto soli con l’incapacità di guardare al proprio futuro, quasi spaventati dalla continua incertezza lavorativa.

Problema che, però, colpisce anche le classi sociali già meno fortunate che si sentono spinte sempre più in basso, in particolare i disabili, gli anziani e coloro che hanno un’altro tipo di Povertà, non solo economica, ma quella delle scarse capacità e possibilità tecnologiche.

Il nostro autore, il dott. Stefano Bellagarda, però ci prospetta anche due possibili soluzioni: l’Intervento Pubblico e la Cooperazione Privata che potrebbero spingere l’Unione Europea e gli Europei in avanti. Queste due azioni potrebbero farci passare da una Povertà, fino ad ora gestita solo tramite il denaro, ovvero in maniera selettiva e categoriale, da pagina 8:

<< ... basate su un approccio riparativo-assistenziale che richiama alla mente

 più una dimensione di controllo sociale  e di ordine pubblico

che di rimozione di uno stato di sofferenza.>>. …

<< … una cultura basata sul sostegno al reddito tramite prestazioni economiche

( spesso di entità irrisoria o quantomeno non risolutiva)>>.

Ad una Vera Lotta alla Povertà che ci porti a costruire … da pagina 9:

<<  … a promuovere e a sviluppare le capacità degli individui.>>.

Il saggio è strutturato in modo semplice e facile da seguire e sono tre le parti principali:


Nella prima parte, vengono definiti i concetti di Povertà. I concetti al plurale; perché la Povertà ha molte sfaccettature con approcci unidimensionali e multidimensionali; abbiamo la Povertà Assoluta, la Povertà Relativa, la Povertà Soggettiva, la Povertà come Esclusione Sociale e come Emarginazione, l’Impoverimento vero e proprio, nuovi tipi di Povertà ovvero quella dei Bambini, delle Giovani Coppie, degli Anziani soli, dei Genitori singol e chissà quante altre.


Nella seconda parte del testo ci si concentra più sulla Disuguaglianza che dilaga nell’Unione Europea, che non è molto dissimile a quella che vi è in USA.  

L’autore, infatti, arriva a una conclusione in cui dice, da pagina 51:

<< … piuttosto che cercare di costruire l’ Europa (o come altro si vuol dire)

sulla base di un’inesistente identità comune, sarebbe stato preferibile

cercare di farlo  in base ai vantaggi che essa avrebbe potuto assicurare.

E tra i vantaggi da discutere quello della risoluzione delle diseguaglianze

avrebbe dovuto occupare uno dei primi posti soprattutto se l’ espressione

“modello sociale europeo” ha un significato. >> .

Vantaggi per tutti! Questo il tema principale su cui soffermarsi a discutere mentre osserviamo, viviamo e parliamo di Povertà e Diseguaglianza nell’ Unione Europea.


Nella terza parte intitolata “Politiche e Canali di Intervento”. Per la Povertà si parte dall’ Articolo 3 della nostra Carta Costituzionale che dice : << Tutti i cittadini hanno pari dignità … Compito della Repubblica e di rimuovere gli ostacoli … con particolare riguardo alle famiglie numerose. >>.  

Il  problema però nasce dalla consapevolezza che spesso i poveri sono considerati un problema per la società, un fastidio vero e proprio invece dovrebbero essere una risorsa; una risorsa che dovrebbe spingere le Istituzioni e i Governi a generare politiche per migliorare incessantemente, continuamente e ripetutamente la vita di tutti.  A questo risponde anche l’Unione Europea che affianca gli Stati Membri nelle Politiche Sociali ed Economiche nella Lotta alla Povertà e all’Esclusione Sociale.

L’Unione Europa propone e dispone, invero, un Partenariato tra Stati, Ong, Autorità Nazionali, Regionali e Locali per lo Sviluppo in molteplici ambiti: Occupazione, Accesso ai Servizi Essenziali e Sociali, Istruzione e Gioventù, Integrazione Economica e Sociale degli Immigrati, Lotte a tutte le Discriminazioni, Accesso alle Tecnologie dell’ Informazione e della Comunicazione, ai Servizi di Rete, ai servizi Finanziari ed Energetici, ed anche in Investimenti per la Creazione di Posti di Lavoro e delle relative Infrastrutture. Un abbraccio a tutto tondo che Noi Europei dobbiamo alimentare e utilizzare al meglio.

Per le Disuguaglianze, invece, in questa terza parte del saggio, si affronta il problema da due fronti: quello delle Pari Opportunità e quello della Disparità di Reddito. Queste sono le due cause centrali che creano maggiore diseguaglianza.

Tra le soluzioni vi sono quelle d’investire sul Capitale Umano e la sua Formazione, Promuovere una maggiore Mobilità e Stimolare l’Innovazione; queste sembrano essere le soluzioni più idonee. Ed, ovviamente, la Ridistribuzione del Reddito applicando un sistema fiscale che possa far conciliare le diverse esigenze dei diversi Paesi Membri. Esistono infatti Paesi che hanno un sistema fiscale in cui applicano un’aliquota unica rispetto ad altri che ne applicano una progressiva. Praticamente la tassazione deve diventare socialmente equa.


In conclusione tutto potrebbe essere possibile e fattibile perché l’Unione Europea o meglio gli Europei hanno le potenzialità, nelle loro differenze, per creare uno Sviluppo Omogeneo e Sostenibile che includa veramente tutti; ma lo stiamo facendo?

Consiglio di leggere questo breve saggio di Stefano Bellagarda, sono appena 120 pagine che possono portate tutti ad una buona riflessione sull’argomento. L.Ch.

Il mio voto da 1 a 5 libri è un 3 libri. 📚📚📚🕮🕮

 

TRAMA

Disuguaglianza e Povertà in Europa

Di STEFANO BELLAGARDA

Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Deficit, PIL, austerity, PPA, Global inequality. È senz'altro complesso cercare di orientarsi all'interno di questo lessico tanto ricco quanto ai più sconosciuto e che però - lingua della finanza e quindi lingua che ci riguarda, lingua viva del nostro lavoro - oggi più cha mai è doveroso conoscere, quantomeno a grandi linee, affinché il cittadino europeo possa riuscire non solo a navigare nel mare magnum delle informazioni il più delle volte apocalittiche dell'economia nostrana, ma soprattutto a capire perché la sua condizione economica sia tale e in ragione di quale precisa politica europea. Un saggio attraverso le parole della finanza e quindi le scelte e le crisi dell'ultimo decennio, alla ricerca di uno spazio da conoscere e conquistare: il gap tra ricchi e poveri della grande forbice europea.


Autore: Stefano Bellagarda
Editore ‏: ‎ Gruppo Albatros Il Filo (31 maggio 2019)
Lingua : ‎ Italiano
Lunghezza stampa ‏ : ‎ 87 pagine


CENNI SULLA VITA di:

Stefano Bellagarda

Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Bellagarda Stefano nato ad Avigliana (TO) il 25 settembre 1986, ha 35 anni e vive a Torino. È laureato in Economia con specializzazione in Finanza con una tesi sulla povertà e ha conseguito un Master in Trading and investment presso l’Alta Scuola Finanza di Torino. Ha avuto varie esperienze lavorative dal 2010 fino ad oggi, iniziando al sua carriera lavorativa (iscritto all’albo dei promotori finanziari all’età di 19 anni) con suo padre, che purtroppo è venuto a mancare nel 2010 per una brutta malattia. Oggi lavora presso CNH industrial-Iveco nella Tesoreria di Torino dal 2017 ed è sposato con Pamela, una ragazza in carrozzina per via della Spinabifida. Ha scritto e scrive per diverse testate giornalistiche online sulla situazione dell’Unione Europea e sulle relazioni che essa ha con il resto del mondo. È appassionato di economia, politica e finanza dell’Unione europea e ha ottenuto un’altra laurea in scienze politiche internazionali profilo studi europei all’università di Torino. Ha preso un altro master in Risk Management presso L’università Telematica Guglielmo Marconi. Sta studiando per ottenere un dottorato in Relazioni internazionali e istituzioni europee presso l’Università telematica Unifirenze. Ha scritto due libri-saggi economico/politici: il primo si intitola “L’Europa come modello di crescita, innovazione e sostenibilità” edito Kimerik, il secondo “Disuguaglianza e povertà in Europa” edito Albatros Il Filo. Ha partecipato a diversi concorsi letterari ottenendo la menzione d’onore al XVI Premio di Arti letterarie Metropoli di Torino il 26/10/2019, vincendo il contest 30 idee per i prossimi trent’anni di Egea Editore con pubblicazione dell’elaborato l’inedito “L’Europa che vorrei” a Febbraio 2019, aggiudicandosi la menzione speciale al Premio Wilde Concorso letterario Europeo a Febbraio 2020, IV edizione 2019 concorso letteratura, menzione al merito al IV Premio Letterario Internazionale Maria Cumani Quasimodo 2020 con Disuguaglianza e povertà in Europa, vincitore del BOOKS FOR PEACE PRIZE 2020 nella sezione saggistica “Disabilità e persone” con il libro Disuguaglianza e povertà in Europa e Finalista alla VII edizione del Premio letterario internazionale Città di Como 2020 sempre con disuguaglianza e povertà in Europa.


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martedì 25 maggio 2021

STEPHEN KING - GUNS - Contro Le Armi

 STEPHEN KING
GUNS
Contro Le Armi
 
Recensione – Opinione di
Mugnano di Napoli
Martedì 18 - maggio – 2021
 
Andiamo diritti al punto di questo brevissimo saggio di King: è contro le armi. Ciò, però, che si nota di più, secondo me, è il concetto di doppia morale. Deliziosa la doppia morale, quella che applichiamo tutti i giorni a noi stessi e agli altri per giustificare tante cose. Il dolce vivere di contraddizioni. Ovvero accettare un principio ma anche il suo contrario, consciamente o inconsciamente.
In questo caso la doppia morale è questa:
Fatto: Il possesso di armi da fuoco, è sbagliato, in particolare le armi d’assalto, sono causa di morti, non solo in Usa, sono un danno, perché possono e riescono a offendere mortalmente, con estrema facilita e velocità.
Fatto: Il possesso di armi, è giusto, poiché servono per la legittima difesa (negli USA è più che consentito), ogni cittadino ha diritto di difendersi e difendere la propria famiglia, casa, proprietà e Nazione con ogni mezzo disponibile. (Sancito nel 2° Emendamento della Costituzione Americana).
Questi sono fatti, su cui si può discutere all’infinito perché entrambe sono posizioni valide, e per molti sono giuste entrambe. Sono fatti, allora ciò che deve cambiare è la concezione di difesa e autodifesa che vanno misurati, studiati, adeguati, per farla breve, proporzionati alla situazione.
<< Quanti ancora devono morire,
prima che si possa abbandonare
questi giocattoli pericolosi?>>.

Questa è la prima frase che si legge sulla copertina interna di questo libricino, appena lo apriamo. Meditiamo!
King ci mette di fronte a questa scelta, a questo cambiamento. Lui stesso si dichiara possessore di ben tre armi da fuoco, ma il punto è:  avere un intero arsenale in casa è giusto? È giusto possedere armi d’assalto che ucciderebbero un elefante con un sol colpo? È questa la legittima difesa? Questo è il tema su cui Stephen king vuole farci riflettere!


Parliamo della stampa di questo testo, perché ha suscitato scalpore. 
Codesto libricino è alquanto singolare perché questa edizione, in nero di 112 pagine, dalle dimensioni irregolari di 10.5 x 1.1 x 21 cm, con bordo basso angolato, è una riedizione fatta stampare in Italia, precisamente per una piccola libreria/stamperia di quartiere, un quartiere che ha una pessima reputazione ma che da anni sta vivendo una grande rinascita: Scampia in Napoli.
Una piccola precisazione, però, va fatta: sul davanti vi è scritto: Marotta&Cafiero Editori S.r.l. presso “La Scugnizzeria” via Circum.na Esterna 20/a – 80017 – Melito di Napoli etc. etc. … (Stampato in accordo con l’ autore c/o The Lott Agency, ltd, grazie al contributo della Regione Campania) ma sul retro abbiamo anche altro ovvero il luogo, che è precisamente dove io vivo, che cita: Stampato e allestito a Km zero a Mugnano di Napoli, in aprile 2021  a cura di Legatoria Salvatore Tonti; per me è realmente a km zero perché io qui ci abito. Una cosa è certa è stato realizzato in Italia in Campania tra Napoli e provincia.
Se volessimo, però, rasentare la precisione assoluta dovremmo dire che la prima pubblicazione di Guns è stata tra il 2012 e il 25 gennaio 2013 in USA quando Stephen King decise di scrivere un saggio sul tema della violenza armata. Lo scrisse dopo le riprese della Sandy Hook Elementary School, spiegando perché lasciò andare il romanzo Rage e The Bachman Books, l'omnibus in cui appariva anche Rage.
 

Ora torniamo al libro.
Non possiamo non notare, nell’edizione italiana, Made with 💓 in Scampia, le infografie, nel libro chiamate Crediti, dalla copertina alla sua quarta fino all’interno del libricino, sono da per tutto. Tutte queste Infografie sono bianche su fondo nero, parole ed immagini, della Brady Campaign to Prevent Gun Violence; sono 8 in tutto e hanno dei titoli:
Armi – Macrovector
Bambini - Vecteezy
Silhouette – VectorGraphic
Mani - Starline
Orologio – Macrovector
Casa -  Vecteezy
Teschi – Macrovector
Stephen King - Maja Hitij/Alamy
Sono suggestivi, artistici ma soprattutto arrivano subito al punto! Le armi sono molto pericolose!
 
Prima di passare alla recensione, degno di nota, secondo i miei gusti estetici, è anche il mini riassunto della vita e delle opere del maestro del Horror e del Thriller a cui sono dedicate due paginette.
Abbiamo, infatti, sul retro, in primo piano, un tondo del suo volto, familiare per i suoi fan , e, sotto il volto di Stephen King, uno dei suoi più memorabili aforismi:

“I mostri sono reali, 
anche i fantasmi lo sono.
Vivono dentro di noi e, 
talvolta, vincono.”

Ancora più in basso troviamo, invece, una vera e propria "scheda segnaletica verticale" dell’autore con: Nome, Cognome, Data di nascita, Luogo di nascita, Stato, Premi selezionati, (solo tre: Bram Stoker Award – Premio Hugo – National Book Award) e Opere selezionate (precisamente cinque: It – Il Miglio Verde – Shining  - Misery – L’ Ombra dello Scorpione) e nella seconda pagina, infine, 19 righi che riassumono la sua vita.

Arriviamo alla parte succosa!
I capitoli sono 9:
il nono è la lista dei succitati crediti/infografie; 
l’ottavo composto, solo da due pagine, contiene la biografia e, con il suo precedente capitolo, condivide l’ infografia "Teschi"; 
il settimo, di una sola mezza pagina, ovvero l’epilogo, è quasi una nuvola di speranza senza mai dimenticare la realtà.
 
Il breve saggio, quindi, si snoda, soltanto, dal primo al sesto capitolo.
 

Capitolo 1 – La Dinamica – Infografia – Armi.
È un capitolo composto di ben 22 punti che riassumono in modo circolare e telegrafico ciò che accade quando ci troviamo di fronte ad una stage commessa, da persone civili,  con armi d’ assalto. 
Chi viene veramente ricordato? 
La risposta di King è: L’ assassino e l’ arma, i morti, dopo un po', entrano in secondo piano!  
Riflettiamo su cosa sia veramente importante!
 

Capitolo 2 – Ossessione – Infografia – Bambini.
In questo capitolo si parla di una scelta che il grande maestro dell’horror ha compiuto anni fa ovvero ritirare dal mercato un libro che aveva scritto in gioventù “Ossessione” sotto lo pseudonimo di Richard Bachman. Perché l’ha fatto? Come dirà più avanti, precisamente a pagina 98/99 di Guns:
<<Non ho ritirato Ossessione dal commercio
perché me lo imponeva la legge;
ero protetto dal Primo Emendamento,
e la legge non avrebbe potuto impormelo.
L’ho ritirato perché a mio avviso poteva ferire qualcuno, 
e questo ha richiesto che agissi responsabilmente.>>. 
King è rimasto molto scosso, e lo dice proprio in questo secondo capitolo, dal fatto che alcuni ragazzi/adolescenti, che hanno commesso stragi, si siano ispirati anche a "Ossessione". Da pagina 35 di questo secondo capitolo:
<<Gli adulti non si scordano degli errori
e delle vergogne della loro infanzia,
ma quei sentimenti tendono
a perdere la loro immediatezza. >>.
In pratica, spiega King, le emozioni, le ossessioni e le paure rivelate nel racconto ritirato dal Maestro, hanno influenzato, anche se in minima parte, le menti di ragazzi liceali, troppo facili da condizionare e lasciati, forse, troppo soli dagli adulti e dalla comunità durante il processo di crescita e socializzazione.

Capitolo 3 – Ubriaconi In Una Bettola – Infografia – Orologio.
Cosa che non posso notare in questo capitolo è “l’incazzatura” dell’autore che trasuda da un linguaggio netto, diretto e sporco; da Pagina 46:
<< Nessuno ascolta perché tutti sono troppo
impegnati a pensare a cosa diranno dopo,
per dimostrare inequivocabilmente che
dalla bocca dell’ interlocutore esce solo merda.>>.
Un capitolo “irritato” dalla precisa e reale convinzione, che è poi la realtà dei fatti, che o siano Democratici o Repubblicani, di destra o di sinistra o non politicamente schierati, o che siano  giornalisti o  trasmissioni televisive dedicate, quando si tratta del tema delle armi da fuoco si ciarla all’infinito ma nella sostanza non si conclude mai nulla di significativo anche perché la pressione delle lobby delle armi da fuoco è immensa, pressante e continua. E qui King accusa spesso alla NRA che sarebbe la National Rifle Association. 
(Associazione a favore dei possessori di arma da fuoco). King, per lo meno, propone una piccola soluzione che troviamo a pagina 48:
<<Il meglio che possiamo fare per la violenza con le armi da fuoco
è imporre pene detentive rigide e obbligatorie
per coloro che usano le armi o le possiedono senza autorizzazione.>>.
 
Capitolo 4 – Cultura Della Violenza – Infografia – Dollari.
Questo è uno dei capitoli più importanti secondo me in quanto King si scaglia contro la costante asserzione che afferma che in USA esiste una “Cultura della Violenza” ed è questa cultura che uccide non le armi. 
Per spiegare ciò, a pagina 55, parte da una citazione di George Orwell del 1984:
<<Se ripeti qualcosa abbastanza spesso, 
sarà accettato come verità.>>.
Per Stephen King questa piccola verità, o meglio scusa, utilizzata, principalmente, dai signori delle armi da fuoco (NRA), non corrisponde alla realtà. Da pagina 56:
<<Fatemelo dire in tutta franchezza:
l’ idea che l’ America sia invischiata
in una cultura della violenza è una stronzata.
L’ America è immersa, semmai, nel culto dei Kardashian.>>.
Il capitolo prosegue con tanti piccoli esempi che rigettano la teoria della Cultura della Violenza in USA.

Capitolo 5 – Dalle Mie Gelide Mani Morte – Infografie – Casa e Silhouette.
Il mio capitolo preferito, quello della doppia morale, di cui vi parlavo sopra; Ciò che io chiamo il dolce vivere di contraddizioni. Questa espressione “Dalle mie gelide mani morte“  la ritroviamo, come ci riporta King nel piccolo saggio, come slogan sui paraurti delle auto e non solo e tale motto citato per intero dice:

<<Prenderete la mia pistola
quando la strapperete 
dalle mie gelide mani.>>.
In questo capitolo King si scaglia contro l’eccessiva e sproporzionata potenza di fuoco concessa, quasi, ad ogni singolo Americano. Armi d’assalto e da guerra, degne di veri e propri conflitti. TEC-9; Glock 19 – AR-15; M16; Fucili calibro 223; Pistole calibro 22, 40, 45; Bushmaster etc.. Atti, non a fermare o dissuadere, ma letteralmente a disintegrare gruppi di persone con una potenza di fuoco oltre ogni misura. King si chiede se realmente gli Americani abbiano la necessità, per
difendersi e difendere la propria famiglia, casa e proprietà, di tutto questo arsenale e se realmente siano in grado di utilizzarlo. Citazione da questo capitolo a pagina 77:

<<Gli omicidi accidentali,
sono solo parte del prezzo
che paghiamo per la libertà … >>.
 
Capitolo 6 – Nessuna Soluzione – Misure Ragionevoli – Infografia – Mani.
Capitolo conclusivo che presenta, con piccole ma efficaci argomentazioni, quelle che secondo Stephen King potrebbero essere le tre regole che si potrebbero o dovrebbero adottare per il possesso e l’utilizzo  delle armi da fuoco.
Regola 1 a pagina 90: 
Controllo completo e generale dei precedenti.
Regola 2 a pagina 94:
Vietare la vendita di caricatori con una capacità superiore a dieci colpi.
Regola 3 a pagina 95: 
Vietare la vendita di armi d’ assalto come il Bushmaster e l’ Ar-15.
 


Fine! Il piccolo saggio di King è bellissimo! Gradevole da un punto di vista estetico, azzarderei nel definirlo scenografico, e, se pur brevissimo, è adeguato nel contenuto perché centra in pieno il punto: Armi da fuoco? Parliamone efficacemente! L.Ch.
Voto da 1 a 5 libri: 5 📚📚📚📚📚
 
TRAMA
GUNS
DI STEPHEN KING
Ripresa da internet e/o  dalla 4° di copertina:
Il più grande scrittore di thriller e horror al mondo si schiera contro la violenza armata. Uno Stephen King inedito in Italia, che presta la sua penna al tema più controverso d’America: l’utilizzo smodato delle armi da fuoco. Questo libro, scritto subito dopo la strage alla Sandy Hook Elementary School in cui morirono 20 bambini, accende le luci su una situazione fuori controllo negli States. King provoca, discute, tenta di suggerire possibili e necessarie soluzioni. Uno scritto a cuore aperto contro la violenza e gli uomini dal grilletto facile. Con numerose infografiche tratte dalla Brady Campaign to Prevent Gun Violence.
Tradotto dall'inglese -"Guns" è un saggio scritto da Stephen King sul tema della violenza armata. Lo scrisse dopo le riprese della Sandy Hook Elementary School, spiegando perché lasciò andare il romanzo Rage e The Bachman Books, l'omnibus in cui appariva anche Rage.

Prima Pubblicazione: 25 gennaio 2013
Editore : Marotta e Cafiero - 4 maggio 2021 - Made in Scampia – Napoli – Italia 
Lingua : Italiano
Copertina Rigida : 112 pagine 
Dimensioni : 10.5 x 1.1 x 21 cm
Etichetta: Saggi –  Stephen King
CENNI SULLA VITA di:
STEPHEN KING
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Stephen King è nato a Portland il 21 settembre 1947;
è uno scrittore e sceneggiatore statunitense, uno dei più celebri autori di letteratura fantastica, in particolare horror e gialli, del XX e XXI secolo. Vive e lavora nel Main con la moglie Tabitha e la figlia Naomi.  Da più di 40 anni le sue storie sono best seller incredibili Scrittore prolifico, nel corso della sua carriera, iniziata nel 1974 con Carrie, ha pubblicato oltre ottanta opere, anche con lo pseudonimo di Richard Bachman; fra romanzi e antologie di racconti, entrate regolarmente nella classifica dei best seller, vendendo complessivamente più di 500 milioni di copie in tutto il mondo, le sue opere hanno ispirato famosi registi come  Stanley Kubrick, John Carpenter, Brian De Palma, J. J. Abrams, David Cronenberg, Rob Reiner, Lawrence Kasdan, Frank Darabont, Taylor Hackford e George A. Romero. Pochi autori letterari, a parte William Shakespeare,  Agatha Christie e Arthur Conan Doyle, hanno ottenuto un numero paragonabile di adattamenti. Buona parte dei suoi racconti ha avuto trasposizioni cinematografiche o televisive, tra cui Shining, Stand by me, Ricordo di un’estate, Le ali della libertà, Il miglio verde, solo per citarne alcuni. Tra le ultime serie tv famose abbiamo 22/11/’63. Stephen king oggi è molto seguito sui social media, ed è anche stato insignito dal presidente USA Barack Obama della National Medal of Arts. Nel 2018 ha ricevuto il PEN America Literary Service Adward.
 
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