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martedì 12 maggio 2020

SALVATORE CARANDENTE TARTAGLIA - LE APPARENZE La vita è una stagione enormemente sopravvalutata CONSIGLIO DI LETTURA


SALVATORE CARANDENTE TARTAGLIA

LE APPARENZE
La vita è una stagione 
enormemente sopravvalutata

CONSIGLIO DI LETTURA da
Mugnano di Napoli
06.06.2020
(NOTA: L'autore ha concesso file e permessi )

Questa Recensione è stata scritta e pubblicata da
GRANDE NAPOLI
Un'opera sconvolgente: un crocevia tra un testamento ed un viaggio, a tratti psichedelico, all'interno di una mente consapevole. Benché il titolo e la copertina del libro, suonino come un monito, si rimane davvero stupiti dalla sostanza "incontrata durante il viaggio". Una sostanza profonda, costellata di riflessioni e domande, mai di giudizi: se non per i mafiosi. Argomenti difficili anche solo da isolare nella mente di ognuno: figurarsi renderli a terzi: fede; spiritualità; amore; amicizia; consapevolezza, empatia ma anche vendetta e perdono: l'autore ci è riuscito con una naturalezza a tratti imbarazzante. Benché la trama del romanzo non abbia riscontro preciso rispetto alle vicende della vita dell'autore, appare lampante come le emozioni vissute da quest'ultimo,  siano il fil rouge indissolubile dell'opera: rabbia, tristezza, odio e soprattutto  paura: ma anche gioia nella fede, nell'amore e nell'amicizia. Il concetto dell'amicizia, dalla visione complessiva dell'opera, emerge estremamente profondo, alla stregua di quello della genitorialità: nonostante ciò la resa del concetto risulta spaventosamente naturale e credibile.
Nonostante sia un'opera di denuncia della Ndrangheta e delle parti deviate dello Stato, questa rimane un'opera d'amore. In calce al libro, nella descrizione dell'autore, ho trovato scritto: "In attesa di Enrico Quarto". Solo successivamente ho capito trattasi di un’ esemplificazione di quanto fin qui abbia cercato di rendere. Enrico Quarto sarà la ludoteca che l'autore aprirà, prossimamente, nel cuore di Gaeta. Lo ha dedicato a suo cugino/fraterno, Enrico Amelio, di Quarto, cofondatore del progetto e morto ucciso dalla camorra (come già accertato in sede giudiziaria) Si: questa è un'opera trasversale; un'opera obliqua, a tratti materica, che offre uno spaccato affidabile circa le sofferenze e le paure di un uomo impegnato: di un uomo "sporco di vita".
GRANDE NAPOLI

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TRAMA
LE APPARENZE
La vita è una stagione 
enormemente sopravvalutata
Salvatore Carandente Tartaglia

Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Le apparenze possono ingannare; e ciò che sicuramente non fanno, è darci una visione approfondita di quanto al nostro esame. Ciò non vuol dire che le valutazioni basate sulle apparenze siano, di per sé, sbagliate; devono solo essere supportate dalla consapevolezza che sono superficiali (da non intendere, in tal caso, in senso negativo), ovvero maturate da una visione esterna, dalla visione della sola "scorza". È inevitabile che l'uomo si faccia un'idea su una persona incontrata per la prima volta, basata sul modo di parlare, linguaggio del corpo, abito, auto ecc.; a volte avviene in un attimo. Le apparenze sono tutte intorno a noi e ci sollecitano di continuo.

(NOTA: L'autore ha concesso file e permessi )

SINOSSI
LE APPARENZE
La vita è una stagione 
enormemente sopravvalutata
Salvatore Carandente Tartaglia
(Meravigliosa non potevo non pubblicarla)

Gentilmente Inviatami dall’ autore con il permesso di pubblicarla:
Le valutazioni basate sull’apparenze non sono, di per sé, sbagliate. Necessitano però la consapevolezza della superficialità: cosa che non va intesa in senso negativo. Vuol dire solo che, esse valutazioni, sono scaturite da una visione esclusivamente esterna; della sola “scorza”. Rispetto alle apparenze si viaggia nel campo della legittimità. Per il merito invece, necessitano migliaia di altre “conoscenze”. In caso contrario si correrebbe il distruttivo rischio di confondere una verità relativa con un’assoluta. Troppo spesso rimuginiamo sul passato o ci proiettiamo a capofitto nel futuro. Troppo spesso viviamo nella nostra testa, quando invece dovremmo fare esperienza diretta del mondo. Qui ed ora. La consapevolezza di ciò è l’unico modo per evitare di essere attratti dal potentissimo vortice del confronto e del giudizio. È l’unico modo per evitare di considerare assolute cose assolutamente relative. La conoscenza è un percorso impegnativo che tira dritto verso l’umiltà FOTO PADRE PINO PUGLISI  (POSSIBILMENTE – IN MANCANZA NOME): quest’uomo, della sua vita, non ha sprecato niente; nemmeno la morte. L’empatia è straordinaria capacità di stare dentro la vita, quant’anche vi sia dolore. Occorre compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perché è in ciò che sta l’essenza della dignità umana” (John Fitzgerald Kennedy). È difficile essere curiosi ed infelici allo stesso tempo. So di non sapere” (Socrate): è l’intuizione faro di uomini straordinariamente illuminati: “Io vo dattorno ricercando e investigando secondo la parola del Dio se ci sia alcuno tra i cittadini e fra gli stranieri che io possa ritenere sapiente; e poiché sembrami non ci sia nessuno, io vengo così in aiuto al Dio dimostrando che sapiente non esiste nessuno” (Platone). Bisogna, con umiltà, accettare l’idea che il progetto su di noi ci sovrasta sempre ed è sempre avanti” (Padre Pino Puglisi). Nostro Signore ha strutturato l’Universo affinché non si possano avere tutte le risposte, proprio perché in questa continua ricerca risiede il fine dell’essere umano consapevole. La continua espansione dell’Universo, a velocità probabilmente superiore a quella della luce, sembra corollario affidabile di tale postulato. In profondità i dubbi e le domande aumentano in maniera proporzionale. Nella Bibbia è scritto chiaramente: “Dio manda gli stolti per confondere i sapienti”. Vuol dire che siamo destinati all’approfondimento continuo, affinché ci si tenga sempre in “allenamento”. E’ proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva” (Robin Williams). Ci si può gratificare grazie all’incontro con quello che Padre Puglisi ha definito “l’intuito”. La scintilla; una scintilla d’inizio, mai di una fine. Agendo nel giusto, impegnandosi a migliorare, si riceve in dono da Dio conoscenze che nemmeno si credeva potessero esistere. Le nostre caratteristiche, positive o negative che siano, nulla hanno a che fare con i nostri meriti e demeriti; questi, invece, dipendano da cosa ce ne facciamo di tali caratteristiche: quanto siamo disposti ad impegnarci per limare i difetti e cosa siamo disposti a fare per onorare le nostre personali vocazioni. Dipendono, cioè, da ogni singola decisione presa nella nostra vita; partendo da quelle apparentemente meno importanti (come quella di donare o meno un sorriso). Siamo nati per l’amore”. Il principio per cui esso farebbe girare il mondo ha un fondamento consistente; l’amore ci ispira, ci stupisce, ci fortifica, c’insegna: a preoccuparci della sofferenza altrui, a saper perdonare, a comprendere gli errori degli altri. “Amore è apertura esistenziale alla trascendenza” (Padre Pino Puglisi). Le conoscenze, ci permettono di sviluppare l’empatia e non farci attirare dal vortice, tanto ben organizzato dal nostro cervello, del confronto e del giudizio. Albert Einstein, ha detto che le uniche cose infinite sono l’Universo e la stupidità umana, ammettendo poi che dell’Universo non ne era certo; ma ha anche detto che gli esseri umani sono capaci di innescare la “spirale positiva”. “Fra i tanti soprusi commessi dalle mafie vi è anche quello linguistico (Francesco Deliziosi) Potremmo stare a parlare per giorni di principi, senza scoprire, dell’altro quale religione abbia abbracciato. Dio le ha legittimate tutte; tanto è funzionale al Disegno: affinché si possa maturare la convinzione dei propri limiti e, in tal modo, navigare verso l’Infinito. Se non fosse solo una prova lampo, la vita, in essa, Dio, non avrebbe previsto la sofferenza. E, forse, se non avesse avuto bisogno di questa prova, la vita, nemmeno l’avrebbe creata”. Per gli uomini straordinari, il rischio di morte può essere serenamente accettato, certamente più di altri rischi, pur non empiricamente conosciuti. Che pure sentano essere qualcosa assomigliante alla sostanza. 


Qualcosa che potrebbe rappresentare la scriminante tra aver vissuto o aver sprecato. Chiunque non abbia mai sbagliato non avrà provato nulla di nuovo (Albert Einstein). “Basta che siete giovani perché vi ami tantissimo” (Don Giovanni Bosco). “Nessuna battaglia è troppo lunga e nessuna guerra è troppo difficile per non combatterla fini in fondo” (On.Le Pietro Grasso). La disciplina dell’arma, rispetto a persone come queste, tendenti al valore, manifesta tutti i suoi meriti. Tanto non possono nulla contro di noi, al massimo possono ucciderci (Joe Pistone). L’eternità è, al tempo stesso, il fine stesso della vita e l’unica cosa in grado di darle un senso. L’Universo, nella sua gamma infinita di colori, suoni, energie, costituisce un’armonia estasiante. È come se l’Universo fosse impegnato a comunicare a se stesso istantaneamente. Al di là di ogni logica di tempo e spazio. Foto Papa Francesco “Lui non è uno dei tanti; con Lui proprio non vi potete confondere. Lui è il degno rappresentante di Nostro Signore. Perché è il Papa? Mhh… no! Perché sta cambiando il mondo! Da solo! E, soprattutto, perché lo sta facendo seguendo fedelmente l’insegnamento”. La ndrangheta è una sorta di mostruoso animale giurassico che non si estingue, perché sono ancora in tanti a proteggerla, a tutelarla, a cercarla ed a legittimarla” (Nicola Gratteri). Il progetto è di concedere lo Spirito Santo a chi si sia veramente impegnato. Le caratteristiche che ognuno di noi ha, positive e negative e concesse con immensa sapienza, non hanno nulla a che vedere con i nostri meriti o demeriti. Questi dipendono da cosa ce ne facciamo di ogn’una di queste cose è incredibilmente interessante prendere atto come una persona, una persona sola, abbia in sé, tanta potenzialità. Ovvero come possa incidere fortemente nella vita di altri esseri viventi. Giudicando ci si sente gratificati per esclusione. Se c’è qualcuno che non abbia mai fatto errori allora vuol dire che non è umano e se saremo consapevoli di ciò sarà il nostro inconscio a ricordarcelo e sarà molto peggio. “Ogni volta avalliamo il male siamo stranieri noi stessi” (Padre Fabio). Padre Pino Puglisi: Quando avverti che un semplice uomo possa spostare le coscienze, avverti, inevitabile, la sensazione che, credendo, si possano veramente smuovere le montagne. Non saremo stati dei buoni genitori se non avremo amato ogni singolo bambino al mondo. I bambini sono doni straordinari concessici affinché li si promuove alla vita, nel mentre s’insegna a noi stessi: loro sono, insieme, l’essenza della vita e la misura di quanto voliamo. Essere amati ci rende forti, ma amare ci rende coraggiosi. Si Signore: se andiamo rischiamo di morire tutti; ma se non andiamo rischiamo molto, molto di più. Questo manipolo di uomini straordinari, la morte, sono pronti ad affrontarla a testa alta: con la fierezza del loro immenso rapporto. Questi uomini stanno facendo, semplicemente, ciò che va fatto: prendere o dare vita per gli uomini che li hanno salvati. Niente più e niente meno. Un uomo che cade offre la possibilità di tendergli una mano. Ineluttabilmente, nella vita, siamo talvolta “quello che cade”, talaltra “quello tende la mano”. In ogni caso possiamo sentire la possente forza edificante della dignità; dell’amore. Il Malgano, inizialmente, rimane fermo. Disorientato e stupito. Poi tradisce tutta la sua debolezza ed inconsistenza, proprie dei mafiosi, pur mascherate dalla capacità di compiere azioni forti. Piagnucolando dal dolore, grida: “Mi ha rotto il naso, mi ha rotto il naso ………….. brutto stronzo, sei morto”. Posto assurdo questo, dove il male ha preso il sopravvento in ogni parte della società, partendo da quelle più importanti. Posto dove nemmeno si pensa possa esserci un’altra possibilità. Ma non è un caso che dove vi sia tanto male, il bene, quello residuo, sia enormemente concentrato. Parlo di quelle persone veramente toste, quelle che onorano la vita, quelle che, guardandole, ti capita di capire perché, la vita stessa, esista ancora”. Bisogna essere disposti pure al sacrificio della vita per Evangelizzare contro la cultura della morte” (Papa Giovanni Paolo II). “Chiunque scandalizzerà uno solo di questi piccoli, gli conviene che gli venga appesa al collo una macina da mulino e sia gettato nel profondo del mare”. (Gesù). Essere soli è la disgrazia più grande alla qual possiamo andare incontro (Padre Pino PuglisiNel 2014 Papa Francesco ha scomunicato i mafiosi. “La mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine” (Giovanni Falcone). “Ogni anno vedendo quel mare di gente, quell’esercito silenzioso e pieno di speranza che vi commemora, me ne convinco ancora di più. Hai ragione, Giovanni: avrà una fine” (Pietro Grasso). La mafia mi ucciderà quando altri lo consentiranno” (Paolo Borsellino). La persona è immagine di Dio e Dio non disprezza la propria immagine. Trova sempre il modo di riscattarla” (Papa Francesco). Non c’è niente di nobile ad essere migliore di un altro; nobile è essere migliore di ieri” (Oscar Wilde). Niente e nessuno, al di fuori di noi, può dare significato alla nostra vita” (Fromm). Perché il Maestro è dentro: dentro il profondo di ognuno di noi” (S. Agostino). Quando la felicità non la vedi, cercala dentro” (Napoli). Ognuno di noi rappresenta solo una goccia nell’oceano: eppure senza gocce l’oceano non esisterebbe” (Madre Teresa di Calcutta) Se dovesse succedermi qualcosa di molto grave si ricordi questo incontro con il ministro Rognoni, perché a questo incontro è da collegare quanto di grave mi potrà accadere” (Pier Santi Mattarella). Legge La Torre: “E’ l’unico strumento giudiziario veramente efficace nelle mani della magistratura” (Nicola Gratteri). Boris Giuliano: “Il miglior poliziotto d’Italia” (Pietro Grasso). Ninni Cassarà ed i suoi uomini straordinari: allorquando chiedevano mezzi e risorse allo stato si sentivano rispondere che non c’erano fondi. All’epoca ministro dell’interno era un certo Oscar Luigi Scalfaro. Le indagini, le testimonianze, le ricostruzioni e le sentenze dei decenni successivi hanno accertato come, in quegli anni, si spartissero torte enormi. Io stesso ricordo come in prossimità delle elezioni per la composizione del parlamento, i candidati, almeno quelli più “in vista”, per numerose settimane organizzavano due ricevimenti al giorno in location esclusive; sfarzo, ostentazione, benessere indecente. E pure, per quegli uomini straordinari, non c’erano fondi nemmeno per comprare un binocolo! Dovettero fare una colletta per comprarne uno. Quando a Spatuzza, autore di centinaia di uccisioni e della strage di via D’Amelio, durante un esame teologico in carcere, gli venne chiesto quale fosse il delitto che lo aveva segnato di più, lui rispose quello di Padre Puglisi precisando che nulla aveva a che fare il fatto che fosse un prete. Inevitabilmente gli chiesero, quindi, quale fosse il motivo e lui rispose: “Perché nel mentre gli sparavo lui mi sorrideva; quando era in terra e la macchia di sangue si espandeva, lui mi sorrideva”. Li aveva perdonati. A Giovanni Falcone che sperava di avere, dal pur esaustivo e strutturato Tommaso Buscetta, anche i nomi dei politici, quest’ultimo gli rispose, in maniera concludente: “L’Italia non è pronta. Finiremmo al manicomio, io criminale e lei civile”!
(NOTA: L'autore ha concesso file e permessi )

CENNI SULLA VITA
Salvatore Carandente Tartaglia


Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Salvatore Carandente Tartaglia 45 anni. Sposato e con due figli. Proviene da una onesta famiglia di lavoratori. Napoletano di provincia. 
Ha iniziato gli studi presso il liceo classico Ettore Majorano; Anno di diploma 1994 a seguire con la facoltà di Giurisprudenza presso la Federico II di Napoli; (da note indiscrete laurea quasi imposta più che amata); Anno di laurea 2000. Avvocato per oltre 15 anni, anche gestore di stabilimento balneare, per ben quattro anni. 
Quest’ultima esperienza lavorativa l’ha amata molto, donandogli gioie e soddisfazioni, infatti è in procinto di aprire un locale a Gaeta che dedicherà al suo amato cugino che non c’è più, Enrico che era originario, come l’ autore, della città di Quarto: ha già registrato il marchio “Enrico Quarto”.
Tra le sue passioni? Fare lo scrittore.



Trtli
SALVATORE CARANDENTE TARTAGLIA
LE APPARENZE
La vita è una stagione 
enormemente sopravvalutata



(NOTA: L'autore ha concesso file e permessi )

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sabato 9 marzo 2019

Angela Mallardo Giancarlo Siani - il bimbo che vivrà per sempre


Angela Mallardo

Giancarlo Siani - il bambino che vivrà per sempre

Recensione – Opinione - Presentazione
di Luigia Chianese
Mugnano di Napoli
09 marzo 2019 Sabato
  
Brano tratto dal film Fortapàsc, regia di Marco Risi, Italia 2009

<<La criminalità, la corruzione non si combattono solo con i carabinieri.  Le persone per scegliere devono sapere, devono conoscere i fatti. E allora quello che un giornalista “giornalista” dovrebbe fare, è questo: informare.>>.
Giancarlo Siani




Oggi ci sta il sole in Mugnano di Napoli, brilla come non mai, è quasi primavera; Anche nell’ aula Consiliare del Comune di Mugnano di Napoli è entrato il sole, ed insieme ad esso è entrata, ancora una volta, la luce della legalità.

Oggi lo si potrebbe considerare un “Sabato Letterario” per dirla come, il Presidente Onorario per la Commissione alla Cultura e alla Pubblica Istruzione, il prof. Andrea Cipolletta.

A portare questa luce di legalità e speranza sono stati i bambini, che hanno letto alcuni brani del libro dell’ Autrice la prof.ssa Angela Mallardo, (illustrato da Francesca Carabelli) intitolato
“Giancarlo Siani - il bambino che vivrà per sempre”.

Sindaco Luigia Sarnataro 
Alla presentazione del libro sono presenti i cittadini e le istituzioni nelle persone del Sindaco dr. Luigi Sarnataro, per la Cultura e la Pubblica Istruzione - Marcello Toscano, per le Pari Opportunità - Annamaria Schettino e molti altri esponenti che hanno speso parole di supporto e incoraggiamento nonché di sostegno istituzionale.

Ma l’ intervento che ho apprezzato di più,  nella presentazione di questo libro, è quello del prof. Andrea Cipolleta.

Nel suo lungo e piacevole discorso, di presentazione ed introduzione, ha detto una frase che ha centrato in pieno il tema del libro:
<< ... Se educhiamo le nuove generazioni, (alla legalità), sicuramente chiuderemo qualche carcere. >>.

Pino Imperatore - Prof. Andrea Cipolletta - Angela Mallardo
Il prof. Andrea Cipolletta ha parlato in prima persona, come fa Giancarlo Siani nel libro e ha parlato chiaro per farsi comprendere proprio dai più piccoli presenti e come ha aggiunto il sindaco, dr. Luigi Sarnataro, un domani, forse, qualcuno di questi ragazzi siederà in questi stessi banchi della politica e continuerà la strada della legalità e della giustizia.

Ha aggiunto, poi, nel suo intervento,  Annamaria Schettino – Presidente per la Commissione delle Pari Opportunità: << ... Istruire significa costruire coscienze attive.>>.

Riprendo, però, alcune citazioni del prof. Andrea Cipolletta perché si avvicinano a ciò che il libro desidera trasmettere:
... << ... Siamo noi che dobbiamo alzarci alle loro aspettative>>. Riferendosi ai bambini e ...
... << ... Bisogna utilizzare la cultura come arma>>.
Frasi importanti che ci fanno comprendere che il messaggio del libro è rivolto ai ragazzi, in primis, ma non solo, ed è un messaggio di autentica speranza.


Pino Imperatore 
Altro intervento, lungo e significativo, è stato quello dello scrittore Pino Imperatore; anche lui ha parlato ai ragazzi e per i ragazzi.

Pino ha scritto la postfazione del libro (pagine 54-57) e nel parlare al pubblico ha ripreso, per sommi capi, un periodo, da lui scritto, che si trova a pagina 55 del libro:  

... << Inevitabilmente finì per diventare, agli occhi dei criminali, un personaggio “scomodo”, “fastidioso”. I cattivi non amano la verità; sono bugiardi, non hanno scrupoli; badano soltanto ai loro interessi, sfruttano gli altri per fare soldi, maltrattano l’ ambiente, usano le armi e la violenza per imporre la legge del più forte. I cattivi non hanno un cuore.>>.

La verità ....

Angela Mallardo Autrice
Come scrive l’ autrice Angela Mallardo, riferendosi al giornalista Gianluca Siani ucciso a 26 anni a pagina 37 -38 - capitolo “Pensando al domani”:<< ... Cosi decisero che io ero una persona scomoda, visto che intralciavo i loro progetti raccontando la “verità”.  Una verità che veniva letta da tutti grazie ai miei articoli. Dovevano liberarsi di me, loro erano nemici della brava gente ed io che difendevo i diritti dei cittadini perbene ero considerato il loro nemico, non un nemico qualunque, bensì un nemico da eliminare. Fu così che pensarono di uccidermi, di togliermi la vita. Da morto non avrei più intralciato le loro malefatte. Non avrei più parlato, non avrei più scritto, non avrei più raccontato la verità.  Successe il 23 settembre 1985, una sera sotto casa mia, quella casa in cui avevo giocato da bambino, nel cortile dove avevamo fatto tante partitelle a pallone. Due sicari, con dieci colpi di pistola, misero fine alla mia esistenza.  ... >>.
  
Pino Imperatore ha detto anche una grande verità che, soprattutto nel meridione, la camorra, oggi come oggi, è in grado di offrire lavoro, facile e ben pagato, al di là della legalità e dei rischi e, Pino, ha raccomandato ai ragazzi di non accettare mai queste proposte, perché la vita nell’ illegalità non è vita.
(Ha narrato anche alcuni esempi ...)




A sx Angela Mallardo - A dx Annamaria Schettino -
Al centro Valentina Candidone ed io Luigia Chianese
Ritornando al libro della prof. Angela Mallardo lo si potrebbe definire utilizzando le sue parole una “Pedagogia d’ insegnamento” perché vuole indirizzare i più giovani alla legalità e al rispetto delle regole.
Questo libro, sulla vita del giornalista Giancarlo Siani,  è un esempio positivo  per i bambini, è un esempio per il futuro ed  è un’autentica operazione divulgativa per stimolare la lettura su argomenti importanti se pur crudi come la Camorra.
La metodologia utilizzata nel libro è diretta e l’ autrice fa parlare direttamente Giancarlo Siani  con i bambini, facendogli raccontare, la sua vita, la sua storia, la sua coerenza e senso civico. Raccontando la Verità.
Il Giancarlo del libro è un ragazzo che si rivolge ai ragazzi utilizzando un linguaggio schietto, semplice, sincero, pulito che stimola la curiosità ... come era curioso lui ... pagina 35:<< Ero curioso. La curiosità è il sale della conoscenza, volevo sapere il perché delle cose ...>>.

Le illustrazioni, numerose e grandi, sono molto colorate e vive e sono opera dell’ illustratrice Francesca Carabelli.

In Piedi Marcello Toscano
Questo libro come ha detto Marcello Toscano Presidente per la Commissione,  per il Comune, della Cultura e la Pubblica Istruzione, deve stare nelle scuole. In effetti il libro è anche, direi sopratutto, per la scuola;
nell’ Appendice, da pagina 71 ad 87,  troviamo i Suggerimenti Metodologici e Didattici,  con numerose schede, lavori di gruppo e approfondimento.
Molto carine anche “Le Pagine Social ... Tratte dal Web “ (pagine 59-68) su ciò che dice il Web su Giancarlo Siani; sappiamo quanto la nuova generazione sia affascinata da ciò che i social raccontano.
Toccanti sono le due pagine dedicate a “La Strage degli Innocenti” , pagine 52-53,  dedicate alle vittime innocenti in Campania che hanno perso la vita per mano della criminalità organizzata; vi è l’ elenco dei 25 bambini uccisi dal 29/05/1982 al 24/06/2014.

Passi luminosi verso il futuro, come esempi positivi, sono i due capitoli:         “La mia Mèhari verde, da pagina 43 a 47 e “L’ Eredità Morale” da Pagina 49 a 51 .

In estrema sintesi tutto questo parlare e raccontare rende immortale il giovane Giornalista Giancalo Siani che con la sua breve vita e il suo grande lavoro ancora oggi insegna che la legalità è la terra in cui vivere ed educare e che il crimine verrà sempre schiacciato!
L.Ch.



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TRAMA

Angela Mallardo
Giancarlo Siani - il bambino che vivrà per sempre


Ripreso dalla Copertina del Libro:
Questo libro racconta l’infanzia di Giancarlo Siani, il giornalista ucciso dalla camorra nel 1985. E’ lo stesso Giancarlo a rivolgersi ai giovani lettori con un linguaggio semplice e amichevole per condividere vari episodi della sua vita. La narrazione spazia in un arco temporale che va dal giorno della sua nascita fino all’attualità, ricostruendo una storia che non si è interrotta affatto il giorno della sua morte ma che ha visto crescere la sua memoria giorno dopo giorno, partendo dalla città di Napoli per irradiarsi in Italia ed Europa.
Da un’intervista rilasciata dal fratello di Gianluca, Paolo Siani, oggi Deputato della Repubblica Italiana, è nato questo libro che svela aneddoti, curiosità e fatti inediti su quel bambino destinato a “vivere per sempre” grazie alle iniziative che si sono moltiplicate per mantenere viva la memoria e per fornire alle future generazioni un luminoso esempio di cittadinanza, coraggio e amore per la verità.








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VITA:
Angela Mallardo

Angela Mallardo
Vive a Marano di Napoli e lavora a Mugnano di Napoli presso il 2° Circolo Giancarlo Siani di Mugnano. Laureata in scienze dell’ educazione dal 1991 insegna. Angela Mallardo, giornalista, scrittrice ma soprattutto ‘maestra’ di lungo corso ha progettato e coordinato numerose attività di educazione ambientale e di inclusione sociale e dove attualmente è la referente alla Legalità e Responsabile della Valutazione.
Nel 2010 ha vinto con “La valle delle farfalle” il concorso “ Il racconto nel cassetto”
Nel 2017 per conto della Fondazione Mannajuolo, ha curato le interviste e Conversazioni sul set
Ha collaborato con la rivista di arte contemporanea Racna Magazine, il mensile Informare e il giornale on-line Terranostra news.



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