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domenica 23 gennaio 2022

Michel Houellebecq - Annientare

Michel Houellebecq

Recensione - Opinione di
 
Mugnano di Napoli (Na) - 22.01. 2022

Annientare parla d’amore.
Annientare è una storia d’amore, ambientata nella Francia del 2027, una Francia un po' instabile, politicamente ed economicamente, ma ancora alla ribalta sulla scena mondiale, una Francia che l’autore, Michel Houellebecq, fa osservare, sempre più condizionata dagli Arabi e dai Musulmani; Si potrebbe dire che come nell’altra sua opera – Sottomissione – anche qui si trovi una certa insofferenza verso questa nuova “direzione-invasione”  socio-economico-culturale della Francia e dell’Europa tutta.
Da pagina 416 (e non solo):
<< …viveva in quartiere di Arabi, 
che istintivamente odiava e temeva. >>.
Annientare, però, resta una tormentata storia d’amore; una storia vissuta e raccontata dagli occhi di un uomo: Paul Raison, uomo di successo, molto capace, composto e razionale, stipendio alto, casa a Parigi, un uomo realizzato secondo gli standard che la società informalmente impone, ma soprattutto un uomo ordinario e preciso.
Da pagina 389:
<< …gli piaceva in generale che le cose coincidessero,
la vita avrebbe dovuto essere un susseguirsi di piacevoli coincidenze,
pensava. Idealmente.>>.
Tutto prende il via quando Paul viene chiamato a collaborare alle indagini della Direzione Generale per la Sicurezza Interna, (DGSI) che suo padre, Edouard Raison, aveva fondato e diretto prima d’andare in pensione, Paul viene convocato, come consigliere, da Bruno Juge, straordinario ministro dell’Economia Francese, politico di lungo corso, uno degli uomini più influenti del governo francese, devoto al suo lavoro, tanto da vivere nel ministero lontano dal sua moglie che lo tradisce continuamente; Bruno Juge, in questo momento della sua carriera si avvia alle prossime elezioni presidenziali, assecondando i piani del presidente uscente.
Paul Raison, viene interpellato nel momento in cui un attacco informatico diffonde in rete una serie di violenti video che colpiscono sia il governo, principalmente nella persona di Bruno Juge, (Pagina 23 disegno di una ghigliottina da internet) che di altre nazioni in particolare la Cina e non solo. (Nel libro i disegni: Pagina 7 e Pagina 361 © Michel Houellebecq)
Paul Raison, nel frattempo, in tacito equilibrio, vive, separato in casa, da 10 anni circa, con la moglie Prudence, convinta ecologista e vegana, novizia della cultura Wicca, anche lei dipendente statale, difatti lavora al Tesoro, e sarà lei a far risvegliare l’amore e la passione in Paul.
In questo volume, di ben 743 pagine, sembra che le parti più interessanti siano solo 2, parti ben intrecciate tra loro:
la prima riguarda le manipolazioni politiche ed i giochi di potere per le presidenziali francesi;  
la seconda parte, gli attacchi informatici e militari, su scala allargata, che produrranno più di 500 morti, attacchi mostrati al mondo anche con disegni di simboli e caratteri sconosciuti, che gli informatici, e non solo loro, non riescono a decodificare. (Nel libro i disegni: pagina 363 - Collezione Privata; Pagina 597 © Michel Houellebecq)
Il tutto s’infittisce quando diventa rilevante ed inquietante la pista dei terroristi-satanisti, infatti, tra le carte delle indagini, grazie a dei vecchi fascicoli conservati da Edouard Raison, padre di Paul, spunta l’immagine di Bofometto; nome risalente al Medioevo, che è la deformazione del nome di Maometto.
Bofometo è un personaggio ambiguo, venerato da molti e raffigurato (Troviamo un’immagine a pagina 362 del libro; © Illustrazione tratta da Stanislas de Guaita, Le Serpent de la Genèse. Le Temple de Satan, Paris, Librarie du Merveilleux,1891 ), con una testa di capro con grosse corna e con barbetta, con il seno di donna e delle ali, braccia e mani antropomorfe ma per piedi ha degli zoccoli caprini, non manca il dettaglio principale, sulla fronte, di questo mostro malefico, vi è un pentagono regolare stellato, cioè un pentagramma, (Descrizione a pagina 387 del libro) e questo pentagono finisce per esser d’aiuto nel rintracciare le coordinate degli attacchi che verranno. (Nel libro i disegni: pagina 576 -577 © Michel Houellebecq)
Intorno a questi due avvenimenti, la politica e gli attacchi terroristici, viene descritta, all’inizio un po' ai margini, l’esistenza di Paul; i suoi rapporti con la sua famiglia d’origine: l’amata sorella Cécile, il debole fratello minore, l’artista Aurélien, il rapporto distaccato con il vecchio ed oramai invalido padre Edouard e la sua compagna Madeline, l’ossessione di Paul per le annate che corrispondono a numeri primi e altro ancora.
Da notare che nel libro l’autore, oltre ai disegni misteriosi degli attacchi informatici, ci lascia anche un delizioso disegno di due pagine, sulla casa di campagna, paesaggio incluso, della famiglia di Paul. (Pagina 88 - 89 © Louis Paillard). Questa casa è di sommaria importanza perché in varie stanze s'incrociano i ricordi e le riflessioni di Paul, sulla sua vita e i suoi sentimenti. La casa è l’origine!
Da notare che l’autore pone l’accento anche sulle condizioni di vita di coloro che sono vecchi, vecchi-malati e invalidi, come Edouard il padre di Paul, o di malati terminali. M. Houellebecq, infatti, con infinita delicatezza, denuncia non solo le pessime condizioni di assistenza verso coloro che stanno percorrendo l’ultimo miglio, la vita nelle RSA, ma come sia ancora in vigore una mentalità chiusa e spaventata dalla morte come fine di un ciclo, una mentalità poco incline al rispetto della libertà di morire da parte dei soggetti oramai fragili e di come la malattia e la vecchiaia siano un peso opprimente per la società moderna.     
Tornando al nostro protagonista, Paul Raison, tutte le sue riflessioni, dubbi e interrogazioni interiori vengono descritte anche attraverso improvvisi e leggeri viaggi nel mondo onirico di Paul; un mondo onirico incontrollato e complesso che da una parte s’allontana e dall’altra si confonde con la realtà ed i ricordi.
La visione dell’esistenza di Paul, con abilità narrativa magistrale, nel libro, diventa il solo argomento principe, tutto il resto passa in secondo piano; infatti l’autore lascia in sospensione temporale le vicende presidenziali ed irrisolto il perché e il chi degli attacchi terroristici, tanto che nelle riflessioni di Paul viene fuori che,
da pagina 320:
<< …la cosa peggiore era che se l’obiettivo dei terroristi
era quello di annientare il mondo come lui lo conosceva,
di annientare il mondo moderno, non poteva dargli affatto torto.>>.
Una piccola nota a riguardo, se non cado in errore, in questa frase, è l’unica volta che Michel Houellebecq, utilizza, per due volte, la parola – annientare - ovvero il titolo del romanzo.
I pensieri di Paul e le sue riflessioni sulla vita, sul suo presente, sulle relazioni e sull’amore, in tutta la narrazione, si misurano, principalmente, attraverso il confronto con l’esistenza altrui; in modo particolare su quella del suo amico Bruno, schiavo volontario del suo amato lavoro ed il saper risollevare la sua vita sessuale e amorosa, e su quella dell’oramai fragile, invalido e anziano padre, tanto amato dalla sua compagna e dalla sua prediletta e credente figlia Cécile.
Ed è proprio con la sorella che Paul si scontrerà su un argomento spinoso ovvero lo scorrere della vita, l’amore verso la vita e l’importanza che essa assume per sé e per gli altri, ma soprattutto a chi questa vita appartenga e perché.
Da pagina 677:
<< “ …la vita è un dono di Dio, e Dio ti aiuterà se tu aiuti te stesso,
ma se rifiuti il dono di Dio, lui non può fare più niente per te,
e in fondo non hai nemmeno il diritto di rifiutarlo,
tu forse immagini che la tua vita ti appartenga, ma non è vero,
la tua vita appartiene a chi ti ama,
tu appartieni prima di tutto a Prudence, ma anche un po' a me,
e forse ad altre persone che non conosco,
tu appartieni agli altri, anche se non lo sai.” >>.
Quando Paul Raison arriva a comprendere cosa sia l’amore e inizia a viverlo ed a respirarlo con tutto se stesso, nella sua interezza fisica ed emotiva, un tumore alla mandibola e alla lingua lo intrappolano senza scampo,  obbligandolo a rivedere ancora la sua vita, a riprogrammare la sua realtà prendendo coscienza, con dolore, di una tremenda verità: l’incontrollabilità e la finitezza della vita.
Da pagina 529:
<< Quello che non poteva sopportare, 
si era reso conto con inquietudine,
era l’impermanenza di sé; 
era l’idea che una cosa, qualunque cosa, finisse;
quello che non poteva sopportare, non era altro che
una delle condizioni essenziali della vita.>>.
Più che superfluo affermare che lo stile narrativo di Houellebecq è eccezionale, limpido, scorrevole, anche nei momenti in cui i sogni di Paul prendono il sopravvento la narrazione resta compatta, non ci sono voli pindarici su riflessioni filosofiche sull’esistenza umana che fanno perdere il filo della storia, ma sono sempre 743 pagine che si abbattono sul lettore come le onde del mare, alternando potenza e tranquillità, ma non fanno mai annegare il lettore nella noia,; il racconto di Michel Houellebecq è come un massaggio all’animo di chi legge.
Solo un dispiacere, le ultime 5 parole, nei ringraziamenti finali, scritte da questo illuminato autore, (Per inciso per me meriterebbe il Nobel per la letteratura) a pagina 743:
<< …è il momento di fermarmi .>>.
Spero ardentemente che non decida di smettere di scrivere, sarebbe, secondo me, una gran perdita per l’umanità. L.Ch.
Il mio voto, da uno a cinque, nella mia scala libri non può che essere che un immenso 5.
 
TRAMA
Annientare di Michel Houellebecq
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Bruno Juge è un politico di lungo corso, ministro dell’Economia e uno degli uomini più potenti della scena politica francese che si avvia alle prossime elezioni presidenziali. Ma è anche un uomo solo. Sua moglie lo ha tradito ed esposto a uno scandalo pubblico. Paul Raison è uno dei più stretti consiglieri di Bruno, solo come lui, separato in casa nell’indifferenza della moglie Prudence, fervente ecologista e vegana. Quando un attacco informatico diffonde in rete una serie di violenti video che colpiscono il governo e la stessa persona di Bruno Juge, Paul viene chiamato a collaborare alle indagini della Direzione generale per la sicurezza interna, che suo padre aveva diretto. Mentre difende il paese da pericolosi terroristi digitali, Paul deve affrontare anche i nodi irrisolti della sua famiglia: la fragilità dell’anziano padre, che è disposto a proteggere fino in fondo, il rapporto intenso con la sorella Cécile, contraria a ogni forma di edonismo, la distanza dal fratello minore Aurélien, un artistoide un po’ spiantato. In questa ricerca, a sorpresa, ritrova in Prudence, oltre l’apparente freddezza e distanza, un mondo segreto che ha resistito a tutto. Michel Houellebecq torna a raccontare il nostro tempo con un romanzo impetuoso e fluviale, ancorandoci alla storia di un uomo, Paul Raison, che, di fronte a una minaccia più grande di lui, tenta di ricomporre i pezzi disallineati della propria vita, e si trova a guardare a Prudence, un amore perduto eppure in qualche modo presente, come all’unica isola protetta di una civiltà in pericolo. Dando vita a una storia d’amore fra le più belle e tormentate della sua letteratura.
 
- Editore: ‎ La Nave di Teseo 
(7 gennaio 2022 in contemporanea con la Francia)
- Lingua: ‎ Italiano 
- Traduzione di Milena Zemira Ciccimarra.
- Pagine: 743
ISBN-10: ‎ 8834609417 - ISBN-13: ‎ 978-8834609415 
- Dimensioni: ‎15 x 5.1 x 21 cm
- Genere – Etichetta: Michel Houellebecq  Dramma Letteratura  
 
Michel Houellebecq aveva detto sole poche parole 
riguardo a quest’ultimo suo lavoro:
''È troppo complicato dire di cosa parla. Sarà un libro deprimente".
 



CENNI SULLA VITA di:
Michel Houellebecq
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Michel Houellebecq ([miˈʃɛl wɛlˈbɛk]), pseudonimo di Michel Thomas (Saint-Pierre, 26 Febbraio 1956), è uno scrittore, poeta, saggista, regista e sceneggiatore francese. 
L'autore, spesso assimilato al movimento anglosassone detto di Anticipazione sociale, è considerato uno dei più rilevanti scrittori della letteratura francese contemporanea. Si è segnalato anche come critico letterario e per le sue prese di posizione critiche sull'Islam. I suoi libri sono tradotti in italiano da Bompiani, che ha raccolto in due volumi la sua opera omnia, e da La nave di Teseo.

    «La totalità degli animali e la schiacciante maggioranza degli uomini vivono senza mai provare il minimo bisogno di giustificazione. Vivono perché vivono, tutto qua, è così che ragionano; poi immagino che muoiano perché muoiono, 
    e che questo, ai loro occhi, concluda l'analisi.»

    (M. Houellebecq, Sottomissione, p. 43)

    Nato nel dipartimento d'oltremare francese della Réunion, Michel Thomas è cresciuto fino a sei anni in Algeria. Suo padre, guida d'alta montagna, e sua madre, medico anestesista, si disinteressano molto presto di lui, dopo la nascita della sorellastra. I genitori lo affidano alla nonna paterna, Henriette Houellebecq, una comunista, della quale adotta il cognome. Dopo aver frequentato a Parigi il liceo Chaptal, nelle classi di preparazione per la Grande École, si iscrive alla facoltà di agraria nel 1975, dove fonda la poco fortunata rivista letteraria Karamazov, per la quale scrive qualche poesia e lavora alle riprese di un film dal titolo Cristal de souffrance.
    Consegue la laurea in agraria nel 1978 con una specializzazione in «Ecologia e miglioramento dell'ambiente naturale». Subito dopo si iscrive all'École nationale supérieure Louis-Lumière, nella sezione di cinema, scegliendo l'indirizzo di riprese cinematografiche, che abbandona nel 1981. Lo stesso anno nasce suo figlio Étienne. Affronta in seguito un periodo di disoccupazione, e un divorzio che gli provoca una forte depressione. Inizia a lavorare come informatico nel 1983 alla Unilog (società informatica poi acquisita dalla Logica), dove resterà tre anni, periodo che diventerà poi fonte di ispirazione per Estensione del dominio della lotta, il suo primo romanzo pubblicato nel 1994. In seguito passa a lavorare all'Assemblée Nationale.
    Verso la metà degli anni ottanta inizia a frequentare ambienti letterari parigini, pubblica le prime poesie e collabora con varie riviste. Le sue due prime raccolte di poesie, edite nel 1991, passano inosservate. In esse sono già percepibili i temi che verranno trattati in seguito, ossia la solitudine esistenziale e la denuncia del liberalismo e del capitalismo, all'opera fin nell'intimità degli individui:

      «In situazione economica perfettamente liberale, c'è chi accumula fortune considerevoli; altri marciscono nella disoccupazione e nella miseria. In situazione sessuale perfettamente liberale, c'è chi ha una vita erotica varia ed eccitante; altri sono ridotti alla masturbazione e alla solitudine. Il liberalismo economico è l'estensione del dominio della lotta, la sua estensione a tutte le età della vita e a tutte le classi sociali. Ugualmente, il liberalismo sessuale è l'estensione del dominio della lotta a tutte le età della vita e a tutte le classi sociali. Sul piano economico, Raphaël Tisserand appartiene al clan dei vincitori; sul piano sessuale, a quello dei vinti. Certi guadagnano su entrambi i tavoli; altri, su entrambi perdono. Le imprese si contendono certi giovani diplomati; le donne si contendono certi giovani; gli uomini si contendono certe giovani; il problema e l'agitazione sono considerevoli.»

      (da Estensione del dominio della lotta)


      Sempre nel 1991 pubblica un saggio su Lovecraft. Estensione del dominio della lotta, suo primo romanzo, viene pubblicato da Maurice Nadeau nel 1994 dopo essere stato rifiutato da parecchi editori. Esso ha collocato Houellebecq a capo di quella generazione di scrittori concentrati sulla miseria affettiva dell'uomo contemporaneo. Senza promozione né pubblicità, il romanzo si diffuse tramite il passaparola. Ne è stato tratto un film per il cinema francese da Philippe Harel nel 1999, e uno per la televisione danese da Jens Albinus nel 2002.
      Michel Houellebecq (2008) Dopo la pubblicazione di Le particelle elementari (1998), il romanzo successivo, che lo fa conoscere in Francia e nel mondo, nascono forti polemiche sui media legate all'esclusione del suo autore dalla rivista letteraria Perpendiculaire, della quale faceva parte, a causa di "idee ambigue". La notorietà dell'autore, che replica senza peli sulla lingua su Le Monde, trae ovviamente vantaggio da tutta questa pubblicità. Les particules élémentaires attacca (simbolicamente, ma al contempo nominandolo) lo scrittore Philippe Sollers. Il libro otterrà il Premio novembre, assegnato da una giuria della quale fa parte lo stesso Philippe Sollers, il quale testimonierà a favore di Houellebecq nel processo generato dalle dichiarazioni di Houellebecq sull'islam. Sempre nel 1998 riceve dal Ministero della cultura francese il Grand Prix national des lettres.
      Houellebecq ha condiviso con il suo traduttore Frank Wynne il premio IMPAC 2002 per Atomised, la traduzione di Les particules élémentairesLe particelle elementari è generalmente considerato il suo testo più importante (attualmente tradotto in più di 25 paesi), premiato tra l'altro come migliore libro dell'anno dalla rivista francese Lire. Nel 2006 da Le particelle elementari è tratto il film tedesco Elementarteilchen, diretto da Oskar Roehler e che partecipa alla Berlinale, vincendo un Orso d'argento per il miglior attore protagonista.
      Nel 2000 Houellebecq ha firmato i testi dell'album Présence humaine, su musiche di Bertrand Burgalat, vicini allo stile delle sue poesieː nell'album, che ha anche interpretato in concerto, sono presenti sia delle parti cantate che delle parti parlate. Il disco è uscito presso Tricatel, la casa discografica creata da Burgalat. Houellebecq attribuisce una pari importanza alla sua opera di saggista. Ha scritto su Les InrockuptiblesPerpendiculaireL'Atelier du RomanImmédiatement, oltre che sulla stampa internazionale. Nel 2001 lo scrittore francese viene processato per islamofobia a causa di alcune sue prese di posizione sulla religione musulmana. Vince la causa, ma poi lascia la Francia. Dopo aver vissuto per anni in Irlanda, Houellebecq si è in seguito trasferito in Spagna.
      Nel 2004 Houellebecq è passato dal suo vecchio editore Flammarion alle edizioni Fayard, del potente gruppo Lagardère, per una cifra insolita per le edizioni francesi e l'assicurazione che il suo romanzo venga portato sul grande schermo. Alla ripresa letteraria del settembre 2005, ha occupato, con il suo romanzo La possibilità di un'isola, la gran parte delle pagine culturali dei media, mettendo in ombra gli altri 600 libri presentati. Ciò nonostante le vendite sono state inferiori al previsto (300.000 copie vendute contro le 400.000 attese). Dal romanzo lo stesso Houellebecq ha tratto un film, che non è stato distribuito in Italia, uscito nelle sale francesi nel 2008, senza riscuotere successo.
      Michel Houellebecq, che si è risposato, dopo aver vissuto in Irlanda per parecchi anni si è trasferito in Spagna, all'interno del Parco naturale Cabo de Gata-Nijar, per poi tornare a vivere in Francia nel 2012. Nel 2010 pubblica il romanzo La carta e il territorio, edito in Italia da Bompiani, che vince il massimo premio letterario francese, il Goncourt. Nel 2015 è la volta di Sottomissione, la cui edizione italiana è ancora una volta di Bompiani. Nel 2019 è invece la volta di Serotonina, pubblicato in Italia da La Nave di Teseo. Riceve il premio internazionale alla carriera in occasione dei Premi Flaiano 2021.  Con la casa editrice – La Nave di Teseo – in Italia, il 07 gennaio 2022, esce con il romanzo  - Annientare – 
       
      CONSIGLIATI da


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      ANNIENTARE di MICHEL HOUELLEBECQ
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      domenica 16 gennaio 2022

      Robert Traver - (Pseudonimo di John D. Voelker) - Anatomia di un Omicidio

      Robert Traver
      (Pseudonimo di John D. Voelker)
      Anatomia di un Omicidio
       
      Recensione - Opinione di
       Mugnano di Napoli (Na) – 13.12.2021
       
      Impressionante e disarmante questo libro. Anatomia di un Omicidio è un Thriller Legale, del 1958, di eccelso livello; ma è di certo più famosa la sua trasposizione cinematografica: - Anatomy of a Murder  - di Otto Preminger. (Con l’interpretazione di Jemes Stwart, nella parte dell’avvocato Paul Biegler, Arthur O'Connell, nella parte di Parnell, George C. Scott nel ruolo del procuratore, Ben Gazzara nella parte del Ten.Frederick Manion, Lee Remick nella parte di Laura Manion ed infine Joseph Welch nel ruolo del - Giudice - Presidente della Corte.).
      Nel libro, però, abbiamo qualcosa di più intenso, in particolare abbiamo una circostanza, un tantino sottovalutata nel celebre omonimo film, un momento fondamentale per il testo, ovvero quando la difesa riesce a far invalidare la diagnosi dello psichiatra dell'accusa, avvenuta senza un esame diretto dell'imputato.
      Ad onore del vero devo ricordare che il libro di Robert Traver (Pseudonimo del Giudice della Corte Suprema John D. Voelker) è autobiografico e ricalca un caso giudiziario nel 1952.
      Nel racconto, durante una battuta di pesca, (La pesca era la grande passione dell’autore) un giovane avvocato quarantenne, Paul Biegler, (Alias Robert Traver, alias John D. Voelker), un po' deluso dalla sua carriera, è chiamato, più precisamente è disturbato, su sollecito del suo miglior amico, un ex giudice mezzo alcolizzato, a difendere, in un processo, il Tenente Frederick Manion, (Nella vita reale era il Militare Coleman Peterson) accusato di omicidio di primo grado.
      L’avvocato riesce a far affermare il principio di  - Non punibilità per chi commette un crimine in preda a un "Impulso Irresistibile", tale da generare uno stato di temporanea infermità mentale – Vagamente simile al vecchio ed italianissimo Delitto d’Onore, perché l’omicidio è stato commesso per vendicare una donna e il proprio onore. Il come l’avvocato Paul Biegler (Alias Robert Traver, alias John D. Voelker) ci riesce, per me, è più interessante del risultato stesso da un punto di vista psico-letterario-giuridico, ma empaticamente, moralmente ed eticamente è una faccenda che riguarda il singolo lettore.  
      Il testo, infatti, è stracolmo di dialoghi, e sono quasi tutti ricchi di suspense, ed è abbastanza pieno di aneddoti giudiziari americani che vengono ben compensati dalle - Note sui Termini Giudiziari - che l’autore fa premurosamente trovare a fine libro. Il tutto risulta facile da comprendere, un linguaggio pulito e fresco, con una stesura limpida e chiara sia dei luoghi che della vicenda in sé e soprattutto della personalità di tutti i protagonisti, ottima anche la sintetica ma incisiva - Introduzione -  alla lettura da parte dell’autore Robert Traver, (Pseudonimo di John D. Voelker).
      Tutta la storia si svolge nella cittadina di Marquette, per essere precisi nella Penisola Superiore del Michigan; (P.S. per tutti); qui, un venerdì sera, il Tenente Frederick Manion, pluridecorato reduce dalla guerra di Corea e non solo, uccide o come scrive l’autore “sforacchia”, davanti a molti testimoni, con cinque colpi di una Luger calibro trentotto, Barney Quill, direttore dell’albergo e del bar, perché, quest’ultimo, aveva abusato di Laura Manion, moglie del suddetto Tenente. Lei, descritta, principalmente dall’accusa,  come lasciva e provocatoria, aveva accettato, di mal voglia, secondo la difesa, un passaggio in auto da Barney Quill ed era stata, usando le parole che l’autore mette in bocca al se stesso del racconto: aggredita, tormentata e violentata proprio da quest’ultimo. Il Tenente, saputo ciò, agisce d’istinto - Agisce d’Impulso Irresistibile -  e nel bar, trovandosi dinnanzi al reo violentatore, lo sforacchia”. Dopo averlo ammazzato, il Tenente Frederick Manion, se ne ritorna nella sua roulotte, dove vive con la moglie Laura, chiedendo, con molta calma, al custode del campeggio, di chiamare lo sceriffo per farlo arrestare. Da questo punto inizia la presa in carico dell’imputato da parte dell’ avvocato Paul Biegler, ed inizia il processo.
      La bellezza di questo lavoro giuridico-psico-letterario, di ben 524 pagine fitte, sta nei dibattiti processuali, nei rimpalli tra accusa e difesa e soprattutto nella requisitoria finale dell’avvocato della difesa, Paul Biegler, (Alias Robert Traver, alias John D. Voelker) che è un capolavoro giuridico-emozionale che lascia il lettore senza fiato. Anatomia di un Omicidio è veramente un’anatomia perché sviscera, analizza, seziona, ispeziona, indaga e approfondisce, fino all’estremo, ogni singola azione compiuta, ogni sfaccettatura psicologia dei personaggi e ogni emozione vissuta ma, soprattutto, fa breccia dentro una forma mentis un po' chiusa; quella dell’America Puritana del 1958. È un lungo ed appassionante racconto che rapisce per potenza e introspezione. L.Ch.
      Il mio voto in una scala-libri da 1 a 5 è un grande 4. 📚📚📚📚📖
       
      TRAMA
      Anatomia di un Omicidio
      di Robert Traver
      Pseudonimo di John D. Voelker
      Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
      Anatomia di un omicidio (Anatomy of a Murder) è un romanzo del 1958. È un bestseller che ha venduto oltre 4 milioni di copie e fu tradotto in più di dodici lingue, da cui un anno dopo fu tratto l’omonimo film.
      Nella cittadina di Marquette, nella Penisola superiore del Michigan, Paul Biegler, un avvocato che vive la delusione per la perdita del posto di pubblico accusatore impegnandosi solo in piccole cause e dedicando buona parte del tempo alla pesca, viene incaricato della difesa in un processo per omicidio. La moglie dell'imputato, donna dall'atteggiamento disinibito, afferma di essere stata violentata dal gestore di un bar dal quale aveva accettato un passaggio in auto. Suo marito, il tenente Frederick Manion, decorato reduce dalla guerra di Corea, appreso l'accaduto e constatati gli evidenti segni delle percosse, la notte stessa si è recato presso il bar del violentatore e ha sparato all'uomo uccidendolo davanti alla clientela; poi è tornato tranquillamente alla roulotte dove la coppia vive dicendo al custode del campeggio di chiamare lo sceriffo per arrestarlo. L'avvocato è spinto ad accettare la causa dal suo migliore amico, ex giudice alcolizzato, e anche per spirito di rivincita dopo le disavventure professionali, ritenendo che l'unica strategia di difesa possibile debba riguardare le condizioni mentali dell'accusato al momento del delitto. Viene aiutato nella preparazione del processo dalla fedele segretaria e dall'amico giurista, che trova un'occasione per redimersi dall'alcolismo, mentre la pubblica accusa locale viene coadiuvata da un pubblico ministero giunto appositamente dalla città. Il contenuto è autobiografico, rifacendosi a un caso giudiziario al quale nel 1952 l'autore partecipò come avvocato difensore e in cui venne riaffermato il principio della non punibilità di chi commette un crimine in preda a un "Impulso Irresistibile", tale da determinare uno stato di temporanea infermità mentale.  
       

      Film: 
      Anatomy of a Murder  - di Otto Preminger. 
      (Con l’interpretazione di Jemes Stwart, nella parte dell’avvocato Paul Biegler, 
      Arthur O'Connell, nella parte di Parnell, 
      George C. Scott nel ruolo del procuratore, 
      Ben Gazzara nella parte del Ten.Frederick Manion
      Lee Remick nella parte di Laura Manion ed infine Joseph Welch nel ruolo del - Giudice - Presidente della Corte.).

      Nella Foto: 
      A sx: Otto Preminger
      A Dx : Robert Traver  
      (Pseudonimo di John D. Voelker)

      Edizioni Italiane: Garzanti 1959 A.Vallardi 1984
      Autore: Robert Traver (pseudonimo di John D. Voelker)
      Traduzione di Carlo Rossi Fantonetti
       

      CENNI SULLA VITA di:
      Robert Traver
      Pseudonimo di John D. Voelker
      Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
      Robert Traver è lo pseudonimo di John D. Voelker, un alto magistrato americano autore di vari romanzi di argomento giudiziario. Nato il 29 giugno 1903, Ishpeming, Michigan, Stati Uniti ed è Morto il 18 marzo 1991, Marquette, Michigan, sempre negli Stati Uniti. Ha Studiato presso Università del Michigan, University of Michigan Law School. E fu candidato al National Book Award per la narrativa. Svolse l'attività di pubblico accusatore, avvocato e successivamente giudice della corte suprema dello stato del Michigan. In qualità di legale nel 1952 difese con successo dall'accusa di omicidio il militare Coleman Peterson, ritenuto dalla giuria non colpevole in quanto, come sostenuto da Voelker, vittima di un "impulso irresistibile", motivato dal fatto che la vittima aveva stuprato la moglie. Dalle vicende autobiografiche del processo lo scrittore-uomo di legge ricavò lo spunto del romanzo bestseller che gli dette la notorietà: Anatomia di un omicidio, pubblicato nel 1958, che vendette 4 milioni di copie e da cui un anno dopo fu tratto l'omonimo film di Otto Preminger. Deve la sua notorietà a questo libro. Nel 1959 lasciò l'attività di giudice per dedicarsi a tempo pieno a quella di scrittore e alla pesca, sua grande passione che "trasmise" al protagonista del suo romanzo più famoso.
       



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      lunedì 3 gennaio 2022

      Davide Rossi - Storia di un Numero

       DAVIDE ROSSI 
      Storia di un Numero

      Recensione - Opinione di
       
      Mugnano di Napoli (Na) – 08-12-2021
       
      Tema attualissimo e sensibile - I Flussi Migratori dall’Africa verso l'Europa -  di questo parla il testo, ma l’autore, Davide Rossi, lo fa attraverso la vita del giovanissimo Kenny. 
      Sono venti capitoli, venti storie o meglio venti disavventure, scritte in maniera pulita, chiara e scorrevole, tutte legate l’una all’altra, che rapiscono il lettore, per empatia, sofferenza e desiderio di speranza. Il piccolo grande protagonista della storia, Kenny, comprende, già da ragazzino, poco più che diciottenne, che la sua vita, nel bellissimo ma martoriato continente Africano, nel Magreb per l’esattezza, sarà una vita fatta di sofferenze, dove anche un calcio tirato, a piedi nudi, ad una latta arrugginita, ti porta via, in poche ore, un fratello maggiore – Moussa – per un banale taglio, una semplice infezione. Un continente dove impotenza, solitudine, illusioni ma soprattutto di speranze deluse, portano Kenny a scegliere, con il coraggio, l’incoscienza e la disperazione di un adolescente, di cambiare la sua vita. Kenny non vuole rassegnarsi. Da pagina 7:
      << Qui non esiste futuro. 
      Stato e religione non ti salveranno dalla fame.>>.
      Per realizzare il suo sogno d'arrivare in Italia, il suo sogno di futuro, Kenny si ritroverà ad affrontare il - Viaggio della Speranza per Migranti in Europa - viaggio al limite della sofferenza umana, un reale dramma, un tormento per il corpo e lo spirito, dove la puzza della morte regna sovrana. Un viaggio colmo d’ingiustizie e soprusi, in cui il nostro protagonista si ritroverà a vivere o meglio a sopravvivere al caldo e al freddo, alla prigionia e alle torture, alla fame, alla sete, alla disperazione e alla vergogna. Kenny e molti Africani simili a lui, che incontrerà nella sua traversata, non scappano solo dalla guerra, dalla dittatura e dalla povertà ma scappano anche dagli stessi Africani. Le persone, di qualsiasi età, come Kenny, che diventerà il banalissimo numero 8, scappano dalle innumerevoli torture fisiche ed economiche soprattutto da parte del gruppo terroristico Boko Haram, organizzazione terroristica jihadista diffusa nel nord della Nigeria, nota come Gruppo della  - Gente della Sunna - per la propaganda religiosa e il Jihād. Kenny fugge, subisce ed osserva; guarda impotente, gli omicidi commessi dai trafficanti di uomini ed è egli stesso testimone della corruzione dilagante che esiste nel suo continente, assiste al traffico di droga e al traffico di organi, alla compravendita di esseri umani e allo stupro che patiscono donne e bambini.
      Non è solo una storia di un’avventura pericolosa, è un libro denuncia, un reale e moderno viaggio nei gironi dell’infero africano; un racconto che scuote le nostre coscienze perché nessun essere umano è solo un numero in una statistica. È un buon racconto, un racconto di grande impatto emotivo e sociale che non può lasciarci indifferenti.  
      Non mancano nel romanzo - Storia di un Numero – due concetti fondamentali: l’amore per gli altri, e per una donna, e l’amore che si estende a tutto il creato. La denunzia delle discariche a cielo aperto, con il conseguente inquinamento dell'habitat e dove la gente, bambini inclusi, vivono, lavorano e cercano cibo. È da notare, anche, che alcuni  capitoli del libro si aprono con la citazione di una fase che riguarda la crescita e la mutazione degli alberi, quindi inni all’esistenza, alla speranza ad un futuro possibile; anche tutto questo è amore; amore verso se stessi e verso la natura. Perché ogni seme piantato è un seme di vita. L.Ch.
      Il mio voto in libri da 1 a 5 è un grande 3.  📚📚📚📖📖
       
      NOTA:
      Da You Tube la presentazione del libro 
      - Storia di un Numero - 
       da parte dell’autore Davide Rossi
      Clicca QUI
       
      TRAMA
      Storia di un Numero 
      di Davide Rossi
      Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
      In questo caso ho la sinossi del libro inviatami dall’autore via e-mail:
      Un numero non è fine a se stesso: ha un'esistenza, una storia, un inizio e una fine. Un numero può essere umano, vivere e morire. In una contemporaneità corrosa dalla malavita e dall'opportunismo, Kenny nasce in un piccolo stato africano, flagellato dalla povertà, messo in ginocchio dalla corruzione, dimenticato e disprezzato dagli stessi esseri viventi.
       Condizioni disperate per chiunque abbia un minimo di misericordia per se stesso, difficilmente sopportabile per la sua natura estrema che si impone nella quotidianità sugli esseri viventi. 
      La sua infanzia la trascorre a osservare il mondo che gli ruota intorno, che ansima, grida, muore, violento e insensato. Lui scruta, annota, studia e prova a conformarsi, ad adeguarsi alla realtà, che cruda e violenta si manifesta, investendolo senza freni: la sparizione del padre, il trasloco in un'altra zona, la morte della adorata zia, la presunta anormalità. 
      A confortarlo e a salvarlo dalla solitudine c'è lo studio, i pensieri, vivaci e senza limiti, la curiosità verso l'ignoto e la natura. Camaleonte decide di adattarsi, di vivere secondo i canoni imposti senza rischiare, coltivando un'irrazionale voglia di responsabilità. Ciò non lo salva dai suoi simili, spietati e potenti, che lo costringono a scappare via dalla sua terra, verso un ignoto chiamato Europa. Un viaggio lungo e pericoloso, attraverso posti incantevoli abitati da personaggi senza scrupoli, poveri diavoli, disperati, dalla sopravvivenza e dalla morte. Storie di tanti numeri uniti nella speranza di una resurrezione e dall'infame destino di rappresentare solo delle anonime cifre. Un percorso lungo, attraverso deserto e mare, prigionia e amore, fra carcasse umane e di civiltà.
       
      Autore: Davide Rossi
      Editore: ‎ Rossini (Rende) (30 dicembre 2020)
      Lingua: ‎ Italiano
      Copertina flessibile: ‎ 219 pagine
      Generi – Etichette: Dramma - Narrativa  - Narrativa Moderna e Contemporanea  - Romanzo - Romanzo Contemporaneo

       
      CENNI SULLA VITA di: 
      Davide Rossi
      Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:

      In questo caso mi è stata inviata la biografia dall’autore via e-mail: 

      Davide Rossi è nato il 18 gennaio 1985 ed è cresciuto in un piccolo paese della provincia di Pavia, Sant’Angelo Lomellina. Nonostante gli studi di natura prettamente scientifica, continua a coltivare due grandi passioni che lo accompagnano fin dalla tenera età: il cinema e la scrittura. La stesura di varie sceneggiature rappresenta dunque un’evoluzione naturale e una di queste, scritta a sei mani, porta alla realizzazione del film “Benvenuti a casa Verdi” del 2013 (Muccapazza film). Parallelamente all’esperienza cinematografica inizia una fase di sperimentazione che l’ha portato a partecipare a diversi concorsi letterari con racconti brevi, poesie e saggi. "E alla fine c'è la vita" nasce in seguito, e dall’unione, di tutti questi percorsi. Pubblicato con Apollo Editore nel maggio del 2018, il romanzo riscuote un discreto successo presso critica e pubblico, consentendo all’autore di presentarsi a un vasto pubblico di lettori attraverso un tour di presentazioni che ha superato le dieci date.  Parallelamente a questo progetto, e a esso collegato, l’autore ha redatto un manuale di scrittura creativa, “E alla fine c’è la scrittura”, che ha avuto il suo culmine con il corso presso l’associazione “Il cielo capovolto” di Torino.





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