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martedì 11 gennaio 2022

Leonardo Rodolico - Book Trailer - Maledetta Commedia - Inferno -

Info Box 

Leonardo Rodolico
Maledetta Commedia 
-  Inferno - 
Book Trailer

Quando un Premiato giovane Autore 
Leonardo Rodolico – 
per il Book Trailer del suo Libro 
– Maledetta Commedia  - Inferno – 
sceglie di visualizzare, tra tante recensioni, 
quella del mio Blog - Libri e Opinioni
è una gran bella soddisfazione! 
Grazie Leonardo


Da pagina 107:
<<Dove muore l’ignoranza nasce il sapere.>>.

Link per il Book Trailer:  https://youtu.be/AsCFrhJdc_k



Da pagina 106:
<< La sapienza non va condannata,
solo l’odio, la discriminazione e la violenza
meritano la dannazione.>>.

La copertina è meravigliosa: con disegno di Miriam la Barbera, 

ispirata a una litografia di Jorge Marin, 

ed è rossa per un motivo ben preciso che scoprirete negli ultimi capitoli!

Luigia Chianese Books Review Blogger 
Blog Libri e Opinioni 



Da pagina 22-23:
<< Sei stato scelto.>>. …
… << Tu sei stato scelto da colui che ha creato ed è il tutto,
tu visiterai sotto la  mia guida le lande della dannazione,
le sperdute vie ove i pastori perdono i loro agnelli,
solo così l’umanità avrà speranza.>>. …

… <<Quando i tre colori del cielo incontreranno la terra,
allora dalle ceneri potrà rinascere ciò che l’uomo ha perduto … >>. …


LEONARDO RODOLICO
MALEDETTA COMMEDIA

INFERNO


Mugnano di Napoli, 
05.01.2022

Link per la mia Recensione, la Trama dell'opera, 
Maledetta Commedia - Inferno - Note e Cenni sulla Vita dell'Autore Leonardo Rodolico


Nella Recensione ci sarà una breve analisi di ogni singolo capitolo, alcuni disegni realizzati dallo stesso autore per il suo libro e nel testo, ad ogni inizio capitolo, sotto ogni disegno, troverete un consiglio musicale che Leonardo Rodolico ha scelto per il lettore! 




Da pagina 295:
<< Tieni saldo il tuo aratro e pensa bene alle tue azioni,
che al tuo destino ci pensa il Sommo.>>.


Da pagina 159:
<<Una freccia può essere scagliata solo tirandola prima indietro.
Quando la vita ti trascina indietro con le difficoltà,
significa che ti sta per lanciare in qualcosa di grande.
Concentrati e prendi la mira.>>.


Trilogia

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domenica 2 gennaio 2022

John T. Lescroart – Il Tredicesimo Giurato

 John T. Lescroart 
Il Tredicesimo Giurato

Recensione - Opinione di
 
Mugnano di Napoli (Na) – 03.12.2021
 
Un Legal Thriller articolato, molto coinvolgente. La vera protagonista è Jennifer Witt, madre di un figlio, Matt, di appena 7/8 anni e moglie di un affermato medico di nome Larry entrambi uccisi. Lei è la sospettata numero uno e viene indagata e rinchiusa in carcere, sarà difficile per l’avvocato Dismas Hardy, ex poliziotto, dimostrare la sua innocenza. Ed in questo che sta tutto il thriller sul dimostrare e capire. 
Il miglior personaggio, secondo me, è proprio Dismas  che si trova in un momento “sospeso” della sua esistenza e sta cercando di scegliere cosa fare della sua vita. Da ricordate che questo dovrebbe essere il quarto libro che Lescroart scrive con il personaggio di Dismas, ma non aver letto gli altri non compromette la lettura di questo racconto. Ritornando a Dismas bisogna dire che essendo anche avvocato, oltre che ex poliziotto, si ritrova a ricevere buone offerte d’assunzione e/o collaborazione da alcuni studi legali ma non decolla, lui necessita di qualcosa di più. Decide, allora, d’affittare uno spazio da un bravissimo ma odiatissimo avvocato difensore della città e quando il suo padrone di casa è indaffarato in tribunale Dismas riesce ad ottenere il caso, questo caso. 
Ed ecco il secondo miglior personaggio del libro: Jennifer Witt. Capire una personalità così misteriosa come Jennifer Witt non sarà facile perché la sua esistenza è stata stracolma di violenza, sofferenza, sconforto e solo l’analista che aveva in cura Jennifer era a perfetta conoscenza del passato turbolento della donna; Jennifer, infatti, anni prima, aveva ucciso anche il suo primo marito, con un apparente dose di droga. Tutto questo è magistralmente narrato da Lescroart distillando goccia a goccia, in circa 425 pagine, gli intricati intrecci della vicenda. La trama è come una moneta ha una doppia faccia perché può essere vista sia dalla parte della vittima sia dalla parte di coloro che sono tenuti a giudicare, tra cui – Il Tredicesimo Giurato – La Giudice.
<<Avremmo più considerazione di una donna 
nel giudicarla se sapessimo quanto è 
difficile essere donna.>> P. Geraldy
Questo Giallo – Thriller riesce, abilmente, a trasformare il lettore in giurato/giudice catturando le sue emozioni e tenendolo in perenne suspense. È un romanzo singolare ed è pieno di ambiguità morali, di nuove considerazioni su ciò che è male e ciò che è bene e su maligni giudizi che circondano la donna. L.Ch.
Il mio voto da 1 a 5 libri e un grandissimo 4  📚📚📚📚📖
 

TRAMA 
Il Tredicesimo Giurato 
di John T. Lescroart
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
L'avvocato Dismas Hardy è incaricato di difendere Jennifer Witt, accusata di aver ucciso il marito Larry, un medico affermato, e il figlioletto di sette anni. Lei ha un movente, il ricco premio dell'assicurazione, e nessun alibi; si dichiara innocente, ma si mostra altera e indifferente alla propria sorte. Hardy scopre che anche il suo primo marito è morto in circostanze oscure e che i due uomini le usavano violenza ma, in aula, l'atteggiamento ambiguo di Jennifer e la sua ostinazione a tacere sul passato suscitano l'ostilità della giuria e persino del giudice, donna a sua volta: è lei il "tredicesimo giurato" da cui dipenderà il destino dell'imputata. Chi è Jennifer in realtà, un'assassina calcolatrice o la vittima innocente di indicibili soprusi?
 
Editore: ‎ Sonzogno
Lingua: ‎Italiano
Traduttrice: Roberta Rambelli (Nella mia copia del 1994, quella in alto)
Pagine: 430
Generi - Etichette: Giallo - Horror  - Narrativa Giuridica - Suspense - Thriller -  Thriller Legale 
 

CENNI SULLA VITA di:
John T. Lescroart
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
John Lescroart è  nato il 14 gennaio 1948, Houston, Texas, Stati Uniti. Coniuge: Lisa M. Sawyer (s. 1984), Leslee Ann Miller (s. 1976–1979). Ha frequentato l’Università della California (1970), si è diplomato alla Junípero Serra High School di San Mateo, in California (classe 1966). Ha conseguito un B.A. in inglese con lode all'UC Berkeley nel 1970.
È apparso come concorrente nel game show Tic Tac Dough nel 1979, così come in The Joker's Wild, Blank Check e Headline Chasers. Inoltre, sotto Crow Art Records, Lescroart ha pubblicato diversi album, incluso un CD di versioni per pianoforte delle sue canzoni eseguite da Antonio Gala. Da un po' di tempo scrive e vive a Davis, in California.
È un autore di bestseller del New York Times noto per la sua serie di romanzi gialli e gialli di thriller con i personaggi Dismas Hardy, Abe Glitsky e Wyatt Hunt. I suoi romanzi hanno venduto più di 10 milioni di copie, sono stati tradotti in 22 lingue in più di 75 paesi e 18 dei suoi libri sono stati nella lista dei bestseller del New York Times.
Il primo romanzo di Lescroart, Sunburn (1981), ha vinto il Joseph Henry Jackson Award della San Francisco Foundation per il miglior romanzo non ancora pubblicato di un autore californiano, battendo Interview With the Vampire di Anne Rice. Dead Irish (1989) e The 13th Juror (1994) sono stati nominati rispettivamente per gli Shamus e Anthony Awards per il miglior romanzo giallo; inoltre The 13th Juror è incluso nella pubblicazione International Thriller Writers "100 Must-Read Thrillers Of All Time". Hard Evidence (1993) è nominato in The Complete Idiot's Guide to the Ultimate Reading List. 
Il suo romanzo Guilt (1997) è stato scelto da Readers Digest Select Edition. The Mercy Rule (1998), Nothing But the Truth (2000) e The Suspect (2007) sono state le principali selezioni del Club del libro di mercato. The Suspect è stato anche il One Book Sacramento del 2007 scelto dalla Sacramento Library Foundation ed è stato scelto dall'American Author's Association come Libro dell'anno 2007. Damage (2011) è entrato nella "Lista dei must" di Entertainment Weekly. 
È stato anche candidato all’Audie Award for Short Stories/Collections, Shamus Award for Best P. I. Hardcover Novel. Nel 2007, Lescroart ha ricevuto l'American Author Medal per The Suspect. Nel 2008 ha fatto parte dei California Library Laureates, in associazione con la California State Assembly. È stato due volte l'ospite d'onore dell'International Thriller Writer's Thrillerfest e nel 2012 è stato l'ospite d'onore del Left Coast Crime. Nel 1998, è apparso in The Best American Mystery Stories, a cura di Sue Grafton, per "L'avventura del ratto gigante di Sumatra". Libraries Unlimited ha incluso Lescroart nella sua pubblicazione The 100 Most Popular Thriller and Suspense Authors. Il senso di colpa era una scelta "Readers Digest Select Edition".
 
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martedì 30 novembre 2021

Romy Hausmann – La Mamma si è Addormentata

Romy Hausmann 
La Mamma si è 
Addormentata
 
Recensione – Opinione di
 
Mugnano di Napoli - 22.11.2021
 
Quando ho visto la copertina e il nome dell’autrice, Romy Hausmann, la mia mente e volata all’ultimo libro che ho letto scritto da questa autrice - La mia Prediletta - (Giunti 2020) che è stato il suo romanzo d’esordio, ed essendo stata una piacevolissima scoperta e lettura, letta la trama di – La Mamma si è Addormentata – ho deciso di prenderlo con la speranza di rivivere la medesima emozione. Speranza delusa! Lo so è un commento lapidario ma è un commento sincero.
La scrittura è fluida e chiara, come nel primo romanzo, ma il racconto, soprattutto all’inizio, ed intendo almeno per 100/130 pagine, annoia tantissimo. Nella parte centrale si riprende alla grande, pieno di ritmo e suspense, ma si affloscia subito, e ci si ritrova con un finale scontato e banale.
A prima lettura potrebbe sembrare che il personaggio principale sia Nadja Kaluka, ragazzina Polacca, con tanta sfortuna e tanti, tantissimi problemi; dal mio punto di vista, però, i protagonisti sono tutti i soggetti coinvolti, perché, al di là della vicenda narrata, che secondo me non è ne piacevole e neanche avvincente, l’unica cosa bella del testo è il viaggio che si compie in tutte le personalità disturbate che ci sono. Spoilero che in questo romanzo gli innocenti di omicidio vanno in galera e degli assassini, gli omicidi, uno resta fuori e l’altro si suicida.
Molti personaggi del libro, dall’avvocato Berlinese Gero van Hoven a Marta, la madre di Nadja, a Hannes Liewert, povera vittima, a molti altri, non sono stati capaci di elaborare i traumi, piccoli o grandi del loro passato. Nessuno! È il loro passato, infatti, così forte, così vivo, nel loro presente, che determina la loro vita attuale e futura, le loro azioni quotidiane, le loro scelte o meglio decisioni a volte espiatorie. Tutti, in un modo o nell’altro, si puniscono da soli; Questa è una costante nel testo, l’autopunizione!  
Da Marta, madre, operaia, prostituta, ballerina mancata, perseguitata dal suo passato, dai sogni non realizzati per colpa della nascita della figlia, sarà la causa prima delle sofferenze di Nadja e del suo amatissimo fratellastro Janek, mettendo in moto un meccanismo a catena di sofferenze prolungate in un ventennio.
Da pagina 128:
<< Probabilmente è molto difficile amare qualcuno 
quando odi te stesso.
Le persone ferite feriscono le altre persone. 
Possiamo forse biasimarle per questo?>>.
A Nadja che non fa mai un passo avanti, nonostante anni e anni di analisi, pagate da terzi, sempre piena di paure, panico e angosce che però spariscono, per un attimo, o almeno il tempo necessario, solo quando sta per essere uccisa; arrivati a quel punto, però, si potrebbe parlare d’istinto di sopravvivenza non di un passo verso la guarigione. Che si fa? Trauma scaccia trauma? Violenza per violenza? Questo sembra uscire dal racconto.
Nel libro vi è una frase, durante l’addio dell’avvocatessa Tabea  Lenggries a Gero van Hoven, che può valere per tutti i personaggi della storia, dai più ricchi, realizzati e fortunati, come la segretaria, allegra e estroversa segretaria-moglie-madre-assassina Laura Brehme e il masochista avvocato Polacco-Tedesco Ludwig Abramczyk, ai più poveri e disgraziati come Marta e Nadja.
Da pagina 135:
<< Automaticamente si sentì solo,
una sensazione che aveva mal sopportato fin dall’asilo,
perché la solitudine rendeva attaccabili. E deboli.>>.
Si arriva al personaggio più assurdo: l’avvocato Gero van Hoven, che paga un crimine non suo per mantenere una promessa alla sua amata Laura Brehme e soprattutto a sua figlia Vivi; una promessa che a lui fu fatta da ragazzino, dalla sua famiglia, e che non fu mai rispettata. Ed al culmine del masochismo, il grande e controllato avvocato Gero van Hoven, dopo averne combinate di cotte e di crude, si auto punisce, autoaccusandosi di omicidio e anche non denunciando il suo aggressore in carcere, Paul Heger, per espiare il suo essersi elevato a giudice proprio con quest’ultimo. Tutto questo solo per essere amato!
Da pagina 149:
<<L’amore, questa creatura impetuosa e imprevedibile,
non faceva domande, ma arrivava barcollando 
su sentieri inaspettati, per poi cadere 
come un ubriaco e rimanere lì disteso.>>.
Ed alla fine abbiamo il patetico, vigliacco e brufoloso Hannes Liewert, una comparsa che prima commette un omicidio d’impeto, poi si pente, poi confessa e alla fine s’ammazza. Tutto per la sua amata Nelly Elisabeth Schutt, ovvero l’amante di Paul Heger.
Tutti i personaggi, praticamente, se la cantano e se la suonano, come si usa dire.
L’unico che riesce veramente ad affrontare la vita e a fare qualcosa di buono è il vecchio avvocato Ludwig Abramczyk che ha successo nel lavoro e cresce come essere umano aiutando gli altri e  cercando di capire le loro sofferenze e difficoltà.
In sintesi, questo racconto, è un viaggio tra persone all’apparenza normali ma che si portano dentro traumi non gestiti a dovere e alla fine viene da chiedersi: - si devono gestire sul serio i traumi o bisogna lasciarli lì e far scorrere l’esistenza così come è perché la vita perfetta non sembra esistere? – Ai posteri e alla psicanalisi l’ardua sentenza.
Le uniche note originali, forse, sono la circa 13 lettere, su 32, scritte da Nadja; più i suoi tre/quattro “tentativi” di lettere: 0, 20,21,23, e le sue 01,02,03 lettere finalmente riuscite.
Il mio voto in libri e di due e mezzo su cinque.  📚📚📖🕮🕮    
 
TRAMA
La Mamma si è Addormentata  
di Romy Hausmann
Ripresa da internet e/o  dalla 4° di copertina:
Era solo una ragazzina di quindici anni quando è stata condannata per un crimine atroce, di cui si è sempre dichiarata innocente. Adesso Nadja è una donna adulta e ha ormai scontato la sua pena. Non chiede altro che una vita normale, e quel lavoro anonimo come assistente in uno studio di avvocati sembra l'unico modo per tenere a bada gli incubi e il panico che la assale all'improvviso. Un'esistenza grigia e ripetitiva che però la fa sentire protetta. Ma un giorno, inaspettatamente, la morte rientra di nuovo nella sua vita. Laura, la moglie del suo capo, l'unica persona che le abbia mai dimostrato amicizia, ha commesso un tragico errore, un errore che è finito nel sangue. Adesso potrebbe perdere tutto: suo marito, sua figlia, le sue sicurezze. Nadja sa bene che cosa significhi. Ma sa anche che aiutarla la renderebbe sua complice. Mentre si dirige nei boschi dello Spreewald con un carico inquietante nel bagagliaio della macchina, non può certo immaginare che quel luogo popolato di oscure leggende diventerà teatro di una caccia spietata. Qualcuno sta cercando di trascinarla in un gioco perverso e Nadja capirà ben presto che il suo passato sanguinoso potrebbe fare di lei la vittima perfetta. O l'assassina perfetta.
 
Editore ‏ : ‎ Giunti Editore (3 novembre 2021)
Lingua ‏ : ‎ Italiano
Copertina flessibile ‏ : ‎ 384 pagine
Traduttrice in Italiano: Alida Daniele
 
CENNI SULLA VITA 
di: Romy Hausmann 
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Romy Hausmann (1981) ha lavorato come caporedattrice di una casa di produzione televisiva a Monaco. Dalla nascita di suo figlio, lavora come libera professionista per la tv. Vive con la sua famiglia in un cottage nei boschi vicino a Stoccarda.  - La Mia Prediletta - (Giunti 2020) è il suo romanzo d’esordio, divenuto rapidamente un grande bestseller internazionale, rimasto per mesi al 1° posto della classifica dello Spiegel e opzionato per un film di prossima uscita. Un successo confermato dal suo secondo thriller -  La Mamma si è Addormentata.- . I libri di Romy Hausmann sono tradotti in 24 Paesi. Il 03 Novembre 2021, con la traduzione di Alida Daniele, esce – La Mamma si è Addormentata -
 


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lunedì 22 novembre 2021

Karen Sander (Sabine Klewe) - La Dama Verde

KAREN SANDER
LA DAMA VERDE

Recensione - Opinione di
 
Mugnano di Napoli (Na) – 14.11.2021
 
Rapidità! Tutto in questo libro si svolge rapidamente, forse troppo, lasciando parecchi personaggi scoperti. Scoperti nella loro struttura, troppo striminzite le loro personalità. Bisogna stare al passo con gli eventi ed i colpi di scena, persino il finale è veloce e non è molto piacevole, alquanto sciocchino, direi. La storia non è granché ed è anche un tantino pasticciata e noiosa, un thriller senza indizi non è soddisfacente, è solo uno scorrere di parole e fatti. I due psicopatici presenti, addirittura due, Stuart e Ben/Aidan sono lasciati quasi ai margini della vicenda, senza delineare molto di loro; ma se, in un thriller psicologico, ci sono ben due psicopatici, di cui uno anche assassino, bisogna dare loro il giusto peso, spazio e motivazione.
Al di là delle suggestive e favolistiche locations descritte, le Highlands scozzesi, la storia s’incentra su tre tipi di donne.
La prima: Amy e/o Rachel Knight, la ragazzina/donna più assurda dal mondo. Plagiata e condizionabile fino all’eccesso; anche se il suo condizionamento è iniziato dai 14 anni in poi e per sua libera scelta. Ingenua e sciocca, crede anche a fate e folletti. Ad un certo punto della sua esistenza decide di liberarsi/scappare, all' inizio senza neanche troppa convinzione, dal mostro psicopatico e assassino con cui convive, solo perché, in un momento di semi libertà, immagiate uno psicopatico maniaco del controllo che lascia la sua preda semi libera, per caso, per strada, durante una passeggiata, incontra una ragazzina, di circa vent'anni, di cui non sa quasi nulla, anzi nulla, vittima di rapimento da parte di un altro psicopatico, ma che riesce, non si sa come, a fuggire e tornare a casa. Amy e/o Rachel decide di fare altrettanto e tornare da mamma dopo alcune assurde peripezie. Di come si sia liberata la prima ragazzina, Madelin, non è dato sapere. Accettiamo i fatti, sono le vittime! Amy e/o Rachel avrà, però, il suo lieto fine perché erediterà tutto, case e soldoni, dal suo ricco mostro torturatore e vivrà felice e contenta con sua madre, il fratello maggiore, ritornato per l’occasione dal Canada, e con le due nipotine gemelle che non sapeva d’avere. (Iniziate pure a ridere.).
La seconda donna in campo è Susan McFarland; ed è terribile. Nell’ordine: Molto giovane s’innamora e si sposa senza troppa convinzione; dopo un po' di anni ha la sua prima figlia, Madelin, ma si rende conto di non essere felice ne di aver avuto una figlia e neppure del matrimonio. Non è felice perché non lavora più come infermiera e non va più con le amiche a bere il tè e non vive da spensierata ventenne; il marito, guarda caso, s’ammala e muore, ma lascia lei e Madelin economicamente al sicuro. La figlia, però, per Susan, è un peso, ma non è un problema, perché poco dopo le rapiscono la figlia di appena 9/10 anni e Susan McFarland cosa fa? Subito si risposa e sceglie, inconsapevolmente, come marito, il rapitore di sua figlia e, con lui, adotta una bimba con problemi, Harper. Non è finita perché, all’improvviso, un bel giorno, dopo 10 anni, la sua prima figlia, Madelin, si ripresenta in casa, senza sapere perché e percome, ma siamo solo all’inizio! Susan, infatti, riesce a perdere, di nuovo, nel giro di 24/48 ore, la figlia Madelin e il secondo marito, in questo caso il rapitore, viene ammazzato nella cucina di Susan, traumatizzando la sua seconda figlia, Harper, che, a quanto pare, assiste alla scena. Ovviamente anche la figlia persa/ritrovata/persa poi muore senza riabbracciare la madre. Alla fine, questa signora, fulcro della sfortuna massima, si fa forza e coraggio, e durante una vacanza con la figliastra Harper, decide di acquistare una vecchia casa dove ricominciare a vivere, ed ecco il suo lieto fine. 
Ad un certo punto ho pensato due cose, tra le lacrime e le risate: primo che uno psicologo servisse più a lei che alle figlie, ma all’autrice non le è passato neppure per la testa; secondo che Susan McFarland è talmente iellata che neanche se pellegrinasse, a piedi o in ginocchio, nel triangolo Fatina-Lourdes-Medjugorje, e restasse immersa per una settimana nelle sacre acque/piscine di Lourdes, riuscirebbe a liberarsi della sua cattiva sorte. Questo è il personaggio più ridicolo di tutti.
La terza e ultima donna, protagonista in campo, è la poliziotta Kate Fincher. Una triste ragazzetta, figlia d’arte, il suo papà era stato un grande poliziotto che lei decide di emulare. Kate è disperatamente innamorata, in segreto ovviamente, del suo affascinante capo, l’ispettore capo McMillan, a lei, peggio di un adolescente alla prima cotta, batte il cuore forte forte ad ogni sguardo del suo bellissimo ispettore capo. È una perfetta imbranata, distratta e incompetente, e sa di esserlo, in quanto se lo dice da sola dopo ogni singolo errore che commette, ma alla fine, alla velocità di - The Flash - , si trasforma in una super poliziotta, meglio di Bruce Willis in Codice Mercury, e risolve il caso, tra folletti e spiritelli verdastri generati dalla fantasia della vittima. E dulcis in fundo, senza se e senza ma, il suo capo, l’ispettore capo McMillan, invece di darle una gran bella strigliata per tutti i disastri e le imprudenze compiute, tra cui mettere a rischio la vita di una vittima, tra l' altro infantile e disturbata, la porta su una panchina, nel parco dell’osservatorio, su una bella collina verdeggiante, e, avvolto in cappotto svolazzante, con lo sguardo al vento e le mani in tasca, le confessa il suo amore. (Si! Iniziate a farvi scendere le lacrime dal ridicolo!).
Questo è stato il momento in cui ho gettato il libro dall’altra parte del letto ed ho deciso che diverrà una zeppa per sotto qualche mobilio. Praticamente un autentico disastro. Un testo bruttissimo come pochi che sconsiglio dal profondo del cuore a tutti gli amanti dei thriller. L.Ch.
Il mio voto in libri da 1 a 5 è un misero 2; solo per lo sforzo d'aver raccontato una storia così arronzata. 📚📚🕮🕮🕮

 

TRAMA
LA DAMA VERDE
di KAREN SANDER
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Quando una ragazza trasandata, con i capelli biondi e la pelle chiara punteggiata di lentiggini, si presenta sulla porta di Susan McFarland, gli occhi della donna si riempiono di lacrime: possibile che sia proprio Madelin, la sua Madelin, la figlia scomparsa misteriosamente dieci anni prima e che ormai credeva morta? Eppure, dopo tutto quel tempo, la giovane è riuscita per miracolo a sfuggire al suo brutale carceriere e tornare a casa. Ma non sarà l’unica, sconvolgente sorpresa per Susan e la sua famiglia: poche ore dopo, Madelin è di nuovo svanita nel nulla, il marito di Susan giace in una pozza di sangue e la figlia più piccola, Harper, si è chiusa in un armadio ed è talmente scioccata da non riuscire più a parlare. Che cosa è accaduto durante la breve assenza della donna? L’ispettore Tom Pine della polizia di Edimburgo, che dieci anni prima aveva indagato sulla scomparsa di Madelin, accorre sulla scena insieme alla sua partner Kate Fincher, più giovane di lui, ma col fiuto e la tenacia dei detective più esperti. Scattano subito le ricerche per ritrovare la ragazza: le prime segnalazioni indicano che Madelin si sta addentrando nelle Highlands, forse di nuovo in fuga dal suo rapitore, ed è vitale trovarla prima che sia lui a farlo. Ma fra quei laghi in cui si specchiano antichi castelli popolati di spettri e leggende, si nascondono misteri impenetrabili come la coltre di nebbia che avvolge ogni cosa…


CENNI SULLA VITA di:
KAREN SANDER - Sabine Klewe

Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Karen Sander vive, con il marito, in Renania (una regione della Germania). Sotto il suo vero nome Sabine Klewe ha scritto numerosi libri di crimini e, anche, molti thriller. Mentre sotto lo pseudonimo di Sabine Martin lei ha scritto con Martin Conrath anche romanzi storici. Ha lavorato a lungo come traduttrice e docente universitaria, prima di raggiungere il successo internazionale con la serie incentrata sulla coppia investigativa Stadler-Montario, pubblicata in Italia da Giunti (Muori con meAscolta o muoriGuarda o muoriAdesso muori). La dama verde ha scalato le classifiche tedesche segnando la svolta dell’autrice verso la suspense psicologica. Sabine Klewe, nata nel 1966 a Düsseldorf, ha studiato letteratura a Düsseldorf e a Londra. Oltre al suo lavoro di autrice è anche traduttrice letteraria freelance e docente presso la Heinrich-Heine-Universität Düsseldorf. Nel novembre 2006 ha ricevuto per il suo racconto "Marilyn" il Carinthian Thriller Prize (3° posto) e nel dicembre 2006 il Förderpreis für Literatur der Landeshauptstadt Düsseldorf in Northrhine-Westphalia. Dal 2004, ha pubblicato cinque thriller sull'investigatrice per hobby Katrin Sandmann. Insieme all'autore Martin Conrath ha pubblicato quattro romanzi gialli storici. Nell'aprile 20 è apparso il dodicesimo romanzo: Die weißen Schatten der Nacht è il secondo caso per il duo di investigatori di Düsseldorf Lydia Louis e Christopher Solomon. Sabine Klewe è membro del Köln-Düsseldorfer Kriminalkomitee. È madre di tre figli e vive a Bilk. 

Autrice: Vero nome è Sabine Klewe ha utilizzato come Pseudonimi Sabine Martin e Karen Sander
Casa Editrice: Giunti
Lingua: Italiana
Traduttrice : Lucia Ferrantini
Prima Edizione: 22.09.2021
Pagine: 276 Copertina Flessibile
 
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