Recensioni e Video Recensioni, Unboxing, Presentazioni ed Eventi.
Le mie Recensioni rispecchiano le Sensazioni e le Emozioni che i libri mi regalano!
Un Libro dà non prende!
Luigia Chianese
- Gazzetta di Parma –
Bollettino Straordinario – Processo per l’assassinio del Cav. Gaspare Bolla –
1875
- Gli Articoli di
vari quotidiani dal 1874 al 1875; e per finire:
- Relazione del
dibattimento nella causa contro Pietro Cavalli detto Bornisa ed altri sette
coaccusati dell’assassinio del cav. Gaspare Bolla – Supplemento al giornale
- Il Presente - (Premiato Stabilimento Tipografico Ditta
Pietro Grazioli) ed. 1911.
In questo romanzo si
narra, principalmente, della costruzione di un processo e del processo stesso
che porta ad un epilogo davvero inaspettato per tanti uomini e indirettamente
su donne e figli!
I “battibecchi e le frecciatine” tra
il Pubblico Ministero Sismonda e
laDifesa dall'Avvocato Priario sono eccezionali nella loro struttura. Attacco e
difesa, difesa e attacco; sono come sciabolate. Nessuno cede, ogni attore
sprigiona la propria potenza con le parole e con i fatti, con la legalità e con
la menzogna. Ogni lettore si divertirà tantissimo a leggere questo romanzo,
volando tra gerghi forbiti, tipici degli uomini di cultura, e parlate popolari,
quelle del volgo; ed il tutto si tiene in piedi in un equilibrio realistico e
perfetto che perdurerà per l’intera narrazione. Da pagina 34:
<<
“Non parlate così difficile Consigliere,
noi
siamo persone semplici e non capiamo di queste cose…
non
chiediamo molto, solo di poter mangiare.”>>.
Adiamo sul
concreto, però: - Una Vita per un Ideale – ecco cosa succede in questo
romanzo. Tra le righe di un processo farsa e i malcelati desideri di potere e
controllo dei più ricchi sul popolo, si gioca con la vita degli uomini, in
particolare con la vita del calzolaio Bornisa, ovvero Cavalli Pietro ex
Garibaldino. – Una Vita per un Ideale – sembra romantico e infatti cosa
sarebbe la vita senza ideali? Che questi, però, abbiano un prezzo è cosa nota;
ma la differenza sta nel perseguirli, accettarli e viverli oppure nel doverli
subire.
Questo il tema
tra e righe: - Chi Subisce Cosa e Perché -. Questo romanzo fa riflettere
su quanto sia cara a noi la Libertà, la Verità e la Giustizia; ma quanto sia
troppo facile manipolarla a uso e consumo dei più potenti. In - Bornisa
- tali potenti, in questo caso squallidi arrivisti, sono incarnati addirittura
da chi la Giustizia la dovrebbe esercitare e rappresentare invece ci troviamo
di fronte all’infame Presidente della Corte, il Cavalier Scacchetti,
sfacciatamente non neutrale, e il viscido Ispettore di P.S. Alberto Montagnini,
responsabile per le indagini sulla morte di Gaspare Bolla, Consigliere del Questore
di Parma, poco amato dal popolo per i suoi modi sbrigativi nei confronti del
popolo stesso. Il loro “giocare sporco” costa la vita e la libertà a uomini
semplici e perbene; popolani che hanno come scopo solo d’essere dei buoni
cittadini e di voler sfamare le loro famiglie.
Da notare un
personaggio fuori dal coro. Vi è chi è incudine e chi martello e poi vi è lei:
Gemma. Fuori dal tempo, distante dalle vicende che accadono intorno a lei pur
trovandosi nel pieno occhio del ciclone. Per questa donna, l’ingenua governante
Gemma, esiste solo il suo amore e la sua passione per l’arrogante Ispettore
Montagnini. Un amore non nascosto ma manifestato con mille attenzioni e premure
quasi ad arrivare al comico e grottesco; un personaggio sia irritante che
divertente!
Il romanzo,
anche grazie a questi personaggi, diventa a tratti leggero se pur nella tragicità
dei fatti raccontati.
Da tener
presente che i due autori ci fanno notare che pur essedo, tale racconto,
ispirato a un fatto realmente accaduto, personaggi ed eventi, sono stati
alterati ai fini drammatici della storia.
Il finale ci
lascia basiti e sconvolti ma con la consapevolezza che anche tutto questo fa
parte della storia di noi Italiani. Per questo non si può non ringraziare gli
autori Matteo Di Gennaro e Michele Tagliavini per
grande lavoro di ricerca svolto e per averlo romanzato per noi lettori. Consiglio
questa lettura! Luigia Chianese
Nella
mia scala, da 1 a 5, gradimento libro, questo testo, merita un 2 e mezzo
virante al 3 Libri. 📕📗📚📖🕮
5 giugno 1874. La vita di Cavalli Pietro,
detto "Bornisa", e improvvisamente travolta dall'accusa di omicidio.
Il Consigliere del Questore di Parma, Gaspare Bolla, viene trovato morto sul
selciato della strada, a pochi metri da casa colpito da uno stiletto (coltello
a lama lunga e affilata). Le indagini frettolose porteranno al calvario del
protagonista che verrà sottoposto a un incalzante e aggressivo giudizio
processuale. Nella Parma ottocentesca, infuocata dal malcontento popolare per
l'Unita d'Italia, si consuma un processo avvincente: il Pubblico Ministero
Sismonda e il Collegio della Difesa, capitanato dall'Avvocato Priario, si
scontrano in un confronto senza esclusione di colpi. Tra società segrete e
complotti si gioca tra l'arroganza del benessere e la disperazione della
miseria. In questo thriller storico, niente è come sembra: i continui colpi di
scena mettono a nudo, una realtà sociale alla deriva. Chi vincerà la partita
della vita?
Editore: Tozzuolo (30 marzo 2023)
Lingua: Italiano
Copertina flessibile: 240 pagine - Dimensioni:
14.8 x 1.2 x 21 cm
MATTEO DI GENNARO: Matteo Di Gennaro nato
a Parma il 23 Giugno 1968. La vita mi ha portato a visitare molti posti,
Corsica, Giamaica, Cuba, la nostra splendida Italia nelle città di Milano,
Torino, Roma, Pistoia, Firenze. Negli ultimi dieci anni ho vissuto a Bardi, un
tranquillo paese delle montagne parmensi sorvegliato dall’imponente Castello
dei Landi, per ritornare poi a Parma, la mia casa. Diplomato. Master in
Psicologia e Neuro psichiatria Infantile. Scrittore/Ghostwriter. Le esperienze vissute
nel corso degli anni insieme ai molteplici libri letti avidamente hanno formato
non poco la mia mente, orientandola a scoprire verità alternative che nella
maggior parte dei casi si sono rivelate vere e proprie maestre di vita. Da
sempre scrivere è la mia più grande passione, ora, è divenuta la mia
professione. Nel 2006 ho pubblicato
con la Casa Editrice Battei “Frammenti di Vita”, una raccolta di
poesie tutt’ora disponibile su Amazon, edita dalla Casa Editrice Battei di
Parma. Dopo tredici anni
dedicati allo studio delle filosofie orientali e alla meditazione riprende con
vigore la scrittura mettendovi anima e corpo. “La Casa Malata”, racconto
esoterico che mette a nudo l’eterno conflitto interiore dell’uomo, segna un
ritorno in grande stile, dal settembre 2023 disponibile anche in lingua inglese
e spagnala. “Uno Strano Amico” è una straordinaria storia
d’amicizia dentro la quale prendono vita suggestive riflessioni sulla vera
essenza dell’Uomo. Pubblicato in Self Publishing il 06 maggio 2020 ma ora non è
più in commercio perché verrà rielaborato e sarà pubblicato in giugno 2023 con
il titolo di “Ovidio”. Il romanzo "Angeli Caduti" (25 gennaio 2023)
è un thriller coraggioso, che cerca di dare voce a chi non ne ha: tra Italia,
Colombia e Cuba un susseguirsi di avvenimenti che destabilizzeranno il lettore
avvolgendolo in un turbinio di emozioni. Ache questo romanzo dal settembre 2023
è disponibile anche in Spagnolo e Inglese.
MICHELE TAGLIAVINI: Laureato
in economia, da sempre tifoso del Parma è fondatore dell’agenzia pubblicitaria
Makia, del marchio di abbigliamento About e del sito parma1913.com.
Ha voluto
portare a Parma l’ambito statistico storico sulla squadra mettendo alla luce
tutti i dati dalla fondazione, è co-autore dei libri pubblicati “almanacco
Parma 100” e “la maglia nel cuore” vol.1 e vol.2.
***************** RIPRODUZIONE E CITAZIONI 📚 Tutte le recensioni e i contenuti critici sono opere originali della dott.ssa Luigia Chianese, Books Blogger; autrice e curatrice del Blog “Libri e Opinioni” (http://www.librieopinioni.com) e dei relativi canali social: 📌 Ogni riproduzione, anche parziale, è vietata senza esplicita citazione e autorizzazione. ✨ Grazie per aver letto e condiviso la mia passione per i libri! #LuigiaChianese #BooksBlogger #LibriEOpinioni #Recensioni #LuigiaBooksBlogger *****************
Impressionante e disarmante questo libro.
Anatomia di un Omicidio è un Thriller Legale, del 1958, di eccelso
livello; ma è di certo più famosa la sua trasposizione cinematografica: - Anatomy of a Murder - di Otto Preminger.(Con
l’interpretazione di Jemes Stwart, nella parte dell’avvocato Paul Biegler, Arthur
O'Connell, nella parte di Parnell,George
C. Scott nel ruolo del procuratore, Ben Gazzara nella parte del Ten.Frederick Manion, Lee Remick nella parte di Laura Manion ed infine Joseph
Welch nel ruolo del - Giudice - Presidente della Corte.).
Nel libro, però, abbiamo qualcosa di più
intenso, in particolare abbiamo una circostanza, un tantino sottovalutata nel celebre omonimo
film, un momento fondamentale per il testo, ovvero quando la difesa riesce a
far invalidare la diagnosi dello psichiatra dell'accusa, avvenuta senza un
esame diretto dell'imputato.
Ad onore del vero devo ricordare che il libro di Robert Traver (Pseudonimo del Giudice
della Corte Suprema John D. Voelker) è autobiografico e ricalca un caso giudiziario nel 1952.
Nel racconto, durante una battuta di pesca, (La pesca era la grande passione
dell’autore) un giovane avvocato quarantenne, Paul Biegler, (Alias Robert Traver, alias John D.
Voelker), un po' deluso dalla sua carriera, è chiamato, più
precisamente è disturbato, su sollecito del suo miglior amico, un ex giudice mezzo
alcolizzato, a difendere, in un processo, il Tenente Frederick Manion, (Nella vita reale
era il Militare Coleman Peterson)accusato di omicidio
di primo grado.
L’avvocato riesce a far affermare il principio di - Non punibilità per chi commette un
crimine in preda a un "Impulso Irresistibile", tale da generare uno
stato di temporanea infermità mentale – Vagamente simile al vecchio ed
italianissimo Delitto d’Onore, perché l’omicidio è stato commesso per vendicare
una donna e il proprio onore. Il come l’avvocato Paul Biegler (Alias Robert Traver, alias John D.
Voelker) ci riesce, per me, è più interessante del risultato stesso da
un punto di vista psico-letterario-giuridico, ma empaticamente, moralmente ed
eticamente è una faccenda che riguarda il singolo lettore.
Il testo, infatti, è stracolmo
di dialoghi, e sono quasi tutti ricchi di suspense, ed è abbastanza pieno di
aneddoti giudiziari americani che vengono ben compensati dalle - Note sui
Termini Giudiziari - che l’autore fa premurosamente trovare a fine libro. Il
tutto risulta facile da comprendere, un linguaggio pulito e fresco, con una
stesura limpida e chiara sia dei luoghi che della vicenda in sé e soprattutto della
personalità di tutti i protagonisti, ottima anche la sintetica ma incisiva - Introduzione - alla lettura da parte dell’autore Robert Traver, (Pseudonimo di John D. Voelker).
Tutta la storia si
svolge nella cittadina di Marquette, per essere precisi
nella Penisola Superiore del Michigan; (P.S. per tutti); qui, un
venerdì sera, il Tenente Frederick Manion, pluridecorato reduce
dalla guerra di Corea e non solo, uccide o come scrive l’autore “sforacchia”,
davanti a molti testimoni, con cinque colpi di una Luger calibro trentotto, Barney
Quill, direttore dell’albergo e del bar, perché, quest’ultimo, aveva abusato di
Laura Manion, moglie del suddetto Tenente. Lei, descritta, principalmente
dall’accusa, come lasciva e provocatoria,
aveva accettato, di mal voglia, secondo la difesa, un passaggio in auto da
Barney Quill ed era stata, usando le parole che l’autore mette in bocca al se
stesso del racconto: aggredita, tormentata e violentataproprio da
quest’ultimo. Il Tenente, saputo ciò, agisce d’istinto - Agisce d’Impulso Irresistibile
- e nel bar, trovandosi dinnanzi al
reo violentatore, lo “sforacchia”. Dopo averlo ammazzato, il Tenente Frederick
Manion, se ne ritorna nella sua roulotte, dove vive con la moglie Laura, chiedendo,
con molta calma, al custode del campeggio, di chiamare lo sceriffo per farlo
arrestare. Da questo punto inizia la presa in carico dell’imputato da parte
dell’ avvocato Paul Biegler, ed inizia il processo.
La bellezza di questo lavoro giuridico-psico-letterario, di ben 524 pagine
fitte, sta nei dibattiti processuali, nei rimpalli tra accusa e difesa e soprattutto
nella requisitoria finale dell’avvocato della difesa, Paul Biegler, (Alias Robert Traver, alias John D.
Voelker)che è un capolavoro giuridico-emozionale
che lascia il lettore senza fiato. Anatomia di un Omicidio è veramente
un’anatomia perché sviscera, analizza, seziona, ispeziona, indaga e
approfondisce, fino all’estremo, ogni singola azione compiuta, ogni
sfaccettatura psicologia dei personaggi e ogni emozione vissuta ma, soprattutto,
fa breccia dentro una forma mentis un po' chiusa; quella dell’America Puritana
del 1958. È un lungo ed appassionante racconto che rapisce per potenza e
introspezione. L.Ch.
Il mio voto in una scala-libri da 1 a 5 è un grande 4. 📚📚📚📚📖
TRAMA
Anatomia di un Omicidio
di Robert Traver
Pseudonimo di John D. Voelker
Ripresa
da internet e/o dalla 4° di copertina:
Anatomia di un omicidio (Anatomy of a Murder) è un
romanzo del 1958. È un bestseller che ha venduto oltre 4 milioni di copie e fu
tradotto in più di dodici lingue, da cui un anno dopo fu tratto l’omonimo film.
Nella cittadina di Marquette, nella Penisola
superiore del Michigan, Paul Biegler, un avvocato che vive la
delusione per la perdita del posto di pubblico accusatore impegnandosi solo in
piccole cause e dedicando buona parte del tempo alla pesca, viene incaricato
della difesa in un processo per omicidio. La moglie dell'imputato, donna
dall'atteggiamento disinibito, afferma di essere stata violentata dal gestore
di un bar dal quale aveva accettato un passaggio in auto. Suo marito,
il tenente Frederick Manion, decorato reduce dalla guerra di
Corea, appreso l'accaduto e constatati gli evidenti segni delle percosse, la
notte stessa si è recato presso il bar del violentatore e ha sparato all'uomo
uccidendolo davanti alla clientela; poi è tornato tranquillamente alla roulotte
dove la coppia vive dicendo al custode del campeggio di chiamare lo sceriffo
per arrestarlo. L'avvocato è spinto ad accettare la causa dal suo migliore
amico, ex giudice alcolizzato, e anche per spirito di rivincita dopo le
disavventure professionali, ritenendo che l'unica strategia di difesa possibile
debba riguardare le condizioni mentali dell'accusato al momento del delitto.
Viene aiutato nella preparazione del processo dalla fedele segretaria e
dall'amico giurista, che trova un'occasione per redimersi dall'alcolismo,
mentre la pubblica accusa locale viene coadiuvata da un pubblico ministero
giunto appositamente dalla città. Il contenuto è autobiografico,
rifacendosi a un caso giudiziario al quale nel 1952 l'autore partecipò come
avvocato difensore e in cui venne riaffermato il principio della non punibilità
di chi commette un crimine in preda a un "Impulso Irresistibile",
tale da determinare uno stato di temporanea infermità mentale.
Film:
Anatomy of a Murder - di Otto Preminger.
(Con l’interpretazione di Jemes Stwart, nella parte dell’avvocato Paul Biegler,
Arthur O'Connell, nella parte di Parnell,
George C. Scott nel ruolo del procuratore,
Ben Gazzara nella parte del Ten.Frederick Manion,
Lee Remick nella parte di Laura Manion ed infine Joseph Welch nel ruolo del - Giudice - Presidente della Corte.).
Nella Foto:
A sx: Otto Preminger A Dx : Robert Traver (Pseudonimo di John D. Voelker)
Edizioni Italiane:
Garzanti 1959 A.Vallardi 1984
Autore: Robert Traver (pseudonimo di John D. Voelker)
Robert Traver è lo
pseudonimo di John D. Voelker, un alto magistrato americano
autore di vari romanzi di argomento giudiziario. Nato il 29 giugno 1903, Ishpeming, Michigan, Stati Uniti ed è Morto il 18
marzo 1991, Marquette, Michigan, sempre negli Stati Uniti. Ha
Studiato presso Università del Michigan, University of
Michigan Law School. E fu candidato al National Book
Award per la narrativa. Svolse l'attività di pubblico accusatore,
avvocato e successivamente giudice della corte suprema dello stato
del Michigan. In qualità di legale nel 1952 difese con successo
dall'accusa di omicidio il militare Coleman Peterson, ritenuto dalla giuria non
colpevole in quanto, come sostenuto da Voelker, vittima di un "impulso
irresistibile", motivato dal fatto che la vittima
aveva stuprato la moglie. Dalle vicende autobiografiche del
processo lo scrittore-uomo di legge ricavò lo spunto del
romanzo bestseller che gli dette la notorietà: Anatomia di un
omicidio, pubblicato nel 1958, che vendette 4 milioni di copie e da cui un
anno dopo fu tratto l'omonimo film di Otto Preminger. Deve la sua notorietà a questo libro. Nel 1959
lasciò l'attività di giudice per dedicarsi a tempo pieno a quella di scrittore
e alla pesca, sua grande passione che "trasmise" al protagonista del
suo romanzo più famoso.
Un'opera sconvolgente: un crocevia tra un testamento ed un viaggio, a tratti psichedelico, all'interno di una mente consapevole.Benché il titolo e la copertina del libro, suonino come un monito, si rimane davvero stupiti dalla sostanza "incontrata durante il viaggio". Una sostanza profonda, costellata di riflessioni e domande, mai di giudizi: se non per i mafiosi. Argomenti difficili anche solo da isolare nella mente di ognuno: figurarsi renderli a terzi: fede; spiritualità; amore; amicizia; consapevolezza, empatia ma anche vendetta e perdono: l'autore ci è riuscito con una naturalezza a tratti imbarazzante. Benché la trama del romanzo non abbia riscontro preciso rispetto alle vicende della vita dell'autore, appare lampante come le emozioni vissute da quest'ultimo, siano il fil rouge indissolubile dell'opera: rabbia, tristezza, odio e soprattutto paura: ma anche gioia nella fede, nell'amore e nell'amicizia. Il concetto dell'amicizia, dalla visione complessiva dell'opera, emerge estremamente profondo, alla stregua di quello della genitorialità: nonostante ciò la resa del concetto risulta spaventosamente naturale e credibile.
Nonostante sia un'opera di denuncia della Ndrangheta e delle parti deviate dello Stato, questa rimane un'opera d'amore. In calce al libro, nella descrizione dell'autore, ho trovato scritto: "In attesa di Enrico Quarto". Solo successivamente ho capito trattasi di un’ esemplificazione di quanto fin qui abbia cercato di rendere. Enrico Quarto sarà la ludoteca che l'autore aprirà, prossimamente, nel cuore di Gaeta. Lo ha dedicato a suo cugino/fraterno, Enrico Amelio, di Quarto, cofondatore del progetto e morto ucciso dalla camorra (come già accertato in sede giudiziaria) Si: questa è un'opera trasversale; un'opera obliqua, a tratti materica, che offre uno spaccato affidabile circa le sofferenze e le paure di un uomo impegnato: di un uomo "sporco di vita".
Le apparenze possono ingannare; e ciò che sicuramente non
fanno, è darci una visione approfondita di quanto al nostro esame. Ciò non vuol
dire che le valutazioni basate sulle apparenze siano, di per sé, sbagliate;
devono solo essere supportate dalla consapevolezza che sono superficiali (da
non intendere, in tal caso, in senso negativo), ovvero maturate da una visione
esterna, dalla visione della sola "scorza". È inevitabile che l'uomo
si faccia un'idea su una persona incontrata per la prima volta, basata sul modo
di parlare, linguaggio del corpo, abito, auto ecc.; a volte avviene in un attimo.
Le apparenze sono tutte intorno a noi e ci sollecitano di continuo.
(NOTA: L'autore ha concesso file e permessi )
SINOSSI
LE APPARENZE
La vita è una stagione
enormemente sopravvalutata
Salvatore Carandente Tartaglia
(Meravigliosa non potevo non pubblicarla)
Gentilmente Inviatami
dall’ autore con il permesso di pubblicarla:
Le valutazioni
basate sull’apparenze non sono, di per sé, sbagliate. Necessitano però la
consapevolezza della superficialità: cosa che non va intesa in senso negativo.
Vuol dire solo che, esse valutazioni, sono scaturite da una visione
esclusivamente esterna; della sola “scorza”. Rispetto alle apparenze si viaggia
nel campo della legittimità. Per il merito invece, necessitano migliaia di
altre “conoscenze”. In caso contrario si correrebbe il distruttivo rischio di
confondere una verità relativa con un’assoluta. Troppo spesso
rimuginiamo sul passato o ci proiettiamo a capofitto nel futuro. Troppo spesso
viviamo nella nostra testa, quando invece dovremmo fare esperienza diretta del
mondo. Qui ed ora. La consapevolezza di ciò è l’unico modo per evitare di essere
attratti dal potentissimo vortice del confronto e del giudizio. È l’unico modo
per evitare di considerare assolute cose assolutamente relative. La conoscenza è
un percorso impegnativo che tira dritto verso l’umiltà FOTO PADRE PINO
PUGLISI(POSSIBILMENTE – IN MANCANZA
NOME): quest’uomo, della sua vita, non ha sprecato niente; nemmeno la morte. L’empatia è
straordinaria capacità di stare dentro la vita, quant’anche vi sia dolore. “Occorre compiere fino in fondo il proprio
dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perché
è in ciò che sta l’essenza della dignità umana” (John Fitzgerald Kennedy). È difficile
essere curiosi ed infelici allo stesso tempo. “So di non sapere” (Socrate): è
l’intuizione faro di uomini straordinariamente illuminati: “Io vo dattorno ricercando e investigando
secondo la parola del Dio se ci sia alcuno tra i cittadini e fra gli stranieri
che io possa ritenere sapiente; e poiché sembrami non ci sia nessuno, io vengo
così in aiuto al Dio dimostrando che sapiente non esiste nessuno” (Platone). “Bisogna, con umiltà, accettare l’idea che il
progetto su di noi ci sovrasta sempre ed è sempre avanti” (Padre Pino
Puglisi). Nostro Signore
ha strutturato l’Universo affinché non si possano avere tutte le risposte,
proprio perché in questa continua ricerca risiede il fine dell’essere umano
consapevole. La continua espansione dell’Universo, a velocità probabilmente
superiore a quella della luce, sembra corollario affidabile di tale postulato. In profondità i
dubbi e le domande aumentano in maniera proporzionale. Nella Bibbia è
scritto chiaramente: “Dio manda gli
stolti per confondere i sapienti”. Vuol dire che siamo destinati
all’approfondimento continuo, affinché ci si tenga sempre in “allenamento”. “E’ proprio quando credete di sapere qualcosa
che dovete guardarla da un’altra prospettiva” (Robin Williams). Ci si può
gratificare grazie all’incontro con quello che Padre Puglisi ha definito
“l’intuito”. La scintilla; una scintilla d’inizio, mai di una fine. Agendo nel
giusto, impegnandosi a migliorare, si riceve in dono da Dio conoscenze che
nemmeno si credeva potessero esistere. Le nostre
caratteristiche, positive o negative che siano, nulla hanno a che fare con i
nostri meriti e demeriti; questi, invece, dipendano da cosa ce ne facciamo di
tali caratteristiche: quanto siamo disposti ad impegnarci per limare i difetti
e cosa siamo disposti a fare per onorare le nostre personali vocazioni.
Dipendono, cioè, da ogni singola decisione presa nella nostra vita; partendo da
quelle apparentemente meno importanti (come quella di donare o meno un
sorriso). “Siamo nati per l’amore”. Il principio
per cui esso farebbe girare il mondo ha un fondamento consistente; l’amore ci
ispira, ci stupisce, ci fortifica, c’insegna: a preoccuparci della sofferenza
altrui, a saper perdonare, a comprendere gli errori degli altri. “Amore è apertura esistenziale alla
trascendenza” (Padre Pino Puglisi). Le conoscenze,
ci permettono di sviluppare l’empatia e non farci attirare dal vortice, tanto
ben organizzato dal nostro cervello, del confronto e del giudizio. Albert
Einstein, ha detto che le uniche cose infinite sono l’Universo e la stupidità
umana, ammettendo poi che dell’Universo non ne era certo; ma ha anche detto che
gli esseri umani sono capaci di innescare la “spirale positiva”. “Fra i tanti
soprusi commessi dalle mafie vi è anche quello linguistico (Francesco
Deliziosi) Potremmo stare
a parlare per giorni di principi, senza scoprire, dell’altro quale religione
abbia abbracciato. Dio le ha legittimate tutte; tanto è funzionale al Disegno: affinché
si possa maturare la convinzione dei propri limiti e, in tal modo, navigare verso
l’Infinito. Se
non fosse solo una prova lampo, la vita, in essa, Dio, non avrebbe previsto la
sofferenza. E, forse, se non avesse avuto bisogno di questa prova, la vita,
nemmeno l’avrebbe creata”. Per gli uomini
straordinari, il rischio di morte può essere serenamente accettato, certamente
più di altri rischi, pur non empiricamente conosciuti. Che pure sentano essere
qualcosa assomigliante alla sostanza.
Qualcosa che potrebbe rappresentare la
scriminante tra aver vissuto o aver sprecato. Chiunque non abbia
mai sbagliato non avrà provato nulla di nuovo (Albert Einstein). “Basta che
siete giovani perché vi ami tantissimo” (Don Giovanni Bosco). “Nessuna
battaglia è troppo lunga e nessuna guerra è troppo difficile per non
combatterla fini in fondo” (On.Le Pietro Grasso). La disciplina
dell’arma, rispetto a persone come queste, tendenti al valore, manifesta tutti
i suoi meriti. “Tanto non possono nulla contro di noi, al
massimo possono ucciderci (Joe Pistone). L’eternità è,
al tempo stesso, il fine stesso della vita e l’unica cosa in grado di darle un
senso. L’Universo,
nella sua gamma infinita di colori, suoni, energie, costituisce un’armonia
estasiante. È come se
l’Universo fosse impegnato a comunicare a se stesso istantaneamente. Al di là
di ogni logica di tempo e spazio. Foto Papa
Francesco “Lui non è uno dei tanti; con
Lui proprio non vi potete confondere. Lui è il degno rappresentante di Nostro
Signore. Perché è il Papa? Mhh… no! Perché sta cambiando il mondo! Da solo! E,
soprattutto, perché lo sta facendo seguendo fedelmente l’insegnamento”. “La ndrangheta è una sorta di mostruoso
animale giurassico che non si estingue, perché sono ancora in tanti a
proteggerla, a tutelarla, a cercarla ed a legittimarla” (Nicola Gratteri). Il progetto è
di concedere lo Spirito Santo a chi si sia veramente impegnato. Le
caratteristiche che ognuno di noi ha, positive e negative e concesse con
immensa sapienza, non hanno nulla a che vedere con i nostri meriti o demeriti.
Questi dipendono da cosa ce ne facciamo di ogn’una di queste cose è
incredibilmente interessante prendereatto come una
persona, una persona sola, abbia in sé, tanta potenzialità. Ovvero come possa
incidere fortemente nella vita di altri esseri viventi. Giudicando ci
si sente gratificati per esclusione. Se c’è qualcuno
che non abbia mai fatto errori allora vuol dire che non è umano e se saremo
consapevoli di ciò sarà il nostro inconscio a ricordarcelo e sarà molto peggio. “Ogni volta
avalliamo il male siamo stranieri noi stessi” (Padre Fabio). Padre Pino
Puglisi: Quando avverti che un semplice uomo possa spostare le coscienze,
avverti, inevitabile, la sensazione che, credendo, si possano veramente
smuovere le montagne. Non saremo
stati dei buoni genitori se non avremo amato ogni singolo bambino al mondo. I bambini sono
doni straordinari concessici affinché li si promuove alla vita, nel mentre
s’insegna a noi stessi: loro sono, insieme, l’essenza della vita e la misura di
quanto voliamo. Essere amati ci
rende forti, ma amare ci rende coraggiosi. Si Signore: se
andiamo rischiamo di morire tutti; ma se non andiamo rischiamo molto, molto di
più. Questo manipolo
di uomini straordinari, la morte, sono pronti ad affrontarla a testa alta: con
la fierezza del loro immenso rapporto. Questi uomini stanno facendo, semplicemente, ciò che va
fatto: prendere o dare vita per gli uomini che li hanno salvati. Niente più e
niente meno. Un uomo che cade offre la possibilità di tendergli una mano.
Ineluttabilmente, nella vita, siamo talvolta “quello che cade”, talaltra “quello
tende la mano”. In ogni caso possiamo sentire la possente forza edificante
della dignità; dell’amore. Il Malgano, inizialmente, rimane fermo. Disorientato e
stupito. Poi tradisce tutta la sua debolezza ed inconsistenza, proprie dei
mafiosi, pur mascherate dalla capacità di compiere azioni forti. Piagnucolando
dal dolore, grida: “Mi ha rotto il naso,
mi ha rotto il naso ………….. brutto stronzo, sei morto”. “Posto assurdo questo,
dove il male ha preso il sopravvento in ogni parte della società, partendo da
quelle più importanti. Posto dove nemmeno si pensa possa esserci un’altra
possibilità. Ma non è un caso che dove vi sia tanto male, il bene, quello
residuo, sia enormemente concentrato. Parlo di quelle persone veramente toste,
quelle che onorano la vita, quelle che, guardandole, ti capita di capire
perché, la vita stessa, esista ancora”. “Bisogna
essere disposti pure al sacrificio della vita per Evangelizzare contro la
cultura della morte” (Papa Giovanni Paolo II). “Chiunque
scandalizzerà uno solo di questi piccoli, gli conviene che gli venga appesa al
collo una macina da mulino e sia gettato nel profondodel mare”. (Gesù). Essere soli è
la disgrazia più grande alla qual possiamo andare incontro (Padre Pino
Puglisi) Nel 2014 Papa Francesco ha scomunicato i mafiosi. “La mafia non è affatto
invincibile. È un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà
anche una fine” (Giovanni Falcone). “Ogni anno vedendo quel mare di gente,
quell’esercito silenzioso e pieno di speranza che vi commemora, me ne convinco
ancora di più. Hai ragione, Giovanni: avrà una fine” (Pietro Grasso). “La mafia mi ucciderà quando altri
lo consentiranno” (Paolo Borsellino). “La persona è immagine di Dio e
Dio non disprezza la propria immagine. Trova sempre il modo di riscattarla”
(Papa Francesco).“Non c’è niente di nobile ad
essere migliore di un altro; nobile è essere migliore di ieri” (Oscar
Wilde). “Niente e nessuno, al di fuori di
noi, può dare significato alla nostra vita” (Fromm). “Perché il Maestro è dentro: dentro
il profondo di ognuno di noi” (S. Agostino). “Quando la felicità non la vedi,
cercala dentro” (Napoli). “Ognuno di noi rappresenta solo
una goccia nell’oceano: eppure senza gocce l’oceano non esisterebbe” (Madre
Teresa di Calcutta) “Se dovesse succedermi qualcosa di
molto grave si ricordi questo incontro con il ministro Rognoni, perché a questo
incontro è da collegare quanto di grave mi potrà accadere” (Pier Santi
Mattarella). Legge La Torre: “E’ l’unico
strumento giudiziario veramente efficace nelle mani della magistratura”
(Nicola Gratteri). Boris Giuliano: “Il miglior
poliziotto d’Italia” (Pietro Grasso). Ninni Cassarà ed i suoi uomini straordinari: allorquando chiedevano
mezzi e risorse allo stato si sentivano rispondere che non c’erano fondi. All’epoca
ministro dell’interno era un certo Oscar Luigi Scalfaro. Le indagini, le
testimonianze, le ricostruzioni e le sentenze dei decenni successivi hanno
accertato come, in quegli anni, si spartissero torte enormi. Io stesso ricordo
come in prossimità delle elezioni per la composizione del parlamento, i
candidati, almeno quelli più “in vista”, per numerose settimane organizzavano
due ricevimenti al giorno in location esclusive; sfarzo, ostentazione,
benessere indecente. E pure, per quegli uomini straordinari, non c’erano fondi
nemmeno per comprare un binocolo! Dovettero fare una colletta per comprarne
uno. Quando a Spatuzza, autore di centinaia di uccisioni e della strage di
via D’Amelio, durante un esame teologico in carcere, gli venne chiesto quale
fosse il delitto che lo aveva segnato di più, lui rispose quello di Padre
Puglisi precisando che nulla aveva a che fare il fatto che fosse un prete.
Inevitabilmente gli chiesero, quindi, quale fosse il motivo e lui rispose: “Perché nel mentre gli sparavo lui mi
sorrideva; quando era in terra e la macchia di sangue si espandeva, lui mi
sorrideva”. Li aveva perdonati. A Giovanni Falcone che sperava di avere, dal pur esaustivo e strutturato
Tommaso Buscetta, anche i nomi dei politici, quest’ultimo gli rispose, in
maniera concludente: “L’Italia non è
pronta. Finiremmo al manicomio, io criminale e lei civile”!
(NOTA: L'autore ha concesso file e permessi )
CENNI SULLA VITA
Salvatore Carandente Tartaglia
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Salvatore Carandente Tartaglia 45 anni. Sposato e con due figli.
Proviene da una onesta famiglia di lavoratori. Napoletano di provincia.
Ha iniziato gli studi presso il liceo
classico Ettore Majorano; Anno di diploma 1994 a seguire con la
facoltà di Giurisprudenza presso la Federico
II di Napoli; (da note indiscrete laurea quasi imposta più che amata);
Anno di laurea 2000. Avvocato per oltre 15 anni, anche gestore di
stabilimento balneare, per ben quattro anni.
Quest’ultima esperienza lavorativa l’ha amata molto, donandogli
gioie e soddisfazioni, infatti è in procinto di aprire un locale a Gaeta che dedicherà al suo amato cugino che non c’è
più, Enrico che era originario, come l’ autore, della città di Quarto: ha già
registrato il marchio “Enrico Quarto”.