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martedì 5 febbraio 2019

Andrea Camilleri . La casina di Campagna. Tre memorie e un racconto


Andrea Camilleri 

La Casina di Campagna

Tre memorie e un racconto


Recensione Opinione
di Luigia Chianese
 Sabato 02 Febbraio 2019
Mugnano di Napoli


La mia Recensione – Opinione, per questa volta, inizia così:  Impossibile non lasciare due parole per  l’ impaginazione del libretto.

La mia è la copia rossa.

L’ immagine di copertina riproduce una piastrella di maiolica proveniente dalla casa di campagna di Andrea Camilleri a Porto Empedocle.

Le altre otto maioliche presenti in questo volume si devono alla cortese disponibilità di Guido Frilli.

Edizioni Henry Beyle, costata 36,00 euro più 2,80 € di spedizione.
La dimensione è circa 19x19x1

E’ MERAVIGLIOSA!


Copio dal retro della copertina del mio libro rosso:

Carta Tatami Ivory Sovraccopertina su carte giapponesi
Tela Light Blue e Tant Select
carattere Baskerville corpo undici.

Immagini pluscolor, Milano Tipografia Jona, Paderno Dugnano Legatoria Olona, Novate Milanese

Centocinquanta copie numerate in macchina da 1 a 150 contengono la lastra originale del Colophon

Cinquanta copie numerate a mano da I a L contengono la lastra originale di una pagina del volume

Cento copie fuori commercio sono riservate agli amici di Andrea Camilleri

Milano Duemiladiciotto

Ora
la Recensione – Opinione
di Luigia Chianese

Per chi conosce A. Camilleri queste bellissime pagine non sono una novità; spesso il Maestro ci ha parlato della sua vita di ragazzino e di adolescente, di studente e di uomo adulto. Ogni volta però l’ amore per la memoria, per la famiglia, per gli amici cari, per la storia attraversata, (Camilleri è nato nel 1925) si rinnova con grande entusiasmo.

Le tre memorie raccontate, in questo delizioso volumetto, sono commoventi e gentili, prendono il cuore e l’anima come possono fare solo i racconti di un affettuoso e fantasioso nonno.

Queste memorie non sono solo ricordi personali di A. Camilleri, mi azzardo a dire che, sono un po' memorie collettive di noi Italiani nella storia, nella cultura e nelle tradizioni italiane e in particolare sicule.
Sono momenti consegnati alla storia che vanno tenuti stretti nel cuore.

Il racconto inedito, invece, è esilarante:
“Il tappatopo e altri topi”,  sono anch’ essi racconti sfiziosi e memorabili. Veramente piacevoli e avvincenti!

Interessante, soprattutto nella prima parte, ritrovare due concetti tipicamente camilleriani: nella prima memoria
 “Le Vacanze alla Casina ”  a pagina 16 troviamo un passo dove Camilleri scrive qualcosa di molto particolare sulla descrizione che gli autori fanno della vita agreste: ...

<< Ora io sono convinto, estremisticamente lo ammetto, che la vita di campagna possa essere usata come << mezzo >> in una pittura o in uno scritto letterario, ma che il suo << assoluto >> sia indicibile, e di conseguenza in alcun modo rappresentabile, consistendo proprio nell’esserci, nello starci, e non nel dire di esserci, nel dire di starci, o peggio ancora nel raccontarci, per immagini o per parola non importa, di esserci stato.>>.

Questo concetto di << assoluto >>, della vita di campagna, << indicibile >>  che l’ autore percepisce, per me, è dettato dal suo immenso amore per la campagna stessa, ed è amorevole da parte sua, ma penso che sia perfettamente “dicibile” anche questo, soprattutto e principalmente,  se legato ad emozioni e ricordi molto forti, anzi è bello poterlo fare e lui lo fa magistralmente.

Alla fine,  di questa prima memoria, infatti, deve ammettere a pagina 21:

<< No, non ci casco. Sto esattamente facendo quello che all’ inizio ho detto che non era da fare: sono caduto nella più vieta delle rappresentazioni della vita in campagna.>>.

Per me è solo Amore.


Il secondo meraviglioso concetto che non ho potuto non notare è tra pagina 17/18 della medesima memoria:   

<< Quel chilometro e mezzo costituiva un autentico viaggio, sia che fosse fatto a piedi, sull’asino, in carrozza o in auto. Era il viaggio da una dimensione all’ altra, non era la fuga dal traffico ( che allora non c’era), dallo smog (che allora non c’era), dal ritmo frenetico di vita (che allora non c’era). Era andare verso un mutamento dell’ esistere , verso la possibilità di una concezione diversa da quella avuta fino al giorno avanti dello spazio e del tempo.>>.   

Il passaggio “dimensionale”  di cui narra Camilleri, non è solo un passaggio fisico, di << spazio >> da una struttura/casa  all’ altra è un autentico passaggio emotivo ed esistenziale, che si evolve in un  << tempo >>  interiore;  è un passaggio che coinvolge non solo il pensiero e il corpo ma tutti i sensi (lo si vedrà  nei racconti, non vi anticipo nulla, tranquilli! ) e che all’ epoca in cui è ambientato il ricordo, già si percepiva forte e chiaro ed è ancora più chiaro e aggiungerei nostalgico per noi lettori del 2019 che viviamo tra reale e soprattutto/purtroppo nel troppo virtuale!

Grazie Maestro per queste piccole ma intense riflessioni che ci permette di fare!
L.Ch.

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SULLE PIASTRELLE RIPRODOTTE NEL VOLUME






Pagina 7 Piastrella maiolicata. Manifattura Maiurino Napoli, 1850






Pagina 9 Piastrella maiolicata. Manifattura Sperandeo Vietri sul Mare, 1870





Pagina 23 Piastrella maiolicata. Manifattura Bruno Napoli 1850






Pagina 33 Piastrella maiolicata. Manifattura Mosca e Compagni Napoli, 1890





Pagina 47 Piastrella maiolicata. Manifattura Albanese Palermo, 1890






Pagina 53 Piastrella maiolicata. Manifattura sconosciuta Torre del Greco, 1825











Pagina 71 Piastrella maiolicata. Manifattura Ruggiero Santo Stefano di Camastra, 1890









Pagina 77 Piastrella maiolicata. Manifattura Gerbino Santo Stefano di Camastra, 1890


Pagina 83 Piastrella maiolicata. Manifattura sconosciuta Vietri sul Mare, 1850











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Andrea Camilleri – La Casina di Campagna

Trama

Ripresa da internet :
Tre ricordi degli anni giovanili e un’invenzione narrativa, a delineare, intorno alla casa di campagna dei nonni, un’idea di felicità.
Tre testi autobiografici e una prosa d’invenzione a ricostruire precisi ricordi d’infanzia. La memoria della casa di campagna attraverso le lunghe estati – da maggio a settembre – trascorse da Andrea Camilleri in un luogo dalle numerose stanze, dal ricco frutteto e dalla vista che si estendeva verso il mare, deposito di antiche automobili e di paramenti sacri, popolato da una vasta parentela, da accorti ingegneri, anziani poeti, topi di inaudita intelligenza. Carte pregiate, tra cui quella giapponese di sovraccopertina dal particolare impasto a richiamare la superficie di una antica parete, e la riproduzione di nove piastrelle maiolicate applicate a mano, delle quali una proveniente proprio dalla residenza estiva, rivelano, accanto ai testi, la luminosità e i colori della casa, e racconti, carta, immagini affidano ai lettori la conservazione di un luogo unico che il tempo, nella sua realtà, ha irrimediabilmente distrutto.
Il libro è realizzato con Carta Tatami Ivory. Sovraccopertina carte giapponesi. Tela Light Blue e Tant Select. Nove immagini applicate a mano.

Editore: Henry Beyle Anno edizione: 2019
In commercio dal: 11 gennaio 2019 Pagine: ill.


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Andrea Calogero Camilleri – Vita (breve)


Ripreso da internet :
Andrea Camilleri (Porto Empedocle, 1925), regista di teatro, televisione, radio e sceneggiatore.
Ha insegnato regia presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica. Ha pubblicato numerosi saggi sullo spettacolo e il volume, I teatri stabili in Italia (1898-1918). Nato a Porto Empedocle (Agrigento), Andrea Camilleri vive da anni a Roma.  
Dal 1939 al 1943, dopo un periodo in un collegio da cui viene espulso, studia ad Agrigento al Liceo Classico Empedocle dove ottiene la maturità classica senza dover sostenere l’esame a causa dell’imminente sbarco degli alleati in Sicilia. A giugno inizia, come ricorda lo scrittore, "una sorta di mezzo periplo della Sicilia a piedi o su camion tedeschi e italiani sotto un continuo mitragliamento per cui bisognava gettarsi a terra, sporcarsi di polvere di sangue, di paura".  S’iscrive all’Università (Facoltà di lettere) ma non si laureerà mai. Si iscrive anche al Partito Comunista.Inizia a pubblicare racconti e poesie e vince il Premio St Vincent.  Dal 1948 al 1950 studia regia all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico e inizia la sua attività di sceneggiatore e regista.Perde un concorso per diventare funzionario Rai, ma dopo qualche anno inizia a lavorarvi. Nel 1958 porta in Italia il teatro dell'assurdo di Beckett con Finale di partita, prima al teatro dei Satiri di Roma e poi in televisione con Adolfo Celi e Renato Rascel.  Insegna al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.  Molte le produzioni Rai di cui si occupa, particolarmente famosi gli sceneggiati del tenente Sheridan con Ubaldo Lay e "Le inchieste del commissario Maigret" con Gino Cervi. Nel 1977 ottiene la cattedra di Istituzioni di Regia all'Accademia di Arte Drammatica. La manterrà per vent'anni. L’esordio in narrativa è del 1978 con Il corso delle cose pubblicato da un editore a pagamento ed è un insuccesso.  Nell’80 pubblica con Garzanti Un filo di fumo, il primo romanzo ambientato nell’immaginario paese di Vigàta e con questo romanzo vince il Premio Gela.  Per 12 anni non escono più suoi romanzi.  Nel 1992 pubblica per Sellerio La stagione della caccia. Nel 1994 con La forma dell’acqua dà vita al personaggio del commissario Montalbano, protagonista di una nutrita serie di romanzi. Da quel momento la sua produzione è molto ricca e il successo immenso. Alla fine del 2002, accetta la nomina a direttore artistico del Teatro Comunale Regina Margherita di Racalmuto. Nell’aprile 2003, in onore a Camilleri, il comune di Porto Empedocle assume come secondo nome «Vigàta». Il 4 settembre 2008 vince il premio de Novela Negra RBA con un inedito in lingua spagnola dal titolo La muerte de Amalia Sacerdote pubblicato in Spagna nell’ottobre 2008 ed in Italia nel 2009 con il titolo La rizzagliata Tra i premi che gli sono stati conferiti ricordiamo il Premio Campiello 2011 alla Carriera e il Premio Chandler 2011 alla Carriera. Tra le sue opere più recenti che non hanno come protagonista il commissario Montalbano:


Il diavolo, certamente (2012),  Dentro il labirinto (2012),  Il tuttomio (2013),  La rivoluzione della luna (2013),  Come la penso (2013), Inseguendo un'ombra(2014),  Segnali di fumo (Utet 2014), Il cielo rubato.
Dossier Renoir (Skira 2014), Andrea Camilleri incontra Manuel Vázquez Montalbán (Skira 2014), La relazione (Mondadori 2015), Il quadro delle meraviglie. Scritti per teatro, radio, musica, cinema(Sellerio 2015), Le vichinghe volanti e altre storie d'amore a Vigàta (Sellerio 2015) Topiopì(Mondadori 2016), L' altro capo del filo (Sellerio 2016), La cappella di famiglia e altre storie di Vigàta (Sellerio 2016), La mossa del cavallo (Sellerio 2017), La rete di protezione (Sellerio Editore Palermo 2017), La targa (Rizzoli 2017), Esercizi di memoria (Rizzoli 2017).

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lunedì 17 dicembre 2018

STORIE DI NATALE: Calaciura Camilleri Cataluccio Gimenez-Bartlett Manzini Recami Stassi

Storie di Natale


Calaciura, Camilleri, Cataluccio, Gimenez-Bartlett, Manzini, Recami,  Stassi


Recensione- Opinione 
di Luigia Chianese
Mugnano di Napoli
Venerdì 30 dic. 2016



Recensione per autori e storie:
su sette storie, per me sono passabili solo quattro!





1) I quattro natali di Tredicino: 
 Dolce e commovente; una delizia romantica.


2) Santo e Santino: 
     Di una tristezza immensa.


3) Babbo Natale: 
     Di una tristezza paurosa.
                                                                  

4) A poco a poco tutto torna al Monte dei Pegni: 
     Ancora più triste delle due precedenti, se continua così, a chi si deprime per  
     le  feste, si ammazza se legge questo libro.


5) La metamorfosi del Natale: 
     Superlativo e comunque ben scritto. 


6) Natale con i tuoi: 
     Un cine-panettone per iscritto! Molto simpatico, italian- stile. 


7) Natale d’ ottobre: 
    Tenera storia di ordinaria separazione.



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Storie di Natale - Riassunto

(Ripreso dalla copertina):
Una grande conchiglia sonante è il simbolo del Natale di Tridicino, pescatore di Vigàta, nella storia di Andrea Camilleri, decisamente miticomediterranea, in contrasto con lo spirito fiabesco e invernale. Anche i racconti che seguono parlano di Natali straordinari, e fuori dai migliori (o dai peggiori e più comuni) sentimenti, immaginati da alcuni tra i più originali scrittori del momento.
Quello di Giosuè Calaciura è forse un racconto morale sulla diversità e la sua conciliante poesia. Antonio Manzini, intreccia una Vigilia beffarda ai danni di un poveraccio vittima dell’ingiustizia, di classe, dell’amore. L’eroe natalizio di Fabio Stassi è un detenuto in trasferimento verso un’isola. In un laboratorio misterioso nel mare greco si svolge l’avventura onirico virtuale inventata da Francesco Cataluccio.Il pranzo di Natale nell’autogrill isolato nella neve è comico assurdo e cinicamente ironico, specchio autentico dell’umanità come è per Francesco Recami. Alicia Giménez-Bartlett rappresenta un Natale borderline, claustrofobico, come può essere quello con la sola compagnia casuale di una fanatica religiosa.Così Storie di Natale forma un campionario molto vario delle versioni possibili del classico racconto: un Natale che persiste perché non può che resistere nel desiderio di ognuno, ma si sfilaccia, si deforma, si modella sulle vite d’oggi.


P.S.: iniziato il giorno che è arrivato il giovedì 29 dic. 2016 e finito il pomeriggio del 30 dic. 2016



AUTORI- CENNI SULLA VITA DI:

 Calaciura, Camilleri, Cataluccio, Gimenez-Bartlett, Manzini, Recami,  Stassi

(Prese pari pari dalla pagina della casa editrice Sellerio):
                                                                                                     

Giosuè Calaciura
Giosuè Calaciura è nato a Palermo nel 1960. Giornalista, collabora con Rai Radio3, scrive per quotidiani e riviste. I suoi racconti sono apparsi in diverse raccolte, tra queste Disertori (Einaudi, 2001), curata da Giovanna De Angelis, e Luna nuova. Nuovi scrittori dal Sud (Argo, 1997), a cura di Goffredo Fofi. Tradotto all’estero, ha pubblicato i romanzi: Malacarne (1998), Sgobbo, Premio Selezione Campiello (2002), La figlia perduta. La favola dello slum (2005), Urbi et Orbi(2006) La penitenza (2016), e il saggio Pantelleria, l’ultima isola (2016). Con questa casa editrice Bambini e altri animali(2013), Borgo Vecchio (2017) e Il tram di Natale (2018).

Andrea Camilleri
Andrea Camilleri (Porto Empedocle, 1925), regista di teatro, televisione, radio e sceneggiatore. Ha insegnato regia presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica. Ha pubblicato numerosi saggi sullo spettacolo e il volume, I teatri stabili in Italia (1898-1918). Il suo primo romanzo, Il corso delle cose, del 1978, è stato trasmesso in tre puntate dalla TV col titolo La mano sugli occhi. Con questa casa editrice ha pubblicato: La strage dimenticata(1984), La stagione della caccia (1992), La bolla di componenda (1993), Il birraio di Preston (1995), Un filo di fumo (1997), Il gioco della mosca (1997), La concessione del telefono (1998), Il corso delle cose (1998), Il re di Girgenti (2001), La presa di Macallè (2003), Privo di titolo (2005),  Le pecore e il pastore(2007), Maruzza Musumeci (2007), Il casellante (2008), Il sonaglio (2009), La rizzagliata (2009), Il nipote del Negus (2010, anche in versione audiolibro), Gran Circo Taddei e altre storie di Vigàta (2011), La setta degli angeli (2011), La Regina di Pomerania e altre storie di Vigàta (2012), La rivoluzione della luna (2013), La banda Sacco (2013), Inseguendo un'ombra (2014), Il quadro delle meraviglie. Scritti per teatro, radio, musica, cinema (2015), Le vichinghe volanti e altre storie d'amore a Vigàta (2015), La cappella di famiglia e altre storie di Vigàta (2016), La mossa del cavallo (2017), La scomparsa di Patò (2018); e inoltre i romanzi con protagonista il commissario Salvo Montalbano: La forma dell'acqua (1994), Il cane di terracotta (1996), Il ladro di merendine (1996), La voce del violino (1997), La gita a Tindari (2000), L'odore della notte (2001), Il giro di boa (2003), La pazienza del ragno (2004), La luna di carta (2005), La vampa d'agosto (2006), Le ali della sfinge (2006), La pista di sabbia (2007), Il campo del vasaio (2008), L'età del dubbio (2008), La danza del gabbiano (2009), La caccia al tesoro (2010), Il sorriso di Angelica (2010), Il gioco degli specchi (2011), Una lama di luce (2012), Una voce di notte (2012), Un covo di vipere (2013), La piramide di fango (2014), Morte in mare aperto e altre indagini del giovane Montalbano (2014), La giostra degli scambi (2015), L'altro capo del filo (2016), La rete di protezione (2017), Un mese con Montalbano (2017), Il metodo Catalanotti (2018), Gli arancini di Montalbano (2018).
Premio Campiello 2011 alla Carriera, Premio Chandler 2011 alla Carriera, Premio Fregene Letteratura - Opera Complessiva 2013, Premio Pepe Carvalho 2014, Premio Gogol’ 2015.

Francesco M. Cataluccio
Francesco M. Cataluccio ha studiato filosofia a Firenze, letteratura e storia dell’arte a Varsavia. Si occupa dei programmi culturali di Frigoriferi Milanesi. Scrive, in forma digitale, sul «Post», «Engramma» e «doppiozero». Ha curato le edizioni italiane delle opere di Witold Gombrowicz e Bruno Schulz. Ha scritto: Immaturità. La malattia del nostro tempo (2004) e Che fine faranno i libri? (2010). Con questa casa editrice ha pubblicato: Vado a vedere se di là è meglio. Quasi un breviario mitteleuropeo (2010, Premio Dessì per la letteratura), Chernobyl (2011), L’ambaradan delle quisquiglie (2012) e La memoria degli Uffizi (2013).

Alicia Giménez-Bartlett
Alicia Giménez-Bartlett (Almansa, 1951) è la creatrice dei polizieschi con Petra Delicado. I romanzi della serie sono stati tutti pubblicati nella collana «La memoria» e poi riuniti nella collana «Galleria». Ha anche scritto numerose opere di narrativa non di genere, tra cui: Una stanza tutta per gli altri (2003, 2009, Premio Ostia Mare Roma 2004), Vita sentimentale di un camionista (2004, 2010), Segreta Penelope (2006), Giorni d’amore e inganno (2008, 2011), Dove nessuno di troverà (2011, 2014), Exit (2012) e Uomini nudi (2016, Premio Planeta 2015). Nel 2006 ha vinto il Premio Piemonte Grinzane Noir e il Premio La Baccante nato nell’ambito del Women’s Fiction Festival di Matera. Nel 2008 il Raymond Chandler Award del Courmayeur Noir in Festival.

Antonio Manzini
Antonio Manzini, scrittore e sceneggiatore, ha pubblicato i romanzi Sangue marcio e La giostra dei criceti, quest'ultimo pubblicato da Sellerio nel 2017. La serie con Rocco Schiavone è iniziata con il romanzo Pista nera (Sellerio, 2013) cui sono seguiti La costola di Adamo (2014), Non è stagione(2015), Era di maggio (2015), Cinque indagini romane per Rocco Schiavone (2016), 7-7-2007 (2016), Pulvis et umbra (2017), L'anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone (2018) e Fate il vostro gioco (2018). Nel 2015 ha pubblicato Sull’orlo del precipizio in altra collana di questa casa editrice.

Francesco Recami
Francesco Recami (Firenze, 1956) con questa casa editrice ha pubblicato L’errore di Platini (2006, 2017), Il correttore di bozze (2007),
Il superstizioso (2008, finalista al Premio Campiello 2009), 
Il ragazzo che leggeva Maigret (2009), Prenditi cura di me (2010, Premio Castiglioncello e Premio Capalbio), La casa di ringhiera (2011), Gli scheletri nell’armadio (2012), Il segreto di Angela (2013), Il caso Kakoiannis-Sforza (2014), Piccola enciclopedia delle ossessioni (2015), L'uomo con la valigia (2015), Morte di un ex tappezziere (2016), Commedia nera n. 1 (2017), Sei storie della casa di ringhiera (2017), La clinica Riposo & Pace. Commedia nera n. 2 e Il diario segreto del cuore (2018).

Fabio Stassi
Fabio Stassi (Roma 1962) ha pubblicato con Sellerio: L’ultimo ballo di Charlot, tradotto in diciannove lingue (2012, Premio Selezione Campiello 2013, Premio Sciascia Racalmare, Premio Caffè Corretto Città di Cave, Premio Alassio Centolibri), Come un respiro interrotto (2014), un contributo nell’antologia Articolo 1. Racconti sul lavoro (2009), Fumisteria (2015, già Premio Vittorini per il miglior esordio), La lettrice scomparsa (2016), Angelica e le comete (2017) e Ogni coincidenza ha un'anima (2018). Ha inoltre curato l’edizione italiana di Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno (2013).


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