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martedì 13 luglio 2021

Alafair Burke - Dalla Parte Sbagliata

 Alafair Burke

Dalla Parte Sbagliata

 

Recensione – Opinione di

Luigia Chianese Books Review Blogger

Blog Libri e Opinioni

@LibrieOpinioni

 

Mugnano di Napoli 

28.06.2021

 

Ed eccola! Di nuovo, la detective Ellie Hatcher in un altro caso accanto ad altri personaggi femminili, inizio a credere che la Burke abbia una certa preferenza per le protagoniste donne, ma anche accanto al “suo ragazzo”.

Anche in questo romanzo il punto focale, oltre all’avventura, è solo uno: 

la ricerca della verità come fondamento della giustizia e della propria etica.

Come sempre la Burke non delude, ritmi serrati, tanti personaggi, storie complesse e procedure burocratiche ben spiegate. La suspense vi è, anche se, per me, è stato facilissimo capire chi fosse il vero colpevole e il suo perché.  

È un buon romanzo ma la Burke sa fare di meglio. Cosa intendo? Non mi è piaciuta questa versione super della detective Ellie e tanto meno del suo compagno amoroso, Max Donovan, che lavora per l’ufficio procuratore. Troppo bravi, troppo competenti, anche le loro sensazioni ed emozioni personali e sul caso rasentavano la perfezione.

Troppo poco spazio è stato concesso agli altri personaggi, che a confronto della super coppia, sono stati sminuiti. Confesso che tifavo per i cattivi e ancor di più per chi stava nel mezzo, tra i buoni e i cattivi, ovvero l’avvocato della difesa Linda Moreland. Nel complesso resta un buon racconto, stile asciutto e chiaro, un’altra bella avventura che ovviamente avrà un seguito, speriamo non troppo lungo. Mi aspetto il lieto fine, prima o poi, anche se fantastico di leggere della detective Ellie Hatcher e del suo braccio destro, partner lavorativo, l’elegante J.J. Rogan, che incrocino la strada dell’ altro personaggio, dell’ altra serie poliziesca, della Burke ovvero il Procuratore Samantha Kincaid, Portland, Oregon; leggeremo l’evoluzione. In verità, per me, ciò che è veramente interessante in questa storia e nei Thriller legale della Burke sono i perché e i come si svolgono i fatti e soprattutto il pathos con cui vengono narrati. L.Ch. Voto da 1 a 5 libri: 3 libri 📚📚📚🕮🕮 

TRAMA

Dalla Parte Sbagliata

Alafair Burke

Ripresa da internet e/o  dalla 4° di copertina:
Quando Anthony Amaro fu dichiarato colpevole e condannato all'ergastolo, nessuno pareva avere dubbi: era lui il serial killer responsabile della morte di sei donne in soli sette anni, lui la mente disturbata che lasciava la propria firma rompendo gli arti alle vittime dopo averle uccise. Ma ora, dopo quasi vent'anni, il passato sembra tornare per reclamare un'altra verità: il corpo della psicoterapeuta Helen Brunswick, un tipo di donna molto diverso dalle ragazze perdute solitamente scelte dal killer, viene ritrovato nel suo ufficio a New York, una bambola di pezza con le ossa rotte. Nel frattempo, in carcere, Amaro riceve una lettera anonima. Chiunque l'abbia inviata, conosce il dettaglio delle ossa spezzate post mortem, un'informazione sempre rimasta riservata. Per gli avvocati di Amaro, questa è la prova della sua innocenza. A lavorare alla sua scarcerazione, per uno strano gioco del destino, c'è anche la giovane avvocatessa Carrie Blank, legata a quella vicenda da un terribile passato: Donna, una delle vittime, era sua sorella. Ma Carrie non è la sola a cercare la verità. Il caso viene affidato infatti alla detective Ellie Hatcher, chiamata a riesaminare l'indagine che aveva condotto alla condanna di Amaro. Per trovare le risposte che cercano, le due donne dovranno riportare alla luce oscuri segreti, che il tempo sembrava aver cancellato per sempre. Dopo "Non dire una bugia", la detective Hatcher è ancora una volta protagonista di un thriller intricato e trascinante, capace di farci riflettere sulle scelte che siamo obbligati a compiere e sugli errori cui non possiamo più rimediare.
 
Editore :  Piemme (8 giugno 2021)
Lingua :  Italiano
Copertina rigida :  384 pagine
Dimensioni :  16 x 3.5 x 24 cm

Etichette/Genere: Alafair Burke  Giallo Mistero Poliziesco Suspense Thriller Thriller legale


CENNI SULLA VITA di:

Alafair Burke

Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
È l’ autrice bestseller del new York Times di due serie di romanzi polizieschi: una con il detective Ellie Hatcher di New York, l’ altro, Portland, Oregon Procuratore Samantha Kincaid. I suoi libri sono stati tradotti in più di una dozzina di lingue. 
Nata nell'ottobre 1969 è una scrittrice americana, professoressa di giurisprudenza e commentatore legale.  Burke è nata a Fort Lauderdale, in Florida , e cresciuta principalmente a Wichita, nel Kansas, dove sua madre, Pearl Pai Chu,  era una bibliotecaria scolastica e suo padre, il compagno di romanzi gialli James Lee Burke ,  era un professore di Inglese.  Traccia la sua passione per il crimine nella caccia al serial killer noto come BTK , attivo a Wichita negli anni '70. Burke ha conseguito il Bachelor of Arts in Psychology presso il Reed College , a Portland, in Oregon , completando la Tesi Senior "Gli effetti dell'emozione sulla memoria: restringimento spaziale dell'attenzione".  Andò alla Stanford Law School in California, diplomandosi come membro di Order of the Coif. Dopo la scuola di legge, ha prestato servizio come segretaria giudiziaria a Betty Binns Fletcher della Corte d'appello degli Stati Uniti per il Nono Circuito e poi come Procuratore Distrettuale  della Contea di Multnomah a Portland, dove ha perseguito i reati di violenza domestica e ha prestato servizio come precursore consulente del dipartimento di polizia. Attualmente vive a New York ed è professoressa di giurisprudenza presso la Scuola di diritto della Hofstra University .  Ha fatto parte del consiglio di amministrazione dei Mystery Writers of America e come presidente del suo capitolo di New York.  Nel 2017 è stata eletta membro dell'American Law Institute . Nel 2014, l'editore Simon & Schuster ha annunciato che Mary Higgins Clark e Burke stavano collaborando alla serie Under Suspicion , con un intrepido giornalista televisivo che reinventa i casi di freddo.  Nel 2017, Burke è stata nominata per un Edgar Award come miglior romanzo per il suo libro, The Ex .

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lunedì 7 giugno 2021

Howard Phillips Lovecraft La Casa Stregata E L’Orrore di Dunwich

Howard Phillips Lovecraft
La Casa Stregata 
E
L’Orrore di Dunwich
  
Recensione – Opinione di
 
Mugnano di Napoli - 04  Maggio 2021
 
«Perfino negli orrori più spaventosi di rado manca l’ironia. Talvolta essa entra direttamente nell’insieme degli avvenimenti, mentre altre volte è legata soltanto alla posizione fortuita di questi tra le persone ed i luoghi.»

Questa premessa andrebbe bene per quasi tutte le opere del grande H.P. Lovecraft definito da molti studiosi della sua vita come “un gentiluomo, nel vero senso della parola.>>. A mio parere è eccezionale quasi quanto E.A.Poe  da cui prende spunto ed ispirazione e questo è lampante. In queste due opere, simili in stile, se pur scritte in anni differenti, La Casa Stregata (La casa evitata - The Shunned House) risale al 1924 mentre L’Orrore di Dunwich risale al 1929, troviamo condensante tutte le “Fasi Lovecraftiane”.
- La “Fase Onirica”, Ispirata in origine dalle opere e dal pensiero di Lord Dunsany, dedicata ai sogni spaventosi e a volte premonitori.
- La fase Gotica, che è inutile dire che è ispirata al genio assoluto E.A.Poe, e qui troviamo tracce anche di quel “Pessimismo Cosmico” o “Macabro Cosmico” (Cosmicismo in gergo) che contraddistingue Lovecraft dagli altri autori del suo stesso genere. Questo Macabro Cosmico, lo scorgiamo anche in queste due opere dove nessun umano si può sottrarre al suo destino in qualunque spazio o tempo si trovi.
- Insufficiente è  l’interesse per la sensualità e le donne! Quest’ultime, poco narrate, hanno sempre una connotazione negativa; non a caso Lavinia Whateley, nell'Orrore di Dunwich, è una  servitrice del male. Ed il sesso o la sensualità hanno sempre una connotazione molto negativa, infatti, i rapporti sessuali generano, nelle opere di Lovecraft, sempre esseri meno umani.
- Qui scorgiamo anche quel piccolo velo di razzismo tipico dell’ autore verso coloro che hanno una scarsa conoscenza e scarso uso dell’ intelletto i cosiddetti Villici Superstiziosi che ritroviamo in particolar modo nel “La Casa Stregata”.
- Ho notato che H.P Lovecraft ha la tendenza a dividere gli umani in categorie in base alle loro caratteristiche: la classe superiore con virtù quali l’ intelligenza, elevato status sociale, civiltà e razionalità, istruzione, connotazioni tipicamente dei bianchi, in particolar modo degli anglosassoni, ovvero i protagonisti “positivi” delle sue opere; L’altra categoria, invece, la classe sottostante, quella opposta, connotata da caratteristiche quali l'inferiorità intellettuale, la corruzione, l’irrazionalità, la mancanza di civiltà, coloro che vengono definiti gli impuri, nelle sue opere, sono spesso gli antagonisti. Ed anche in queste due opere, La Casa Stregata e L’ Orrore di Dunwich la cosa non cambia.
Non manca nulla della “Narrativa Lovecraftiana” in questi due racconti, infatti,  vi sono solo poche e semplici cose da dire ovvero che sono altamente eleganti, suggestivi, ricchi di suspense e soprattutto di un’eccezionale fantasia che può piacere agli adulti e ai ragazzi in egual misura! L.Ch. Il Mio voto da 1 a 5 è un bel 4 pieno! 📚📚📚📚🕮


TRAMA

La Casa Stregata L’Orrore di Dunwich

Riprese da internet e/o  dalla 4° di copertina:
La casa stregata è l'opera più celebre, ispirata ad una casa realmente esistita una casa realmente esistente a Providence, da lui definita «maledetta o nutrita di cadaveri».: "All'angolo nord est di Bridge Street ed Elizabeth Avenue, si trova una casa terribilmente vecchia, un luogo infernale, con una superficie nerastra, non verniciata, il tetto ripido in maniera innaturale e una scala esterna che conduce al secondo piano, soffocata da un groviglio di edera talmente fitta, che non si riesce nemmeno a descriverne la forma. Mi ricorda Casa Babbit a Benefit Street a Providence (...)".  Il racconto La casa stregata venne ispirato a Lovecraft da Il tema di Antichi orrori che si risvegliano, di misteriose auree demoniache, la suspense e il senso di oppressione soprannaturale trasmessi da queste pagine si incontrano anche nel celebre L’orrore a Red Hook, molto citato dagli appassionati di Lovecraft che sostengono l’ipotesi che lo scrittore fosse un affiliato di una setta occulta, vista la precisione con cui riporta alcune formule usate durante rituali esoterici. Il soprannaturale che opprime la quotidianità e rituali esoterici fanno risalire le radici della sua narrativa alle angosce e agli incubi più oscuri dell'animo umano.


Riprese da internet e/o  dalla 4° di copertina:
L’Orrore di Dunwich entriamo in un altro mondo, in quell’universo alieno inaugurato dalla figura di Cthulhu che lo scrittore svilupperà in una serie di famose raccolte. L’orrore non proviene solo dallo spazio infinito, ma anche dall’infinità di universi paralleli al nostro. Creatore e caposcuola incontestato del filone dell’orrore soprannaturale, Lovecraft fa risalire le radici della sua narrativa alle angosce e agli incubi più oscuri dell’ animo umano. Con eccezionale maestria Lovecraft crea una particolare sensazione di stranezza e angoscia nel descrivere il piccolo villaggio di Dunwich, nello stato del Massachusetts, dove nasce Wilbur Whateley, figlio di una ragazza albina lievemente deforme chiamata Lavinia e di un padre sconosciuto. Dalla notte della sua nascita iniziano ad accadere fatti strani: i cani abbaiano senza sosta, si sentono provenire dalla casa suoni mostruosi, si scorgono misteriose presenze. Old Whateley, il padre di Lavinia, è conosciuto in tutto il villaggio come un occultista e si dichiara orgoglioso del nipote, al quale desidera trasmettere tutto il suo sapere. Il bambino cresce velocemente e inizia a parlare già a sette mesi assumendo un aspetto inquietante. Il villaggio assiste con sgomento ai riti oscuri praticati da madre e figlio durante le notti di Halloween. All'interno - come in tutti i volumi Fermento - gli "Indicatori" per consentire al lettore un agevole viaggio dentro il libro.

 

CENNI SULLA VITA di:

Howard Phillips Lovecraft

Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:

Nato il 20 agosto del 1890 a Providence, (Rhode Island, USA), H. P. Lovecraft è considerato uno dei più grandi autori horror di sempre. La sua particolarità sta nell'aver creato un mondo fantastico e suggestivo, in cui la dimensione dell'orrore si colloca addirittura sul piano cosmico. 

Figlio unico di una famiglia agiata e benestante, perde a soli otto anni il padre, rappresentante di commercio, vittima della sifilide. Il futuro scrittore cresce così all'ombra delle donne di famiglia rappresentate dalle zie e dalla madre, quest'ultima una donna non molto equilibrata e incline a forme di comportamento ossessive. Con il piccolo Howard, ad esempio, si atteggia in modo eccessivamente protettivo, impedendogli di giocare con i coetanei o, spesso e volentieri, anche di uscire. A questo stato di segregazione si aggiungano una serie di lutti che colpiscono il bambino, da quello già citato del padre (un padre abbastanza assente comunque), a quello dell'amato nonno materno, una figura che agli occhi di Howard aveva incarnato e sostituito qualità paterne. Ma la perdita del nonno è anche un duro colpo sul piano economico, visto che grazie alla sua dipartita si interrompono le attività commerciali che egli portava avanti di persona. Tuttavia, un bene prezioso il nonno la lascia pur sempre in eredità a Lovecraft: la sua estesa biblioteca ricca di libri antichi e di classici, in cui il giovane può immergersi e divagare grazie alla sua accesa fantasia e sensibilità. Non a caso, si appassiona alle letture più strampalate o fantasiose (ma anche assai colte), che vanno dalla mitologia greca e latina, alla letteratura fantastico - fiabesca, fino ad arrivare a tomi di argomento scientifico. L'influenza di queste letture è ben visibile sulla sua produzione successiva (sì, perché già a sette anni Lovecraft componeva brevi racconti di ispirazione macabra), mai esente da una certa patina arcaicizzante. Di fatto, comunque, Lovecraft si rivela un vero e proprio bambino prodigio. Oltre a scrivere come detto brevi racconti, redige anche innovativi articoli di astronomia e chimica, accolti con entusiasmo dalle principali riviste amatoriali dell'epoca. Inoltre, pubblica a sua cura numerosi "fogli" periodici, di argomento miscellaneo, nei quali fa sfoggio di una prodigiosa erudizione (tra i più importanti di questi fogli, vi è il "The Conservative"). Problemi di salute, legati alla sua costituzione debole, gli impediscono però di completare gli studi della scuola superiore; inoltre, prende forma in questo periodo il suo stile di vita schivo e solitario, malgrado le numerose amicizie epistolari, che smentiscono in parte il soprannome che lo scrittore si guadagnerà negli anni, quello appunto di "solitario di Providence". Di fatto, comunque, l'epistolario lovecraftiano costituisce un corpus superiore perfino alla stessa produzione letteraria; e non solo per dimensioni, ma soprattutto per la profondità filosofico - concettuale, la varietà dei temi, la sterminata erudizione storica, artistica, letteraria e l'eccezionale spessore umano. Il 1917 è l'anno della svolta: fallito il tentativo di arruolarsi nell'esercito e di partecipare alla Prima Guerra Mondiale, a causa dei suoi cronici problemi di salute (e all'opprimente influenza materna), Lovecraft decide di imprimere un cambiamento alla sua esistenza. Inizia così la grande stagione della narrativa lovecraftiana, che è possibile suddividere sommariamente in tre fasi: dapprima quella dei racconti fantastici, comprendente la sua produzione letteraria più "onirica" e visionaria, influenzata dalla spiccata ammirazione per Lord Dunsany (il suo principale modello estetico fino alla metà degli anni Venti): questa fase è in parte corrotta da una imitazione, talora eccessivamente di maniera, del "gotico" alla Poe. In seguito, prendono vita le storie del macabro "cosmico" e filosofico ispirate da una vena decisamente più personale. In questa fase si colloca il fondamentale "The Call of Cthulhu" (1926), che prefigura la successiva evoluzione delle tematiche narrative verso il cosiddetto "cosmicism" e la creazione di una pseudo  mitologia in funzione simbolica (che si fonda perfino su un Libro magico di pura invenzione, il "Necronomicon").  Questi scritti hanno fatto la fortuna di Lovecraft a partire dal secondo dopoguerra, dando ad alcuni critici lo spunto per apparentare gran parte della sua produzione successiva sotto l'etichetta del "Ciclo di Cthulhu", espressione in realtà mai usata da Lovecraft.

«Penso che la cosa più misericordiosa al mondo 
sia l'incapacità della mente umana di mettere in relazione i suoi molti contenuti. 
Viviamo su una placida isola d'ignoranza in mezzo a neri mari d'infinito  e non era previsto che ce ne spingessimo troppo lontano. 
Le scienze, che finora hanno proseguito ognuna per la sua strada,  non ci hanno arrecato troppo danno: 
ma la ricomposizione del quadro d'insieme ci aprirà, 
un giorno, visioni così terrificanti della realtà 
e del posto che noi occupiamo in essa, 
che o impazziremo per la rivelazione o fuggiremo dalla luce mortale  nella pace e nella sicurezza di una nuova età oscura.»

Negli anni Trenta, invece, si passa ad una letteratura di matrice più spiccatamente fantascientifica. Gran parte dei suoi racconti e delle sue poesie sono apparsi nell'attivo mercato delle fanzines americane dell'epoca dedicate al fantastico, tra cui, in primis, la famosissima "Weird Tales", che nasce proprio nel 1923, e altre tra cui "Amazing Stories" e "Astounding". Diventato oggetto di culto e venerazione da parte di schiere di ammiratori e appassionati del fantastico fin dagli anni Venti, Lovecraft non conobbe mai in vita la vera fama: sempre poverissimo, ricava gran parte del suo sostentamento economico dagli aborriti ma indispensabili lavori di revisione o riscrittura di manoscritti inviatigli da una clientela ambiziosa quanto artisticamente poco dotata, mentre il proprio sostentamento spirituale, da lui tenuto in ben più elevata considerazione, lo ricavava dalla fittissima corrispondenza con giovani amici e ammiratori che incoraggia e avviava all'attività letteraria. Lovecraft muore il 15 marzo 1937 nella sua Providence, dove viene sepolto. Aveva 46 anni. Per Providence è proprio il caso di usare l'espressione "sua" poiché non per nulla sull'epigrafe che compare incisa sulla sua lapide funeraria, posta nello Swan Point Cemetery, compare a chiare lettere il motto: I Am Providence. 

«Sono talmente stanco dell’umanità e del mondo 

che nulla suscita la mia attenzione 

se non comporta almeno due omicidi a pagina,

o se non tratta di innominabili orrori provenienti da altri spazi.»

 

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lunedì 17 maggio 2021

KEIGO HIGASHINO - L’ IMPECCABILE

 
KEIGO HIGASHINO

L’ IMPECCABILE

  

Recensione – Opinione di

Luigia Chianese Books Review Blogger

Blog Libri e Opinioni

@LibrieOpinioni

 

Mugnano di Napoli

12.04.2021


Un giallo/thriller di circa 310 pagine alla CSI (Scena del Crimine). 

Questo è ciò che sembra il romanzo. Sappiamo chi è l’assassino/a fin dalle prime pagine, è facile intuirlo e comprenderlo. 

Da pagina 7:



<< Ayane lanciò un’occhiata al cassettone e

 pensò alla polvere bianca nascosta dentro

una busta di plastica nel cassetto in fondo a destra.>>.

Interessante nel romanzo è seguire le varie congetture ed è da suspense  la paura di commettere il classico errore dei principianti: ovvero cucire delle prove sul presunto assassino/a.

Due donne Ayane Mita in Mashiba e Hiromi Wakayama che incrociano i lori destini ed affrontano l’omicidio dell’ amato con emozioni contrastanti descritte con lentezza e nei momenti opportuni. La prima glaciale e lucida, piena di controllo, nasconde ogni impulso, mentre l’ amante impaurita e smarrita evidenzia, involontariamente, ogni suo stato d’ animo. Una dicotomia che riscontriamo anche nell’ agire dei due poliziotti protagonisti:  la recluta Detective Utzumi, carica di aspettative e voglia di soluzioni, che si esalta ad ogni piccolo tassello che si aggiunge e s’incupisce ad ogni smentita, e il Detective Kusanagi, calmo ed indagatore che riflette e cerca di scoprire l’ omicidio attraverso il perché più che sul come. Personaggio interessante, amante della logica e della scienza, è il geniale professore Yukawa Manabu, alias Detective Galileo, che questa volta, mosso dalla curiosità di un probabile delitto perfetto, aiuta gratuitamente la polizia, il come si progetti e realizzi un delitto ha un fascino irresistibile per lui.  Un trio perfetto che da vivacità all’ intera narrazione grazie anche ad  uno stile di scrittura fluido e essenziale di cui si avvale l’ autore Keigo Higashino.

Tutti gli altri personaggi, che s’incrociano durante le indagini, sono delineati con semplicità, precisione e velocità questo lascia spazio alla storia di evolversi con naturalezza senza allontanarsi troppo dalla trama principale. Tutto resta  perfettamente a fuoco, non sfugge nulla, neppure l’ impensabile e tutto viene fuori, a goccia a goccia, come in un artigianale annaffiatoio, (capirete leggendo il romanzo) tra sentimenti, fredda vendetta e logica scientifica. L.Ch.

Il mio voto da 1 a 5 è 3 📚📚📚🕮🕮🕮

  

TRAMA

L’ IMPECCABILE

DI KEIGO HIGASHINO

Ripresa da internet e/o  dalla 4° di copertina:

Yoshitaka, sul punto di lasciare la sua bellissima moglie che non può avere figli e di abbandonarsi tra le braccia dell'amante, viene avvelenato con un caffè all'arsenico e muore. Tutti i sospetti ricadono naturalmente sull'incantevole moglie Ayane, che però ha un alibi di ferro: al momento dell'omicidio, infatti, si trovava a centinaia di chilometri di distanza. Il detective di Tokyo Kusanagi, incaricato del caso, subisce immediatamente il fascino raffinato e travolgente di Ayane e si rifiuta di credere che possa essere implicata nel delitto. La sua assistente invece è convinta del contrario e così chiede l'aiuto del geniale professor Manabu Yukawa, alias Detective Galileo. Ma persino la mente brillante del professor Yukawa fatica a mettere insieme i pezzi e a far luce sui torbidi e letali segreti della coppia.  Che si tratti davvero del delitto perfetto? L’ impeccabile è Higashino al suo meglio: una trama di ferro che incanterà anche il lettore più esigente e sofisticato.

 
Editore : Giunti Editore (25 settembre 2013)
Lingua : Italiano
Prima Pubblicazione: ottobre 2008
Copertina rigida : 336 pagine
Seguito da: A Midsummer’s Equation
Preceduto da: Il Sospettato X
Genere/ Etichetta: 
Mistero Narrativa Giallo Romanzo Suspense Thriller

 

CENNI SULLA VITA di:
KEIGO HIGASHINO

Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
È uno dei più noti scrittori giapponesi, pubblicato in 14 Paesi. È autore bestseller di romanzi. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali, e da molte delle sue opere sono stati tratti film e serie tv di grande successo. Tra i suoi ultimi libri: L'emporio dei piccoli miracoli (Sperling & Kupfer 2018). Nato ad Osaka, ha iniziato a scrivere mentre lavorava come ingegnere alla Denso ed il suo primo romanzo del mistero è del 1985; successivamente, iniziata la sua carriera di scrittore si è trasferito a Tokyo.   Nel 1999 ha vinto il Mystery Writers Of Japan Award per il romanzo Himitsu ("Segreto"), tradotto in italiano col titolo  La Seconda Vita di Naoko, da cui è stata tratta subito una pellicola cinematografica e, successivamente, un dorama nel 2010 con Mirai Shida nel ruolo della protagonista.  Nel 2006 ha vinto il Premio Naoki per il romanzo Yōgisha X no Kenshin ( Il Sospettato X tradotto in italiano dall'inglese e non dall'originale giapponese), venduto in oltre due milioni di copie e tradotto in 14 paesi. Oltre a romanzi polizieschi, scrive anche saggi e libri di storia per bambini.


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martedì 16 marzo 2021

Vito Franchini - Il Predatore di Anime

Vito Franchini
Il Predatore di Anime
 
Recensione – Opinione di
Mugnano di Napoli
27.02.2021

<< Noi tendiamo, tutti, a scaricare le colpe delle nostre sofferenze sugli altri,
perché è più comodo ed immediato che farci carico dei nostri demeriti.
Agire su questo aspetto psicologico aiuta sempre a smussare gli angoli.>>.
Si! Il Libro è pieno di tante belle frasi, tante massime forse troppe e questo è noioso! Dall’ ultima riga dell’ ultima pagina:
<< Amore è solo una parola di cinque lettere.>>.
Finale aperto al più classico to be continued … ma va bene così; ci può stare ed è tanto di moda oggi e poi è una scusa per avere già uno spunto da cui iniziare, malauguratamente il libro abbia una qualche forma di successo! Diciamola tutta, il libro non è brutto ma non è bello. Andiamo però con ordine:
I personaggi sono ben sviluppati, con dovizia di particolari, ma su qualcuno si esagera. Il personaggio maschile Nardo Baggio, operatore Shiatsu, mi raccomando non massaggiatore altrimenti s’arrabbia, è decisamente il personaggio su cui si esagera; è di certo più enigmatico e affascinante dell’altro personaggio, la poliziotta Sabina Mondello; per alcuni potrebbe sembrare profondamente antipatico, saccente e supponente, per altri meravigliosamente folle. Per me lui è solo un uomo (una scimmia nuda, poi capirete leggendo il libro) divorato dal dolore ed incapace di Amare, l’ altra è una romantica sognatrice che si nasconde dietro il suo lavoro da dura, ma alla fine è solo un fuscello al vento.
I dialoghi non sono mai scontati e sotto certi aspetti interessanti ma tutto questo non basta a rendere il romanzo veramente affascinante, diciamo che lo si finisce per pura curiosità. La tensione nella storia, perché in fondo è pur sempre un thriller, è ottenuta, forse troppo! Da pagina 129:
<< Il silenzio è un ottimo alleato, quasi sempre.
È un’ arma potentissima, difficile da usare,
troppo spesso sottovalutata.
Il silenzio è consapevolezza,
è liberazione, è rinascita.>>.
Il punto di forza è che il testo è ricco di riferimenti antropologici e legali che sono espressi con semplicità in modo da permettere a qualsiasi lettore di avvicinarsi agli argomenti, comprenderli e non tediarsi troppo. Lo stile leggero e chiaro dell’ autore rende accettabile tutta l’opera, non vi è nulla di veramente entusiasmante.
La storia è attualissima, lo stalking, che è una piaga sociale che è bene affrontare anche in letteratura; ma, riflettendo sullo stalking, il quesito che mi viene in mente è: quando non arriva la giustizia e la legge è accettabile farsi giustizia da soli? Ai lettori, e non solo, l’ardua sentenza! La mia è sì! Nei libri e nei film sicuramente, nella vita reale, perché lo Stalking è reale, se lo Stato non è in grado di difendere il cittadino, uomo o donna che sia, trovo giusto difendersi da soli! Per me l' autodifesa è sempre legittima! L.Ch. 
Il mio voto? 2 e mezzo tendente al 3!  📚📚📖🕮🕮🕮
 
TRAMA
Il Predatore di Anime
Vito Franchini
Ripresa da internet e/o  dalla 4° di copertina:
Giovane e determinata, Sabina, commissario di polizia a Roma, si trova a destreggiarsi tra la tormentata passione per un PM sposato e un caso di omicidio-suicidio tra coniugi che non sembra rivelare troppe sorprese. Finché i sospetti non ricadono su un uomo con cui entrambe le vittime hanno avuto contatti il giorno della morte: il misterioso Nardo Baggio, operatore Shiatsu. Profondamente colpita da questa figura ambigua e magnetica, Sabina scoprirà di lì a poco la sua reale attività: dare supporto alle vittime di stalking, soprattutto coloro che le istituzioni non riescono a tutelare. La poliziotta non si aspetta certo di dover ricorrere lei stessa al suo aiuto: nel frattempo qualcuno ha iniziato a perseguitarla, in maniera subdola e cruenta. Che si tratti del PM con cui ha chiuso bruscamente la relazione? Rimossa dal suo incarico, Sabina diventa ben presto complice e amica di Nardo, arrivando ad affiancarlo nella sua attività. Così toccherà con mano la scaltrezza con cui l’uomo, basandosi su studi antropologici, domina la mente di vittime e carnefici, con metodi tutt’altro che convenzionali in grado di assicurare un’efficacia che un poliziotto, imbrigliato nelle disfunzioni del sistema, non può nemmeno sognare. Ma è giusto fidarsi di questo predatore di anime? Sabina rappresenta la legge, Nardo la viola, sistematicamente, in nome della giustizia. Sabina si fa guidare dai sentimenti, Nardo invece non crede alle passioni né all’amore, spiega tutto alla luce di istinti millenari che ancora ci legano ai comportamenti delle scimmie, degli umanoidi che siamo stati e che, secondo lui, ancora, in gran parte, siamo. Che cosa siamo noi veramente? Creature che uccidono per passione o scimmie nude schiave di un determinismo cieco? In un finale che lascia senza fiato, la poliziotta sarà obbligata a decidere definitivamente da che parte schierarsi.
 
CENNI SULLA VITA di:
Vito Franchini
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Nato in Iran, di origini Mantovane, ha 43 anni, è padre di due bimbe e, come ufficiale dei Carabinieri, per anni ha condotto indagini in diversi ambiti criminali. Attualmente si trova in Africa in missione per conto dell’ UE. È
 appassionato di musica e di studi antropologici, che ha utilizzato ampiamente in questo suo romanzo di esordio, pubblicato da Giunti dopo anni di lavori da indipendente. (Romanzi d’ Avventura e Saggi).

Editore: Giunti
Collana: M
Copertina: BB
Pagine: 396
Dimensione: 150.0 x 230.0
Prima pubblicazionegennaio 2021




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