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martedì 24 agosto 2021

SALMAN RUSHDIE - I VERSI SATANICI

SALMAN RUSHDIE
I VERSI SATANICI

 Opinione di
 
Mugnano di Napoli (Na) – 10.08.2021
 
Avevo appena 13 anni (oggi ne ho 45) quando comprai questo libro, ero una studentessa del 4° ginnasio (primo anno al liceo classico) ricordo che lo acquistai sull’onda dell' emotività collettiva dell’epoca: per il clamore suscitato, per la fatwā (in arabo فتوى ), che è la condanna a morte in contumacia pronunciata nell'anno 1989 dall'Ayatollah Khomeinī, leader religioso Iraniano ( vedi nota 1 sotto ), contro lo scrittore-autore Indiano, naturalizzato poi Inglese, Salman Rushdie, ritenuto reo di sacrilegio verso la religione musulmana per il suo libro “I Versi Satanici”.  Tale fatwā fu lanciata non solo verso l’autore ma anche contro i traduttori del libro, infatti il traduttore Italiano Ettore Capriolo fu aggredito, per l’esattezza pugnalato, da un sicario, in casa sua, nel milanese, il 3 luglio 1991, rimanendo però solo ferito; così come l'editore Norvegese in un episodio analogo; mentre il traduttore Nipponico del romanzo, Hitoshi Igarashi, fu ucciso da emissari del regime Iraniano; La fatwā è stata reiterata ancora il 17 febbraio 2008, in quanto 

-"La condanna a morte dell'Imam Khomeini contro 
Salman Rushdie 
ha un significato storico per l'Islam 
e non è semplicemente una condanna a morte”-

Comprai il libro, probabilmente,  per il continuo chiacchiericcio su di esso e sul suo autore, chiacchiericcio che si ascoltava in tv, nella mia scuola e si leggeva sui giornali; o lo acquistai semplicemente perché frutto del mio attraversare, due volte al giorno, per 6 giorni alla settimana, una popolare strada Partenopea, famosa per la vendita di libri e strumenti musicali, mentre frequentavo il Liceo Classico di Napoli (Liceo Ginnasio Statale Vittorio Emanuele II - sez. A) tra i licei uno dei più antichi e importanti; praticamente comprarlo è stato, per me, frutto di grande curiosità.

Questa fu la motivazione dell’epoca e come potete vedere dalla foto pubblicata, la mia copia, di 28.000 lire (oggi 14,50 € circa) è ancora lì, tutta un po' consumata perché l’ho prestata tante volte ed oggi lo sto rileggendo.
(p.s. non presto più i libri )

Perché proprio oggi? Perché a 33 anni dalla sua prima pubblicazione (1988) si parla ancora di questo libro (ho visto uno speciale su Rai 5, se non sbaglio, proprio il 10.08.2021) ed è meglio rileggerlo con un occhio più attento e una maturità maggiore. Perché, forse, i temi religiosi, in questo periodo storico, sono sulla bocca di tutti; 
leggerlo nuovamente ora, forse, perché le migrazioni sono all’ordine del giorno con il loro carico di diversità culturale e soprattutto religiosa; 
rileggerlo, forse, per il susseguirsi di attentati terroristici, di matrice islamica che sono aumentati, fuori e dentro la mia Europa, quindi più vicini a me; 
leggerlo ancora, forse, perché ci troviamo di fronte alla fine della missione in Afganistan, (missione iniziata nel 2001/2002 dopo gli attentati, quattro attentati per l’esattezza, dell’ 11 settembre 2001 negli Stati Uniti d’America ) voluta del nuovo Presidente Americano, il Democratico Joe Biden, dopo circa 20 anni, con il conseguente avanzamento dei Talebani, nella medesima regione e principalmente nella capitale dell’Afganistan, Kabul, dove ora ammazzano, sottomettono, umiliano e schiavizzano la popolazione più di prima, soprattutto donne; 
Va riletto, ora, semplicemente perché la fatwā del 1989, dall'Ayatollah Khomeinī, contro l’autore, Ahmed Salman Rushdie, e non solo contro di lui, è ancora in vigore.

I motivi sono tanti e la mia ragione di fondo non muta: - curiosità - e voglia di sapere, ma con uno sguardo non di una ragazzina di appena 13 anni e qualche mese ma di una donna.

E poi un libro etichettato sotto il genere letterario - Realismo Magico - (Vedi Nota 2) penso che sia un piacere da leggere! L.Ch.

NOTE:
1) La fatwā 1989 dall'Ayatollah Khomeinī: << Informo tutti i buoni musulmani del mondo che l’autore de’ I Versi satanici, un testo scritto e pubblicato contro la religione islamica, contro il profeta dell’Islam e contro il Corano, insieme a tutti gli editori e coloro che hanno partecipato con consapevolezza alla sua pubblicazione, sono condannati a morte. Chiedo a tutti i coraggiosi musulmani, ovunque si trovino, di ucciderli immediatamente, cosicché nessuno osi mai più insultare la sacra fede dei musulmani. Chiunque sarà ucciso per questa causa sarà un martire per il volere di Allah.>>.
2) Il realismo magico è una corrente artistica, pittorica e letteraria della prima metà del ‘900, che si identifica per una visione lucidamente attonita del reale. Nella letteratura (come realismo fantastico) è un filone attribuito a determinate opere narrative in cui gli elementi magici appaiono in un contesto altrimenti realistico.

TRAMA
I VERSI SATANICI
di SALMAN RUSHDIE
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
«I Versi Satanici» non è solo un romanzo, ricchissimo di immagini e invenzioni, ma è anche un libro che ha diviso l'opinione pubblica mondiale, dando origine a un caso letterario senza precedenti. La storia che viene descritta è un meraviglioso cocktail di realismo e fantasia, una vicenda magica in cui due viaggiatori, miracolosamente scampati a un disastro aereo, si vedono trasformati l'uno in una creatura angelica e l'altro in un essere diabolico. Ormai simboli del Bene e del Male, i due si affronteranno nella più antica e inevitabile delle battaglie, una lotta senza esclusione di colpi destinata a protrarsi in eterno nel tempo e nello spazio, dai più sperduti villaggi indiani alla Londra contemporanea. Un abbagliante mosaico di allegria e disperazione, di finzione e verità.
I Versi Satanici a cui fa riferimento il titolo sono i versi 19 e 20 della 53ª Sura (al-Najm, La Stella) e, soprattutto, il verso immediatamente successivo, presente solo in alcune antiche versioni del Corano e successivamente espunto nelle edizioni ortodosse. In questi versetti, che la tradizione considera ispirati da Satana, si dichiaravano degne di venerazione le tre dee pagane preislamiche al-Lāt e al-ʿUzzā e di Manāt (sorelle di Allah, dio pagano del pantheon arabo, chiamato con lo stesso nome con cui oggi in arabo si indica il Dio unico delle religioni monoteiste).
Il romanzo è diviso in nove capitoli, in cui si alterna il racconto delle vicende di due musulmani indiani miracolosamente scampati a un disastro aereo, Gibreel Farishta e Saladin Chamcha (nei capitoli 1, 3, 5, 7, 9) e la rivisitazione romanzesca di alcuni aspetti della cultura islamica, contenuti appunto nei versi che danno il titolo al romanzo (nei capitoli pari). Simboli del Bene e del Male i due protagonisti si affronteranno in una lotta senza esclusione di colpi destinata a protrarsi in eterno, fino alla improvvisa apparizione divina del profeta Mahound.
 
Editore: ‎ Mondadori: 1° gennaio 1989
Lingua: ‎ Italiano
Prima Edizione: 1988 in inglese
Copertina rigida: ‎ 576 pagine
 
CENNI SULLA VITA di:
Ahmed Salman Rushdie
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:

Ahmed Salman Rushdie: è uno scrittore, saggista, e attore indiano naturalizzato britannico, autore di opere di narrativa in gran parte ambientate nel subcontinente indiano.

Il suo stile narrativo, che amalgama il mito e la fantasia con la vita reale, è stato descritto come collegato al realismo magico.

Nasce a Bombay   il 19 giugno 1947 da una benestante famiglia dardica di fede islamica. Rushdie ha frequentato il king’s College di Cambrige. Nel 1999 si è sottoposto ad un intervento chirurgico alle palpebre per curare un disturbo congenito ai tendini rattrappiti, che ne rendevano difficoltosa l'apertura, col rischio della perdita della vista. Nel 2004, Rushdie si è sposato per la quarta volta, questa volta con la modella ed attrice indiana Padma Lakshmi, dalla quale però si è separato nel 2007. Salman Rushdie si dichiara ateo. Nel 2015 ha aperto la Fiera del Libro di Francoforte, evento che ha provocato il boicottaggio da parte dell'Iran

Nel 1988 scrisse I Versi Satanici (The Satanic Verses), una storia fantastica ma chiaramente allusiva nei confronti della figura di Maometto, e ritenuta blasfema dai Musulmani. La pubblicazione del libro provocò nel febbraio 1989 una fatwā dall’Ayatollah Khomeinī che decretò la condanna a morte del suo autore, reo di bestemmia. Un privato cittadino offrì una taglia per la morte dello scrittore, tollerata dal regime Khomeinista. Lo scrittore riuscì a salvarsi rifugiandosi in Inghilterra e vivendo sotto protezione. Il traduttore giapponese del romanzo, Hitoshi Igarashi, fu ucciso da emissari del regime iraniano, mentre il traduttore italiano, Ettore Capriolo fu aggredito da un sicario in casa sua rimanendo però solo ferito, così come l'editore norvegese in un episodio analogo. La fatwā è stata reiterata ancora il 17 febbraio 2008, in quanto “la condanna a morte dell'Imam Khomeinī contro Salman Rushdie ha un significato storico per l'islam e non è semplicemente una condanna a morte”.

 
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venerdì 25 gennaio 2019

INFO BOX ... PROSSIMAMENTE ... La Giornata della Memoria 2019 con Dova Cahan


INFO BOX ... PROSSIMAMENTE ...

   La Giornata della Memoria

in Mugnano prov. di Napoli (Na)
domenica 27 gennaio 2019 ore 10:30

Incontro Letterario per 
NON DIMENTICARE:

Libro e Testimonianza della Regista e Scrittrice
 Dova Cahan
             Un Askenazita tra Romania ed Eritrea



PRESENTAZIONE:
Domenica 27 Gennaio 2019 

LA GIORNATA DELLA MEMORIA
 #Mugnano di Napoli  ... PER NON DIMENTICARE ...



Lo sterminio nazi-fascista di #Ebrei
  

e di tante altre #persone #innocenti
che, allora come oggi, sono state 

#vittime del rancore e della
cieca #intolleranza razziale.














Location: 
Caffetteria #PinkPanther  Sala Eventi,
Via Provinciale Mugnano/Melito 
Mugnano prov. di Napoli
Tel.: 0815764436
ore 10.30, domenica 27 gennaio 2019


#Interverranno: 
Il Sindaco di Mugnano di Napoli  
dott. Luigi Sarnataro

I Presidenti degli Enti ProLoco di Mugnano di Napoli: 
Proloco Munianum
Pres. M.Di Maro 
Proloco Mugnano Sociale
Pres. Alessio Happy Life Filace

Pres. dell'Associazione #RosaBianca  
Tina Bianco


 
  La scrittrice ebraica 
 Dova Cahan
 Autrice e Regista di diverse opere.
 Il Poeta Marco Palma,
 che declamerà una sua poesia.
 #Moderatore #Presentatore
 dott. Salvatore Salatiello
 #Relatrice Tina Bianco


L'evento sarà incorniciato dai dipinti di alcuni artisti locali del coordinamento Culturale #IlCarro


che hanno voluto tributare all'iniziativa una loro personale rappresentazione artistica:

Antonio Bruno, Mario Giamminelli, 
Vittorio Musella, Francesco Sellone, 
Vincenzo Tesone.





   Nel corso della manifestazione,           
   inoltre, sarà   presente 
   il maestro   Vittorio Calabrese,
   che raccoglierà le immagini         
   fotografiche dei  momenti più 
    significativi dell'evento.






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PRESENTAZIONE DEL LIBRO 
di Dova Cahan


Un askenazita tra Romania ed Eritrea
Trama:

Da internet: Si tratta della biografia del padre, Herşcu Şaim Cahan (1912-1974), pioniere sionista  emigrato dalla Romania all’inizio della dittatura comunista e rimasto nell’ex colonia italiana Eritrea fino alla morte. Il libro è stato scritto in lingua italiana.
Tra gli anni 1938 e 1945, purtroppo, la feroce propaganda antisemita degenerò in prigionia, deportazioni, sterminio e genocidio. Il genocidio più grande della storia umana, noto inizialmente come “Olocausto”, ma che oggi è più correttamente conosciuto anche con il nome di “Shoah” il cui significato nella lingua ebraica è “catastrofe”, ovvero “distruzione”; definizione, quest’ultima, ben più adatta di “olocausto”, che è un termine biblico che ricorda i sacrifici nel Tempio di Gerusalemme. L’Europa del secolo passato, continente di grande civiltà e all’avanguardia di tutte le dottrine religiose, letterarie, filosofiche, politiche e scientifiche, si è ridotta in uno spettro di malvagità e crudeltà fino che ha portato allo sterminio di sei milioni di ebrei  solo perché appartenenti ad un altra cultura e tradizione.
Mio padre, Herscu Saim Cahan, fu anche un grande sionista che riuscì a scampare prima alle deportazioni dei filonazisti e successivamente dei filocomunisti, ma fu costretto ad abbandonare ancora una volta tutti i suoi beni, e a rifugiarsi con la sua famiglia, agli inizi del 1948, prima nella Palestina Mandataria Britannica e poi a prendere nuovamente la via dell’esilio. Gli inglesi, che si attenevano rigorosamente al “Libro Bianco”  che limitava il numero dei profughi ebrei a restare in Palestina, timorosi del rancore e delle minacce dei Paesi arabi confinanti e della popolazione araba locale, non permisero più agli ebrei sopravvissuti provenienti dall’Europa, di accedervi e di rimanere.
Dopo aver ricordato la storia tragica del popolo ebraico, ho sempre concluso con una riflessione a cui sono giunta come autrice di un libro dedicato alla grande figura sionista di mio padre, vittima di questo orribile periodo: ripercorrere le sue vicissitudini mi ha fatto ben comprendere come il sacrificio di sei milioni di ebrei ha reso indispensabile, e non più procrastinabile, la fondazione della Stato d’Israele, come casa, rifugio e patria del nostro popolo.
Israele sorge dalle ceneri della Shoah e giunge alla sua fondazione come Stato indipendente e democratico. Anche io oggi risiedo, realizzando quello che fu il grande sogno di mio padre e che con grande rammarico lui non riuscì mai a realizzare.
Devo ancora una volta riaffermare che Israele, che dal 1948 fin ancora ad oggi, lotta per la sopravvivenza sua, dei suoi cittadini e anche quella degli ebrei della diaspora, ma non manca mai di tendere la mano agli Stati vicini nel nome della pace. Israele rappresenta, altresì, un modello d’integrazione con oltre 14 mila studenti stranieri, provenienti da tutto il mondo tra cui anche l’Italia, che vengono da noi per sperimentare le nuove frontiere della ricerca e della tecnologia, ovvero il presente ed il futuro d’Israele.

Il “Giorno della Memoria” offre utili e necessarie riflessioni per non dimenticare mai e mai più, con la speranza che nel futuro si riesca a ricostruire in maniera più positiva ciò che il nazifascismo è riuscito a distruggere soltanto pochi decenni fa.

Di conseguenza la mia famiglia dovette nuovamente prendere la via dell’esilio e rifugiarsi ad Asmara, Eritrea, ex-colonia italiana persa definitivamente nel 1941 e ceduta agli inglesi. Ritengo che tenere viva la memoria della Shoah significhi non soltanto l’obbligo di non dimenticare la tragedia del popolo ebraico nel passato ma di ricordare anche ciò che è avvenuto durante questi ultimi 70 anni, affinché le nuove generazioni possano imparare a costruire un presente e un futuro migliore perché tutto ciò non si ripeta mai più. Oggi vediamo che il seme dell’odio, della violenza e dell’intolleranza si risvegliano ancora una volta in Europa e per questo motivo il mio messaggio ai giovani studenti e a tutti coloro che hanno avuto modo di ascoltarmi è stato quello di ribadire l’importanza di questa giornata. Il Giorno della Memoria è doveroso non soltanto per ricordare i sei milioni di ebrei sterminati dall’ideologia nazifascista ma anche per contrastare l’attuale antisemitismo che l’Europa purtroppo sta attraversando nuovamente ora. Il mondo non deve divenire ancora una volta teatro di guerra e persecuzione causate dallo stesso odio che tutti abbiamo visto manifestato contro gli Ebrei nella seconda guerra mondiale.

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Un askenazita tra Romania ed Eritrea

Le parole dell’ Autrice

Da internet : Il mio impegno è stato quello di ricordare gli errori del passato commessi verso il Popolo ebraico fino allo sterminio e al genocidio da parte dei nazifascisti.
Questi eventi antisemiti non furono eventi sporadici che accadevano a quel tempo solamente in Germania ed in Italia, ma in tutta l’Europa già dagli anni ’30 e in particolare dal 1938 con le emanazioni delle “Leggi Razziali”. Questo fu il punto di partenza dell’odio e del razzismo (in una sola parola, antisemitismo) verso un popolo scacciato dalla sua terra d’Israele, perseguitato e minacciato. Per secoli questo popolo è stato costretto a subire innumerevoli emigrazioni e spostamenti in cerca di nuovi luoghi dove poter vivere tranquillamente, praticare il proprio credo religioso, con le sue tradizioni e la sua cultura, le attività intellettuali, sociali e professionali.
Ho fornito la mia testimonianza nella veste di figlia di un condannato rumeno ai lavori forzati, che durante gli eventi filo nazisti in Romania, eseguiti dai legionari conosciuti anche sotto il nome delle “camicie verdi” del generale rumeno Ion Antonescu, collaboratore della Germania Nazista di Adolf Hitler,  fu costretto ad abbandonare gli studi superiori al Liceo Commerciale di Galati e rinchiudersi in casa, come del successe ad altri giovani studenti rumeni espulsi dalle scuole locali.


Dova Cahan Vita

Da internet: Dova Cahan, israeliana di origine romena (è nata a Bucarest il 1947) e cultura italiana, scrittrice e regista



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La poesia di Marco Palma 
per la 
Giornata della Memoria 
per 
Non Dimenticare 







Marco Palma 
per Mugnano di Napoli (Na)
per il Giorno della Memoria

Era un giorno di primavera ricordo
Profumo di poco cucinato
Mamma in queste cose era brava
Papà col pianoforte suonava Chopin
Era per rabbia, non lavorava da tempo
Cielo di stelle e sulle nostre braccia
Poi voci germaniche, camice nere
Ho tutto nella mente,
Mi sembra ieri
Armi puntate, papà cerca di parlare
E' a terra ferito con la fronte segnata
Fiotti di sangue coprono il suo volto
E poi giù per le scale
Nel cortile allineati
Valigie di cartone
Camion che partono
Da lontano il vento
E il silenzio di un quartiere ormai spento
Tacciono le Armi che sparano e feriscono
E poi il treno che fischia
Ammassati come bestie
Stringo forte i miei genitori
Papà tiene dentro le sue paure
Il suo dolore
E tanto il calore
E poi la notte
E poi il sole
La desolata meta
Fumi lontani e filo spinato
Treni squarciati da un' improvvisa luce
L' uomo vestito di nero e di croci
I suoi stivali lucidi
Divisi, ogni uno da una parte
Bambini, vecchi, donne
Gli uomini di fronte
Ci strappano le nostre valigie
Una fila di persone
Entra in capannoni freddi e grigi, quei
Improvvisi fumi neri senza ragione
Ho paura mi batte il cuore
Guardo adesso il mio braccio 
con dei numeri oggi con un altra ragione, 
senza più un nome ne religione
Bambini in fila che cantano verso ciò 
che mi sembra una scuola
Un signore mi chiama
Mi mette in disparte
Penso a quei bambini, ai loro sorrisi
Che mai più vedrò
E poi la fame, corpi scheletrici
E quel fumo nero, che mai finiva, 
quel puzzo che non capivo
Quel sangue alla neve misto
Mamma e papà
Che non mai più visto e tanta gente che conoscevo
E poi un giorno l'uomo vestito di croci
Si agita parla nasconde
Carte e corpi
Mitra che urlano e stramazzano
Gente di un altro mondo
Altre. Razze
Scrutano il campo e cercano e trovano
Corpi sovrapposti accatastati
Sepolti
Increduli un silenzioso pianto
Di chi non si abituerà mai alla morte
E sarà ' come un macigno
Un fardello
Che mai più  possa a ripetersi

Marco Palma
X la shoah

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giovedì 27 settembre 2018

Il Corano

 Il Corano

Mugnano di Napoli (NA)
22 novembre 2016


Questa sera, dopo il TG delle 01:00 di notte, sono salita nella mia piccola biblioteca. Non ho dovuto consultare il mio PC x sapere che numero fosse il Corano e trovarlo, mi bastava trovare la Sacra Bibbia, sapevo che erano uno accanto all altro, così all epoca mi e sembrata una giusta disposizione; si parla di Dio, di Fede.

Possiedo questa copia da circa 10 anni e più, e l.ho letta a pezzi.

Questa è la mia copia, numero 089 della mia piccola biblioteca, casa editrice Oscar Mondadori, composto da due volumi, 500 pagine il primo, 500 pagine il secondo. La mia è una edizione del 2005 con commento, introduzione e traduzione del professore Federico Peirone docente all istituto di orientalistica all Università di Torino. Ovviamente è in italiano, xkè io l arabo non lo conosco. Voglio spulciarlo un Pò. Xkè di questo libro ricordo l aspetto giuridico e qualche racconto, ambientato in un lontano magico passato. Voglio rivedere i miei ricordi su questo testo così importante x molti, e confrontarli con ciò che oggi viene detto su di esso. Non ho mai pensato che si potesse prendere alla lettera un qualsiasi testo religioso, invece, dopo venerdì 13 novembre 2015, dopo Parigi e oltre, le parole di un libro, xkè il Corano, come la Bibbia, sono, prima di tutto dei libri, che dovrebbero essere Sacri, che dovrebbero essere di ispirazione. Il Corano, invece, un libro di religione, diventa un libro di morte, x molti, x alcuni. Voglio rileggere questo testo è capire il perché di tanto odio. Ci provo. Luigia Chianese
Da dove cominciare è difficile! Non conosco la cultura Mussulmana e neppure la lingua Araba e questo è uno svantaggio enorme quando ci si avvicina ad un testo così importante. Della storia Araba conosco quel poco, molto poco, studiato al Liceo e all’ Università. Studiato da occidentale Laica - Cristiana su testi da occidentale; e già questo la dice lunga sulla mia predisposizione. 
Avevo già letto il Corano ma ho ripreso questo testo dopo gli avvenimenti del 13 novembre 2015 a Parigi; dopo che gli attacchi terroristici, dei Mussulmani, sono entrati a pieno nel cuore dell’ Europa, che nel bene e nel male è la MIA Civiltà. Ho provato a capire, o meglio rinfrescare, ciò che sapevo del Il Corano.
Le solite cose del dove e del quando di questo libro le risparmio ai lettori; ciò che posso dire è che è stato faticoso leggerlo, infatti ringrazio l’ autore per tutte le note a tutte le Sure, altrimenti, confesso, che avrei capito poco o nulla.
L’ ho trovato molto ma molto ripetitivo, a volte contraddittorio fino a diventare noioso. In lingua Araba, probabilmente, il suono dei versetti è più melodioso ma di sicuro è enormemente ripetitivo.
Ciò che mi è saltato a gli occhi sono queste cinque cose:
1) Per i Mussulmani Dio è unico e solo. Dio è tanto misericordioso quanto crudele e vendicativo, ovvero punitore, farà bruciare i cattivi e gli infedeli, soprattutto, nel fuoco eterno e infliggerà castighi. E’ il solito Dio che ha creato tutto, e distruggerà tutto, governa vita, azioni e i pensieri degli uomini, e decide Lui ciò che è bene e male. E’ un Dio che:
protegge, ordina, perdona, distrugge, crea, fa leggi, guarda, giudica, condanna, organizza, resuscita etc. etc. . Decide Lui come vivere, come fare l’ amore e ogni aspetto della vita, pure cosa mangiare e come comportarsi e vestirsi. E’ Fede. Fin qui siamo nella norma.
Il Corano è stato rivelato, o meglio sussurrato, da Dio a Maometto, suo prescelto e profeta, ma non direttamente, ma attraverso la mediazione di uno spirito annunciatore ( Gabriele). Il Corano è stato rivelato a Maometto di botto, in una notte, ( i sogni sono importanti per i Mussulmani, che credono negli angeli e negli spiritelli buoni e cattivi) poi l’ ha dimenticato e gli è stato somministrato in seguito a pezzi. Pezzi da diffondere sulla terra a tutti. È stato rivelato nella lingua dei beduini l’ Arabo semplice dei cittadini, non in linguaggio forbito, poetico, il perché lo capite da soli. La copia originale non si tocca, ma si possono fare tante copie per i fedeli. Anzi si devono fare per diffonderlo ai quattro angoli della terra. Poco più, in linea di massima, questo è ciò che ho capito di questo punto. Dimenticavo tutto e tutti, fedeli e non, sono sottomessi a Dio, ma sottomessi nel senso letterale del termine.
2) Pregare. Per i Mussulmani pregare è un obbligo a cui per nessun motivo, o solo per alcuni motivi gravissimi, selezionati da Dio, ovviamente, possono sottrarsi. Devono pregare come dice Dio, quando dice Dio e anche nel modo che dice Dio. ( cinque volte al giorno e il venerdì obbligatoriamente) Faccia a terra, palmi delle mani a terra, punte dei piedi a terra e pancia tirata. E dopo essersi lavati per bene.
I Mussulmani devono essere educatissimi, tolleranti, cortesi e gentili verso tutti, morigerati e civili e non devono fare nulla di inappropriato, violento, cattivo e scorretto prima verso il loro Dio e poi verso qualsiasi altro essere umano anche se non Mussulmano. Non vi dico che se rubano, uccidono, frodano, mentono e si comportano male e etc, etc, il loro Dio li castiga terribilmente. Da un punto di vista giuridico, in linea di massima, il Dio, dei Mussulmani, regola anche questo, si applica la legge del taglione e le barbare usanze in voga all’ epoca, tra cui la lapidazione etc. etc per il resto le leggi sono tutte a favore degli uomini. E’ un testo profondamente maschilista e pratico.
Non dimentichiamo che, i Mussulmani, non devono mescolarsi, avere a che fare, commerciare, e peggio ancora sposare o andare a letto, con chi non è Mussulmano, a meno che non sia uno schiavo o non si converta, soprattutto non devono avere a che fare con gli infedeli e poco o nulla con Ebrei e Cristiani, se non per convertirli.
• Per avvicinare gli infedeli all’ Islam; 
• Ad allontanare le altre religioni per non contaminarsi (questo è il termine corretto contaminarsi); e allontanare anche con la jahd ovvero guerra santa.
• Ad assicurare la cassaforte piena all’ Islam per diffondere tale religione ( quindi anche per alimentare l’ i.s.i.s.); 
• Per rendere potente e prestigioso l’ Islam sugli altri, in primis sugli infedeli, poi sugli odiati Ebrei e in fondo verso i Cristiani.
L’ Elemosina è importante anche verso i genitori anziani, figli e le spose 
ripudiate o vedove, non si lascia morire di fame nessun Mussulmano è 
vietato. 
Per quanto concerne gli altri, i non Mussulmani, vi è una certa divisione tra 
persone.
• Prima i Mussulmani, superiori a tutti perché credono nel Il Corano che è legge di Dio
• Poi vengono i Cristiani e gli Ebrei, perché sono popoli del libro. Nel senso che i Padri degli Ebrei e il Messia, Gesù, per loro sono profeti che hanno preannunciato Il Corano e l’ avvento del profeta ultimo ovvero Maometto. Gli Ebrei e i Cristiani delle parole di Dio non hanno capito nulla e non hanno creduto, per tanto devono essere rimessi sulla retta via o convivere con i Mussulmani, ma, Ebrei e Cristiani sono inferiori. 
• Per ultimi, nella scala sociale, ci sono tutti gli altri, che sono chiamati infedeli; hanno tre scelte;
o diventare Mussulmani, ovvero convertirsi, e Dio sarà grande e misericordioso con loro 
- diventare schiavi, e devono vivere e fare ciò che i Mussulmani comandano
- oppure devono morire
Fatevi da soli un’ idea, moderna possibilmente! 
3) L’ Elemosina. Se non fai l’ Elemosina, in base alle tue possibilità ovviamente, finisci nel fuoco eterno e nei tremendi castighi che Dio ha preparato per te. ( Perché Dio, tra una cosa e l’ altra, pensa anche ai tremendi castighi che dovrà infliggere qua e là, per questa cosa è sempre pronto). L’ Elemosina è fondamentale. Essa non serve solo per i poveri, stiamo attenti, ma a fare tante cose. 
4) Quello che io chiamo “ la Dieta” ovvero il mese di digiuno, Ramadan, per purificarsi …. Be! Niente di male ogni tanto non si muore … ovviamente la marea di cibi e animali che i Mussulmani non possono mangiare e come mangiare e uccidere e da manicomio … lasciamo perdere, mangiate ciò che vi pare, Dio è stato abbondante nei suoi doni, viene ripetuto in continuazione.
5) Pellegrinaggio alla Mecca. La città Santa per i Mussulmani. Almeno una volta nella vita ci devi andare, seguire tutto il rito, e ci vuole circa 1 mese per eseguire tutto il rito, e vieni assolto dai peccati … bontà loro. E’ un po’ come l’ indulgenza plenaria, dei Cristiani, che si ha durante le aperture delle porte sante. Se si va con animo pentito. E farsi un esame di coscienza, almeno una volta nella vita, che si sia Mussulmano o altro, non fa male a nessuno; le modalità sono solo elementi estetici per me! Belli da vedere e rispettare. 
Queste sono le cinque cose che, da come ho capito, sono importantissime per i Mussulmani. Come le applicano, verso loro stessi e verso gli altri, è un altro paio si maniche, ed è un’ altra discussione! 
Ciò che da occidentale, quale sono, mi da ai nervi, e che proprio non digerisco, di questa religione, è chi, quindi la persona, che dimentica di collocare questo testo, nel suo periodo storico, ma vuole applicarla ad oggi, senza interpretarla, dimenticandosi dell’ evoluzione umana e della diversità di popoli e culture e che nessuno e superiore ad alcuno. E poco importa se è stato Dio a sussurrare il tutto perché la fede è SOGGETTIVA.
Inoltre, rigiratela come volete, ma in questo libro, ad esempio, le donne vanno si rispettate e assistite, ma perché considerate inferiori e deboli, e sono solo e soltanto esseri umani sottomessi ai maschi, devono obbedire a maschi, ovviamente prima alle leggi di Dio, fanno ciò che i maschi vogliono e dicono e in alcuni momenti sono solo macchine da riproduzione e merce di scambio tra gli uomini quando le ripudiano. Hanno qualche diritto ma sempre subordinato ai maschi. Vi rendete conto che questo era, forse accettabile, illo tempore, ma oggi è impossibile ed improponibile!
Non tocchiamo, poi, argomento gay e tresgender, per i Mussulmani loro sono un’ aberrazione.
Mi aggrada, poco, anche, il loro sentirsi eternamente nel giusto, ( come mi da fastidio il continuo vittimismo degli Ebrei) e il voler a tutti i costi far diventare tutti Mussulmani con le buone o con le cattive ( Jihad Guerra Santa)
Questo è quanto, in brevissimo, e mi scuso per la probabile ignoranza sul tema letto, ma è solo questo che ho capito o meglio ho rispolverato ciò che ricordavo. Cercasi confronto! 
Ps. In merito ai fatti che negli ultimi anni stiamo vivendo, o meglio subendo, dalla caduta delle Torri Gemelle in USA ( 11 settembre 2001) ad oggi, per quanto concerne il mio personalissimo, populissimo, pensiero la vedo così: Vivi e lascia vivere, ma difendi e proteggi i deboli e i soppressi, combatti le dittature e gli oppressori, e se chiunque, Mussulmani compresi, ti vengono contro per farti del male e per sottometterti, non porgere l’ altra guancia, prova, in primis, con la diplomazia, se non funziona, sterminali, se e solo se, sono un pericolo per te, per la tua vita e la tua civiltà. Ma questo mio pensiero è un’appendice alla recensione.

 Sto a pagina 130/1000 del corano. . . Decisamente ripetitivo ma fortunatamente ho la versione con la spiegazione del momento storico, delle fonti, dei confronti e il glossario. Altrimenti sarebbe "arabo", 22 novembre 2015 ore 23:03


Novembre – Dicembre 2015










L.Ch.


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