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martedì 9 agosto 2022

Federico Maderno - Abigail

Federico Maderno
Abigail

 
Mugnano di Napoli (Na) – 25 luglio 2022
 
Un’avventura meravigliosa, veniamo immediatamente catturati e catapultati nella Londra del 1868, sembra di leggere una bella storia alla Sherlock Holmes, perché anche Abigail di Federico Maderno è un romanzo movimentato e ragionato, ricco di colpi di scena.
Il linguaggio utilizzato dall’autore è preciso e curato, direi raffinato. È un tipo di linguaggio che incuriosisce il lettore e riesce ad incrementare le sue aspettative; sono ben 33 piccoli capitoli ma sembra un romanzo a puntate più che a capitoli, direi che questo è interessante perché questi capitoli mi danno l’impressione di essere stati creati come i racconti a puntate di Charles Dickens, non nella scrittura ma nel metodo, ovvero il portare avanti sempre di più l’attenzione di chi legge.
I personaggi non deludono; in particolare sono eccellenti le figure di Max ovvero Maximilian Whright, medico, chimico e narratore principale della storia; Abbiamo, poi, “Old Lindy” ovvero Sir Linford Lancelot Palmer colui che farà materialmente nascere questa avventura, peripezia che prende vita dal più nobile e forte dei sentimenti l’Amore; e non posso mancare di menzionare il Capitano Clark, comandante di grande esperienza, che si rivelerà un aiuto prezioso per chi come Lindy, Max e tutto il suo gruppo di amici, sono determinati ad affrontare anche i pericoli del mare per la loro amicizia e per amore di una donna: Abigail.
Da pagina 68:
<< Cosa accadde dunque? L’inevitabile.
Ossia che il mio animo e la mia mente
iniziarono un crudele gioco di intimi contrasti.
Perché il cuore avrebbe voluto andare
dove il raziocinio aveva posto un confine.>>.
L’autore è stato molto accurato nella descrizione dei dettagli e soprattutto si nota tantissimo che Federico Maderno, si è abbondante documentato sulla società dell’epoca quindi anche sugli usi e costumi; infatti abbiamo da una parte la borghesia agiata che si espande nel commercio e alimenta la sua ricchezza, soprattutto nei rapporti con le Colonie, dall’altra vediamo descritte le condizioni precarie della classe lavoratrice, il proletariato urbano e non solo, che si trova ancora in condizioni sanitarie indecenti, con una prostituzione dilagante, la povertà e la corruzione imperante e tutto ciò ci trascinerà verso il fulcro della storia: la tratta delle bianche dall’Europa ai paesi Arabi.
Sono da notare principalmente, però, le attenzioni mostrate all’architettura dell’epoca e alla toponomastica della Londra Vittoriana. Dettagliata attenzione e cura è stata mostrata anche nella conoscenza marittima in particolare dei Clipper di navigazione in uso all’epoca.
Non si può non far cadere l’occhio su un particolare; Il romanzo è corredato da 7 disegni:
Il primo la troviamo a pagina 22 è di un Fiacre Vittoriano, il disegno è un’elaborazione Grafica di Carla Curtabbi – Disegni a China.
Il secondo a pagina 136 è di un Clipper, imbarcazione allungata, agevole e veloce, con telaio in acciaio e un gran numero di vele.
Il terzo a pagina 160  troviamo  “Spitalfields” – Mappa di Londra del 1868.
Il quarto a pagina 166 intitolata “Fascino della Carrozza”  è anch’essa un’elaborazione Grafica di Carla Curtabbi – Disegni a China.
Il quinto a pagina 195 è un particolare della “Spitalfields” – Mappa di Londra del 1868 precisamente nei dintorni della Christ Church.
Il sesto a pagina 246 è una cartina o mappa di navigazione  – La Rotta del Queen Of Speed” .
Il settimo  ed ultimo si trova a pagina 254 ed è un particolare dello Stretto di Gibilterra.

Precise ed interessanti anche le 53 note a fondo pagina, confesso che sono state molto utili.
È un romanzo affascinante ed arrivati in fondo, alla duecentosessantesima pagina, si desidera solo una cosa: che inizi un’altra avventura! È un romanzo che Cattura! Speriamo che Federico Maderno accolga questo capriccio! L.Ch.


Consigliatissimo, nella mia scala gradimento libri, da 1 a 5, questo racconto merita un ottimo e pieno 3. L.Ch.

TRAMA
Federico Maderno
Abigail
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Immaginate la vita nella Londra vittoriana del 1868, dove la più nera povertà si trova a stretto contatto con la ricchezza della Borghesia britannica e dove emergono stridenti le contrapposizioni culturali e sociali della rivoluzione industriale. Immaginate una serie incredibile di eventi, tanto enigmatici ed occulti che anche la Polizia di Scotland Yard sembra incapace di venirne a capo. Immaginate, poi, inseguimenti notturni e incontri bizzarri, lungo i vicoli dei quartieri più miseri e violenti della Capitale. Immaginate che improvvisamente la narrazione urbana si trasformi in un racconto di mare, con i "Clipper" a vela che si rincorrono sulle rotte del Tè. Immaginate... Ma perché immaginarlo? C'è tutto questo e altro ancora in "Abigail". Nella migliore tradizione dei romanzi d'avventura, una storia emozionante, sostenuta da una rigorosa e documentata ricerca sulla vita nella Londra del XIX secolo. Libro per tutti e molto appropriato per giovani lettori.

Autore: Federico Maderno
Editore ‏ : ‎ Youcanprint (16 agosto 2021)
Lingua ‏ : ‎ Italiano
Copertina flessibile ‏ : ‎ 266 pagine - Dimensioni ‏ : ‎ 15 x 1.7 x 21 cm
ISBN-13 ‏ : ‎ 979-1220352468 - ASIN: ‎ B09CRTMBBR
 
CENNI SULLA VITA di:
Federico Maderno
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Di Federico Maderno sappiamo davvero poco, di là da quelle rare notizie che trapelano dalle sue opere e che si può immaginare siano ispirate da esperienze personali. È tipo piuttosto sfuggente, umbratile, niente affatto festaiolo.
Nato nel 1962, ha conseguito un Diploma di Liceo classico e successivamente una Laurea in Ingegneria. Non si sa di preciso quale sia la sua professione ma su internet ho letto che Lui si definisce più ingegnoso che Ingegnere. Attualmente è vivo, perché fino a ieri 24 luglio 2022 ci siamo scritti via e-mail, e quanto si legge in giro risiede in campagna, da qualche parte in Italia. Adora gli animali, la buona musica, dal Gregoriano alla musica elettronica, la scrittura e la lettura, l’amicizia vera, la natura, gli occhi di una donna, le persone sincere, le gemme delle piante in primavera, la gente intelligente (nel senso di chi sa capire), la speranza di  migliorarsi… sappiamo che  non sopporta la gente avida, quella che pensa solo al proprio tornaconto, gli avari. Segni particolari: Animalista e Vegetariano non a caso ama nutrirsi con le mega insalate, le caldarroste, le patate cotte alla brace, le insalate di riso freddo,  le arance di Sicilia, pomodoro e mozzarella, il vino piemontese… Riconoscimenti: 3° al premio "Residenze gregoriane 2021 di Roma" e vincitore della migliore trama al "Dikens golden book 2022 di Napoli.
Per ora, è tutto quello che sono riuscita a scoprire su internet.

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martedì 14 giugno 2022

Abir Mukherjee - Fumo e Cenere

Abir Mukherjee 
Fumo e Cenere
 
Mugnano di Napoli (Na) – 03- giugno  2022
 
I gialli storici sono affascinanti, ancor di più se sono ambientati in paesi lontani, in questo caso l’India all’epoca di Gāndhī (Mahatma Mohāndās Karamchand Gāndhī) e del suo secondo in comando ovvero C.R. Das (Chitta-Ranjan Das), quest’ultimo è un avvocato dell’Alta Corte Indiana.
Le vicende narrate s’intrecciano tra avvenimenti storici: le lotte per l’indipendenza dell’India e la visita del futuro Imperatore Britannico, il Principe di Galles, con una serie di morti misteriose e cruente e con la vita lavorativa e privata del Capitano della Polizia Imperiale Sam Wyndham e del suo Sergente l’Indiano Surrender-not (Sur-Render-Not Banerjee), a cui vengono affidate le indagini; tutto l’insieme è magistralmente narrato e ben amalgamato, in dosi quasi perfette, in appena 300 pagine.
Da pagina 153:
<< Mi resi conto che quello era il problema.
Per vedere un uomo come nemico,
hai bisogno di odiarlo,
e mentre era facile odiare chi
combatteva con bombe e proiettili,
era molto difficile odiare chi si opponeva
facendo appello al tuo senso morale.>>.
La storia è ben costruita e ben ambientata, tra manifestazioni pacifiche, quindi non violente, malsane fumerie d’oppio gestite da Cinesi e conseguente dipendenza da esse, esperimenti con il terribile gas mostarda, utilizzato durante La Grande Guerra del 1915-1918, l’eterogenea Calcutta del 1921, un’India post Prima Guerra Mondiale, il tutto è reso, in questo giallo storico, in maniera molto avvincente.
Ci sono alti e bassi nella suspense narrativa, questo devo ammetterlo, ma questi alti e bassi danno anche quell’impulso in più per comprendere meglio le motivazioni di tutti e, soprattutto, il perché e il chi di questi mostruosi omicidi a cui vittime vengono sfigurati i volti privandoli degli occhi e pugnalati ripetutamente al torace.
I personaggi sono bellissimi, tutti affascinanti, nessuno escluso, hanno tutti le loro singolarità e sono tutti, al loro modo, tormentati ma anche riflessivi; niente e nessuno sembra lasciato al caso ma vi è l’imprevedibilità, vi è la vergogna, la vendetta, vi è l’amore, la paura, la lealtà che non possono essere sotto il controllo di nessuno.  
Da pagina 77:
<< Si dice che nessun uomo è un’isola,
ma la verità è che alcuni di noi sono costretti a esserlo,
dal fato e da circostanze al di là del nostro controllo.>>.
Questo lavoro del Britannico, di origine Indiana, Abir Mukherjee, merita di essere letto con attenzione perché riesce, in tanti piccoli passaggi, a farti viaggiare in luoghi lontani, nello spazio e nel tempo, ed a farti intrigare e ragionare su ogni singola vicenda. L.Ch.
Il mio voto, nella scala, da 1 a 5,  di valutazione gradimento libri, è un buon 3 libri.
 
TRAMA
Fumo e Cenere
di Abir  Mukherjee
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Calcutta, 1921. Tormentato dai ricordi dolorosi legati alla guerra mondiale e alla morte della sua giovane moglie, il capitano Sam Wyndham sta cercando di contrastare la grave dipendenza dall'oppio, che deve comunque tenere segreta perché potrebbe costargli la carriera. Ma è proprio in una fumeria d'oppio che, per sfuggire a un'incursione della polizia, incappa nel cadavere sfigurato di uno sconosciuto, ucciso a coltellate. Il tipo di pugnale utilizzato e le ferite sul corpo dell'uomo fanno pensare a un omicidio rituale. È il primo di una serie di morti misteriose, tutte con caratteristiche simili, ma apparentemente slegate l'una dall'altra e avvenute in diverse zone della città. In una caccia all'uomo senza quartiere in cui è aiutato dal suo fidato assistente indiano, l'abile e astuto sergente Banerjee, Sam deve fare di tutto perché l'assassino non colpisca ancora. Tutto questo sullo sfondo di un mondo in fermento, in cui i nazionalisti sono sul piede di guerra per protestare contro l'arrivo del principe di Galles e le spinte all'indipendenza dall'Impero britannico sono sempre più sentite.
 
CENNI SULLA VITA di:
Abir  Mukherjee
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Londra 1974, è uno scrittore Britannico Abir Mukherjee, di origine indiana; è cresciuto nell’Ovest della Scozia. Ritenuto “l’astro nascente del romanzo giallo storico” dal “Times” . Ha vinto l’Ellis Peters Historical Award nel 2018 con L’uomo di Calcutta (SEM 2018), sono seguiti, sempre come protagonisti il Capitano Sam Wyndham, Un male necessario (SEM 2019), Fumo e Cenere e Morte a Oriente.
 
Editore: SEM (3 settembre 2020)
Editore Feltrinelli (21 marzo 2022)
Lingua: Italiano - Traduttore: Alfredo Colitto
Copertina rigida: ‎300 pagine - ISBN-10: ‎8893902923 - ISBN-13 : ‎978-8893902922
 




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martedì 26 aprile 2022

Marco Malvaldi - Odore Di Chiuso

Marco Malvaldi
Odore Di Chiuso
Recensione - Opinione di
 
Mugnano di Napoli (Na) – 14.04.2022
 
Da dove iniziare? Semplice! Dalla copertina della mia Edizione Sellerio - Prima Edizione – Promemoria – 2021-  in cui ci sono i disegni originali di Noemi Zavoli. In questi deliziosi disegni sono presenti, come in un rebus, tutti gli indizi del giallo: la candela, gli ingredienti, in particolare i peperoni, i funghi e la bottiglia di Porto con il suo bicchiere, i gattoni e soprattutto i libri; di cui uno, in bella vista, scritto proprio da uno dei protagonisti: Pellegrino Artusi La Scienza in Cucina e l’Arte di Mangiar Bene –. Per notarlo ho fotografato il dettaglio e l’ho ingrandito, perché in un primo momento avevo pensato a tutt’altro libro poi, proseguendo nella lettura, ho scoperto, il perché di proprio quel testo.
I lettori troveranno in questo bellissimo Thriller - Giallo - Storico, di Marco Malvaldi, tante chicche e tanti riferimenti a fatti e personaggi importanti; tranquilli l’autore li confermerà quasi tutti nel penultimo capitolo intitolato proprio – Non a caso - ma è più gradevole scoprirli da soli.
Di mio non ho potuto non apprezzare l’omaggio all’immenso Sir Arthur Conan Doyle, il primo a pagina 30 del testo e il secondo, invece, è un grazioso riferimento proprio ad un aforisma che proviene da Sherlock Holmes - Il Segno dei Quattro -, in particolare questo riferimento lo si trova, in questo libro – Odore di Chiuso -  a pagina 162:
<< Eliminate l’impossibile.
Quello che resta, per quanto improbabile,
dev’essere per forza la verità.>>.
Sono da notare anche le innumerevoli e brillanti incursioni del narratore-autore, Marco Malvaldi, nell’opera stessa. Tutte molto appropriate, opportune e spassose; cosa che avevo già notato in un altro suo romanzo Giallo-Storico La Misura dell’Uomo.
Leggere un romanzo storico di questo autore è sempre un piacere per vari motivi, di cui io ne ho trovati ben quattro fondamentali:
Il Primo è che a dispetto della parola storico il romanzo non è mai pesante o noioso come potrebbe sembrare per taluni, in quanto la Storia, intesa come materia scolastica, è connotata di date, fatti e perché da ricordare. Questo lavoro letterario, invece, è fruibile e spiritoso.  
Il Secondo motivo è perché appare ben ambientato. Siamo nel 1895 circa, nella campagna Toscana, e come scrive lo stesso autore:  - … e questo non è un caso, in quest’anno, difatti, nel mondo e in Italia di cose, di avvenimenti e cambiamenti ne sono accaduti parecchi, anche questi, l’autore, lì riporterà alla fine sempre nel suddetto capitolo. Le descrizioni del contesto socio-politico, della famiglia, del ruolo delle donne e del castello del Barone di Roccapendente, infatti, sono tutti argomenti adeguatamente strutturati, con dovizia di particolari, opportuni e soprattutto al limite dell’essenziale, tanto da non risultare mai eccessivi o tediosi.
Il Terzo e penultimo motivo è il linguaggio utilizzato. Da notare, in prima battuta, la doppia formula utilizzata: la prima, una narrazione diretta, da parte dell’autore, la seconda realizzata tramite degli intermezzi di narrazione per diario, posti tra i vari capitoli. È un linguaggio, quello scelto dallo scrittore, spassoso, un toscano-italiano di fine 1800, raffinato, ma non sempre, ed estremamente giocoso e piacevole, che invoglia il lettore a seguire l’intreccio narrativo immergendosi, oltre che nelle vicende, anche in tale parlata. Certo tutto ciò è aiutato dalla genialità dell’autore che riporta i “pensieri segreti” dei vari personaggi che, spesso e volentieri, abbandonano, con nonchalance, l’etichetta educativa del tempo e del proprio ceto sociale e si avvicinano a noi.
Il Quarto se pur ultimo motivo, ma non per importanza, è perché è proprio un libro divertente! Lo so, sembra banale affermare ciò, ma è così. Questo libro è divertentissimo! Siffatto libro, invero, è un thriller-giallo-storico-comico, dove tutti i personaggi sono simpatici e anche quelli più negativi riescono a strappare un sorriso.
Di motivi potrebbero essercene ancora tanti altri, ma per evitare di formulare un elenco per la spesa, che farebbe più piacere a Pellegrino Artusi che ad altri, mi fermerò qui, invitandoVi a leggere questa bellissima opera di Marco Malvaldi che consegna, ancora una volta, alla letteratura italiana del Thriller-Giallo-Storico-Comico, un altro simpatico capolavoro. L.Ch.
Il mio voto, nella mia scala libri da 1 a 5 è un gran del 3 e mezzo. Quindi è altamente consigliato! 📙📘📗🕮📖

TRAMA
Odore Di Chiuso
di Marco Malvaldi
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
In un castello della Maremma toscana vicino alla Bolgheri di Giosuè Carducci, arriva un venerdì di giugno del 1895 l'ingombrante e baffuto Pellegrino Artusi. Lo precede la fama del suo celebre "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene", il brioso e colto manuale di cucina, primo del genere, con cui ha inventato la tradizione gastronomica italiana. Ma quella di gran cuoco è una notorietà che non gli giova del tutto al castello, dove dimora la famiglia del barone Romualdo Bonaiuti, gruppo tenacemente dedito al nulla. La formano i due figli maschi, Gaddo, dilettante poeta che spera sempre di incontrare Carducci, e Lapo, cacciatore di servette e contadine; la figlia Cecilia, di talento ma piegata a occupazioni donnesche; la vecchia baronessa Speranza che vigila su tutto dalla sua sedia a rotelle; la dama di compagnia che vorrebbe solo essere invisibile, e le due cugine zitelle. In più, la numerosa servitù, su cui spiccano la geniale cuoca, il maggiordomo Teodoro, e l'altera e procace cameriera Agatina. Contemporaneamente al cuoco letterato è giunto al castello il signor Ciceri, un fotografo: cosa sia venuto a fare al castello non è ben chiaro, come in verità anche l'Artusi. In questo umano e un po' sospetto entourage, piomba gelido il delitto. Teodoro è trovato avvelenato e poco dopo una schioppettata ferisce gravemente il barone Romualdo. I sospetti seguono la strada più semplice, verso la povera Agatina. Sarà Pellegrino Artusi a dare al delegato di polizia le dritte per ritrovare la pista giusta.
 
Editore: Sellerio Editore (28 novembre 2011)
Editore: ‎Sellerio Editore Palermo (7 ottobre 2021)
Copertina flessibile ‏ : ‎ 272 pagine
ISBN-10 ‏ : ‎ 8838942781 - ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8838942785
Dimensioni ‏ : ‎ 13.5 x 1.6 x 19.5 cm
Lingua: Italiano
 
CENNI SULLA VITA di:
Marco Malvaldi
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Nato il 27 gennaio 1974 a Pisa, ha frequentato fra il 1992 ed il 2005 il dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell'Università di Pisa, dove si è laureato, ha conseguito un dottorato di ricerca ed è stato assegnista di ricerca. In seguito è stato assegnista di ricerca per due anni presso il dipartimento di Farmacia.
Ha esordito nella narrativa nel 2007 con il giallo ambientato sulla costa toscana la Briscola in Cinque, pubblicato dalla casa editrice Sellerio, presso la quale ha poi pubblicato altri gialli della serie poi divenuta nota come I romanzi del BarLumeNel 2012 ha scritto insieme con Robrto Vacca, La pillola del giorno prima, nel 2014 con il professor Dino Leporini dell’Università di Pisa Capra e Calcoli, nel 2015 Buchi nella sabbia con protagonista il giornalista e poeta Ernesto Ragazzoni. 
Nel 2017 viene nominato membro onorario del CICAP. 
 

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lunedì 10 dicembre 2018

MARCO MALVALDI – LA MISURA DELL’ UOMO


MARCO MALVALDI 
LA MISURA 
DELL’ UOMO


 Mugnano di Napoli (Na)
06 Dicembre 2018

Desidero partire dal progetto grafico del libro che è stato realizzato da Rocio Isabel Gonzalez, veramente molto elegante e a tema diretto. Le riproduzioni, da Fac-Simile, (Riproduzione da Fac-Simile conservato nella Biblioteca della Stamperia d’Arte Fratelli Alinari, Firenze) di alcuni progetti di Leonardo da Vinci, sono tutti meravigliosi e appropriati.  Leggendo la trama dalla copertina, il romanzo,  potrebbe sembrare difficile e complicato:
il 1493, Ludovico il Moro, il re di Francia, il Regno di Napoli, e soprattutto Leonardo da Vinci; una fiction storica può sembrare sempre un po’ pesante come lettura, invece, questo giallo storico è sorprendente.  È attuale e fresco! Dettagliato, mai tedioso, è coinvolgente fin da subito, divertente ed intrigante.
Mi sono chiesta, dopo pochi capitoli: è più facile scrivere di fantasia, creando ex novo qualcosa che non esiste per poi espandersi all’infinito, oppure è più complesso fantasticare su qualcosa che potrebbe essere verosimile, soprattutto con personaggi, realmente esistiti e potenti nel cuore della gente, come quelli di questo romanzo? A voi la risposta! 
Ho molto apprezzato, all’inizio, la presentazione dei singoli personaggi divisi per ceto sociale, e soprattutto ho amato la raffigurazione dell’ albero genealogico degli Sforza Duchi di Milano, (un ripasso di storia non fa mai male!) e soprattutto la parte sulle amanti; mai sottovalutare le amanti.
Dopo queste due premesse, elenco dei numerosi personaggi e albero genealogico con amanti e figliastri inclusi, il libro potrebbe sembrare complicato, ma nella realtà le continue battute tra Beatrice d’Este, Ludovico il Moro, il duca di d’Orleans, Galeazzo Maria, Cecilia Gallerani di altri e soprattutto del Maestro Leonardo da Vinci, sono tutte mirate, vivaci e contemporanee, molto piacevoli da seguire.
Anche se sono personaggi storicamente grandiosi per la nostra Nazione e per l’ Europa tutta, diciamolo con orgoglio, nel romanzo prendono una dimensione più vicina a noi, una dimensione meno legata all’ aura storica che li lega alla mostra memoria; un esempio a pagina 98:
<< … La gente, quando parla, si scorda del resto del mondo.
Gli si potrebbe cavare un molare e manco se ne accorgerebbero,
da quanto sono intenti a chiacchierare degli affari loro.
Tutti gli uomini, tutti.
E se questo signore è un uomo,
allora c’è da qualche parte il modo di fregarlo.
Anche se si chiama Leonardo da Vinci.>>.
La vicenda raccontata sembra attuale come se fosse accaduta l’altro ieri e non in pieno Rinascimento; nell’intreccio sembra simile alla vita dei nostri giorni: con la decadenza morale in atto e la crisi economica latente.  Viene da chiedermi: sono una questione genetica della razza italiana le crisi? Che poi sono crisi relative, perché se viste dagli occhi del Leonardo del romanzo, sono solo confini da superare.  Da Pagina 75:
<<O forse perché, confini non ci sono proprio>>;
oppure pagina 185
<< ... perché quel confine non esiste>>.
O perché, aggiungerei di mio, gli Italiani, tendono sempre ad andare oltre, all’infinito a superare se stessi.  La risposta alla mia domanda arriva molto avanti nel romanzo, messa sulla bocca di Leonardo a pagina 267:
<<Per crescere bene occorre libertà e tranquillità.
In una parola fiducia.
Ma anche regole e rispetto di esse,
perché altrimenti il forte soverchia il debole,
o il furbo abbindola il fesso,
e di libertà non v’è più.>>.
Tornando al testo: gli innumerevoli personaggi, tutti di varia importanza, fin da subito, vengono tracciati in maniera semplice e diretta, si allungano nel racconto come le dita della mano, ognuno per sé, con spiccate personalità ma profondamente vincolati tra loro. Ogni personaggio, nonostante tutto, è unico.
Da notare, infatti, che, più volte, precisamente 4, (pagina 263,264,266,280) Marco Malvaldi ha l’ardire di  mettere in bocca al grande Leonardo da Vinci una frase inquietante: 
<<Se tu sarai solo, sarai sempre tuo.>>.
Fa riflettere! È impossibile non evidenziare, di tanto in tanto,  le incursioni dell’ autore nel racconto. Non solo descrivono, con simpatia, gli atteggiamenti, a non tutti consoni dell’ epoca rinascimentale, ma servono per rendere più scorrevole e semplice la lettura. Queste “incursioni a gamba tesa”, improvvise, sono piacevoli e le situazioni spiegate non sono mai troppe, mai ridondanti, mai inopportune, anzi sono brillanti, appropriate ed efficaci ma soprattutto divertenti quando l’autore le confronta con i giorni nostri.
Il thriller vero e proprio, per me,  non è così fondamentale. Certo l’incontro-scontro tra la scienza di Leonardo da Vinci e la superstizione dell’ astrologo di corte, Ambrogio Varese da Rosate - di porpora bardato - sul “come” viene ucciso Rambaldo Chiti (ex allievo di Leonardo) sono particolari; ma sono più degne di nota, i “perché” dell’assassinio, un perché tanto caro all’imponente Ludovico il Moro, rispetto ai mandanti e all’esecutore stesso.
Ciò che spicca, oltre alla genialità di Leonardo da Vinci, è la mente brillante di Ludovico il Moro, che va oltre l’omicidio, oltre ciò che si vede con occhi; il mantenere fermo il suo punto di arrivo.  Il giallo, il mistero, l’assassinio da svelare, sono solo lo sfondo, il filo conduttore dell’ opera e che spesso entrano in secondo piano, perché ciò che attira davvero è il concetto espresso bene a pagina 279: 
<< ... è nella crescita e nell’ imparare,
non nella nascita,
che si vede la misura dell’ uomo>>.
 L.Ch. Voto a 1 a 5 libri 📚📚📚📚🕮

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TRAMA
MARCO MALVALDI  
LA MISURA DELL’ UOMO

Ripresa da internet e/o  dalla 4° di copertina:
A cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci, Marco Malvaldi gioca con la lingua, la scienza, la storia, il crimine e lo riporta in vita immaginando la sua multiforme intelligenza alle prese con le fragilità e la grandezza dei destini umani.  Ottobre 1493. Firenze è ancora in lutto per la morte di Lorenzo il Magnifico. Le caravelle di Colombo hanno dischiuso gli orizzonti del Nuovo Mondo. Il sistema finanziario contemporaneo si sta consolidando grazie alla diffusione delle lettere di credito. E Milano è nel pieno del suo rinascimento sotto la guida di Ludovico il Moro.  A chi si avventura nei cortili del Castello o lungo i Navigli capita di incontrare un uomo sulla quarantina, dalle lunghe vesti rosa, l’aria mite di chi è immerso nei propri pensieri. Vive nei locali attigui alla sua bottega con la madre e un giovinetto amatissimo ma dispettoso, non mangia carne, scrive al contrario e fatica a essere pagato da coloro cui offre i suoi servigi. È Leonardo da Vinci: la sua fama già supera le Alpi giungendo fino alla Francia di re Carlo VIII, che ha inviato a Milano due ambasciatori per chiedere aiuto nella guerra contro gli Aragonesi ma affidando loro anche una missione segreta che riguarda proprio lui. Tutti, infatti, sanno che Leonardo ha un taccuino su cui scrive i suoi progetti più arditi – forse addirittura quello di un invincibile automa guerriero – e che conserva sotto la tunica, vicino al cuore. Ma anche il Moro, spazientito per il ritardo con cui procede il grandioso progetto di statua equestre che gli ha commissionato, ha bisogno di Leonardo: un uomo è stato trovato senza vita in una corte del Castello, sul corpo non appaiono segni di violenza, eppure la sua morte desta gravi sospetti... Bisogna allontanare le ombre della peste e della superstizione, in fretta: e Leonardo non è nelle condizioni di negare aiuto al suo Signore. Un romanzo straordinario, ricco di felicità inventiva, di saperi e perfino di ironia, un’indagine sull’ uomo che più di ogni altro ha investigato ogni campo della creatività, un viaggio alla scoperta di qual è – oggi come allora – la misura di ognuno di noi
.
Editore : Giunti (3 gennaio 2020)
Prima Pubblicazione: novembre 2018
Lingua : Italiano
Copertina flessibile : 296 pagine
Dimensioni : 12.5 x 1.88 x 19.5 cm

CENNI SULLA VITA
MARCO MALVALDI 

Ripresa da internet e/o  dalla 4° di copertina:

Nato a Pisa,  il 27 gennaio 1974 (stesso giorno di Mozart, Mordecai Richler, Lewis Carrol e Lando Fiorini), ha sempre vissuto a Pisa, a parte una breve e umida parentesi in Olanda.  E' sposato, ha un figlio e due gatti. Marco è un tipo eclettico, e sa fare male parecchie cose: dopo la laurea in chimica, ha frequentato fra il 1992 ed il 2005 il dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell' Università di Pisa dove si è laureato, ha conseguito un dottorato di ricerca ed è stato assegnista di ricerca per due anni al dipartimento di FarmaciaHa studiato anche al conservatorio, ha provato a fare il cantante lirico professionista ma la critica lo ha stroncato presto. Appesa l'ugola al chiodo, e messo in un cassetto chiuso male il mestiere di chimico, nel frattempo ha provato a scrivere un libro. E lì, per fortuna, sembra andare meglio. Con Sellerio editore ha pubblicato cinque gialli ambientati sulla costa toscana, che hanno come protagonisti Massimo e i vecchietti: tra il primo - La Briscola in Cinque - uscito nel 2007, fino a - Il Telefono Senza fili (2014). Tra i romanzi storici, è uscito nel 2015 - Buchi nella sabbia - con il giornalista e poeta Ernesto Ragazzoni; mentre del 2011 è spuntato fuori con -  Odore di Chiuso -  il cui protagonista è il noto cuoco e gourmet Pellegrino Artusi. Dei due anni successivi sono il giallo - Milioni di milioni - e il romanzo, di difficile classificazione in un solo genere letterario (thriller-crime story-feuilleton-libro di cucina),  - Argento vivo. Insomma scrive ciò che gli pare e quando vuole!



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