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martedì 23 luglio 2019

Brunella Schisa - Non Essere Ridicola

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Brunella Schisa 

Non Essere Ridicola  


Recensione – Opinione
Mugnano di Napoli
18 luglio 2019


Iniziato e finito alla velocità della luce! Ho iniziato ad annoiarmi già da pagina 20. Ho capito da subito che sarebbe stata una storiella da poco. I libri, però, vanno letti fino all'ultima pagina perché si può cambiare idea in qualsiasi momento. Ebbene questa volta non è successo, questo romanzo non è ne carne e neppure pesce. Non è niente! Non è divertente, non è coinvolgente, non è sfizioso insomma è una lettura noiosa ed inutile che non porta a nulla. Non è niente! La storia è brutta e poco interessante. Però un pregio l'ha è scritto in un bellissimo italiano! 
Dimenticavo ci sono due frasi bellissime su cui riflettere un po' e magari discutere davanti ad un Gin: 
Pagina settantuno: Dice <<Sbagli della grossa. Le donne senza un uomo non sono delle sfigate. Sfigate sono quelle che pensano di essere sconfitte quando rimangono sole.>>.
Pagina : centosettantuno: ... sosteneva che l'amore non è semplicemente la promessa di una felicità facile, ma il tentativo costante di tenere vivo il sentimento attraverso la cura dell'altro. ... << Non è il primo amore che conta, è l'ultimo.>>.  Riflettiamo almeno su questo! 
L.Ch.

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TRAMA

Non Essere Ridicola  di Brunella Schisa 

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Ripresa da internet e dalla 4° di copertina:
Emma ha poco più di sessant'anni, un bell'aspetto, una figlia adulta e un matrimonio apparentemente felice. Lavora in una nota libreria dove organizza incontri culturali. Ha un gruppo di amiche care che invidiano il suo buon rapporto con Pietro: venticinque anni di amore coniugale. Una fortuna, un record. Peccato che la mattina di un giorno come tanti altri, Emma scopra che Pietro le ha mentito. Perché non è a Milano nel suo solito albergo? Dov'è? Il fedifrago crolla subito. Le ha mentito perché ha una storia, peggio: è innamorato. E la rivale, ovviamente, non è una loro coetanea, bensì una donna molto giovane. Emma è tramortita dalla sorpresa, poi sconvolta da una rabbia che deborda in breve su tutto il genere maschile, quindi profondamente offesa. Una persona come lei non merita di subire la Grande Banalità maschile: credere che la giovinezza torni a sorriderti se sostituisci tua moglie con una trentenne. Con l'aiuto, o forse nonostante l'aiuto delle amiche, Emma reagisce. Non si nega niente: dallo shopping compulsivo a un paio di avventure erotiche. E, poco per volta, il suo tasso di autostima risale portandosi dietro un nuovo ottimismo. Ma non è detto che le cose vadano come le abbiamo immaginate o sperate. A volte possono andare anche meglio.


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Autore: Brunella Schisa

Prima pubblicazione: 2019
In commercio dal: 8 maggio 2019

Generi: Romanzo Rosa, Romanzo Contemporaneo, 
Letteratura Erotica

Pagine: 300  

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CENNI SULLA VITA di:
Brunella Schisa

Ripresa da internet (wikki) e dalla 4° di copertina:

Brunella Schisa  è nata a Napoli20 ottobre 1953,  è una scrittrice e giornalista italiana.

Dopo aver lavorato come traduttrice, esordisce nella narrativa nel 2006 con il romanzo La donna in nero che riceve numerosi riconoscimenti.
Nel 2007 riceve il Premio Rapallo.
Nel 2007 riceve il Premio letterario 'Citta' di Bari-Costiera del levante-Pinuccio Tatarella
Giornalista, al quotidiano la Repubblica dal 1983. Ha curato per anni la rubrica dei libri per Il Venerdì cui adesso collabora.

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Romanzi che ha scritto:
La donna in nero, Milano, Garzanti, 2006 .
Lo strappo scritto con Antonio Forcellino, Roma, Fanucci, 2007 
Dopo ogni abbandono, Milano, Garzanti, 2009 
La scelta di Giulia, Milano, Mondadori, 2013 
La nemica, Vicenza, Neri Pozza, 2017 
Non essere ridicola, Milano, Giunti, 2019 

Narrativa per l'infanzia in cui si è cimentata:
Caro Babbo Natale non fare come l'anno scorso! con Federica Lamberti Zanardi, Milano, Mondadori, 1991 
Babbo Natale pensaci tu con Federica Lamberti Zanardi, Milano, Mondadori, 1992

Traduzioni che ha fatto:
Herculine Barbin, detta Alexina B.: una strana confessione: 
memorie di un ermafrodito di Herculine Barbin, Torino, Einaudi, 1979 
Teatro di Raymond Roussel, Torino, Einaudi, 1982 
Lettera di una monaca portoghese di Mariana Alcoforado, Venezia, Marsilio, 1991 




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venerdì 24 maggio 2019

Elfriede Jelinek La Pianista


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Elfriede Jelinek
La Pianista

Recensione – Opinione
Mugnano di Napoli (Na)
Riletto e Recensito
Gioverdì 25/04/2019

La maggior parte delle persone ricordano l' omonimo film interpretato da Isabel Huppert e Annie Girardot che venne premiato nel 2001 al Festival del Cinema di Cannes; regista Michael Haneke. Ma io ho amato il libro. E l’ ho riletto. I temi centrali sono due: nella prima parte abbiamo la relazione ossessiva-simbiotica madre-figlia con risvolti sadomaso che hanno poco a che vedere con l’amore, forse più vicino al controllo maniacale, al dominio e all’ autorità controllo perpetrato attraverso il dolore, la paura e debolezza. Nella seconda parte la mamma-carnefice viene sostituita da una nuova ossessione, il giovane allievo Walter Klemmer, che si trasforma nel carnefice-amante. L’erotismo, la crudeltà, il dominio, il dolore, la perversione, il sadomaso, sono descritti in maniera eccellente, un autentico esempio da inserire nei manuali di psicologia sessuale. Tutto accade nella meravigliosa Vienna; nella Vienna della grande musica, ma la bellezza della città è solo un opaco sfondo, l’ossessione erotica annebbia il tutto. Particolare è la struttura narrativa, in quanto chi racconta è il regista assoluto e i personaggi sono le sue marionette e quei pochi dialoghi, non veramente importanti, sono solo parte di un insieme. La presenza di stereotipi e di metafore può far sembrare tutto molto pesante ma nella realtà, a me sembra, solo costruzione precisa voluta dall’autrice. Una scelta stilistica piacevole e coinvolgente che spinge il lettore ad arrabbiarsi, stupirsi, eccitarsi,  in pratica ad emozionarsi ad ogni pagina.
L.Ch.

Piccola Nota: la mia edizione è stata stampata nel 2003 per conto di MONDOLIBRI S.p.A. Milano presso MONDADORI PRINTING, Scrivo ciò per dirvi che in questa copia vi è un ultimo capitolo di:
Luigi Reitani
Nel <<MAELSTROM>> della scrittura <<La Pianista>> di Elfriede Jelinek
alla luce della trasposizione Cinematografica di Michael Haneke

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TRAMA
La Pianista
Elfriede Jelinek

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Ripresa da internet e dalla 4° di copertina: 
Erika Kohut è un'insegnante quarantenne di pianoforte che vive con la madre un rapporto tormentato. È sorvegliata continuamente, frenata nei suoi entusiasmi, schiavizzata e si conforta comprando abiti costosi che appende nell'armadio senza poterli indossare. La ricerca spasmodica e frustrante della vita e di un'identità sessuale, fra autolesionismo e voyerismo, spingono una quarantenne insegnante di pianoforte negli squallidi peep-show della periferia viennese, nei cinema a luci rosse o tra le siepi del Prater, prima di rientrare a casa, sotto le lenzuola del letto che condivide con la tirannica madre. Al centro della narrazione il tormentato rapporto di forza tra le due che trasformerà in catastrofe sadomasochistica il tentativo della donna di legarsi a un suo allievo. "La pianista" è il romanzo più conosciuto di Elfriede Jelinek, premio Nobel per la letteratura nel 2004.

Scrittrice  Austriaca: Elfriede Jelinek
Genere: Romanzo, Narrativa, Narrativa Moderna e Contemporanea,  Letteratura Erotica
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CENNI SULLA VITA di:
Elfriede Jelinek


Ripresa da internet e dalla 4° di copertina:
(Mürzzuschlage, Stiria, 1946), scrittrice austriaca. Ha esordito con la raccolta di liriche L’ombra di Lisa (Lisas Schatten, 1967, nt) e il romanzo Siamo solo l’esca, baby (Wir Sind Lockvögel, Baby!, 1970, nt), primo «assaggio» della futura sperimentazione linguistica. Nel romanzo Le amanti (Die Liebhaberinnen, 1975) e nel dramma Cosa accadde dopo che Nora lasciò suo marito (Was geschah, nachdem Nora ihren Mann verlassen hatte, 1980, nt) i temi portanti sono la violenza, privata e pubblica, l’incessante riprodursi dei rapporti di potere tra i sessi, la perenne ricerca di un linguaggio che esprima in modo sereno e liberatorio l’erotismo femminile, temi approfonditi ancora nei romanzi successivi che esprimono una critica aspra, che non smorza mai i toni né indulge a espressioni accattivanti, ma si imprime nella scrittura stessa anche attraverso il montaggio linguistico di diversi registri (La vogliaLust, 1989; VoracitàGier, 2000; I figli dei mortiDie Kinder der Toten, 1995, nt). Grande consenso di pubblico e di critica ha ottenuto il romanzo La pianista (Die Klavierspielerin, 1983), storia dai tratti autobiografici, intessuta di masochismo, distruzione e perversione, di una concertista fallita, sottoposta fin dalla più tenera infanzia alla ferrea disciplina della madre (da cui il recente film omonimo). Nuvole. Casa (Wolken. Heim, 1988) è un dramma composto da un collage di citazioni d’autore, da Hölderlin a Heidegger, per smascherare le mistificazioni di un temuto pangermanesimo. Con Bambiland, pubblicato nel 2004, anno del conferimento del premio Nobel, torna al tema della violenza, tra guerra, religione e sesso, con due monologhi per il teatro.

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giovedì 18 aprile 2019

Pino Imperatore – Con tanto affetto ti ammazzerò



Pino Imperatore

Con tanto affetto 
ti ammazzerò

Recensione – Opinione
di Luigia Chianese
Books Review Blogger
Mugnano di Napoli
Lunedì 15 aprile 2019

Pino Imperatore ha una caratteristica nel narrare: ed è quella di essere bravissimo nel descrivere Napoli con amore ed utilizzando un linguaggio semplice ed accessibile a tutti. Riesce a tracciare, come un pennello sulla tela, personaggi e luoghi; narrando avventure, leggende e storie facendole sfumare una nell’altra come i colori in un quadro; e il quadro è Napoli con i suoi variopinti abitanti.
Questa volta, come lui stesso ha confermato durante la presentazione del libro (lunedì 08 aprile 2019 in Mugnano di Napoli) uno dei personaggi principali del libro, ovvero la baronessa De Flavis, con la sua nobiltà d’ animo, è la metafora stessa di Napoli. Nella pagina 329 si dice: << La De Flavis ha attraversato epoche e cambiamenti storici e sociali proteggendo la sua nobiltà d’ animo da tutti coloro che avrebbero voluto spogliarla dei titoli e degli averi.>>. In fondo è ciò che è successo a Napoli nella storia durante le varie dominazioni che si sono susseguite. Come, però, dice l’autore, la De Flavis non è solo la metafora di Napoli, raccontata attraverso i sui diari, (che coprono un arco temporale dal 1947 ai giorni nostri circa)  è ben altro; come si evince da pagina 340: <<Ho avvertito la necessità di raccontare la vicenda di una donna che è metafora della vita sociale contemporanea; sarebbe meglio dire vita asociale, visto che oggi sembrano valere più i sentimenti di odio che i sentimenti di amore.>. Quella che ci viene presentata è una Napoli / baronessa (sono co-protagoniste) coraggiosa e camaleontica e i diari della De Flavis ci lasciano aprire dolci spunti di riflessione sulla vita personale e familiare di tutti.
Una nota che desidero aggiungere è che durante la presentazione del volume, lo stesso Imperatore, parlando della creazione e riproposizione dei personaggi, proprio sulla De Flavis, baronessa, ha ammesso che non vi è stata un “premeditazione” a renderla “metafora di Napoli” ma è stato un autentico processo in divenire. Una costruzione del personaggio che è avvenuto lentamente.
Il libro si apre, infatti, con la presentazione, in elenco, dei personaggi principali, e questo è un bene perché molti dei personaggi sono i medesimi di quelli di un altro romanzo dell’ autore: Aglio olio e assassino, repeat adjuvat.
Caratteristica simile all’altro romanzo è il concetto di speranza che questa volta è tutto concentrato nella figura della nipote della baronessa, Noemi (la Italo Giapponese); lei è un autentico spiraglio di luce nel buio che spesso attanaglia i cuori della gente.
(“il male può esistere anche dove non dovrebbe esserci” Pino Imperatore.)
Questo libro è un autentico viaggio negli affetti e nella famiglia, dove la famiglia è allargata fino all’estremo; dove sono inclusi cani, vicini di casa, amici, e la città stessa. Qui abbiamo la contrapposizione di due schemi famigliari: la famiglia super allargata dei Vitiello, esempio positivo, già conosciuta nel precedente romanzo, e la famiglia, chiusa e cinica, della baronessa De Flavis, esempio negativo. Luce ed oscurità che si contrappongono come in un quadro.
Come ha confermato l’autore stesso quelle narrate sono storie inventate ma prendono spunto anche dalla realtà;  lo stesso bellissimo, affascinante e talentuoso ispettore Gianni Scapece è un personaggio che nella realtà esiste davvero, non con questo nome e con tutte le caratteristiche del racconto ma è costruito e modellato su una persona vera.
Altra figura particolare,  secondaria e sfiziosa del libro,  è il cane Zorro. Un personaggio quasi umanizzato. Con la sua storia d’ amore e fidanzamento, con la cagnetta Bigodina, genera una storia nella storia piena di tanto buonumore.
Il testo è dotato di linguaggio semplice e diretto, colmo di esempi concreti e dinamici ed è diviso in tre parti fondamentali: Le parti comiche ed umoristiche, che danno leggerezza al racconto; l’indagine poliziesca vera e propria, condotta, secondo me, con troppo poco rispetto delle regole, ma è una simpatica scelta dell’ autore; e la terza parte: il diario della baronessa De Flavis, che è la parte riflessiva dell’ opera, che apre e chiude il romanzo. Il libro è molto buono, veramente piacevole e coinvolgente; infatti lo consiglio soprattutto a chi non ama letture troppo impegnative. E’ veramente scritto bene. Il finale è molto “romantico”, perché la giustizia del cuore prevale. A me, però, questo finale, non è piaciuto troppo; l’ho trovato  arronzato e scontato, avrei voluto un colpo di scena da fuochi d’ artificio.  Una dritta: se state molto ma molto attenti da pagina 5 a pagina 16 potete già intuire il ... “chi potrebbe essere  stato” a dipingere il bel quadretto!
L.Ch.

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Vi propongo una nota secondaria, a cui non posso fare a meno di pensare.
Avete presente il Maestro Andrea Camilleri e il suo personaggio Salvo Montalbano?
Ho Notato questo:
Camilleri: Personaggio polizia tanto di moda oggi. (Salvo Montalbano)
Imperatore: personaggio polizia tanto di moda oggi. (Gianni Scapece)
Camilleri: Ambientazione regionale: l’amata Sicilia e il mare.
Imperatore: Ambientazione regionale: l’amata Napoli e il mare.
Camilleri: Attenzione maniacale alla cucina, ai cibi e alla trattoria.
Imperatore: Trattoria Partenope e la cucina, medesima attenzione.
Camilleri: Personaggio donnaiolo: Augello
Imperatore: Personaggio donnaiolo: Scapece
Camilleri: Quasi sempre nei sui romanzi ci sono: storia principale e secondaria.
Imperatore: La storia della baronessa De Flavis come storia princiaple e le storie di: Zorro, dell’ agente Cafiero, delle due cuoche; anche qui secondaria e principale.
Camilleri: Storia d’amore “travagliata” tra il protagonista Salvo Montalbano e la sua Livia.
Imperatore: Storia d’amore “indecisa” tra il protagonista Scapece e la figlia dei Vitiello.
Camilleri: Personaggio comico: Catarella.
Imperatore: Personaggio comico, ma non troppo, il Commissario di Polizia Carlo Improta e nonno Ciccio Vitiello.
Camilleri: Linguaggio e cultura siculo italiana, decisamente meridionale, con usi e costumi del luogo, con tanto di sfruttamento delle bellezze paesaggistiche e artistiche dei luoghi.
Imperatore: linguaggio e cultura italo napoletana, decisamente meridionale, con usi e costumi del luogo, con tanto di sfruttamento delle bellezze paesaggistiche e artistiche dei luoghi.
Camilleri: Collocazione, spettacolare, della casa di Salvo Montalbano
Imperatore: Collocazione, spettacolare, della casa di Scapece
Devo continuare? Per me sono un eccesso di similitudini, con un capolavoro moderno creato da Camilleri, (di cui ammetto di essere fan e di aver letto tutti e cento e passa romanzi) cosa che avevo già notato in Aglio olio e assassino.
Ai posteri l’ardua sentenza!
L.Ch.

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TRAMA

Con tanto affetto ti ammazzerò
di Pino Imperatore

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Ripresa da internet e dalla 4° di copertina:
A Villa Roccaromana, una delle dimore marine più affascinanti di Posillipo, si festeggia il novantesimo compleanno della baronessa Elena De Flavis, la cui nobiltà d'animo è riconosciuta in tutta Napoli. L'ispettore Gianni Scapece, tra gli invitati insieme al commissario Carlo Improta, si gode la serata e la conoscenza di Naomi, incantevole nipote della padrona di casa. Tutto scorre con piacevolezza finché qualcuno decide di mettere in scena il finimondo: proprio quando un tenore attacca a cantare Nessun dorma, molti dei presenti iniziano a perdere i sensi, uno dopo l'altro. Nella gran confusione che segue, la baronessa scompare insieme al suo maggiordomo cingalese Kiribaba. Un rapimento? Un suicidio? Un tragico incidente? Il mistero prende una brutta piega quando Scapece e Improta incontrano i tre figli della baronessa, per nulla sconvolti dall'accaduto e interessati piuttosto alla spartizione dell'eredità. È l'inizio di una complicata indagine tra i rancori, le gelosie e le meschinità che a volte distruggono i legami familiari; ma per fortuna l'ispettore e il commissario saranno spalleggiati da un'altra famiglia, quella dei Vitiello e della trattoria Parthenope, fonte inesauribile di buonumore e di trovate geniali. In un susseguirsi di colpi di scena ed episodi esilaranti, Pino Imperatore ci conduce in una vicenda emblematica di ciò che può diventare la vita: una delizia, se trascorsa con chi amiamo e facendo del bene al prossimo, o un inferno, se ci lasciamo avvelenare dal denaro e dall'egoismo.

Genere: Thriller, Giallo, Mistero, Narrativa Moderna e Contemporanea
pagg. 354, euro 15,00 circa
Edizione: DeA Planeta - Prima uscita 02/04/2019
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CENNI SULLA VITA di:

Pino Imperatore


Pino Imperatore - libreria L' Acrobata 08/04/2019
Mugnano di Napoli (Na)
Presentazione: Con tanto affetto ti ammazzerò
Ripresa da internet e dalla 4° di copertina: Ripresa da internet e dalla 4° di copertina: Nato a Milano da genitori emigranti napoletani, vive ad Aversa, in provincia di Caserta, e lavora a Napoli. Nel 2001 ha ideato e fondato il Laboratorio di scrittura comica e umoristica «Achille Campanile».,Dal 2005 è responsabile della sezione Scrittura Comica del Premio «Massimo Troisi». Il suo romanzo Benvenuti in casa Esposito. Un nuovo anno tragicomico (Giunti 2012), ha scalato le classifiche grazie al passaparola e ha ottenuto riconoscimenti nei premi «Città di Latiano», «Umberto Domina» e «Giancarlo Siani». A questo libro si aggiungono Benvenuti in casa Esposito. Le avventure tragicomiche di una famiglia camorrista (Giunti 2012), De vulgari cazzimma. I mille volti della bastardaggine (Cento Autori 2014), Questa scuola non è un albergo (Giunti 2015), Capita solo a Napoli(Mondadori, 2014), Allah, san Gennaro e i tre kamikaze (Mondadori, 2017), Aglio, olio e assassino (Dea Palneta 2018) Con tanto affetto ti ammazzerò (Dea Palneta 2019)









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