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martedì 11 giugno 2019

Info Box ... Prossimamente ... Andrea Camilleri - Il Cuoco dell' Alcyon






Info Box ... Prossimamente 

Andrea Camilleri 
Il Cuoco dell' Alcyon


Mugnano di Napoli
Martedì 11 Giugno 2019

Salve Amici del Blog e non solo, 
ovviamente, da fan, non ho potuto non acquistare l' ultima opera del Maestro Andrea Camilleri; non l'ho ancora iniziato perché, per questo autore, desidero: tempo, calma e serenità. Penso che non mi lascerò prendere dalla curiosità ma lo leggerò il prossimo mese sdraiata al sole e con un bel drink fresco che mi allieterà la lettura! 

Nel frattempo vi lascio i link sulle altre opere di Andrea Camilleri e Non Solo, per altri Thriller e libri sul Mistero  e la Narrativa, e, come d' abitudine, dei piccoli cenni, ripresi da internet e dalla 4° di copertina del volume, sulla trama dell' opera e la vita dell' autore. 
Vi lascio anche il link dove poter comprare il libro on-line. 
Sono graditissime le Vs. opinioni! Grazie! 
Con affetto L.Ch.   

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TRAMA
Il Cuoco dell' Alcyon
di 
Andrea Camilleri 

Ripresa da internet e dalla 4° di copertina:
Il suicidio di un operaio appena licenziato e un imprenditore privo di scrupoli trovato assassinato con un colpo di pistola alla nuca. E poi c’è l’Alcyon, una goletta un po’ misteriosa, pochissimi gli uomini di equipaggio, niente passeggeri, la zona di poppa larga abbastanza per fare atterrare un elicottero. Per Montalbano a Vigàta tante gatte da pelare e il suo commissariato da difendere: qualcuno infatti sta tentando di farlo fuori... Un giallo d’azione, quasi una spy story dove si intrecciano agenti segreti, FBI e malavita locale. E un commissario irriconoscibile, che stupirà i suoi lettori.
  
CENNI SULLA VITA di:
Andrea Camilleri 

Ripresa da internet (da biografie on line) e dalla 4° di copertina:
Comprare il libro On – Line
Nato a Porto Empedocle (Agrigento) il 6 settembre 1925, Andrea Camilleri vive da anni a Roma.

Appena conseguita la maturità liceale e non ancora diciottenne assiste allo sbarco degli alleati nella natia Sicilia riportandone un'impressione profonda. Frequenta quindi l'Accademia d'Arte Drammatica (nella quale in seguito insegnerà Istituzioni di Regia) e a partire dal 1949 inizia a lavorare come regista, autore e sceneggiatore, sia per la televisione (celebri le sue riduzioni di polizieschi come "Il Tenente Sheridan" e il "Commissario Maigret"), sia per il teatro (in particolare con opere di Pirandello e Beckett).
Col passare degli anni ha affiancato a queste attività principali quella più squisitamente creativa di scrittore. Il suo esordio in questo campo risale precisamente al primo dopoguerra; se dapprima l'impegno nella stesura di romanzi è blando, col tempo si fa decisamente più intenso fino a dedicarvi un'attenzione esclusiva a partire da quando, per sopraggiunti limiti d'età, abbandona il lavoro nel mondo dello spettacolo. Una serie di racconti e poesie gli varranno il premio Saint Vincent.
Il grande successo è però arrivato con l'invenzione del personaggio del Commissario Montalbano, protagonista di romanzi che non abbandonano mai le ambientazioni e le atmosfere siciliane e che non fanno alcuna concessione a motivazioni commerciali o a uno stile di più facile lettura. Infatti, dopo "Il corso delle cose" (1978), passato pressoché inosservato, pubblica nel 1980 "Un filo di fumo", primo di una serie di romanzi ambientati nell'immaginaria cittadina siciliana di Vigàta, a cavallo fra la fine dell'800 e l'inizio del '900.
In tutti questi romanzi Camilleri dà prova non solo di una straordinaria capacità inventiva, ma riesce a calare i suoi personaggi in un ambiente totalmente inventato e nello stesso tempo realistico, creando dal nulla anche un nuovo linguaggio, una nuova "lingua" (derivata dal dialetto siciliano).
Anche la televisione, che tanto Camilleri ha frequentato in gioventù prodigandovi grandi energie, ha contribuito non poco alla diffusione del fenomeno dello scrittore siciliano, grazie alla serie di telefilm dedicati al Commissario Salvo Montalbano (interpretato da un magistrale Luca Zingaretti).
Una curiosità: i romanzi di Andrea Camilleri di ambientazione siciliana sono nati da studi personali sulla storia dell'isola.  



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giovedì 18 aprile 2019

Pino Imperatore – Con tanto affetto ti ammazzerò



Pino Imperatore

Con tanto affetto 
ti ammazzerò

Recensione – Opinione
di Luigia Chianese
Books Review Blogger
Mugnano di Napoli
Lunedì 15 aprile 2019

Pino Imperatore ha una caratteristica nel narrare: ed è quella di essere bravissimo nel descrivere Napoli con amore ed utilizzando un linguaggio semplice ed accessibile a tutti. Riesce a tracciare, come un pennello sulla tela, personaggi e luoghi; narrando avventure, leggende e storie facendole sfumare una nell’altra come i colori in un quadro; e il quadro è Napoli con i suoi variopinti abitanti.
Questa volta, come lui stesso ha confermato durante la presentazione del libro (lunedì 08 aprile 2019 in Mugnano di Napoli) uno dei personaggi principali del libro, ovvero la baronessa De Flavis, con la sua nobiltà d’ animo, è la metafora stessa di Napoli. Nella pagina 329 si dice: << La De Flavis ha attraversato epoche e cambiamenti storici e sociali proteggendo la sua nobiltà d’ animo da tutti coloro che avrebbero voluto spogliarla dei titoli e degli averi.>>. In fondo è ciò che è successo a Napoli nella storia durante le varie dominazioni che si sono susseguite. Come, però, dice l’autore, la De Flavis non è solo la metafora di Napoli, raccontata attraverso i sui diari, (che coprono un arco temporale dal 1947 ai giorni nostri circa)  è ben altro; come si evince da pagina 340: <<Ho avvertito la necessità di raccontare la vicenda di una donna che è metafora della vita sociale contemporanea; sarebbe meglio dire vita asociale, visto che oggi sembrano valere più i sentimenti di odio che i sentimenti di amore.>. Quella che ci viene presentata è una Napoli / baronessa (sono co-protagoniste) coraggiosa e camaleontica e i diari della De Flavis ci lasciano aprire dolci spunti di riflessione sulla vita personale e familiare di tutti.
Una nota che desidero aggiungere è che durante la presentazione del volume, lo stesso Imperatore, parlando della creazione e riproposizione dei personaggi, proprio sulla De Flavis, baronessa, ha ammesso che non vi è stata un “premeditazione” a renderla “metafora di Napoli” ma è stato un autentico processo in divenire. Una costruzione del personaggio che è avvenuto lentamente.
Il libro si apre, infatti, con la presentazione, in elenco, dei personaggi principali, e questo è un bene perché molti dei personaggi sono i medesimi di quelli di un altro romanzo dell’ autore: Aglio olio e assassino, repeat adjuvat.
Caratteristica simile all’altro romanzo è il concetto di speranza che questa volta è tutto concentrato nella figura della nipote della baronessa, Noemi (la Italo Giapponese); lei è un autentico spiraglio di luce nel buio che spesso attanaglia i cuori della gente.
(“il male può esistere anche dove non dovrebbe esserci” Pino Imperatore.)
Questo libro è un autentico viaggio negli affetti e nella famiglia, dove la famiglia è allargata fino all’estremo; dove sono inclusi cani, vicini di casa, amici, e la città stessa. Qui abbiamo la contrapposizione di due schemi famigliari: la famiglia super allargata dei Vitiello, esempio positivo, già conosciuta nel precedente romanzo, e la famiglia, chiusa e cinica, della baronessa De Flavis, esempio negativo. Luce ed oscurità che si contrappongono come in un quadro.
Come ha confermato l’autore stesso quelle narrate sono storie inventate ma prendono spunto anche dalla realtà;  lo stesso bellissimo, affascinante e talentuoso ispettore Gianni Scapece è un personaggio che nella realtà esiste davvero, non con questo nome e con tutte le caratteristiche del racconto ma è costruito e modellato su una persona vera.
Altra figura particolare,  secondaria e sfiziosa del libro,  è il cane Zorro. Un personaggio quasi umanizzato. Con la sua storia d’ amore e fidanzamento, con la cagnetta Bigodina, genera una storia nella storia piena di tanto buonumore.
Il testo è dotato di linguaggio semplice e diretto, colmo di esempi concreti e dinamici ed è diviso in tre parti fondamentali: Le parti comiche ed umoristiche, che danno leggerezza al racconto; l’indagine poliziesca vera e propria, condotta, secondo me, con troppo poco rispetto delle regole, ma è una simpatica scelta dell’ autore; e la terza parte: il diario della baronessa De Flavis, che è la parte riflessiva dell’ opera, che apre e chiude il romanzo. Il libro è molto buono, veramente piacevole e coinvolgente; infatti lo consiglio soprattutto a chi non ama letture troppo impegnative. E’ veramente scritto bene. Il finale è molto “romantico”, perché la giustizia del cuore prevale. A me, però, questo finale, non è piaciuto troppo; l’ho trovato  arronzato e scontato, avrei voluto un colpo di scena da fuochi d’ artificio.  Una dritta: se state molto ma molto attenti da pagina 5 a pagina 16 potete già intuire il ... “chi potrebbe essere  stato” a dipingere il bel quadretto!
L.Ch.

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Vi propongo una nota secondaria, a cui non posso fare a meno di pensare.
Avete presente il Maestro Andrea Camilleri e il suo personaggio Salvo Montalbano?
Ho Notato questo:
Camilleri: Personaggio polizia tanto di moda oggi. (Salvo Montalbano)
Imperatore: personaggio polizia tanto di moda oggi. (Gianni Scapece)
Camilleri: Ambientazione regionale: l’amata Sicilia e il mare.
Imperatore: Ambientazione regionale: l’amata Napoli e il mare.
Camilleri: Attenzione maniacale alla cucina, ai cibi e alla trattoria.
Imperatore: Trattoria Partenope e la cucina, medesima attenzione.
Camilleri: Personaggio donnaiolo: Augello
Imperatore: Personaggio donnaiolo: Scapece
Camilleri: Quasi sempre nei sui romanzi ci sono: storia principale e secondaria.
Imperatore: La storia della baronessa De Flavis come storia princiaple e le storie di: Zorro, dell’ agente Cafiero, delle due cuoche; anche qui secondaria e principale.
Camilleri: Storia d’amore “travagliata” tra il protagonista Salvo Montalbano e la sua Livia.
Imperatore: Storia d’amore “indecisa” tra il protagonista Scapece e la figlia dei Vitiello.
Camilleri: Personaggio comico: Catarella.
Imperatore: Personaggio comico, ma non troppo, il Commissario di Polizia Carlo Improta e nonno Ciccio Vitiello.
Camilleri: Linguaggio e cultura siculo italiana, decisamente meridionale, con usi e costumi del luogo, con tanto di sfruttamento delle bellezze paesaggistiche e artistiche dei luoghi.
Imperatore: linguaggio e cultura italo napoletana, decisamente meridionale, con usi e costumi del luogo, con tanto di sfruttamento delle bellezze paesaggistiche e artistiche dei luoghi.
Camilleri: Collocazione, spettacolare, della casa di Salvo Montalbano
Imperatore: Collocazione, spettacolare, della casa di Scapece
Devo continuare? Per me sono un eccesso di similitudini, con un capolavoro moderno creato da Camilleri, (di cui ammetto di essere fan e di aver letto tutti e cento e passa romanzi) cosa che avevo già notato in Aglio olio e assassino.
Ai posteri l’ardua sentenza!
L.Ch.

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TRAMA

Con tanto affetto ti ammazzerò
di Pino Imperatore

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Ripresa da internet e dalla 4° di copertina:
A Villa Roccaromana, una delle dimore marine più affascinanti di Posillipo, si festeggia il novantesimo compleanno della baronessa Elena De Flavis, la cui nobiltà d'animo è riconosciuta in tutta Napoli. L'ispettore Gianni Scapece, tra gli invitati insieme al commissario Carlo Improta, si gode la serata e la conoscenza di Naomi, incantevole nipote della padrona di casa. Tutto scorre con piacevolezza finché qualcuno decide di mettere in scena il finimondo: proprio quando un tenore attacca a cantare Nessun dorma, molti dei presenti iniziano a perdere i sensi, uno dopo l'altro. Nella gran confusione che segue, la baronessa scompare insieme al suo maggiordomo cingalese Kiribaba. Un rapimento? Un suicidio? Un tragico incidente? Il mistero prende una brutta piega quando Scapece e Improta incontrano i tre figli della baronessa, per nulla sconvolti dall'accaduto e interessati piuttosto alla spartizione dell'eredità. È l'inizio di una complicata indagine tra i rancori, le gelosie e le meschinità che a volte distruggono i legami familiari; ma per fortuna l'ispettore e il commissario saranno spalleggiati da un'altra famiglia, quella dei Vitiello e della trattoria Parthenope, fonte inesauribile di buonumore e di trovate geniali. In un susseguirsi di colpi di scena ed episodi esilaranti, Pino Imperatore ci conduce in una vicenda emblematica di ciò che può diventare la vita: una delizia, se trascorsa con chi amiamo e facendo del bene al prossimo, o un inferno, se ci lasciamo avvelenare dal denaro e dall'egoismo.

Genere: Thriller, Giallo, Mistero, Narrativa Moderna e Contemporanea
pagg. 354, euro 15,00 circa
Edizione: DeA Planeta - Prima uscita 02/04/2019
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CENNI SULLA VITA di:

Pino Imperatore


Pino Imperatore - libreria L' Acrobata 08/04/2019
Mugnano di Napoli (Na)
Presentazione: Con tanto affetto ti ammazzerò
Ripresa da internet e dalla 4° di copertina: Ripresa da internet e dalla 4° di copertina: Nato a Milano da genitori emigranti napoletani, vive ad Aversa, in provincia di Caserta, e lavora a Napoli. Nel 2001 ha ideato e fondato il Laboratorio di scrittura comica e umoristica «Achille Campanile».,Dal 2005 è responsabile della sezione Scrittura Comica del Premio «Massimo Troisi». Il suo romanzo Benvenuti in casa Esposito. Un nuovo anno tragicomico (Giunti 2012), ha scalato le classifiche grazie al passaparola e ha ottenuto riconoscimenti nei premi «Città di Latiano», «Umberto Domina» e «Giancarlo Siani». A questo libro si aggiungono Benvenuti in casa Esposito. Le avventure tragicomiche di una famiglia camorrista (Giunti 2012), De vulgari cazzimma. I mille volti della bastardaggine (Cento Autori 2014), Questa scuola non è un albergo (Giunti 2015), Capita solo a Napoli(Mondadori, 2014), Allah, san Gennaro e i tre kamikaze (Mondadori, 2017), Aglio, olio e assassino (Dea Palneta 2018) Con tanto affetto ti ammazzerò (Dea Palneta 2019)









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sabato 22 dicembre 2018

UNA GIORNATA IN GIALLO: Camilleri, Costa, Gimènez-Bartlett, Malvaldi, Manotti, Piazzese, Recami, Savatteri

UNA GIORNATA IN GIALLO:

Camilleri, Costa, Gimènez-Bartlett,
Malvaldi, Manotti, Piazzese, Recami, Savatteri

Recensione - Opinione
di Luigia Chianese
Mugnano di Napoli 
16 dic 2018

Iniziamo questa Recensione – Opinione annunciando che dedicherò massimo una o due frasi ad ogni autore altrimenti la faccende diventa tediosa.
Di questi 8 racconti gialli in 3 ci sono poliziotte;  donne belle, forti e sfrontate, dei veri maschiacci ma piene di sensualità! Precisamente in Marco Malvaldi, Gian Mauro Costa e in Alicia Gimenez-Bartlett.
Due poliziotti sono uomini; il primo è il famosissimo commissario Salvo Montabano di Andrea Camilleri,  l’altro appartiene all’ autrice Dominique Manotti. Negli altri tre racconti, rispettivamente di Gaetano Savatteri, Santo Piazzese e in Francesco Recami, abbiamo un bel misto di uomini e donne, e una parentesi di una biscia, di nome Emme – Dabliu (M.W.) che risulterà femmina; e su due la polizia entra poco.
A parte questa piccola nota passiamo alle due righe per le singole storie:

1)    Andrea Camilleri – Ventiquatt’ore di ritardo:
Bello ma triste; perché se la mafia vince sulla persona mentre lo Stato può mettere solo una pezza a colori non si ha una vera soddisfazione; anche se lo stile A. Camilleri non sbaglia mai!

2)  Gaetano Savatteri – La città perfetta:
Non so se è più noioso o triste; fa addormentare! A tratti è anche irritante!

3)  Marco Malvaldi – L’uomo vestito di arancione:
Un racconto spiritoso, originale, divertente, direi brillante!

4)  Dominique Manotti – Una giornata d’odio:
Un racconto messo lì solo per fare un po' di pubblicità, positiva, ai migranti, in questo caso Algerini Francesi, visto che sono l’argomento europeo di questo periodo storico. La storia è decisamente brutta sia nella stesura, noiosa e confusa, che nel modo di descrivere, riduttivo e infantile!

5)   Santo Piazzese – Ballata della lucciola e di Maria Walewska:
Commovente delizioso, tenero. Si dilunga un tantino troppo in alcuni punti, soprattutto all’inizio, ma, forse, per amore della chiarezza; però verso la fine diventa scorrevole, emozionante e bello!

6)  Franceso Recami – La rete nera e la rete bianca:
Niente è come sembra e tutto è concatenato! E’ una storia nuova, particolare e molto molto fantasiosa; piacevolissima da leggere tutta d’un fiato!

7)   Gian Mauro Costa – La grande rapina al furgoncino:
Notevole, intuitivo, razionale ed emotivo nello stesso tempo! Finale facile e scontato ma il modus operandi del caso da risolvere è lineare e portato avanti molto bene, senza troppi ghirigori di pensieri. Diretto ed efficace!

8)  Alicia Gimènez-Bartlett – Una giornata strana:
Sfrontato, dinamico e scorrevole, finale prevedibile, ma scenografico e triste al medesimo tempo!



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Una Giornata in Giallo - Presentazione

(Ripreso dalla copertina):
Un'intuizione, un'illuminazione o solo il colpo del fato e basta una giornata per risolvere un caso. Certo ci vuole una giornata particolare, che l'investigatore non potrà più dimenticare: lunga, avventurosa, paurosa e molto eccitante, che lo farà riflettere su quanto strano può essere il mondo del delitto. Ecco il tema su cui i nostri autori hanno ingaggiato i loro eroi (e antieroi) in questa nuova antologia del giallo. 
Il commissario Montalbano, in un giorno che sembrava di bonaccia, constata quanto è scomodo stare tra l'incudine dello Stato e il martello della mafia. Saverio Lamanna (racconta Gaetano Savatteri) a Gibellina, città d'arte, scopre una vendetta contro l'arte stessa. Tiziana la banconista del BarLume è ad Amsterdam, il suo autore Marco Malvaldi l'ha messa lì per inseguire un gioiello. Il giovane Daquin, il poliziotto di Dominique Manotti, è a Marsiglia nel 1973 in un giorno di caccia all'algerino. C'è una biscia ammaestrata, nel racconto di Piazzese, di cui trovare al più presto i padroni e scoprire un mistero. Al pensionato Consonni della Casa di Ringhiera (autore Francesco Recami) in un giorno succedono tante involontarie peripezie da incastrare un delinquente. La giovane poliziotta Angela Mazzola (creatura di Gian Mauro Costa) nel suo giorno di riposo si chiede perché si usino i kalashnikov per rubare dei carciofi. Petra Delicado (di Alicia Giménez-Bartlett) ha un giorno di ordinaria follia per sperimentare quanto per alcuni «l'infelicità è un destino».


Cenni sulla vita degli autori 
presi da internet  in particolare dal sito della Sellerio

Andrea Camilleri
Andrea Camilleri (Porto Empedocle, 1925), regista di teatro, televisione, radio e sceneggiatore. Ha insegnato regia presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica. Ha pubblicato numerosi saggi sullo spettacolo e il volume, I teatri stabili in Italia (1898-1918). Il suo primo romanzo, Il corso delle cose, del 1978, è stato trasmesso in tre puntate dalla TV col titolo La mano sugli occhi. Con questa casa editrice ha pubblicato: La strage dimenticata(1984), La stagione della caccia (1992), La bolla di componenda (1993), Il birraio di Preston (1995), Un filo di fumo (1997), Il gioco della mosca (1997), La concessione del telefono (1998), Il corso delle cose (1998), Il re di Girgenti (2001), La presa di Macallè (2003), Privo di titolo (2005),  Le pecore e il pastore(2007), Maruzza Musumeci (2007), Il casellante (2008), Il sonaglio (2009), La rizzagliata (2009), Il nipote del Negus (2010, anche in versione audiolibro), Gran Circo Taddei e altre storie di Vigàta (2011), La setta degli angeli (2011), La Regina di Pomerania e altre storie di Vigàta (2012), La rivoluzione della luna (2013), La banda Sacco (2013), Inseguendo un'ombra (2014), Il quadro delle meraviglie. Scritti per teatro, radio, musica, cinema (2015), Le vichinghe volanti e altre storie d'amore a Vigàta (2015), La cappella di famiglia e altre storie di Vigàta (2016), La mossa del cavallo (2017), La scomparsa di Patò (2018); e inoltre i romanzi con protagonista il commissario Salvo Montalbano: La forma dell'acqua (1994), Il cane di terracotta (1996), Il ladro di merendine (1996), La voce del violino (1997), La gita a Tindari (2000), L'odore della notte (2001), Il giro di boa (2003), La pazienza del ragno (2004), La luna di carta (2005), La vampa d'agosto (2006), Le ali della sfinge (2006), La pista di sabbia (2007), Il campo del vasaio (2008), L'età del dubbio (2008), La danza del gabbiano (2009), La caccia al tesoro (2010), Il sorriso di Angelica (2010), Il gioco degli specchi (2011), Una lama di luce (2012), Una voce di notte (2012), Un covo di vipere (2013), La piramide di fango (2014), Morte in mare aperto e altre indagini del giovane Montalbano (2014), La giostra degli scambi (2015), L'altro capo del filo (2016), La rete di protezione (2017), Un mese con Montalbano (2017), Il metodo Catalanotti (2018), Gli arancini di Montalbano (2018). Premio Campiello 2011 alla Carriera, Premio Chandler 2011 alla Carriera, Premio Fregene Letteratura - Opera Complessiva 2013, Premio Pepe Carvalho 2014, Premio Gogol’ 2015.

Gaetano Savatteri
Gaetano Savatteri è nato a Milano da genitori originari di Racalmuto, a dodici anni torna con la famiglia in Sicilia. Nel 1980, insieme con altri giovani ragazzi apre il periodico Malgrado Tutto, che potrà vantare la pubblicazione di alcuni articoli di Leonardo SciasciaAndrea CamilleriGiuseppe Bonaviri e Matteo Collura. Dopo aver conseguito la maturità presso il Liceo Classico Empedocle di Agrigento, Savatteri comincia a lavorare al Giornale di Sicilia, per poi trasferirsi nel 1991 a Roma prima come inviato de L'Indipendente e, in Seguito, come giornalista del Tg5. Savatteri è autore di vari romanzi, il primo La congiura dei Loquaci nel 2000


Marco Malvaldi
Marco Malvaldi è nato a Pisa il 27 gennaio 1974 (stesso giorno di Mozart, Mordecai Richler, Lewis Carrol e Lando Fiorini), ha sempre vissuto a Pisa, a parte una breve e umida parentesi in Olanda. E' sposato, ha un figlio e due gatti. Marco è un tipo eclettico, e sa fare male parecchie cose: dopo la laurea in chimica, ha frequentato fra il 1992 ed il 2005 il dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell' Università di Pisa dove si è laureato, ha conseguito un dottorato di ricerca ed è stato assegnista di ricerca per due anni al dipartimento di Farmacia. Ha studiato anche al conservatorio, ha provato a fare il cantante lirico professionista ma la critica lo ha stroncato presto. Appesa l'ugola al chiodo, e messo in un cassetto chiuso male il mestiere di chimico, nel frattempo ha provato a scrivere un libro. E lì, per fortuna, sembra andare meglio. Con Sellerio editore ha pubblicato cinque gialli ambientati sulla costa toscana, che hanno come protagonisti Massimo e i vecchietti: tra il primo - La Briscola in Cinque - uscito nel 2007, fino a - Il Telefono Senza fili (2014). Tra i romanzi storici, è uscito nel 2015 - Buchi nella sabbia - con il giornalista e poeta Ernesto Ragazzoni; mentre del 2011 è spuntato fuori con -  Odore di Chiuso -  il cui protagonista è il noto cuoco e gourmet Pellegrino Artusi. Dei due anni successivi sono il giallo - Milioni di milioni - e il romanzo, di difficile classificazione in un solo genere letterario (thriller-crime story-feuilleton-libro di cucina),  - Argento vivo. Insomma scrive ciò che gli pare e quando vuole! 

Dominique Manotti
Dominique Manotti è specialista di storia economica moderna e contemporanea, ha insegnato questa disciplina al liceo e all'università Paris VIII. Militante politica fin dall'adolescenza, nel periodo della guerra d'Algeria, nel corso degli anni sessanta e settanta ha militato in movimenti e sindacati marxisti e rivoluzionari. Si è dedicata alla scrittura tardivamente, a cinquant'anni, non tanto per vocazione, quanto per disillusione. Ha trasposto la sua esperienza professionale di storica, il suo metodo di pensiero e lavoro e la sua passione politica in romanzi polizieschi noir, nei quali ha raccontato la fine delle speranze di trasformazione della società coltivate dalla sua generazione, dedicandosi in particolare agli anni ottanta e ai primi anni novanta, l'epoca del presidente François Mitterrand.


Francesco Recami
Francesco Recami (Firenze, 1956) con questa casa editrice ha pubblicato L’errore di Platini (2006, 2017), Il correttore di bozze (2007), Il superstizioso(2008, finalista al Premio Campiello 2009), Il ragazzo che leggeva Maigret (2009), Prenditi cura di me (2010, Premio Castiglioncello e Premio Capalbio), La casa di ringhiera (2011), Gli scheletri nell’armadio (2012), Il segreto di Angela (2013), Il caso Kakoiannis-Sforza (2014), Piccola enciclopedia delle ossessioni (2015), L'uomo con la valigia (2015), Morte di un ex tappezziere (2016), Commedia nera n. 1 (2017), Sei storie della casa di ringhiera (2017), La clinica Riposo & Pace. Commedia nera n. 2 Il diario segreto del cuore (2018).

Santo Piazzese
Santo Piazzese nasce a Palermo nel 1948 dove si è laureato in biologia e ha lavorato come ricercatore presso l'Università di Palermo fino alla pensione, e per questo si definisce un biologo prestato alla scrittura. Si dedica alla narrativa e nel 1996 pubblica il suo primo romanzo, I delitti di via Medina-Sidonia; il libro viene pubblicato dalla Sellerio in Italia e da Fleuve Noir nel 1998 in Francia. Il suo primo romanzo gli frutta il primo premio al Festival del Primo Romanzo a Torino e il primo premio del Festival du Premier Roman a Chambéry.[1] Oltre ai libri pubblica anche molti brevi racconti pubblicati in Francia. Collabora anche con il quotidiano La Repubblica e con numerose riviste italiane e straniere. Esordisce nel 2000 come autore radiofonico, con un radiodocumentario in cinque puntate trasmesso dalla RAI e dedicato ad alcuni siti della Sicilia antica.


Gian Mauro Costa
Gian Mauro Costa è nato a Palermo nel 1952 è un giornalista e scrittore italiano. Laureato in filosofia, come giornalista ha lavorato con numerose testate tra le quali il giornale L'Ora, la Rai, Linus, Il manifesto. Come scrittore ha pubblicato, sempre con Sellerio, i romanzi YesterdayIl libro di legnoFesta di piazzaL'ultima scommessa, Stella o croce e cinque racconti lunghi apparsi nelle antologie Natale in gialloCapodanno in gialloFerragosto in gialloCarnevale in gialloLa scuola in giallo, Il calcio in gialloUn anno in giallo. Come regista e sceneggiatore, ha firmato film e documentari. È stato negli anni Ottanta redattore e caposervizio al giornale L'Ora di Palermo, occupandosi di cronaca nera e giudiziaria, spettacoli e cultura. Dal 1992 ha lavorato in Rai, presso la sede di Palermo, come redattore e caposervizio, nonché come conduttore del Giornale Radio regionale. Ha collaborato per anni a Linus, è stato corrispondente del quotidiano Il manifesto, dell'agenzia di stampa ADN-Kronos e dell'emittente di stato tedesca WDR-Radio Colonia e ha realizzato reportage giornalistici e documentari radiofonici e televisivi per l'agenzia Reuters ed emittenti radiofoniche e televisive di Germania e Olanda. Nel 1978 ha realizzato il lungometraggio cinematografico in super8 a soggetto “Boris Vian” che è stato proiettato nelle sale del circuito d'essai italiano. Nel 1985 è stato coautore e coregista con Diego Bonsangue di una delle puntate del film-inchiesta televisiva sul mondo giovanile Scarpe da tennis trasmessa dalla terza rete nazionale della Rai. Nel 1987 e nel 1988 è stato premiato con il “Sole blu” al Festival Internazionale di Teatro-Televisione-Video di Riccione come coautore e coregista con Diego Bonsangue dei video Assassina (trasmesso da Rai Sicilia) e Zampe tratti da testi teatrali di Franco Scaldati. Nel 1991 ha diretto per Rai Sicilia il documentario Pantera-storia di un movimento. Nel 2010 ha realizzato per la Rai il documentario Gli invisibili sugli Stati Generali del Documentario che si sono svolti a Palermo in occasione dell'apertura della Sede siciliana del Centro Sperimentale di Cinematografia.


Alicia Giménez-Bartlett
Alicia Giménez-Bartlett (Almansa, 1951) è la creatrice dei polizieschi con Petra Delicado. I romanzi della serie sono stati tutti pubblicati nella collana «La memoria» e poi riuniti nella collana «Galleria». Ha anche scritto numerose opere di narrativa non di genere, tra cui: Una stanza tutta per gli altri (2003, 2009, Premio Ostia Mare Roma 2004), Vita sentimentale di un camionista (2004, 2010), Segreta Penelope (2006), Giorni d’amore e inganno (2008, 2011), Dove nessuno di troverà (2011, 2014), Exit (2012) e Uomini nudi (2016, Premio Planeta 2015). Nel 2006 ha vinto il Premio Piemonte Grinzane Noir e il Premio La Baccante nato nell’ambito del Women’s Fiction Festival di Matera. Nel 2008 il Raymond Chandler Award del Courmayeur Noir in Festival.

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