mercoledì 26 settembre 2018

Andrea Camilleri La rete di protezione

Andrea Camilleri

La rete di protezione

Recensione - Opinione 
di Luigia Chianese
Mugnano di Napoli
Giovedì 08 giugno 2017



Questo romanzo è una "summa" o quasi, dei cibi preferiti di Montalbano/Camilleri e lo si nota, come prima cosa, in ogni capitolo.
Penso che stiamo arrivando alla fine della storia, e delle storie, del Commissario Montalbano. Mi aspetto, purtroppo, il finale a breve, perché quest'ultimo romanzo, a me, ne sembra l'anticamera.
Per lo stile, è sempre uguale, fedele a se stesso, anche se dettato. Due indagini che si intrecciano; quella "personale, ufficiosa" e quella "ufficiale". Personale e ufficiosa, quella della memoria; proiettata verso il futuro quella ufficiale.
Vecchio e nuovo s' incontrano continuamente nel modus operanti dei vari personaggi, e sopratutto nei protagonisti; Montalbano, con le sue abitudini e la sua consapevolezza degli anni che passano, e il giovanissimo Salvuzzo, con il suo amico Tindaro, e le nuove tecnologie, saranno, forse loro, il nuovo modo di svolgere le indagini?
Livia, sempre uguale, come il suo Salvo, un nonnulla x litigare, x poi capire, accettare e superare ma soprattutto consolarsi con Selene, cagnolina amabile. Anna Amato il passato che torna, Luigino il futuro che avanza. Mimì, presente e passato, l'immutato donnaiolo incallito, ma la cresciuta maturità di padre, che si umilia x proteggere.
Il futuro, il nuovo, che Montalbano non conosce, ma che non gli interessa comprendere più di tanto, delega, a Catarella, a Laura Infantino, ormai non può fare altro. Due storie che si intrecciano nella "rete della mente" al solo
fine di proteggere.
Meraviglioso . . . 
L.Ch.


#AndreaCamilleri #Montalbano #Rai

Commenta, Condividi, I Like, Clicca Segui sul Blog:
Mi trovi anche su FB:



Andrea Camilleri - La rete di protezione

Trama: 


"Una quotidianità sventatamente rapinosa, da fiera o luna park, sconcia Vigàta. Il villaggio è diventato il set di una fiction prodotta da una televisione svedese. Per falsare il paesaggio urbano e riportarlo indietro, fino agli anni Cinquanta, i tecnici si sono ispirati ai filmini amatoriali recuperati dalle soffitte. La mascherata cinematografica prevede di coinvolgere persino il commissariato, messo a rischio di subire l'oltraggio di un'insegna che lo dichiara «Salone d'abballo». Un'eccitazione pruriginosa monta attorno alle attrici svedesi e minaccia gli equilibri coniugali. Durante il ricevimento per il gemellaggio tra Vigàta e la baltica Kalmar arriva anche il finger food. Montalbano ribolle d'insofferenza; gli appare «tutto fàvuso». Temperamentoso com'è, cerca luoghi solitari. E tiene testa alla situazione. Dalla polvere di scartoffie dimenticate sono emersi, durante la ricerca delle domestiche pellicole d'epoca, sei filmini datati che, per sei anni di seguito, sempre nello stesso giorno e nello stesso mese, riprendono con ossessione il biancore ottuso di un muro. Montalbano è sfidato a leggere dentro quello spazio vuoto e rituale la trama, il giallo che si dà e si cancella: angosciosamente schivo ed enigmatico; forse intollerabile. Diversamente peritosa è l'altra inchiesta che, attraverso un episodio di bullismo misteriosamente complicato da una incursione armata a scuola, porta Montalbano a misurarsi generosamente (lui non più giovane) con l'intensità sagace e luminosa di adolescenti che socializzano attraverso skype; e, con lo slancio fiducioso di nuovi argonauti, affidano la loro fragile tenerezza all'avventura della rete. Fra argute intemperanze e astuzie varie, Montalbano riafferma le sue qualità rabdomantiche che lo fanno archeologo di trame sepolte e di esistenze nascoste, oltre che sottile e lucido analista di quella «matassa 'ntricata che è l'anima dell'omo in quanto omo». Irritato dalla volgarità geometrica e aggressiva del falso, si prodiga per risolvere due casi delicatissimi collocati in quella plaga morale, labile e sfumata, che non rende mai del tutto colpevoli o del tutto innocenti ed esige indagini riguardose ed emozionalmente partecipi: tra 'protezione' e verità rivelata (ovvero scoperta e di nuovo velata, per non renderla insopportabile o sconvenientemente perniciosa). Non stupisce che Montalbano, in questo grande romanzo dell'introspezione, e del confronto pensoso con il disagio, si dichiari lettore e ammiratore della commedia di Jean Giraudoux, 'La guerra di Troia non si farà'; e citi la battuta con la quale Ulisse si congeda da Ettore, ricordando le rispettive mogli per rendere intimamente credibile la solidarietà data affinché la guerra non ci sia: non è questione di semplice 'noblesse', di generica nobiltà d'animo, dice; e tira fuori la carta segreta: 'Andromaca ha lo stesso battito di ciglia di Penelope'." (Salvatore Silvano Nigro)
P.S.: iniziato il giorno mercoledì 07 giugno 2017 finito giovedì 08 giugno 2017

Nota: Comprato venerdì 02 giugno 2017 in una delle librerie di Napoli (Piazza Dante, Portalba



#AndreaCamilleri #Montalbano #Rai

Commenta, Condividi, I Like, Clicca Segui sul Blog:
Mi trovi anche su FB:



Andrea Calogero Camilleri – Vita (Cenni)


Ripreso da internet : Andrea Camilleri (Porto Empedocle, 1925), regista di teatro, televisione, radio e sceneggiatore.
Ha insegnato regia presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica. Ha pubblicato numerosi saggi sullo spettacolo e il volume, I teatri stabili in Italia (1898-1918). Nato a Porto Empedocle (Agrigento), Andrea Camilleri vive da anni a Roma.  
Dal 1939 al 1943, dopo un periodo in un collegio da cui viene espulso, studia ad Agrigento al Liceo Classico Empedocle dove ottiene la maturità classica senza dover sostenere l’esame a causa dell’imminente sbarco degli alleati in Sicilia. A giugno inizia, come ricorda lo scrittore, "una sorta di mezzo periplo della Sicilia a piedi o su camion tedeschi e italiani sotto un continuo mitragliamento per cui bisognava gettarsi a terra, sporcarsi di polvere di sangue, di paura".  S’iscrive all’Università (Facoltà di lettere) ma non si laureerà mai. Si iscrive anche al Partito Comunista.Inizia a pubblicare racconti e poesie e vince il Premio St Vincent.  Dal 1948 al 1950 studia regia all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico e inizia la sua attività di sceneggiatore e regista.Perde un concorso per diventare funzionario Rai, ma dopo qualche anno inizia a lavorarvi. Nel 1958 porta in Italia il teatro dell'assurdo di Beckett con Finale di partita, prima al teatro dei Satiri di Roma e poi in televisione con Adolfo Celi e Renato Rascel.  Insegna al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.  Molte le produzioni Rai di cui si occupa, particolarmente famosi gli sceneggiati del tenente Sheridan con Ubaldo Lay e "Le inchieste del commissario Maigret" con Gino Cervi. Nel 1977 ottiene la cattedra di Istituzioni di Regia all'Accademia di Arte Drammatica. La manterrà per vent'anni. L’esordio in narrativa è del 1978 con Il corso delle cose pubblicato da un editore a pagamento ed è un insuccesso.  Nell’80 pubblica con Garzanti Un filo di fumo, il primo romanzo ambientato nell’immaginario paese di Vigàta e con questo romanzo vince il Premio Gela.  Per 12 anni non escono più suoi romanzi.  Nel 1992 pubblica per Sellerio La stagione della caccia. Nel 1994 con La forma dell’acqua dà vita al personaggio del commissario Montalbano, protagonista di una nutrita serie di romanzi. Da quel momento la sua produzione è molto ricca e il successo immenso. Alla fine del 2002, accetta la nomina a direttore artistico del Teatro Comunale Regina Margherita di Racalmuto. Nell’aprile 2003, in onore a Camilleri, il comune di Porto Empedocle assume come secondo nome «Vigàta». Il 4 settembre 2008 vince il premio de Novela Negra RBA con un inedito in lingua spagnola dal titolo La muerte de Amalia Sacerdote pubblicato in Spagna nell’ottobre 2008 ed in Italia nel 2009 con il titolo La rizzagliata Tra i premi che gli sono stati conferiti ricordiamo il Premio Campiello 2011 alla Carriera e il Premio Chandler 2011 alla Carriera. Tra le sue opere più recenti che non hanno come protagonista il commissario Montalbano:

Il diavolo, certamente (2012),  Dentro il labirinto (2012),  Il tuttomio (2013),  La rivoluzione della luna (2013),  Come la penso (2013), Inseguendo un'ombra(2014),  Segnali di fumo (Utet 2014), Il cielo rubato.
Dossier Renoir (Skira 2014), Andrea Camilleri incontra Manuel Vázquez Montalbán (Skira 2014), La relazione (Mondadori 2015), Il quadro delle meraviglie. Scritti per teatro, radio, musica, cinema(Sellerio 2015), Le vichinghe volanti e altre storie d'amore a Vigàta (Sellerio 2015) Topiopì(Mondadori 2016), L' altro capo del filo (Sellerio 2016), La cappella di famiglia e altre storie di Vigàta (Sellerio 2016), La mossa del cavallo (Sellerio 2017), La rete di protezione (Sellerio Editore Palermo 2017), La targa (Rizzoli 2017), Esercizi di memoria (Rizzoli 2017).


Commenta, Condividi, I Like, Clicca Segui sul Blog:
Mi trovi anche su FB:



Link del Blog consigliati da Luigia Chianese


Dall' Etichetta del Blog; Andrea Camilleri: 

Dall' Etichetta del Blog; Andrea Camilleri e non solo: 

Dall' Etichetta del Blog; Narrativa: 

Dall' Etichetta del Blog; Mistero:


Comprare il libro on- line: 



Commenta, Condividi, I Like, Clicca Segui sul Blog:
Mi trovi anche su FB:

Nessun commento:

Posta un commento

Per favore, non siate troppo duri con me! Sopratutto siate rispettosi educati e civili! Grazie!