Visualizzazione post con etichetta Horror. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Horror. Mostra tutti i post

martedì 30 novembre 2021

Romy Hausmann – La Mamma si è Addormentata

Romy Hausmann 
La Mamma si è 
Addormentata
 
Recensione – Opinione di
 
Mugnano di Napoli - 22.11.2021
 
Quando ho visto la copertina e il nome dell’autrice, Romy Hausmann, la mia mente e volata all’ultimo libro che ho letto scritto da questa autrice - La mia Prediletta - (Giunti 2020) che è stato il suo romanzo d’esordio, ed essendo stata una piacevolissima scoperta e lettura, letta la trama di – La Mamma si è Addormentata – ho deciso di prenderlo con la speranza di rivivere la medesima emozione. Speranza delusa! Lo so è un commento lapidario ma è un commento sincero.
La scrittura è fluida e chiara, come nel primo romanzo, ma il racconto, soprattutto all’inizio, ed intendo almeno per 100/130 pagine, annoia tantissimo. Nella parte centrale si riprende alla grande, pieno di ritmo e suspense, ma si affloscia subito, e ci si ritrova con un finale scontato e banale.
A prima lettura potrebbe sembrare che il personaggio principale sia Nadja Kaluka, ragazzina Polacca, con tanta sfortuna e tanti, tantissimi problemi; dal mio punto di vista, però, i protagonisti sono tutti i soggetti coinvolti, perché, al di là della vicenda narrata, che secondo me non è ne piacevole e neanche avvincente, l’unica cosa bella del testo è il viaggio che si compie in tutte le personalità disturbate che ci sono. Spoilero che in questo romanzo gli innocenti di omicidio vanno in galera e degli assassini, gli omicidi, uno resta fuori e l’altro si suicida.
Molti personaggi del libro, dall’avvocato Berlinese Gero van Hoven a Marta, la madre di Nadja, a Hannes Liewert, povera vittima, a molti altri, non sono stati capaci di elaborare i traumi, piccoli o grandi del loro passato. Nessuno! È il loro passato, infatti, così forte, così vivo, nel loro presente, che determina la loro vita attuale e futura, le loro azioni quotidiane, le loro scelte o meglio decisioni a volte espiatorie. Tutti, in un modo o nell’altro, si puniscono da soli; Questa è una costante nel testo, l’autopunizione!  
Da Marta, madre, operaia, prostituta, ballerina mancata, perseguitata dal suo passato, dai sogni non realizzati per colpa della nascita della figlia, sarà la causa prima delle sofferenze di Nadja e del suo amatissimo fratellastro Janek, mettendo in moto un meccanismo a catena di sofferenze prolungate in un ventennio.
Da pagina 128:
<< Probabilmente è molto difficile amare qualcuno 
quando odi te stesso.
Le persone ferite feriscono le altre persone. 
Possiamo forse biasimarle per questo?>>.
A Nadja che non fa mai un passo avanti, nonostante anni e anni di analisi, pagate da terzi, sempre piena di paure, panico e angosce che però spariscono, per un attimo, o almeno il tempo necessario, solo quando sta per essere uccisa; arrivati a quel punto, però, si potrebbe parlare d’istinto di sopravvivenza non di un passo verso la guarigione. Che si fa? Trauma scaccia trauma? Violenza per violenza? Questo sembra uscire dal racconto.
Nel libro vi è una frase, durante l’addio dell’avvocatessa Tabea  Lenggries a Gero van Hoven, che può valere per tutti i personaggi della storia, dai più ricchi, realizzati e fortunati, come la segretaria, allegra e estroversa segretaria-moglie-madre-assassina Laura Brehme e il masochista avvocato Polacco-Tedesco Ludwig Abramczyk, ai più poveri e disgraziati come Marta e Nadja.
Da pagina 135:
<< Automaticamente si sentì solo,
una sensazione che aveva mal sopportato fin dall’asilo,
perché la solitudine rendeva attaccabili. E deboli.>>.
Si arriva al personaggio più assurdo: l’avvocato Gero van Hoven, che paga un crimine non suo per mantenere una promessa alla sua amata Laura Brehme e soprattutto a sua figlia Vivi; una promessa che a lui fu fatta da ragazzino, dalla sua famiglia, e che non fu mai rispettata. Ed al culmine del masochismo, il grande e controllato avvocato Gero van Hoven, dopo averne combinate di cotte e di crude, si auto punisce, autoaccusandosi di omicidio e anche non denunciando il suo aggressore in carcere, Paul Heger, per espiare il suo essersi elevato a giudice proprio con quest’ultimo. Tutto questo solo per essere amato!
Da pagina 149:
<<L’amore, questa creatura impetuosa e imprevedibile,
non faceva domande, ma arrivava barcollando 
su sentieri inaspettati, per poi cadere 
come un ubriaco e rimanere lì disteso.>>.
Ed alla fine abbiamo il patetico, vigliacco e brufoloso Hannes Liewert, una comparsa che prima commette un omicidio d’impeto, poi si pente, poi confessa e alla fine s’ammazza. Tutto per la sua amata Nelly Elisabeth Schutt, ovvero l’amante di Paul Heger.
Tutti i personaggi, praticamente, se la cantano e se la suonano, come si usa dire.
L’unico che riesce veramente ad affrontare la vita e a fare qualcosa di buono è il vecchio avvocato Ludwig Abramczyk che ha successo nel lavoro e cresce come essere umano aiutando gli altri e  cercando di capire le loro sofferenze e difficoltà.
In sintesi, questo racconto, è un viaggio tra persone all’apparenza normali ma che si portano dentro traumi non gestiti a dovere e alla fine viene da chiedersi: - si devono gestire sul serio i traumi o bisogna lasciarli lì e far scorrere l’esistenza così come è perché la vita perfetta non sembra esistere? – Ai posteri e alla psicanalisi l’ardua sentenza.
Le uniche note originali, forse, sono la circa 13 lettere, su 32, scritte da Nadja; più i suoi tre/quattro “tentativi” di lettere: 0, 20,21,23, e le sue 01,02,03 lettere finalmente riuscite.
Il mio voto in libri e di due e mezzo su cinque.  📚📚📖🕮🕮    
 
TRAMA
La Mamma si è Addormentata  
di Romy Hausmann
Ripresa da internet e/o  dalla 4° di copertina:
Era solo una ragazzina di quindici anni quando è stata condannata per un crimine atroce, di cui si è sempre dichiarata innocente. Adesso Nadja è una donna adulta e ha ormai scontato la sua pena. Non chiede altro che una vita normale, e quel lavoro anonimo come assistente in uno studio di avvocati sembra l'unico modo per tenere a bada gli incubi e il panico che la assale all'improvviso. Un'esistenza grigia e ripetitiva che però la fa sentire protetta. Ma un giorno, inaspettatamente, la morte rientra di nuovo nella sua vita. Laura, la moglie del suo capo, l'unica persona che le abbia mai dimostrato amicizia, ha commesso un tragico errore, un errore che è finito nel sangue. Adesso potrebbe perdere tutto: suo marito, sua figlia, le sue sicurezze. Nadja sa bene che cosa significhi. Ma sa anche che aiutarla la renderebbe sua complice. Mentre si dirige nei boschi dello Spreewald con un carico inquietante nel bagagliaio della macchina, non può certo immaginare che quel luogo popolato di oscure leggende diventerà teatro di una caccia spietata. Qualcuno sta cercando di trascinarla in un gioco perverso e Nadja capirà ben presto che il suo passato sanguinoso potrebbe fare di lei la vittima perfetta. O l'assassina perfetta.
 
Editore ‏ : ‎ Giunti Editore (3 novembre 2021)
Lingua ‏ : ‎ Italiano
Copertina flessibile ‏ : ‎ 384 pagine
Traduttrice in Italiano: Alida Daniele
 
CENNI SULLA VITA 
di: Romy Hausmann 
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Romy Hausmann (1981) ha lavorato come caporedattrice di una casa di produzione televisiva a Monaco. Dalla nascita di suo figlio, lavora come libera professionista per la tv. Vive con la sua famiglia in un cottage nei boschi vicino a Stoccarda.  - La Mia Prediletta - (Giunti 2020) è il suo romanzo d’esordio, divenuto rapidamente un grande bestseller internazionale, rimasto per mesi al 1° posto della classifica dello Spiegel e opzionato per un film di prossima uscita. Un successo confermato dal suo secondo thriller -  La Mamma si è Addormentata.- . I libri di Romy Hausmann sono tradotti in 24 Paesi. Il 03 Novembre 2021, con la traduzione di Alida Daniele, esce – La Mamma si è Addormentata -
 


Consigliati da
 
*****************************************
Commenta, Condividi, I Like, Clicca Segui sul 
Blog Libri e Opinioni Mi trovi anche su 
@ChianeseLuigia #LuigiaChianese #LibriEOpinioni 
#LuigiaChianeseBooksReviewBlogger #FollowMe #Segui
#RomyHausmann #LaMiaPrediletta #LaMammasièAddormentata
#ThrillerPsicologico #Giallo #Horror 
#HorrorPsicologico #Suspense
*****************************************
 
 
 
 
 
 

 

 

lunedì 22 novembre 2021

Karen Sander (Sabine Klewe) - La Dama Verde

KAREN SANDER
LA DAMA VERDE

Recensione - Opinione di
 
Mugnano di Napoli (Na) – 14.11.2021
 
Rapidità! Tutto in questo libro si svolge rapidamente, forse troppo, lasciando parecchi personaggi scoperti. Scoperti nella loro struttura, troppo striminzite le loro personalità. Bisogna stare al passo con gli eventi ed i colpi di scena, persino il finale è veloce e non è molto piacevole, alquanto sciocchino, direi. La storia non è granché ed è anche un tantino pasticciata e noiosa, un thriller senza indizi non è soddisfacente, è solo uno scorrere di parole e fatti. I due psicopatici presenti, addirittura due, Stuart e Ben/Aidan sono lasciati quasi ai margini della vicenda, senza delineare molto di loro; ma se, in un thriller psicologico, ci sono ben due psicopatici, di cui uno anche assassino, bisogna dare loro il giusto peso, spazio e motivazione.
Al di là delle suggestive e favolistiche locations descritte, le Highlands scozzesi, la storia s’incentra su tre tipi di donne.
La prima: Amy e/o Rachel Knight, la ragazzina/donna più assurda dal mondo. Plagiata e condizionabile fino all’eccesso; anche se il suo condizionamento è iniziato dai 14 anni in poi e per sua libera scelta. Ingenua e sciocca, crede anche a fate e folletti. Ad un certo punto della sua esistenza decide di liberarsi/scappare, all' inizio senza neanche troppa convinzione, dal mostro psicopatico e assassino con cui convive, solo perché, in un momento di semi libertà, immagiate uno psicopatico maniaco del controllo che lascia la sua preda semi libera, per caso, per strada, durante una passeggiata, incontra una ragazzina, di circa vent'anni, di cui non sa quasi nulla, anzi nulla, vittima di rapimento da parte di un altro psicopatico, ma che riesce, non si sa come, a fuggire e tornare a casa. Amy e/o Rachel decide di fare altrettanto e tornare da mamma dopo alcune assurde peripezie. Di come si sia liberata la prima ragazzina, Madelin, non è dato sapere. Accettiamo i fatti, sono le vittime! Amy e/o Rachel avrà, però, il suo lieto fine perché erediterà tutto, case e soldoni, dal suo ricco mostro torturatore e vivrà felice e contenta con sua madre, il fratello maggiore, ritornato per l’occasione dal Canada, e con le due nipotine gemelle che non sapeva d’avere. (Iniziate pure a ridere.).
La seconda donna in campo è Susan McFarland; ed è terribile. Nell’ordine: Molto giovane s’innamora e si sposa senza troppa convinzione; dopo un po' di anni ha la sua prima figlia, Madelin, ma si rende conto di non essere felice ne di aver avuto una figlia e neppure del matrimonio. Non è felice perché non lavora più come infermiera e non va più con le amiche a bere il tè e non vive da spensierata ventenne; il marito, guarda caso, s’ammala e muore, ma lascia lei e Madelin economicamente al sicuro. La figlia, però, per Susan, è un peso, ma non è un problema, perché poco dopo le rapiscono la figlia di appena 9/10 anni e Susan McFarland cosa fa? Subito si risposa e sceglie, inconsapevolmente, come marito, il rapitore di sua figlia e, con lui, adotta una bimba con problemi, Harper. Non è finita perché, all’improvviso, un bel giorno, dopo 10 anni, la sua prima figlia, Madelin, si ripresenta in casa, senza sapere perché e percome, ma siamo solo all’inizio! Susan, infatti, riesce a perdere, di nuovo, nel giro di 24/48 ore, la figlia Madelin e il secondo marito, in questo caso il rapitore, viene ammazzato nella cucina di Susan, traumatizzando la sua seconda figlia, Harper, che, a quanto pare, assiste alla scena. Ovviamente anche la figlia persa/ritrovata/persa poi muore senza riabbracciare la madre. Alla fine, questa signora, fulcro della sfortuna massima, si fa forza e coraggio, e durante una vacanza con la figliastra Harper, decide di acquistare una vecchia casa dove ricominciare a vivere, ed ecco il suo lieto fine. 
Ad un certo punto ho pensato due cose, tra le lacrime e le risate: primo che uno psicologo servisse più a lei che alle figlie, ma all’autrice non le è passato neppure per la testa; secondo che Susan McFarland è talmente iellata che neanche se pellegrinasse, a piedi o in ginocchio, nel triangolo Fatina-Lourdes-Medjugorje, e restasse immersa per una settimana nelle sacre acque/piscine di Lourdes, riuscirebbe a liberarsi della sua cattiva sorte. Questo è il personaggio più ridicolo di tutti.
La terza e ultima donna, protagonista in campo, è la poliziotta Kate Fincher. Una triste ragazzetta, figlia d’arte, il suo papà era stato un grande poliziotto che lei decide di emulare. Kate è disperatamente innamorata, in segreto ovviamente, del suo affascinante capo, l’ispettore capo McMillan, a lei, peggio di un adolescente alla prima cotta, batte il cuore forte forte ad ogni sguardo del suo bellissimo ispettore capo. È una perfetta imbranata, distratta e incompetente, e sa di esserlo, in quanto se lo dice da sola dopo ogni singolo errore che commette, ma alla fine, alla velocità di - The Flash - , si trasforma in una super poliziotta, meglio di Bruce Willis in Codice Mercury, e risolve il caso, tra folletti e spiritelli verdastri generati dalla fantasia della vittima. E dulcis in fundo, senza se e senza ma, il suo capo, l’ispettore capo McMillan, invece di darle una gran bella strigliata per tutti i disastri e le imprudenze compiute, tra cui mettere a rischio la vita di una vittima, tra l' altro infantile e disturbata, la porta su una panchina, nel parco dell’osservatorio, su una bella collina verdeggiante, e, avvolto in cappotto svolazzante, con lo sguardo al vento e le mani in tasca, le confessa il suo amore. (Si! Iniziate a farvi scendere le lacrime dal ridicolo!).
Questo è stato il momento in cui ho gettato il libro dall’altra parte del letto ed ho deciso che diverrà una zeppa per sotto qualche mobilio. Praticamente un autentico disastro. Un testo bruttissimo come pochi che sconsiglio dal profondo del cuore a tutti gli amanti dei thriller. L.Ch.
Il mio voto in libri da 1 a 5 è un misero 2; solo per lo sforzo d'aver raccontato una storia così arronzata. 📚📚🕮🕮🕮

 

TRAMA
LA DAMA VERDE
di KAREN SANDER
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Quando una ragazza trasandata, con i capelli biondi e la pelle chiara punteggiata di lentiggini, si presenta sulla porta di Susan McFarland, gli occhi della donna si riempiono di lacrime: possibile che sia proprio Madelin, la sua Madelin, la figlia scomparsa misteriosamente dieci anni prima e che ormai credeva morta? Eppure, dopo tutto quel tempo, la giovane è riuscita per miracolo a sfuggire al suo brutale carceriere e tornare a casa. Ma non sarà l’unica, sconvolgente sorpresa per Susan e la sua famiglia: poche ore dopo, Madelin è di nuovo svanita nel nulla, il marito di Susan giace in una pozza di sangue e la figlia più piccola, Harper, si è chiusa in un armadio ed è talmente scioccata da non riuscire più a parlare. Che cosa è accaduto durante la breve assenza della donna? L’ispettore Tom Pine della polizia di Edimburgo, che dieci anni prima aveva indagato sulla scomparsa di Madelin, accorre sulla scena insieme alla sua partner Kate Fincher, più giovane di lui, ma col fiuto e la tenacia dei detective più esperti. Scattano subito le ricerche per ritrovare la ragazza: le prime segnalazioni indicano che Madelin si sta addentrando nelle Highlands, forse di nuovo in fuga dal suo rapitore, ed è vitale trovarla prima che sia lui a farlo. Ma fra quei laghi in cui si specchiano antichi castelli popolati di spettri e leggende, si nascondono misteri impenetrabili come la coltre di nebbia che avvolge ogni cosa…


CENNI SULLA VITA di:
KAREN SANDER - Sabine Klewe

Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Karen Sander vive, con il marito, in Renania (una regione della Germania). Sotto il suo vero nome Sabine Klewe ha scritto numerosi libri di crimini e, anche, molti thriller. Mentre sotto lo pseudonimo di Sabine Martin lei ha scritto con Martin Conrath anche romanzi storici. Ha lavorato a lungo come traduttrice e docente universitaria, prima di raggiungere il successo internazionale con la serie incentrata sulla coppia investigativa Stadler-Montario, pubblicata in Italia da Giunti (Muori con meAscolta o muoriGuarda o muoriAdesso muori). La dama verde ha scalato le classifiche tedesche segnando la svolta dell’autrice verso la suspense psicologica. Sabine Klewe, nata nel 1966 a Düsseldorf, ha studiato letteratura a Düsseldorf e a Londra. Oltre al suo lavoro di autrice è anche traduttrice letteraria freelance e docente presso la Heinrich-Heine-Universität Düsseldorf. Nel novembre 2006 ha ricevuto per il suo racconto "Marilyn" il Carinthian Thriller Prize (3° posto) e nel dicembre 2006 il Förderpreis für Literatur der Landeshauptstadt Düsseldorf in Northrhine-Westphalia. Dal 2004, ha pubblicato cinque thriller sull'investigatrice per hobby Katrin Sandmann. Insieme all'autore Martin Conrath ha pubblicato quattro romanzi gialli storici. Nell'aprile 20 è apparso il dodicesimo romanzo: Die weißen Schatten der Nacht è il secondo caso per il duo di investigatori di Düsseldorf Lydia Louis e Christopher Solomon. Sabine Klewe è membro del Köln-Düsseldorfer Kriminalkomitee. È madre di tre figli e vive a Bilk. 

Autrice: Vero nome è Sabine Klewe ha utilizzato come Pseudonimi Sabine Martin e Karen Sander
Casa Editrice: Giunti
Lingua: Italiana
Traduttrice : Lucia Ferrantini
Prima Edizione: 22.09.2021
Pagine: 276 Copertina Flessibile
 
Consigliati da

***************************************
#Blog #LibriEOpinioni #LuigiaChianeseBooksReviewBlogger
#Recensioni @LibrieOpinioni #LuigiaChianese
#FollowMe Commenta, Condividi, I Like,
Clicca #Segui sul Blog Libri e Opinioni
Mi trovi anche su FB – YOUTUBE - INSTAGRAM - TWITTER
#KarenSander #LaDamaVerde #Giallo #Horror #Narrativa #NarrativaModernaEContemporanea #Suspense #Thriller
*********************************************

 

 

 

 

lunedì 20 settembre 2021

Leonardo Rodolico - Maledetta Commedia - Inferno -

LEONARDO RODOLICO
MALEDETTA COMMEDIA
- INFERNO -

Recensione - Opinione di
Mugnano di Napoli (Na) - 01 settembre - 2021
 
Oggi ho voglia di scrivere una Recensione - Opinione diversa dal solito di questo bel libro, dalla copertina meravigliosa con disegno di Miriam la Barbera, ispirata a una litografia di Jorge Marin, ed è rossa per un motivo ben preciso che scoprirete negli ultimi capitoli, perché desidero postarvi anche una parte di un’ intervista che lo stesso autore, Leonardo Rodolico, mi ha inviato per il mio Blog Libri e Opinioni per presentarmi la sua opera.
 
L’autore, secondo me, si è assunto un compito immenso, una sfida enorme e coraggiosa perché il suo lavoro trae grande spunto da un capolavoro universale: La Divina Commedia di Dante Alighieri. In questo primo volume si è ispirato alla Prima delle tre  Cantiche – L’ Inferno -  Di sicuro porgo a Leonardo i miei complimenti per il coraggio!  Vai!  Le sfide sono il sale della vita.
 
Desidero, come vi ho accennato, postare l’ intervista perché penso che nessuno meglio del suo autore possa farci comprendere la sua opera e il suo perché, anzi ritengo che non ci sia molto da aggiungere tranne che il testo è originale e fruibile per tutti.
 
È un’ opera chiara e scorrevole, è lineare nella sua struttura, nonostante i vari livelli di lettura; infatti l’autore sorvola come un “demone con le ali”, in maniera essenziale e coincisa, senza perdersi in pseudo trattati, su ogni argomento che affronta: corruzione, criminalità, cyberbullismo, diffamazione, dispotismo, dittatura, guerra, intrighi, misandria, misoginia, omofobia, pedofilia, razzismo, stalking, stupro, vendetta, violenza.  Potrebbero sembrare troppi, gli argomenti trattati, ma non è così; perché ogni oscura colpa umana spesso s’aggancia ad altre brutture umane che rendono il male ancora più profondo e pressante e l’ accenno a questi mali, descritti dall’autore nelle varie vicende e capitoli, o meglio gironi infernali, sono drammaticamente realistici e anche necessari e funzionali al racconto.
 
Devo dire che Leonardo Rodolico riesce a centrare, in modo del tutto nuovo, il tema prefissato: ovvero uno sguardo sulla vita che scorre come una commedia sul grande palcoscenico del mondo. 
Da pagina 7 – Prefazione:
<<Per questo ho voluto mettervi
nei panni di un uomo dei giorni nostri,
di un poliziotto dal passato difficile  …
Il protagonista non è altro che una telecamera,
che vi donerà scorci di un dispotico inferno.>>.

L’originalità sta anche nella presenza di un disegno che anticipa il contenuto di ogni capitolo; sono 22 immagini in tutto, con tratto semplice ed essenziale, un tratto molto elegante, perfettamente in linea con il tema che verrà trattato nel capitolo stesso; il più interessante, secondo me, è il disegno-mappa d’apertura che si trova subito dopo la prefazione, (pagine 10-11) è da guardare e riguardare, o meglio seguire passo passo, perché è suggestivo e creativo e magari farsi una ripassata  veloce della prima Cantica della Divina Commedia di Dante Alighieri, renderà ancor più piacevole l’analisi delle immagini e del percorso narrativo presentato; faccio notare, inoltre, che i disegni sono realizzati dallo stesso autore, come lui stesso mi ha confermato; Abbiamo, poi, sotto ogni disegno, il titolo di un brano musicale da ascoltare nel corso della lettura, anche se ritengo che sia utile sentire ogni brano prima di affrontare un capitolo e poi riascoltarlo a fine capitolo, fare ciò, per me, stimola la riflessione!


Tutto questo ci aiuta anche a comprendere quanto sia profonda la volontà dell’autore di farci entrare nel suo racconto e nelle sue idee e quanto impegno sia stato profuso nella realizzazione di questo lavoro. Ammirevole!
Certo dopo tutto ciò che ho raccontato su questo libro, di ben 320 pagine, quindi nella norma, potrebbe sembrare qualcosa di faticoso affrontarlo: Dante, l’Inferno, le Immagini, la Musica, la moltitudine dei Temi trattati, la Narrazione in sé, potrebbero far “avvilire” il lettore prima d’ iniziare, ma vi assicuro che non è così, è tutto molto piacevole!
Nel testo non saremo trasportati da Dante in questo viaggio negli Inferi ma da un essere umano ordinario, un poliziotto trapanese, e non saremo accompagnati da Publio Virgilio Marone, un Magister per Dante, ma da Azrael, l’Angelo della Morte.
Vi riassumerò, in più o meno quattro righe, spero, ciascun capitolo al solo fine di stimolare la Vs. curiosità perché il racconto, vi assicuro, merita! 

Primo capitolo - Il Risveglio -  Si entra subito nel vivo. Vi è la morte del protagonista, l’arrivo del conduttore, ovvero Azrael, l’Angelo della Morte, l’annuncio di essere il Prescelto, la Profezia e l’ apertura delle Porte per entrare all’ Inferno.  Da pagina 22-23:
<< Sei stato scelto.>>. …
… << Tu sei stato scelto da colui che ha creato ed è il tutto,
tu visiterai sotto la  mia guida le lande della dannazione,
le sperdute vie ove i pastori perdono i loro agnelli,
solo così l’umanità avrà speranza.>>. …
… <<Quando i tre colori del cielo incontreranno la terra,
allora dalle ceneri potrà rinascere
ciò che l’uomo ha perduto … >>. …
 
Secondo capitolo - La Soglia - Abbiamo coloro che non hanno voluto, in vita, affrontare le loro emozioni ed ora rivivono in eterno le loro paure.
Siamo chiari fin da subito la “Legge del Contrappasso per Contrasto o Analogia” è ampiamente utilizzata in tutto il racconto.
 
Terzo capitolo - Occhi di Bragia - Potete intuire che ci sarà l’incontro con colui che è famoso per i suoi occhi ovvero il nocchiero Caronte colui che porta le anime dannate al di là del fiume Acheronte. Il nostro Caronte, però, qui è su un transatlantico ed è vestito da marinaio, questa è bella, gustatevi il disegno! La sua enorme nave è stracolma di coloro che in vita non si sono voluti prendere la responsabilità di nulla ma hanno vissuto a “scarica barile”.
Già in questi due capitoli troverete tante simbologie dai numeri: 3 - 7 - 6 - 9 etc.,  agli oggetti, fino agli animali mitologici. Ricercate nella Vs. memoria tutti i miti e leggende che conoscete.
 
Quarto capitolo - Il Gran Galà - Abbiamo coloro che hanno gettato fango sugli altri e qui troverete il contrappasso più che palese.
 
Quinto capitolo - La Stazione - Riconosciamo, tra gli altri, il caro  demone guardiano Minosse, più terrificante che mai, che distribuisce, incanala e dirige i dannati sui vagoni di un treno, e si! Abbiamo un treno agli Inferi, un mezzo di trasporto che condurrà le anime ai loro gironi e quindi ai loro castighi. Ed è qui che il nostro Eroe, il Prescelto, si renderà conto che Lucifero non ha avuto bisogno d’inventarsi nulla, perché l’Inferno è molto simile alla terra e che gli uomini sono gli stessi che conosciamo; Lucifero si è limitato a punirli, in maniera più orrenda possibile, facendo rivivere ai prigionieri le loro paure o subire su di essi ciò che di male hanno compiuto in vita, ovviamente in locations che loro stessi hanno contribuito a generare ed imbruttire.
 
Sesto capitolo - Anime di Legno - È dedicato ai “Falsi Sapienti” ed ai “Manipolatori” quindi Politici, Bugiardi, Truffatori, Ciarlatani, Indovini e similari che vengono tormentati “dal proprio daimon”, dalla propria coscienza, senza poter mai fuggire.
 
Settimo capitolo - Campo dei Fiori - Da pagina 107:
<<Dove muore l’ignoranza nasce il sapere.>>.
In questo girone vengono continuamente inceneriti coloro che hanno fatto del male, ucciso, deriso, discriminato, occultato, bruciato libri e messo al rogo “i Figli di Atena”  e tutti coloro che amavano la conoscenza. Da pagina 106:
<< La sapienza non va condannata,
solo l’odio, la discriminazione e la violenza
meritano la dannazione.>>.
In questo girone incontriamo tra gli altri, personaggi come Tesla e Giordano Bruno. Da notare l’utilizzo di Erbe Simboliche che bruciano:
Salvia simbolo di Salvezza, Rosmarino simbolo della memoria, Ulivo simbolo della pace e la Cipolla Selvatica, simbolo del peccato.
 
Ottavo capitolo  - Inseguiti - Un girone molto moderno ed è dedicato agli Stalker e alla Magia e, tra i vari simboli descritti, s’accenna ai tre colori della profezia:
Rosso simbolo di Paura e di pericolo; Giallo simbolo di Psiche e delle azioni razionali e irrazionali compiute; Viola simbolo di Percezione legato ai sensi.
 
Nono capitolo -
Tempesta - S’inizia con l’attraversare la Grotta di Platone ed è il girone degli Anantropos, dei Disumani che qui scontano la loro eterna pena insieme agli Omofobi ed ai Razzisti di ogni tempo.
 
Decimo capitolo - La Processione - Questo è tra i capitoli più coreografici del libro ed è ambientato in una disastrosa e caduta Venezia; in questa stimolante location, tra i tanti personaggi, spiccano Marco Polo, Craxi e Buscetta. Il girone è dedicato agli Avidi, ai Consumatori delle risorse del pianeta che non si sono preoccupati per le future generazioni, agli Inquinatori, agli Sfruttatori della Prostituzione, ai Ladri, ai Corrotti, ai Mafiosi e tanti altri.
 
Undicesimo capitolo - Confine - Attraversiamo Lo Stige con l’ausilio dell’ Olandese Volante e qui Azrael fa notare una verità: Da pagina 158:
“ I momenti bui della vita servono a ritrovare la luce”
E come diceva il Dalai Lama: Da pagina 159:
<<Una freccia può essere scagliata solo tirandola prima indietro.
Quando la vita ti trascina indietro con le difficoltà,
significa che ti sta per lanciare in qualcosa di grande.
Concentrati e prendi la mira.>>.
In questo capitolo, ambientato in una tetra e desertica New York, viene ricordata la profezia iniziale e il Prescelto finalmente inizia a comprendere la sua missione: L’Apocalisse ridurrà il mondo in cenere e colui che è stato scelto dovrà dare il suo contributo per far rinascere l’ umanità.
Questo girone è anche dedicato a coloro che hanno peccato senza rendersi completamente conto di ciò che facevano, (incapaci d’ intendere e volere) un esempio è il caso si Billy Milligan e le sue 24 e più personalità.
 
Dodicesimo  capitolo - Night Club - Ci ritroviamo, ancora, in una devastata e desolata New York. Questo girone è  parte de’ “La Città Dolente” dove trovano la loro punizione coloro che nella vita sono stati: Violenti, Misogini, Maschilisti, Misandrici; qui, coloro che furono acidi nella vita e che hanno praticato l’ ineguaglianza e l’ iniquità, vengono sciolti lentamente e ripetutamente nell’acido ed è Kalì, la Dea Oscura e Violenta, a dispensare la punizione.
 
Tredicesimo capitolo -
Malastrada - Il girone è governato dalla maga Circe che, ovviamente, trasforma le persone in porci e li sottopone ad atroci sofferenze: questo girone è dedicato agli stupratori ed a coloro che hanno commesso genocidi. Qui incontriamo personaggi del calibro di Polifemo, le Amazzoni e Faust trasformato per l’ occasione in tassista.
 
Quattordicesimo capitolo - Quis Ut Deus - Chi è come Dio? È il girone dei Blasfemi e in questo luogo risiedono coloro che hanno vissuto nell’arroganza di credersi nel giusto anche in nome di Dio; un esempio sono coloro che hanno dato credito alla Scientology Church. I personaggi, in questo manicomio, sono tantissimi ma spicca su tutti Grigorij Efimovič Rasputin e non mancano il Re Sole ovvero Luigi XIV e Luigi XVI, Filippo IV Il Bello, Giacomo I e Carlo I Stuart, una valanga di Papi, tra torturati e torturatori, tra cui Gregorio VII, Innocenzo III e Innocenzo IV.
 
Quindicesimo capitolo - Vuoi Giocare con me? -  Qui da guida al Prescelto e all’ Angelo della Morte viene affiancato il Ferrarese Girolamo Maria Francesco Matteo Savonarola e la custode del girone è Lilith, un antichissimo demone femminile, portatore di  tempeste, disgrazie, malattie e morte. I condannati invece sono i Pedofili e chi ha praticato il Madamato. Tra i dannati, a cui è concessa per un attimo la parola, abbiamo Jeffrey Edward Epstein.
 
Sedicesimo Capitolo - La Corte dei Diavoli - Si parte da un punto fermo: Da pagina 223 – 224:
<< … Amore, Felicità e Amicizia sono qualcosa di sacro,
qualcosa di divino e incorruttibile.>>.
In questo luogo e da questo momento in poi il Prescelto non sarà solo un osservatore che s’informa e riflette, ma diventa parte attiva nell’Inferno. Per iniziare, al nostro Eroe, Azrael consegna il filo di Arianna, per non perdersi, perché deve vagar da solo e riuscire a ritrovare se stesso. Questa è una prova. I tre Re della Corte dei Diavoli, Carlo II di Navarra, detto il Maligno, Re Saul, colui che causò la morte dei Filistei, un genocidio, Enrico VIII d’ Inghilterra, l’uomo dalle sei mogli che scisse la chiesa Romana per Anna Bolena, invece, sottoporranno colui che è stato Scelto a ben cinque prove: quella del Fuoco offerta da Prometeo, quella della Piuma presentata da Anubis, La Scelta proposta da Ercole, la prova della Luce sottoposta da Icaro e l’ ultima prova, quella della saggezza, è nelle mani di Mimir.  
 
Diciassettesimo capitolo - Oltre la Coltre - Qui troviamo come accompagnatrice dei nostri due viaggiatori Anna Goldi, l’ ultima strega ed essere ingiustamente uccisa. Qui i Violenti, vengono torturati con i lapilli di fuoco e sono destinati all’oblio. È anche il girone dove incontriamo Persefone, moglie di Ade e Ade stesso che con il suo terrificante Cocchio da un passaggio al Prescelto e ad Azrael, strappando loro una promessa e come sappiamo le promesse ad Ade vanno mantenute pena ….
 
Diciottesimo capitolo -
Ai Piedi di Atlante - 
Il Custode del luogo è un bizzarro uovo – un Uovo Umanoide  - Humpty Dumpty - che è un personaggio di una filastrocca di Mamma Oca, ma lo ritroviamo anche in Alice nel paese delle Meraviglie, esso è rappresentato come un grosso uovo antropomorfizzato seduto sulla cima di un muretto. Questo è il girone dedicato ai Dittatori che oltre ad essere appesi a testa in giù a dei ganci da macellaio, sono amabilmente torturati o meglio dilaniati, da belve feroci tra cui lo Yeti e il Windigo.   
Da pagina 252:
<<Chi in vita si è comportato da mostro
ora viene tormentato da mostri.>>.
I tre accompagnatori invece sono tre fantasmi di nostra conoscenza: Il Passato, il Presente e il Futuro.
 
Diciannovesimo capitolo - Campo di Marte - Già dal titolo è scontato intuire che qui si scatenano guerre su guerre; questa è l’arena dell’ eterna guerra; tutti contro tutti; al di là delle motivazioni e delle epoche. I Giapponesi contro le Armate Ming, Napoleone contro Otto Von Bismark, i guerrieri di Leonida contro Tito, etc.; il caos delle guerre regna sovrano, e anche qui non ci si può sottrarre dall’agire, direi che è una forma d’ addestramento per il nostro protagonista; infatti anche Azrael e il Prescelto sono costretti a partecipare però protetti addirittura da Sun Tzu e dai Guerrieri di Terracotta e le Armate di Cadmo. Fino a quando Asmodeus, l’Angelo di Satana a tre teste, sotto ordine di Azrael, mette tutto, temporaneamente, a tacere lanciando una bomba atomica ed azzerando il tutto prima che il ciclo ricominci. Tutto ciò perché manca poco all’ arrivo del Behemoth, ovvero la Bestia Immonda, il Male Assoluto. Da qui la suspense sale di livello.
 
Ventesimo capitolo - Natural Budello - Il custode di questo luogo, luogo somigliante ad una putrida e tetra Matera, è il mostro Licaone. Questo girone è dedicato ai violenti traditori che sono le peggiori anime prave e sono destinate a tramutarsi in bestie immonde, trasformandosi in demoni che scateneranno il caos nell’imminente Apocalisse. Qui spiccano su tutti le figure di: Erculeio, Romolo, Edipo e dell’ultimo degli Orazi. Il grande evento di questo luogo è l’incontro con il Caduto, ovvero con Lucifero, che è felice d’incontrare i viaggiatori, in particolare suo fratello Azrael; li accoglie divertito e preoccupato e consegna due doni al Prescelto:
Una Lancia, quella di San Giorgio, per proteggerlo nella lotta e una collana d’oro e rubini con una grande gemma rossa incastonata; La Gemma Infernale, che dona la forza. Da quel momento il Prescelto sarà “il Rosso” e dovrà trovare gli “Altri Colori” e affrontare la fine. Da Pagine 22 – 23 e 294:
<<Quando i tre colori del cielo incontreranno la terra,
allora dalle ceneri potrà rinascere
ciò che l’uomo ha perduto … >>.
Lucifero scaglierà il Rosso oltre la Porta Rossa, su cui è inciso il numero 666, e resterà, con il fratello Azrael, a combattere, con le loro spade fiammeggianti, una misteriosa entità nel Natural Budello.
 
Ventunesimo capitolo - L’ Inizio della Fine -
Oramai senza l’ Angelo della Morte a suo fianco, il Prescelto vagherà con un nuovo momentaneo accompagnatore – Enkidu – la cui storia è narrata nel poema di Gligamesh, in cui un buon selvaggio, cade in tentazione civilizzandosi. Il suggerimento della temporanea guida è
: Da pagina 295:
<< Tieni saldo il tuo aratro
e pensa bene alle tue azioni,
che al tuo destino ci pensa il Sommo.>>.
Ed in questo ultimo luogo infernale incontra un essere o un’essenza: il Reo Tempo, l’Inquieto Moto, la Fiamma Eraclitea, la Corruzione, il Mezzo con cui il Sommo creò la terra, l’Archè degli elementi. Questo essere non è il male e neppure è il bene, è, semplicemente è: il suo nome è Progredire ed è l’essenza più maligna e imprevedibile del Sommo, l’inizio e la fine, nato da un’esplosione di luce, e distruggerà tutto.
L’unico modo per combattere il male è mettere la propria maligna essenza al servizio di Dio, al servizio del tutto, rispettando il prossimo, sacrificando il proprio volere per gli altri, aiutare tutti; questo è l’unico modo per arrivare alle porte del Paradiso.
Proprio in questo luogo il Prescelto, il Rosso, si trasforma o meglio si metamorfizza in … per mettersi al servizio del … lo scoprirete da soli.
 
Ventiduesimo capitolo - Sipario - L’ ultimo capitolo, il nostro Eroe percorre, volando, a ritroso, il percorso intrapreso con l’Angelo della Morte, rivedendo tutto e ritrovandosi  … e … e …  Mi fermo qui.
 
Da un punto di vista più tecnico posso dire che i personaggi sono tantissimi, ma proprio tanti, non li ho contati perché sono tutti importati e con dei ruoli ben precisi adatti alle circostanze e al peccato e sono sinteticamente e magistralmente descritti.
La struttura della maggior parte dei capitoli centrali è chiara: Arrivo ai gironi, osservazione e breve descrizione delle locations, emozioni che il protagonista avverte, insieme all’Angelo della Morte, Azrael, che accompagna il protagonista, incontrano sempre un custode del girone, presentano il tutto, spiegando chi sono gli accompagnatori, i custodi e chi sono i condannati, ci si sofferma, inoltre, su alcuni dei presenti e sul perché di quella eterna punizione. Si riesce a parlare, con il permesso di Azrael o del Custode, con qualche anima dannata e si riflette su ciò che è stato visto e detto, sensazioni incluse, e si arriva al girone successivo. Come ho già accennato il testo è carico di simbologia, storia e mitologia e dell’onnipresente legge del contrappasso.
Suggerisco questa lettura perché carica di audacia, fantasia e suspense e perché stimola la curiosità! È un’opera bizzarra nei personaggi e nelle ambientazioni che sono amabilmente intrecciati a originali contenuti allegorici di tipo filosofico e socio-politico, insieme a problematiche sociali in atmosfere simil dantesche, e sono terribilmente seri e attuali.
Confesso che questo lavoro, immenso direi, un po' mi ha fatto pensare sia alla geniale immaginazione di Stephen king che a Lovecraft per i tratti Horror e Fantasy che caratterizzano libro.
Consiglio quest’opera perché, sicuramente, vi farà venire voglia, quando usciranno, di leggere le successive: il Purgatorio e il Paradiso! Buona Lettura! L.Ch.
Il mio voto da 1 a 5 libri è un grande 4 e mezzo!

Come Anticipato ecco a Voi l’ intervista!
Intervista all’ Autore Leonardo Rodolico:
Cos’è Maledetta Commedia? Maledetta Commedia - Inferno - è di Leonardo Rodolico, è il primo romanzo di una trilogia dark fantasy, edito da Apollo Edizioni.  
Il libro è un omaggio al Sommo Poeta, una trasfigurazione dell’inferno dantesco che nei secoli è mutato adattandosi ai peccati dell’uomo moderno. Un aberrante aldilà che si allontana dai precetti cristiani e metafisici  per avvicinarsi all’essere umano, indagando sull’esistenza e sulla vita terrena. Difatti, malgrado l'opera sia ambientata nell’oltretomba, il tema cardine del romanzo è la vita,  che viene sarcasticamente definita come una “Maledetta Commedia”.
La trama principale narra di un poliziotto trapanese, che a seguito di una sparatoria, scopre d’essere coinvolto in un’ antica profezia. Così, un uomo come tanti, si ritrova a dover attraversare l’inferno, accompagnato da Azrael (l’angelo della morte) e ad ascoltare i racconti e le memorie delle anime dannate.  Molti personaggi sono realmente esistiti e le loro storie si basano su fatti realmente accaduti, tra i tanti ci sono: Jeffrey Epstein, Billy Milligan, Tommaso Buscetta, Grigorij Rasputin, e tanti altri.
 
Qual è l’intento del libro?
L’intento di Maledetta Commedia – Inferno, non è solo omaggiare l’impareggiabile Dante in occasione  del suo settecentenario, bensì essere uno spunto di riflessione, che non propone idee o soluzioni, piuttosto domande. “Il miglior modo di trovarsi è perdersi”, questo è il concetto alla base del romanzo, far perdere il lettore nei propri dubbi affinché riscopra il piacere della riflessione. Le grandi questioni trattate sono principalmente problematiche sociali, “i peccati moderni”: stalking, stupro, omofobia, razzismo, misoginia, misandria, cyberbullismo, diffamazione, pedofilia, ecc.
Ovviamente senza tralasciare le “colpe umane”  di cui l’uomo si è macchiato nei secoli: dispotismo, dittatura, guerra, vendetta, violenza, criminalità, intrighi  e corruzione”.
Un viaggio fra le pagine  più oscure dell’umanità, negli inquietanti capitoli della storia, tra mito e realtà, tra finzione e verità. Un impervio percorso che attraversando l’Acheronte giunge nelle profondità dell’inferno e del cuore del lettore.
 
Somiglianze con l’inferno dantesco?
Ovviamente non mancano le assonanze con il celebre inferno dantesco soprattutto nei primi capitoli, si diversificano la forma, le ambientazioni, i temi e i personaggi, mentre l’opera del Sommo Poeta e Maledetta Commedia – Inferno hanno il medesimo  soggetto protagonista, ossia:   il lettore stesso.
Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita” così esordisce Dante, sottolineando con l’aggettivo “nostra” che non è lui che si è perso, non è un personaggio immaginario che si è perduto in un bosco, ma è l’umanità tutta che ha smarrito la “retta via” lungo il sentiero della vita. Se nella Divina Commedia il lettore vestiva i panni di Dante per ritrovare la strada, in Maledetta Commedia - Inferno si calerà in quelli di un uomo comune (un poliziotto Trapanese). Malgrado cambino le spoglie con le quali si viene calati nell’inferno e nelle profondità della propria coscienza, sarà sempre chi legge a dover rinvenire la retta via, rispondere ai dilemmi del libro, cercare una ragione all’insensatezza  della vita, o semplicemente meditare sulle proprie colpe. Tutto ciò per impartire un grande insegnamento tramandato da Dante: “Non importa se perderai la strada fino a toccare il fondo, fino a giungere nelle profondità dell’inferno, c’è sempre speranza. Speranza di imparare dai propri errori, di perdonarsi e di ritrovare la retta via  che ti condurrà a  riveder le stelle”.

Com’ è strutturato il libro?
Il romanzo è scritto in prosa e con un linguaggio più moderno e fruibile a tutti; congiunge storia e culture di varie parti del mondo, per ricreare un inferno più “cosmopolita”. Particolare attenzione è riposta sui miti, le leggende e i racconti riguardanti la Sicilia ciò al fine di omaggiare anche la mia terra. All’inizio di ogni capitolo è presente un’ illustrazione e il titolo di un brano musicale da ascoltare nel corso della lettura (Per usufruirne basterà cercare sulla piattaforma Spotify la playlist : “Maledetta commedia”).  L’opera si compone di 324 pagine, suddivise in 22 capitoli, ciascuno dei quali è caratterizzato da più strati di lettura: due principali e più secondari. Gli strati principali trattano: uno dei peccati e l’altro di un tema trasversale (ad esempio cap. 6: truffatori e follia).  Gli strati secondari, invece, sono accenni al mondo della filosofia, dell’arte, della musica, della cultura classica e pop, che donano ulteriore profondità e spessore alla lettura.

Perché leggerlo e a chi consiglieresti questo libro?
Perché leggere Maledetta Commedia - Inferno? In realtà non c’è un motivo, se non il semplice amore per il sapere, la ricerca di risposte che portano sempre nuove domande, la passione per i miti e per le leggende, il piacere della scoperta.  Questo libro è appetibile a tanti palati: dagli amanti del fantasy, a chi legge solo storie vere, dai ragazzi, agli adulti, dagli amanti di filosofia, agli appassionati di storia. Quindi lo consiglio a chiunque  cerca una lettura piena di spunti di riflessione su tematiche e dilemmi più o meno attuali, ma anche su sé stessi e sul significato di “essere umani”.  Spero solo d’esser riuscito a trasmettere emozioni vere e nuove prospettive nello sguardo alla vita.
 
Dopo Maledetta Commedia- Inferno uscirà anche un purgatorio e un paradiso?
Maledetta Commedia - Inferno è il primo libro di una trilogia e quindi i successivi due volumi saranno Purgatorio e Paradiso. Il secondo romanzo della saga (Maledetta Commedia-Purgatorio) parlerà della frammentazione dell’io e dei grandi dibattiti etici che caratterizzano l’era moderna, con diversi riferimenti alla filosofia e alla letteratura del 800/900 (Nietzsche, Schopenhauer, Pascoli, D’Annunzio, Pirandello), non tralasciando spunti di riflessione anche su personaggi della cultura classica come Diogene il cinico, Dracone, Gaio Gracco ecc.
Mentre in Paradiso non solo verrà trattato il tema delle “virtù”, ma si capirà il significato della profezia citata nel primo libro.

INTERVISTA ALL' AUTORE SU YOU TUBE

TRAMA
MALEDETTA COMMEDIA
INFERNO
di LEONARDO RODOLICO
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Sinossi inviata al Blog Libri e Opinioni dallo stesso autore: “Maledetta commedia- Inferno” è  il primo libro di una trilogia dark fantasy con influenze new weird, con lo scopo di omaggiare il “Sommo Poeta” e di restituire una trasfigurazione contemporanea della sua “Divina Commedia”. Il romanzo racconta di un inferno dantesco ambientato nei tempi moderni, in cui i peccati da espiare sono quelli che affliggono la società odierna: stalking, cyberbullismo, omofobia, dispotismo, razzismo, misoginia, misandria, stupro, pedofilia e tanti altri. Dietro queste tematiche cardine, che caratterizzano i  diversi gironi,  si nascondono delle tematiche trasversali,  poste in secondo piano, che risaltano con una lettura più approfondita e attenta. L’opera è scritta in prosa e non ha alcuno scopo religioso, né tanto meno l’intento di indagare sul mondo metafisico e sulla vita dopo la morte; l’obiettivo è ragionare sull’esistenza e sui grandi interrogativi che orbitano attorno ad essa. All’inizio di ogni capitolo ci sono delle illustrazioni e dei titoli di brani musicali, per dare una visione più tangibile dei luoghi e delle atmosfere descritte.
La trama “principale” narra di un uomo, un poliziotto siciliano dal passato difficile, che  viene ucciso durante un’ operazione antidroga, imbarcandosi così al di là dell’Acheronte, ed iniziando un viaggio ai confini della realtà.  
Lungo il tragitto della perdizione, il protagonista incontra diverse anime dannate che narrano le loro storie e le gesta che li hanno condotti nell’oltretomba. Molti personaggi sono tratti dai miti o comunque sono frutto di fantasia, ma altri sono ispirati a persone realmente esistite e le vicende da loro riferite sono fatti di cronaca. Passando da Charles Ponzi a J.E. Epstein, da Luigi XVI a Enrico VIII, da Billy Milligan a Tommaso Buscetta; si tratterà di storia, filosofia, arte, cultura, corruzione, violenza e ingiustizia. Negli inferi il poliziotto viene a conoscenza di un’ antica profezia e scopre di essere il “Prescelto”: la chiave per fermare l’incombente apocalisse. Ad  accompagnarlo  c’è la figura di Azrael (angelo della morte). Nelle profondità dell’inferno, si trova una personificazione del “progredire”, dell’innovazione tecnologica e del tempo che scorre inesorabile avvicinandoci alla fine, questo a voler sottolineare una critica alla società moderna. Scorrendo tra le righe emerge la metamorfosi, la “crescita del protagonista”, che da uomo cinico, duro, senza fiducia nell’umanità e pieno di odio, nella sua evoluzione apprezzerà invece il significato di vivere, amare, lottare, piangere. Alla trama “principale”, si unisce la trama “secondaria” che consiste nel viaggio del lettore, il quale  viene spinto, dalla narrazione in prima persona, ad immedesimarsi nell’antieroe della storia, ed approda così direttamente su un importante messaggio:  “che con la giusta resilienza e determinazione è possibile risalire dall’abisso della depressione per rivedere le stelle. Non bisogna mai perdere la speranza.” Questa morale viene avvalorata dal finale del libro, ossia col ritorno sulla terra del protagonista,  determinato ad incontrare gli altri due viaggiatori, del purgatorio e del paradiso (le cui storie saranno raccontate nei prossimi due libri della trilogia), per ostacolare l’imminente “fine del mondo”. Nelle ultime pagine, per rompere definitivamente la separazione tra finzione e realtà, si scopre che il libro è proprio il diario del protagonista, scritto dopo il suo viaggio nell’aldilà.
 
Editore ‏ : ‎ Apollo Edizioni (20 maggio 2021)
Lingua ‏ : ‎ Italiano
Copertina flessibile ‏ : ‎ 324 pagine
Dimensioni ‏ : ‎ 15 x 0.5 x 21 cm
 
CENNI SULLA VITA di:
Leonardo Rodolico
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina: 
Biografia inviata dall’ autore: Leonardo Rodolico, sono nato a Trapani nel 2002, sono molto timido e riservato; amo l’arte, la poesia, la natura, la musica e soprattutto la fantasia. Quest’ultima riesce a catapultarmi in universi di parole e di concetti che fungono da riparo dalla realtà. Trovo in un foglio bianco un tacito e fedele compagno a cui affidare i miei segreti, le mie idee, i miei sogni. Per me la scrittura è uno strumento per cristallizzare l’immaginazione in parole, con lo scopo di allietare me stesso e gli eventuali lettori. La mia passione, che nasce grazie al gioco di ruolo, dopo svariati concorsi, oggi mi porta alla pubblicazione del mio primo libro … “Per aspera ad astra”


Parte di un’ intervista inviata al Blog libri e Opinioni dallo stesso autore: Chi è Leonardo Rodolico?
Sono un ragazzo di 18 anni, vivo a Trapani e quest’anno ho terminato gli studi presso il Liceo Scientifico. Sono molto timido e riservato, amo l’arte, la poesia, la natura, la musica e soprattutto la fantasia. Sono un eterno sognatore, che pur tenendo i piedi per terra, cerca sempre di fare del suo meglio e di realizzare i propri obiettivi, con la determinazione di chi ha pochi ieri e tanti domani. Il mio motto è “per aspera ad astra”, certo non sarà il più originale, ma è quello che più mi rispecchia.
 
Consigliati da

Dall' Etichetta del Blog:
Dott.ssa Luigia Chianese 
Books Review Blogger
Blog Libri e Opinioni
@LibrieOpinioni


*************************************************
#Blog #LibriEOpinioni #LuigiaChianeseBooksReviewBlogger
@LibrieOpinioni #LuigiaChianese
#FollowMe Commenta, Condividi, I Like,
Clicca #Segui sul Blog Libri e Opinioni
Mi trovi anche su FB – YOUTUBE - INSTAGRAM - TWITTER
#LeonardoRodolico #MaledettaCommediaInferno
#DarkFantasy #Horror #HorrorFiction #Fantasy #NewWeird #Trilogia
**********************************************

Iscriviti come Lettore Fisso


POST SCELTO DA LUIGIA

STEPHEN KING - GUNS - Contro Le Armi

  STEPHEN KING GUNS Contro Le Armi   Recensione – Opinione di Luigia Chianese Books Review Blogger Blog Libri e Opinioni @LibrieOpinioni   M...