mercoledì 3 luglio 2019

Andrea Camilleri – Il cuoco dell’ Alcyon



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Andrea Camilleri 
Il cuoco dell’ Alcyon

Recensione – Opinione
Mugnano di Napoli
Martedì 25 giugno 2019


Mentre scrivo questa Recensione - Opinione il Maestro Andrea Camilleri è ancora grave in ospedale; le tv riportano un arresto cardiorespiratorio, coma farmacologico, grave ma stabile. L’età è avanzata, a fumare non ne parliamo proprio, penso che abbia un pacchetto di sigarette, anche ora, nascosto sotto al cuscino; ma per noi fan dello scrittore, e non solo del suo più famoso personaggio il commissario Salvo Montalbano, (interpretato da Luca Zingaretti) sono ore d’angoscia.
Non riuscivo a leggere il romanzo comprato quasi un mese fa perché il pensiero di A.Camilleri in ospedale mi ha portato angoscia e dispiacere, ma poi mi sono decisa e in due giorni l’ho finito. Maestro riprenditi!

Questo mio Blog  è per le Recensioni – Opinioni quindi all’opera!
Sappiate che ho letto tutta la saga di Montalbano e il 90% delle opere pubblicate dal Maestro. Premesso ciò:

Dopo aver letto, nella 4° di copertina, la splendida “presentazione - riassunto”  del bravissimo Salvatore Silvano Nigro mi sono un tantino preoccupata. Ho guardato il libro, nel suo spessore intendo, e mi sono detta: << mica mi ritrovo una nuova epopea o una nuova Odissea dinnanzi? Troppe poche pagine, ma il maestro ci riuscirebbe. >>.
Dalla presentazione sembra un testo “potente” ma dopo averlo letto dire che ci sono rimasta un po' male è riduttivo.

Sono rimasta di stucco anche della “nota alla nota”,  scritta da A. Camilleri, perché in qualche modo quelle due note, a fine racconto, hanno avvalorato la mia sensazione.
Questo romanzo è uno sfizio che A. Camilleri si è voluto togliere sul personaggio del Commissario Salvo Montalbano.

Parliamoci chiaro se non fosse scritto nel “Linguaggio di Camilleri”,  se i personaggi non fossero quelli che abbiamo imparato ad amare, (Livia, Fazio, Mimì, Catarella etc. ... ) questo romanzo sarebbe banale.

Storia di “un cavallo di troia poliziesco stile americanata” ... ecco cosa è! 

La vicenda narrata, di per se, è fattibile, (leggere riassunto-trama sotto) sullo stile nulla da dire, stiamo parlando di Camilleri che è una garanzia, ma non sembra una storia “da e per” il Commissario Montalbano.
Mai letto, anche nei momenti più cupi, di un Salvo così remissivo, ubbidiente, forse con uno slancio nel finale, ma sempre troppo accomodante; sembrava di avere dinnanzi un altro commissario e non un ormai vecchio commissario.

Il finale poi, soprattutto nelle azioni materiali del commissario, mi hanno profondamente deluso. Sembrava un fantoccio, un bambolotto. E poi il questo “piegarsi” all’ FBI, come se noi non sapessimo gestire “Cosa Nostra e Simili” a me non è proprio piaciuto.

Capisco che questo romanzo è nato come soggetto per un film italo-americano ma, forse, sarebbe stato meglio consegnarlo alle stampe direttamente come “soggetto per un film” che come altra avventura di Salvo Montalbano.
Resto dell’ idea che il maestro si è fatto passare uno sfizio!
L.Ch.


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TRAMA
Il cuoco dell’ Alcyon
di
Andrea Camilleri

Ripresa da internet e dalla 4° di copertina:
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"Tutto è indecidibile, sogno e realtà, vero e falso, maschera e volto, farsa e tragedia, allucinazione e organizzata teatralità di mosse e contromosse beffarde, in questo thriller che impone al lettore, tallonato dal dubbio e portato per mano dentro la luce fosca e i gomiti angustiosi dell'orrore, una lettura lenta del ritmo accanito dell'azione. Tutti si acconciano a recitare, nel romanzo: che si apre drammaticamente con i licenziamenti degli impiegati e degli operai di una fabbrica di scafi gestita da un padroncino vizioso e senza ritegno, detto Giogiò; e con il suicidio, nello squallore di un capannone, di un padre di famiglia disperato. Da qui partono e si inanellano le trame macchinose e la madornalità di una vicenda che comprende, per «stazioni», lo smantellamento del commissariato di Vigàta, la solitudine scontrosa e iraconda del sopraffatto Montalbano, lo sgomento di Augello e di Fazio (e persino dello sgangherato Catarella), l'inspiegabile complotto del Federal Bureau of Investigation, l'apparizione nebbiosa di «'na granni navi a vela», Alcyon, una goletta, un vascello fantasma, che non si sa cosa nasconda nel suo ventre di cetaceo (una bisca? Un postribolo animato da escort procaci? Un segreto più inquietante?) e che evoca tutta una letteratura e una cinematografia di bucanieri dietro ai quali incalza la mente gelida di un corsaro, ovvero di un più aggiornato capufficio dell'inferno e gestore del delitto e del disgusto. «L'Alcyon (...) aviva la bella bitudini di ristari dintra a un porto il minimo 'ndispensabili e po' scompariri». Il romanzo ha, nella suggestione di un sogno, una sinistra eclisse di luna che incombe (detto alla Bernanos) su «grandi cimiteri». La tortuosità della narrazione è febbrile. Prende il lettore alla gola. Lo disorienta con le angolazioni laterali; e, soprattutto, con il tragicomico dei mascheramenti e degli equivoci tra furibondi mimi truccati da un mago della manipolazione facciale. Sorprendente è il duo Montalbano-Fazio. Il commissario e l'ispettore capo recitano come due «comici» esperti. «Contami quello che capitò», dice a un certo punto Montalbano a Fazio. E in quel «contami» si sente risuonare un antico ed epico «cantami»: «Cantami, o Diva, del pelide Achille l'ira funesta che infiniti addusse lutti agli Achei (...)». Il cuoco dell'Alcyon è «una Iliade di guai»." (Salvatore Silvano Nigro)

Prima pubblicazione30 maggio 2019
GeneriNarrativa, Mystery
  
CENNI SULLA VITA
di:
Andrea Camilleri


Ripresa da internet e dalla 4° di copertina:
Nato a Porto Empedocle (Agrigento) il 6 settembre 1925, Andrea Camilleri vive da anni a Roma.
Appena conseguita la maturità liceale e non ancora diciottenne assiste allo sbarco degli alleati nella natia Sicilia riportandone un'impressione profonda. Frequenta quindi l'Accademia d'Arte Drammatica (nella quale in seguito insegnerà Istituzioni di Regia) e a partire dal 1949 inizia a lavorare come regista, autore e sceneggiatore, sia per la televisione (celebri le sue riduzioni di polizieschi come "Il Tenente Sheridan" e il "Commissario Maigret"), sia per il teatro (in particolare con opere di Pirandello e Beckett).
Forte di questo straordinario bagaglio di esperienze, ha poi messo la sua penna al servizio della saggistica, campo in cui ha donato alcuni scritti e riflessioni intorno all'argomento spettacolo.
Col passare degli anni ha affiancato a queste attività principali quella più squisitamente creativa di scrittore. Il suo esordio in questo campo risale precisamente al primo dopoguerra; se dapprima l'impegno nella stesura di romanzi è blando, col tempo si fa decisamente più intenso fino a dedicarvi un'attenzione esclusiva a partire da quando, per sopraggiunti limiti d'età, abbandona il lavoro nel mondo dello spettacolo. Una serie di racconti e poesie gli varranno il premio Saint Vincent.
Il grande successo è però arrivato con l'invenzione del personaggio del Commissario Montalbano, protagonista di romanzi che non abbandonano mai le ambientazioni e le atmosfere siciliane e che non fanno alcuna concessione a motivazioni commerciali o a uno stile di più facile lettura. Infatti, dopo "Il corso delle cose" (1978), passato pressoché inosservato, pubblica nel 1980 "Un filo di fumo", primo di una serie di romanzi ambientati nell'immaginaria cittadina siciliana di Vigàta, a cavallo fra la fine dell'800 e l'inizio del '900.
In tutti questi romanzi Camilleri dà prova non solo di una straordinaria capacità inventiva, ma riesce a calare i suoi personaggi in un ambiente totalmente inventato e nello stesso tempo realistico, creando dal nulla anche un nuovo linguaggio, una nuova "lingua" (derivata dal dialetto siciliano).
Anche la televisione, che tanto Camilleri ha frequentato in gioventù prodigandovi grandi energie, ha contribuito non poco alla diffusione del fenomeno dello scrittore siciliano, grazie alla serie di telefilm dedicati al Commissario Salvo Montalbano (interpretato da un magistrale Luca Zingaretti).
Una curiosità: i romanzi di Andrea Camilleri di ambientazione siciliana sono nati da studi personali sulla storia dell'isola.

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