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venerdì 28 dicembre 2018

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Napoli 
Venerdì 28/XII/2018 

Ho ordinato questi due libri, mi arriveranno la prima settimana di gennaio 2019 

(lo so per risparmiare ho fatto la spedizione standard, ma mi serviva risparmiare ed accumulare punti sconto sulla card, signori sono ancora disoccupata devo contenermi!) 

Sono generi diversi:
Mi sono informata sugli autori, come mia abitudine, che devo perdere perché a volte la loro biografia me li rende antipatici, lo so sembra senza senso ma io devo far conciliare testa e pancia. La Biografia di questi due autori mi è piaciuta sopratutto quella di Panza, mente libera! 

Il primo Marc Levy " Una ragazza come lei" 

E' un genere leggero, sulla narrativa, per svagare la mente e confesso che è la prima volta che leggo entrambi gli autori. 
So che Marc Levy è molto noto, non solo in Francia, ma è tradotto in 49 lingue ed ha scritto molto; complimenti! 
A breve sentirò cosa mi dirà la mia pancia e la mia mente ....


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PanSa Giampaolo, invece,  con la sua 
"La repubblichina. Memorie di una ragazza fascista" 

E' una lettura più impegnativa, perché è un autore un tantino "trasgressivo" con la storia. Sono molto curiosa, veramente tanto!
Spero che mi piacerà ... 
Vi farò sapere ... 


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Per ora sarebbero molto gradite le vostre opinioni in merito alle mie scelte; potete commentare, condividere, sotto questo post e sotto tutti gli altri e potete farlo anche sulla pagina F.B. dedicata al Blog.
La vostra opinione è sempre ben accetta! 
Grazie! 

Luigia Chianese 

mercoledì 26 settembre 2018

Andrea Camilleri Un onorevole Siciliano Le interpellanze parlamentari di Leonardo Sciascia

Andrea Camilleri 


Un onorevole Siciliano
Le interpellanze parlamentari
 di Leonardo Sciascia 


Recensione - Opinione
di Luigia Chianese
Mugnano di Napoli 

Lunedì 20 febbraio 2017






#AndreaCamilleri #Montalbano #Rai





Preciso, per chi vuole conoscere un aspetto di Leonardo Sciascia, è un bel libro. 
Personalmente Sciascia l’ ho solo studiato solo a scuola e ho letto solo “Il giorno della civetta” ma all’epoca non ci avevo visto nulla di “politico”.  Ora mi sento arricchita! 

Non è genere che mi piace ma è una buona pagina di storia!
L.Ch. 



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Andrea Camilleri 

Un onorevole Siciliano 
Le interpellanze parlamentari
 di Leonardo Sciascia 

Trama: 

Andrea Camilleri racconta l'esperienza parlamentare di Leonardo Sciascia, attraverso le interrogazioni parlamentari che lo scrittore di Racalmuto presentò, dalle file del partito radicale, tra il 15 dicembre 1979 e il 31 gennaio 1983. Camilleri, che a Sciascia fu legato da consuetudine e amicizia, ne mette in luce la passione politica autentica; la lucidità, l'approccio mai ideologico ma sempre ancorato a una analisi dei fatti acuta e spietata, comunque sempre scomoda e insofferente al potere. Gli argomenti di queste interrogazioni sono, tutti, di estrema attualità, allora come oggi; i casi di cronaca affrontati sono tuttora ferite aperte: la mafia, l'uccisione del magistrato Ciaccio Montalto, il caso Pecorelli, il petrolio, l'uso delle armi da parte delle forze dell'ordine. Dalla voce di Andrea Camilleri, e dagli interventi di Sciascia emerge, insomma, un ritratto impietoso di un'Italia incapace di fare i conti con il proprio passato; e colpevolmente sorda alle parole di chi, con tutto il rigore della ragione, dimostrava di amarla.



#AndreaCamilleri #Montalbano #Rai


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Andrea Calogero Camilleri – Vita (Cenni)


Ripreso da internet : Andrea Camilleri (Porto Empedocle, 1925), regista di teatro, televisione, radio e sceneggiatore.

Ha insegnato regia presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica. Ha pubblicato numerosi saggi sullo spettacolo e il volume, I teatri stabili in Italia (1898-1918). Nato a Porto Empedocle (Agrigento), Andrea Camilleri vive da anni a Roma.  
Dal 1939 al 1943, dopo un periodo in un collegio da cui viene espulso, studia ad Agrigento al Liceo Classico Empedocle dove ottiene la maturità classica senza dover sostenere l’esame a causa dell’imminente sbarco degli alleati in Sicilia. A giugno inizia, come ricorda lo scrittore, "una sorta di mezzo periplo della Sicilia a piedi o su camion tedeschi e italiani sotto un continuo mitragliamento per cui bisognava gettarsi a terra, sporcarsi di polvere di sangue, di paura".  S’iscrive all’Università (Facoltà di lettere) ma non si laureerà mai. Si iscrive anche al Partito Comunista.Inizia a pubblicare racconti e poesie e vince il Premio St Vincent.  Dal 1948 al 1950 studia regia all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico e inizia la sua attività di sceneggiatore e regista.Perde un concorso per diventare funzionario Rai, ma dopo qualche anno inizia a lavorarvi. Nel 1958 porta in Italia il teatro dell'assurdo di Beckett con Finale di partita, prima al teatro dei Satiri di Roma e poi in televisione con Adolfo Celi e Renato Rascel.  Insegna al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.  Molte le produzioni Rai di cui si occupa, particolarmente famosi gli sceneggiati del tenente Sheridan con Ubaldo Lay e "Le inchieste del commissario Maigret" con Gino Cervi. Nel 1977 ottiene la cattedra di Istituzioni di Regia all'Accademia di Arte Drammatica. La manterrà per vent'anni. L’esordio in narrativa è del 1978 con Il corso delle cose pubblicato da un editore a pagamento ed è un insuccesso.  Nell’80 pubblica con Garzanti Un filo di fumo, il primo romanzo ambientato nell’immaginario paese di Vigàta e con questo romanzo vince il Premio Gela.  Per 12 anni non escono più suoi romanzi.  Nel 1992 pubblica per Sellerio La stagione della caccia. Nel 1994 con La forma dell’acqua dà vita al personaggio del commissario Montalbano, protagonista di una nutrita serie di romanzi. Da quel momento la sua produzione è molto ricca e il successo immenso. Alla fine del 2002, accetta la nomina a direttore artistico del Teatro Comunale Regina Margherita di Racalmuto. Nell’aprile 2003, in onore a Camilleri, il comune di Porto Empedocle assume come secondo nome «Vigàta». Il 4 settembre 2008 vince il premio de Novela Negra RBA con un inedito in lingua spagnola dal titolo La muerte de Amalia Sacerdote pubblicato in Spagna nell’ottobre 2008 ed in Italia nel 2009 con il titolo La rizzagliata.  Tra i premi che gli sono stati conferiti ricordiamo il Premio Campiello 2011 alla Carriera e il Premio Chandler 2011 alla Carriera. Tra le sue opere più recenti che non hanno come protagonista il commissario Montalbano:

Il diavolo, certamente (2012),  Dentro il labirinto (2012),  Il tuttomio (2013),  La rivoluzione della luna (2013),  Come la penso (2013), Inseguendo un'ombra(2014),  Segnali di fumo (Utet 2014), Il cielo rubato.
Dossier Renoir (Skira 2014), Andrea Camilleri incontra Manuel Vázquez Montalbán (Skira 2014), La relazione (Mondadori 2015), Il quadro delle meraviglie. Scritti per teatro, radio, musica, cinema(Sellerio 2015), Le vichinghe volanti e altre storie d'amore a Vigàta (Sellerio 2015) Topiopì(Mondadori 2016), L' altro capo del filo (Sellerio 2016), La cappella di famiglia e altre storie di Vigàta (Sellerio 2016), La mossa del cavallo (Sellerio 2017), La rete di protezione (Sellerio Editore Palermo 2017), La targa (Rizzoli 2017), Esercizi di memoria (Rizzoli 2017).


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Andrea Camilleri – Saverio Lodato Un inverno italiano Cronache con rabbia 2008-2009

Andrea Camilleri
Saverio Lodato

Un inverno italiano


Cronache con rabbia 

2008-2009



Recensione - Opinione
di Luigia Chianese

Mugnano di Napoli 

Martedì 17 gennaio 2017

Credo che solo un genio come Andrea Camilleri, poteva concepire, se pur con Saverio Ladato, un libro così sfizioso ( se sei comunista ovviamente)! 
Assaggi, ma di cronaca, un ristorante letterario, pillole di politica e sociale, ben condite e molto di parte! Adoro lo stile e il modo di proporre e/o presentare le pietanze, ma per il contenuto, no! Non è conforme, alla mia visione della storia recente. I piatti presentati, hanno troppe spezie che nascondono la verità!
Letto svogliatamente perché, queste pietanze, presentate in questo modo, per me, sono tutte indigeste! Ma lo consiglio! Perché potrebbe, per taluni essere illuminante, per altri divertente .... In fondo in un nuovo ristorante non sai mai come mangerai .... Buona Lettura.
 L.Ch. 




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Andrea Camilleri – Saverio Lodato

Un inverno italiano - Cronache con rabbia 
2008-2009

Trama: 



Chi meglio di Andrea Camilleri può raccontare la tragicommedia che stiamo vivendo? Saverio Lodato ha dato voce al più popolare scrittore italiano che commenta giorno per giorno, dal novembre 2008 al maggio 2009, fatti, misfatti, personaggi e figurine che hanno invaso le cronache di giornali e tv. Ecco in scena le bravate di "Piccolo Cesare" insieme con il terremoto e la passerella elettorale, l'infinita emergenza extracomunitaria e i provvedimenti disumani del governo, la pena e lo sciacallaggio sul dramma di Eluana, la Chiesa di Tettamanzi (ma anche quella del papa), l'incivile polemica sul biotestamento, la ridicola censura a Vauro, il lodo Alfano che grazia Berlusconi... Un Camilleri controcorrente, tra storia e cronaca, tradizione e racconto.



#AndreaCamilleri #Montalbano #Rai


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Andrea Calogero Camilleri – Vita (Cenni)


Ripreso da internet : Andrea Camilleri (Porto Empedocle, 1925), regista di teatro, televisione, radio e sceneggiatore.
Ha insegnato regia presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica. Ha pubblicato numerosi saggi sullo spettacolo e il volume, I teatri stabili in Italia (1898-1918). Nato a Porto Empedocle (Agrigento), Andrea Camilleri vive da anni a Roma.  
Dal 1939 al 1943, dopo un periodo in un collegio da cui viene espulso, studia ad Agrigento al Liceo Classico Empedocle dove ottiene la maturità classica senza dover sostenere l’esame a causa dell’imminente sbarco degli alleati in Sicilia. A giugno inizia, come ricorda lo scrittore, "una sorta di mezzo periplo della Sicilia a piedi o su camion tedeschi e italiani sotto un continuo mitragliamento per cui bisognava gettarsi a terra, sporcarsi di polvere di sangue, di paura".  S’iscrive all’Università (Facoltà di lettere) ma non si laureerà mai. Si iscrive anche al Partito Comunista.Inizia a pubblicare racconti e poesie e vince il Premio St Vincent.  Dal 1948 al 1950 studia regia all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico e inizia la sua attività di sceneggiatore e regista.Perde un concorso per diventare funzionario Rai, ma dopo qualche anno inizia a lavorarvi. Nel 1958 porta in Italia il teatro dell'assurdo di Beckett con Finale di partita, prima al teatro dei Satiri di Roma e poi in televisione con Adolfo Celi e Renato Rascel.  Insegna al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.  Molte le produzioni Rai di cui si occupa, particolarmente famosi gli sceneggiati del tenente Sheridan con Ubaldo Lay e "Le inchieste del commissario Maigret" con Gino Cervi. Nel 1977 ottiene la cattedra di Istituzioni di Regia all'Accademia di Arte Drammatica. La manterrà per vent'anni. L’esordio in narrativa è del 1978 con Il corso delle cose pubblicato da un editore a pagamento ed è un insuccesso.  Nell’80 pubblica con Garzanti Un filo di fumo, il primo romanzo ambientato nell’immaginario paese di Vigàta e con questo romanzo vince il Premio Gela.  Per 12 anni non escono più suoi romanzi.  Nel 1992 pubblica per Sellerio La stagione della caccia. Nel 1994 con La forma dell’acqua dà vita al personaggio del commissario Montalbano, protagonista di una nutrita serie di romanzi. Da quel momento la sua produzione è molto ricca e il successo immenso. Alla fine del 2002, accetta la nomina a direttore artistico del Teatro Comunale Regina Margherita di Racalmuto. Nell’aprile 2003, in onore a Camilleri, il comune di Porto Empedocle assume come secondo nome «Vigàta». Il 4 settembre 2008 vince il premio de Novela Negra RBA con un inedito in lingua spagnola dal titolo La muerte de Amalia Sacerdote pubblicato in Spagna nell’ottobre 2008 ed in Italia nel 2009 con il titolo La rizzagliata Tra i premi che gli sono stati conferiti ricordiamo il Premio Campiello 2011 alla Carriera e il Premio Chandler 2011 alla Carriera. Tra le sue opere più recenti che non hanno come protagonista il commissario Montalbano:

Il diavolo, certamente (2012),  Dentro il labirinto (2012),  Il tuttomio (2013),  La rivoluzione della luna (2013),  Come la penso (2013), Inseguendo un'ombra(2014),  Segnali di fumo (Utet 2014), Il cielo rubato.
Dossier Renoir (Skira 2014), Andrea Camilleri incontra Manuel Vázquez Montalbán (Skira 2014), La relazione (Mondadori 2015), Il quadro delle meraviglie. Scritti per teatro, radio, musica, cinema(Sellerio 2015), Le vichinghe volanti e altre storie d'amore a Vigàta (Sellerio 2015) Topiopì(Mondadori 2016), L' altro capo del filo (Sellerio 2016), La cappella di famiglia e altre storie di Vigàta (Sellerio 2016), La mossa del cavallo (Sellerio 2017), La rete di protezione (Sellerio Editore Palermo 2017), La targa (Rizzoli 2017), Esercizi di memoria (Rizzoli 2017).



Saverio Lodato cenni sulla vita

Saverio Lodato è nato a Reggio Emilia da madre milanese e padre di Canicattì. I suoi genitori, che lavoravano nell’amministrazione dello Stato, subirono numerosi trasferimenti a causa della loro vicinanza politica al Pci. Saverio, dopo Reggio Emilia, Modena, Pisa e Livorno, arriva a Palermo a otto anni.La sua attività giornalistica inizia nel 1979 a «L’Ora». Nel 1980 passa a «l’Unità», quotidiano per il quale scrive ancora oggi. Nel 1988, per avere pubblicato i diari dell’ex sindaco di Palermo Giuseppe Insalaco e le confessioni del pentito Antonino Calderone, fu arrestato insieme ad Attilio Bolzoni. Ha scritto numerosi libri. Per Rizzoli: La linea della palma, in cui Andrea Camilleri racconta la sua vita (2002); Intoccabili, con Marco Travaglio (2005); Trent’anni di mafia (2008), ininterrottamente aggiornato dal 1990. Per Garzanti: Potenti. Sicilia anni novanta (1992); Vademecum per l’aspirante detenuto (1993); C’era una volta la lotta alla mafia, con Attilio Bolzoni (1998). Per Mondadori: Ho ucciso Giovanni Falcone, in cui Giovanni Brusca racconta la sua vita (1999); La mafia ha vinto, il libro testamento di Tommaso Buscetta (1999). Il suo hobby è la fotografia. Da anni arricchisce il suo archivio con le foto dei suoi viaggi in giro per il mondo coltivando l’idea di farne un libro (magari con pochissime parole).


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Andrea Camilleri Andrea Camilleri incontra Manuel Vazquez Montalban


Andrea Camilleri

Andrea Camilleri 
incontra 

Manuel Vazquez Montalban




Recensione - Opinione 
di Luigia Chianese 
Mugnano di Napoli ( Na)
Venerdì 22 gennaio 2016 
Ore 19.00 circa

Non l’ ho saputo apprezzare perché non conosco le opere di M.V.M. ; forse un giorno le leggerò e dovrò rileggere questi dialoghi. Per ora sono consigliati solo a chi conosce le opere di entrambi gli autori ed io, per ora, conosco solo il grande Maestro Andrea Camilleri .
L.Ch.

P.s. Ordinato su Amazon il martedì 19 gennaio 2016 costo 5,95 euro edizione Skira
Arrivato, letto e recensito il giorno venerdì 22 gennaio 2016

#AndreaCamilleri #Montalbano #Rai #ManuelVazquezMontalban

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Andrea Camilleri 
incontra 
Manuel Vazquez Montalban

Descrizione: 

Andrea Camilleri ha voluto ricordare l'amico scomparso con la trascrizione del loro incontro, avvenuto nel 1998 a Mantova nell'ambito del Festivaletteratura. Un dialogo in cui affrontano i temi più disparati: la letteratura, i gialli che li hanno segnati, i libri letti e a volte (ma solo nella finzione) bruciati, i loro personaggi Pepe Carvalho e Salvo Montalbano, ma anche i rapporti dei loro protagonisti con le donne, il calcio, la cucina, il vino... A testimoniare un'amicizia e un'affinità nate sui libri e divenute realtà.








#AndreaCamilleri #Montalbano #Rai #ManuelVazquezMontalban

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Andrea Camilleri - Cenni sulla Vita

Andrea Camilleri (Porto Empedocle, 1925), regista di teatro, televisione, radio e sceneggiatore. Ha insegnato regia presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica. Ha pubblicato numerosi saggi sullo spettacolo e il volume, I teatri stabili in Italia (1898-1918). Il suo primo romanzo, Il corso delle cose, del 1978, è stato trasmesso in tre puntate dalla TV col titolo La mano sugli occhi. Con questa casa editrice ha pubblicato: La strage dimenticata(1984), La stagione della caccia (1992), La bolla di componenda (1993), Il birraio di Preston (1995), Un filo di fumo (1997), Il gioco della mosca (1997), La concessione del telefono (1998), Il corso delle cose (1998), Il re di Girgenti (2001), La presa di Macallè (2003), Privo di titolo (2005),  Le pecore e il pastore(2007), Maruzza Musumeci (2007), Il casellante (2008), Il sonaglio (2009), La rizzagliata (2009), Il nipote del Negus (2010, anche in versione audiolibro), Gran Circo Taddei e altre storie di Vigàta (2011), La setta degli angeli (2011), La Regina di Pomerania e altre storie di Vigàta (2012), La rivoluzione della luna (2013), La banda Sacco (2013), Inseguendo un'ombra (2014), Il quadro delle meraviglie. Scritti per teatro, radio, musica, cinema (2015), Le vichinghe volanti e altre storie d'amore a Vigàta (2015), La cappella di famiglia e altre storie di Vigàta (2016), La mossa del cavallo (2017), La scomparsa di Patò (2018); e inoltre i romanzi con protagonista il commissario Salvo Montalbano: La forma dell'acqua (1994), Il cane di terracotta (1996), Il ladro di merendine (1996), La voce del violino (1997), La gita a Tindari (2000), L'odore della notte (2001), Il giro di boa (2003), La pazienza del ragno (2004), La luna di carta (2005), La vampa d'agosto (2006), Le ali della sfinge (2006), La pista di sabbia (2007), Il campo del vasaio (2008), L'età del dubbio (2008), La danza del gabbiano (2009), La caccia al tesoro (2010), Il sorriso di Angelica (2010), Il gioco degli specchi (2011), Una lama di luce (2012), Una voce di notte (2012), Un covo di vipere (2013), La piramide di fango (2014), Morte in mare aperto e altre indagini del giovane Montalbano (2014), La giostra degli scambi (2015), L'altro capo del filo (2016), La rete di protezione (2017), Un mese con Montalbano (2017), Il metodo Catalanotti (2018), Gli arancini di Montalbano (2018). Premio Campiello 2011 alla Carriera, Premio Chandler 2011 alla Carriera, Premio Fregene Letteratura - Opera Complessiva 2013, Premio Pepe Carvalho 2014, Premio Gogol’ 2015.


#AndreaCamilleri #Montalbano #Rai #ManuelVazquezMontalban

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Manuel Vázquez Montalbán è nato a Barcellona, il 14 luglio 1939, poco dopo la fine della guerra civile spagnola, ed è morto all’aeroporto di Bangkok il 18 ottobre 2003, a causa di un infarto, mentre stava tornando dall’Australia per completare la revisione dell’ultimo romanzo avente come interprete il suo personaggio più famoso, il detective privato Pepe CarvalhoImpossibile confinare Manuel Vázquez Montalbán in una singola definizione, un elenco parziale di quanto ha realizzato in vita potrebbe comprendere i titoli di saggista, poeta, scrittore, giornalista, commentatore politico e gastronomo, ma rimaniamo ancora distanti da una persona che è molto più che la singola somma di queste parti. Figlio unico di una sarta (sindacalista e anarchica), Manuel Vázquez Montalbán non conoscerà di persona suo padre fino all’età di cinque anni: il genitore era militante comunista nel PSUC e alla fine della guerra civile gli venne comminata una pena di cinque anni da scontare in carcere. Lo scrittore cresce quindi in un ambiente fortemente politicizzato, elemento che riverbererà a lungo nei suoi scritti e che lo caratterizza insieme all’amore per la sua città e alla passione per la gastronomia. Manuel Vázquez Montalbán non perderà molto tempo prima di seguire le orme dei genitori, visto che già nel 1961 si iscriverà allo stesso partito del padre, finendo con l’occuparne una carica nel Comitato Centrale. Nel 1962 viene incarcerato per quattro anni per attività antifranchista in quanto aveva partecipato a uno sciopero dei minatori in Galizia. Viene liberato grazie a una amnistia dopo diciotto mesi e nel frattempo scrive un manuale di giornalismo che è ancora adesso in uso. Laureato in Filosofia e Lettere all’Università Autonoma di Barcellona, studia presso locale Scuola di giornalismo e durante questo periodo conosce la sua futura moglie, la storica Anna Sallés Bonastre, dalla quale nel 1966 avrà un figlio, Daniel Vázquez Sallés, anche lui giornalista e scrittore. Alcuni dei suoi primi passi nel mondo del giornalismo avvengono paradossalmente sulle pagine di un quotidiano franchista, Solidaridad Nacional, ma il futuro papà letterario di Pepe Carvalho non sarà mai un collaboratore del regime, anzi usa trucchi e ogni possibile escamotage per criticare in modo tanto velato la dittatura, proprio sulle pagine di un giornale schierato con Franco, attraverso, per esempio, l’attenta scrittura dei coccodrilli di autori noti come Ernest Hemingway. Di seguito collaborerà con alcune delle più note testate spagnole, fra le quali spiccano El País e Interviú, per le quali lavorerà fino alla fine. I suoi primi passi in ambito letterario sono costituiti da due raccolte di poesia, Una educación sentimental (1967) e Movimientos sin éxito (1969): sempre a fine anni Sessanta appare il suo primo romanzo, Recordando a Dardé, ma bisognerà attendere il 1972 per vedere nascere il detective privato Pepe Carvalho, che fa la sua comparsa nelle pagine di un romanzo sperimentale, Ho ammazzato J. F. Kennedy. Da allora il simpatico investigatore, definito più volte la versione mediterranea di Marlowe o Maigret, sarà protagonista di più di una ventina di titoli, fra romanzi e raccolte di racconti, che faranno conoscere l’autore in tutto il mondo. Pepe Carvalho è per molti aspetti l’alter ego letterario del suo autore, con il quale condivide persino l’anno della nascita oltre a molti fra i suoi interessi e passioni, in primis quelli per Barcellona e per la gastronomia e, nella bibliografia delle opere dedicate a questo personaggio, giocano un ruolo insolitamente importante anche i racconti, oltre ai romanzi. Al di fuori di questo ciclo, Manuel Vázquez Montalbán ha continuato a scrivere romanzi di narrativa e opere di saggistica, poesia, storia e cucina. Fra i premi che gli sono stati riconosciuti ricordiamo almeno: Premio Planeta per I mari del sud (1979), Premio Europeo di Letteratura per Galindez (1992), Premio Internazionale di Letteratura Ennio Flaiano per Io, Franco (1995) e il Premio Grinzane Cavour (200).

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