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mercoledì 14 novembre 2018

Dai Sijie - Balzac e la Piccola Sarta Cinese

DAI SIJIE 

Balzac e la Piccola Sarta Cinese

Recensione – Opinione
di Luigia Chianese
Napoli 2001/2002
Ripresa per il blog il
Giovedì 08 novembre 2018

La semplicità, la leggerezza e la scorrevolezza con cui sono trattati tutti gli argomenti sono evidenti già dai primi capitoli, forse troppo; un maggiore approfondimento sui personaggi avrebbe reso il romanzo ancora più interessante. Non mancano i momenti più divertenti ma il trasporto di merda, la miniera e i pidocchi non hanno niente di educativo sono solo punizioni e degrado. Ho avuto, inoltre, la netta impressione che, anche se è un romanzo d’ accusa agli orrori dei campi di rieducazione voluti dal Presidente Mao, l’ autore sia stato un tantino “timido” (forse impaurito?) nel raccontare le schifezze perpetrate in quei campi: ricatti, vendetta, incompetenza e più di ogni cosa profonda ignoranza. E’ messo, inoltre, sul filo dell’ incertezza se sia amore vero per la bella Sarta o, la ragazza, sia solo uno strumento di rivalsa verso  la coatta “rieducazione” maoista!  Restano, però, sempre, dei punti fermi: la cultura, la cinematografia, la musica e il progresso non si possono impedire, rallentare si, ma fermare no! Il finale è deludente per i romantici ma assolutamente meraviglioso per l’ essenza del libro:  la libertà di scelta e di interpretazione!  
“...<<Vuole andare in una grande città. Mi ha parlato di Balzac>>. <<E allora?>>. <<Mi ha detto che Balzac le ha fatto capire una cosa: che la bellezza di una donna è un tesoro inestimabile>>...”. 
L.Ch.

P.S.: nota personalissima, questo romanzo è una botta al fegato a tutti i comunisti e sinistroidi incalliti; giusto per ricordare quanto sono stati criminali pure loro; vediamo di non dimenticare! Inutile tacere! L.Ch.

DAI SIJIE – Balzac e la Piccola Sarta Cinese

TRAMA

(Ripresa in parte dalla copertina del mio volume e in parte da wikipedia) Balzac e la piccola sarta cinese è il primo romanzo scritto da Dai Sijie, pubblicato nel 2000 in Francia e nel 2001 nel Regno Unito.
La storia, ambientata nel 1971, si svolge nella montagna di Phenix, nella provincia di Sichuan durante la Rivoluzione culturale cinese. I protagonisti sono due ragazzi di diciassette anni circa, con il Narratore che è più piccolo di un anno rispetto a Luo, si conoscono dall'infanzia e si rispettano molto, tanto da non aver mai litigato.
Il narratore è un ragazzo di diciassette anni piuttosto riservato. Suo padre è pneumologo e sua madre specialista in malattie parassitarie, entrambi considerati "nemici del popolo".  Suona il violino, che per lui ricopre un ruolo di enorme importanza, perché gli permette di evadere dalle preoccupazioni. Sarà proprio il violino ad aiutare i ragazzi a vincere la diffidenza del Capo villaggio dinnanzi ad un oggetto ignoto e borghese – il violino -,  il giovane Luo, migliore amico del narratore,  annuncerà agli astanti che ascolteranno una sonata dal titolo <<Mozart pensa al Presidente Mao>>.
Luo è molto meno timido, proviene anche lui dall'ambiente medico: suo padre è dentista ed è conosciuto per aver osato criticare Mao Tse Tung dopo avergli curato i denti: per questo viene considerato "nemico del popolo" insieme a tutta la sua famiglia.
Come tutti i giovani istruiti dell'epoca, i due ragazzi vengono mandati in rieducazione tra  le montagne, per sperimentare la vita rude dei contadini. Nel villaggio li trattano come "marmocchi di ricchi”. La storia parla a ciascuno di noi: perché racconta di come la lettura riesca a sottrarre due ragazzi, colpevoli soltanto di essere figli di <<sporchi borghesi>>, a svariate torture. La vita nella montagna è molto difficile per loro:  si trovano a svolgere incarichi faticosi, come lavorare nelle miniere o nelle risaie sotto il sole cocente. Vivono in una piccola stanza sopra un porcile. Durante il periodo di rieducazione, conoscono un ragazzo in rieducazione come loro, Quattrocchi (chiamato così per via degli spessi occhiali che doveva portare),  con il quale si instaura un rapporto sempre più forte, anche se fatto per convenienza  dato il grande numero di libri proibiti che il ragazzo aveva nascosto in una valigia e portato con sé nel villaggio.
Dopo aver premuto sul ragazzo per farsi prestare un libro, Luo e il narratore riescono a farsi prestare un libro: Ursule Mirouët. Luo è il primo a leggere il libro, che lo dà al protagonista e si reca dalla piccola sarta cinese per raccontarglielo. Così pur vivendo in mezzo agli <<orrori della rieducazione>>, i due ragazzi e la Piccola Sarta scopriranno, in virtù di qualche goccia magica di Balzac (e di Dumas, e di Flaubert e Kipling) che esiste un mondo fatto di pura avventurosa bellezza. Luo fa un giuramento: "Con questi libri trasformerò la Piccola Sarta: lei non sarà più una semplice montanara." Poco a poco la lettura delle opere di Balzac trasforma la ragazza, che diventa espansiva e desiderosa di scoprire il mondo: i libri l'hanno totalmente cambiata, non è più un'innocente contadina; dichiara: "Balzac mi ha fatto capire una cosa: che la bellezza di una donna è un tesoro inestimabile". Tra i  Personaggi secondari ci sono Il Sarto, nonostante abiti in un villaggio, ha insegnato a leggere alla figlia; il Capo  del villaggio, che soffre di mal di denti e viene curato da Luo in cambio della libertà del narratore; il Mugnaio un grande conoscitore di canzoni locali, anche licenziose. Tra le curiosità abbiamo Il narratore che  parla del suo nome dicendo che è composto dagli ideogrammi di cavallospada e campana.

Titolo originale: Balzac et la Petite Tailleuse Chinoise


1° edizione nel 2000 Editions Gallimard Paris; 2001 Adelphi Edizioni S.P.A., Milano
Edizioni Mondolibri S.p.A., Milano su licenza Adelphi Edizioni S.P.A., Milano
La mia copia è del settembre 2001 Mondadori
Romanzo – Drammatico
Il libro è stato tradotto in 26 lingue, compreso il cinese.



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DAI SIJIE – Vita

(Tratta da wikipedia e dalla  copertina del mio libro) : Dai Sijie è  nato a Chengdu2 marzo 1954 ed è uno scrittore e regista cinese. Figlio di un medico, Dai Sijie nasce in Cina  e da giovanissimo viene spedito nella provincia del Sichuan in un campo di rieducazione fino al 1974Alla morte di Mao, entra all'Università dove studia storia dell'arte e dove riesce ad ottenere una borsa di studio in Francia. Da allora vive e lavora a Parigi



Tra le sue opere più famose abbiamo:
Dai Sijie, Muo e la vergine cinese, Milano, Adelphi, 2004, 
Dai Sijie, Una notte in cui la luna non è sorta, Milano, Adelphi, 2008, ISBN 978-88-459-2303-6. (FR)
Dai Sijie, Le Complexe de Di, Parigi, Gallimard, 2005, 
ISBN 2-07-030921-5. (Premio Femina






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