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lunedì 5 novembre 2018

Joè Bousquet - Il quaderno nero


Joè Bousquet -  Il quaderno nero

Recensione - Opinione di
 Luigia Chianese
Napoli
Il:  tanto tempo fa,  ma
ripresa il 16 ottobre 2018

Non è semplice letteratura erotica, è qualcosa sia  di fisico che cerebrale,  è pura passione-ossessione, ripetuta  fino all’ estremo, creando anche situazioni banali ed incestuose, per amore del culo! Si del culo che la fa da padrone in ogni senso. In qualunque momento della vita,  qualunque sia la motivazione, l’ angoscia, la situazione, il soggetto,  il cliché  è sempre il medesimo:  l’ uomo che imprime la  sua forza (diciamo pure violenza in questo frangente) e il suo desiderio e la donna che subisce la sua violenza nel corpo e nell’ anima, ma accettandolo come qualcosa di normale e di inevitabile, di bello di desiderato,  fino a divenire piacere e il culo è l’ epicentro cosmico del tutto. Pag. 73 : << Nella ostentazione di quella splendente nudità, il mio sguardo entrava nell’ oblio dei suoi tratti, mi sentii sprofondare attraverso una chiarezza  in cui vedevo tutta la sua bellezza brillare come attraverso un sogno inseguito dalla mia profondità. Perché il suo sedere scopriva in mezzo al nostro abbraccio una specie di coppa di luce in cui il mio sguardo entrava per seppellirmi. >> Parlare di sesso, di  carne, di perversioni con un eleganza da poesia è quasi vitale, sublime, immenso e l’ autore ci riesce in un modo magistrale.  Le parole sono nere: nere di violenza, nere di mistero, nere come un’elegante e sensuale sottoveste! La volgarità non esiste è solo poesia!
L.Ch.

Joè Bousquet -  Il quaderno nero – Trama

Trama dalla quarta  di copertina :  Nel Quaderno nero Bousquet riprende tutti i temi presenti nella sua poesia, rileggendoli alla luce di un'ossessione, di una mania che lo spinge all'estremo di se, a quella linea di confine dove l'uomo si fonde con la vita profonda dell'eros. La sodomia, l'amore infinito e smisurato per le natiche, le fessure, i volumi e la luminosità del sedere di una donna sono i protagonisti di questo testo stratiforme, nel quale i livelli di lettura si sovrappongono dando luogo a un mirabile intreccio. Qui, come nella tradizione che va da Sade a Bataille, la più grande perversione e il più alto misticismo si confondono, mettendo in dubbio le nostre certezze e i luoghi comuni. «Credo» scriveva Bousquet in una lettera a Simone Weil «che esista un oggetto da offrire al pensiero affinché l'anima abbia in questo mondo un centro di gravità in rapporto al quale i fatti e gli esseri ridivengano immagini della vita profonda». Il quaderno nero ci dice forse questo oggetto, in cui l'anima ritrova se stessa perdendosi nel mondo. Vi leggiamo questa dichiarazione preliminare: «Ho voluto raccontare in questo quaderno segreto come l'amore di una donna mi abbia aperto le porte di un Paradiso in cui sembrava impossibile a un uomo entrare vivo».

Joè Bousquet -  Il quaderno nero – Vita

(Ripreso da Internet e dalla copertina del libro): Joë Bousquet, Francese, è nato a Narbona il 19 marzo 1897  ed è morto a Carcassonne28 settembre 1950 . Durante la Prima Guerra mondiale, il 27 maggio 1918, all'età di 21 anni, fu gravemente ferito nella battaglia di Vailly alla colonna vertebrale. Paralizzato all'altezza del petto, perse l'utilizzo della parte inferiore del corpo. Visse il resto dei suoi giorni a Carcassonne (53, rue de Verdun), in una camera le cui imposte rimasero sempre chiuse.
Con gli amici François-Paul AlibertFerdinand AlquiéClaude-Louis Estève e René Nelli fondò nel 1928 la rivista Chantiers.
Fu in contatto epistolare con numerosi scrittori e artisti, tra cui Paul ÉluardMax ErnstJean Paulhan e Simone Weil.
Joe Bousquet, tutt’ oggi è riconosciuto come uno dei più grandi poeti moderni di lingua francese. Poeta mistico, vicino alla tradizione trobadorica; poeta sofferente, per gran parte della sua vita relegato in un letto, ma anche poeta della ricerca della felicità e del sogno

n.b.: il mio libro è un’  edizione Mondadori stampato nel settembre 2001, non ricordo quanto costa e non vi è scritto! A cura di Adriano Marchetti:  infatti sul retro, del volume, ci sono 10 pagine di note, presentazioni e spiegazioni, che ho volutamente ignorato dopo aver letto il libro., non volevo perdere la magia!



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