venerdì 9 novembre 2018

Françoise Rey - La donna di carta


Françoise Rey 
La Donna di Carta
Recensione - Opinione
di Luigia Chianese
Napoli
Letto intorno al 2000 non ricordo l’anno
Riletto per il blog il Martedì 06/11/2018

È un opera del 1996, ma io sono arrivata a questo libro molto più in là. Per i più puritani e debolucci in emozioni sessuali, questo romanzo, è pura pornografia, e volendo essere onesti ci sta. Questo è un testo di sogni che sfoglia l’album di ricordi e follie; avido di sensazioni, di adrenalina e di orgasmi. (dal capitolo 2): <<Ma lo voglio ancora più grosso, più teso, più imperioso. Chiamo mentalmente in soccorso le geishe del lubrico Giappone, le massaggiatrici del leggendario oriente, invoco le minuscole puttane cinesi dalle dita delicate, le ragazze di Amburgo, Amsterdam, Berlino, le pompinare, le più dissolute succhiacazzi capaci di sconcezze demoniache, le pippaiole di Saigon che si lasciano inculare, tutte le viziose, le battone, le professioniste del maschio, ne invoco l’arte, la scienza, la sapienza...>>. In questo romanzo si scardinano le barriere e i tabù in un continuo amarsi e dis-amarsi attraverso il sesso!
E’ un misto di sogni e realtà raccontati in lettere dalla “Donna di Carta”  tra ciò che si fa, si può chiedere e si sceglie di fare. L’apice del romanzo, è (capitolo VIII) nel sesso della Donna di Carta ... << Ti fotto a colpi di matita, donna di carta! ...>>. Il medesimo ritmo della vita che non si arrende alla monotonia sociale è continuo, incessante a tratti un amore bestiale. <<Lo vedi, donna di carta, come bisogna fare per scoparti?>>. Penso che l’ opera non sia solo erotismo o meglio erotismo misto a violenza, ma abbia in sé anche un tocco di vecchio romanticismo sofferente con un certo fascino psicologico; magari per alcuni sono solo devianze o turbe mentali, per me è libertà. (Dall’ultima pagina): <<Te lo dedico in memoria delle nostre avventure e dei nostri errori, in pegno di un amore che non si arrese mai alle insidie del quotidiano, e che, diventando troppo sincero, preferì il sacrificio alla banalità...>>.
 L.Ch.
Françoise Rey – La Donna di Carta 

TRAMA

Più che la trama è un avvertenza al lettore che l’ autrice da in prima pagina, in pratica fa lei il riassunto: (Riportato anche nella copertina del libro) Lettore, è piuttosto comune aprire un libro e incontrare, nelle prime pagine, un uomo e una donna che ancora non si conoscono, che scopriamo separatamente, poi man mano li vediamo mentre s’incontrano, si piacciono, si amano. Ed è persino banale, credo, dopo alcuni capitoli preliminari, giungere a episodi più intimi e piccanti. Le storie si concludono spesso in questo modo, o almeno in una certa fase del loro sviluppo, possono attraversare la congiunzione carnale dei loro eroi, e alcuni scrittori eccellono nel preparare con sapienza apoteosi di tal genere.
Questo libro, almeno nella sua architettura, sfugge dalle regole classiche di quel modo di narrare. La donna che scrive sogna, o ricorda, quel che forse le ha chiesto il suo amante, e gli incontri che forse hanno avuto. Ma il suo itinerario spirituale segue un percorso inverso all’ordinario, che a poco a poco la conduce a una scoperta sorprendente, ossia che i dettagli nascondono l’insieme, se è vero, come è vero, che il sesso porta a tutto, anche all’amore. Non sorprenda, dunque, di trovare al termine di questo itinerario capovolto la dedica che, in un’altra opera, avrebbe dovuto figurare all’ inizio del volume ....

P.S.: La mia è una vecchia edizione della Mondadori del 1999 non so se è ancora in commercio (Amazon non l’ha) su internet non l’ho trovata, però ho trovato l’ edizione della Casa Editrice ES, sezione letteratura erotica, 200 pagine, del 01/01/1999, costo di circa 15,50 € e anche questa, come la mia, è una traduzione italiana di Enrico Badellino.

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Françoise Rey – Vita


(Note sulla vita riprese da internet): Françoise Rey , è nata il 25 ottobre 1951 Bourg-Saint-Maurice, Francia, autrice di romanzi erotici .  Dopo un'infanzia e un'adolescenza a Grenoble, ha studiato letteratura, poi ha insegnato per due anni in Vandea prima di stabilirsi, nel 1976,  nella regione del Beaujolais Sposata, madre di tre figli, era un'insegnante in un college di campagna.  Fu a seguito di difficoltà personali che nel 1987 ,  scrisse La Femme de papier, (La donna di carta)  il primo romanzo con erotismo violento e spesso descritto come "sulfureo". A quanto sembra si attiene sempre a questo genere letterario; infatti è considerata la"grande donna dell'erotismo" ! Non è solo scrittrice, anzi non è il suo unico lavoro, in primis, per lei vi è  l'insegnamento del francese.









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1 commento:

  1. Fare la recensione ad un romanzo erotico non è semplice, perché si corrono due rischi: o di essere puritani o troppo spregiudicati. Luigia ha la capacità di essere equilibrata nel recensire "La donna di carta" di Françoise Rey, perché non scade nella volgarità ma non si nasconde dietro ad un puritanesimo che cerca sempre di "lavare" anche i termini forti dell'erotismo, retaggio di una educazione culturale che ha sempre cercato di nascondere l'erotismo e ha visto nel sesso "il peccato" per eccellenza (e detto da un cattolico praticante non è poco). Per questo ritengo che veramente questa recensione sia vera e non falsa, sia fatta, come dicevano i greci, con "parresia", cioè con franchezza senza timori. Brava.

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