mercoledì 26 settembre 2018

Saverio Lodato fa raccontare Andrea Camilleri

Saverio Lodato  
fa raccontare 
Andrea Camilleri


La linea della palma


Recensione - Opinione
di Luigia Chianese
Mugnano di Napoli 

Lunedì 06 marzo 2017



Non amo i libri così lunghi e questo è di 414 pagine circa. 
Il libro, però, mi è piaciuto perché da molto spazio ad Andrea Camilleri. L’intervistatore/autore è chiaro e discreto, lascia “ sfogare” il Maestro.

Ovviamente ne risulta ciò che mi aspettavo, un Camilleri testardo, intelligente, colto molto colto. Alcune sue posizioni, soprattutto politiche, a me non piacciono, ma la storia della sua vita mi piace e l’ invidio. E’ stato molto fortunato perché ha interagito, conosciuto, lavorato, studiato, con personaggi storici di levatura straordinaria.

p.s. iniziato lunedì 27 febbraio 2017

finito giovedì 06 marzo 2017

N.b. Buon giorno,
Che una delle mie passioni sia lettura è cosa nota, per chi mi conosce, anche si i libri costano,  io amo quelli di carta, no gli e-book. Con questi 7 testi, di soli romanzi di A.C. sto a quota 109



Come dice Camilleri i libri dovrebbero essere di circa 250/270 pagine perché poi pesano.




#AndreaCamilleri #Montalbano #Rai


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Saverio Lodato  fa raccontare Andrea Camilleri

La linea della palma

Trama: 

Una lunga conversazione in cui Camilleri, sollecitato dal giornalista Lodato, mette a nudo la sua esperienza di scrittore e di uomo di spettacolo, ma anche di uomo impegnato politicamente. Un'intervista-confessione con pagine dense di ricordi sull'infanzia siciliana, sull'universo familiare, sugli anni del fascismo e della guerra, sulla mafia vecchia e nuova; pagine di grande intensità, a volte pungenti sino all'invettiva, in cui si intrecciano riflessione politica, conoscenza della storia e alta tensione morale.




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Andrea Calogero Camilleri – Vita (Cenni)


Ripreso da internet : Andrea Camilleri (Porto Empedocle, 1925), regista di teatro, televisione, radio e sceneggiatore.
Ha insegnato regia presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica. Ha pubblicato numerosi saggi sullo spettacolo e il volume, I teatri stabili in Italia (1898-1918). Nato a Porto Empedocle (Agrigento), Andrea Camilleri vive da anni a Roma.  
Dal 1939 al 1943, dopo un periodo in un collegio da cui viene espulso, studia ad Agrigento al Liceo Classico Empedocle dove ottiene la maturità classica senza dover sostenere l’esame a causa dell’imminente sbarco degli alleati in Sicilia. A giugno inizia, come ricorda lo scrittore, "una sorta di mezzo periplo della Sicilia a piedi o su camion tedeschi e italiani sotto un continuo mitragliamento per cui bisognava gettarsi a terra, sporcarsi di polvere di sangue, di paura".  S’iscrive all’Università (Facoltà di lettere) ma non si laureerà mai. Si iscrive anche al Partito Comunista.Inizia a pubblicare racconti e poesie e vince il Premio St Vincent.  Dal 1948 al 1950 studia regia all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico e inizia la sua attività di sceneggiatore e regista.Perde un concorso per diventare funzionario Rai, ma dopo qualche anno inizia a lavorarvi. Nel 1958 porta in Italia il teatro dell'assurdo di Beckett con Finale di partita, prima al teatro dei Satiri di Roma e poi in televisione con Adolfo Celi e Renato Rascel.  Insegna al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.  Molte le produzioni Rai di cui si occupa, particolarmente famosi gli sceneggiati del tenente Sheridan con Ubaldo Lay e "Le inchieste del commissario Maigret" con Gino Cervi. Nel 1977 ottiene la cattedra di Istituzioni di Regia all'Accademia di Arte Drammatica. La manterrà per vent'anni. L’esordio in narrativa è del 1978 con Il corso delle cose pubblicato da un editore a pagamento ed è un insuccesso.  Nell’80 pubblica con Garzanti Un filo di fumo, il primo romanzo ambientato nell’immaginario paese di Vigàta e con questo romanzo vince il Premio Gela.  Per 12 anni non escono più suoi romanzi.  Nel 1992 pubblica per Sellerio La stagione della caccia. Nel 1994 con La forma dell’acqua dà vita al personaggio del commissario Montalbano, protagonista di una nutrita serie di romanzi. Da quel momento la sua produzione è molto ricca e il successo immenso. Alla fine del 2002, accetta la nomina a direttore artistico del Teatro Comunale Regina Margherita di Racalmuto. Nell’aprile 2003, in onore a Camilleri, il comune di Porto Empedocle assume come secondo nome «Vigàta». Il 4 settembre 2008 vince il premio de Novela Negra RBA con un inedito in lingua spagnola dal titolo La muerte de Amalia Sacerdote pubblicato in Spagna nell’ottobre 2008 ed in Italia nel 2009 con il titolo La rizzagliata.  Tra i premi che gli sono stati conferiti ricordiamo il Premio Campiello 2011 alla Carriera e il Premio Chandler 2011 alla Carriera. Tra le sue opere più recenti che non hanno come protagonista il commissario Montalbano: Il diavolo, certamente (2012),  Dentro il labirinto (2012),  Il tuttomio (2013),  La rivoluzione della luna (2013),  Come la penso (2013), Inseguendo un'ombra(2014),  Segnali di fumo (Utet 2014), Il cielo rubato.
Dossier Renoir (Skira 2014), Andrea Camilleri incontra Manuel Vázquez Montalbán (Skira 2014), La relazione (Mondadori 2015), Il quadro delle meraviglie. Scritti per teatro, radio, musica, cinema(Sellerio 2015), Le vichinghe volanti e altre storie d'amore a Vigàta (Sellerio 2015) Topiopì(Mondadori 2016), L' altro capo del filo (Sellerio 2016), La cappella di famiglia e altre storie di Vigàta (Sellerio 2016), La mossa del cavallo (Sellerio 2017), La rete di protezione (Sellerio Editore Palermo 2017), La targa (Rizzoli 2017), Esercizi di memoria (Rizzoli 2017).




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 Saverio Lodato Cenni sulla sua vita

Saverio Lodato è nato a Reggio Emilia da madre milanese e padre di Canicattì. 
I suoi genitori, che lavoravano nell’ amministrazione dello Stato, subirono numerosi trasferimenti a causa della loro vicinanza politica al Pci. Saverio, dopo Reggio Emilia, Modena, Pisa e Livorno, arriva a Palermo a otto anni.La sua attività giornalistica inizia nel 1979 a «L’Ora». Nel 1980 passa a «l’Unità», quotidiano per il quale scrive ancora oggi. Nel 1988, per avere pubblicato i diari dell’ex sindaco di Palermo Giuseppe Insalaco e le confessioni del pentito Antonino Calderone, fu arrestato insieme ad Attilio Bolzoni. Ha scritto numerosi libri. Per Rizzoli: La linea della palma, in cui Andrea Camilleri racconta la sua vita (2002); Intoccabili, con Marco Travaglio (2005); Trent’anni di mafia (2008), ininterrottamente aggiornato dal 1990. Per Garzanti: Potenti. Sicilia anni novanta (1992); Vademecum per l’aspirante detenuto (1993); C’era una volta la lotta alla mafia, con Attilio Bolzoni (1998). Per Mondadori: Ho ucciso Giovanni Falcone, in cui Giovanni Brusca racconta la sua vita (1999); La mafia ha vinto, il libro testamento di Tommaso Buscetta (1999). Il suo hobby è la fotografia. Da anni arricchisce il suo archivio con le foto dei suoi viaggi in giro per il mondo coltivando l’idea di farne un libro (magari con pochissime parole).




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