lunedì 10 dicembre 2018

MARCO MALVALDI – LA MISURA DELL’ UOMO


MARCO MALVALDI 

LA MISURA DELL’ UOMO

Recensione – Opinione
di Luigia Chianese
Napoli
06 Dicembre 2018

Desidero partire dal progetto grafico del libro che è stato realizzato da Rocio Isabel Gonzalez, veramente molto elegante e a tema diretto. Le riproduzioni da Fac-Simile, (Riproduzione da Fac-Simile conservato nella Biblioteca della Stamperia d’Arte Fratelli Alinari, Firenze) di alcuni progetti di Leonardo da Vinci, sono tutti meravigliosi e appropriati.  Leggendo la trama dalla copertina, il romanzo,  potrebbe sembrare difficile e complicato: il 1493, Ludovico il Moro, il re di Francia, il Regno di Napoli, e sopratutto Leonardo da Vinci; una fiction storica può sembrare sempre un pò pesante come lettura, invece, questo giallo storico è sorprendente.  E’ attuale e fresco! Dettagliato, mai tedioso, è coinvolgente fin da subito, divertente ed intrigante. Mi sono chiesta, dopo pochi capitoli: è più facile scrivere di fantasia, creando ex novo qualcosa che non esiste ed espandersi all’ infinito, oppure è più complesso fantasticare su qualcosa che potrebbe essere verosimile, sopratutto con personaggi, realmente esistiti e potenti nel cuore della gente, come quelli di questo romanzo? A voi la risposta!  Ho molto apprezzato, all’ inizio, la presentazione dei singoli personaggi divisi per ceto sociale, e soprattutto ho amato la raffigurazione dell’ albero genealogico degli Sforza Duchi di Milano, (un ripasso di storia non fa mai male!) e soprattutto la parte sulle amanti; mai sottovalutare le amanti. Dopo queste due premesse, elenco dei numerosi personaggi e albero genealogico con amanti e figliastri inclusi, il libro potrebbe sembrare complicato, ma nella realtà le continue battute tra Beatrice d’ Este, Ludovico il Moro, il duca di d’Orleans, Galeazzo Maria, Cecilia Gallerani di altri e sopratutto del Maestro Leonardo da Vinci, sono tutte mirate, vivaci e contemporanee. Anche se sono personaggi storicamente grandiosi per la nostra Nazione e per l’ Europa tutta, diciamolo con orgoglio, nel romanzo prendono una dimensione più vicina a noi, una dimensione meno legata all’ aura storica che li lega alla mostra memoria; un esempio a pagina 98: <<la gente, quando parla, si scorda del resto del mondo. Gli si potrebbe cavare un molare e manco se ne accorgerebbero, da quanto sono intenti a chiacchierare degli affari loro. Tutti gli uomini, tutti. E se questo signore è un uomo, allora c’è da qualche parte il modo di fregarlo. Anche se si chiama Leonardo da Vinci.>>. La vicenda raccontata sembra attuale come se fosse accaduta l’ altro ieri e non in pieno Rinascimento; nell’ intreccio sembra simile alla vita dei nostri giorni: con la decadenza morale in atto e la crisi economica latente.  Viene da chiedermi: sono una questione genetica della razza italiana le crisi? Che poi sono crisi relative, perché se viste dagli occhi del Leornardo del romanzo, sono solo confini da superare.  Pagina 75: <<O forse perché, confini non ci sono proprio>>; oppure pagina 185 << ... perché quel confine non esiste>>. O perché, aggiungerei di mio, gli Italiani, tendono sempre ad andare oltre, all’ infinito a superare se stessi.  La risposta alla mia domanda avviene molto avanti nel romanzo, messa sulla bocca di Leonardo a pagina 267: <<Per crescere bene occorre libertà e tranquillità. In una parola fiducia. Ma anche regole e rispetto di esse, perchè altrimenti il forte soverchia il debole, o il furbo abbindola il fesso, e di libertà non v’é più.>>. Tornando al testo: gli innumerevoli personaggi, tutti di varia importanza, fin da subito, vengono tracciati in maniera semplice e diretta, si allungano nel racconto come le dita della mano, ognuno per sé, con spiccate personalità ma profondamente vincolati tra loro. Ogni personaggio, nonostante tutto, è unico. Da notare, infatti, che, più volte, precisamente 4, (pagina 263,264,266,280) Marco Malvaldi ha l’ ardire di  mettere in bocca al grande Leonardo da Vinci una frase inquietante: <<Se tu sarai solo, sarai sempre tuo.>>. Fa riflettere! E’ impossibile non evidenziare, di tanto in tanto,  le incursione dell’ autore nel racconto. Non solo descrivono, con simpatia, gli atteggiamenti, a non tutti consoni dell’ epoca rinascimentale, ma servono per rendere più scorrevole e semplice la lettura. Queste “incursioni a gamba tesa”, improvvise, sono piacevoli e le situazioni spiegate non sono mai troppe, mai ridondanti, mai inopportune, anzi sono brillanti, appropriate ed efficaci ma sopratutto divertenti quando l’autore le confronta con i giorni nostri. Il thriller vero e proprio, per me,  non è così fondamentale. Certo l’ incontro-scontro tra la scienza di Leonardo da Vinci e la superstizione dell’ astrologo di corte, Ambrogio Varese da Rosate, di porpora bardato, sul “come” viene ucciso Rambaldo Chiti (ex allievo di Leonardo) sono particolari; ma sono più degne di nota, i “perchè” dell’assassinio, un perché tanto caro all’ imponente Ludovico il Moro, rispetto ai mandanti e all’ esecutore stesso. Ciò che spicca, oltre alla genialità di Leonardo da Vinci, è la mente brillante di Ludovico il Moro, che va oltre l’ omicidio, oltre ciò che si vede con occhi, il mantenere fermo il suo punto di arrivo.  Il giallo, il mistero, l’assassinio da svelare, sono solo lo sfondo, il filo conduttore dell’ opera che spesso entrano in secondo piano, perché ciò che attira davvero è il concetto espresso bene a pagina 279: << ... è nella crescita e nell’ imparare, non nella nascita, che si vede la misura dell’ uomo>>.

L.Ch.

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MARCO MALVALDI  

LA MISURA DELL’ UOMO

Trama

(Dalla copertina e da internet): A cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci, Marco Malvaldi gioca con la lingua, la scienza, la storia, il crimine e lo riporta in vita immaginando la sua multiforme intelligenza alle prese con le fragilità e la grandezza dei destini umani. 
Ottobre 1493. Firenze è ancora in lutto per la morte di Lorenzo il Magnifico. Le caravelle di Colombo hanno dischiuso gli orizzonti del Nuovo Mondo.
Il sistema finanziario contemporaneo si sta consolidando grazie alla diffusione delle lettere di credito. E Milano è nel pieno del suo rinascimento sotto la guida di Ludovico il Moro. 
A chi si avventura nei cortili del Castello o lungo i Navigli capita di incontrare un uomo sulla quarantina, dalle lunghe vesti rosa, l’aria mite di chi è immerso nei propri pensieri.
Vive nei locali attigui alla sua bottega con la madre e un giovinetto amatissimo ma dispettoso, non mangia carne, scrive al contrario e fatica a essere pagato da coloro cui offre i suoi servigi. 
È Leonardo da Vinci: la sua fama già supera le Alpi giungendo fino alla Francia di re Carlo VIII, che ha inviato a Milano due ambasciatori per chiedere aiuto nella guerra contro gli Aragonesi ma affidando loro anche una missione segreta che riguarda proprio lui. Tutti, infatti, sanno che Leonardo ha un taccuino su cui scrive i suoi progetti più arditi – forse addirittura quello di un invincibile automa guerriero – e che conserva sotto la tunica, vicino al cuore. 
Ma anche il Moro, spazientito per il ritardo con cui procede il grandioso progetto di statua equestre che gli ha commissionato, ha bisogno di Leonardo: un uomo è stato trovato senza vita in una corte del Castello, sul corpo non appaiono segni di violenza, eppure la sua morte desta gravi sospetti... Bisogna allontanare le ombre della peste e della superstizione, in fretta: e Leonardo non è nelle condizioni di negare aiuto al suo Signore. 
Un romanzo straordinario, ricco di felicità inventiva, di saperi e perfino di ironia, un’indagine sull’ uomo che più di ogni altro ha investigato ogni campo della creatività, un viaggio alla scoperta di qual è – oggi come allora – la misura di ognuno di noi.

Prima pubblicazione: novembre 2018
EtichetteThriller, Fiction storica, Giallo storico
Iniziato il 04 dic 2018 e finito il 05 dic. 2018




MARCO MALVALDI – VITA
(Brevi note prese da internet e dalla copertina) : Nato a Pisa,  il 27 gennaio 1974 (stesso giorno di Mozart, Mordecai Richler, Lewis Carrol e Lando Fiorini), ha sempre vissuto a Pisa, a parte una breve e umida parentesi in Olanda. E' sposato, ha un figlio e due gatti. Marco è un tipo eclettico, e sa fare male parecchie cose: dopo la laurea in chimica, ha frequentato fra il 1992 ed il 2005 il dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell' Università di Pisa dove si è laureato, ha conseguito un dottorato di ricerca ed è stato assegnista di ricerca per due anni al dipartimento di Farmacia. Ha studiato anche al conservatorio, ha provato a fare il cantante lirico professionista ma la critica lo ha stroncato presto. Appesa l'ugola al chiodo, e messo in un cassetto chiuso male il mestiere di chimico, nel frattempo ha provato a scrivere un libro. E lì, per fortuna, sembra andare meglio. Con Sellerio editore ha pubblicato cinque gialli ambientati sulla costa toscana, che hanno come protagonisti Massimo e i vecchietti: tra il primo - La Briscola in Cinque - uscito nel 2007, fino a - Il Telefono Senza fili (2014). Tra i romanzi storici, è uscito nel 2015 - Buchi nella sabbia - con il giornalista e poeta Ernesto Ragazzoni; mentre del 2011 è spuntato fuori con -  Odore di Chiuso -  il cui protagonista è il noto cuoco e gourmet Pellegrino Artusi. Dei due anni successivi sono il giallo - Milioni di milioni - e il romanzo, di difficile classificazione in un solo genere letterario (thriller-crime story-feuilleton-libro di cucina),  - Argento vivo. Insomma scrive ciò che gli pare e quando vuole! 


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1 commento:

Per favore, non siate troppo duri con me! Sopratutto siate rispettosi educati e civili! Grazie!