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martedì 29 gennaio 2019

FRANCESCO PICCOLO L’ANIMALE CHE MI PORTO DENTRO


FRANCESCO PICCOLO


L’ANIMALE CHE MI PORTO DENTRO


Recensione – Opinione  
di Luigia Chianese
Napoli 
23/24 gennaio 2019


Cosa è questo libro? Un “quasi saggio”! Un esempio di vita basato sullo stereotipo di maschio meridionale maschilista, ottuso, violento, sessista, retrogrado e solo minimamente evoluto verso se stesso e soprattutto verso le donne.

L’ idea di maschio in questo testo è ben espressa nelle  pagine 49, 50, 51:<<pag. 49: Il grado di evoluzione sessuale di un maschio si può dedurre dal rapporto tra la sua parte complessa e la sua parte semplice .... (i rapporti complessi sono quelli civili e culturali)  ... la costante semplicità che consiste in alcuni quesiti che riguardano le forme del corpo, il culo, le tette, il grado di desiderio che provocano, il grado di disponibilità. ... pag.50:  La vera sostanza che sta alla base del pensiero semplice è la fantasia erotica che parte dalla situazione realistica e si spinge verso un’avventura improvvisa: ... pag. 51: ... Il compito che si è dato il desiderio sessuale maschile è costruire di continuo situazioni in cui l’impossibile si trasforma in possibile. Basti pensare che il porno basa su tale concetto quel poco di narrazione che serve. All’ inizio, due persone si incontrano per motivi molto diversi dal sesso e poi precipitano in un desiderio rapidissimo e incontrollato; si rende possibile, realistico, un incontro fugace, anche se nella realtà non ci capita mai. >>. 
In pratica, per l’ autore la sua maturità,  la sua vita da fanciullo a uomo di successo,  viaggia su due binari da tenere sotto controllo. La lucida razionalità e la bestia sessuale e violenta che l’ accompagna e che nell’autore domina.
Lo scopo del romanzo però è quello di voler capire da dove arriva “l’arroganza animalesca” che segna la vita di questo maschio italiano meridionale. 
La risposta a questa domanda si ritrova in vari punti del racconto: dall’esempio del padre e dei pari; (vedi la storia del Villagio Svadese) da una vita sentimentale e sessuale segnata da sconfitte personali, e qualche vittoria; problemi fisici;  (brufoli e fimosi) ma soprattutto dalla suggestione di film come Malizia, di Salvatore Samperi – Italia 1973; Il Padrino, di Francis Ford Coppola - USA 1972; Amore senza fine di Franco Zaffirelli  - USA 1981; ... e tanti altri, dai fumetti, in primis, Lando, AA. VV., Edifumetto Editore – Italia 1973-84;  ed altri, dalle canzoni, spicca L’ Animale, testo e musica di Franco Battiat o-  EMI 1985; ed altri ed i  libri: in particolare di Emilio Salgari, Le tigri di Mompracem, oppure di Elena Ferrante, L’amica geniale, meglio ancora di Michel Houellebecq, Particelle Elementari;  etc. etc. ... questi sono i suoi esempi virili e forti di uomo. 
Una suggestione potente alimentata da esempi maschili poco moderni e spesso mediocri e/o riduttivi.
L’autore si sforza di capire l’ interazione tra due versioni di se stesso, come, nell’ esempio, riportato a  pagina 73:<< Lo sforzo è rintracciare il rapporto tra quello che si è stati e quello che si è diventati. Il rapporto tra quello che ti hanno imposto di essere e quello che hai cercato di essere.>>. 
L’animale, di Francesco Piccolo, quello cattivo, quello fa del male al prossimo,  quello che in caso di contraddittorio parte con una testata in bocca prima d’ iniziare a discutere, l’ animale che fa male alla moglie, picchia la figlia; l’ autore, lo giustifica come qualcosa che ha “appreso dall’esterno” e che, per forza, si doveva radicare in sé come modello culturale dominante scevro dalla ragione e dall’ osservazione attiva. 
Un po' come se l’ animale che vive dentro di lui fosse un cip istallato, senza possibilità di rimozione,  dagli altri: dalla famiglia, dalla comunità, soprattutto di maschi e dal loro pensiero comune. 
Come riporta in tante pagine, in particolare a pagina 178:<< ... c’è un controllo per cui ogni individuo maschio deve comportarsi come la comunità si aspetta, e non c’è possibilità né di deviazione né di introspezione né di contraddizione.>>. In pratica, per l’ autore, non vi è scampo, (“Panopticon” di Michel Foucault, Sorvegliare e punire. Nascita della prigione.) quindi non è propriamente colpa sua; come se non fosse, anche un animale senziente e razionale.  
Prendere consapevolezza di essere un “animale che non sa controllarsi”, picchiando la gente, prendendo a pugni le porte, e scagliando oggetti e sedie con i calci, non giustifica le sue azioni e la sua violenza, è solo lui che si sente:<<Sto Cazzo>>. (Espressione usata dall’ autore per indicare che si sente grande, potente e soddisfatto). Certo il modo in cui Francesco Piccolo, narra gli avvenimenti da lui descritti, fanno sia arrabbiare, sia sorridere che riflettere. Ad esempio, sempre sulla vita sessuale del maschio, dice (perché il sesso domina il maschio e non il contrario per l’ autore) a pagina 72:<< Quindi l’ insegnamento problematico, sotterraneo, per me era: sì, sono sentimentale, ma il sentimentalismo serve per scopare. E’ il mezzo migliore per far si che l’impossibile si possa trasformare in possibile.>>.   
Verso la fine, dopo tanti ragionamenti e soprattutto giustificazioni,  però, ammettere a pagina 212:<<Ho pensato che dentro casa nostra gli unici tumulti scomposti e sconsiderati erano i miei, l’unico che sfogava rabbia, urlava, dava calci alle sedie e lanciava il telefonino contro il muro, ero io.>>. 
E quindi, secondo me, l’animale ha vinto nell’autore; e come ha scritto a pagina 213/214:<< Ero l’immagine romantica e straziata del Werther che non ha mezzi per combattere il dolore dell’ amore, e allo stesso tempo l’animale che a ora di pranzo aveva fame, e ha bussato al mio pianto e lo ha sedato.>>. 
Ovvero la sconfitta! L.Ch.

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FRANCESCO PICCOLO

L’ANIMALE CHE MI PORTO DENTRO

TRAMA

«Quello che tenevo compresso dentro di me, nell'ora di educazione fisica o durante i film di Maciste, o certe sere quando andavo a dormire e avevo paura, era l'angoscia di dimostrare di essere maschio. Doverlo far vedere a tutti, ogni ora, ogni giorno, ogni settimana. E ogni volta misurare la mia inadeguatezza».
«Se c'è qualcosa che mi dispiace molto, se ho un dolore fisico, se ho una scadenza, se devo risolvere un tarlo interiore, se ho dei dubbi, se ingrasso, se mi colpisce un lutto molto doloroso, se faccio un incidente per strada - ignoro; ignoro tutto. Vado avanti, non voglio intoppi. Continuo».
Quella che Francesco Piccolo racconta è la formazione di un maschio contemporaneo, specifico e qualsiasi. Il tentativo fallimentare, comico e drammatico, di sfuggire alla legge del branco - e nello stesso tempo, la resa alla sua forza. La lotta indecidibile e vitale tra l'uomo che si vorrebbe essere e l'animale che ci si porta dentro.
Perché esiste un codice dei maschi; quasi tutte le sue voci sono difficili da ripetere in pubblico, eppure non c'è verso di metterle a tacere. Tanti anni passati a cercare di spegnere quel ronzio collettivo per poi ritrovarsi ad ascoltarlo, nel proprio intimo, nei momenti più impensati. «Dentro di me continuerò sempre a chiedermi: siete contenti di me? sono come mi volevate?>>. In un mondo da sempre governato dai maschi, capirli è la chiave per guardare più in là. Per questo il racconto si nutre di tutto ciò che incontra - Sandokan e Malizia, i brufoli e il sesso, l'amore e il matrimonio, l'egoismo e la tenerezza - in un andamento vivissimo ma riflessivo, a tratti persino saggistico, che ci interroga e ci risponde, fino a ridisegnare il nostro sguardo.

Prima edizione:  20 Novembre 2018  
Costo 19,50 € Casa Editrice Einaudi
Genere: Narrativa, Narrativa Moderna e Contemporanea, Saggi


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FRANCESCO PICCOLO – VITA

(Ripreso dal la 4° di copertina e da internet):
Nato a Caserta il 12 marzo 1964 è uno scrittore e sceneggiatore italiano.
Per Einaudi ha pubblicato: 
·        La separazione del maschio (2008),
·        Momenti di trascurabile felicità (2010), 
·       Il desiderio di essere come tutti 
        (Premio Strega 2014,      
         romanzo confessione sulla sinistra italiana),
·        L'Italia spensierata (2014). 
·        Momenti di trascurabile infelicità (2015).

   Per Feltrinelli, invece, 
·        Storie di primogeniti e figli unici (1996), 
·        E se c'ero, dormivo (1998), 
·        Il tempo imperfetto (2000), 
        Allegro occidentale (2003).

         Ha firmato sceneggiature per:

·       Nanni Moretti (Il Caimano, Habemus Papam,    Mia madre),
·     Paolo Virzì (My name is Tanino, La prima cosa bella, Il capitale umano, Ella & John),
·  Silvio Soldini (Agata e la tempesta, Giorni e nuvole),
·  Francesca Archibugi (Il nome del figlio, Gli Sdraiati).

    È stato anche autore di programmi televisivi quali:
·        “Vieni via con me”,
·        “Quello che (non) ho”,
·        “Viva il 25 aprile”,
·        "Falcone e Borsellino".

Collabora con il Corriere della Sera; nel 2018 diventa docente all'Università IULM di Milano nel master di Arti del racconto, dove tiene il corso di adattamento cinematografico e televisivo.


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