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sabato 22 dicembre 2018

UNA GIORNATA IN GIALLO: Camilleri, Costa, Gimènez-Bartlett, Malvaldi, Manotti, Piazzese, Recami, Savatteri

UNA GIORNATA IN GIALLO:

Camilleri, Costa, Gimènez-Bartlett,
Malvaldi, Manotti, Piazzese, Recami, Savatteri

Recensione - Opinione
di Luigia Chianese
Mugnano di Napoli 
16 dic 2018

Iniziamo questa Recensione – Opinione annunciando che dedicherò massimo una o due frasi ad ogni autore altrimenti la faccende diventa tediosa.
Di questi 8 racconti gialli in 3 ci sono poliziotte;  donne belle, forti e sfrontate, dei veri maschiacci ma piene di sensualità! Precisamente in Marco Malvaldi, Gian Mauro Costa e in Alicia Gimenez-Bartlett.
Due poliziotti sono uomini; il primo è il famosissimo commissario Salvo Montabano di Andrea Camilleri,  l’altro appartiene all’ autrice Dominique Manotti. Negli altri tre racconti, rispettivamente di Gaetano Savatteri, Santo Piazzese e in Francesco Recami, abbiamo un bel misto di uomini e donne, e una parentesi di una biscia, di nome Emme – Dabliu (M.W.) che risulterà femmina; e su due la polizia entra poco.
A parte questa piccola nota passiamo alle due righe per le singole storie:

1)    Andrea Camilleri – Ventiquatt’ore di ritardo:
Bello ma triste; perché se la mafia vince sulla persona mentre lo Stato può mettere solo una pezza a colori non si ha una vera soddisfazione; anche se lo stile A. Camilleri non sbaglia mai!

2)  Gaetano Savatteri – La città perfetta:
Non so se è più noioso o triste; fa addormentare! A tratti è anche irritante!

3)  Marco Malvaldi – L’uomo vestito di arancione:
Un racconto spiritoso, originale, divertente, direi brillante!

4)  Dominique Manotti – Una giornata d’odio:
Un racconto messo lì solo per fare un po' di pubblicità, positiva, ai migranti, in questo caso Algerini Francesi, visto che sono l’argomento europeo di questo periodo storico. La storia è decisamente brutta sia nella stesura, noiosa e confusa, che nel modo di descrivere, riduttivo e infantile!

5)   Santo Piazzese – Ballata della lucciola e di Maria Walewska:
Commovente delizioso, tenero. Si dilunga un tantino troppo in alcuni punti, soprattutto all’inizio, ma, forse, per amore della chiarezza; però verso la fine diventa scorrevole, emozionante e bello!

6)  Franceso Recami – La rete nera e la rete bianca:
Niente è come sembra e tutto è concatenato! E’ una storia nuova, particolare e molto molto fantasiosa; piacevolissima da leggere tutta d’un fiato!

7)   Gian Mauro Costa – La grande rapina al furgoncino:
Notevole, intuitivo, razionale ed emotivo nello stesso tempo! Finale facile e scontato ma il modus operandi del caso da risolvere è lineare e portato avanti molto bene, senza troppi ghirigori di pensieri. Diretto ed efficace!

8)  Alicia Gimènez-Bartlett – Una giornata strana:
Sfrontato, dinamico e scorrevole, finale prevedibile, ma scenografico e triste al medesimo tempo!



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Una Giornata in Giallo - Presentazione

(Ripreso dalla copertina):
Un'intuizione, un'illuminazione o solo il colpo del fato e basta una giornata per risolvere un caso. Certo ci vuole una giornata particolare, che l'investigatore non potrà più dimenticare: lunga, avventurosa, paurosa e molto eccitante, che lo farà riflettere su quanto strano può essere il mondo del delitto. Ecco il tema su cui i nostri autori hanno ingaggiato i loro eroi (e antieroi) in questa nuova antologia del giallo. 
Il commissario Montalbano, in un giorno che sembrava di bonaccia, constata quanto è scomodo stare tra l'incudine dello Stato e il martello della mafia. Saverio Lamanna (racconta Gaetano Savatteri) a Gibellina, città d'arte, scopre una vendetta contro l'arte stessa. Tiziana la banconista del BarLume è ad Amsterdam, il suo autore Marco Malvaldi l'ha messa lì per inseguire un gioiello. Il giovane Daquin, il poliziotto di Dominique Manotti, è a Marsiglia nel 1973 in un giorno di caccia all'algerino. C'è una biscia ammaestrata, nel racconto di Piazzese, di cui trovare al più presto i padroni e scoprire un mistero. Al pensionato Consonni della Casa di Ringhiera (autore Francesco Recami) in un giorno succedono tante involontarie peripezie da incastrare un delinquente. La giovane poliziotta Angela Mazzola (creatura di Gian Mauro Costa) nel suo giorno di riposo si chiede perché si usino i kalashnikov per rubare dei carciofi. Petra Delicado (di Alicia Giménez-Bartlett) ha un giorno di ordinaria follia per sperimentare quanto per alcuni «l'infelicità è un destino».


Cenni sulla vita degli autori 
presi da internet  in particolare dal sito della Sellerio

Andrea Camilleri
Andrea Camilleri (Porto Empedocle, 1925), regista di teatro, televisione, radio e sceneggiatore. Ha insegnato regia presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica. Ha pubblicato numerosi saggi sullo spettacolo e il volume, I teatri stabili in Italia (1898-1918). Il suo primo romanzo, Il corso delle cose, del 1978, è stato trasmesso in tre puntate dalla TV col titolo La mano sugli occhi. Con questa casa editrice ha pubblicato: La strage dimenticata(1984), La stagione della caccia (1992), La bolla di componenda (1993), Il birraio di Preston (1995), Un filo di fumo (1997), Il gioco della mosca (1997), La concessione del telefono (1998), Il corso delle cose (1998), Il re di Girgenti (2001), La presa di Macallè (2003), Privo di titolo (2005),  Le pecore e il pastore(2007), Maruzza Musumeci (2007), Il casellante (2008), Il sonaglio (2009), La rizzagliata (2009), Il nipote del Negus (2010, anche in versione audiolibro), Gran Circo Taddei e altre storie di Vigàta (2011), La setta degli angeli (2011), La Regina di Pomerania e altre storie di Vigàta (2012), La rivoluzione della luna (2013), La banda Sacco (2013), Inseguendo un'ombra (2014), Il quadro delle meraviglie. Scritti per teatro, radio, musica, cinema (2015), Le vichinghe volanti e altre storie d'amore a Vigàta (2015), La cappella di famiglia e altre storie di Vigàta (2016), La mossa del cavallo (2017), La scomparsa di Patò (2018); e inoltre i romanzi con protagonista il commissario Salvo Montalbano: La forma dell'acqua (1994), Il cane di terracotta (1996), Il ladro di merendine (1996), La voce del violino (1997), La gita a Tindari (2000), L'odore della notte (2001), Il giro di boa (2003), La pazienza del ragno (2004), La luna di carta (2005), La vampa d'agosto (2006), Le ali della sfinge (2006), La pista di sabbia (2007), Il campo del vasaio (2008), L'età del dubbio (2008), La danza del gabbiano (2009), La caccia al tesoro (2010), Il sorriso di Angelica (2010), Il gioco degli specchi (2011), Una lama di luce (2012), Una voce di notte (2012), Un covo di vipere (2013), La piramide di fango (2014), Morte in mare aperto e altre indagini del giovane Montalbano (2014), La giostra degli scambi (2015), L'altro capo del filo (2016), La rete di protezione (2017), Un mese con Montalbano (2017), Il metodo Catalanotti (2018), Gli arancini di Montalbano (2018). Premio Campiello 2011 alla Carriera, Premio Chandler 2011 alla Carriera, Premio Fregene Letteratura - Opera Complessiva 2013, Premio Pepe Carvalho 2014, Premio Gogol’ 2015.

Gaetano Savatteri
Gaetano Savatteri è nato a Milano da genitori originari di Racalmuto, a dodici anni torna con la famiglia in Sicilia. Nel 1980, insieme con altri giovani ragazzi apre il periodico Malgrado Tutto, che potrà vantare la pubblicazione di alcuni articoli di Leonardo SciasciaAndrea CamilleriGiuseppe Bonaviri e Matteo Collura. Dopo aver conseguito la maturità presso il Liceo Classico Empedocle di Agrigento, Savatteri comincia a lavorare al Giornale di Sicilia, per poi trasferirsi nel 1991 a Roma prima come inviato de L'Indipendente e, in Seguito, come giornalista del Tg5. Savatteri è autore di vari romanzi, il primo La congiura dei Loquaci nel 2000


Marco Malvaldi
Marco Malvaldi è nato a Pisa il 27 gennaio 1974 (stesso giorno di Mozart, Mordecai Richler, Lewis Carrol e Lando Fiorini), ha sempre vissuto a Pisa, a parte una breve e umida parentesi in Olanda. E' sposato, ha un figlio e due gatti. Marco è un tipo eclettico, e sa fare male parecchie cose: dopo la laurea in chimica, ha frequentato fra il 1992 ed il 2005 il dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell' Università di Pisa dove si è laureato, ha conseguito un dottorato di ricerca ed è stato assegnista di ricerca per due anni al dipartimento di Farmacia. Ha studiato anche al conservatorio, ha provato a fare il cantante lirico professionista ma la critica lo ha stroncato presto. Appesa l'ugola al chiodo, e messo in un cassetto chiuso male il mestiere di chimico, nel frattempo ha provato a scrivere un libro. E lì, per fortuna, sembra andare meglio. Con Sellerio editore ha pubblicato cinque gialli ambientati sulla costa toscana, che hanno come protagonisti Massimo e i vecchietti: tra il primo - La Briscola in Cinque - uscito nel 2007, fino a - Il Telefono Senza fili (2014). Tra i romanzi storici, è uscito nel 2015 - Buchi nella sabbia - con il giornalista e poeta Ernesto Ragazzoni; mentre del 2011 è spuntato fuori con -  Odore di Chiuso -  il cui protagonista è il noto cuoco e gourmet Pellegrino Artusi. Dei due anni successivi sono il giallo - Milioni di milioni - e il romanzo, di difficile classificazione in un solo genere letterario (thriller-crime story-feuilleton-libro di cucina),  - Argento vivo. Insomma scrive ciò che gli pare e quando vuole! 

Dominique Manotti
Dominique Manotti è specialista di storia economica moderna e contemporanea, ha insegnato questa disciplina al liceo e all'università Paris VIII. Militante politica fin dall'adolescenza, nel periodo della guerra d'Algeria, nel corso degli anni sessanta e settanta ha militato in movimenti e sindacati marxisti e rivoluzionari. Si è dedicata alla scrittura tardivamente, a cinquant'anni, non tanto per vocazione, quanto per disillusione. Ha trasposto la sua esperienza professionale di storica, il suo metodo di pensiero e lavoro e la sua passione politica in romanzi polizieschi noir, nei quali ha raccontato la fine delle speranze di trasformazione della società coltivate dalla sua generazione, dedicandosi in particolare agli anni ottanta e ai primi anni novanta, l'epoca del presidente François Mitterrand.


Francesco Recami
Francesco Recami (Firenze, 1956) con questa casa editrice ha pubblicato L’errore di Platini (2006, 2017), Il correttore di bozze (2007), Il superstizioso(2008, finalista al Premio Campiello 2009), Il ragazzo che leggeva Maigret (2009), Prenditi cura di me (2010, Premio Castiglioncello e Premio Capalbio), La casa di ringhiera (2011), Gli scheletri nell’armadio (2012), Il segreto di Angela (2013), Il caso Kakoiannis-Sforza (2014), Piccola enciclopedia delle ossessioni (2015), L'uomo con la valigia (2015), Morte di un ex tappezziere (2016), Commedia nera n. 1 (2017), Sei storie della casa di ringhiera (2017), La clinica Riposo & Pace. Commedia nera n. 2 Il diario segreto del cuore (2018).

Santo Piazzese
Santo Piazzese nasce a Palermo nel 1948 dove si è laureato in biologia e ha lavorato come ricercatore presso l'Università di Palermo fino alla pensione, e per questo si definisce un biologo prestato alla scrittura. Si dedica alla narrativa e nel 1996 pubblica il suo primo romanzo, I delitti di via Medina-Sidonia; il libro viene pubblicato dalla Sellerio in Italia e da Fleuve Noir nel 1998 in Francia. Il suo primo romanzo gli frutta il primo premio al Festival del Primo Romanzo a Torino e il primo premio del Festival du Premier Roman a Chambéry.[1] Oltre ai libri pubblica anche molti brevi racconti pubblicati in Francia. Collabora anche con il quotidiano La Repubblica e con numerose riviste italiane e straniere. Esordisce nel 2000 come autore radiofonico, con un radiodocumentario in cinque puntate trasmesso dalla RAI e dedicato ad alcuni siti della Sicilia antica.


Gian Mauro Costa
Gian Mauro Costa è nato a Palermo nel 1952 è un giornalista e scrittore italiano. Laureato in filosofia, come giornalista ha lavorato con numerose testate tra le quali il giornale L'Ora, la Rai, Linus, Il manifesto. Come scrittore ha pubblicato, sempre con Sellerio, i romanzi YesterdayIl libro di legnoFesta di piazzaL'ultima scommessa, Stella o croce e cinque racconti lunghi apparsi nelle antologie Natale in gialloCapodanno in gialloFerragosto in gialloCarnevale in gialloLa scuola in giallo, Il calcio in gialloUn anno in giallo. Come regista e sceneggiatore, ha firmato film e documentari. È stato negli anni Ottanta redattore e caposervizio al giornale L'Ora di Palermo, occupandosi di cronaca nera e giudiziaria, spettacoli e cultura. Dal 1992 ha lavorato in Rai, presso la sede di Palermo, come redattore e caposervizio, nonché come conduttore del Giornale Radio regionale. Ha collaborato per anni a Linus, è stato corrispondente del quotidiano Il manifesto, dell'agenzia di stampa ADN-Kronos e dell'emittente di stato tedesca WDR-Radio Colonia e ha realizzato reportage giornalistici e documentari radiofonici e televisivi per l'agenzia Reuters ed emittenti radiofoniche e televisive di Germania e Olanda. Nel 1978 ha realizzato il lungometraggio cinematografico in super8 a soggetto “Boris Vian” che è stato proiettato nelle sale del circuito d'essai italiano. Nel 1985 è stato coautore e coregista con Diego Bonsangue di una delle puntate del film-inchiesta televisiva sul mondo giovanile Scarpe da tennis trasmessa dalla terza rete nazionale della Rai. Nel 1987 e nel 1988 è stato premiato con il “Sole blu” al Festival Internazionale di Teatro-Televisione-Video di Riccione come coautore e coregista con Diego Bonsangue dei video Assassina (trasmesso da Rai Sicilia) e Zampe tratti da testi teatrali di Franco Scaldati. Nel 1991 ha diretto per Rai Sicilia il documentario Pantera-storia di un movimento. Nel 2010 ha realizzato per la Rai il documentario Gli invisibili sugli Stati Generali del Documentario che si sono svolti a Palermo in occasione dell'apertura della Sede siciliana del Centro Sperimentale di Cinematografia.


Alicia Giménez-Bartlett
Alicia Giménez-Bartlett (Almansa, 1951) è la creatrice dei polizieschi con Petra Delicado. I romanzi della serie sono stati tutti pubblicati nella collana «La memoria» e poi riuniti nella collana «Galleria». Ha anche scritto numerose opere di narrativa non di genere, tra cui: Una stanza tutta per gli altri (2003, 2009, Premio Ostia Mare Roma 2004), Vita sentimentale di un camionista (2004, 2010), Segreta Penelope (2006), Giorni d’amore e inganno (2008, 2011), Dove nessuno di troverà (2011, 2014), Exit (2012) e Uomini nudi (2016, Premio Planeta 2015). Nel 2006 ha vinto il Premio Piemonte Grinzane Noir e il Premio La Baccante nato nell’ambito del Women’s Fiction Festival di Matera. Nel 2008 il Raymond Chandler Award del Courmayeur Noir in Festival.

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mercoledì 12 dicembre 2018

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Video Recensione - Opinione

di Luigia Chianese

La Misura dell' Uomo - Marco Malvaldi 



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lunedì 10 dicembre 2018

MARCO MALVALDI – LA MISURA DELL’ UOMO


MARCO MALVALDI 

LA MISURA DELL’ UOMO

Recensione – Opinione
di Luigia Chianese
Napoli
06 Dicembre 2018

Desidero partire dal progetto grafico del libro che è stato realizzato da Rocio Isabel Gonzalez, veramente molto elegante e a tema diretto. Le riproduzioni da Fac-Simile, (Riproduzione da Fac-Simile conservato nella Biblioteca della Stamperia d’Arte Fratelli Alinari, Firenze) di alcuni progetti di Leonardo da Vinci, sono tutti meravigliosi e appropriati.  Leggendo la trama dalla copertina, il romanzo,  potrebbe sembrare difficile e complicato: il 1493, Ludovico il Moro, il re di Francia, il Regno di Napoli, e sopratutto Leonardo da Vinci; una fiction storica può sembrare sempre un pò pesante come lettura, invece, questo giallo storico è sorprendente.  E’ attuale e fresco! Dettagliato, mai tedioso, è coinvolgente fin da subito, divertente ed intrigante. Mi sono chiesta, dopo pochi capitoli: è più facile scrivere di fantasia, creando ex novo qualcosa che non esiste ed espandersi all’ infinito, oppure è più complesso fantasticare su qualcosa che potrebbe essere verosimile, sopratutto con personaggi, realmente esistiti e potenti nel cuore della gente, come quelli di questo romanzo? A voi la risposta!  Ho molto apprezzato, all’ inizio, la presentazione dei singoli personaggi divisi per ceto sociale, e soprattutto ho amato la raffigurazione dell’ albero genealogico degli Sforza Duchi di Milano, (un ripasso di storia non fa mai male!) e soprattutto la parte sulle amanti; mai sottovalutare le amanti. Dopo queste due premesse, elenco dei numerosi personaggi e albero genealogico con amanti e figliastri inclusi, il libro potrebbe sembrare complicato, ma nella realtà le continue battute tra Beatrice d’ Este, Ludovico il Moro, il duca di d’Orleans, Galeazzo Maria, Cecilia Gallerani di altri e sopratutto del Maestro Leonardo da Vinci, sono tutte mirate, vivaci e contemporanee. Anche se sono personaggi storicamente grandiosi per la nostra Nazione e per l’ Europa tutta, diciamolo con orgoglio, nel romanzo prendono una dimensione più vicina a noi, una dimensione meno legata all’ aura storica che li lega alla mostra memoria; un esempio a pagina 98: <<la gente, quando parla, si scorda del resto del mondo. Gli si potrebbe cavare un molare e manco se ne accorgerebbero, da quanto sono intenti a chiacchierare degli affari loro. Tutti gli uomini, tutti. E se questo signore è un uomo, allora c’è da qualche parte il modo di fregarlo. Anche se si chiama Leonardo da Vinci.>>. La vicenda raccontata sembra attuale come se fosse accaduta l’ altro ieri e non in pieno Rinascimento; nell’ intreccio sembra simile alla vita dei nostri giorni: con la decadenza morale in atto e la crisi economica latente.  Viene da chiedermi: sono una questione genetica della razza italiana le crisi? Che poi sono crisi relative, perché se viste dagli occhi del Leornardo del romanzo, sono solo confini da superare.  Pagina 75: <<O forse perché, confini non ci sono proprio>>; oppure pagina 185 << ... perché quel confine non esiste>>. O perché, aggiungerei di mio, gli Italiani, tendono sempre ad andare oltre, all’ infinito a superare se stessi.  La risposta alla mia domanda avviene molto avanti nel romanzo, messa sulla bocca di Leonardo a pagina 267: <<Per crescere bene occorre libertà e tranquillità. In una parola fiducia. Ma anche regole e rispetto di esse, perchè altrimenti il forte soverchia il debole, o il furbo abbindola il fesso, e di libertà non v’é più.>>. Tornando al testo: gli innumerevoli personaggi, tutti di varia importanza, fin da subito, vengono tracciati in maniera semplice e diretta, si allungano nel racconto come le dita della mano, ognuno per sé, con spiccate personalità ma profondamente vincolati tra loro. Ogni personaggio, nonostante tutto, è unico. Da notare, infatti, che, più volte, precisamente 4, (pagina 263,264,266,280) Marco Malvaldi ha l’ ardire di  mettere in bocca al grande Leonardo da Vinci una frase inquietante: <<Se tu sarai solo, sarai sempre tuo.>>. Fa riflettere! E’ impossibile non evidenziare, di tanto in tanto,  le incursione dell’ autore nel racconto. Non solo descrivono, con simpatia, gli atteggiamenti, a non tutti consoni dell’ epoca rinascimentale, ma servono per rendere più scorrevole e semplice la lettura. Queste “incursioni a gamba tesa”, improvvise, sono piacevoli e le situazioni spiegate non sono mai troppe, mai ridondanti, mai inopportune, anzi sono brillanti, appropriate ed efficaci ma sopratutto divertenti quando l’autore le confronta con i giorni nostri. Il thriller vero e proprio, per me,  non è così fondamentale. Certo l’ incontro-scontro tra la scienza di Leonardo da Vinci e la superstizione dell’ astrologo di corte, Ambrogio Varese da Rosate, di porpora bardato, sul “come” viene ucciso Rambaldo Chiti (ex allievo di Leonardo) sono particolari; ma sono più degne di nota, i “perchè” dell’assassinio, un perché tanto caro all’ imponente Ludovico il Moro, rispetto ai mandanti e all’ esecutore stesso. Ciò che spicca, oltre alla genialità di Leonardo da Vinci, è la mente brillante di Ludovico il Moro, che va oltre l’ omicidio, oltre ciò che si vede con occhi, il mantenere fermo il suo punto di arrivo.  Il giallo, il mistero, l’assassinio da svelare, sono solo lo sfondo, il filo conduttore dell’ opera che spesso entrano in secondo piano, perché ciò che attira davvero è il concetto espresso bene a pagina 279: << ... è nella crescita e nell’ imparare, non nella nascita, che si vede la misura dell’ uomo>>.

L.Ch.

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MARCO MALVALDI  

LA MISURA DELL’ UOMO

Trama

(Dalla copertina e da internet): A cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci, Marco Malvaldi gioca con la lingua, la scienza, la storia, il crimine e lo riporta in vita immaginando la sua multiforme intelligenza alle prese con le fragilità e la grandezza dei destini umani. 
Ottobre 1493. Firenze è ancora in lutto per la morte di Lorenzo il Magnifico. Le caravelle di Colombo hanno dischiuso gli orizzonti del Nuovo Mondo.
Il sistema finanziario contemporaneo si sta consolidando grazie alla diffusione delle lettere di credito. E Milano è nel pieno del suo rinascimento sotto la guida di Ludovico il Moro. 
A chi si avventura nei cortili del Castello o lungo i Navigli capita di incontrare un uomo sulla quarantina, dalle lunghe vesti rosa, l’aria mite di chi è immerso nei propri pensieri.
Vive nei locali attigui alla sua bottega con la madre e un giovinetto amatissimo ma dispettoso, non mangia carne, scrive al contrario e fatica a essere pagato da coloro cui offre i suoi servigi. 
È Leonardo da Vinci: la sua fama già supera le Alpi giungendo fino alla Francia di re Carlo VIII, che ha inviato a Milano due ambasciatori per chiedere aiuto nella guerra contro gli Aragonesi ma affidando loro anche una missione segreta che riguarda proprio lui. Tutti, infatti, sanno che Leonardo ha un taccuino su cui scrive i suoi progetti più arditi – forse addirittura quello di un invincibile automa guerriero – e che conserva sotto la tunica, vicino al cuore. 
Ma anche il Moro, spazientito per il ritardo con cui procede il grandioso progetto di statua equestre che gli ha commissionato, ha bisogno di Leonardo: un uomo è stato trovato senza vita in una corte del Castello, sul corpo non appaiono segni di violenza, eppure la sua morte desta gravi sospetti... Bisogna allontanare le ombre della peste e della superstizione, in fretta: e Leonardo non è nelle condizioni di negare aiuto al suo Signore. 
Un romanzo straordinario, ricco di felicità inventiva, di saperi e perfino di ironia, un’indagine sull’ uomo che più di ogni altro ha investigato ogni campo della creatività, un viaggio alla scoperta di qual è – oggi come allora – la misura di ognuno di noi.

Prima pubblicazione: novembre 2018
EtichetteThriller, Fiction storica, Giallo storico
Iniziato il 04 dic 2018 e finito il 05 dic. 2018




MARCO MALVALDI – VITA
(Brevi note prese da internet e dalla copertina) : Nato a Pisa,  il 27 gennaio 1974 (stesso giorno di Mozart, Mordecai Richler, Lewis Carrol e Lando Fiorini), ha sempre vissuto a Pisa, a parte una breve e umida parentesi in Olanda. E' sposato, ha un figlio e due gatti. Marco è un tipo eclettico, e sa fare male parecchie cose: dopo la laurea in chimica, ha frequentato fra il 1992 ed il 2005 il dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell' Università di Pisa dove si è laureato, ha conseguito un dottorato di ricerca ed è stato assegnista di ricerca per due anni al dipartimento di Farmacia. Ha studiato anche al conservatorio, ha provato a fare il cantante lirico professionista ma la critica lo ha stroncato presto. Appesa l'ugola al chiodo, e messo in un cassetto chiuso male il mestiere di chimico, nel frattempo ha provato a scrivere un libro. E lì, per fortuna, sembra andare meglio. Con Sellerio editore ha pubblicato cinque gialli ambientati sulla costa toscana, che hanno come protagonisti Massimo e i vecchietti: tra il primo - La Briscola in Cinque - uscito nel 2007, fino a - Il Telefono Senza fili (2014). Tra i romanzi storici, è uscito nel 2015 - Buchi nella sabbia - con il giornalista e poeta Ernesto Ragazzoni; mentre del 2011 è spuntato fuori con -  Odore di Chiuso -  il cui protagonista è il noto cuoco e gourmet Pellegrino Artusi. Dei due anni successivi sono il giallo - Milioni di milioni - e il romanzo, di difficile classificazione in un solo genere letterario (thriller-crime story-feuilleton-libro di cucina),  - Argento vivo. Insomma scrive ciò che gli pare e quando vuole! 


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