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martedì 19 maggio 2020

Kristin Hannah - Come neve che cade

Kristin Hannah 
Come neve che cade

Recensione – Opinione
Mugnano di Napoli
27.03.2020

Straordinario, direi quasi epico, avvincente e commovente. Rinascere dall’ inferno del dolore e dei ricordi. Riuscire ad amare ancora, nonostante ogni pezzo della vita sia stato calpestato, distrutto, annientato. È un’impresa stoica, dove paura e coraggio si fondono, dove ci si arrende e si combatte fino alla fine in base alle circostanze e alle possibilità, dove si cade e poi ci si rialza, dove ci si fida dello Stato o del proprio istinto, un’avventura che si trascina, a ritmi incostanti, per tutta la vita. Ogni pagina desta curiosità, speranza, voglia di smascherare. Il finale è un po' troppo costruito ma è bello ugualmente anche perché in tutti noi vive sempre il fanciullo speranzoso che sogna che le “favole/fiabe” abbiano sempre un lieto fine.  (Capirete leggendo il romanzo perché parlo di Favola/Fiaba). La vita e la morte si rincorrono ripetutamente in questo libro, a volte vince il male a volte il bene, come se tutto dovesse necessariamente restare in equilibrio per andare avanti. La voglia di scoprire, di comprendere gli eventi storici da altre prospettive, di afferrare le emozioni e l’amore sono i fili conduttori che fanno attaccare il lettore al libro per ritrovarsi anche noi, con il cuore, in “Giardini d’Estate e d’Inverno” che in un modo o nell’ altro riescono ad essere sfondi di gioie e dolori. La rinascita è il punto focale ed è una rinascita non solo in carne e ossa ma anche dello spirito; il sapersi perdonare e il saper accettare le proprie scelte sbagliate e non, sono compiti essenziali per tutti i protagonisti del romanzo, nessuno escluso. Il senso concreto dell’opera lo si trova, per me, in una piccola frase a pagina 385:<< Segna l’inizio di questa nuova vita, il momento in cui ho finalmente imparato che, insieme all’ amore, arriva il perdono.>> . Perdonare se stessi è quasi sempre il primo passo da compiere! Come  nel L’Usignolo e nel Il Grande Inverno l’autrice, Kristin Hannah, riesce, con magistrale chiarezza e fluidità, a farci immergere in realtà interiori molto complesse e luminose, luminose come l’aurora boreale.   L.Ch.  

TRAMA
Come neve che cade
di
Kristin Hannah

Ripresa da internet e/o  dalla 4° di copertina:
Meredith e Nina Whitson sono due sorelle molto diverse: una si dedica ai figli e al meleto di famiglia; l'altra è una fotoreporter giramondo.  A unirle è l'amore per il padre; così, quando lui si ammala, entrambe si ritrovano al suo capezzale, sotto lo sguardo gelido della madre Anya.  È proprio lei a condurle verso un antico segreto di famiglia, raccontando la storia di una ragazza vissuta nella Leningrado dilaniata dalla guerra, sepolta dalla neve, dove le donne erano disposte a tutto pur di salvare i propri figli e se stesse.

Prima pubblicazione2020


CENNI SULLA VITA
di:
Kristin Hannah

Kristin Hannah
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Kristin Hannah è nata il 25 settembre 1960 Garden Grove, California è una scrittrice americana. Ha vinto numerosi premi, tra cui il Golden Heart, il Maggie e il premio National Reader's Choice del 1996.  Si è laureata in legge a Washington studiando giurisprudenza a Seattle ed  ha lavorato come avvocato prima di dedicarsi  alla scrittura, nel 1991. Attualmente vive a Bainbridge Island, Washington , con suo marito e suo figlio.  È una pluripremiata autrice, con oltre venti romanzi pubblicati. Tra i suoi romanzi apparsi in Italia ricordiamo:  L'estate in cui imparammo a volare - Mondadori 2014L'usignolo  - Mondadori 2016 - Il grande inverno (Mondadori 2018).


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mercoledì 16 gennaio 2019

Michel Houellebecq - Serotonina

Michel Houellebecq 
Serotonina

Recensione - Opinione di
 
Napoli - 14 gennaio 2019
 
Se vi aspettate un romanzo di fanta-politica, visionario ed anticipatore degli eventi scordatevelo!
Questa volta non siamo immersi nella bellezza/paura che ha suscitato “Sottomissione”  uscito nel 2015.  Non posso negare che l’ autore ha racchiuso la storia all’ interno di un disagio socio – politico – economico che la Francia, e da Italiana dico non solo, la Francia, sta vivendo. Sono da notare le politiche disastrose che l’ Unione Europera ( nel testo Bruxelle) e la Francia “di sinistra” sta scaricando sugli allevatori/agricoltori e non soltanto su di loro. La decadenza ecomonica che va di pari passo alla decadenza morale e sentimentale.  Ma questo è soprattutto un romanzo d’ amore.
Un amore che racconta la povertà dei sentimenti che affligge  l’ uomo contemporaneo. Un amore non da copertina, una storia vera; qualcosa che può capirare a chiunque essere umano di questa generazione. Dolore, confusione, smarrimento incapacità d’azione. Si può comprare tutto, fare soldi ma i sentimenti restano sempre traguardi alti e non facili da sostenere e gestire. Siamo impreparati per eccesso di possibilità. Smarrimento e scarsa capacità di impegnarsi, come scolari poco diligenti che scaricano la colpa altrove; pagina 9:
<< ... dalla società in generale non ho ottenuto niente, ... 
mi sono lasciato sballottare dalle circostanze, 
ho dimostrato la mia incapacità di riprendere in mano la mia vita, 
in realtà la virilità che sembrava sprigionarsi dal mio viso squadrato coi suoi spigoli schietti e dai miei tratti marcati era solo un inganno, una pura e semplice fregatura 
– dalla quale, certo, non ero responsabile.>>.
In questo romanzo è soprattutto il maschio, a subire questo declino, questa inesorabile caduta, questa perdita di controllo totale del concetto di socialità e amore. Un maschio non in grado di scegliere, agire, valutare ed amare. L’ assoluta incapacità di essere costante come se i sentimenti fossero sempre un contratto a tempo indeterminato che non prevede progetti a lungo temine!
Romanzo crudo, sfacciato, doloroso e assolutamente vero! L.Ch.
Il mio voto in libri da 1 a 5 è un 4 pieno: 📚📚📚📚📖

 
NOTE:
- Non posso non prendere nota di un avvenimento storico che sto vivendo:  oggi lunedì 14 gennaio 2019 in Italia, all’aeroporto di Ciampino – Roma, su un Falcon 900 dell’aeronautica militare Italiana,  la polizia della Bolivia, con l’aiuto del Brasile, ha fatto arrivare il latitante, da 38 anni,  terrorista rosso assassino, Cesare Battisti. Avendolo arrestato in Bolivia, e da lì partito, l’Italia non è tenuta a rispettare il patto con il Brasile che chiedeva di tramutare la pena dell’ergastolo in 30 anni di reclusione. Sono felice! In Italia oggi abbiamo un governo “di contratto”  con i Pentastellati e Salvini della Lega (direi un centro destra, che io ho votato).  Battisti sconterà nel carcere di Rebibbia i primi 6 mesi di condanna con isolamento diurno e poi verrà trasferito in un carcere di massima sicurezza. Le condanne sono definitive!  Solo tra 10 anni, forse, si potrà discutere di qualche beneficio giudiziario, forse.  Per quanto mi riguarda possono buttare la chiave. Con i terroristi non si tratta e non si perdona! L.Ch.
 
- Da Serotonina  di Michel Houellebecq : 
Quelli che, per me, sono i paragrafi più emozionanti! 
Di una potenza esistenziale assoluta. 

Pag. 8 - 9 << . . . Dal punto di vista amministrativo non è possibile quasi niente, l’amministrazione ha come scopo ridurre al massimo le tue possibilità di vita, sempre che non riesca molto semplicemente a distruggerla, del punto di vista dell' amministrazione un buon amministrato è un amministrato morto . . .>>.

Pag. 176 << È strana questa volontà di fare un bilancio, di convincersi, nel momento estremo, di aver vissuto; m forse no, forse è il contrario a essere possibile e strano, è terribile e strano pensare a tutti quegli uomini, tutte quelle donne che non hanno niente da dire, che non vedono altro destino futuro se non quello di dissolversi in un vago continuum biologico e tecnico (poiché le ceneri sono tecnica, anche quando sono destinate solo a servire da concime, vanno calcolati i passi di potassio e di azoto), insomma a tutte quelle persone la cui vita si è evoluta senza incidenti esterni, e che la lasciano senza pensarci, come si lascia un periodo di vacanza appena decente, senza peraltro avere idea di una destinazione ulteriore, solo con la vaga intuizione che sarebbe stato preferibile non nascere, in pratica mi riferisco alla maggior parte degli uomini e delle donne.>>.

Pag. 262
<< Il mio cuore fu strizzato da una contrazione dolorosa, i ricordi tornavano senza tregua, a ucciderti non è il futuro bensì il passato, che torna, ti tormenta, ti scava ed effettivamente finisce per ucciderti.>>.

Pag. 332 << Tutto era chiaro, estremamente chiaro, sin dall' inizio; ma non ne abbiamo tenuto conto. Abbiamo forse ceduto a illusioni di libertà individuale, mi vita aperta, di infinità dei possibili? È probabile, quelle idee erano nello spirito del tempo; non le abbiamo formalizzate, ce ne mancava l'inclinazione; ci siamo limitati a conformarsi a esse, a paragrafo distruggere; e poi, per molto tempo, a soffrirne.>>. 


TRAMA
Serotonina 
di Michel Houellebecq
Florent-Claude Labrouste è un quarantaseienne funzionario del ministero dell'Agricoltura, vive una relazione oramai al tramonto con una torbida donna giapponese, più giovane di lui, con la quale condivide un appartamento in un anonimo grattacielo alla periferia di Parigi. L'incalzante depressione induce Florent-Claude all'assunzione in dosi sempre più intense di Captorix, grazie al quale affronta la vita, un amore perduto che vorrebbe ritrovare, la crisi della industria agricola francese che non resiste alla globalizzazione, la deriva della classe media. Una vitalità rinnovata ogni volta grazie al Captorix, che chiede tuttavia un sacrificio, uno solo, che pochi uomini sarebbero disposti ad accettare.

Editore: ‎La Nave di Teseo (10 gennaio 2019)
Lingua: Italiano - 
Traduttore: Vincenzo Vega
Costo: 19,00 €
Copertina flessibile: 332 pagine
Dimensioni: ‎ 14.9 x 3.2 x 21.6 cm
Generi -  Etichette: Michel Houellebecq - Fiction Storica - Politica - Narrativa Moderna e Contemporanea - Romanzo Rosa

CENNI SULLA VITA di:
Michel Houellebecq
Ripresa da internet e/o dalla 4° di copertina:
Michel Houellebecq ([miˈʃɛl wɛlˈbɛk]), pseudonimo di Michel Thomas (Saint-Pierre, 26 febbraio 1956), è uno scrittore, saggista, poeta, regista e sceneggiatore francese.
L'autore, spesso assimilato al movimento anglosassone detto di Anticipazione sociale, è considerato uno dei più rilevanti scrittori della letteratura francese contemporanea. Si è segnalato anche come critico letterario e per le sue prese di posizione critiche sull'Islam. I suoi libri sono tradotti in italiano da Bompiani, che ha raccolto in due volumi la sua opera omnia, e da La nave di Teseo.

«La totalità degli animali e la schiacciante maggioranza degli uomini vivono senza mai provare il minimo bisogno di giustificazione. Vivono perché vivono, tutto qua, è così che ragionano; poi immagino che muoiano perché muoiono, e che questo, ai loro occhi, concluda l'analisi.»

(M. Houellebecq, Sottomissione, p. 43)

Nato nel dipartimento d'oltremare francese della Réunion, Michel Thomas è cresciuto fino a sei anni in Algeria. Suo padre, guida d'alta montagna, e sua madre, medico anestesista, si disinteressano molto presto di lui, dopo la nascita della sorellastra. I genitori lo affidano alla nonna paterna, Henriette Houellebecq, una comunista, della quale adotta il cognome. Dopo aver frequentato a Parigi il liceo Chaptal, nelle classi di preparazione per la Grande École, si iscrive alla facoltà di agraria nel 1975, dove fonda la poco fortunata rivista letteraria Karamazov, per la quale scrive qualche poesia e lavora alle riprese di un film dal titolo Cristal de souffrance.
Consegue la laurea in agraria nel 1978 con una specializzazione in «Ecologia e miglioramento dell'ambiente naturale». Subito dopo si iscrive all'École Nationale Supérieure Louis-Lumière, nella sezione di cinema, scegliendo l'indirizzo di riprese cinematografiche, che abbandona nel 1981. Lo stesso anno nasce suo figlio Étienne. Affronta in seguito un periodo di disoccupazione, e un divorzio che gli provoca una forte depressione. Inizia a lavorare come informatico nel 1983 alla Unilog (società informatica poi acquisita dalla Logica), dove resterà tre anni, periodo che diventerà poi fonte di ispirazione per Estensione del dominio della lotta, il suo primo romanzo pubblicato nel 1994. In seguito passa a lavorare all'Assemblée Nationale.
Verso la metà degli anni ottanta inizia a frequentare ambienti letterari parigini, pubblica le prime poesie e collabora con varie riviste. Le sue due prime raccolte di poesie, edite nel 1991, passano inosservate. In esse sono già percepibili i temi che verranno trattati in seguito, ossia la solitudine esistenziale e la denuncia del liberalismo e del capitalismo, all'opera fin nell'intimità degli individui:

«In situazione economica perfettamente liberale, c'è chi accumula fortune considerevoli; altri marciscono nella disoccupazione e nella miseria. In situazione sessuale perfettamente liberale, c'è chi ha una vita erotica varia ed eccitante; altri sono ridotti alla masturbazione e alla solitudine. Il liberalismo economico è l'estensione del dominio della lotta, la sua estensione a tutte le età della vita e a tutte le classi sociali. Ugualmente, il liberalismo sessuale è l'estensione del dominio della lotta a tutte le età della vita e a tutte le classi sociali. Sul piano economico, Raphaël Tisserand appartiene al clan dei vincitori; sul piano sessuale, a quello dei vinti. Certi guadagnano su entrambi i tavoli; altri, su entrambi perdono. Le imprese si contendono certi giovani diplomati; le donne si contendono certi giovani; gli uomini si contendono certe giovani; il problema e l'agitazione sono considerevoli.»

(da Estensione del dominio della lotta)

Sempre nel 1991 pubblica un saggio su Lovecraft. Estensione del dominio della lotta, suoprimo romanzo, viene pubblicato da Maurice Nadeau nel 1994 dopo essere stato rifiutato da parecchi editori. Esso ha collocato Houellebecq a capo di quella generazione di scrittori concentrati sulla miseria affettiva dell'uomo contemporaneo. Senza promozione né pubblicità, il romanzo si diffuse tramite il passaparola. Ne è stato tratto un film per il cinema francese da Philippe Harel nel 1999, e uno per la televisione danese da Jens Albinus nel 2002.
Michel Houellebecq (2008) Dopo la pubblicazione di Le particelle elementari (1998), il romanzo successivo, che lo fa conoscere in Francia e nel mondo, nascono forti polemiche sui media legate all'esclusione del suo autore dalla rivista letteraria Perpendiculaire, della quale faceva parte, a causa di "idee ambigue". La notorietà dell'autore, che replica senza peli sulla lingua su Le Monde, trae ovviamente vantaggio da tutta questa pubblicità. Les Particules élémentaires attacca (simbolicamente, ma al contempo nominandolo) lo scrittore Philippe Sollers. Il libro otterrà il Premio novembre, assegnato da una giuria della quale fa parte lo stesso Philippe Sollers, il quale testimonierà a favore di Houellebecq nel processo generato dalle dichiarazioni di Houellebecq sull'islam. Sempre nel 1998 riceve dal Ministero della cultura francese il Grand Prix national des lettres.
Houellebecq ha condiviso con il suo traduttore Frank Wynne il premio IMPAC 2002 per Atomised, la traduzione di Les particules élémentairesLe particelle elementari è generalmente considerato il suo testo più importante (attualmente tradotto in più di 25 paesi), premiato tra l'altro come migliore libro dell'anno dalla rivista francese Lire. Nel 2006 da Le particelle elementari è tratto il film tedesco Elementarteilchen, diretto da Oskar Roehler e che partecipa alla Berlinale, vincendo un Orso d'argento per il miglior attore protagonista.

Nel 2000 Houellebecq ha firmato i testi dell'album Présence humaine, su musiche di Bertrand Burgalat, vicini allo stile delle sue poesieː nell'album, che ha anche interpretato in concerto, sono presenti sia delle parti cantate che delle parti parlate. Il disco è uscito presso Tricatel, la casa discografica creata da Burgalat. Houellebecq attribuisce una pari importanza alla sua opera di saggista. Ha scritto su Les InrockuptiblesPerpendiculaireL'Atelier du RomanImmédiatement, oltre che sulla stampa internazionale. Nel 2001 lo scrittore francese viene processato per islamofobia a causa di alcune sue prese di posizione sulla religione musulmana. Vince la causa, ma poi lascia la Francia. Dopo aver vissuto per anni in Irlanda, Houellebecq si è in seguito trasferito in Spagna.
Nel 2004 Houellebecq è passato dal suo vecchio editore Flammarion alle edizioni Fayard, del potente gruppo Lagardère, per una cifra insolita per le edizioni francesi e l'assicurazione che il suo romanzo venga portato sul grande schermo. Alla ripresa letteraria del settembre 2005, ha occupato, con il suo romanzo La possibilità di un'isola, la gran parte delle pagine culturali dei media, mettendo in ombra gli altri 600 libri presentati. Ciò nonostante le vendite sono state inferiori al previsto (300.000 copie vendute contro le 400.000 attese). Dal romanzo lo stesso Houellebecq ha tratto un film, che non è stato distribuito in Italia, uscito nelle sale francesi nel 2008, senza riscuotere successo.
Michel Houellebecq, che si è risposato, dopo aver vissuto in Irlanda per parecchi anni si è trasferito in Spagna, all'interno del Parco naturale Cabo de Gata-Nijar, per poi tornare a vivere in Francia nel 2012. Nel 2010 pubblica il romanzo La carta e il territorio, edito in Italia da Bompiani, che vince il massimo premio letterario francese, il Goncourt. Nel 2015 è la volta di Sottomissione, la cui edizione italiana è ancora una volta di Bompiani. Nel 2019 è invece la volta di Serotonina, pubblicato in Italia da La Nave di Teseo. Riceve il premio internazionale alla carriera in occasione dei Premi Flaiano 2021.  Con la casa editrice – La Nave di Teseo – in Italia, il 07 gennaio 2022, esce con il romanzo  - Annientare – 
 
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domenica 13 gennaio 2019

Info box ... informativo ... I paragrafi più belli da Serotonina di Michel Hourllebecq



Da Serotonina 

di Michel Houellebecq

Napoli 
13 gennaio 2019


Quelli che, per me, sono i paragrafi più emozionanti! Di una potenzia esistenziale assoluta. 
A breve la mia Recensione - Opinione!
L.Ch.

Da pag. 8 - 9:
《《. . . Dal punto di vista amministrativo non è possibile quasi niente, l' amministrazione ha come scopo ridurre al massimo le tue possibilità di vita, sempre che non riesca molto semplicemente a distruggerla, del punto di vista dell' amministrazione un buon amministrato è un amministrato morto . . . .

Pag. 176: 
《《 È strana questa volontà di fare un bilancio, di convincersi, nel momento estremo, di aver vissuto; o forse no, forse è il contrario a essere terribile e strano, è terribile e strano pensare a tutti quegli uomini, tutte quelle donne che non hanno niente da dire, che non vedono altro destino futuro se non quello di dissolversi in un vago continuum biologico e tecnico (poiché le ceneri sono tecnica, anche quando sono destinate solo a servire da concime, vanno calcolati i passi di potassio e di azoto), insomma a tutte quelle persone la cui vita si è evoluta senza incidenti esterni, e che la lasciano senza pensarci, come si lascia un periodo di vacanza appena decente, senza peraltro avere idea di una destinazione ulteriore, solo con la vaga intuizione che sarebbe stato preferibile non nascere, in pratica mi riferisco alla maggior parte degli uomini e delle donne. 》》.

Pag. 262:

il mio cuore fu strizzato da una contrazione dolorosa, i ricordi tornavano senza tregua, a ucciderti non è il futuro bensì il passato, che torna, ti tormenta, ti scava ed effettivamente finisce per ucciderti.》》.

Pag. 332:
《《 tutto era chiaro, estremamente chiaro, sin dall' inizio; ma non ne abbiamo tenuto conto. Abbiamo forse ceduto a illusioni di libertà individuale, di vita aperta, di infinità dei possibili? È probabile, quelle idee erano nello spirito del tempo; non le abbiamo formalizzate, ce ne mancava l'inclinazione; ci siamo limitati a conformarci a esse, a lasciarcene distruggere; e poi, per molto tempo, a soffrirne. 》》


Edizione italiana: La Nave di Teseo
prima edizione 10 gennaio 2019



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lunedì 10 dicembre 2018

MARCO MALVALDI – LA MISURA DELL’ UOMO


MARCO MALVALDI 
LA MISURA 
DELL’ UOMO


 Mugnano di Napoli (Na)
06 Dicembre 2018

Desidero partire dal progetto grafico del libro che è stato realizzato da Rocio Isabel Gonzalez, veramente molto elegante e a tema diretto. Le riproduzioni, da Fac-Simile, (Riproduzione da Fac-Simile conservato nella Biblioteca della Stamperia d’Arte Fratelli Alinari, Firenze) di alcuni progetti di Leonardo da Vinci, sono tutti meravigliosi e appropriati.  Leggendo la trama dalla copertina, il romanzo,  potrebbe sembrare difficile e complicato:
il 1493, Ludovico il Moro, il re di Francia, il Regno di Napoli, e soprattutto Leonardo da Vinci; una fiction storica può sembrare sempre un po’ pesante come lettura, invece, questo giallo storico è sorprendente.  È attuale e fresco! Dettagliato, mai tedioso, è coinvolgente fin da subito, divertente ed intrigante.
Mi sono chiesta, dopo pochi capitoli: è più facile scrivere di fantasia, creando ex novo qualcosa che non esiste per poi espandersi all’infinito, oppure è più complesso fantasticare su qualcosa che potrebbe essere verosimile, soprattutto con personaggi, realmente esistiti e potenti nel cuore della gente, come quelli di questo romanzo? A voi la risposta! 
Ho molto apprezzato, all’inizio, la presentazione dei singoli personaggi divisi per ceto sociale, e soprattutto ho amato la raffigurazione dell’ albero genealogico degli Sforza Duchi di Milano, (un ripasso di storia non fa mai male!) e soprattutto la parte sulle amanti; mai sottovalutare le amanti.
Dopo queste due premesse, elenco dei numerosi personaggi e albero genealogico con amanti e figliastri inclusi, il libro potrebbe sembrare complicato, ma nella realtà le continue battute tra Beatrice d’Este, Ludovico il Moro, il duca di d’Orleans, Galeazzo Maria, Cecilia Gallerani di altri e soprattutto del Maestro Leonardo da Vinci, sono tutte mirate, vivaci e contemporanee, molto piacevoli da seguire.
Anche se sono personaggi storicamente grandiosi per la nostra Nazione e per l’ Europa tutta, diciamolo con orgoglio, nel romanzo prendono una dimensione più vicina a noi, una dimensione meno legata all’ aura storica che li lega alla mostra memoria; un esempio a pagina 98:
<< … La gente, quando parla, si scorda del resto del mondo.
Gli si potrebbe cavare un molare e manco se ne accorgerebbero,
da quanto sono intenti a chiacchierare degli affari loro.
Tutti gli uomini, tutti.
E se questo signore è un uomo,
allora c’è da qualche parte il modo di fregarlo.
Anche se si chiama Leonardo da Vinci.>>.
La vicenda raccontata sembra attuale come se fosse accaduta l’altro ieri e non in pieno Rinascimento; nell’intreccio sembra simile alla vita dei nostri giorni: con la decadenza morale in atto e la crisi economica latente.  Viene da chiedermi: sono una questione genetica della razza italiana le crisi? Che poi sono crisi relative, perché se viste dagli occhi del Leonardo del romanzo, sono solo confini da superare.  Da Pagina 75:
<<O forse perché, confini non ci sono proprio>>;
oppure pagina 185
<< ... perché quel confine non esiste>>.
O perché, aggiungerei di mio, gli Italiani, tendono sempre ad andare oltre, all’infinito a superare se stessi.  La risposta alla mia domanda arriva molto avanti nel romanzo, messa sulla bocca di Leonardo a pagina 267:
<<Per crescere bene occorre libertà e tranquillità.
In una parola fiducia.
Ma anche regole e rispetto di esse,
perché altrimenti il forte soverchia il debole,
o il furbo abbindola il fesso,
e di libertà non v’è più.>>.
Tornando al testo: gli innumerevoli personaggi, tutti di varia importanza, fin da subito, vengono tracciati in maniera semplice e diretta, si allungano nel racconto come le dita della mano, ognuno per sé, con spiccate personalità ma profondamente vincolati tra loro. Ogni personaggio, nonostante tutto, è unico.
Da notare, infatti, che, più volte, precisamente 4, (pagina 263,264,266,280) Marco Malvaldi ha l’ardire di  mettere in bocca al grande Leonardo da Vinci una frase inquietante: 
<<Se tu sarai solo, sarai sempre tuo.>>.
Fa riflettere! È impossibile non evidenziare, di tanto in tanto,  le incursioni dell’ autore nel racconto. Non solo descrivono, con simpatia, gli atteggiamenti, a non tutti consoni dell’ epoca rinascimentale, ma servono per rendere più scorrevole e semplice la lettura. Queste “incursioni a gamba tesa”, improvvise, sono piacevoli e le situazioni spiegate non sono mai troppe, mai ridondanti, mai inopportune, anzi sono brillanti, appropriate ed efficaci ma soprattutto divertenti quando l’autore le confronta con i giorni nostri.
Il thriller vero e proprio, per me,  non è così fondamentale. Certo l’incontro-scontro tra la scienza di Leonardo da Vinci e la superstizione dell’ astrologo di corte, Ambrogio Varese da Rosate - di porpora bardato - sul “come” viene ucciso Rambaldo Chiti (ex allievo di Leonardo) sono particolari; ma sono più degne di nota, i “perché” dell’assassinio, un perché tanto caro all’imponente Ludovico il Moro, rispetto ai mandanti e all’esecutore stesso.
Ciò che spicca, oltre alla genialità di Leonardo da Vinci, è la mente brillante di Ludovico il Moro, che va oltre l’omicidio, oltre ciò che si vede con occhi; il mantenere fermo il suo punto di arrivo.  Il giallo, il mistero, l’assassinio da svelare, sono solo lo sfondo, il filo conduttore dell’ opera e che spesso entrano in secondo piano, perché ciò che attira davvero è il concetto espresso bene a pagina 279: 
<< ... è nella crescita e nell’ imparare,
non nella nascita,
che si vede la misura dell’ uomo>>.
 L.Ch. Voto a 1 a 5 libri 📚📚📚📚🕮

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MARCO MALVALDI  
LA MISURA DELL’ UOMO

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A cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci, Marco Malvaldi gioca con la lingua, la scienza, la storia, il crimine e lo riporta in vita immaginando la sua multiforme intelligenza alle prese con le fragilità e la grandezza dei destini umani.  Ottobre 1493. Firenze è ancora in lutto per la morte di Lorenzo il Magnifico. Le caravelle di Colombo hanno dischiuso gli orizzonti del Nuovo Mondo. Il sistema finanziario contemporaneo si sta consolidando grazie alla diffusione delle lettere di credito. E Milano è nel pieno del suo rinascimento sotto la guida di Ludovico il Moro.  A chi si avventura nei cortili del Castello o lungo i Navigli capita di incontrare un uomo sulla quarantina, dalle lunghe vesti rosa, l’aria mite di chi è immerso nei propri pensieri. Vive nei locali attigui alla sua bottega con la madre e un giovinetto amatissimo ma dispettoso, non mangia carne, scrive al contrario e fatica a essere pagato da coloro cui offre i suoi servigi. È Leonardo da Vinci: la sua fama già supera le Alpi giungendo fino alla Francia di re Carlo VIII, che ha inviato a Milano due ambasciatori per chiedere aiuto nella guerra contro gli Aragonesi ma affidando loro anche una missione segreta che riguarda proprio lui. Tutti, infatti, sanno che Leonardo ha un taccuino su cui scrive i suoi progetti più arditi – forse addirittura quello di un invincibile automa guerriero – e che conserva sotto la tunica, vicino al cuore. Ma anche il Moro, spazientito per il ritardo con cui procede il grandioso progetto di statua equestre che gli ha commissionato, ha bisogno di Leonardo: un uomo è stato trovato senza vita in una corte del Castello, sul corpo non appaiono segni di violenza, eppure la sua morte desta gravi sospetti... Bisogna allontanare le ombre della peste e della superstizione, in fretta: e Leonardo non è nelle condizioni di negare aiuto al suo Signore. Un romanzo straordinario, ricco di felicità inventiva, di saperi e perfino di ironia, un’indagine sull’ uomo che più di ogni altro ha investigato ogni campo della creatività, un viaggio alla scoperta di qual è – oggi come allora – la misura di ognuno di noi
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Editore : Giunti (3 gennaio 2020)
Prima Pubblicazione: novembre 2018
Lingua : Italiano
Copertina flessibile : 296 pagine
Dimensioni : 12.5 x 1.88 x 19.5 cm

CENNI SULLA VITA
MARCO MALVALDI 

Ripresa da internet e/o  dalla 4° di copertina:

Nato a Pisa,  il 27 gennaio 1974 (stesso giorno di Mozart, Mordecai Richler, Lewis Carrol e Lando Fiorini), ha sempre vissuto a Pisa, a parte una breve e umida parentesi in Olanda.  E' sposato, ha un figlio e due gatti. Marco è un tipo eclettico, e sa fare male parecchie cose: dopo la laurea in chimica, ha frequentato fra il 1992 ed il 2005 il dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell' Università di Pisa dove si è laureato, ha conseguito un dottorato di ricerca ed è stato assegnista di ricerca per due anni al dipartimento di FarmaciaHa studiato anche al conservatorio, ha provato a fare il cantante lirico professionista ma la critica lo ha stroncato presto. Appesa l'ugola al chiodo, e messo in un cassetto chiuso male il mestiere di chimico, nel frattempo ha provato a scrivere un libro. E lì, per fortuna, sembra andare meglio. Con Sellerio editore ha pubblicato cinque gialli ambientati sulla costa toscana, che hanno come protagonisti Massimo e i vecchietti: tra il primo - La Briscola in Cinque - uscito nel 2007, fino a - Il Telefono Senza fili (2014). Tra i romanzi storici, è uscito nel 2015 - Buchi nella sabbia - con il giornalista e poeta Ernesto Ragazzoni; mentre del 2011 è spuntato fuori con -  Odore di Chiuso -  il cui protagonista è il noto cuoco e gourmet Pellegrino Artusi. Dei due anni successivi sono il giallo - Milioni di milioni - e il romanzo, di difficile classificazione in un solo genere letterario (thriller-crime story-feuilleton-libro di cucina),  - Argento vivo. Insomma scrive ciò che gli pare e quando vuole!



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